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Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)Daak ao, Sergio. — Ideale filosofica del « hias +, regime di vite e cemattizzazione
della sessualità nel pensiero dei pitagorici. A&R 2000 45 (3-4): 140-149, * Per i
pitagorici, anzichè negare o annientare i desideri, si tratta di riconoscerli, prenderne
DA GRAD: * ,S atto
e governarli. Il tema dell'opportunità si configura in questo quadro come
2050
capacità di scelta del momento nel quale assecondare o frenare un desiderio, nellu
scelta dei tempi e dei modi del suo soddisfacimento : scelta razionale come
condotta specifica dell'essere umano in quanto tale.
NAG aA, 5
=
IDEALE FILOSOFICO DEL BIS, REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITÀ... 141
esplicitamente presente gia nelle testimonianze di Aristotele, che parla
sempre delle dottrine dei Pyrbagoreior in senso lato},
Un primo problema ermeneutico, che scaturisce da queste premesse,
è quindi quello della comprensione di cosa significasse — per l’antichità —
essere un «pitagorico», ovvero di un criterio di identificazione discriminante. Tale problema, sempre seguendo le indicazioni della critica più
IDEALE FILOSOFICO DEL BIOS, REGIME DI VITA
E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITA NEL PENSIERO
DEI PITAGORICI
Poiché prevedo che fra breve dovrò presentarmi all'umanità
per metterla di fronte alla più grave esigenza che mat le sta
stata posta, mi sembra indispensabile dire chi io sono. In fondu
potrebbe essere gid noto: perché non ho mancato di
recente, può approssimativamente essere risolto facendo riferimento al
modello di vita professato dai cosiddetti pitagorici nelle varie fasi della
storia del movimento: il béos può essere, in altri termini, un efficace criterio euristico per una corretta intellezione del senso della filosofia pitagorica, tenendo sempre presente l'avvertenza che anche la ricostruzione del
modello di vita pitagorico, sulla base di quanto detto poc'anzi, non può
che essere congetturato da testimonianze posteriori e che risentono, pertanto, della loro tarda contestualizzazione.
Detto di nuovo: anche il nostro tentativo di individuare la struttura
‘dare prove! della meta esistenza,
del discorso pitagorico in materia sessuale se per un verso non potrà che
Friedrich Nietzsche
stesso tempo non potrà che emergere, in conseguenza del quadro di incerprovare a configurarsi seguendo questa traccia dell’«ideale di vita», allo
tezza sopra descritto, come ricostruzione congetturale.
La possibilità di articolare qualsivoglia discorso attorno alla filosofia
pitagorica — e quindi anche il seguente, incentrato attorno alla tematizzazione della sessualità presente in essa — non può prescindere, come è noto,
dal confrontarsi con alcuni aspetti essenziali della sua storiografia ed
oramai di comune dominio !. Anzitutto l'assenza di frammenti pervenutici
di Pitagora e, di contro, la gran massa di scritti apocrifi: i primi scritti di
ambito pitagorico sono a lui posteriori di un secolo ed appartengono a
Filolao di Crotone, ovvero ad un pensatore sulla cui originalità la critica si
è recentemente soffermata ?. In secondo luogo il carattere di leggenda che
ben presto avvolse la figura dello stesso Pitagora, rendendo ardua la
distinzione degli elementi biografici e dottrinali autentici dalle elaborazioni a lui posteriori, alimentò un atteggiamento nei suoi confronti o agiografico o denigratorio, con uno scarso rispetto dell’obiettività storica. In
terzo luogo le fonti sul pensiero pitagorico aumentano proporzionalmente
alla lontananza cronologica dalle sue origini, Il carattere di eteria caratterizzante la comunità degli allievi (ed allieve) si assommò, infine, nel contribuire a fornire quell'immagine compatta € totalizzante della scuola
! Per una prima visione delle problematiche storiografiche relative al pitagorismo
rimandiamo a Cu. H. Kaun, I pitagorismo prima di Platone, T presocratici, Bologna
1982, pp. 287-314; B. CentRoNE, Iatrodazione af pitagorict, Roma-Bari 19992, pp. 3-23,
1 Si cfr. ad esempio W. Houwer, Die geometrische Theologie des Phrlalaur,
«Philol.» 124 (1980), pp. 18-32; F. Franco RereLLINI, Percorsi dell'anima e scenari della
sapienza. Una ricostruzione del cosmo pitagorico, «Aut Aubs 184-185 (1981), pp. 67-94;
C. A. Hurtman, The Role of Number in Philolaus’ Philosophy, «Phronesis» 33 (1988),
pp. 1-30,
VITA TEORETICA E REGIME
Presso gli antichi Greci il genere letterario del bros ha sempre goduto
di una considerevole diffusione, testimoniando di un interesse per le indi.
vidualità d'eccezione che assumeva queste ultime ad exempla di una qualche idealità paradigmaticamente capace di conferire alla vita un senso ed
un valore, un ordine ed una razionalità intrinseci, e scaturenti — al contempo — dall'immanenza di un fine che conferiva alla vita stessa la propria
unità +, Questa tradizione ha peraltro la sua origine storica proprio nella
’ Sull'assenza di scritti e la conseguente frammentarietà ed oscurità della dottrina
pitagorica hanno insistito anche Porfirio e Diogene Luerzio nelle loro Vita di Pitagora
{efr. rispettivamente Porph., vit. Pyth, 57 e Diop, Laert., VII, 7). Per le testimonianze
aristoteliche relative a of kulosimenor Pythagéreioi, oltre ai frammenti 190-207 editi dal
Rose (V. Rose, Aristotelis quae ferebantur librorum fragmenta, Leipzig 1886!) ed a quelli
riconosciuti dal Wilpert (P. Witpenrr, Reste verlorener Aristoteles-Schriften bei Alexander von Apbrodisia, «Hermes» 75, 1940, pp, 369-396), cfr. anche i passi seguenti:
metaph., 1, 5,985 b 23 e I, 8, 989 b 29; mreteor, 1, 6,342 b 30e 1, 8, 345 a 14; de cuelo,
IT, 2, 284 b 7 © II, 13 293 a 20, Per una prima letteratura critica sui medesimi rimandiamo a M, Timpanara Carini, Artstotele e i Pitagorici, «An. Sc. Norm. Sup. Pisa» 31
(1962), pp. 133-150; J, A. Paie, Aristorle’s sources for pythagorean doctrine, «Phoenix»
17 (1963), pp. 251-265, In generale sulle fonti del pensiero pitagorico ancora valido E.
ZELLER - R. Monpotro, La filosofia greca nel suo sviluppo storico, parte 1, vol, Il, Firenze 19672, pp. 288-385.
* Sul genere letterario del bios una prima bibliografia è rappresentata dalle opere
di E Bart, Vira contemplativa, «Sitz.-Ber, Meidelb, Ak.» 8 (1920), pp. 7-10; W. JAEGER,
Genest e ricorso dell'ideale filosofico della vita, in uppendice a Aristotele, Firenze 1935,
pp. 959-617; R. Monnozro, Origine dell'ideale filosofico della vita, in Moralisti greci,
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stilizzazione della figura di Pitagora quale è stata offerta dal decimo libro
della Repubblica di Platone e più in generale dalla scuola plutonica: «Cosi
per questo motivo fu particolarmente amato Pitagora, e ancora oggi i suoi
seguaci, denominando pitagorico il loro modo di vita, sembrano in un
certo senso distinguersi dagli altri» (resp, 600 b; trad. it. di F. Sartori),
Ora, se è vero che la classicità ha volute riconoscere in Pitagora, a
partire appunto dalla restimonianza platonica, colui che per primo ha
professato un ideale di vita contemplativo, ovvero autenticamente filosopitagorici quali altre testimonianze ce lo rappresentano. Il motivo della
fico, nondimeno ci sembra che questa interpretazione abbia eluso le conseguenze sul piano sia etico che politico implicite nell’ideale di vita dei
condotta ‘pratica’ di vita non è mai scisso dalla teoresi, essendone
quest'ultima — come vedremo — il fondamento, In questa modellizzazione
— pertanto — i due ideali di vita, il bfos theoretités e quello praktikés, che
della conoscenza quale guida etica — e politica — dell'uomo, con al connel posteriore liceo aristotelico verranno nuovamente ad essere tematizzati separatamente (ma con un risalto maggiore per l'aspetto pratico),
crediamo che debbano essere coniugati unitariamente nel doni guire il
percorso esistenziale dei discepoli di Pitagora, appunto il Pyrhagéreios
bios. In quest'ultimo impera, infatti, il riconoscimento dell'essenzialirà
tempo una implicita sottolineatura del motivo pedagogico quale fondamento della virtù ®,
L'ideale di vita pitagorico, assunto in questi termini, può allora
minare, contenutisticamente, i precetti a cui l'adepto deve conformarsi:
essere ulteriormente chiarito alla luce di un altro importante concetto
che nelle testimonianze pervenuteci si configura come centrale nel dererl'armonia (barmonta), Detto altrimenti, se per la cosmologia pitagorica
l'armonia del numero, ovvero della misura, compare come elemento
coordinatore della molteplicità, come motive d'ordine ‘tra’ i fenomeni e
Napoli 1960, pp. 11-38; B. Suet, Le cultura greca e le organ del pensiero europeo,
Torino 1963, cap. XVII Teoria e prassi, pp. 419-430; A, Grit, U problema della vita
contemplativa nel mondo greco-ramano, Milano 1953; R, Jou, Le thème porlosophigne
des genres de vie dans l'antiquité classique, Bruxelles 1956; J.S. Morrison, The Origin of
Plato's PhilosopherStatesman, «Cl, Quart.» 52 (1958), pp. 198-218; W. Buexenr, Platon
oder Pythagoras? Zum Ursprung der Wortes «Philosophie», «Hermes» 78 (1960), pp.
159-177; G, PuoLiese CARRATELLI, Orphikes Bios, «ll Veltro» 20 (1976), pp. 235-248
fora in Trt Cadmo e Orfeo, Bologna 1990, pp. 403-419); H.G. GorTtscHaLk, Heraclidey
pp. 185-194,
of Pontus, Oxford 1980, pp, 23-35; H. Rausch, Theorie, Von ihrer sukralen zur philo.
sophischen Bedentung, München 1982.
* Basterebbe pensare al legame intimo che esiste tra orfismo e pitagorismo per
intendere la valenza etica, l'importanza per la condotta umana del discorso pitagorico,
Oppure le vicende relative alla conduzione aristocratica della città di Crotone per comprendere l'essenzialità del messaggio pitagorico anche da un punto di vista politico, Su
Pitagora come uomo pubblico si cfr. Porph.. vir. Pyth, 18-19 (= Dicaearch, fr. 33
Wehrli) e lambl., vrt. Pyeh., 37-57,
* Sul genere di vita pitagorico Diog. Laert., VII 33-35; lambl,, vit, Pyth, 82; 58
C 6 DK. Si veda JA. Pine, The Biographical Tradition. Pythagoras, «TAPA» 90 (1959),
IDEALE FILOSOFICO DEL MOS. REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITÀ... 143
principio regolativo ‘di ogni fenomeno, è necessario chiarire come
questo concetto concorra al costituirsi del discorso pitagorico attorno
Il concetto di armonia individua il principio di conciliazione di quella
all'ideale di vita dell’uomo.
lotta tra gli opposti (elementi limitati ed illimitati) che risulta essere il
modo fenomenico del darsi del mondo ull’osservazione del soggetto.
Questo principio non è interpretato dai pitagorici come mera costruzione
logica di interpretazione del reale, bensì come fondamento (arché) e vincolo sostanziale (onusta) degli stessi opposti ?, Ma nel caso dell'uomo, la
questione posta dalle testimonianze si fa complicata. Se, infatti, Platone
presenta l'armonia che caratterizza l'uomo come coincidente con l'anima,
che risulterebbe quindi il principio sostanziale dell'uomo stesso (Phaedo,
88 8) 5, Claudiano Mamerto la configura viceversa come quella condizione
di convenienza che mantiene la buona coesistenza tra la medesima anima
ed il corpo, risultando in tal senso un principio non sovrapponibile al concetto di anima (de statu animae, IL, 7, 172). Sono due visioni antitetiche
che aprono prospettive opposte al tentarivo di ricostruzione della riflessione pitagorica attorno alla sessualità ¢ che risentono — evidentemente — di
una posteriore lettura e risemantizzazione del pensiero degli stessi pitagorici, Tuttavia, appoggiandoci alla testimonianza di Diogene Laerzio (VIII,
30) di una tripartizione dell'anima in intelletto, mente ed animo (nous kai
phrénas kai thuntin), possiamo abbozzare una ipotesi interpretativa conciliante entrambe le posizioni, Se assumiamo, infatti, tale tripartizione — che
comunque, ricordiamolo, risente anch'essa di una riflessione successiva —
possiamo individuare in una sola facoltà dell'anima stessa, il sous, lo specifico umano, L'intelletto risulta pertanto la facoltà attraverso la quale
riferiva Claudiano Mamerto.
l'anima eserciterebbe una propria istanza di governo sul soggetto, coerentemente 1 quanto sottolineato in precedenza sul ruolo giocato dalla teoresi
- e dall’edueazione — nell'ideale di vita pitagorico: la misura, l'armonia che
caratterizza l'uomo sarebbe quindi da porre in relazione all'esercizio che
una parte dell'anima esercita sul corpo e sulle altre sue funzioni, risultando così — al contempo — tanto il principio sostanziale al quale faceva riferimento Platone quanto la convenienza del rapporto corpo-anima a cui si
della lezione platonica — la definizione di armonia (de am., A 4, 407 b
Questa ricostruzione può ulteriormente complessivizzarsi assumendo
uelle interpretazioni che rendono a distinguere l'anima propriamente
Be = la psyche — dalla componente demonica presente nell'uomo, Aristotele, ni prora attribuisce alla prima — sulla scorta probabilmente
Si efr. 44 B 11 DK: Arist,, weteph., À 5, 985b 23 e A 6, 987b 10; ma anche de
caclo B 9, 290b 12; nonché Diop. Laert., VII, 33. Su questo aspetto Bl, Van Dex
WALKDEN, Die Harmonielebre der Pythayoreer, «Hermes» 78 (1943), pp. 163-199 e R.
Vall anima nostra è un certo quil accordo»,
MONDOLFO, La compressione del soggetto umanto nell'antichità classica, Firenze 1958,
* Sull'anima in generale D,B. Claus, Toward the Soul, New Haven 1981.
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p(1I79-.831).,
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IDEALE FILOSOFICO DEL 4/08, REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITÀ...
so, come detto, di gestione del corpo: l'ideale di vita pitagorico investe
direttamente il problema del suo governo, tematizzandolo nel regime di
vita che deve essere perseguito dall'adepro contro ogni pericolo di contaminazione, di »míasma ©. Se l'uomo è un essere inquieto e violento, perché
offuscato dai desideri della pulsionalità, contro l'anarchia della sua natura
occorre la sorveglianza ed il governo del /6gos, di una parola riecheggiante
da uno spazio altro da quello umano 2°, per una sua stabilizzazione ed
armonizzazione ?!, Anche il medico Alemeone — del quale è peraltro dibattuta l'appartenenza alla scuola pitagorica - individuerà proprio nel prevalere della condizione di equilibrio tra le parti, sonoma, lo stato di salute
dell’uomo e, viceversa, nel prevalere di un solo elemento, monarkía, la
causa della malattia 2,
REGIME E SESSUALITÀ
La consapevolezza di una parentela generale di tutto il vivente, nel
uale riconoscere il proprio principio di individuazione, implicita nella
ottrina della metempsicosi, trova ulteriore conferma nel rifiuto del
phönos, dell'uccisione, di ogni essere animato (empsychion) 3. Questo
come detto = di una scelta, di una educazione. La loro capacità ascetica 2
si tramuta in un immediato significato politico di superiorità nei confronti
dei non pitagorici e quindi di supremazia rispetto al resto della popolazione cittadina ed al suo stile di vita, con una messa in discussione ultima di
alcune strutture della stessa polis 20,
Questa tematizzazione si presenta a noi, inoltre, anche come perno
risolutivo della questione relativa all'uso dei piaceri, proprio perché la
capacità di governare una comunità era anzitutto testimoniata, per la suddetta relazione tra macro e microcosmo, dalla capacità di autodominio
espressa dal singolo.
La relazione tra governo di sé e stabilità politica è documentata anzitutto da un discorso di Archita riportato da Cicerone (Cato maior 12, 3940 = 47 À 9 DK). L'abbandonarsi ciecamente e senza freno ai piaceri del
corpo porta, secondo il tarantino, ai tradimenti della patria ed alle rivoluzioni nelle città: tutte le scelleratezze e i delitti si commettono perché
suscitati dal non aver educato ad alcun controllo, fin dall'adolescenza, il
desiderio del piacere ed in particolare quello di natura sessuale. Vi è una
dicotomizzazione abbastanza evidente tra:
rifiuto è tuttavia connesso, come evidenziato da Vegetti , anche al rifiuto
di pölemos, del conflitto, qui inteso in un senso politico-sociale come la
conflittualità caratterizzante i processi di trasformazione in atto nella divisione e gestione dei poteri all’interno della polis: la relazione tra macro e
microcosmo intessuta dal pensiero pitagorico, nella quale alla contempla.
zione dell'armonia dell'universo deve corrispondere un cammino verso
l'instaurarsi di un'analoga armonia interiore all'uomo, tende a ridisegnare
lo spazio sociale della polis stessa e le sue dinamiche. La tematizzazione
della capacità al governo di sé sembrerebbe in tal senso gettare un ponte
proprio tra la sfera della condotta privata ed il piano d'azione propriamente politico: la vita pitagorica infatti coniugava, a partire dal significato
etico della condotta teoretica, vita contemplativa, vita pratica ed azione
politica. Nel già menzionato passo della Repubblica (600 a-b) un modello
di vita caratterizza, tanto in ámbito pubblico che in quello preso, coloro
che lo seguono: esso diventa un tratto distintivo e di eccellenza, frutto —
1% E la pratica dell'esame di coscienza quotidiano, della quale ci riferisce in particolare la testimonianza di Giamblico (lambl., vit, Pyth., 165), è da intendersi allora
come la crescita della consapevolezza del perseguimento di tale cammino di vita.
20 Sulla parola del dio che riecheggia da lontano si veda G. Corti, La nascita della
filosofia, Milano 1988; IDEM, La sapienza greca, vol. 1, Milano 19922, pp. 23-27.
2! Cfr, lambl., vit, Pyeh., 86. Sulla purificazione rimandiamo a M. Vecrrn, etica
degli antichi, Roma-Bari 1998), pp. 73-108.
2 C. Triesa.-Scuusert, Der Begriff der Isonamie bei Alkmaion, «Klio» 66 (1984),
pp. 40-50, Più in generale M. Timpanaro Carini, Anima, vita e morte in Alemeone,
«A&R» 42 (1940), pp. 213-224 e D. Faust, Alcmeone di Crotone, «St, Cl. Orient.» 22
(1973), pp. 85-110.
2 Si cfr. lambl., ver. Py:5., 107-108; Porph., eit. Pyth., 6; 14
3 M. Vecern, L'etica degli antichi, cit., pp. 79-83.
A9 DE,
147
temperanza
vs.
placere
virtü
vs,
scelleratezza
Il problema della continenza — anche della sessualità — si delinea
quindi come centrale nel percorso esistenziale pitagorico. Il frammento 25
A 2 DK?
si riferisce, ad esempio, alla continenza del pitagorico Icco di
Taranto durante gli allenamenti: per risultare vincitore nelle gare non era
3 MR. Grant, Dietary Laws among Pythagoreans, «Harv. Theol. Rev.» 73 (1980),
pp. 299-310 e], Scarsorousn, Beans, Pythagoreas, Taboos and Ancient Dietetics, «Cl.
World» 75 (1982), pp. 355-358.
26 L'affermazione della comunanza delle sostanze (lambl,, ver, Pyth,, 30 e 257) - ad
esempio ~ sembrerebbe porre in questione non solo la proprietà privata, ma anche la
struttura sociale primaria ad essa connessa, l’orkos, sebbene Deak hate di Pitagora
che abbiamo menzionato, sul rispetto dei doveri coniugali, lascerebbe intendere posizioni
più concilianti nei confronti dell'assetto sociale ed organizzativo della città, anche in rela
zione alla posizione contraddittoria assunta dallo stesso Pitagora nei confronti della
donna. Se, infatti, la scuola pitagorica si apre alla frequentazione femminile - rompendo
uno schema di esclusione della donna dalla vita sociale che si stava imponendo nella polis
greca — d'altro canto nell'elenco di opposizioni presentateci dal fr. 58 B 3 DK la contrapposizione maschio-femmina si accompagna ad una concettualizzazione della componente
maschile abbinata a termini come «buono» (agathón), «luce» (phds), «limite» (péras),
mentre l'elemento femminile a quelli di «cattivo» (Latón), «tenebre» (566/05) e «illimitato» (dpetron), Sulle implicazioni politiche della dottrina ¢ della condotta di vita pitayorica, in generale, $.C. Humpureys, "Trascendenza’ e ruoli intellettuali: il caso dell'antica
Grecia, in Saggi antropologici sulla Grecia antica, Bologna 1979, pp. 393-449.
è? Ma cfr. anche 25 À 1 DK.
Seite 5
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)2Anchedietànellaqualeavere«raportivenerei»(Lambl.,vsPyth.,209-210),
3Siveda—percompleteza—ancheilfr.24A13DK.
Pythagori-«VielaSurBOYANCE,R.GiamblicoSu205-213.Pyth.,vit.lambl.,17
4DAGRADISERGIO65-4721,2p1-1,4c9i.t.,pca.,
CONCLUSIONIALCUNE
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