Ideale filosofico del bios, regime di vita e tematizzazione della sessualita nel pensiero dei pitagorici

Autor
Dagradi, S.
Erschienen in
Atene e Roma
Jahr
2000
Thema
SEX
Sprache
Italiano
Kategorie
C7 Philosophie, C9 Medizin
Archivnummer
1339

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Daak ao, Sergio. — Ideale filosofica del « hias +, regime di vite e cemattizzazione della sessualità nel pensiero dei pitagorici. A&R 2000 45 (3-4): 140-149, * Per i pitagorici, anzichè negare o annientare i desideri, si tratta di riconoscerli, prenderne DA GRAD: * ,S atto e governarli. Il tema dell'opportunità si configura in questo quadro come 2050 capacità di scelta del momento nel quale assecondare o frenare un desiderio, nellu scelta dei tempi e dei modi del suo soddisfacimento : scelta razionale come condotta specifica dell'essere umano in quanto tale. NAG aA, 5 = IDEALE FILOSOFICO DEL BIS, REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITÀ... 141 esplicitamente presente gia nelle testimonianze di Aristotele, che parla sempre delle dottrine dei Pyrbagoreior in senso lato}, Un primo problema ermeneutico, che scaturisce da queste premesse, è quindi quello della comprensione di cosa significasse — per l’antichità — essere un «pitagorico», ovvero di un criterio di identificazione discriminante. Tale problema, sempre seguendo le indicazioni della critica più IDEALE FILOSOFICO DEL BIOS, REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITA NEL PENSIERO DEI PITAGORICI Poiché prevedo che fra breve dovrò presentarmi all'umanità per metterla di fronte alla più grave esigenza che mat le sta stata posta, mi sembra indispensabile dire chi io sono. In fondu potrebbe essere gid noto: perché non ho mancato di recente, può approssimativamente essere risolto facendo riferimento al modello di vita professato dai cosiddetti pitagorici nelle varie fasi della storia del movimento: il béos può essere, in altri termini, un efficace criterio euristico per una corretta intellezione del senso della filosofia pitagorica, tenendo sempre presente l'avvertenza che anche la ricostruzione del modello di vita pitagorico, sulla base di quanto detto poc'anzi, non può che essere congetturato da testimonianze posteriori e che risentono, pertanto, della loro tarda contestualizzazione. Detto di nuovo: anche il nostro tentativo di individuare la struttura ‘dare prove! della meta esistenza, del discorso pitagorico in materia sessuale se per un verso non potrà che Friedrich Nietzsche stesso tempo non potrà che emergere, in conseguenza del quadro di incerprovare a configurarsi seguendo questa traccia dell’«ideale di vita», allo tezza sopra descritto, come ricostruzione congetturale. La possibilità di articolare qualsivoglia discorso attorno alla filosofia pitagorica — e quindi anche il seguente, incentrato attorno alla tematizzazione della sessualità presente in essa — non può prescindere, come è noto, dal confrontarsi con alcuni aspetti essenziali della sua storiografia ed oramai di comune dominio !. Anzitutto l'assenza di frammenti pervenutici di Pitagora e, di contro, la gran massa di scritti apocrifi: i primi scritti di ambito pitagorico sono a lui posteriori di un secolo ed appartengono a Filolao di Crotone, ovvero ad un pensatore sulla cui originalità la critica si è recentemente soffermata ?. In secondo luogo il carattere di leggenda che ben presto avvolse la figura dello stesso Pitagora, rendendo ardua la distinzione degli elementi biografici e dottrinali autentici dalle elaborazioni a lui posteriori, alimentò un atteggiamento nei suoi confronti o agiografico o denigratorio, con uno scarso rispetto dell’obiettività storica. In terzo luogo le fonti sul pensiero pitagorico aumentano proporzionalmente alla lontananza cronologica dalle sue origini, Il carattere di eteria caratterizzante la comunità degli allievi (ed allieve) si assommò, infine, nel contribuire a fornire quell'immagine compatta € totalizzante della scuola ! Per una prima visione delle problematiche storiografiche relative al pitagorismo rimandiamo a Cu. H. Kaun, I pitagorismo prima di Platone, T presocratici, Bologna 1982, pp. 287-314; B. CentRoNE, Iatrodazione af pitagorict, Roma-Bari 19992, pp. 3-23, 1 Si cfr. ad esempio W. Houwer, Die geometrische Theologie des Phrlalaur, «Philol.» 124 (1980), pp. 18-32; F. Franco RereLLINI, Percorsi dell'anima e scenari della sapienza. Una ricostruzione del cosmo pitagorico, «Aut Aubs 184-185 (1981), pp. 67-94; C. A. Hurtman, The Role of Number in Philolaus’ Philosophy, «Phronesis» 33 (1988), pp. 1-30, VITA TEORETICA E REGIME Presso gli antichi Greci il genere letterario del bros ha sempre goduto di una considerevole diffusione, testimoniando di un interesse per le indi. vidualità d'eccezione che assumeva queste ultime ad exempla di una qualche idealità paradigmaticamente capace di conferire alla vita un senso ed un valore, un ordine ed una razionalità intrinseci, e scaturenti — al contempo — dall'immanenza di un fine che conferiva alla vita stessa la propria unità +, Questa tradizione ha peraltro la sua origine storica proprio nella ’ Sull'assenza di scritti e la conseguente frammentarietà ed oscurità della dottrina pitagorica hanno insistito anche Porfirio e Diogene Luerzio nelle loro Vita di Pitagora {efr. rispettivamente Porph., vit. Pyth, 57 e Diop, Laert., VII, 7). Per le testimonianze aristoteliche relative a of kulosimenor Pythagéreioi, oltre ai frammenti 190-207 editi dal Rose (V. Rose, Aristotelis quae ferebantur librorum fragmenta, Leipzig 1886!) ed a quelli riconosciuti dal Wilpert (P. Witpenrr, Reste verlorener Aristoteles-Schriften bei Alexander von Apbrodisia, «Hermes» 75, 1940, pp, 369-396), cfr. anche i passi seguenti: metaph., 1, 5,985 b 23 e I, 8, 989 b 29; mreteor, 1, 6,342 b 30e 1, 8, 345 a 14; de cuelo, IT, 2, 284 b 7 © II, 13 293 a 20, Per una prima letteratura critica sui medesimi rimandiamo a M, Timpanara Carini, Artstotele e i Pitagorici, «An. Sc. Norm. Sup. Pisa» 31 (1962), pp. 133-150; J, A. Paie, Aristorle’s sources for pythagorean doctrine, «Phoenix» 17 (1963), pp. 251-265, In generale sulle fonti del pensiero pitagorico ancora valido E. ZELLER - R. Monpotro, La filosofia greca nel suo sviluppo storico, parte 1, vol, Il, Firenze 19672, pp. 288-385. * Sul genere letterario del bios una prima bibliografia è rappresentata dalle opere di E Bart, Vira contemplativa, «Sitz.-Ber, Meidelb, Ak.» 8 (1920), pp. 7-10; W. JAEGER, Genest e ricorso dell'ideale filosofico della vita, in uppendice a Aristotele, Firenze 1935, pp. 959-617; R. Monnozro, Origine dell'ideale filosofico della vita, in Moralisti greci,

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SERGIO DAGRADI stilizzazione della figura di Pitagora quale è stata offerta dal decimo libro della Repubblica di Platone e più in generale dalla scuola plutonica: «Cosi per questo motivo fu particolarmente amato Pitagora, e ancora oggi i suoi seguaci, denominando pitagorico il loro modo di vita, sembrano in un certo senso distinguersi dagli altri» (resp, 600 b; trad. it. di F. Sartori), Ora, se è vero che la classicità ha volute riconoscere in Pitagora, a partire appunto dalla restimonianza platonica, colui che per primo ha professato un ideale di vita contemplativo, ovvero autenticamente filosopitagorici quali altre testimonianze ce lo rappresentano. Il motivo della fico, nondimeno ci sembra che questa interpretazione abbia eluso le conseguenze sul piano sia etico che politico implicite nell’ideale di vita dei condotta ‘pratica’ di vita non è mai scisso dalla teoresi, essendone quest'ultima — come vedremo — il fondamento, In questa modellizzazione — pertanto — i due ideali di vita, il bfos theoretités e quello praktikés, che della conoscenza quale guida etica — e politica — dell'uomo, con al connel posteriore liceo aristotelico verranno nuovamente ad essere tematizzati separatamente (ma con un risalto maggiore per l'aspetto pratico), crediamo che debbano essere coniugati unitariamente nel doni guire il percorso esistenziale dei discepoli di Pitagora, appunto il Pyrhagéreios bios. In quest'ultimo impera, infatti, il riconoscimento dell'essenzialirà tempo una implicita sottolineatura del motivo pedagogico quale fondamento della virtù ®, L'ideale di vita pitagorico, assunto in questi termini, può allora minare, contenutisticamente, i precetti a cui l'adepto deve conformarsi: essere ulteriormente chiarito alla luce di un altro importante concetto che nelle testimonianze pervenuteci si configura come centrale nel dererl'armonia (barmonta), Detto altrimenti, se per la cosmologia pitagorica l'armonia del numero, ovvero della misura, compare come elemento coordinatore della molteplicità, come motive d'ordine ‘tra’ i fenomeni e Napoli 1960, pp. 11-38; B. Suet, Le cultura greca e le organ del pensiero europeo, Torino 1963, cap. XVII Teoria e prassi, pp. 419-430; A, Grit, U problema della vita contemplativa nel mondo greco-ramano, Milano 1953; R, Jou, Le thème porlosophigne des genres de vie dans l'antiquité classique, Bruxelles 1956; J.S. Morrison, The Origin of Plato's PhilosopherStatesman, «Cl, Quart.» 52 (1958), pp. 198-218; W. Buexenr, Platon oder Pythagoras? Zum Ursprung der Wortes «Philosophie», «Hermes» 78 (1960), pp. 159-177; G, PuoLiese CARRATELLI, Orphikes Bios, «ll Veltro» 20 (1976), pp. 235-248 fora in Trt Cadmo e Orfeo, Bologna 1990, pp. 403-419); H.G. GorTtscHaLk, Heraclidey pp. 185-194, of Pontus, Oxford 1980, pp, 23-35; H. Rausch, Theorie, Von ihrer sukralen zur philo. sophischen Bedentung, München 1982. * Basterebbe pensare al legame intimo che esiste tra orfismo e pitagorismo per intendere la valenza etica, l'importanza per la condotta umana del discorso pitagorico, Oppure le vicende relative alla conduzione aristocratica della città di Crotone per comprendere l'essenzialità del messaggio pitagorico anche da un punto di vista politico, Su Pitagora come uomo pubblico si cfr. Porph.. vir. Pyth, 18-19 (= Dicaearch, fr. 33 Wehrli) e lambl., vrt. Pyeh., 37-57, * Sul genere di vita pitagorico Diog. Laert., VII 33-35; lambl,, vit, Pyth, 82; 58 C 6 DK. Si veda JA. Pine, The Biographical Tradition. Pythagoras, «TAPA» 90 (1959), IDEALE FILOSOFICO DEL MOS. REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITÀ... 143 principio regolativo ‘di ogni fenomeno, è necessario chiarire come questo concetto concorra al costituirsi del discorso pitagorico attorno Il concetto di armonia individua il principio di conciliazione di quella all'ideale di vita dell’uomo. lotta tra gli opposti (elementi limitati ed illimitati) che risulta essere il modo fenomenico del darsi del mondo ull’osservazione del soggetto. Questo principio non è interpretato dai pitagorici come mera costruzione logica di interpretazione del reale, bensì come fondamento (arché) e vincolo sostanziale (onusta) degli stessi opposti ?, Ma nel caso dell'uomo, la questione posta dalle testimonianze si fa complicata. Se, infatti, Platone presenta l'armonia che caratterizza l'uomo come coincidente con l'anima, che risulterebbe quindi il principio sostanziale dell'uomo stesso (Phaedo, 88 8) 5, Claudiano Mamerto la configura viceversa come quella condizione di convenienza che mantiene la buona coesistenza tra la medesima anima ed il corpo, risultando in tal senso un principio non sovrapponibile al concetto di anima (de statu animae, IL, 7, 172). Sono due visioni antitetiche che aprono prospettive opposte al tentarivo di ricostruzione della riflessione pitagorica attorno alla sessualità ¢ che risentono — evidentemente — di una posteriore lettura e risemantizzazione del pensiero degli stessi pitagorici, Tuttavia, appoggiandoci alla testimonianza di Diogene Laerzio (VIII, 30) di una tripartizione dell'anima in intelletto, mente ed animo (nous kai phrénas kai thuntin), possiamo abbozzare una ipotesi interpretativa conciliante entrambe le posizioni, Se assumiamo, infatti, tale tripartizione — che comunque, ricordiamolo, risente anch'essa di una riflessione successiva — possiamo individuare in una sola facoltà dell'anima stessa, il sous, lo specifico umano, L'intelletto risulta pertanto la facoltà attraverso la quale riferiva Claudiano Mamerto. l'anima eserciterebbe una propria istanza di governo sul soggetto, coerentemente 1 quanto sottolineato in precedenza sul ruolo giocato dalla teoresi - e dall’edueazione — nell'ideale di vita pitagorico: la misura, l'armonia che caratterizza l'uomo sarebbe quindi da porre in relazione all'esercizio che una parte dell'anima esercita sul corpo e sulle altre sue funzioni, risultando così — al contempo — tanto il principio sostanziale al quale faceva riferimento Platone quanto la convenienza del rapporto corpo-anima a cui si della lezione platonica — la definizione di armonia (de am., A 4, 407 b Questa ricostruzione può ulteriormente complessivizzarsi assumendo uelle interpretazioni che rendono a distinguere l'anima propriamente Be = la psyche — dalla componente demonica presente nell'uomo, Aristotele, ni prora attribuisce alla prima — sulla scorta probabilmente Si efr. 44 B 11 DK: Arist,, weteph., À 5, 985b 23 e A 6, 987b 10; ma anche de caclo B 9, 290b 12; nonché Diop. Laert., VII, 33. Su questo aspetto Bl, Van Dex WALKDEN, Die Harmonielebre der Pythayoreer, «Hermes» 78 (1943), pp. 163-199 e R. Vall anima nostra è un certo quil accordo», MONDOLFO, La compressione del soggetto umanto nell'antichità classica, Firenze 1958, * Sull'anima in generale D,B. Claus, Toward the Soul, New Haven 1981.

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Dbestia.laverKs.oo21dAio14vefrr.silo&odsmri0sstesruil,8;iVpeIr iv1tnrepc'uuacaYp5I«dmVRdiD4*lolahenosnenr,IM5uitfDcl9odprémndet'lisot’rP-iIpuchcaeaeibino5rsD.aShpmt-rst3o7pepEnrgai;t-lp1aecStezscdxrlfieh.unv,aIunotLinmr,.-slieeU,asotdpoggaApdnEv-Ltlmàno»eboui.nrarJuCs.DiIdlltR-e—aloAdciTaerKi.Peev2zmr-1S#sÀotn»càaa)c—1#i9vA.me9ldz,epatm;ro6o7g,Dcs3iaclpdyte8A-n;oIi'-iàm—loreuEqDz,n4ed2aul1Oop«uliLSn2t,pvnlmdrpAesT'oa14hiest'uluoirovgraeG.tAorezhqps.clmn1ni,grlnadourpThp4i(istsetrionp.eDEeàamna'zoucio.rrlMn(oKnusz4dr1moeulsBA=cncà(r;td9eai—otunIèTplohzh1-3nl«aei2Vrem»sdaI9m57,d18tolp6dZgf,eio9a4gEicrel-sn8ParDusv;tv'dtoqi)ln2rotLpAre)1ka'uK,gl9trosciiu.Zq5cad,.zeletOapoèùbI1lnBc,imats.or7fEr4OduvdocegàzLt,piqczeisNruu'1BAhotemaitn4cEslao9n,rdnébemntiu4d»7oèEu1.oe2eeanutvnlssd6VilR1.rfmtdonpnal5t,,utci3reo,9audlasor-6fdleg.mITr,tii.snl01NeDtre.sn2ìcAEolg,»az6vaionvp01dOguscinkin4ctlder«Day9pmcoierIaoi,uL.tnalisn.oppziel',R,aIttd’PcP1rishucs«,pomEglpyenLy9uGhkia:Arla2ot0stac4foern1bsdnpnchtpI9;gaasihece.tr.moi,odMh:r1egacé7.zud«leIsaoerE9,tois4nk'PVdmvleiZmre,vaa,aiD8tso7dsialt-fr/laisKotnv,mbnè)zqv0io.ccuaieupt,emloul5.slhPtdpc-.FrlPEe1oantEi,:edmnoi2eaD1tllOdvdzoairsylrsm13bedoa»EimesA9plDivcmgeLsL.Olbtn,-hrcvIodnepaalrligàzTi.udFrn1sen,meqpa5dt6,nailIal4oni’e,umhtoi-',asLtHrlcvoezu,2dda1sDpnObafit'pEom,e6cralpue0iySnih.ssoKe;auprllGnttcmoObanspiTsyeuhfFsIldilrze,ncmBtàaa'aoI'ir1Czp.lcl,ntuasgnimb1adif,eDdoerorsatlcOr:9znat'PinhL.uexrllftmi3qicIgaaeurCbeomi#1s6rclSdtDuSdicas.vx,o;oeibrmtn5eElLstuDl,àasntdArq4ecnlo1Gr,aiGWnctmobée8nLthpougMaers.itare3eEofGvaWzntKb,nuoien1roiosà.atèmclcpntmn-dSeznetiro(tCvh3au-ucrndnAs,eao2eea,.ipUmrdascdouavd'(LCiTMerllusintr1apni9mAoave',r9eflclnoRpgtpmse6drieehvsRod1-oculn0-zppre4Ailrc)icnsateoh-luom.s,qpmz:-catnitnd(ifIcsu,lPese,mgttrcoyD7)upadine.rilSsn3tdv'SdaspecàtivoeirlmnaotGeussnpagbilrt'7latprcSa(d.mièélae1,htrheoalobnqp.'’s$-udicmfcrsMerelait,du7cn.niplalieo9»enzGiumstc—nsra!qmdciovl.od>rpyEeituam:!nndethtpfonvcaabm,ircCd.la.iLpem,eailthosfnod.í«cislt(-émvn;urlz!sRiento1lei8voa2f'acsgt9;5z,éamnneprvoat8epiliidscgbr.ue3-reanotmhtpsione)5dagmraa1rcedcDtiou,t9lésíïoia3'esdnbh,KmvrodqXl4«nsàipcbze5m,iuaznPA0Imavro1esdlyolrsnaimc,eVto1—dlté5nedrsuc,aFDhe,5eqtGaoeozti.dtAmsscahlupr©:h,lnmeBazcGurltdèooeniaulitcíRaevtsoc.Pgn5ilaledò.Arogepita8nnfsi,a»lt—D.mmot.,saneersnoleIdpc8mfvgaial't«d,znrno2omm-rSl.ShedpAze0ar9ddíyutGpiEi;e;in,mfia1oratelRslnzlnepbd]zea3rthcbvGgaacps,nnoihlIeriu'3.r,oztdcvsqVOevldae3rmdoiéiivn,umboalp47redttaceeibT'nqo09atsiMluàuaesdInlor-t7,Dainltsmurié3scntqecdolog'res8A.bihutad'loi.tpoonl9ue,caszeui»lncL)1ioamnos.rtmzcrp.6oeaddcmmpcairnt-opesirdaoglpe1vannlitnîoLrip7ào'faevfqlltde;O.icappDnraromaàntuareodgEriergpcason,ncDltfrimTyusedlinotzEci2arsfItpmden.evaatLlTsl,,iEhoiactzsuiemIvlm4Mc,p'NémodotvidnhsiàgeEoae0—pe,topsriiN.m4dngnEIlnrocSeiasLtNauOp,vtenimAriedl'Etrsangeeucaoncep,dfiSmlGmratpo«lbyeeius,rMoóndiaslrnctlopEMoe.ryg,ailuseólodhi,1,ebokomneaigsf9tn—u,cdesb'mógp-eouiaÈ1s1Si»lé5,o0i2u0sCcvcutzt3ti,raATsmeeoapseg;hincràEi21autndlosoLirn47eupralmtsstcih,mztsdl)eInaoeàaoailo.e, p(1I79-.831).,

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SERGIO DAGRADI IDEALE FILOSOFICO DEL 4/08, REGIME DI VITA E TEMATIZZAZIONE DELLA SESSUALITÀ... so, come detto, di gestione del corpo: l'ideale di vita pitagorico investe direttamente il problema del suo governo, tematizzandolo nel regime di vita che deve essere perseguito dall'adepro contro ogni pericolo di contaminazione, di »míasma ©. Se l'uomo è un essere inquieto e violento, perché offuscato dai desideri della pulsionalità, contro l'anarchia della sua natura occorre la sorveglianza ed il governo del /6gos, di una parola riecheggiante da uno spazio altro da quello umano 2°, per una sua stabilizzazione ed armonizzazione ?!, Anche il medico Alemeone — del quale è peraltro dibattuta l'appartenenza alla scuola pitagorica - individuerà proprio nel prevalere della condizione di equilibrio tra le parti, sonoma, lo stato di salute dell’uomo e, viceversa, nel prevalere di un solo elemento, monarkía, la causa della malattia 2, REGIME E SESSUALITÀ La consapevolezza di una parentela generale di tutto il vivente, nel uale riconoscere il proprio principio di individuazione, implicita nella ottrina della metempsicosi, trova ulteriore conferma nel rifiuto del phönos, dell'uccisione, di ogni essere animato (empsychion) 3. Questo come detto = di una scelta, di una educazione. La loro capacità ascetica 2 si tramuta in un immediato significato politico di superiorità nei confronti dei non pitagorici e quindi di supremazia rispetto al resto della popolazione cittadina ed al suo stile di vita, con una messa in discussione ultima di alcune strutture della stessa polis 20, Questa tematizzazione si presenta a noi, inoltre, anche come perno risolutivo della questione relativa all'uso dei piaceri, proprio perché la capacità di governare una comunità era anzitutto testimoniata, per la suddetta relazione tra macro e microcosmo, dalla capacità di autodominio espressa dal singolo. La relazione tra governo di sé e stabilità politica è documentata anzitutto da un discorso di Archita riportato da Cicerone (Cato maior 12, 3940 = 47 À 9 DK). L'abbandonarsi ciecamente e senza freno ai piaceri del corpo porta, secondo il tarantino, ai tradimenti della patria ed alle rivoluzioni nelle città: tutte le scelleratezze e i delitti si commettono perché suscitati dal non aver educato ad alcun controllo, fin dall'adolescenza, il desiderio del piacere ed in particolare quello di natura sessuale. Vi è una dicotomizzazione abbastanza evidente tra: rifiuto è tuttavia connesso, come evidenziato da Vegetti , anche al rifiuto di pölemos, del conflitto, qui inteso in un senso politico-sociale come la conflittualità caratterizzante i processi di trasformazione in atto nella divisione e gestione dei poteri all’interno della polis: la relazione tra macro e microcosmo intessuta dal pensiero pitagorico, nella quale alla contempla. zione dell'armonia dell'universo deve corrispondere un cammino verso l'instaurarsi di un'analoga armonia interiore all'uomo, tende a ridisegnare lo spazio sociale della polis stessa e le sue dinamiche. La tematizzazione della capacità al governo di sé sembrerebbe in tal senso gettare un ponte proprio tra la sfera della condotta privata ed il piano d'azione propriamente politico: la vita pitagorica infatti coniugava, a partire dal significato etico della condotta teoretica, vita contemplativa, vita pratica ed azione politica. Nel già menzionato passo della Repubblica (600 a-b) un modello di vita caratterizza, tanto in ámbito pubblico che in quello preso, coloro che lo seguono: esso diventa un tratto distintivo e di eccellenza, frutto — 1% E la pratica dell'esame di coscienza quotidiano, della quale ci riferisce in particolare la testimonianza di Giamblico (lambl., vit, Pyth., 165), è da intendersi allora come la crescita della consapevolezza del perseguimento di tale cammino di vita. 20 Sulla parola del dio che riecheggia da lontano si veda G. Corti, La nascita della filosofia, Milano 1988; IDEM, La sapienza greca, vol. 1, Milano 19922, pp. 23-27. 2! Cfr, lambl., vit, Pyeh., 86. Sulla purificazione rimandiamo a M. Vecrrn, etica degli antichi, Roma-Bari 1998), pp. 73-108. 2 C. Triesa.-Scuusert, Der Begriff der Isonamie bei Alkmaion, «Klio» 66 (1984), pp. 40-50, Più in generale M. Timpanaro Carini, Anima, vita e morte in Alemeone, «A&R» 42 (1940), pp. 213-224 e D. Faust, Alcmeone di Crotone, «St, Cl. Orient.» 22 (1973), pp. 85-110. 2 Si cfr. lambl., ver. Py:5., 107-108; Porph., eit. Pyth., 6; 14 3 M. Vecern, L'etica degli antichi, cit., pp. 79-83. A9 DE, 147 temperanza vs. placere virtü vs, scelleratezza Il problema della continenza — anche della sessualità — si delinea quindi come centrale nel percorso esistenziale pitagorico. Il frammento 25 A 2 DK? si riferisce, ad esempio, alla continenza del pitagorico Icco di Taranto durante gli allenamenti: per risultare vincitore nelle gare non era 3 MR. Grant, Dietary Laws among Pythagoreans, «Harv. Theol. Rev.» 73 (1980), pp. 299-310 e], Scarsorousn, Beans, Pythagoreas, Taboos and Ancient Dietetics, «Cl. World» 75 (1982), pp. 355-358. 26 L'affermazione della comunanza delle sostanze (lambl,, ver, Pyth,, 30 e 257) - ad esempio ~ sembrerebbe porre in questione non solo la proprietà privata, ma anche la struttura sociale primaria ad essa connessa, l’orkos, sebbene Deak hate di Pitagora che abbiamo menzionato, sul rispetto dei doveri coniugali, lascerebbe intendere posizioni più concilianti nei confronti dell'assetto sociale ed organizzativo della città, anche in rela zione alla posizione contraddittoria assunta dallo stesso Pitagora nei confronti della donna. Se, infatti, la scuola pitagorica si apre alla frequentazione femminile - rompendo uno schema di esclusione della donna dalla vita sociale che si stava imponendo nella polis greca — d'altro canto nell'elenco di opposizioni presentateci dal fr. 58 B 3 DK la contrapposizione maschio-femmina si accompagna ad una concettualizzazione della componente maschile abbinata a termini come «buono» (agathón), «luce» (phds), «limite» (péras), mentre l'elemento femminile a quelli di «cattivo» (Latón), «tenebre» (566/05) e «illimitato» (dpetron), Sulle implicazioni politiche della dottrina ¢ della condotta di vita pitayorica, in generale, $.C. Humpureys, "Trascendenza’ e ruoli intellettuali: il caso dell'antica Grecia, in Saggi antropologici sulla Grecia antica, Bologna 1979, pp. 393-449. è? Ma cfr. anche 25 À 1 DK.

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2Anchedietànellaqualeavere«raportivenerei»(Lambl.,vsPyth.,209-210), 3Siveda—percompleteza—ancheilfr.24A13DK. Pythagori-«VielaSurBOYANCE,R.GiamblicoSu205-213.Pyth.,vit.lambl.,17 4DAGRADISERGIO65-4721,2p1-1,4c9i.t.,pca., CONCLUSIONIALCUNE c1caqaDvoundtsd4prfogfbiul9eoaitscnpalcengz.airsabm,St-d-eiosrvenEiafodd,tS-oncirczenefsat-,dru-nislhanqUeetìocaA-rpzvbudmlieneLtcrrauI—esdnist'tphiozT,lgmcae—ua,crÀdirinelpt.euaotsnlsolnGceitirdmbt,u.cosiitradelnLaohf,RDmdpariqsebemn—slEvstorcu'fvàoeLeOgi,taoolpbnérdmnuotis:vsalaAppztm,uernddieui'apo.aTsguorencmpLdtzEnisqosfaedlMii;ptog”u’,zalnAenrim.mpascudlTcsotreR3isvnoIi.azl6nepmgcotZBor,-landgtev.zicpt5*relostnAdo0pgta,retZri,tnqnoI,oasudicrcmep4iaeOl:nadauhcg2rNgpie,str.oecsmbEallV'unioezeioui(dvIscarEfcn,Dzf1loneàqaruo9IsV’%ite.tldausgm3n,aIcdoizrd9pstTeniig)argm,sAtpldcr,pnue-aloeaiuuoDscmqn.,5mPlvirIayehustn2dooacRpneic'aifld—thdEtGorln»uaviecenridosgtcaim,Ieerdpmvsoài.ahrMgedoctgldLspl.ErS—enhnazmoi»egu'étin,4articgPdm/M2pluveEieist,01sntocoplrtu5ea.z.gtprna,ptsdmiiueocgVp«rseDro,.oiI—sRgdobEmtrleufcsreaeLaLpàIdignoflvotn,èv,riceu.FdrlsemuditoasvInLcpecnlzeri—td,aLoidoacltreseaeOmmnÈtos,iraniRSvdbeqczavhtobe.mOeslo,npieLuatFdicovl'radLiaIcrneiee’scouDC'n,itclSdllvofgmsiOrcduu,tta,roednlloii’Iroaz'gsefnvddDoSqu.zacatiiI‘esenEprcmnuloozasaiersAe3:%1ngcàtpmc8llLoesiiadzemtnEggueéaifsracecr.erog:npillitcnsanamelaitzdilerlo:,aià,eoe,» Eorsiigodion,e«dAel&Rs»emn.es.u4ma(n1o99.9),p.121-129, rBlfseccs1tldapnrtdi1ise4uu'ioetohnua5i8gflplvertmzd3tcomeadsovilnpekratlhndl'vro('ciIÈezlsetLoasn1otida'à3em2»èrmohez9?và0rc,apnostinu6eidlaeögSSaCMn>g3onctvsslufreiu,.)izn'taoirlpvèlcum,e.invpeoFSmieaksraglt,Drl4eteoomvnczeppàa4uidorTlnesodh.mlgrc’leidbm,tioöBeaanloèdiets—t1rudgladnc4d,heisat1qsiPzogplz1eo.3crmaidns—aveftms-ladèlu,i«oKnrene1[tmdtvudaUk-mnòp6eBLielcedaa,Ctt(9rs'domoivHeietpu;Vl1irltorcA(nbs,u5aItfmagdl-Reozri9oqimassrnreS]plocIpidousimtdK'asaoripc,er,pndiDInlnqeitastionr(,Gg2ecmuzprdiKzpdaEote8vtiiePSomosrnsàna)ldauqr.eicoviatel:,Svuteloamnorpn2ErazeI;cal«dibo4iàRvrtlpnlIg,unotpsGliqorialedtmAfdoeImàmcMpsurtrenioraOn—d.lieRcae2tt8nLsl.ru5aDgcnoimu3anad:BvlADtnrieom8poe.tnsarzGgpLuK[cfcF,ea(eo)uotr,RmflOp.arhvA.neiacLo»Auydncvfi,1zeèln5.atDoltPc9caasce,n)4hlr(I—oe1atoodumsp:»aetL(is6rd2cnivennrgKmauPs,éuusnmmvao(dientlcsyEolaiDb,eupp'rraoét'duaCsl.iamoónnKrrhgeodL,eczgsaigs;la.1itmsdeai)rloel3,nusoac«.ihtlvp4dcsoztu)nma.nélheeirsotd1,ea,aylnidiePztcl3rzglep—inznotdaic2esiozatizMlonneu;dl-hrszadtonoseic.,m()t1ngaviaiedlnex#podb3loaci2d—nmegGrel,rcoz»eudtnarlkdipl)n.loegrceqcMtéaiòrpdglc,savnrurpacveitem,amoehilantpcezvvrsalsobn«feateierillu0scnRd(vtn,art,esooa.toepcibfazrr;lv,Sundhacsoofe.irit)a1iÿèezhnaislzlo*rI,9duncePigezbloiaiafvmhèus.znloc8ppienr,idzagSgalr)oórqvoteiceangiEàgliopnmdsth2neurrcvsaceeili,oeiù)-aoas.-.o-»n%Diog.Laert,VII,9, p41h9y-s4.215,,10,12.