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SALLANSTT ,C -
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"SUD WALL di Fi1LGLOGALA AMNSSICA VITI
FRAMMENTO DI ANTONIO DIOGENE?
Mra gli necquisti fatti in Egitto de Medea Norsa nel febbraio 1929 per conto della Società Italiana, c' è un frammento
papirueco (20,3 x 8,6) appartenente a un volumen che servi
dapprima come registro di conti in Egitto. Nel recto son conservate le linali di 23 righe di una colonna e lettere o sillabe
iniziali delle righe della colonna suecessiva, in bella serittura
doenmentaria del LI secolo dopo Cristo, Nelle rr. 4, 10, 16 della
prin colonna si leggono le aillabe finali di nomi di villaggi
con aecunto Je poste di arure: r. 4: [een
& Uy ig ApEd;
r. 10: jpreyidos Y O dy ig AB EO; vo 16: frrodems bd di; ig Ap SÒ.
Nelle altre righe iuvece sono poste di artabe, per esempio r. 1:
xo © app; v 14; apodo
dr, ese. IL nume locale
conservato nella r. 4, che nou si può integrare se non 4 Jiscudoo
(rijoos), dimostra che ci troviamo di fronte a un documento
della Polemonos meris nell'Arsinoites (PayÓm), e perciò r. 10
non si può integrare che Avaduazées, mentre l'integrazione
div, 16 resta incerta CAladddewug ud, "Aypodiıys nodi, è
forse Avra aod).
A noi per ora interessa specialmente il verso, dove è una
hella colonna di 30 righe in serittura libraria corrente (databile fra il 11 e TIL seculo), con spazioso margine in basso, alquanto scinpala nella metà superiore, e mulila in principio
e nella parte destra. DO subito la trascrizione diplomatica e
un tentativo di lettura integrale, nel quale mi è stato guida
paterna il Senatore Girolamo Vitelli. Per le integrazioni, si
ponga mente che, a cominciare dalla r. 8, le lettere mancanti
alla fine di ogni riga debbono essere presumibilmente da Ga 9
circa; le nostre integrazioni
tengono
conto serupoloramente
dello spazio che, in base alle integrazioni più evidenti, si piesume concesso per le singole righe,
Studi ital. di Pilot, classica, N. S., VI.
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Voir dans le PDF(s’ouvre dans une nouvelle fenêtre)©. GALLAVOTTI
FRAMMENTO
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DIOGENE
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251
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1. La serittura, nelle prime venti righe, è in più inoghi avunili
Menna
di
cacia
perspi
ullu
e
sicuro
hio
all'occ
deve
si
o
;
o mal ridotta
Nonsa, se sismo riusciti a leggoro anche qualche cosa cho vi parova
rà 0. 1. 0. Vedpiara). : - Ib punto che appare nel papiro sopra N’ we ai
dapprima disperata,
polrebbo interpretare come una cancellatura.
|
4. 1. integrazione è proposta solo a modo d'esompio, © per sia
laste
bilire lo spazio della ineuuu. Por l'uso di ndeoventetoda equivaall'uno
gta
a §exdoda ed satrotadu, non rimando Karla nl lensici
froquente cho ne fa Dione Cassio; si veda l'indice nell'edizione dello
Srunz, Lipsia, 1820, p. 200.
una
6. Della prima lettera dopo somwxss trascritta e si vede soloesicnó
'inebul
1.
rigo.
il
sotto
passa
che
lunga coda un po’ ondulata
pare cho escluda di poter leggore g 0 y, e forse anche vi Della lettera
por
susseguente, trascritta a, si vede soltanto l'angolo a eid e mi
nor
dsiva,
xpelnao
zione
trebbe essere anche d. Quanto all’ integra
te
nascondo che l'uso metaforico di xpepdvrvgi à raro; ho presen
divo.
Y
as
xofpeze
qu)
....xal
6:
14,
111
solo Arist., Ithet.
6. Per éxi voor, cfr. Phot., Ler. p. 2: el yàg xui soldi, dildos ei
rodv ixev tyr Tony... apaypaseiay ivonjouobu:. Si ricordino anche le frasi
rie voîv ¿ddelv, © els vobr 0 ini xaydiay drafulreri con altro significato
si dive ¿xi voi» dapParey © (éu)Bädlopes roîro els vodr. Per ragioni di
spazio preferisco jade 0 ancho dréf).
2. (fr. Merod., I 17: ¿ufo yoappurelor radio dry sor dx qudi'sas
ele Aesredrzia sjoxnpévav «il. — Per yguspareior didrgor ni veda Nolluer,
Onom. IV 18: ‘Hysdetos pay dedtlav distugor, of di 'Attixvi yeappuriior
più
didvgoy. -— Dello purucchie integrazioni a cui si può pensare, la
probabile pare appunto questa (ray pexpottgur) che introduce | idea
della piccola dimensione del yossgeateior, in reluzione a quello che si
logge nelle rr. 10-10. —- Por la forma de, ofr. rn. 2.
9. Pra ova e de c'è un piecolo spazio; na Pe paro certa, nicol
dificilmente, (ranerivendo un d invece dell'a. ni potrebbe leggere
où di Adyovan xıA. Più fueilo rarehbe de. Mu forse, il piecolo spazio
18.
Per il significato di dua ee Specs, cfr. Xon., Conon, 111 10, 6:
di pidiora wuzaywyeT 3.2.5, cote dvOgwaore (piuttosto che Hier. 1
14. N genitive 146 pudaxdas (la intenderai nel significato di dpyla,
mante,
drardgia) è
retto de
Osgansdur;
sume una lueune di 7 0 8 Jettere; ma por l'integrazione proposta è
da notare che i duo iota, tracciati sugli estremi della base del delta,
non vecapano quasi spazio. ll dy sta ottimamente in rapporto col
seguente da rie dyews.
12. ll segno della xagayeayy e i due punti dopo efoozu, fanno
pensare che appunto con questo vocabolo terminassoro Je parole
rivolte n Mirto; e ciò risulta pure dalle parole seguenti della riga,
le quali tuttavia son di lettura dillicilissima. La lettera (svanita)
trascritta 9 c'ora dapprima sembrata un a,
è xai narebbo da intendoro
ebiam,
16. Alla destra dell'ultima lettera s si vede chiaramente il segno
dineritico che ricorre di solito nel gruppo re {quindi à corto cho ni
debba leggere zagurr-).
17. Cir. Demosth.. Lept. 105: nave toíruy orovd;) rie xd. Si noti
poi Ja forma ordre di fronte all’ ¿guel. della r. 30.
18. Morse anche 10d aléo|va ¿yyod yi,
19. Per addwei, clr Plut., De garrul. 612 €; Cie. Att. 1, 13, 1.
20. Invece di xaperdós (nanto da Dione Cassio, 03, 19) si potrebbe
anche integrare ger «0005. -- Sul primo « di afar ec’ è il segno dineri-
Lico distintivo dell’ ı, unico caso in questo framinento papiraceo, cho
non è privo di interesse anche dul punto di vista paleogratico.
21. Per l'integrazione drég@fa «ded, si deve pensare che Mirto
abbia consegnato alla padrona il yguzisiareior dibuguv ripiegato, e la
padrona naturalmente lo
apre
per poter leggere. L'integrazione
arfezrov sarebbe insullicente anche per lo apazio; dr[éyror atid sarebbe troppo.
23. Cir. Nynen. p. LU dd: yocgqgeazzion Anuvayırwanovau; con il du.
tivo Georg. Syne. p. 456; éruraprov; adsvig thy dia dar.
27. Più difficile sarebbe pensare a un gomjou otlalivo, con soggelte sollinteno 7 rogue, è intendere ger qomjout.... Apús my ovyrotpeapevor
be put, ni deve iategraro afugd co n afup' adept
28. Nell'integrazione ci si
potrebbe anche aspettate il nome del
onyxoyeagere,, lerminande al genitivo ino
dopo l'a non portava lettera (efe, r. de 014) Pel resto, da duplica
gione dell'oggetto, cioò la ripresa dell'oggetto « con L'altro oggetto
Gua einsiv édédess, € un modo di esprimersi. familiaro che quí non ista
mule, come anche il pleonastico alla. — Alla fine della riga si pre-
IL:
vos da unire a gulenun.
”
6
+
È senza dubbio un frammento di romanzo, e tutto il brano,
come si vede, € una narrazione falta in prima
alternativa di preteriti e di presenti storici,
persona, con
da una donna,
cioè da quella che è chiamata ófonowa alla Y. 22,
La scena
raccontata si svolge tra la padroni stessa e Pancella che ha
nome Mvord, di notte, al lume di una lucerna (r. 16), e si svolge
probabilmente nella stanza di un’abitazione privata, poichè
si vede che all'occorrenza la padrona può avere súbito a portata di mano una tavoletta per scrivere (r. 8).
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Voir dans le PDF(s’ouvre dans une nouvelle fenêtre)©. GALITAVUTTI
FRAMMENTO
la casa, ma non può parlare.... perchè forse Paapi, colto in
Hagrante, le hu tolto per incantesimo la favellu, Si può anche
essere certi che fra i malanni compiuti da Paapi nella cusu ospitale non inancassero quelli di genere erotico; è molto naturale che per forza d'amore o di magia egli diventasse il ouyxosjteönevog della giovine Dorcillide, come appunto può risultare
dalla r. 28 del frammento,
DI
ANTONIO
DIOGENE
1
257
arricchita e confermata dal breve articolo di E.
Boll, in Phi1907, p. 1, che data l'attività di Antonio
Diogene
doloaus,
nel E secolo d. C., e precisamente fra l'età di
Aselepiade di
Mirlea e quetla di Toucro ®), Agli argomenti
del Rote e del
Boll si potrà ora aggiungere anche l'esame diretto
dello stile.
E in particolare bisognerebbe confrontarlo con
il frammento
Muahatfy (ora in Lavagnini, Erotic. fragm.
papapiraceo del
L’ identificazione di questo brano con il romanzo di Antonio Diogene mi sembra quindi molto probabile, e la cosa
è senza dubbio di grande interesse per la storia del romanzo
greco. Veniamo a conoscere direttamente, se pure in minima
parte, la maniera di serivere di Antonio Diogene, e abbiamo
dunque un nuovo elemento di discussione per il problema im-
Pyr., p. 16), poichè può nascere (forse
a torto) il sospetto che
anche questo papiro del Mahalfy si possa
attribuire ad Antonio Diogene : vi è infatti descritta una navigazione
per mare
durante la tempesta, e le rr. 30-33 naga
de tv Aaxrijoa yadesuórutor dxpurríotor xara tò Koyuxdr lovpéurda
néduyos obdt
yy Nicugor x dopdr En duvdpevot del THY avrrépeuy
ricordano
portantissimo della cronologia di questo romanziere: proprio
il sunto di
quell’elemento stilistico, la cui mancanza era fortemente senxúxeider eis Koyryy Endarjdy; e alla r. 2 , dove
si è letto il
tita, e confessata per esempio dallo Schmid in Christ, Gesch.
d. Griech. Litt® (1913), 11, p. 641, Per quello che possiamo gin-
Fozio
Saws els ‘l'idor.... ob» un ddr dnyydy
nome di Zoreidis, si potrebbe celare
un altro nome a noi ben
noto, la fox di Antonio Dioge
ne in Pozio.
dicuro da questo trenta righe, ln prosa di Antonio Dingene
non è certo un capolavoro di stile o di fantasia, e di questo
CARLO GALLAVOTTI.
non c'è punto da meravigliarsi. Ma, a parte il giudizio estetico,
difticilmente si potrebbe confondere questa prosa con quella,
per esempio, di Curitone,
To non voglio
per ora trattare a
fondo dello stile di questo frammento papiraceo; sin
perché
bisogna prima che si discuta largiumente sul testo e ni propon
gano eventualmente integrazioni diversissime dallo mie, sis
perchè l'esame di questo brano dove essere inquadrato in uni
ben più vasta ricerca su tutto il materiale romanzesco antico,
sia perchè, senza un particolare ed aecuraty studio, si può
facilmente sopravvalutare 1’ uso di una forma ds invece che
eis {r. 26) o di una parola didugor invece che dintegor (r. 7).
Comunque, credo che difficilmente si potrebbe negare una
certa trascuranza nell'espressione, e tanto meno la frequenza
dello ¡ato (onovdjj; Goa, r. 17; obbwyi ¿Etérca, r. 20; Grids Fon,
r. 27).
Mi pare che siamo ancora lontani dalla meticolosa
cura della parola, che invade gli scrittori greci con la seconda
solistica,
al
principio del II
secolo. D'altra parte è ancor
oggi fondamentale, per la cronologia di Antonio Diugene, la
ricerca e l'ipotesi del Rohde, Griech. Roman” (1914), p. 269,
Y) L'ipotesi di Ep. Senwarcrz. Vorträge über d.
griech. Homan,
p. 130, e speciulinente quella di K. Burkur
n, Studien zur (lesch. d.
griech. Romana, 11 (Progr. Blankenburg,
1903), che fissano l'età di
Antonio Diogene nel LI necelo d.C.
noto Kilo por no slonne dinentibili,