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Voir dans le PDF(s’ouvre dans une nouvelle fenêtre)PUGLIESE CARRATELLI G., Derapyos : PP XVIII 1963 385-386. | Cet hapax
. qu'on trouve dans trois inscriptions de Vélia publiées par P. Ebner (cf. Histoire régionale: ‚Monde grec) désignerait le chef d’un collége medical d’inspi. ration pyifiagorielenne st attesterait l'existence à Élée-Vélia d'une école de
médecine.*
TESTI E MONUMENTI —
2356
PL SL LESEsc,
va e 3
PAOAAPXOY
Un benemerito studioso delle antichità di Velia, il dr. Pietro
Ebner, ha pubblicato in un suo studio su L'errore di Alalia e la
colonizzazione di Velia nel responso delfico, in « Rassegna Storica
Salernitana >, XXIII, 1962. pp. 4-6 (estr.).
e fig. 3-6, quattro epigrafi rinvenute a Velia nel recente scavo di un complesso di edifici che sembra appartenere ad un Asclepieion (v, anche + The Illustrated London News », 31 agosto 1963). L’epigrafe 1 è incisa sulla
base di una statua di un personaggio togato; le altre su tre erme
acefale. in grafia posteriore alla metà del sec. I d.C. (A con barra
spezzata, Y, Q;
P, © rettangolari;
E= 6).
1. Obius Eifivov "YeXntyg lurods quhanyos frei rol".
2. Obras "Agiormvos | lutods poluozos | Eta ox’.
3. Où “Ieomvupov | tateds Pwdaoyos | Eter vus’.
4. Ia[e]ueveidne Tventos | Oúliións | puorzòs.
L’ ultima è una memoria del filosofo del sec. V, con la designazione œuoixôs consueta, dopo Aristotele. per i * presocratici ’ (v.
Diels-Kranz, Fragm. d. Vorsokr., Ul. p. 463 s. v.). Il patronimico
è quello tradizionale (Diels-Kranz, III, p. 553 s. Pyres); nuovo
l’ epiteto Odiidóns, che è noto come nome di persona in zona
egeo-anatolica, ma qui evidentemente indica una relazione col sanatore Apollo Oÿlios analoga a quella degli ’Aovinmidda: con
Asclepio. Lo stesso significato deve avere il nome Otis (= OvAtos)
comune ai tre largoí godagyor: se non è un nome assunto in sostituzione del proprio
da
chi
diveniva @œhapzos
(Ebner),
I’ iterazione può attribuirsi ad una trasmissione ereditaria della *pwlaoyía
(come, teste Erodoto VII 153, per la iegopartia nella famiglia dei
Dinomenidi, ove il primogenito riceveva il nome ‘lég@v = ‘legavuuos). Si dovrebbe in ogni caso riconoscere nella pgwAugyia una
funzione legata a tradizioni religiose; e una conferma di ciò viene
dall'esame del titolo stesso, ch'è un hapax. A spiegarne il signifi.
cato |’ Ebner ha già addotto la voce @wleôs ‘tana, caverna”, ma
anche * school’ (Liddell-Scott, da Esichio): donde si ottiene un indizio dell’esistenza di una scuola medica a Velia. Ma le glosse di
Polluce e di Esichio permettono un'ulteriore precisazione
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Polluce VI 8 (II p. 1 Bethe) idlos Sè tods tüv Biacwry olxous qwn-
Tiere Ovópalov.
Esichio mwiedv’ GiSaoxaheior. $ od ta Onoio zomäru 7 où zogetouor
zai ôidaoxovorv" où Sì omjiarov. — gwdedter olxovgel, xpúntelta;t. —
poinrnoion Pwinıngıa xai quivi wav diacorür (Dauowv cod., corr.
Schmidt conl. Polluce) xai ouvéGuwv oixor
Se è chiaro il proces:o per il quale ma@ieds e i termini connessi son passali a designare sedi di comunità cultuali privale (ed
oixovgéw è detto in particolare di pvotat, Aristotele ’A. x. 56. 4),
SiSaoxahetov e Siddaxovar fanno pensare a ovvovolaı dotte; e
rievocano le leggende circa gli &vroa che a Samo e a Crotone offrivano a Pitagora un mistico ritiro, e le indicazioni letterarie e monumentali circa gli olxoı tig quooogias costruiti. in figura di dvtea
e onfaura, dalle società pitagoriche (v. per tutti Carcopino, La basilique pythagor. de la Porte Majeure, Paris, 1927, [9. éd., 1944],
p. 211 ss). Il md@dagyos eleate sarebbe stato quindi il capo di un
collesio medico d'ispirazione pitagorica+ al qual proposito va ricordato che Ebner ha già, per altri indizi, ricollegato la scuola medica
di Velia ad una £xaıgela pitagorica (« Rassegna > cit., p. 5 note 5
e 7; «Boll. del Circolo Numism. Napol. », 1951, p. 8 ss. e 1960.
61, p. 17 ss.). Quali possano essere stati, e da quali vicende alimentati, i rapporti dei medici eleati con i Pitagorici e con la scuola
medica di Crotone; quale origine e significato abbia il nesso della
scuola col culto ionico di Apollo Ovluos: son problemi il cui esame
esigerebbe tempo e spazio quali non ho presentemente,
e in ogni
caso meglio si farebbe dopo l’illustrazione dei risultati degli scavi.
Mi limito pertanto a notare che |’ esistenza di una scuola medica
a Velia dà ragione dell'inclusione della città tra quelle italiote alle
quali i Coi inviarono dewpoí nel 242 a. C. (Herzog-Klaflenbach, Asylieurkunden aus Kos, « Abh. d. Deutschen Akad. », 1952, Nr. 1, p. 21
e 29); e a ricordare che i Pitagorici consideravano copo@raurtov THY
rag’ fuiv la Taro (lamblico, Y. Pyth. 18, cf. Delatte, £tudes sur
la littér. pyth.. 1915, p. 70 e 281), e che Parmenide venne (con
Empedocle e Zenone) annoverato tra i Pitagorici (Diels-Kranz 28 A 4,
I p. 218). Anche le date nelle epigrafi 2-4 — anni ‘a Velia condita ’,
secondo l'Ebner: oppure ‘a conlegio condito * ? — propone problemi
di difficile soluzione: era la Pwiuoyla annua, come farebbe pensare
l’indicazione di un anno unico? o vi è segnato solo l’anno d’inizio
di una diguità 61a Biov? o, infine, erano esposte nel didacxalelov
soltanto Je immagini dei g@Aagyor che appartenevano
— come Parmenide, probabile fondatore della scuola (e nell’erma sua mancano
infalti titolo e data)
— ad un yévog di OvAradar?
Giovanni PUGLIESE CARRATELLI