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Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Foti G. & Puotizsa Cannatinct G., Un sepulero di Hipponion e un n
testo orfico; PP XXIX 1074 91-126. | Mise au Jour, depuis 10161, de la nécrapole
située A l’intérleur de l'encelnte du ive a, Lea 400 tombes explorées, s'éche.
lonnunt de la fin du vie au milieu du rv? a., ont livré des vases, des tuntpes, elo,
Dans la tombe N° 19, dutunt de 400 env. av. J.C., on a déconverl, pliée et
posée sur la poitrine de la défunte, une mince feuille d'or mesurant 4 2.9 cm.
Les selze vers qui y sont Inscrits constituent l'exemple le plus ancien, el le
plus riche en mots puétiques archaïques, des textes orphiques du même genre,
Texte, traduction et commentaire; texte des tublettes orphiques de Petella,
Pharsalos, Crète, Thurioi et Home.
TESTI E MONUMENTI
pi Es
Fat, E
ra
UN SEPOLCRO DI HIPPONION E UN NUOVO TESTO ORFICO
NelPestate del 1969, allorché la Soprintendenza alle Antichità
della Calabria procedeva alla sistemazione del Museo Archeologico
di Vibo Valentia, veniva segnalato dal capo-servizio di quel Museo
l'affioramento di materiali arcaici riferibili alla antica Hipponion
in un’area attualmente urbanizzata o in corso di urbanizzazione nella
parte bassa (ovest) della città moderna, nei pressi del nuovo palazzo
delPLN,A.M, Un sopralluogo, immediatamente effettuato, rivelava la
presenza di seppellimenti, su vari strati, costituiti da tombe con strutture in embrici, e di materiali di corredo delle stesse tombe risalenti
al VI-IV sec. a.C.
L’importanza degli indizi raccolti induceva la Soprintendenza
ad iniziare immediatamente saggi di scavo che consentissero uma più
completa ed esatta valutazione degli elementi affiorati, e ciò si faceva
grazie anche al contributo della locale Amministrazione Comunale,
I fruttuosi saggi di quei giorni {venivano messe alla luce 11 tombe
su una ridottissima superficie di terreno) costringevano allora a procedere al fermo dei lavori di urbanizzazione e ad iniziare regolari
campagne di scavo. Sono cominciate nel settembre dello stesso anno,
sono
proseguite
negli
anni
successivi,
e
tuttora
proseguono
con
successo.
In cinque anni di scavo nelle aree adiacenti, spesso contese con
alterna fortuna alla indiscriminata urbanizzazione della zona, la So-
Pagina 2
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)TESTI
printendenza ha potuto esplorare integralmente quasi 4 mila mq.
di terreno con la messa in luce di circa 100 tombe di età greca che
possono essere datate dalla fine del VII alla metà del IV sec. a.C.
È venuta in luce pertanto la necropoli (o una delle necropoli) di
Hipponion posta all’interno della cinta muraria del IV sec, a.C.
La descrizione della necropoli e delle singole tombe, che mettono in discussione anche la data di fondazione della colonia locrese,
sarà oggetto di una prossima pubblicazione affidata al dott. E. Arslan,
che fin dall'inizio ha seguito e diretto lo scavo.! Tuttavia si ritiene
opportuno anticipare in questa sede, soprattutto al fine di disporre
di un inquadramento utile agli effetti di questo contributo, i risultati
più evidenti della ricerca,
Le tombe delle varie fasi si distribuiscono uniformemente su tutta
l'area scavata della necropoli. Nel settore orientale abbiamo anche
una stratificazione a tre livelli. Nel settore occidentale invece ie tombe
delle varie epoche sono sempre accostate.
La prima fase (VII-VI sec. a.C.) è caratterizzata dalla presenza
di olle fittili che fanno pensare, come per la prima fase di Metauro,”
ad una diffusione del rito ad incinerazione. In questo caso però non
si sono rinvenuti mai, finora, oggetti di corredo. Alla seconda fase
appartengono tombe.
ad inumazione in fosse rettangolari, orientate
ovest-est, che presentano corredi costituiti esclusivamente da lydia
o da associazioni di lydia e ceramica di tipo corinzio. In questa fase
(fine VII-fine VI sec. a.C.) appare anche il tipo di tomba a cassetta
di embrici con copertura piana, con il medesimo orientamento, con
corredi costituiti da soli materiali di tipo corinzio. Sempre il medesimo orientamento si rileva nei seppellimenti in fossa o in cassetta
di embrici della terza fase (fine VI-fine V sec. a.C.) che è caratterizzata da corredi con materiali attici a figure nere, e a vernice nera
' Notizie preliminari sui rinvenimenti nella necropoli greca di Vibo Valentía sono state date da G. Fors, Attività delia Soprintendenza alle Antichità
della Calabria, in « Klearchos » 41-42, 1969, pp. 140-141: 47-48, 1970, pp. 159.
160; 49-52, 1971, p. 137; 53-56, 1972, p. 134; e 57-60, 1973 (in stampa);
da G. Fori, in Atti del IX Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto,
1969, pp. 164-165; in Arti del X Convegno, 1970, p. 511 s.; in Atti dell'XI
Convegno, 1971, e in Atti del XII e XIII Convegno, 1972 e 1973 (in prepara.
© A. ne Francıscıs, Metauros, in « Atti e Memorie della Società
zione),
Magna Grecia », N.S. HI, 1960, pp. 24-38
E
MONUMENTI
93
nel V sec. a.C. Nell'ultima fase (fine V-metä IV sec. a.C.), oltre a
l'orientamento delle deposizioni che diviene sud-nord,
modificarsi
nene
nane
SrGt
inun+is
accanto alle deposizioni in fossa appaiono quelle in tombe alla cappuccina di embrici e in vasche fittili (sia per base che per copertura).
I corredi di quest’ultima fase sono costituiti da ceramiche a vernice
nera e da rari esempi di ceramica italiota, qualche volta posti anche
all’esterno della tomba. In tutte le fasi i corredi sono arricchiti spesso
da altre classi di materiali:
oreficerie, bronzi, paste vitree, piccola
coroplastica, avori, etc,
Proprio all’inizio dell’attività di scavo regolare, nella campagna
affrontata nel settembre del 1969. si sono messe in luce, nel settore
occidentale, venti tombe; tra queste particolarmente una, scoperta il
13 settembre, si è segnalata per l’estremo interesse dei materiali di
corredo. Si tratta della tomba n. 19, che come vedremo sarà riferibile
all'ultima fase dei seppellimenti ma la cui deposizione conservava
l'orientamento ovest-est delle tombe delle fasi precedenti.
È una tomba alla cappuccina di embrici (fig. 1), tutti larghi
Pagina 3
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)em. 63 e lunghi cm. 96, lunga em. 197. In essa gli embrici delle
testate sono posti con spalle orizzontali esterne; quelli degli spioventi
(tre embrici per parte) con spalle verticali esterne; i due embrici di
fondo, su cui era deposto in posizione supina lo scheletro (fig. 2),
con spalle rivolte verso il basso.
Enr1eAm7yneS
TESTI
E
MONUMENTI
95
Eniron
Ha dato interessanti materiali di corredo. All’esterno sull’embrice
di spiovente nel settore N-E si sono raccolti:
1) Skyphos fittile basso a v.n., di cm. 10,7 di diametro e di
em. 5,2 di altezza, con anse orizzontali a sezione rotonda, lievemente
inclinate verso l’alto, e con piede profilato (figg. 3-4). Sulla faccia inferiore del piede, su fascia risparmiata, è il graflito riprodotto nella
fig. 4b).
2) Skyphos fittile basso a v.n., di cm. 9,4 di diametro e di
cm. 4,9 di altezza, con anse orizzontali a sezione rotonda e con piede
modanato (fig.
Pagina 4
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)97
tenente ad individuo di giovane età probabilmente di sesso femminile, sono stati rinvenuti (fig. 7):
4) Brocchetta fittile acroma, con ansa sopraelevata quasi completamente perduta, ricostituita da numerosi frammenti con integra-
Fig. 7
zioni. Argilla depurata mal cotta di colore chiaro, Alta cm. 11 e
larga cm. 6,1 al corpo e cm. 2,6 alla bocca. Era posta a destra
della testa (fig. 9).
5) Frammenti di bronzo forse appartenenti ad un anello con
castone ovale con figurazione, incisa, di difficile lettura (fanciullo
seduto a sinistra che libera un volatile?) Il castone misura cm.
2,1 xcm. 1,1. Erano posti sulla spalla sinistra (fig. 10, a sinistra).
3) Lucerna fittile monolyelme a ven, lunga cm. 12,8, larga
cm. 7,6, alla cm. 2,9 senza ansa, con apertura del serbatoio del
diametro di cm. 4,2. Fornita di ansa ad anello a sezione circolare
leggermente inclinata verso l'alto (fig. 3).
All'interno, duve si è ritrovato quasi integro lo scheletro appar-
6) [dria fittile acroma miniaturizzata, ricostituita da frammenti con integrazioni e lacune, Di argilla ben depurata e mal cotta
di colore chiaro, presenta le due anse orizzontali inclinate lievemente
verso l’alto mentre l’ansa verticale è perduta. Alta cm. 8,6 e larga
al corpo, senza le anse, cm. 7,5. Era posta a destra del gomito
destro (fig. 11).
Pagina 5
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)ILNIINANON
L SAL
IALNLSNOINOLW
Pagina 6
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)TESTI
E MONUMENTI
101
9) Anello aureo a corda liscia a sezione semicircolare con
cavità accennata all’interno. Diametro esterno em. 2,5; interno cm.
1,8. Era infilato alPanulare della mano sinistra (fig. 14).
7) Semisfera in lamina di bronzo pesante, con foro centrale,
forse elemento di campanello. Alta cm. 1,9 e larga em. 3,2. Era a
sinistra del gomito destro (fig. 10, a destra).
Fig. 14
10) Lucerna fittile monolychne a v.n., lunga em. 10,9, larga
Fig 12
im. 6.4, alta cm, 2,3, con apertura del serbatoio del diametro di
cm. 3,3. Ansa a nastro con inclinazione pronunciata verso l'alto, Era
posta nella mano sinistra (fig. 15).
=—.+.
8) Skyphos basso fittile a v.n., analogo al n. 2, di cm. 9,8 di
diametro e em. 5,1 di altezza, ricomposto da più frammenti uniti
con restauro. Con anse ad anello a sezione rotonda e con piede
modanato. Era posto al centro del bacino dello scheletro (figg. 12-13).
Pagina 7
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)13) Lekythos fittile analoga alla n. 12 con baccellatura più
spaziata, alta cm. 6,7 e larga cm. 5,5. Era posta all'altezza della precedente tra i due femori (fig. 18).
14) Laminetta aurea ripiegata sino alla misura di cm. 1,4 x
s
enTapIinM,erE
vurn
mu
few
as
1,6, con evidente
iscrizione
incisa
a caratteri greci ed
in lingua
greca (fig. 19), La laminetta, al restauro,? risultò piegata per quattro
volte, ottenendo dieci rettangoli (di cui due incompleti). Riaperta,
misura in larghezza cm. 5,9 in alto e cm. 4,9 in basso e in altezza
em, 3,2, Mostra 16 righe di iscrizione incise con uno strumento appuntito, con spaziatura ed altezze delle lettere variabili. Presenta piccole lacune a sinistra e in basso, dove però non viene interessata
l'iscrizione. È stata trovata sulla parte alta dello sterno.
3 Il restauro è stato eseguito nel laboratorio della
Soprintendenza
sig. Gesuele Spinella, che ringrazio per la cura e la paziente capacità.
Pagina 8
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)La presenza, a lato della testa dello scheletro, di una brocchetta
collega la tomba 19, che abbiamo descritta, a lulta una serie di altre
105
mente a quella canonica a Locri. Come in tutte le altre ‘bolsal’
rinvenute a Vibo Valentia mancano le decorazioni impresse sul fondo
è spesso sostituita dalla lekythos a v.n. o dall’olpe; simile è il caso
della vasca piuttosto frequenti nelle ‘bolsal’ attiche.?
Gli altri due esemplari (nn. 2 e 8) appaiono strettamente analoghi
dello skyphos sul bacino, frequente allo stesso livello cronologico.
tra loro in quanto presentano piede modanato ed hanno elementi tali
La presenza di un corredo esterno appare molto più rara e si distribuisce dalla fine del V alla metà del IV sec. a.C. Costante invece,
(identiche dimensioni, stesso tipo di piede, stessa leggera deforma.
zione della vasca nel punto di inserzione del piede) da far sospettare
in tutte le tombe con materiali di questo periodo è la lucerna nella
che siano state prodotte nella stessa officina. Le proporzioni della vasca
mano sinistra. L’esame dei riti funerari porta quindi ad una prima
attribuzione della tomba tra la fine del V e Pinizio del IV sec. a.C.
sono molto simili a quelle della * bolsal” n. 1, mentre il piede presenta un diametro di poco minore ed una forma del tutto diversa.
L’esame parallelo delle ceramiche, che appaiono tutte di produzione
Esso infatti, al contrario del piede ad anello profilato del n. 1, appare
occidentale se ben si osservi la qualità di argilla e la vernice, porta
più alto e fittamente modanato nella faccia esterna e mon presenta
alcuna modanatura di raccordo con ia vasca. La cronologia di questo
tombe della seconda metà del V sec. a.C., nelle quali la brocchetta
ad analoghe se non più puntuali conclusioni.
Fra la ceramica del corredo infatti appaiono, come si è visto,
tipo di ‘bolsal’, a piede modanato, non può essere facilmente pretre skyphoi bassi che facilmente possiamo classificare della forma
cisata quanto è possibile per quello a piede profilato. Nella necropoli
che il Beazley chiama ‘holsal’. Le proporzioni del vaso con piede
di Vibo Valentia è più frequente dell’altro, al contrario di Locri e
di altri luoghi.* Potrebbe forse essere sovrapposto cronologicamente
alPaltro tipo, ma anche sopravvivergli nei primi decenni del IV sec.
profilato (n. 1) mettono in risalto la vasca relativamente bassa e
larga, con il piede dal diametro abbastanza stretto, le cui caratteristiche ci riportano ai prototipi attici ben noti e in particolare alla
a.C., sempre naturalmente nel contesto della città italiota. Anche ia
fase di sviluppo delle ‘ bolsal” tra gli ultimi anni del V ed i primi
decorazione del fondo esterno sembra
del IV sec. a.C.* La stessa modanatura di raccordo tra il piede e la
rappresentare un elemento
tipologicamente più avanzato che quello della ‘ bolsal’ n. 1: la corona
vasca mostra la sostituzione dello sguscio concavo (comune in esema vernice nera tende infatti ad allargarsi
fino
" bolsal”
attiche
© Numerose
venienti
dalla
nale di
Reggio Calabria e nell’Antiqua:ium di
ad occupare quasi
plari attici e in loro imitazioni occidentali) con una breve fascia
inclinata, che accentua la separazione tra la vasca e il piede; ciò riporta ancora ad una fase di sviluppo che per gli esemplari attici si
assegna alla fine del V e all’inizio del IV sec. a.C. Ad una forma
citate
nella
necropoli
nota
Lucifero
a
precedente.
Locri,
sono conservaie
‘bolsal*,
nel
pro-
Museo
Nazio.
Locri. Abbondantissimi
frame
menti, in tutto omogensi ai precedenti, sono stati rinvenuti in contrada Cento
consueta in Attica, ripresa largamente in tutto l'Occidente greco, ci
camere nel corso degli scavi condotti a
Locri a partire dal
1969 in collaborariporta anche il piede ad anello acutamente profilato verso Pesterno.*
La decorazione del fondo esterno, largamente risparmiato tranne una
zione con I"Istiiuio di Archeologia dell’Università di Torino.
7 CL Agora XI,
corona dal diametro piuttosto stretto a v.n., corrisponde perfetta3 Agora XII (B.A. Srarkes-L. TaLcorr, Black an! Plain Pottery of the
6th, Sth and dth Centuries B.C., Princeton, 1970), p. 107 s., fig. 6, Lav. 24,
soprattutto nn. 540-551 (con approfondita discussione e bibliografia sulle ‘ holsal" attiche).
> Delle numerosissime *bolsal’ rinvenute in Occidente si
ricordano qui solo quelle oggetto del migliore studio in
proposito:
Meligunis 11 (L. Bennaud Brea-M. Cavauier, Meligunis-Lipara, Il. Le necropoli
greca e romana in contrada D'ana, Palermo, 1965), p. 212, tav. C2 e altre.
Quasi
tutti
gli
esemplari
di
Lipari
presentano
il
piede
profilato
come
le
pp.
22-31,
pari
presenta
107-108,
tav.
decorazioni
53.
Per
impresse
(Heligunis
1,
rav.
k5,
dalla
decorazioni
impresse
di
produzione
molte *holsal*
presentano
fr:
le
solito,
il
di
*bolsal*
Diversi,
Lipari solo
piede "modanato
della
necropoli
sicuramente più
più accentuatamente
modanato,
l’Occidente
solo
Tomba
due.
un
369)
locale
si
su
e
Locri
che
Lucifero
a
irdi, sono
secondo
a
sembrano
I,
osservare
esemplare
provenienti
(Meligunis
può
che
sedici
le
entrambe dalla
LXI,
Locri
questo
fig.
a
8 Fra
le
Tomba
1d,
lipo
è
alcuni esemplari apuli
l'uso della seconda
Li
‘bolsal’
assenti.
tav.
a
pubblicati
e).
336,
Anche
molto
dal
metà del
inpiede
IV
sec.
a.C. (BM. Scanri, Gioia del Colle: scavi neila zona di M. Sannace, in « M.A.L. »,
XLV, 1961, c. 265, fig. 100: A.M. Cmieco-Brancni Martini, Conversano,
scavi
in
via
Pantaleo,
in
«N.
Se.»,
1964,
p.
124,
fisg.
24
e
28;
molti
altri),
Pagina 9
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)tutto il campo, lasciando risparmiata una fascia molto sottile attorno
all'attacco del piede, analogamente a quanto si può osservare nelle
‘coppe a pareti sottili” di produzione ipponiate o locrese alle quali
ci riporta soprattutto la caratteristica forma modanata del piede.
TESTI
AE
E MONUMENTI
107
caratterizzazione dei due tipi di vasi, tanto per
la brocchetta (n. 4)
che per le idrie (nn. 6 e 11). In un certo qual modo la
sola brocchetta
con la caratteristica ansa sopraelevata (non conservata ma Fagilinente
integrabile per gli attacchi presenti) si ritrova talvolta
in contesti
Le due lekythoi ariballiche di forma schiacciata (nn. 12 e 13),
che vanno dalla seconda metà del V alla prima metà
che si ritrovano con estrema rarità nelle necropoli di Vibo Valentia,
possono essere messe a confronto con i tipi attici scoperti all’Agorà
di Atene che costituiscono i prototipi dei nostri con pochissime varianti e che possono essere datati all'ultimo quarto del V sec. a.C.
analogamente ad altri non baccellati.® In Occidente lekythoi simili
si ritrovano frequentemente in contesti funebri della fine del V e
della prima metà del IV sec. a.C. Ve ne sono a Lipari, datate alla
del IV sec. a.C.,
come possono testimoniare alcuni confronti con analoghi
esemplari
presenti nella necropoli di Lipari.
fine del V o anche alla prima metà del IV." Altre provengono dalle
necropoli pugliesi e scendono come datazione fino alla metà del
IV sec. a.C.!2
Le due lucerne (nn. 3 e 10) sono di tipo leggermente dissimile
pur nella sostanziale analogia della forma della vasca. Il tipo della
n. 3, con ansa ad anello, è piuttosto raro tra i materiali della necropoli
vibonese; quello della n. 10 è, al contrario, più largamente diffuso.
Attraverso qualche confronto '% si potrebbe proporre una datazione
Riteniamo che i dati finora esposti siano sufficienti
ad un inquadramento cronologico della tomba 19 tra gli ultimiss
imi anni
alla fine del V o all’inizio del IV sec. a.C.
Per quanto riguarda il materiale acromo (nn. 4, 6 e 11) non
appare facile la possibilità di una precisa datazione per la scarsa
9 Per la forma, ef. Agora XI, pp. 110-111, fig. 6, tav. 26 (Light-walled cup,
skyphos) e Meligunis II, p. 224, tav. d4 ed altre. Il tipo di decorazione del
fondo esterno usato più comunemente in Occidente non trova facili confronti
nei prodotti attici, dove tale decorazione è molto più varia; simile è, in Agora
XL, il n, 590, rav. 26.
del V e i primi del IV sec. a.C. Ciò sarà indubbiamente
di valido
aiuto anche per la determinazione dell’epoca in cui l'oggetto
più inem—_r
1° Agora XI, pp. 153-155, tav. 38 (con discussione e
bibliografia dei vari tipi); cf. soprattutto i nn. 1129, 1130, 1137 e 1138,
U Il più simile ai nostri proviene dalla Tomba 366 di Lipari, della
prima meta del IV sec. a.C. (Meligunis 1, p. 226, tav. LXXV,3b).
22 B.M. Scanri, in «M.A.L.», XLV, 1961, e. 251, figg. 85 e 89,6, dalla tomba 5,
datata intorno alla metà del IV sec, n.0,; A.M. Cineco-Brancni Martini, in
aN. Sev», 1964, p. 145, fig. 50, 29, da una tomba del secondo quarto del IV sec. a.C.
18 Pur non esistendo per Je lucerne rinvenute in Occidente alcuno studio
specifico del tipo di quelli sulla lucerna dell’Agorà di Atene, di Corinto, di
Delo, non è difficile trovare confronti per i nostri esemplari; qui si ricorda
solo una lucerna di Lipari (Meligunis II, p. 213, rav. LXI,1b) proveniente
dalla già citata Tomba 336, auribuita alla fine del V sec. a.C.; essa corrisponde al tipo 23 della classificazione di R./M. HowLann, The Athenian Agora,
teressante del corredo, la Jaminetta, venne utilizzat
o in un contesto
funerario, Della laminetta aurea si fornisce una documen
tazione fotografica e una prima interpretazione, frutto di un esame
autoptico
del originale, conservato nel nuovo Museo Archeol
ogico di Vibo
Valentia, effettuato congiuntamente da me e da Giovann
i Pugliese
Carratelli, cui consegno il testo per il necessario lavoro critico-e
segetico. Si tratta, come è evidente, di un testo di
contenuto orfico
che non si discosta eccessivamente da quello della laminett
a aurea
di Petelia,! ampiamente nota, ma che anzi lo integra
e la arriceePAa
chisce.
Giuseppe Fori
vol. IV, Greek Lamps and Their Survivals (Princeton,
1958).
Meligunis
Il, pp. 214 e 215, tavv. LVL 5a, LVII, la, e altri, datati
per lo più a cavallo
tra Vie IV sec. a.C.
15 D. Comparetti, Laminetie orfiche (Firenze,
pp. 31-36, tav. Il, 1; G. Zuxrz, Persephone (Oxford, 1971),
pp. 355 i 358 “