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Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)O LAFFIAR TE: LE COPERTINE FIRMATE YY 25
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STABER
MARGIT
TESTO
MAYER
DI FRED
FOTOGRADIFIE
tamente dicomplelo si immagiax Billda& come
verso
sue opere.|
na vedendo le
plastiche
le sue operechiarezza
suoi quadri e tipici
della
sono esempi
e della purezza dell'idea e dell:
realizzazione. Nelle due dimen
sioni della superficie si realiza
l'ordine perfetto dei colori, nell
tre dimensioni dello spazio quell
dei volumi e delle superfici. Ma
mereta
Bill ha ripetutamente affermati
che Parte gli dá la possibilità¢
sviscerare senza compromessi
problema e anche di realizza
in questo mado, Ciò non saret
possibile nella vita quotidiana
neppure in altri campi della s
attività, come, ad esempio, |’
chitettura.
Come uomo, Max Bill tenta di
larsi dietro una cortina di inacc
sibilità. Eppure è molto franc
aggressivo nelle sue opinioni. |
si barrica dietro montagne di li
di riviste e di cataloghi che div
tano sempre più alte. Dappertu
in giro, si ammucchiano i qui
che egli compera, instancabile«
lezionista di arte nuova, All'in
no di questo suo antro così
struito, gli rimane un piccolissi
spazio per scrivere o disegn
appena grande abbastanza per
pezzo di carta, in mezzo a qt
che eglì chiama gli "strati ge:
gici" di cose inevase. E vero
anni fa abbandonò i locali d
studio perché lo spazio era or
tutto occupato per trasferirsi
un nuovo ufficio, il quale in bi
tempo prese lo stesso aspetto
vecchio. Là, nel vecchio stu
che chiama "la miniera", rite
ogni tanto a cercare libri e
cumenti.
Max Bill si lascia sovraccari
di impegni e di compiti pur
pendo, anche se nei moment
ottimismo non vuole ammette
che non riuscirà mai a por
tutti a termine nel tempo dov
Non ha mai tempo disponi
eppure si perde in conversaz
58 | BOLAFFIARTE
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li ore con le persone, molto so¡ente giovani, che riescono ad ar-
‘ivare fino a lui e i cui problemi lo
interessano sempre. Non risponde
al telefono quando si annunciano
disperati sollecitatori di consegne,
e quando ne ha abbastanza, se ne
va: dallo studio a casa, o da casa
allo studio.
In studio vengono eseguiti lavori
di architettura su commissione,
lavori di segreteria e di pubblicistica; a casa, nel rifugio del suo
atelier, egli dipinge e inventa le
sue opere plastiche. L’attivita di
artista non è per lui soltanto lo
spazio di libertà in cui, indipendentemente da sollecitazioni esterne, può trovare le sue proprie soluzioni, ma è anche una evasione
dell'etica del lavoro quotidiano,
è
da lui stesso professata. Quando
dipinge, Max Bill non & disponibile per nient'altro.
Infine è sovente in viaggio per le
sue lezioni alla Scuola Superiore
Statale di Belle Arti di Amburgo,
dove egli è titolare dell’unica cattedra esistente in Europa di progettazione ambientale, per conferenze, per esposizioni, per una
asta a Londra dove gli interessa
un pezzo per la sua collezione
di idoli delle Cicladi. Egli parte
senza lasciar detto, possibilmente,
dove lo si può trovare e quando
ha intenzione di ritornare. E forte
abbastanza per sopportare imperturbabile tutte le burrasche di
una attività così multiforme, in
campi tanto diversi e caoticamente interferenti. « Quando qualcuno vuole veramente qualcosa da
me», è solito dire, «può aspettare
oppure ritorna». Chiunque abbia
avuto a che fare una volta con
Max Bill, abbia scritto un libro o
fatto un film su di lui, oppure abbia avuto l'intenzione di scrivere
un articolo su di lui o abbia dovuto
organizzare una mostra delle sue
opere — per la quale egli poi, all'ultimo momento tira fuori come
per magia un catalogo perfetto —
è colpito da questo abisso apparentemente insuperabile tra l'opera sua e la sua personalità. Sembrerebbe che queste antitesi si doticolarmente forti furono le i
pressioni che riportò nelle sale
Le Corbusier, Melnikoff, Jo:
Hoffmann, Kiesler. Un anno f
tardi, nel 1926, a Zurigo, Max E
ascoltò una conferenza di Le Cc
busier, in cui questi esponeva
fondamenti estetici e sociali de
sua architettura. L'incontro c
Le Corbusier fu decisivo per
strada che avrebbe preso in
guito. A 18 anni, nel 1927, M
Bill andò al Bauhaus, a Dess:
la prima Scuola superiore di p
gettazione, dove studiò fino
vicenda.
1929. Aveva dovuto lasciare, pc
prima della conclusione, un co
Nel 1925 egli ebbe la possibilità di
intraprendere un viaggio di studio
a Parigi, per la Exposition Internationale des Arts Décoratifs. Pardi lavorazione dell'argento :
Scuola di Arti e Mestieri di Zi
go, perché, nonostante il suo
lento fosse riconosciuto, fu sc
vessero
coridizionare
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Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)ciato per indisciplina. Nel 19441945 ritorn a questa scuola, con
un incarico di "maestro di forma",
che lasciö alla fine della guerra.
Quando, nel 1969, ebbe luogo a
Chicago un Simposio celebrativo
del cinquantenario della fondazione del Bauhaus a Weimar, Max
Bill fu tra gli oratori ufficiali.
Esordi con la descrizione del suo
incontro di allora con i nuovi edifici costruiti da Walter Gropius:
« Dopo un lungo viaggio in ferrovia
arrivai a Dessau. Poco prima del-
L'esterno della casa di Max Bill costruita nel 1967-68
nella campagna zurighese. Nella speciale fotografia in alto:
il giardino nel cortile della casa progettata da Max Bill.
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grigio scuro. Dietro, il famoso
ficio di vetro come lo avevo
nella rivista del Bauhaus. Ora i
era reale: io ero là! Oggi, dop
anni di architettura moderna
ci circonda dappertutto e dopo |
la degenerazione della sua orig
ria purezza, è impossibile, in rei
rendersi conto dell'impressione
un diciottenne ne riportò allo
Al Bauhaus Max Bill studiò ar
tettura. Era arrivato ad un gr
avanzato, quando il piano di
dio incominciò a indirizzarsi es
sivamente alle necessità dell'iı
l'arrivo alla stazione vidi gli edifici del Bauhaus. Ancora oggi -ricordo la straordinaria impressione
viduo nella civiltà della tecn
che mi fecero. In primo piano un
edificio dipinto in bianco, a più
Egli volle partecipare alla s
zione di questo problema di st
piani, con porte di colore arancio
ture, in questo vide lo scopo d
sua vita. Fin dal principio nor
dietro a piccoli balconi dipinti in
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Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)interessò seguire una sola attività:
non voleva essere soltanto architetto O pittore o designer. Tutti
questi campi della costruzione lo
interessavano come parti di un
tutto più grande, la costruzione
dell'ambiente: in quanto struttura
dell'ambiente costruito dagli uomini per gli uomini. Fino ad oggi
eglì è convinto che l'individuo dotuto di immaginazione creativa è
responsabile dello stato di questo
smbiente. Su questa base, Max
Bill stesso assunse più tardi commu pedagogici e intraprese infine
sttività politica, prima nel Consi¿ho Comunale di Zurigo, poi nel
Parlamento nazionale svizzero. Gli
anni del Bauhaus lo aiutarono anche a progredire nel suo lavoro artstico. Frequentò i corsi di pittura
di Wassily Kandinsky e Paul Klee,
fu allievo di Josef Albers, di Oskar
Schlemmer, di Laszlo MoholyNagy, venne a contatto, cioè,
con l'avanguardia del momento
in una concentrazione spiritualmente creativa come era possibile
trovare soltanto al Bauhaus.
Alla fine del 1929 Max Bill ritornò a Zurigo, dove vive ormai da
circa 40 anni, Nel 1932 costruì
la sua prima casa che si affaccia
sul Limmat, che attraversa Zurigo:
una casa costruita dall’interno all'esterno, secondo le necessità di
chi la abita, con il metodo, allora
inconsueto, della prefabbricazione. Iniziò la seconda casa, più
grande, alla fine del 1968, all'estremità opposta di Zurigo: anche
questa casa è costruita con ele-
IS
Max Bill nel suo studio. "L'occhio di pesce" consente di dilatare
il normale campo visivo dell'obbiettivo fotografico
permettendo una visione globale dell'ambiente (fotografia in alto).
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Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)er.
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menti tipizzati e questa volta su di
un declivio in mezzo ai boschi e
alla campagna romantica.
Per il suo 60° compleanno, Max
Bill ricevette alla fine del 1968, il
premio d’arte della città di Zurigo: da lungo tempo ormai celebre
in campo internazionale, lo onorò
anche la città in cui aveva fissato
la sua residenza. Si cercherebbe
però ancora inutilmente una sua
opera plastica su una delle piazze
pubbliche di Zurigo. Invece, sue
opere plastiche sono esposte in
pubblico sull’Alster di Amburgo e
in altre città. Recentemente, la
città di Ginevra ha acquistato una
sua grande scultura colonnare in
granito, per erigerla sulla riva del
lago. Le sue opere si trovano nei
musei importanti degli Stati Uniti,
del Brasile, del Canada, dell'Europa, nel Museo all'aperto di scultura nel Middelheimpark di Anversa e nel Hakone-Open AirMuseum presso Tokio. Max Bill
è oggi il più eminente rappresentante dell'arte concreta. Deve questa concezione a Theo van Doesburg, il fondatore della rivista
AR
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"De Stijl in Olanda, alla quale
avevano collaborato dall'inizio anche Piet Mondrian e Georges
non crede alla "calcolabilità" delParte. La sua azione si colloca là
Vantongerloo. L’arte non doveva
piú essere rappresentazione della
realtá, ma una nuova realta creata da colori, forme e volumi, che
ha quel carattere di prototipo di
rifiuta ogni rigoroso ordine, si appella alla sensibilità e alla capacità
di percezione dell’osservatore. In
questo senso, Max Bill definisce
l’opera d’arte un "oggetto di conordine puro che anche Max Bill
sumo spirituale". Nel corso degli
persegue.
Max Bill procede con metodo, la
sistematizzazione
dell'idea
creativa è per lui il presupposto alla
sua realizzazione. Egli si serve della geometria come mezzo ordinatore per la realizzazione di questa
idea, che nella pittura si concreta
in accordi, variazioni, contrasti,
mescolanze di colori, nella scultura
in successioni di forme aperte e
chiuse, compenetrazioni e ribaltamenti di forme. La geometria fordove il pensare in colore e spazio
anni le sue soluzioni sono diventate sempre più semplici, sempre
più comprensibili. Quando quest’estate espose alla Galleria Marlborough di Zurigo, egli stupì anche i conoscitori della sua opera
con quadri che effettivamente si
scostano dal campo di ricerca da
lui finora seguito, ma contemporaneamente realizzano con incredibile freschezza nuove idee estepita da blocchi di pietra accur:
mente scelti dall’artista, opr
viene modellata in metallo, lev
ta e lucidata a specchio. Max
sorveglia attentamente queste ı
razioni e alla fine è la sensib
del suo occhio a decidere la fo
definitiva, così come nella pitt
sono il senso delle proporz
e l'intuizione visiva a deci
l'equilibrio di tutti i valori cro
tici che partecipano ad una c
posizione.
La teoria, il fondamento e la
gazione erano costantemente
Max Bill, della stessa import
dell'esecuzione pratica. L'una
era assolutamente impensabile
za l’altra. Prendendo in consi:
zione tutti i problemi della fo
tiche. Lo stesso vale per l’opera
egli concepì una universale ti
plastica che Max Bill non esegue
personalmente, mentre dipinge i
della costruzione basata sul
cetto di funzione: il rapport
servono all'ordinamento dell'idea
suoi quadri in modo tradizionale
l'uomo e l’oggetto e il me
dell’immagine. Uno dei saggi più
importanti di Max Bill si intitola
con colori ad olio e spatola. Egli
fa schizzi, modelli in carta, fa esesibile soluzione elaborata |
nisce
strutture
verificabili
che
morfologico: la regola della
La mentalità matematica nell'arte
guire modelli in gesso e infine affidopo passo e nel modo mig
del nostro tempo (1949). Da questo
da l'esecuzione al tecnico qualiper ogni particolare caso. E
testo risulta però anche che egli
ficato: l’opera plastica viene scoldomandò: come si usano gl
Pagina 6
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)ax Bill è l’autore
Ila copertina e della
vola fotolitografica,
lettera "N", inserita
questo numero che i
ci del "Club dei Cinquemila'
'
cevono con la firma
uografa dell’Artista.
a fotografia di sinistra, dello stesso
fax Bill, riprende la sua scultura
Famiglia di cinque semisfere"
965-66, & 240 cm), presso l'Istituto di
fatematica dell'Università di Karlsruhe.
| destra, "Ritmo nello spazio", un
ranito del 1962 (h. 150 cm) ora nella
ollezione Clark a Dallas; in basso,
sinistra, tre sculture di Bill nella sua
asa. Egli non esegue personalmente
e opere plastiche, mentre dipinge nel
nodo tradizionale, con colori a olio
spatola. In basso, a destra, alcuni
semplari di arte cicladica di cui è
appassionato collezionista conservati
sei cassetti di un classificatore metallico.
tetti, a che cosa servono, soprattutto servono veramente? Così ar110 molto presto al problema della difesa
dell'ambiente,
quando
sncora le persone che si occupano di questi problemi erano
considerate visionari
riformatori
della umanità. Fu fra i fondatori
della Scuola Superiore per la proettazione a Ulm, la diresse dal
1451 al 1956, elaborò il programma di studi e costrui gli edifici della
«uola, che doveva continuare il
programma del Bauhaus, ripensatv € adattato alle condizioni della
sxcietà industriale. Anche questa
xuola aveva carattere di prototipo, come una volta il Bauhaus:
ssa incominciò dai primi anni
.ıö che divenne poi patrimonio generale, cioè lo studio interdisciplinare sulla base delle cognizioni
weniche fondamentali. 11 fine edu«tivo era di rendere il lavoro creauso non completamente
scientitico, bensì sistematico, e preparare
non il limitato specialista della
‘urma, ma il coordinatore dotato
di immaginazione creativa.
Max Bill si è costantemente impe-
¿nato a far conoscere al pubblico
la sua opera e le sue considerazioni
woriche. Ugualmente si impegna
4 favore dell'opera altrui che gli
xmbri importante. E chiaro che
un artista del suo genere e della
sua mentalità non aspetta in una
torre d'avorio che il mondo esterno gli porga l'alloro.
Egli vuole
trasformazione, vuole vedere consvizzeri di cercare prudentemente
beni di consumo nella Svizzera e
sfugge a qualsiasi determinazic
un equilibrio in tutte le direzioni.
Troppe volte, quando gli sembrava necessario, non ha fatto mistero
delle sue opinioni. Si è impegnato
in problemi culturali, in problemi
di politica comunale e nazionale,
ne ha ricevuto approvazione e critica, ha sempre previsto così lonaltrove.
«non sono il ragioniere di me ;
Max Bill & oggi un uomo famoso.
Se va in un ristorante di Zurigo
la gente dice: là c'è Max Bill. Se
so», è solito dire, quando si
cano inutilmente nel suo arch
cataloghi di opere o docume
zioni fotografiche.
Intelligenza cristallina, furios:
tività che non conosce sosta, a
ciata a periodi completamente
tratti al senso del tempo, di dis
sione nel disordine da lui st
creato: contraddizioni da cui sciuta attraverso tutti i dubbi
tracce del processo di form:
ne — esce l’opera oggettiva
parla da se stessa.
termata la sua opera e se stesso.
tano nel futuro che i suoi connateli usa voleaticri tutti i mezzi di
zionali, fautori dello statu quo
credevano di non doverlo prendere sul serio, finché lo sviluppo della
cosa gli dava ragione. Questo ¢ il
caso, per esempio, della sua presa
di posizione per la difesa dell'ambiente e la sovraproduzione di
comunicazione, scrive, tiene conterenze, non si spaventa davanti
alle telecamere.
E comprensibile
che con tutto ciò egli non si sia
tutto soltanto degli amici, quando
si conosca il comportamento degli
va a New York o
tra
in qualsiasi allocalità d’Europa, dovunque
è conosciuto. Potrebbe impiegare
il suo tempo come un predicatore
ambulante, viaggiando per il mondo e tenendo conferenze e corsi in
università e scuole d’arte. Nonostante ciò, non esiste fino ad oggi
ancora una completa monografia
su Max Bill, nessun testo che contenga i suoi scritti. Qui salta fuori
il lato della sua personalità che
MARGIT STA