I liguri "dalle sette costole

Autor
Bevegni,C.
Erschienen in
Studi di Filologie Classica
Jahr
1984
Thema
SEVEN
Sprache
Italiano
Kategorie
C2 Music
Archivnummer
5615

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SECNS Beaver, CT: ristiche riferisca, senza dirlo esplicitamente, ad esseri umani con caratte BEVEGNI C., I Liguri « duiie sette costole » : SIFC 3° s. II 1984 40-51. | La court anatomiche fuori del normale, così non è possibile giudicare tout m. bominu Loris de del tore dell’au Pinformazione una svista clamorosa légende selon laquelle les Ligures auraient eu seulement sept ‘côtes (Arist., H.A. | 493 b 14-15 ; Pollux, Onom. 11,167) est à mettre en rapport avec l’étymologie rapdelle ossa del torace, iri base al quale le costole yvharat sono prochant l’ethnique Alyves des adj. Ayôc et Aryopóg (sonore, aigu). Les ‚Ligures, auxquels on prêtait des talents musicaux particuliers, auraient été dotés, dit la légende, d’une cage thoracique comportant sept côtes comme la lyre compor-: tait sept cordes. On retrouve ici la valeur symbolique que la tradition pythagori-; 15588! cienne conférait au nombre 7, I Liguri «dalle sette costole» o di classificazione Siamo, piuttosto, in presenza di un differente criteri ridotte a come sette: si può ipotizzare o che una delle coppie yvhawı sia contata a al gruppo un’unitä, o che una delle due costole rapdasıpoı sia ascritt Hipdelle v60a, ma l'assenza di qualsiasi notizia al riguardo nel Corpus quesiquesto a certa a rispost alcuna pocraticum non consente di fornire atto. E invece utile al fine di chiarire l’origine dell’epiteto érrémAeupot re indaga — lavoro te presen del tema — tribuito dalla tradizione ai Liguri quella re preferi a ate Ippocr o indott sulle motivazioni che possono avere diversa classificazione. Aristotele, nella sezione dell’Historia Animalium in cui tratta som mariamente l’anatomia del corpo umano, riporta, senza prestarvi fede, una curiosa notazione: una credenza popolare — dice — attribuiva ai Li guri solamente sette costole, una in meno, cioè, rispetto alla normale conformazione dell’apparato osseo umano: xotvòv dt tod Eva xal xé rAeupal, Exarépubev ders: mepl yap Atyowv rav xadrouptver ixtaniebown obdevdc rw dEwontorou dxyxdapev'!. La stessa notizia si legge anche in Polluce che, come Aristotele, anche se in modo più sfumato, prende | dovute distanze dalla tradizione 2. Lo stesso Polluce ci fornisce una clas. sificazione molto precisa della cassa toracica umana: gli anatomisti distinguevano otto costole maggiori, dette pelZoves o yvhorat, suddivise a loro volta a gruppi di due (nell’ordine: due &vrlorpopor due orepeal due orepvirlöeg e due zapdoeipot) e quattro minori, dette Bhacrovec ° véBat o pa)Baxat, per un totale complessivo di dodici costole3. Nel passo sopra citato dell’Historia Animalium Aristotele prende evidentemente in considerazione solo le otto costole yviouu, cioè «legittime», le otto costole in senso stretto: ed € quindi di una di esse che risulterebbero ivi i Liguri. pm La contrapposizione «otto costole = normalita / sette costole = anormalità», di cui sono testimoni Aristotele e Polluce, sembra però zi alla I presupposti della ricerca in oggetto si riallacciano strettamente ellemondo nel sette o numer il o complessa simbologia di cui è caricat onico: & merito di W. H. Roscher averla studiata in tutta la sua estensi nella mito, nel culto, nel nove, o numer ne, insieme a quella legata al o medicina e negli scritti filosofici e scientifici della Grecita, in quattr anadi dita profon e azione inform di tezza saggi esemplari per comple lisi 5. Tanto il numero sette quanto il numero nove — osserva lo studioso sia — conobbero fino dai tempi più remoti una straordinaria diffusione nella sfera del mito sia in quella del culto 6, in quanto ad essi venne ri- ¢ miconosciuto ¢ stabilmente assegnato un particolare valore magico stico, conformemente ad una concezione cui non furono estranei contrilare buti culturali provenienti dal vicino Oriente semitico (in partico babiassirol’influsso dell’astronomia e dell’astrologia coltivate nell’arca arono ben lonese). Questi stessi numeri— soprattutto il sette — si afferm presto anche in altri campi del sapere: la medicina popolare, in primis, li accolse fino dalle sue origini e li trasmise successivamente alla medici na scientifica 7; la musica fond le proprie teorie sul numero sette; €, $0- la sua prattutto, il filosofo Pitagora considerò il sette la cifra-chiave per il come numeri lettura dell’universo in termini matematico-musicali. A baltata in un passo di Ippocrate dove, con perentoria stringatezza, si afferma: nievpai éntá: ta ptv Eriofev TOD oœuatos mpdg Tob oxov8uno ta 8” Eunpoodev dv tH otkpvy rpèç Ewurdg*. La contrapposizione é certo solo apparente: come, infatti, è del tutto da escludere che Ippocrate si I 113 (493b. 14-16). 2 Onom. II 167: dntändevpoı 8% Al elory ff ado Eee enw Tues fh 3 Ibid. 167 e 181. 4 De Locis bominum 6. der ältesten Grischen, Leipzig 5 Dis enmeadischen und bebdomadischen Fristen und Wochen n, Leipzig 1904; Dis HebGrieche der Mytbus und Kultas im bl Neunza 1903; Die Sisben- und Esmadische Studien, Leip1906; g Leipzi Arzte, und domsdenlebren der griechischen Pbilasopden tivamente: Roscher I, rispet citati no verran nati menzio studi gli tà, comodi zig 1907. Per ui, I, IV. -… IJ, passim. ¢ Cf. Roscher, - . N . na popolare in ? Per la dipendenza delia medicina scientifica dalla medici bito, cf. Roscher, Il, p. 219 € IV, p. 71. questo dm.

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sette, il Nove, il cinque e il dieci venne di fatto attribuita una intrinseca « 5 ezione naturale» e furono perciò definiti pe hig altri, in particolare il numero otto, &p@pol récit (numeri furono invece considerati per annatura arenelc (imperfetti) €, di conseguenza, vennero scartati 8 eu ell medicina scientifica la presenza di troppi numeri-simbolo (7 9 ‚ in misura minore, 5 e 10) rese neces saria una selezione, il cui effetto coincise con una lenta, ma inesorabile, progressiva emarginazione del puro nove 9: da so el un rilievo statistico operato dal Roscher sul comples Corpus Hippocraticum, emerge infatti che in esso le determinazioni egate al numero sette si trovano in un rapporto di 5:1 rispetto’a 1 connesse con il numero nove 10, pe me parti graduale ere del numero nove nella medicina scientifica a e dall’inizio de secolo a.C. + L. si contrappone, diji conseguenza una sempre piu incontrastata egemonia conferma di questa affermazione si del numero sette. Una chiare ricava da uno scritto [lepi &88onaeoy a uito ad Ippocrate, ma che ~ nel ; gli studiosi = risale all età di Pitagora o giudizio pressoché unanime che, comunque, riflette nella ua ampia sezione introduttiva (capp. 1-11) il Pens iero presocratico in ej di cosmologi!!. a Qui il numero sette, da principio regolatore della < roses e della terapeutica, dilata le sue attribuzioni fino ad assum e le oni di supremo ordinatore-divisore dell’intero universo ‚in una sintesi esemplare di medici cina € pita i gorii smo, accanto all sette attivita ità della testa,| acca accant nto allalle funzione-chiave del numero sette nell’ana mnesi e nella cura delle malat se ere si no 2 climax asce ndente le sette etä della vita, i costitutivi dell’anima,, le sette stagiioni oni, le sette parti della de \sa a pertes corrispondenza con le sette parti del corpo. fino alle 5 e stere del Tutto e all’affermazion e che ’uniiverso nel suoo !insi l’un Pu insi eme èè carl nat ordinato secondo questo principio numerico 12. Come la 1 rfezione» attribuita per tradizione al n umeto sette ne sanci¢ definitivamente la supremazia, cosi, per il motivo opposto, il numesette parti del corpo umano e alle sce . . a Men ke Pamerose er monianze 8 > . al riguardo, cito il commentatore di j Aristotele dei numeri : viene ; farts ril is e oh Peo ~ anch ? mee a one Pit ago oh 6 ra: ne érra oe TéAub ne ton cfÀ ioe, de Haprupet Nvdayöpaz c xal of &pdunrixol zal “ povanxol‘ & ws drek © ragioni di questa scelta ~ come osserva il Roscher, IV 6 we molteplici, Prima fra tutte la più comoda tipartizione del mese luna Rin quattco aia di sette giomi rispetto all’imperfetta tripa rtizione in enneadi 7 RO Period 10 Cf. la tabella Comparativa in Roscher, TV, pp. 80-81. | 43 ro otto, &reAhg per natura, subisce nel Corpus Hippocraticum una totale emarginazione. L’esempio più significativo della diversa fortuna incontrata da questi due numeri ci viene fornito dalla teoria della gestazione: mentre infatti.i nati di-sette (o di nove) mesi, avendo completato un periodo prenatale considerato regolare, iniziavano, di norma, senza ulteriori difficolta, il loro ciclo vitale, gli öxt&unvor invece erano ritenuti creature eccezionali e mostruose, cui era negata da natura la sopravvivenza, Da quanto & stato esposto deriva, come diretta conseguenza, che la importanza centrale del numero sette in tutto il Corpus Hippocraticum (dove — à opportuno ricordarlo — sono confluiti anche scritti provenienti da scuole diverse dalla ippocratica, che testimoniano una notevole diffusione del principio “ebdomatico” in aree differenti, talora perfino contrastanti, fra di loro) sollecitava tutta una serie di rigorose conferme anche in sede anatomica. Da questo punto di vista, la presenza di otto costole yrhawuı nella cassa toracica dell’uomo introduceva nella globale armonia del corpo umano fondata sul numero sette un elemento di acuta dissonanza: ad esso l’autore del de Locis bominum cercd verosimilmente di porte rimedio ricorrendo ad un computo delle costole, per cosi dire, normalizzante, i cui dettagli non ci sono tramandati. Di fatto, però, la teoria ippocratica non: dovette incontrare fortuna, come dimostra proprio l’aggettivo érréxheupot da cui sono contraddistinti i Liguti: se, infatti, all’uomo si fossero normalmente attribuite sette costole, Pessere érrémAeupor non avrebbe in alcun modo costituito per i Liguri un segno di distinzione rispetto agli altri popoli, giacché essi, sotto questo aspetto, sarebbero risultati anatomicamente eguali a tutte le altre etnie. Il passo di Aristotele, infine, lascia facilmente intendere che la peculiarità fisica attribuita ai Liguri fosse una sorta di topos, e che quindi la sua origine fosse piuttosto antica: di conseguenza, si può inferire che la divisione delle. ossa toraciche testimoniata da Aristotele avesse prevalso da tempo su quella di scuola ippocratica e fosse ormai del tutto = Re m = 24. consolidata Veniamo ora al tema centrale del presente lavoro, quale sia cioë l’origine dell’epiteto éxt&x)supor attribuito dalla tradizione ai Liguri, per il 13 Per un esame dettagliato della questione, le cui conclusioni ho qui utilizzate, c per le testimonianze, quantitativatnente ben inferiori, a favore della vitalitä post partum degli dserdgenvor rimando a Roscher, IV, pp. 68-86. a 14 Non & escluso che le due diverse classificazioni avessero ingenerato l’equivoco di uns doppia tipologia umans, uns normale ad otto costole ed uns anormale « sette, alla quale sppunto, secondo una tradirione diffusa ma oscura, sarebbe appartenuto il popolo dei Liguri.

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quale non hanno proposto alcun tipo di spiegazione né le fonti antiche in nostro possesso, né, per quanto mi consta, la moderna filologia !5. L’analisi del termine in oggetto si sdoppia immediatamente in quella delle sue due componenti (érrté e xAeupal) e sollecita quindi due diverse domande cui € necessario dare risposte complementari e interattive: a) & possibile ascrivere nel nostro caso il numero sette ad uno dei campi simbologici ad esso propri e di cui abbiamo fatto menzione più sopra? 4) un riferimento alle costole umane può trovare una connessione con il patrimonio mitologico di cui disponiamo riguardo ai Liguri e, in caso affermativo, qual é la relazione logica che lega tra di loro queste due componenti a proposito dei Liguri stessi? Per rispondere a questi interrogativi mi ¢ sembrato giusto — considerato l’evidente colorito leggendario dell’appellativo érréraeupor — prendere le mosse dall’esame del mondo mitologico dei Liguri, per accertare se tale epiteto potesse armonizzarsi o almeno adattarsi ad una delle leggende diffuse intorno a questo popolo. Anticipando le conclusioni, credo che sia possibile trovare una connessione, almeno plausibile, fra la connotazione dei Liguri come érrérAeupot ed il mito più noto a loro riguardo, nell’antichitä: quello dell’amore straordinario di questo popolo per il canto. L’origine di questa leggenda si ricollega al gusto, tipicamente ellenico, delle paretimologie dei nomi propri e dei nomi dei popoli 6. L’assonanza tra l’etnico Alyues e gli aggettivi Ay6ç e Atyupds («canoro», «acuto»), riferiti normalmente al suono della voce e degli strumenti musicali a corda o a fiato, ha prodotto la falsa etimologia secondo cui i Liguri avrebbero questo nome perché singolarmente dotati nel canto. La fonte principale al riguardo è costituita dal Fedro di Platone (237a), dove il filosofo suggerisce scherzosamente che le Muse siano dette Alyerar dalla stirpe musicale dei Liguri (3a Yévos poverxdv td Aryówv). Lo scolio al passo conferma il topos della canorita dei Liguri, aggiungendo la notizia che essi, a causa del loro amore per la musica, usavano combattere solo con una parte dell’esercito, mentre Valera si limitava ad accompagnare la lotta con il canto. Con questo: filone leggendario si accorda perfettamente un altro mito relativo ai Liguri, quello del loro re Cicno: questi, affranto per la morte del parente Fetonte, manifestò il proprio robe) i suoi nemici, e così via. 15 Nell’edizione con commento più recente dell’ Historia Animalinm di Aristotele (Aristotele, Opere Biologiche, a cura di D. Lanza e M. Vegetti, Torino 1971) nella nota ad loc. si legge: «Non si sa nulla della leggenda relativa ai Ligurie. 1e Gli esempi sono numerosi: i Persiani (Ilépaou) hanno questo nome perché bramosi di distruggere (xép8e:v) gli altri popoli; Apollo & cos) chiamato perché annienta (&- I Lignri « dalle sette costole» 45 a pietà, lo trasformò nell’uccello che da lui prese il nome, il cigno, al dolore con una melodia di dolcezza così struggente che Apollo, mosso giorno del mese, ad esempio, si celebrava in. molte città della. Grecia cui canto fu attribuita dalla tradizione una soavità senza confronti !?. Nel mito, dunque, i Liguri erano ritenuti una stirpe “musicale”-e venivano caratterizzati, in particolare, come appassionati cultori del canto. Ora: nell’ämbito di questa tradizione leggendaria l'appellativo értérhevpot può trovare, almeno per il primo elemento da cui è composto (trta-), un plausibile inserimento, se si considera che non vi à numero che abbia maggiori riferimenti e relazioni di questo con la sfera della musica. Questa affermazione trova il conforto di numerosi esempi sia nel mondo della mitologia sia nei campi della filosofia e della tecnica musicale. Per quanto concerne la mitologia, i] numero sette, essendo sacro ad Apollo e a Dioniso (le due divinità del Pantheon greco che presiedono per eccellenza la poesia, la danza ¢ la musica), ricorre con altissima frequenza nelle leggende e nel culto di questi due dèi !£. Il settimo colo d.C.)2, fu scelto per stabilire un’analogia con le sette corde della l'éBBouatov, la festa mensile in onore di Apollo, nato appunto, secondo la leggenda, il settimo giorno del mese 19. Anche le Muse, in origine, erano sette, numero che, stando all’opinione del filosofo Cornuto (1 sepassarono da sette a nove le canne della zampogna) anche il numero lira: quando questo strumento portò a nove le sue corde (così come . delle Muse fu aumentato di due unita?!. Certo l’enorme diffusione del numero sette nella povouch érwathun € dovuta in grossa misura alla teoria centrale del Pitagorismo, secondo cui tutto l’universo sarebbe espresso in termini matematico-musicali: le discendenti), i somi di Terpandro a sette sezioni e cosi via. In un pasl’armonia delle sfere si fonda infatti sulla comparazione delle sette stelle mobili e del suono armonicamente intonato del loro movimento con l’armonia dei sette suoni della lira a sette corde. Accanto alle sette corde della lira si possono citare le sette note della gamma diatonica, le sette parti dell’armonia, le sette «armonie» (qualcosa di simile alle nostre sca- 18 Per la relazione del numero sette con i culti di Apollo e Dioniso cf. Roscher, III, 17 Cf. Paus. I. 30. 3; Hes. fr. 199 Rzach = Hyg. Fab. 154 Ov. Mes. 31 367 ss; Serv. ad Arn. X 189. : p. 24 ¢ IV, p. 6. 19 Per le feste di Apollo &iBopayevhs («nato nel settimo giorno», appellativo tra- ' 4 . mandato da Plutarco, Oseest. Conviv. VIII 717D) si veda: M. NiLssON, Geschichte der griechischen Religion, 1, München 1940, p. 561. % De Nat. Deer, p. 470 Os. A Roscher, II, pp. 69-71 e IV, p. 10.

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zodi FiloFilone di _Alessan "so ssandria 2 si legge alla sfera della vocalità 31. Questo tipo di interrelazione e di interscambio tra la sfera del “cantare” e quella del “suonare” era del resto consueto nella lingua greca e la stessa bivalenza semantica degli aggettivi Myúg e Acyupds, usati, come si vedrà più sotto, per connotare una medesima qualita sia della voce sia del suono, ne € un segno probante. Se a questo punto si mettono a confronto gli aggettivi éxtéyAwacog che la Ape b érréyop$o men eaziöne di tuttigi permet musi cali: Vinformasiene va viene te, applicate all’antichissima lira erano ¢overe set che ele costruzione di tutti gli altri strumenti musical ee ae mazione a sette corde di strumenti come | ou oerapa srimo's fino dai temp i più antichi Ja creative leanne del poet, ch fe BB Arono una serie omogenea di aggettivi composti, la ae brevedeva un termine costante — appunto il numerale reed dello tre seguire un lem ma variabile designante la sonorita Hielco A oR u ‘esempio plu remo to si incontra in Terpandro ta setten poneco o aC. » dove la qépuuyE à definita érrérovec, edai cette cin > are aggettivo unit o alla Alpe si ritrova successivame nu oe FR gual Reni Chio5 € in Euripide 2, che lo usa due vol. . a agusva frequentemente per o ki aNiaoh rid 7, Ae cnt set en rc Hanpide usa l'aggett ivo érréphoyyos, «dai sette suon in, Embo an ea xpari » mentre Pindaro, per concluder29 e qualifica vee rene à linen aaa! settemplice fragore» , sia come érréen alleà an Buen + B su quest’ultimo composto che vordapli alie are Tat one, perché esso si differenzia, nella sostanza ace ‘geen vi della Stessa serie. Mentre infatti érrérovoc érréEn ned Ps SONO usati In senso proprio, giacché la lira di ni, « fatto emette sette suoni, diversamente da essi fig e érrénhevpo, si rileva immediatamente che essi sono legati da una du- ~ plice analogia: a) entrambi risultano composti dal numerale érré seguito da un sostantivo che appartiene alla sfera dell’anatomia umana; b) i termini cui sono riferiti attengono tutti e due al mondo della musica: se la pdppcyé, infatti, & per i Greci lo strumento musicale per eccellenza, i en . an x wae e 47 Alyves sono da essi considerati uno dei popoli musicali per eccellenza. Sulla base di questi dati inequivocabili & lecito chiedersi se émt&rAcupoc, oltre a collimare con inréyAwaaos per la struttura e il campo semantico cui à correlato, non si possa anch’esso interpretare come una metafora tratta dalla sfera dell’anatomia umana ed applicata alla sfera della mu; sica 32, si pud ricavare dallo tesi questa di favore a Un elemento cospicuo la paretimoderivare fatta & cui da aggettivi due dei a l’analisi semantic logia del vocabolo Alyues: Avyus e Aryupbc. Nella lingua greca Avyus € Atyopóg erano utilizzati comunemente per qualificare la canorità della voce 3, ma spesso erano impiegati anche per connotare la melodiosita o il suono acuto degli strumenti a fiato e, soprattutto, degli strumenti a corda: in altre parole, essi valevano a definire una ben determinata qualita che poteva essere propria tanto della sfera del canto quanto di quella * definisce Aryupd la zamdel suono. Gli esempi sono numerosi: Esiodo Den pogna (ovptyé); per Bacchilide® la corda della lira (vevpd) suona con % ci parla di pöpuiyyes Aryvopdacuto clangore (uyvxhayyhc); Pindaro payor («dal crepitio acuto»). Ma sono soprattutto i poemi omerici, nei 2 De Opif. Mun. 126. > Fr. 5 Bergk. ‘ H Eley. 3.3 Bergk. > Ipb. Taur. 1128-1129. a ge. Fur. 683 © Ak. 446. di boe ondon il mito0, , infatt infatti i,, Hermes avre strui ruito la primai li .. a ue guscio di tartaruga adat bbe cost | i tato a rodimentale cass me n adel "Erréquroc, «dalle ; h Luc.®Ast. vo, sette cordes, à attestato solo negli autori tardi: cf. AP 9. 250 e © »: : Rispettivamente: Pyth. 2. 70 e Nem. $. 24. 31 Anche nell’aggettivo euripideo érréployyos sopra citato si pad, del resto, rilevadesite una compresenza semantica in certo modo analoga: il termine pÂbyyos, infatti, va in origine esclusivamente il suono della voce umana (cf, Hom. Od. 12. gı ecc.) ed & solo dal V secolo a. C. che si trova attestato per connotere la sonorità degli stru- DO menti musicali a corda e non (cf. Eur. El. 716; Plat. Leg. 812d ecc.). composti di tipo questo foggiare 2 greca lingua della one inclinazi e particolsr La % bocweati con valore metaforico à confermata dall’aggettivo érráorogos, «dalle sette volte che», omogenco per struttura aí due presi in esame, che nella Tragedia ricorre più a designare le sette porte di Tebe (cf. Eur. Sapp. 401 ecc.). » CE, e.g., per Aıyic Hom. N. 1. 248 (la voce di Nestore), per Myupéc Hom. Od. 12. 44 (kof). M Se. 278. % Fr, 1408, vv. 60-61.

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* quali la pópuryE à costantemente accompagnata dall’epiteto Alyeve, che ci mostrano con chiara evidenza come, fino dall’etä arcaica, Paggettivo usati, come appartiene alla sfera dell'anatomia waant e che venivano | a — metaforico. con valore ato, ggetti vo érréx oojamo eae,osserv se nell’a heupos il primo elemento si spices 2 strumenti a corda 3, o+ ıbolo cilmente con il desiderio di associare anche ai Liguri il aumer are le c m a ancor e invec o peculiare della sfera della musica, restan sonezativo ragioni della scelta del secondo termine del composto: corre no posso si e ndsupé. In altre parole: in che modo le costol n ; ol la musica in. generale e con il canto dei Liguri in partic ms ( ca toraci a gabbi La scienza greca era solita raffigurare la 48 Atyús fosse di uso consueto, per designare il tipico suono prodotto dagli Questo duplice campo di afferenza semantica di Ayô / Ayupéc consente di stabilire una stretta relazione tra il canto dei Liguri ed il suono della lira: come il canto dei Liguri, infatti, conformemente all’etimo fantasioso attribuito al loro nome, è per natura Atyus, così il suono della lira (póputyE Alyera) & contraddistinto fino dai tempi di Omero dalle medesime caratteristiche di melodiosità e di acutezza tipiche di quel canto: i due elementi considerati, in altre parole, presentano una perfetta coincidenza tanto sul piano del timbro espressivo quanto sul piano della qualita dell’esecuzione. Si possono formulare a questo punto alcune deduzioni. In primo luogo, data l’importanza centrale e la diffusione del numero sette nella sfera della musica, & plausibile ipotizzare che la cultura greca, fino dai tempi più remoti, avesse cercato di connettere in qualche modo con questa cifra-simbolo un popolo il cui amore per la musica in generale e per il canto in particolare era divenuto una leggenda. Secondariamente si & messo in luce come uno stesso elemento, e cioé la melodiosita canora (rd Atyd), contraddistinguesse sia il suono della lira sia il canto dei Liguri. Infine, si é accertato che la lingua greca amava qualificare, fin dall’eta di Terpandro, gli strumenti a corda (pdpytyé, Aúpa, xıßkpa) mediante una serie omogenea di aggettivi composti nei quali alla caratteristica eptacordica dello strumento (énta-) si faceva seguire un lemma che ne indicasse la sonoritä (tévoc, pO6yy0¢) od il mezzo attraverso cui questa sonorita si esplicitava (yA@aoat, «corde», per metonimia) %, Queste considerazioni consentono di stabilire fra gli strumenti a corda e i Liguri una coppia di relazioni che & possibile collegare tra loro al modo di una proporzione matematica: come gli strumenti a corda, definiti comunemente Atyeig per il loro suono, erano normalmente qualificati da aggettivi come éxrérovec, drerkpboyvyos ed éxt&éyiwoaos, così i Liguri, Aryeig per eccellenza quanto al canto, furono caratterizzati per mezzo di un composto omogeneo ai precedenti, che restò tradizionalmente riservato alla loro etnia, appunto érrérAeupoc. Pid precisamente, l’aggettivo érréraeupos trova una perfetta coincidenza di struttura con quei composti come érré&yAwsaoc ed érréotouos il cui secondo termine 37 Cf. U. 9. 186; Od. 22. 332 ecc. Anche @ôéyyos viene usato nel senso di «corde della liras, ma solo nel greco ellenistico: cf. Dio Chr. 10. 19 (I/II secolo d.C.). 49 1° avtimento dall’insieme delle costole) come un involucro, un rives ii oy ; volge e protegge il petto: in Aristotele leggiamo, ad ssempi: Se gur i xAelouaar TAcupat 1d arijdog awryplac yapıv 9, Ors: nel caso cas a petto rivestiva una particolare importanza, perché cost uv au cui iose melod ¢ risonanza della magnifica voce, del canto dolce ca toraci a gabbi dalla sto popolo era dotato, sicché l’insieme formato rapls ina immag essere da quanto essa racchiudeva poteva facilmente na ira presentato come uno splendido “strumento musicale” di cui la torac a gabbi della esso stessa era autrice. Di conseguenza, se il compl nr edel petto dei Liguri era immaginosamente concepito come uno na ie mento musicale, ad esso dovevano essere attribuite le ha in fondamentali proprie degli strumenti musicali, la struttura de! q er era — citato sopra passo nel a come ci informa Filone di Alessandri a lata sul numero sette ed il cui modello archetipico era costituite dl st ile possib € sse preme e quest Su ra a sette corde (Avpa mré&yopBoc). conti opos érréx Abyeta lira alla : Liguri i ¢ tuire un parallelo fra la lira cos ° spondono perfettamente i Liguri Atyeis érrérAeupot, oss le sene io om con nell ve -chia mento l'ele — dire le rappresentano — per così ve ren dei ia fantas la che ale music mento ne di quel singolare “stru o deva nel torace dei Liguri, così come le sette corde costituiscon lira. ella i ’ pella© Ra pole da aire l’imbarazzo di Aristotele di fronte all’ap fermi del sta propo zione rpreta l’inte i accett si ra tivo érrérheupos. Qualo oss ne, & necessario supporre che al tempo del filosofo il soprannome Dt e. ancora largamente diffuso mentre non era più nota la sua origin tar r conseguenza Aristotele, una volta caduto nell equivoco di interp me to e in senso letterale un termine invece usato in senso trasla la f rifiutò la tradizione perché essa contrastava apertamente con anatomica propria dell’uomo ®. ® Part. Anim. 11 8 (654b. 35 ss.). KE 1 u bean “ Non & da escludere che tra la leggenda dei Liguri Inrärdeugon ¢ La possi tica delle sctte costole sopra csaminata esistesse una correlazione: à

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A conclusione del presente lavoro vorrei citare tre diverse testimonianze che, sebbene non si possano considerare prove decisive, completano tuttavia il panorama degli elementi che credo siano utili a confortare in qualche misura Pinterpretaz i i “proposta ioione ne : del termine | 1 Ligwri «dalle sette costole» e -vevpov hanno valore di sinonimi € fanno riferimento 51 alle nervature o - partire #. Alcuni «costolature» ben visibili sulle foglie della pianta in questione con il tersecoli più tardi, lo stesso esemplare venne qualificato anche oa mine érréveupov #7. I sostantivi rAeupé e veupé dunque, almen dntánheupos. risulta dal I secolo d. C. ¢ in un determinato settore della scienza greca, vano “visivamente” affini e divennero interscambiabili. : XV (grab. 3) ecc. : se e veupé € rAeupé sono e di interrapnel caso della leggenda, CLAUDIO BEVEGNI a Cf. Apul. Herb. | . v I. 4. 122. 4 Per veupé cf, e.g., I. 13. 463; per weopo v cf. AP 9. 584. 9 € Luc. Dial. Mar. 1. 4. # Per veupé cf. Poll. Onom. 4. 62; per veöpo % Fr, 100. 1 (IV sec. d.C.?) e Paul. Acg. 7. 17 (VII sec. d.C.). # Mat. Med. 2. 126. la natura stessa per favorirne appieno l’innata disposizione al canto. presentata dalle sette costole di cui li aveva dotati, secondo la lira si identificava nelle sette corde, mentre nel caso dei Liguri era plice «nervatura» (dmra vevpal = xopdal = rAeupal) che ione scambiabilità. Di conseguenza, una volta avvenuta la metaforizzaz tra esdel petto dei Liguri come strumento musicale, si poteva istituire so e la lira un parallelismo perfetto nella struttura: una analoga settem xopôn si potessero prestare ad una sorta di identificazione in qualche misura equipollenti, se ne puo inferire che anche rAeup veupé, infatti, & sinonimo di yopêh e, d’altro canto, Liguri si potrebbe stabilire un ulteriore clemento di correlazione one semantiveupé € Thevpé attestata da Dioscoride, quanto l’identificazi conseguenca veup& = xopdh fossero presenti nell’immaginazione e, di tra la lira e i za, nella lingua degli Elleni gia fino dal VII secolo a.C., inequiper designare l’artigiano che innesta le corde sulla lira. dimostra classica vocabilmente che il sostantivo veupé | weüpov era usato gia in eta : en suc come sinonimo di xopBñ.. tra Se a questo punto si ipotizza che tanto l'eguaglianza “visiva” a, C. - in un ellenistico-romano #, tuttavia l'esistenza fin dal IV secolo veupoppdpos frammento dell’oratore Licurgo® — di un termine come o usati fino Ora: veupé e la sua variante morfologica veüpov si trovan mine rAevpé, oltre al significato di «costola», assume normalmente an che quello di «lato di una figura piana» #2, ¢ con questo valore viene u- 1) Aristotele, nella Politica", cita fra gli strumenti musicali antichi caduti in disuso anche tò:drrkywvov (il «settangolo»), una sorta di lira rudimentale. Questa notizia'acquista un particolare rilievo poiché il terpartire da dal tempo di Omero col significato di «corda dell’arco» e, a antica, un’eta imprecisata, ma — a quanto se ne può dedurre — piuttosto sostantivi anche con il valore di «corda della lira»: se & vero infatti che i greco veup& € veüpov con quest’ultimo significato si incontrano solo nel sato in aggettivi composti come terpdrheupog, mrevránheupog EE&mAeupoc «a sette latin, «a sette segmenti») sia presente una sorta di calembour («a quattro, cinque, sei lati») 49. Tale bivalenza semantica di he & su ° gerisce un’ipotesi ardita: che in érrérArupos («a sette costole» ma anche 5 con érréyuvov, e che alla sua formazione originaria non sia estraneo seppure come causa del tutto secondaria ed accessoria, anche un richiamo allusivo a quell’antic o strumento a corda. EE han _ 2) Il concetto del corpo umano che si esprime “in termini musicali” ritorna in un passo di Gellio # in cui l’enciclopedista latino riferisce un teoria di Varrone Reatino (I secolo a. C.) in base alla quale le ven meglio le arterie, pulserebbero a tempo di musica: venas etiam in bo vin bus vel Potins arterias medicos musicos dicere ait numero moveri septenario Es non solo musica € osservi che in questa teoria (risalente con tutta probabilita ad un lo N fo o ad un medico greco ben anteriore a Varrone) corpo sono strettamente correlati, ma il rapporto che intercorre fra loro . € regolato dal numero sette. 3) Concludo con una testimonianza tratta dal greco ellenistico e, come tale, a livello metodologico, scarsamente probante, ma che consent un ultima serie di osservazioni. Il medico e botanico ‘del I secolo d C. Dioscoride di Samo, tra i vari appellativi con cui era denominata la Piantaggine (una pianta erbacea della famiglia delle plantaginacee), cita anche &rtänieupov e woXúveupov, termini’i cui secondi elementi vmeheupov porre, da un c lato, che o, il che mito dei Liguri érrérheu pot abbia i fa i t o i n qua isura, anche lieve, la ripartizione delle costole prescelta dalla scuola ino rde (ma ne onemi Seinbra decisamen te meno probabile) , che si sia verificato invece il foon , stata cioè ee . . + mio ertoe del pepole dei ged ad esercitare il proprio influsso sul patrimo-7 41 VIII 6 (13418. 41). 5 & Plat. Ti. 53d, sac, ecc. oF . Arist. Mach. 1 (848b. 20); Prob/ 4 Not. Att. 3. 10. 13. 45 L'ipotesi in Roscher,