Volltext anzeigen3 Seiten
Seite 1
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)COSsEen 2 A
Tracce della matematica pitagorica
cui Proclo nel suo cosiddetto Mtassunio sive (uy www — —
©.
di avere per primo aumentato il numero dei teoremi generali (4) —.
perché in due scolii anonimi al V libro degli Elementi di Euclide è attestato che alcuni dicevano che il contenuto del V libro degli Elementi
di Euclide sarebbe opera di
e del pensiero matematico di Eudosso di Cnido
negli ‘Elementi’ di Euclide
US
Eudosso (5). Pertanto. tenuto conto che
l'attività di Eudosso in campo matematico è stata preceduta dalla attività
di altri matematici, vissuti in epoche anteriori (6). il cui pensiero sta a
rappresentare molto verosimilmente una fase di sviluppo del pensiero
matematico greco meno complessa e raffinata dell'opera matematica di
Eudosso, la anzidetta diversità esistente tra la trattazione che della propor-
Se confrontiamo la teoria delle proporzioni sviluppata nel V libro
degli Elementi di Euclide con il contenuto dei cosiddetti libri aritmetiei
zione e delie sue varie forme viene fatta nel V libro e la analoga trattazione condotta nei libri VII. VIII e IX degli stessi Elementi. non può
degli Elementi (1). possiamo facilmente accorgerci della profonda diver.
(3) Si intende per Riassunto storico di Proclo quella sommaria esposizione dell:
sità — che peraltro non implica alcuna incompatibilità logica -— tra il
storia della matematica dalle origini sino ad Euclide che fa parte dell'introduzione
concetto di proporzione che sta alla base della anzidetta teoria delle pro.
premessa da Proclo al suo commento al primo libro degli Elementi di Euclide, Nella
porzioni contenuta nel V libro degli Elementi, con il concetto di provoredizione teubneriana, curata dal Fricdlein dell'anzidetto commento di Procla (Procu
zione, che costituisce il tacito presupposto della analoga trattazione che
viene condotta nei libri aritmetici degli Elementi. Nel V libro la prodiadochi
in
primum
Euelidis
Elementorum
librum
commentari.
Lipsia,
Teubner,
1873), il Kicssunto storico va da p, 64,16 a p. 70,18.
(4) ProcLi diadochi in primum Euclidis Elementorum librum commentarii, ed.
porzione, in generale, viene definita in maniera tale che essa possa risultare
vit. p. 67, 25: Efibuto; bé Y Kvldioz, Atovtus wiv dhiy@ veotego;, Praigoz di tav arq Mio.
valida tanto nel caso in cui tutti o soltanto alcuni dei termini che si votwa yevauryvas,
gliono porre in proporzione siano grandezze commensurabili quanto nel
di Cnido, di poco più giovane di Leone e compagno dei discepoli di Platone, per primo
caso in cui i termini della proporzione siano tutti quanti grandezze commensurabili (2). Invece alla base della trattazione di tutti quei vari tipi
di proporzione che sono presi in considerazione nei libri aritmetici degli
acerebbe
il
Qbros TOY xaddiov xahovpeviv Crwonndtuy 10 21003 niinen. (€ Eudosso
numero dej
cosiddetti
teoremi
(5) Scholia in Elementorum librum
generali) »,
Y (in Euclidis Elomenta edidit I.
berg, vol. V, Lipsia. Teubner, 1888), 1. p. 280, 1-9: Xxox05 1% zeta
Loyd Biadlajelv: horror yag toîro th fifiliov yewperolas te mel iguityrnpreni)z nal
Elementi c'è un concetto di proporzione. che è applicabile soltanto a quei
néons Anka; ris pafnuari); triorjpys. tà yao
casi in cui i termini della proporzione siano tutti
Aeuoter Occopnpuasiv, diià xai zücı rol: ro halyuarizxhv rerayafvors,
ds
pnv.
Atyovos
quanti grandezze
commensurabili.
L'origine del concetto di proporzione contenuto nel V libro molto
probabilmente va fatta risalire storicamente ad Fudosso di Cnido
-
a
infatti
Hei
povowf); mai
ty abr Grodrvuprva of povov yeoueroioi;
è pty oûv monds otros, ro dè pupdiov Edbojov tivis eligrarv elvas
didamáóñov.
L
Pig negli Avoagoriontar
Amo
tot MAarovos
(« Oggetto del quinto libro è la trattazione delle proporzioni. Questo libro
riguarda
la
geometria,
Varitmetica,
la
musica
ed
in
generale
ogni
branca
della scienza matematica, perché ciò che è dimostrato in tale libro non solo s'accorda
con i teoremi della geometria ma altresi (come si è detto) con tutto ciò che rientri
(1) Cioè i libri VII, VIII e IX.
(2) Eucums Elementa, vol. II, libri V-IX cum appendice post 1. 1. Heiberg
edidit E. S. Stamatis, Leipzig, Teubner, 1970, p. 1, 10-15:
‘Ey r@atr dove urytôn
Léyeray elvas xoGtov aodsidevtegov mal toitov mods teraorov, brav rà tot
lodxız smollaridora rv 100 Arurégov nal setdorov loëxg
agitow xal tolrow
rold.ardacioy xad'inoinvodv
aniiariamaopdv txdtegov ixartoov $ Epa Ünecéyn f) Ana toa fj fi Gua brin Anpitvia xardà)nàia
nell'ordine di studio della matematica, Questo è dunque l'oggetto del libro.
Alcuni
dicono che il libro è una scoperta di Eudosso, maestro di Platone ». Idem. 3. p. 282.
13-16: rodro 1d fifiàiov Etddtor 100 Kvidiov tot patyuatinot tot matt tobs Midrovoz zodvovs
yeyovoros elvas Alyeray, briybyganıar di Guws Eduiribor,
444 od xata tiva wedi) éxrygagty
(«Si
Eudosso di
dice
che
questo libro sin
del
matematico
Cnido.
che
visse
ai
tempo di Platone. Pur nondimeno non falsamente va sotto il nome di Euclide »,
(e Si dice che quattro grandezze sono nello stesso rapporto, la prima rispetto alla se-
Cfr. Die Fragmente des Eudoxos von Knidos, herausgegeben, iibersetzt und kom
conda e la terza rispetto alla quarta, quando gli equimultipli della prima e della terza
mentiert von Francois Lasserre, Berlin. De Grurter. 1966, D 32-33. Vedi anche, nella
rispetto agli equimultipli della seconda e della quarta sono, secondo un multiplo qual.
medesima edizione, D 34-57.
siasi, gli uni degli altri, o tutti e due maggiori o tutti e due eguali n tutti e due
minori. se presi nell'ordine rispettivo »),
(6) Vedi Procu diadochi in
tarii, ed. cit., pp.
65,7-67,1
primum
Euclidis Elementorum
lihrum
commen.
Seite 2
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)424
—
—
indurci a pensare che Ja diversità
della
diversità
matematica
greca
tra
due
diverse
preeuclidea.
di
in questione sia
testimonianfasi
dello
storico
cui
la
sviluppo
più
antica
delle
della
due
si
trovi riflessa nei libri VII VIII e IX degli Elementi e Valtra invece si trovi rispecchiata nel
V Jibro degli
Elementi. Ora
se si scorre
l'elenco di definizioni con cui esordisce il VII libro degli Elementi —
elenco che fa da premessa all'intera trattazione contenuta nell'insieme
dei tre libri aritmetici — (7). si trovano in esso delle definizioni il cui
contenuto richiama immediatamente alla mente alcuni dei concetti più
caratteristici se non dell'intera matematica pitagorica, almeno di alcuni
determinati momenti di sviluppo del pensiero matematico pitagorico. È
ben noto che nell’ambito della scuola pitagorica è stata elaborata una
ripartizione dell’intero campo dei numeri per la quale l’intero insieme
dei
numeri
deva
tutti
i
veniva
spari
(8).
Questa
diviso
numeri
pari
in
due
e
l’altra
ripartizione
la
scttoclassi,
di
comprendeva
troviamo
cui
Puna
tutti
ripresa
i
in
comprennumeri
alcune
didelle
definizioni del VII libro degli Elementi. Infatti Euclide, in questo libro
(nel
quale, come si
intercorrenti
è
detto, egli
prescinde
tra grandezze che siano tra
Joro
totalmente dai
rapporti
incommensurabili) non
solo, all’8005 VI (9), definisce il numero pari come quel numero che è
divisibile in due parti uguali e, all'ógoz
VII (10), definisce il numero
dispari come quel numero che non è divisibile in due parti uguali (cioè,
come egli anche dice nella medesima definizione VII, come quel numero
425
—
numero parimenti dispari (drang
neE9199%5) (12). e numero disparimenti dispari (mepiosäzız negiocds) (13). Ed un'ulteriore conferma
della compresenza negli anzidetti libri aritmetici. di elementi prove:
nienti storicamente dalla tradizione pitagorica è fornita dal fatto che
Euclide per indicare quei numeri che sono rispettivamente gli uni
il prodotto di due fattori tra loro eguali e gli altri il prodotto di
tre fattori tra loro uguali, usa per i primi l’espressione numero quadrato
(tergáyuvos
(x6fos
aerihuts) (14) e per gli altri l’espressione numero cubo
devbnóz) (15), la cui origine storica va sicuramente trovata
nella cosiddeta aritmogeometria pitagorica (16).
tros épidpès totay & tro Apriov Aorduoî perporpevo: xata Getiov Auıdaov (« Numero parimenti pari è quello che è misurato da un numero pari secondo un numero pari x).
(12) EucLipis Elementa, vol. 11, libri VAX, ed. cit., p. 103, 15-16: ‘Aqueasi; de
xegiceds toriv & tnd doriov dortpoî urtpovprvo; xeta aequocov ay: pos (« Numero parimenti dispari è quello che è misurato da un numero pari secondo un numero dispari 2).
(13) Euvcumis. Elemente. vol. 11, libri V-IX. ed. eit., p. 101, 3-4: Fiegicodu; dize
grisea; Agıdpös totiv è ro zepuecod dpi od priporurvo; Kara mrpuocor apidpov. (e Numero
disparimenti dispari + quello che è misurato da un numero dispari secondo un numero
dispari »).
(14) EucLiois Elementa, vol. 11, libri V-IX, ed, eit.. p. 104. 21-22: Texgaywvos
Gorbpi; korıv è lodxts (cosA Uno dúo Lowy aqrduay sepurgòpiro;. (u Numero quadrato e
quello che il prodotto di due mumeri uguali ovvero che è contenuto da due numeri
uguali »).
(15) Euciims
Elementa, vol, 11, libri V-IX, ed. cit., p. 104, 23-24: Kufloz de 6 loache differisce di un’unità da un numero pari), ma altresì si avvale
us Loos lodnıg $ Ud toròv Lowy dordpiòv neourziuevos. (a Numero cubo è quello che è il
dell’anzidetta ripartizione in numeri pari e dispari, per poter costruire
prodotto di tre numeri uguali ossia che è contenuto da tre numeri uguali y),
le definizioni di quelle specifiche oggettività numeriche che egli definisce
rispettivamente come numero parimenti pari ( äptiänis
Gptios) (11).
(16) Per la presenza nell'aritmogeometria pitagorica del concetto di numero que.
drato, vedi AnistoTLE's, Metaphysics, ed. cit., p. 986 a 26. Per l'origine pitagorica
del concetto di numero cubo, vedi Theologumena arithmeticae, edidit V. De Falco.
Lipsia, Teubner. 1922, p. 82, 10-83, 2 6x1 rai Ezrsomzo; è Morovns uèv vlò; vi); tod Midzwvos ádeiqhs, diddoyos di *Axadnpiaz pò Srvoxgeror, tx wv fimpirio; crovbacbricüv drei
(7) Euctip:is Elementa, vol. II, libri V.IX, ed, cit., pp. 1,1-3,23.
Nvdeyopıxör axgodcrwy, pélicre dì rdr Pikoisor cvyyoapparor, fifridebv ra cvvidia; yhage-
(8) Vedi AristorLE's. Metaphysic, Oxford, University Press, vol. I, 986 a 15-23.
Vedi anche in Die Fragmente der Vorsokratiker von H. Diels, herausgegeben von
edv ixtyoays pév aùrò Megi Mvtayogrmbv doerOuov. dz liga; de pige: fipscous agi iv
ty at-
W. Kranz, unveränderte Nachdrucke der 6. Auflage, Dublin-Zürich, Veidmann, vol. |.
rois yoanpimm@y tupchtctare dueteltòv zoArywrior re xai zevroitor thy tv Agıdpei; Erixédurr
Suc nai otegedy nepi te tv zevre oynpdrwv, E trois xocpinols drodidora: oteizesoty. iden; 11
1971, Philolaos (44), B, p. 408,5.
attSy nai mods Akkınka xouvôtntros. regi dvaloyia; tr nai Avtaxohoviia:, werd sabra donò
(9) Eucumis
Elementa, vol, II, libri V-IX, ed. cit., p. 103,10:
“Agro;
dgrduds tovey 6 diya dimpovueros. (a Numero pari è quello che è divisibile in due parti
[uguali] »).
(10) Euccipis
Elementa, vol. II, libri V-IX, ed, cit., p. 103, 11-12:
ilecwood; de
è uh diaigotpevos diya % povddi diagtowy deriov dertpot. (a Numero dispari è quello che
non è divisibile in due parti
[uguali]
ossia quello che differisce per un'unità da
rereotimotdmi tov övrov. «Anche Speusippo. figlio di Potonn sorella di Platone, e
successore di Platone nell'Accademia, prima di Senocrate. dalle tradizioni orali
dei Pitagorici sempre in particolar modo seriamente studiate e soprattutto daglı
scritti di Filolao, compose un cecellente libretto che intitolo Dei numeri pitagorici.
Dal principio fino alla metà egli tratta nel modo più appropriato dei numeri lineari.
di quelli poligonali e dei numeri piani e solidi di ogni specie; poi delle cinque
un numero pari »).
(11) Eucriwis. Elementa, vol. II, libri V-IX, ed. eit., p. 103. 13-14:
báregoy td rod fiBhlov fou xegi dexddos &vrixove motritai Guarmwtatyy atti drogelvovy xa.
Aonéu:
figure che sono attribuite agli elementi cosmici e delle loro proprietà particolari
Seite 3
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)(Quanto finora detto. a proposito della questione della presenza negli
Elementi euclidei, di formazioni concettuali provenienti storicamente dalla
tradizione pitagorica (o almeno da certe fasi di sviluppo del pensiero
matematico della scuola pitagorica) e dell’opera matematica di Eudosso. è
sufficiente indizio del rapporto di storica dipendenza di una rilevante
parte della trattazione contenuta negli Elementi di Euclide rispetto ad
alcune delle principali fasi di sviluppo del pensiero matematico preuelideo. quali sono. per l'appunto, tra l'altro. la matematica pitagorica
e il pensiero matematico di Eudosso. Pertanto possiamo concludere la
breve discussione finora condotta, dicendo che gli Elementi di Euclide
possono ben essere considerati come una fonte storica. utilizzabile per
la ricostruzione di due momenti di fondamentale importanza nella storia
della matematica preuclidea, quali sono rispettivamente la matematica
pitagorica e quella teoria delle proporzioni di Eudosso di Cnido, per
mezzo della quale — come è noto — fu, almeno per alcuni aspetti,
definitivamente superata la crisi provocata, nell'ambito della matematica
pitagorica, dalla scoperta dell'incommensurabile (17).
PaoLo Cosenza
Cosenza P., Tracce della matematica pitagorica e del pensiero matematico
di Eudosso di Cnido negli Elementi di Euclide ; AAN LXXXV 1974 422-4265, |
Le concept de proportion qui est à la base de la théorie développée dans
le livre v des Éléments est essentiellement different du concept que présupposent les livres arithmétiques. Le premier est tributaire d'Eudoxe, tandis
que le second reflète quelques éléments de la mathématique pythagoricienne.
e di cid che hanno di comune tra dj loro; infine della proporzione continua e di
quella discontinua. La seconda parte del libro tratta esclusivamente della decade. Speusippo dimostra che essa in sommo grado è conforme alla natura »),
(17) Sul significato matematico e l'iraportanza storica della teoria delle proporzioni di Eudosso di Cnido si veda tra l’altro;
— T, L. HearH, A history of Greek mathematics, Oxford, Clarendon Press, 1921.
vol. 1, pp. 384-391;
— F. Enriques e G. De SantiILLANA, Storia del pensiero scientifico, vol, 1, Bologna, Zanichelli, 1932, pp. 368-369;
— E. BorroLortri, Storia della matematica elementare, pp. 583-584, 587-588, in
Enciclopedia delle matematiche elementari e complementi, Milano, Heopli, vol. TI,
parte II, 1954;
— L. Germonar, Storia della matematica, pp. 337-338, in Storia delle scienze.
Torino, UTET, 1965;
— A. Frasese, Attraverso la storia della matematica, Firenze, Le Monnier, 1971.