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APPUNTI DI STORIA DELLA MEDICINA 0%
ol MEDICINA PRIMITIVA. E MEDICINA Agia
Molti dei metodi di cura ‘gtloperatt dai, medici primitivi sono di uso -:-:-
comets tate nella società dei nostri giorni. Chiunque esamini sistemi -'.
di.cura dei popoli primitivi, noti può non rimanere attonito constatando © :
con quale: frequenza gli stregoni riuscissero ad alleviare le condizioni dei -'
‘ loro pazienti con maschere fantastiche ed incantesimi: cid è comprovato ‘
dallo studio della medicina: presso cenlinaia di 'tribi. primitive. Veniva ©...
praticata quella cura chei dottori di oggi chiamano «medicina psicoso-
~*.
‚.. matica ». Può sembrare cosa strana, perché la: spiegazione delle cause del =.
| doloré e delle malattie è per i primitivi bizzarra e irrazionale. Gli Esqui- ‘.
mesi, per esempio, credono che la malattia sia causata dallaperdita del. VET
“Panima ; perciò il compito del medico consiste nell'inventare: stratagemmi . -
\:, per restituire l’anima al corpo. 'Tribú dell’Africa attribuiscono le malattie ©.”
‘alla -collera degli spiriti degli antenati. Altri popoli credono che spiriti
maligni invadano il corpo, mordano e pungano orghni sensibili, o. battano
‘il cervello con martelli, provocando i. vart. dolori. Tuttavia, per. quanto
strambe possano apparire certe credenze, resta il fatto chefi, medici primi- - ....
‘ tivi spesso combattevano.i mali dei loro pazienti con vera sagacia |e notevole .
ee”, .successo. Infatti una cospicua parte delia loro cura è eminentemiente effi- ‘
|
“ai 2. “eaee, malgrado il suo fondamento magico-religioso. Cosf, nel tentativo di
„=. alleviare il dolore; il medico somministrava preparati erborei, che effetti- .
ti vamente
= appotierano un cefto sollievo, E si arriva patio. ae seep: wt
:
Page 2
View in PDF(opens in a new window)zione di medicamenti utili, per un dato male, presso quella data tribú.
Cosi esiste il medico che caccia via gli spiriti maligni, o riafferra l’anima
perduta, o placa gli spiriti degli antenati. Si può quindi concludere che
. la cascara, la canfora, la china, la cocaina ed altre sostanze antipiretiche
e anelgesiche furono scoperte da tribù primitive, che ne rivelarono le virtù
curative ai primi esploratori, i quali, alla loro volta, le immisero nella farmacopea moderna.
Tuttavia la terapia adoperata dai medici primitivi era più psicologica
che fisiologica: essa curava contemporaneaménle lo spirito e il corpo
(anche oggi ci sono di quelli che si fanno curare dai guaritori !). Con tali
metodi, se la cura non ha altri risultati, per lo meno rialza il morale del
malato.
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Meste cerimonie curative dei popoli primitivi hanno il fine precipuo
di rassicurare gli ansiosi, che si vedono circondati di attenzioni perché il
malato ha bisogno che l’autorità del medico rassicuri lui e la sua famiglia.
Per lui le pratiche magiche e religiose sono piú soddisfacenti di quelle
scientifiche. Il medico primitivo non è mai in dubbio: trova sempre un
incantesimo più elficace per combattere la magia, e trova sempre preghiere più ardenti e sacrifici più grandi per placare le divinità. I medici
stregoni hanno anche l'abilità di indovinare quello che il paziente desidera
sapere; indagano sulla loro vita, e, se il paziente ha qualche rimorso,
trovano il modo di confortarlo. Con molta astuzia, i medici stregoni rifiutavano di curare certi malati in condizioni disperate: il che aumentava
la percentuale dei loro successi,
|
Cuirurcia. — Il medico primitivo non era esclusivamente medico:
egli era anche abile chirurgo: operava ascessi, medicava ferite e tentava
di arrestare emorragie. Gli studiosi hanno persino rintracciato casi di
operazioni serie effeituate da popoli primitivi: p. es. il taglio cesareo
presso una trib dell’ Uganda (ricca regione dell’Africa Equatoriale); operazioni di innesto d’ossa in una zona montagnosa dell'Algeria; amputazioni
delle braccia e delle gambe si riscontrano con notevole frequenza presso i
popoli primitivi. È effettuata anche la trapanazione del cranio. E a tali operazioni, i malati talvolta sopravvissero: il che è comprovato dall’esame di
numerosi crani in cui rimangono le tracée della guarigione post-operatoria.
I chirurghi primitivi usavano spesso anestetici (alcool, datura, coca) e
provocavano la semiipnosi per mezzo di canti e rino monotono di tamburi.
Come antisettici usavano il fuoco, liquidi caldi, alcool, erbe germicide e,
“come strumenti operatori conchiglie marine e coltelli di pietra accuratai
|
mente altilati.
Nell'insieme mi pare di poter concludere che i guaritori ebbero un
duplice merito: terapeutico e morale. La lora missione dunque è quella
di benemeriti, giacché si prodigarono per curare i loro malati, e cercarono
i mezzi migliori per sollevare le condizioni dei pazienti affidati alle loro
cure.
9. LA CONCEZIONE DEGLI ANTICHI SULLE MALATTIE PARASSITARIE
Le malaitie parassitarie, che mietevano più vittime nell’antichità {urono la ftiriasi e la rogna. Tale sterminio trova la sua giusta spiegazione,
oltre che nell’ignoranza dell’eziologia di tali mali, anche nella mancanza
Page 3
View in PDF(opens in a new window)di mezzi sicuri atti.a| combatterli, di cui Peta moderna: può dispone |in
In passato, infatti, vigeva una concezione “animistico-demoniaca della
larga misura..
malattia. Le infestazioni di parassiti erano considerate piuttosto dovute a
disturbi interni (discrasia nel senso pit ampio della parola). Ora invece è
noto che non è la carne infetta che genera i parassiti, ma sono invece i '
parassiti che infettano la carne; apportando dolore e prurito insopportabile
ai disgraziati pazienti, per la penetrazione, nella loro pelle, del sarcophtes
scabiei, che provoca ulcerazioni moltiplicandosi in gran numero.
Fra i tantissimi dell’antichità, che furono vittime di malattie pedicolari. Plutarco ci ricorda Silla- (1).
|
:
Quanto alla morte di Silla, avvenuta per un trabocco di sangue in’
- seguito ‘ad un ‘lungo è- clamoroso: diverbio sostenuto. con Granio (2), la
notizia si presenta verosimile, tenendo conto della malandata salute del
dittatore per la malattia che l’affiggeva, aggravata anche dai vizi, su cui
Plutarco non manca di insistere (3). Anche il Leopardi; il quale soffri molto:
di ftiriasi (oltre che di gravi disturbi tubercolari), morí soffocato da un
trabocco di sangue: non può darsi che, in ‘ambedue i casi, si tratti di una ©
pressoché analoga associazione?
Rimanendo ancora nell’ambito del mondo antico, qualche secolo dopo ae
|
Plutarco (piú precisamente nella seconda metá del sec. IV), troviamo menzione della ftiriasi in un trattato anonimo (de viris illustribus urbis Romae), .
pubblicato, generalmente, insieme con Aurelio Vittore, ea attibalto a torto
.
a Plinio il Giovane,
.
| Solo nel Seicento comintid a ‘delinearsi una reazione- contro le vecchie
‘concezioni nei‘ riguardi delle malattie parassitarie. Appartengono alla,
schiera gloriosa dei pionieri Ruggero Bacone; Galileo Galilei, Francesco:
Redi e specialmente Giacinto Cestoni (4), il quale studiò più nella natura.-
‘ che sui libri, e riuscf a diradare le folte tenebre che ingombravano la verità
con osservazioni diligentissime, mediante le quali pervenne a risultati
meravigliosi, specie sulle malattie apportate dal sarcophtes scabiei..
I due punti fondamentali in cui il Cestoni prese:posiziope netta di
- fronte ‘agli errori che continuavano a circolare ancora nell’età sua sulle ©
‘’ malattie parassitarie; sono, a mio ‘parere, contenuti’ fondamentalmente in.
due- lettere: la prima di esse è la lettera 99 del vol. I p. 281. In,
. questa: lettera il Cestoni confuta le idee degli avversart. in questo tono
.
‘energico: «Io non sono tanto baggeo di voler dare ad intendere che li:
‘ Pellicelli del Corpo Umano siano-generati-dalla Came o dalla marcia. Ma :
- dico asseverantemente che essi Pellicelli si servono dei. corpi umani per '
“loro vitto e per loro stanza e per loro abitazione, per continovarvi la loro‘. generazione, nel modo stesso che fanno gli Uomini e tutti gli altri Animali
_ sopra questa terra dove noi posiamo »,
"ri Nella seconda lettera citata (vol. Il lottera 822 B 550) cost ai
- (1) Plut. Sull. 86.
- (2) Plut. Sull. 37.
:.(8) Plut. Sul. 36.:
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‘(4) G. Cestoni Epler ad. “Antonio Vallisniert Partd I P 488:“Pare It PP:
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lego he Valtro: «nd una gran ‘vergogna che non si ‘abbia a’ scoprire. ESE
«affatto. questa birbonata della: Rogna ‘addosso ‘a Corpi Umani, che j Pro-
.fessori non ‘vogliono che‘sia male esteriore; ma, come essi dicono, . male:
di sangue; di sieri, di viveri, di aria, ecc.; € puresono. Piattoni veri, e reali,,
‘:
..
‘esteriori, Sig.-si, Piattoni con questa distinzione, che i piattoni son grandi ain
3 e-grossi e visibili, e stanno fuor della cute, et i Pellicelli son piceoli, invi- , : ;.
us » sibili all'occhio nudo ‘e stanno sotto la’ cute, e quivi fanno le uova, e la: "=.
‘generazione; e li piattoni fanno le lord: uova attaccate .a pelacome. fanno
MET.
li Pidocchi del capo attaccate a Capelli ».
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'
- Ma gli studi del Cestoni non si limitano ai parassiti : essi.| assurgono
Wat
_ad alta importanza anche, ‘e soprattutto, per l’affermazione del: metodo .. delle sue’ ricerche, metodo basato essenzialmente sulla osservazione dei
.
fatti, interpretati secondo i principî della scienza sperimentale galilpiana q
‘coadiuvata dai mezzi-d’ingrandimento (microscopio).
mo.
Oltre che sotto l'aspetto puramente scientifico, Pepistolario del Cestoni |
Ne
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“emerge per le concezioni filosofiche ed: etiche: che racchiude, da wi
:
‘.
* balza fuori, in modo evidente, la rettitudine: e soprattutto: la: modestia , .., ~~ :.
* ‘dell'uomo,. il quale malgrado le incitazioni del Redi, del Ricciardi, del Ca- °° “/,
: gnozzi e di altri amici ed estimatori, ‘non’ si decise a pubblicare. le sue - ‘..*.'
ca pe- ‘osservazioni, « per il timore di essere, come ‘semplice speziale, senza. pare
-... + Heolare cultura letteraria» (Parte 1 p. 35). :
Le
:
-
L’epistolario del Cestoni rappresenta anche uno specchio isdela della
vita intima di lui quotidianamente vissuta, poiché contiene. abbondanti
‘ricordi dei suoi parenti, dei suoi amici e conoscenti.
eu
+.
Infine l’epistolario stesso rivela particolare importanza storica, poiché * ee
“in esso si lumeggia la vita scientifica della nostra Patria nel periodo storico
- fra la fine del 600 e il principio del 700; cheè uno dei periodi più fecondi
LE
: |».
- di scoperte e di intuizioni scientifiche, specialmente nel campo | delle |...
*.solenze Biologiche e| mediche (6)
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..
.
8. DEMOCEDE DI Crotone.
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.
A complemento di:quel poco che ho’ gia seritto sulla medicina presso
gli antichi, mi piace ricordare qualche altro nome di quelli che, nel culto . di questa scienza, si resero benemeriti attraverso i secoli. Per queste ulte-
7,
e riori indagini mi sono valso. del. poderoso e dotto studio dell’ Olivieri (6),
Nella seconda’ nl del VI sec. av. -C., Erodoto ci parla di Democede,
valente chirurgo, che fiorí nella citta di Crotone, Ma, in seguito a diver.'
-genze sorte fra lui e il padre, medico ieratico- (divergenze derivate da
‘» diversità di demenza o» di indirizzo scientifi co), i due scienziati si
us
|
(5) Per custa pera mi ha offerto utili chiarimentiVillustre prof. Vincenzo Busaccni,
dell'Università di Bologna.
(6). A, OLivieni Givilta Greca ‘nell'Italia Meridionale Napoli 1981. Altri riscontri
in Herodot. III 125; V. Vxnconrag La medicine publique dans l'antiquité grecque in
‘Revue arch. 1880; Pout, De Grascorum medicis publicis Berolini 1905; Parenirz Thurii
. 1890; Porrien Une clinique grecque au V siècle 1907; Merer STEINEG Chirurgische
Instrumente des Altertums Jena 1912;.'A.-.:FLoquer | Homère médecin ‘Paris 1912;
. DEONNA L'archéoingie Paris 1912 1 211.
-
.
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separarono, Democede lasciò Crotone e il suo larpetov, dove poteva, disporre di un nosocomlo di proprieth del comune, in cul esercitava In
professione, curando ‘ammalati che avessero bisogno di atti operatort in
cliniche. Non v'è dubbio che, a Crotone, Democede fosse molto stimato; '
ma anche ad Egina, dove si trasferi, si fece presto conoscere ed apprezzare, tanto che, nel secondo anno, gli Egineti gli assegnarono uno stipendio. L’anno seguente passò a Samo, dove Policrate lo assunse come
medico della sua corte,
.
>
Poté poi dimostrare la sua valentia in due casi: nella malattia del re *
Dario, e in quella della regina.
Il re, andando a caccia, si era prodotto una grave lussazione ad un
piede. I medici egiziani lo avevano fattu soffrire atrocemente senza guarirlo. Allora fu chiamato Democede; che riusci, con minime sofferenze e”
cure adatte, a risanarlo- completamente, usando i metodi ippocratei, che
si preoccupavano di alleviare il più possibile lè sofferenze dei malati u- : E
sando lenitivi, bagni d’acqua” calda,. cataplasmi, frizioni e compresse:
. giacché, prima dell'invenzione delPanestesta e dell'antisepst, gli atti operator! erano dolorosissimi |
>
>
La regina poi, che da tempo soffriva |per un’affezione mammellare, fu
guarita perfettamente dallo stesso medico, secondo quanto ci afferma Erodoto, senza dirci quali cure le abbia prodigato. "Probabilmente: si trattava
di una mastite.
Come venissero curate le varie malattie noi non: possiamo. sapere:
nelle pitture vascolari osserviamo con certezza che i salassi venivano praticati. Nello scheletro di un uomo del III-II sec. av. C. possiamo vedere
la saldatura di ossa fratturate; e, in un vaso dipinto, osserviamo l'aniputazione
di una gamba, che viene sostituita con una gamba di legno. .
x
Il fatto che in due scheletri, l'uno del IX, l’altro del VI, Orsi abbia
constatato la presenza di due grossi calcoli vescichli, comprova che i medici di quel tempo non erano riusciti a liberare i "loro pezienti dal male...
‘della pietra.
In una tomba di Centuripo fu rinvenuto lo scheletro di una giovinetta n
morta per rachitide: malattia, questa, comune in tutti i templ: ma ora lo
cure non mancano,
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4. RILIEVI MEDICI SULLA MALATTIA E SULLA MORTE DI SILIO ITALICO
Sulla malattia e sulla morte di Silio Italico alcuni critici sono incorsi
in contraddizioni ed imprecisioni che offendono anche la scienza medica.
Ecco la testuali parole della lettera di Plinio a Caninio Rufo (epist. III 7,
1-2): modo nuntiatus est Silius Italicus in Neapolitano suo inedia vitam
- finisse. Causa mortis valetudo. Erat illi natus insanabilis clavus, euitis taedio
ad mortem inrevocabili constantia decucurrit: usque al supremum diem bea_
tus et felix, nist quod... (qui si accenna alla morte del minore dei due figli).
Orbene, le informazioni di‘ Plinio sulla malattia e sulla morte di Silio. e
sono, a dir vero, imprecise e contraddittorie. L'inesattezza si rivela dove si
.° accenna all'insanabilis clavus (cioè al « cancro », di cui Silio era affetto, come
se fosse un male a brevissimo decorso, per es. un « blocco cardiaco totale »,
o qualche cosa di analogo), mentre non c’è bisogno di essere oncologi per
spare che il « carcinoma» è, di solito, un male adecors più o meno lungo; —
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dl © quindi, come telenon poteva ndr il ‘disgraziato paziente usque ad: |
: " supremum diem beatus et felix, come Plinio afferma..
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D'altra parte non è giusto, su tal punto, un addebito di leggerezza a
‘+ Plinio, poiché, se è noto che il cancro, come manifestazione esterna (specie
: quello mammellare e l’epitelioma), era conosciuto fin dai. tempi di Galeno,
è del pari vero che, come manifestazione interna, viene descritto solo quando
"si cominciarono a fare necroscopie, il che ebbe luogo a partire dal Ri- nascimentc, Ma, indubbiamente, nel caso di Silio, l'insanabilis clavus, il
deperimento (inedia) ed il dolore ( taedium) possono far pensare ad una
neoplasia.
"
Tuttavia, con.una pit esatta valutazione. del tipo di malattia, si sarebbe -
. meglio chiarito il concetto dell’espressione inedia vitam finisse, che da pa-.
-
recchi studiosiè stata, a torto, interpretata come un suicidio ispirato dalle .
“a; . dottrine stoiche. Cosi ragionando, certi critici sono incorsi in un
duplice
errore: in primo luogo non hanno intuito che Pinedia di Silio doveva
essere, con. tutta‘ probabilità, una diretta
conseguenza
del
tumore, che, col suo progressiva sviluppo, avrà procurato la fine del
paziente. Il secondo errore, in cui si incorse, offende non la « medicina»
‘.
bensi la «storia», perché fu‘messa in campo l’ipotesi del suicidio di Silio
per l’influenza delle dottrine stoiche, come era avvenuto nei riguardi di
‘Lucano e di alcuni eroi del suo poema: ipotesi questa indubbiamente errata,
che si può nettamente smentire col fatto che Silio sotto Traiano non ebbe
fastidi sotto l’aspetto politico, benché fosse stato l’ultimo console creato da
oe Nerone, e quindi fosse stato nelle grazie di quell’imperatore. Lo stoicismo
. .. avrà elargito al paziente ‘solo un bene, che non è trascurabile, in certi casi’
‘ ‘specialmente, la « rassegnazione» di fronte alla morte inevitabile: cuius
taedio” ad mortem irrevocabili constantia decucurrit (7).
Ezio BoLarrı
N
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BoLarri E., Appunti di storjà della medicina: GIF NILE 19660 156-161. I
È
Éléments de médecine primitive dans les thérapeutiques les plus modernes.
- Méthodes chirurgicales antiques. La conception des maladies parasitaires chez
les anciens. Démocéde de Crotone, chirurgien de cour de la 2* moitié du
vee sièc!s av. J.C. Sur la maladie et la mort
de Sillus Itaticus.
A
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{MN decucurrit sembra render molto bene il rapido processo evolutivo delle forme
‘neoplastiche nell'ultima fase, Ringrazio vivamente Plllustre prof. V. BusaccÙi, dell’Università di Bologna, per alcuni chiarimenti cortesemente favoritimi.‘