Show full text4 pages
Page 1
View in PDF(opens in a new window)BABESCH 83 (2008), 99-105. doi: 10.2143/BAB.83.0.2033100.
> enQ
°
La matematica e l'architettura del Partenone
Roberto Brigo
Abstract
This great work of art bequeathed through time continues to arouse our interest, also because of its scientific
features. Studying such an extended temple allows us to experience the sensitivity of its creator, and it evokes
a sense of the ways in wich people used to think and feel during that historical period. The architectural features come from the Greek passion for the sciences, in particular for mathematics; ranging from prime numbers
2 and 3, with their oddleven distinction, to their turning into 4 and 9, from the Pythagorean triangles with
their 3-4-5 long sides, to the sections comprisinig of, as in music sheets, the architectural arrangement: science
turns into art. With respect to those mathematical sets, one may identify the foot as the unit of measurement
used în the Parthenon, as well ns discover the intellectual and diagrammatic processes drawing us ever closer
to the secret core of this work of art.
DESCRIZIONE
Si espongono alcune considerazioni per portare
un contributo al processo critico-conoscitivo in
corso sull'evoluzione storica, costruttiva e formale
del Partenone. All’inizio della lettura dell'organismo architettonico vorremmo essere d'accordo
con L. Borsari: ‘Anzitutto dobbiamo proporci il rispetto assoluto per l'autenticità di quanto sopravvive nelle antiche opere ed una completa rinuncia alle idee aprioristiche ed a quelle derivanti
dalla lettura di centinaia di volumi critici, per
interrogare invece i monumenti e tenere conto di
quanto essi dicono, e sul resto, imitarli: tacendo'.!
Il campo d'indagine è assai vasto e diversificato,
per ‘procedere’ dovremmo fare un percorso ‘a
ritroso’, attorno all'insieme dei segni leggibili del
Partenone, ai disegni delle sue forme originarie e
ripercorrere nella nostra mente le operazioni di
coloro che li realizzarono, alla ricerca di un principio unitivo che emerga sul disordine delle impressioni.
E’ un'opera che proviene da un mondo i cui
riferimenti culturali erano assai diversi dai nostri
e certamente diverso era il modello progettuale, le
regole operative, la rappresentazione delle geometrie ed altro. Il Tempio, pur avendo perduta l’integrità dell'immagine originaria, nella sua attuale
forma fisica e figurativa consente una buona leggibilità della sua architettura. L'opera è ampiamente studiata, nei numerosi saggi si evidenzia
anche la sua composizione sorvegliatissima ed accurata. Dall'esame dei disegni dei vari elementi a
poco a poco si notano le combinazioni, gli accordi
e le proporzioni applicate ai problemi artistici,
secondo teorie scientifiche dell'estetica classica.
Sono teorie che troviamo nelle fonti letterarie
antiche e che mettono in evidenza anche le affinità che presentano le arti dell'architettura e della
scultura. In particolare Vitruvio? indica delle concordanze relative alle misurazioni proporzionali;
Galeno* mette in evidenza il problema della modularità nella scultura - riferita a quella di Policleto e dice che il modulo non è tratto da un sistema
metrologico che porterebbe a delle combinazioni
artificiali di misure astratte, ma è nella scultura
stessa. Sono formulazioni che portano all'arte del
Rinascimento, agli studi delle proporzioni e del
ritmo che maestri come Leon Battista Alberti e
Leonardo da Vinci considerarono nelle loro ricerche sulla bellezza. Nello specifico del Partenone,
fra i problemi legati alla proporzionalità, quello che
risulta assai controverso è relativo all’unità di
misura con cui il Tempio dovrebbe essere stato
progettato e costruito. Sull'argomento sono impegnati vari studiosi e specialisti dell’architettura
classica.
Per Vitruvio l'unità di misura si dovrebbe ottenere dividendo la lunghezza del lato corto della
piattaforma su cui poggiano le colonne (stilobate)
per una cifra fissa, 27 se il tempio è di quattro colonne (tetrastilo), 42 se il tempio è di sei colonne
(esastilo).5 Per quanto riguarda i templi di otto
colonne (ottastilo), come il Partenone, non si hanno
indicazioni.
Nel 1787 J. Stuart presenta una ricerca che, partendo dalla misura del lato corto del Tempio e
dividendo per 100, ottiene l'unità di misura di
metri 0,30827.6 Per lo stesso problema anche altri
autori hanno utilizzato il numero 100 e sono arrivati a valori simili, come A. Paccard,”7 A, Aurès* e
F.C. Penrose.? Plutarco scrive che il Partenone, a
Page 2
View in PDF(opens in a new window)Con questa procedura si eseguono le operazioni
anche partendo dalla lunghezza dello stilobate e
si ottiene lo stesso risultato:
i
metri 69,503 : 16,2 = metri 4,29 (interasse i).
leo
ha m. 30.884
Se l’interasse di metri 4,29 si divide per l’unità di
162
misura di metri 0,298 si ottiene il numero di unità
per ogni interasse uguale a 14,4 (numero significativo considerando il numero 7,2 precedente).
La procedura spiega la misurazione della pianta
del Partenone avendo come riferimento il numero
degli interassi delle colonne. Altri numeri significativi si ottengono da semplici rapporti, anche
di tipo diverso, fra questi;
- il rapporto fra il numero di interassi totali del
fronte con quelli centrali, 7,2 : 5 = 1,44;
- il rapporto fra la larghezza e la lunghezza
dell'opistodomo, m 19,040 : m 13,220 = 1,44;
- il rapporto tra la larghezza dello stilobate e la
larghezza della cella, m 30,884 : m 19,065 = 1,62;
- il rapporto fra la lunghezza esterna del sekos
(cella + opistodomo) e la lunghezza interna
Fig. 1. Partenone, fronte est; ricostruzione.
della cella, m 48,27 : m 29,786 = 1,62.
cui lavorarono Callicrate e Ictino, è di 100 piedi;10
hekatompedos, 100 piedi, è l'antica denominazione
della cella del tempio. Intorno alla dimensione
Fig. 4. Partenone, scheina degli interassi delle colonne.
della lunghezza interna della cella W. Dérpfeld,
utilizzando il numero 100, ottiene l'unità di misura
di metri 0,328.1! Il numero 100 è usato da W.B.
Dinsmoor!? e A.K. Orlandos.13
La ricerca è continuata e, in occasione del
quale poggiano le colonne (stilobate), al gradino
più alto (fig. 3), larghezza e lunghezza sono in
blema dell'unità di misura del Partenone, con
interpretazioni e conclusioni diverse, Nello stesso
ionico e lo verifica anche nel Partenone.!5
Proseguendo nell'indagine e con le precedenti
Fig. 2. Partenone, sezione di base della colonna,
Con lo svolgimento i punti da elencare sono:
1) l'unità di misura equivalente a metri 0,298,
2) l’unità di misura si riscontra in una unità visidato che si riscontra nei rilievi ed a cui si fa ribile del Partenone, in ognuna delle 20 scanalature (fig. 2), equivalente a metri 0,298,16 piede
architettonico. E' un dato rilevante e significativo
in questo inizio di ricerca, indica una misura
comune da cui trova applicazione la scala delle
proporzioni.
100
cando la presenza di un repertorio, che è possibile
individuare partendo dai numeri primi 2 e 3 nelle
metro, tenendo conto dei rilievi.!7
diverse combinazioni:
rapporto 4 : 9, si ottiene:
del quale ha la forma di un cuscino (echino). Il
ferimento è la misura di ognuna delle 20 scanalasoffermarci sul loro posizionamento lungo il perisu cui poggiano le colonne, equivalente a metri
30,884 e metri 69,503. Gli interassi delle colonne
sono 5 più 2 d'angolo nel lato della larghezza e 14
più 2 d'angolo in quello della lunghezza (fig. 4).
Con il numero degli interassi delle colonne e il
de Zwarte definisce la misura di m 0,2986 piede
colonna scanalata senza base e quella dell’eteristiche formali delle colonne, ora dobbiamo
2/3
22 /32=4/9
22x 33=36 + 724 7,24 144 + 144 + 2,88
+ 5,76 + 57,6
29 x 23=64
+ 32 + 3,2
3° x 32= 81 + 162 + 16,2 + 1,62
7,2/16,2=4/9.
ne (i) e la dimensione dello stilobate, la piattaforma
della cella e dividendo per 100 ottiene l’unità di
misura di metri 0,305.!4 In successive ricerche R.
lemento posto in cima alla stessa (capitello), parte
un significato particolare. Sin qui abbiamo i
numeri 4 - 9 - 7,2 - 14,4 - 1,44 - 16,2 - 1,62, indi-
Si mettono in evidenza gli interassi delle colonperiodo S. Stucchi, partendo da misure interne
considerazioni, in particolare quelle delle corrispondenze fra scultura e architettura, dobbiamo
soffermarci sull’affusolata colonna del Tempio,
dell'ordine dorica, con la caratteristica della
rapporto 4: 9.
In precedenza si sono evidenziate alcune carat-
Parthenon-Kongress di Basilea del 1982, vennero
presentati i lavori di molti autori intorno al pro-
Sono altri dati significativi per avvicinarci, dalle
misure attuali del Partenone, alle sue misure
nominali-progettuali, alla proporzionalità dell’insieme.
Nella parte che segue si fa riferimento ai rapporti ed alle circostanze metriche che acquistano
ture della colonna.
E’ noto che una delle caratteristiche dell’architettura del Partenone è il rapporto 4 : 9, rapporto
ricorrente che si riscontra tra le varie parti în orizzontale, in verticale, all'esterno, ed all’interno. Fra
queste parti abbiamo la struttura orizzontale sulla
7,2:16,2=4:9.
L'interpretazione è questa: la larghezza è formata
da 5 interassi più 2 d'angolo ognuno di questi
ultimi equivalenti a:
Lixi
in modo da avere
5+1,1+1,1=7,2
così per la lunghezza
14 + 1,1+1,1= 16,2;
si tratta ora di stabilire gli interassi i.
Procediamo in questo modo: considerata la
larghezza dello stilobate del Partenone di metri
30,884, essendo gli interassi i equivalenti a 7,2:
metri 30,884 : 7,2 = metri 4,29 (interasse i).
Sono utilizzati anche i numeri 100 e 192 (64 x 3).
Questo gruppo di numeri rappresenta il repertorio aritmetico che si combina nell’architettura del
Tempio. Da questi numeri, con prodotti e divisioni, si ottengono altri numeri presenti nel Partenone, tra questi:
-
4,32=144x3;
- 3,24 e 2,43 (permutazioni dal numero 4,32);18
- 81el8
Dalla misura che si riscontra alla base della
scanalatura della colonna (metri 0,298) con i dati
dei rilievi, questi numeri si ricavano nelle quantità e nei rapporti fra le varie parti architettoniche,
in orizzontale, in verticale, all'esterno ed all'interno
del Tempio. Dicevamo dell’architettura e degli
Page 3
View in PDF(opens in a new window)fra le due arti, per cui un insieme di molte centinaia di parti distinte è stato fuso in un tutto monolitico, come se si trattasse di una scultura, non
riesce a cogliere il vero livello raggiunto dall’architettura greca'.19
L'analisi che stiamo conducendo ci porta a considerare le quantità, i rapporti di quantità, le proporzioni parziali che ordinano al loro interno i
vari componenti: si riconoscono connessioni ed
intersezioni, si colgono alcuni principi. Con il rapporto che compare in più parti, il rapporto 4 : 9, ci
ST
Pa)
Sl $
o
ci sl
dallo stilobate alla parte superiore; si considera
anche l’interasse delle colonne per il rilievo che
assume nella formula generale. La ricerca porta ad
uno schema di partiture dove ogni componente
x
1
E
=
3
e
È
E|
ol
A|
|
@
al
&
|
Ul
x
In rapporto con le dimensioni orizzontali sono
posti in rilievo: l'altezza della colonna, dell’architrave (epistilio), del fregio (triglifo-metopa), del
cornicione (geison), del timpanoe quindi l'altezza
architettonico trova piena rispondenza: partiture
che si pongono alla base del progetto iniziale,
nelle quali si articola il progetto stesso.
S|
S| »
c|
©
ale
3) un gruppo numerico si combina nell'architettura e deriva dai numeri primi 2 € 3,
4) la partitura di riferimento articola la composizione architettonica.
Partendo dalla misura corrispondente all'unità
(metri 0,298 - piede architettonico) e con gli sviluppi mediante l'applicazione dei numeri primi 2
e 3, nelle quantità e nelle proporzioni orizzontali
e verticali, con la partitura legata a questa aritmetica, con sequenza di operazioni si possono
definire le parti fondamentali della costruzione.
Riportando le partiture sugli elementi architettonici si ottiene:
N|
@
ad
£
(ci
Timpuno
Geison
troviamo in una delle ‘categorie’ vitruviane, quella
della simmetria (fig. 5). Fra la larghezza e la
lunghezza del Partenone vi è una corrispondenza
\
U
che gli antichi chiamavano simmetria, poiché i
8)
}
(8)
A = larghezza del Partenone
B = lunghezza del Partenone
U = unità comune
Passando al rapporto 4 : 9 possiamo dividere l'unità
comune U in nove parti:
| È
| EU
32|
Fig. 5. Simmetria, i segmenti A e B sono fra loro in
rapporto 4 : 9.
Riportando l’unità comune U sul fronte del
Partenone si ha:
“T_T
s
1
v
s
5
EDS
li
S|
|
w|
SIT
è
1
SU”
e
ai
LL] LUILL LD
te]
3,
ci
TETTAZIOO
T
i
i
(e)
î
Ì
N
j
)
I
]
I
I
I
I
I
I
]
i
I
I
I
I
I
I
I
|
i
|
[II
ILL
Ù
'
U=9
|
|
Log
I
]
I
J
Fig. 10. Partenone, elementi architettonici con partiture, in alzato.
U=9
Î
Dalla tabella 1 si può notare che i numeri interi
U
Ù
4
Il
ll
Fig. 6. Partenone, il fronte con lo schema delle unità
comuni.
Fig. 8. Partenone, schema dell'unità comune U in
alzato con suddivisioni.
Fig. 9. Partenone, schema delle tre partiture. Si formano i rapporti fra le parti in pianta ed in alzato.
Con le ultime elaborazioni siamo giunti ad un
punto centrale della nostra ricerca: la formazione
di partiture generali di riferimento per la composizione architettonica del Partenone. Queste par-
Con la partitura dei componenti architettonici si
titure formano una unità numerica per la consonanza delle parti tra di loro e con il tutto (fig. 9).
102
Colonna
n[
interasse colonne
I
x
|
'
'
I
Epistilio
Da interasse calome|
_——_—_—______i
U
dallo stilobate alla sommità del timpano
A)
Fig. 7. Partenone, schema dell’unità comune U in
alzato, con gli stessi rapporti 4 : 9 della pianta.
tolanna
due valori, pur non essendo uguali, sono misurati
in multipli di una unità comune.
Triglifo
0 da
tempio greco senza percepire tale corrispondenza
|
Cc
stretti rapporti che uniscono il suo linguaggio a
quello della scultura. E per la sostenibilità del
concetto ci è parsa molto espressiva la formulazione di Rh. Carpenter nel suo ben noto saggio:
‘Chiunque oggi contemplandoi resti di un antico
ii
|
i
Dalla figura precedente si ottiene:
completa la metodologia della ricerca, che si articola in quattro punti:
1) l'unità di misura architettonica è di metri 0,298,
2) l'unità di misura è visibile nell’architettura del
Partenone, nella colonna,
di repertorio (192 - 162 - 100 - 72 - 64) determinano riferimenti cardine della costruzione (fig. 11).
Considerando che le dimensioni dello stilobate
sono in rapporto 4 : 9 possiamo sostituirle con i
numeri del rapporto (fig. 12).
Risultano anche i triangoli della triade ‘pitagorica’ 3 - 4 - 52° che consentono di verificare l'angolo
di 90° senza utilizzare strumenti particolari.
La definizione delle misure principali in numeri
interi ed appartenenti ad un repertorio iniziale
facilita la realizzazione, anche per la maggiore sem-
Page 4
View in PDF(opens in a new window)Tabella 1:
Riassunto delle dimensioni nominali-progettuali; nella parentesi le misure rilevate (Orlandos).
metri
metri
Altezza colonna
10,427
(10,430 )
Epistilio
1,352
( 1,350 )
Triglifo
1,352
(1,351)
Geison
0,601
(0,600 )
Dallo stilobate al geison
13,731
(13,730 )
Vano del timpano
3,432
(3,428 )
Dallo stilobate alla sommità del timpano
17,164
( 17,160 )
Larghezza dello stilobate
30,895
( 30,884 )
Lunghezza dello stilobate
69,514
( 69,503 )
Lunghezza esterna sekos = cella + opistodomo, piedi 162
48,276
(48,270 )
Interasse colonne esterne al sekos, piedi 192
57,216
(57,236 )
Larghezza esterna cella, ad altezza fregio, piedi 72
21,456
( 21,440 )
Lunghezza interna cella, piedi 100
29,800
( 29,786 )
Larghezza interna cella, piedi 64
19,072
( 19,065 )
Lunghezza interna opistodomo, piedi 44 4/9
13,244
(13,220 )
Larghezza interna opistodomo, piedi 64
19,072
( 19,040 )
Somma 5 interassi colonne, piedi 72
21,456
(21,474 )
Dal riassunto delle misure nominali-proget-
16 Brigo 1999, 63-67, 104.
72 - 64); risultano poi altre misure fra cui quella
18 Dal numero 4,32, mediante la frazione 3/4, si ottiene:
dell’interasse delle colonne di piedi 14,4; dallo
schema delle partiture si ricava l'altezza totale
equivalente a 57,6 piedi. Sono evidenziati i numeri
di repertorio 7,2 - 16,2 - 1,44 - 1,62 ed altri, frazioni
scritte sotto forma decimale; tutto questo si riscontra negli accordi, nelle proporzioni, nelle variazioni e permutazioni della composizione del
Tempio, come un Trattato di aritmetica decimale
applicata, del periodo classico.
Possiamo dunque dire che il Partenone, spazio
matematico classico e insieme contemporaneo,
rappresenta un modello di partizioni architettoniche e rapporti di forme della più alta e raffinata capacità artistica, un fatto vitale nel contesto
della città di Atene.
NOTE
! L. Borsari, Il Foro Romano, Roma 1899; Giuliani/ Verle
duchi 1987, 11.
2 Uno degli studi di grande valore, con disegni în scala
e dati metrologici, è la pubblicazione di A_K. Orlandos,
1977-1978.
3 Vitruvio, De Architectura 3.1.65: ‘Le membra dei templi
devono avere, con metodo simile - quello degli antichi
pittori e scultori - una perfetta corrispondenza e concordanza di misura nelle singole parti con tutta la
4
somma della grandezza intera‘. Cfr. Arias 1964, 47.
Galeno, de placita Hippocratis et Plntonis 5.3: ‘[Crisippo]
invece ritiene che la bellezza non consista nella simmetria degli elementi ma in quella delle parti, del dito
in relazione col dito, e di tutti insieme in relazione al
nuando con gli allineamenti c le diagonali, si completano i lati dello stilobate, quindi, con l'utilizzo
dei triangoli ‘pitagorici’ 3 - 4 - 5, si verificanoi lati
e gli angoli. Con l'ulteriore misura della lunghezza
interna della cella di 100 piedi, con la geometria,
utilizzando regoli e compassi, si individuano gli
altri punti dimensionali e, tenendo conto delle esigenze generali della composizione, si scende alle
piccole dimensioni delle parti architettoniche. E
un dialogo aritmetico, geometrico e compositivo.
Si deve ammettere che il Partenone è straordinariamente complesso. E non è la complessità che
emerge da suggestione collettiva, dai luoghi comuni della retorica entusiastica o quella dei numeri
infiniti o quella dei numeri ‘misteriosi’, ma la
complessità che deriva dalla ingegnosità della sua
progettazione, delle sue partiture. Le proporzioni,
104
cio, e dell'avambraccio rispetto al braccio; e di tutti essi
rispetto al tutto, secondo quanto appunto è scritto nel
Canone di Policleto’. Cfr. Arias 1964, 46.
Vitruvio, De Architectura 4.3; Stacchi 1983, 21.
Stuart 1787, 8.
Ottiene l'unità di misura di metri 0,3085: Aurès 1867, 12.
Ottiene l'unità di misura di metri 0,3089: Aurès 1807, J3.
Ottiene l'unità di misura di metri 0,3088: Penrose 1888, 7.
10 Plutarco, Vita di Pericle 13.7; Magnino 2006, 49.
oe Ya
e il sekos in coordinazione geometrica e, contigli accordi, diversamente combinati, vengono evidenziati in varie parti e un gruppo numerico particolare articola i movimenti che si creano lungo
il percorso della composizione. Lo svolgimento
procede mediante variazioni che si compenetrano
in verticale ed in orizzontale.
L'incarico di Direttore e Sovrintendente della
realizzazione del Partenone - opera di architettura
e scultura per eccellenza - venne affidato a Fidia,21
un compito inusuale per uno scultore, ma che
l'Artista portò a termine con grande maestria.
metacarpo ed al carpo, e di questi rispetto l'avambrac-
© Dérpfeld 1890, 172.
1? Ottiene l'unità di misura di metri 0,32685: Dinsmoor
2
Ss
plicità nella comunicazione tra le maestranze. Da
queste misure si definisce con precisione l'esterno
Fig. 12. Partenone, triangoli ‘pitagorici’.
“*
Fig. 11. Partenone, misure espresse in piedi.
15 De Zwarte 1994, 142-143; 2002, 14-18.
tuali si hanno altri numeri interi (192 - 162 - 100 -
1950, 161.
Ottiene l'unità di misura di metri 0,32878: Orlandos
1977-1978, 699.
Stucchi 1983, 25.
17 Orlandos 1977-1978.
4,32 x 3/4= 3,24 e 3,24 x 3/4= 2,43.
19 Carpenter 1979, 85.
Si tratta del primo triangolo rettangolo espresso con
numeri interi, Lidonnici 1935, 436; Tiberi 1964, 119;
Frajese 1970, 146; Vitruvio, De Arch. 9: Dell’invenzione
dì Pitagora per formare la squadra ad angolo retto.
Plutarco, Vita di Pericle 13.6; Magnino 2006, 47-49.
BIBLIOGRAFIA
Ameling, W. 1985, Plutarch, Perikles 12-14, Historia 34, 4763,
Arias, PE. 1964, Policleto, Firenze.
Aurès, A. 1867, Ehude sur les dimensions du Parthénon,
Nîmes.
Berger, E. (ed.) 1984, Parthenon-Kongress Basel 1982, Mainz.
Brigo, R. 1999, Partenone - tre partiture, Verona.
Carpenter, Rh. 1979, Gli architetti del Partenone, Torino.
Dinsmoor, W.B. 1950, The Architecture of Ancient Greece,
London.
Dòrpfeld, W. 1890, Metrologische Beitrage, AM 15, 167-187.
Frajese, A/L. Maccioni (edd.) 1970, Euclide, Gli Elementi,
Torino.
Franciosi, F. 1977, L'irrazionalità della matematica greca antica,
OmMa.
Giuliani, C.F./P. Verduchi 1987, L'area centrale del Foro
Romano, Firenze.
Lidonnici, A. 1935, Pitagora e Pitagorismo (Enciclopedia
Italiana di Scienze, Lettere ed Arti 27), Roma.
Magrnino, D. (ed.) 2006, Plutarco - Vite, 2, Torino.
Orlandos, A.K. 1977-1978, He Architektostike tou Parthenonos,
1-2, Athenai.
Penrose, F.C. 1888, An Investigation of the Principles of
Athenian Architecture, London.
Stuart, J. 1787, Antiquities of Athens, London.
Stucchi, S. 1983, La corrispondenza metrica del cosiddetto
“piede partenonico” (Accademia Nazionale dei Lincei -
Rendiconti 379,8), Roma.
Tiberi, C. 1964, Mnesicle, l'architetto dei Propilei, Roma.
Zwarte, R. de 1994, Der ionische FuB und das Verhàimis
der rémischen, ionischen und attischen Fu&mafe
zueinander, BABesch 69, 115-143.
Zwarte, R. de 2002, Evidence of the so-called Golden
Section in Archaic South Italy: the Hera Temple I
(‘Basilica’) at Paestum. With an addendum on the
Parthenon at Athens, BABesch 77, 9-18.
VIA ROMA 1
137069 VILLAFRANCA
VERONA
NOTAZIONE
Abbiamo rilevato la misura architettonica alla
base della scanalatura della colonna, equivalente
a metri 0,298, l'unità di misura con la quale si
sono ottenuti i risultati della ricerca. Nella colonna si ha quindi il numero 1; il numero 20 si ha dal
perimetro della stessa (20 scanalature).