Philosophia medicans in Filodemo

Author
Gigante, M.
Published in
Cronache Ercolanesi
Year
1975
Subject
PHILODEMUS
Language
Italiano
Category
C7 Philosophy
Archive number
6878

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ks min elite Se il Gomperz sussunse la medicina nella storia del pensiero greco,! & merito del Jaeger aver impostato la questione ‘se e fino a che punto una disciplina speciale, la medicina, appartenga alla storia della paideia’.? Al Jaeger dobbiamo un profilo del rapporto fra filosofia e medicina dai filosofi naturalisti a Diocle di « PHILOSOPHIA MEDICANS » IN FILODEMO * Ga 8 Caristo e, soprattutto, la determinazione del ruolo della filosofia in Platone ed Aristotele: Ge \Ce SENT m. dopo che la filosofia naturalistica aveva contribuito alla chiarezza della definizione tecnica della medicina ed al suo disancoramento: da visioni approssimate o vicine alla magia, fu la medicina ippocratica a divenire modello MARCELLO GIGANTE „sab della ricerca etica.? Platone scorge nella paideia medica ‘Videale di una terapia scientiica’! e Aristotele assimila il tipo della ‘cultura medica’. Il Jaeger ha mostrato che ‘lefficacia della medicina sulla filosofia di Platone e Aristotele chiarisce meglio di ogni altra riflessione l’importanza scientifica del nuovo metodo e atteggiamento del pensiero medico’, rilevando che Platone preferí il des medizinischen Denken bei den Griechen. Fon Homer bis Hippokra.es (Zürich u. Stuttmodello della medicina alla ‘forma matematica del sapere’ e alla “filosofia speculativa della natura’ e cred l’immagine del filosofo-educatore, curatore delgart 1967) e G. Lanara, Medicina magica e anima, sull’esempio del medicof Nella creazione etica di Platone e Aristotele, Ippocrate (Roma 1967). la dottrina medica della “retta terapia del corpo’ viene congiunta alla ‘retta 4 JAEGER, Paideia Ill, p. 21. cura e terapia dell’anima, in una sintesi diversa e superiore all’una e allaltra’.’ Il ruolo degli autori del Corpus Hippocraticum nei dialoghi di Platone e 5 JAEGER, Paideia III, p. 25. nella dottrina etica di 6 CE. Jarcer, Paideia TIL, p. 36 & Per la Aristotele, indicato dal Jaeger, & stato ulteriormente approfondito: ricordo la ricerca del Wehrli Ethik und Medizin, concepita quale contributo alla ‘preistoria della dottrina aristotelica del péoov *# col supplemento Der Arztvergleich bei Platon? E, per quanto riguarda Aristotele, figlio del medico Nicomaco di Stagira, & degno di particolare nota il contributo specifico dello stesso Jaeger, Aristotle's Use of Medicine as Model of Method in his Ethics del 1957." Scrive Jaeger: ‘Il paragone con l'arte medica non ha perduto religione popolare in Grecia fino alleta di boxñs Yepareta, cl. Plat, Gorg. 464 s., 500 e s. Platone loda il modello ippocratico per il metodo dialettico in Phaedr. 270cd. 1 Jaecer, Paideia III, p. 43. 8 FP. Weurt, «Mus. Helv.» VII (1951) Helv.» VII (1951) pp. 36-62. importanza per Aristotele, ma la sua applicabilità al problema della vita e del °F. comportamento umano riposa sul fatto che sia l’arte del medico sia quella del pp. 177-184. Entrambi gli articoli sono ora filosofo etico si occupano sempre di situazioni individuali e di azioni pratiche ’;" Aristotele vede nella medicina ‘la specie di sapere scientifico pid vicina al suo raccolti in F. WEHRLI, Theoria und Humaconcetto di scienza etica '.12 Dopo Jaeger, il ruolo della medicina nell’attivitä speculativa di Platone fu studiato dallo Schuhl per il quale la filosofia appare in Platone come una ‘trasposizione’ della medicina e la medicina riceve l’aiuto nella precisazione del 0 JAEGER, «Journ. Hell. Studies» LXXVII (1957), pp. 54-61 (= Scripta Minora Il, Ro. metodo e nella presa di coscienza della sua missione 12 JAEGER, ibid., p. 497. e specialmente dal Joly "* che confermava lintensa attenzione del filosofo alla medicina quale conoscenza fra le piú solide del suo tempo, punto di riferimento nella sua ricerca del vero, ma anche presente nella città ideale e nella vita quotidiana.!s In Italia due studi recenti hanno chiarito il rapporto fra Platone e gli autori del Corpus Hippocraticum.\ Per l’epicureismo il rapporto medicina-filosofia è meno noto e certamente meno studiato. Se per il primo Peripatos il ruolo della medicina fu indagato Wesrci, «Mus. nitas (Zürich u. München 1972), pp. 177-214. ma 1960, pp. 491-509). U Jascer, Scripta Minora Il, p. 493. B P.M. SchuntL, Platon et la medicine, «REG » 1960, pp. 73-79. HR, Jory, Platon et la medicine, «Bull. Ass. G, Budé » Suppl. XX (1961), pp. 435-451. B Art. cit, p. 450. 16 M. Vecertt, La medicina in Platone « Riv. critica di st. d. filos. » XXI (1966), pp. 3-39; * 5 il testo, ampliato, della comunicazione letta il 25 luglio 1974 a Oxford, in occasione del XIV Congresso Intern. di Papirologia. 1 CE T. Gomrerz, Pensatori greci II (Firenze 1950), p. 68. 53 MARCELLO GIGANTE = W, Jaecer, Paideia III (1947, 1955®, tr. it. di A. Serri (Firenze 1959, 1970) p. 43. 3 Mi limito a citare W.H.S. Jones, Philosophy and Medicine in Ancient Greece (Baltimore 1946); F. Kuouıen, Der Beginn G. Camsrano, Dialettica, medicina, retorica nel Fedro platonico, « Rivista di filosofia» LVII (1966), pp. 284-305; Ip, Platone e le tecniche (Torino 1971), pp. 36-48, 115-120. Cf. anche F. HEINIMANN, Eine vorplatenische Theorie der téxyvy, «Mus. Helv.» XVII (1961), pp. 105-130.

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WoW. Jaecer, Diokles von Karystos. Die griechische Medizin und die Schule des Aristoteles (Berlin 1938). B Ricordo il principio fondamentale che l'affinità di filosofia e medicina ha come conseguenza una simiglianza di metodo terapeutico (Chrys, II fr. 471): cixerotyg (sc. Tije prhosopiag nat Ts iatpinhe) Tapaoti get … AL THY THY Heparet@y Spovdtyta. dal Jaeger nel suo volume su Diocle di Caristo,!’ se per lo stoicismo — a partire dal Therapeutikos di Crisippo # — il Pohlenz ha fornito una sintesi completa sul problema preminente della salute dell'anima ® e della cura delle malattie dell'anima,® se la teorizzazione del rapporto medico-filosofo in Filone di Larissa”! & stato studiato da v. Fritz, per la scuola di Epicuro c’é ancora da determinare ed approfondire il ruolo della medicina nella dottrina etica. E una ricerca che deve. essere fondata specialmente sui testi filodemei, ma non B Ricordo Cic, Tusc. IV 23 (= SVF III 424): ‘nimium operae consumilur a Stoicis, può prescindere da Epicuro, a cui il Bignone attribui il ruolo di ‘direttore di coscienze ’,23 di chi per primo concentrò ‘tutta l’educazione filosofica’ ‘ nell'intimo foco dell’uomo interiore, nell’ascesi di perfezione spirituale del saggio ?2 maxime a Chrysippo, dum morbis corporum comparatur morborum animi similitudo *. e a cui il Rabbow riconobbe di essere il ‘primo europeo che ha sviluppato la psicagogia attraverso metodici atti di presa di coscienza dall’esercizio d’im- % Cf. M. Ponrenz, Die Stoa I (1959), tr. it. (Firenze 1967), pp. 284-309. “l Sıobeo, ect. II 40. parare a memoria e l’ha esercitata nella sua comunita ’.% N Rabbow ha indicato nel Giardino di Epicuro il ‘luogo storico dove dal metodo del semplice imparare a memoria e dallimprimere profondamente i anche R. Monporro, La comprensione del singoli pensieri salutari germoglia il metodico esercizio di tali pensieri con la consapevolezza dell’eficacia morale di questo atto’2 Di Epicuro medico delVanima, quasi socratico banditore della filosofia quale cura dell’anima, particolarmente sollecito della salvezza dei giovani discepoli, ha reso familiare l'immagine il Festugière in alcune sue pagine, come di consueto, suggestive e penetranti.?® Ma è merito di W. Schmid? aver trattato la filosofia etica di soggetto umano nella antichita classica (Bue- Epicuro come ‘guida dell’anima’ realizzata dalla Yepanela e dall’ daxyotc, non nos Aires 1955), Firenze 1958, pp. 503-512, sp. p. 508. commisurabile tuttavia alla dottrina cristiana,® aver sottolineato il ruolo della % Bicnone, L’Aristotele perduto 1, p. 98 ss. in una preziosa noticina del 1911 4° — nella concezione della vila della comunità epicurea, e aver avvicinato agli atti di presa di coscienza additati dal Rabbow ‘l’operazione puramente riflessiva della rappresentazione viva’ dei prin- BK, v. Fritz, Philon, RE XIX 2 (1938), 2540-2542, U E, Bronone, L' Aristotele perduto e la jormazione filosofica di Epicuro (1936), I (Firenze 1973°), p. 123 ss, IL, p. 236 ss. Cf. Il merito di aver posto in rilievo la interioritä della filosofia epicurea & riconosciuto al Bignone anche da B. FARRINCTON, Che cosa ha detto ‘veramente’ Epicuro (Roma 1967), p. 139. Acutamente poi scrive il Far. rington (p. 5): ‘Cercar di fare una storia dell’epicureismo senza far riferimento a Platone e ad Aristolele sarebbe altretianto vano che scrivere una storia del metodismo senza far riferimento alla Chiesa Anglicana’. % P. Rausow, Seelenführung. Methodik der Exerzitien in der Antike p. 130. (München % Rarsow, Seelenführung, p. 112 ss, 333-338. 130. 1954), Cf. p. cura dell’anima e della prassi della confessione — gid segnalata dal Sudhaus cipali contenuti etici della dottrina epicurea. E in questa prospettiva che mi accingo a indicare il ruolo della medicina nell’epicureismo. In realtä, non sono molti i luoghi del fondatore del Kepos in cui sorprendiamo a vario livello il contatto dell’etica con la medicina. Epicuro aveva, certo, presente Democrito (latptz pèv yep … swnatoc vécouc axeETaL, oopin dE buyty nady apacgetta:)3! quando aflermava:” “Vana è la parola di quel filosofo che non cura le passioni dell’uomo, perché come non è utile Parte medica se non cura le malattie dei corpi, cosi neppure la filosofia é utile se non scaccia l’affezione dell’anima (omep yxp tazpexte oùdiv Öpehoc el wij tke vóooug TOV cuudtuy tepamevet, oÙtws obdÈ plAocoplag el Li TO TG buys ExféAke nédoc). Tale rapporto fra ptAocopta e latptxy diventava in Epicuro ancora piú % AJ. Fesrucire, Epicuro e i suoi dei (1946), tr. it. (Brescia 1952) sp. n. 77 n. 44, p. 84 ss. 49 e 50 dell'opera filodemea Sutta libertàä di forma BW, Scumip, Epikur, RAC V (1961), pp. parola il Sudhaus afferma che Epicuro favo- M. Gicante, « CErc » 2 (1972), p. 65. Sulla 740-746. riva l'impulso dei deboli a confessarsi per ricevere aiulo spirituale e che nell’antico Beichtpraxis cf. W. 1957, pp. 301-314, ® Contro De Wirt, ef. Scnmin, « Gnomon » 1955, p. 429. 3° Cf. S. Supnaus, Epikur als Beichtvater in «Archiv für Religionswissenschaft „ XIV (911), p. 647 =. Sul fondamento dei frr. “moc moe era ammessa la ‘fraterna delatio’: se Apollonide non riusciva a confessarsi dispecialmente il fr. 52, Schmp, su cui «Rh. v. Mus.» 31 Democr. fr. 68 D.-K. rettamente, provvedeva Polieno a denunciare ™ Epic. fr. 221 Us. = 2 Drano = 247 Arrtgli errori dell'amico al maestro. Sulla leale confessione degli altrui errori al maestro in- GHETTI? (= Porphyr., Scumup, Le. 716. Ad Marc. 31);

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specifico secondo la testimonianza di Diogene di Tarso:® le dpstat si scelgono per conseguire la 7Gov7, come l'arte medica per conseguire la Öylera. I] piacere & la salute dell’anima ed & il fine supremo dell’etica epicurea. L'esempio ® Epic. fr. 52 ARRIGHETTI® 9 Epic. fr. 259 ARRIGHETTI ©. della medicina, che ha per suo tédog la Óyterx per il bene dell’uomo, & all’inizio 0 Epic, Ep. Men. 131: và ovvedtCery obv gy dell'Etica Nicomachea:® iatpıans piv yao Ovyterz, vaonnyixùjs 62 mhotoy, vals athaig val ob nokurektor Staitais wal bytziag dott cupmAjowtixdy … srparnyıahs BE vlan, olxovonang 6&8 TAodtoc. u Epicuro, che fu autore di un'opera Sulle malattie e la-morte® ben conosceva la natura delle malattie® e in documenti di altissima umanità affermò che le malattie del corpo non intaccano la gioia dell’anima nel ricordo del passato #8 né l’imperturbabilità della mente,? proclamava che la salute del corpo & il risultato di una dieta semplice e frugale ! e che una drhavijs Yewpia dei desideri sa riportare ogni scelta e ogni rifiuto Ent tv Tod owpatos Óyietav aa thy ths buyns Arapaglav, che à appunto iltékog del viver beato.f L’assimilazione metaforica della terminologia medica & presente in due luoghi etiei di Epicuro: allinizio della Æpistola a Meneceo:" ‘ Nessuno & troppo immaturo o troppo maturo mpög Td xatà boxTy byıatvov”’ein una Massima: " ‘ Bisogna che la lode da parte degli altri ci segua spontanea, ma che siamo noi a medicarci’ cioè a curarei e guarirci: Andg 6& yeveota: nepl thy Fwy tatoctay, Il termine tatgeia, ignoto a Platone che una sola volta usa nello stesso senso {dtoeuaic,© & adoperato nella medesima accezione traslata da Aristotele. Ma in un’altra Massima Sytaivery senza la specificazione di buy) si rife- # IT Rausow, Seelenführung, p. 337 pone insieme a tale locuzione GtadapSavety, xaruvosty apotpme, Karvayandy: tali termini designano Vimparare a memoria. © Epic, Ep. Men, 128. 3 Epic, Ep. Men. 122. H Epic, SF 64. # Plat, Resp. 357 c. B Arist. EN 1152b 32: tatpstag Evexev. Riferito a Sntdopta Polit. 1267 a 7, a apapria ibid. 1272) 2. Cf. anche Plut, De garrulitate 510e, De cohib, ira 453e (Biel Apty Öaneg latpsiay tiva ssavtod …). 7 Epic, SF 54 Ur. 220 Us.). 18 Polystr., De contemptu I b, If a, XV b. risce alla salute dell’'anima:* Epicuro come distingue un finto filosofare dal 9 Ranpow, Seelenjührung, p. 270. reale filosofare, cosi un’apparente sanita dal vero star bene, per ribadire che la vera salute può essere data all’uomo solo dalla autentica filosofia:ob mocomo:- ® Philod., Volumina Rhetorica ed. SupuHaus, etodat Set ploocgety, AAR” Svtws prrocogsiv: cb yuo mpoodsöneta Tod Soxety byraiverv, &AX& Tod zat’ dhfdeuy Syratverv, Se non vogliamo considerare qualche traccia medica nel linguaggio filosofico di Polistrato successore di Ermarco," à nell’opera di Filodemo che possiamo abbastanza puntualmente sorprendere il rapporto della filosofia con la medicina. Tale rapporto é evidente, specialmente, in opere come La liberta di parola, che contiene gli insegnamenti del maestro Zenone felicemente definiti dal Rabbow * ‘Kurse zur Heranbildung von Seelsorgern’, o L'ira, in cui di I, pp. 261, 264, 293, 307, 329, 345; IL, pp. 9, 31, 150. Esempi di linguaggio medico trasposto in flosofco non mancano in altre apere di Filodemo: cf. De lib. die. NIT h 10 (watavapxdodar, cf. Epic. SV 11 vapxav); De mus. p. 69 KemKe: i thpqvot non guariscono dal dolore (obèèv iurpsbety Ag Abe rung), etc. A Vol, Rh. Suppl, p. 12; cf. anche II, p. 82 (=f, p. 20). Si veda anche Vol. Rh. Suppl, alcune particolari aflezioni dell’anima si discutono la sintomatologia e la terapia: pla medicina permane un modello di scienza o di arte pratica negli esempi e nel linguaggio. Non & un caso però — pensiamo soprattutto al Gorgia — che nei libri Della retorica la terminologia di ascendenza medica vi si mostri assorhita wai nayıor Entorfijnar e al oùx Eyovoat zò con naturalezza ® e, soprattutto, che alla medicina si faccia riferimento in una 14, 30. Per la distinzione fra gotyxuiae Eovyndg dÀÀd TO stoyaattxdy, cf. Suppl. p. 35. 5 Vol. Rh. Suppl, p. 27, cf. anche p. 28. linea — diciamo ippocratica — che Filodemo però mutuava dalle scuole di 3 Vol. Rh. I, p. 373. Platone e di Aristotele. Filodemo svolge nella Retorica il concetto che la medicina & una téyyy © Extatipyn ateyaottxy, uon méytogs! e che non procede oltre l ebAoyov@ o V’ elxdg:% la medicina non & dissimile dall’arte nautica e non sempre riesce a raggiungere il suo téAog.5> Il carattere non rigido né infal- Rh. IL, p. 297. Per lassociazione del medico al pittore (Vol. Rh. IL, p. 214; Suppl. p. 11) # Oltre ai luoghi sopra citati, cf. anche Vol. cf. Arist. EN 1180 b 34; per l’associazione del medico allarciere (Vol. Rh. Suppl. p. 14), cf. Plat, Hipp. min. 375 b. 3 Su costui v. ARN!M, RE V 1 (1903), 7765. ® Arist., EN 1094 a 8-10. # Epic. ir. 504 Us. =p. 31 ARRICHETTI? ® Epic. fr. 18 Anıcuerri?, (=D.L. X 138). Cf. Cic, De fin. I 42 e M. Giusta, / dossografi di Etica 1 (Torino 1964), 7 Epic, SV IV: at 8& nodvxgövror THY äegwottûy TAcovatov Eyoucı td ôôpevoy Ey p. 134 5. tH oapxì resp To aAryody, 55 MARCELLO GIGANTE 5 Vol. Rh. Suppl, p. 14. Anche in II, p. 120 leggiamo: tatpèç cdt* defi} v[oAyállver tod tédoug oö[te we | é]ni zò road] veaf<. spelelet (è mio supplemento; il Sudhaus congetturò teÂ{eotovplyje?).

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56 Hippocr., De vet. med. 9 (ed. KUtHLEWEIN, p. 9 5). 5 Arist., EN 1096 a 31-34, 1104 a 3-10, 1106 b. 58 Plat, Polit. 298 d. 59 JAEGER, Scripta Minora II, p. 499. libile né preciso della medicina si trova unito alla simiglianza di arte medica e arte nautica gia nella trattazione ippocratica Deil’antica medicina:® entrambi questi motivi furono sviluppati da Aristotele con particolare riferimento al xatpóg 57 e Platone anche avvicina le due arti Il confronto fra politico e medico ‘che corre attraverso tutta l’Ztica’ di Aristotele ® si rinviene nel Hypomnematicon di Pilodemo: un oratore politico — secondo Filodemo — si ® Cf, anche Vol. Rh. I, p. 373. concepisce in relazione all’esperienza di cid che é utile alla città e della capacita di parlare come un medico in relazione all’esperienza di cid che & nocivo o utile a Vol. Rh. II, p. 269. alla salute,“ ma il limite è evidente: nella retorica non & automaticamente com- ® ol, Rh. Il, p. 266. presa la conoscenza di cid che giova o nuoce alla salute. Filodemo quando riporta il sillogismo comune al medico e al politico d’intendere cid che non & manifesto per mezzo di cid che è manifesto % si rifà ad un luogo dell’Etica Nicomachea.® 8 Vol. Rh. I, p. 311 (= I, p. 38). 6 Arist, EN 1104a 12. Per il Nachleben del confronto, v. V. Tanpor, Medicina e politica (dall’Epistola ad Octavianum al De republica), in « Maia» XXIII (1971), pp. 193-208. 65 Tuttavia la traduzione del Monporro, La comprensione cit. p. 508, di Tepì nuppnotag x Sulla confessione & metastorica. figurare in modo coerente la visione eticopedagogica della liberta di parola, quale tecnica volta alla franca individuazione degli errori o delle affezioni, degli &pwapty pata o dei natmed alla loro terapia per consentire ai giovani la guarigione e la salvezza, vale a dire il raggiungimento della serenità dell’anima. Sostanzialmente il filosofo educatore epicureo chiede anche alla medicina un modo di realizzare la benevolenza, |’ eövor« verso i giovani, un’utile manifesta- 6 Philod., De lib. dic. fr. 1. a Nell'opera Sulla liberia di parola — che & anteriore all’opera Sull'ira — la medicina — nella terminologia e nella funzione — concorre a creare ed a con- 7 Philod., De lib. dic. fr. 67. 6 Philod., De lib. dic. 43 e 79, 9-11 (AAG ouvirad@le] tle¢ apap]tiag brolhapBaverv). 8 Epic. fr. 587 Us. =D.L. X 117: odx ay éproëloat Tpög TV coplay. zione della sua volonta di soccorrere tempestivamente e di salvare dall’inquietudine, dallinsofferenza o dalle colpe l’anima giovanile, facilmente esposta alle insidie della immaturità o tenacemente chiusa in una sorta di caparhia alienazione. Nella visione eticopedagogica, quale Filodemo sviluppa nell’opera Sulla liberta di parola nell’orma delle lezioni di Zenone Sidonio e dell’insegnamente 7 Philod., De ira XIX 12 ss. WILKE. una seconda volta con diversa accezione cadi Epicuro e dei xatdyyypévec, non vi sono errori o colpe di cui non si possa guarire ed é possibile conseguire il progresso sul fondamento del reciproco e benevolo aiuto: l’allievo si confessa 5 ed il maestro non lesina il suo suvatratierizzala da Aöyog in De signis VI 33; otavertdat.% la sua ouvelönotg‘ e, soprattutto, la sua oupmddera.% Nella dot- 2 Cf. De lib. dic. fr. 79 Ot. A | GC Hpey Ho &Aïov tov | o[vJoxokabóvrw[y Y]e[plareö]$Hver. trina e nella scuola epicurea non esistono &rpéBatot come non esistono àdepameutot, perché non v’& errore o passione che possa impedire la via alla sapienza.© Nel trattato Sull'ira leggiamo:"® ‘ necessariamente quanti sono arsi dalFira non riescono a progredire (Anpoßdroug … yiveotat)™ perché non sopportano maestri e compagni di scuola™ che li riprendano e li emendino (&v U GnpoBatoz: è vex Philodemi. Ricorre solo B zy Hntwrétwy oappdxwv: gli ine pappaxa sono gia in Omero, ff. IV 218; XI 515. rx [S]morwôn tHv Exx@v. L'accezione lecnica & sfuggita a Voorrs-vAN KREVELEN, ma ef. Dioscor., De mat. med. 11 108; Plut, De superst. 165 e. #5 De ira IX 4. Cf. Plut., De cohib. ira 453 e, 455 c e Sen., De ira III 10,3. % L'aggeltivo si rinviene con [telpaxú in De dis I 15, 26 Diers (le bestie non hanno emitina@st nal Stoptwo:v) … né ammettono di partecipare alla comune ricerca del bene.” L’incomunicabilita di tali individui & resa da Filodemo con un paragone medico: “come le ulcere maligne non sopportano le applicazioni di farmaci lenitivi’:™ & notevole l’accezione tecnica di dnpiwdy¢ ‘maligno’* e bisogna pur ricordare che in un altro luogo™ Filodemo paragona gli irati agli epilettici. Come nell’/ra troviamo gli a&npoBatot, nella Libertà di parola troviamo gli &ÿepéneuxot : 6 alcuni giovani non sono sottoposti a visita o esame oppure si presentano non suscettivi di cura, &depdreuror appunto, almeno finché non sia avvenuta una prognosi che sia una plausibile individuazione del quando non possono mutare la loro natura bestiale). male: xal t@v | &hAw[y B yivepévou Tulvös a[v]epocedtou npérelpoy 7 nagetévtoc atepalnedtov, pete tadt’ ée[s|6a]v yvwobijlt) mpovolac yellvopév]ns. elö]Aöyws … Come Vhapax dvepódevzog — che certamente 7 De lib. dic. fr. 84, 8 ss. OL. non può valere ‘nullius consilii expers’ come spiegano Voojis e van Krevelen, un rimedio per linquietudine almeno

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ma deve significare ‘ undetected, unexamined ’*® — richiama il fr. 36 wat td Al.” AA] AHAwv od (t)[Seodar nps ebpoplijav at | peydany sdvoray ëpéôt|oy hyovpévous — cosi atepdmeutoc si riferisce a persona.” non a errore °°! ed il termine mpévetx non equivale al generico ‘cura À ma & termine medico equivalente a ngöyvwarg.® Sul valore teenico di ebAdyws che pone la rapprola e la target sul medesimo piano delle zéj var stoyastıza! non val la pena di insistere.# Nel fr. 39 leggiamo che l’acquisto dei beni dipende dall'affidarsi ai maestri quasi dal gettarsi nelle loro mani,® e commettere loro la cura delFanima,® come la cura del corpo non & possibile ottenerla da sé senza ricorrere ai medici.® La terapia rappresentata in Filodemo & duplice: & medica o, chirurgica. Essa attua la norma ippocratica: ‘L’arte del medico consiste nell’estromettere l’elemento che arreca dolore, nel risanare luomo togliendo quello per cui soffre’# e possiamo sintetizzarla nella formula euripidea topal % nord p&pnara® o platonica pdppaxa nat lacpink bpyava®® oppure pippard ze zal o[tjov &m{prpinzeiv, <a &auzov]) | Puitipesox, «Berl. non é(A]ov con lV Olivieri ént{pipintauw, Philol. Woch.» cf. 1916, 684 Per l'accezione traslata ma ostile éxippintw, cl. Aeschyl, Prom. 737 =. di 8 Cf. Plat. Prot. 313 a b. 8 L. 123. ph thy tatpa@y Ev 4nacw ypeiav, Cf. Plat. Rep. 373 d: tatg@y dy ypeie ais Esópeda. 8 Hippocr., De victu I. c. 15. #9 Eurip. fr. 403,6 N? V. anche fr. 1072. # Plat, Polt. 298 c: yo vols qapuducis 6 % Wg val Tolg lutprxstg Öpydvorg npòg T obs xápvovtas Yeijsdar. zopal 2! In primo luogo viene il metodo purgativo, di cui non va dimenticato un originario effetto magico®? Secondo l’autore dell Antica medicina, molti mali derivano dalla pienezza (rhúgwots) o dalla vuotezza (xévwots)}. Platone riprese questi due termini nel Filebo,* ma sopraltutto nel Sofista,’® dando un saggio efficace della sua capacità traspositiva, raffigurd la confutazione (EAsyyos) come la piú grande, la principale purificazione (xdtagoic): i purificatori dell’anima (of xadatpovte¢) la pensano come i medici del corpo (of mepi t& obpata tarpot): come un corpo non può godere di un cibo offertogli (che 1 Plat, Rep. 407d: npoopepopévns Tops) se prima non sono eliminati gli impedimenti interni que specie sono la gappaxeuttx7 e la xaı- (td Eprodigevta ëvréçs), cosi l’anima non potrà avere giovamento dalle cognizioni oflertele (tüv mgoopepopévov patyudtwy Svyots) se prima non si confuti e non si riduca alla vergogna il confutato e lo si liberi dalle opinioni che gli impediscano di apprendere e lo si lasci risultare purificato (xadapéc) in grado di sapere solo cid che sa e nulla piú. Filodemo accenna alla xddagor¢ nel fr. 46: essa & la purificazione degli errori del giovane non meno del maestro: il maestro non può odiare chi commette errori non disperati, perché egli sa che non è perfetto — anche egli può aver bisogno di xáöapotg — e ricorda che tutti son soliti errare. Il sapiente epicureo, che à puro (xadapedwv), ama, è superiore e sa curare (ytvwoxwy tepaedety),? allora smetterà di esercitare gappazcıs ts zai zoe pate ta vooypata Erßiriovea adtay, 406 d: téxtmy Ev, hy 8° Ey, Kapvov GELot nape toi iatpoö yappaxnov mubv EEspêsar zò voonpu, A uatw Kudapdeig À xabosı 7) rouÿ xencdpevos anna dau, CI. Isocr.. pax 40 tag pév xabastg nal the Ton&g thy iu. zeöv. Nella divisione — attribuita a Platone — della iatpuuÿ le prime due delle cinpovpytxy (D.L. HIL 85). B Cf LANATA, op. cit, p. 33 =». 8 Hinpocr., De vet. med. 14, 15. % Plat, Phileb. 35 a-e. Nel Simposio (186 c) rinveniamo TAnopLov7, xal XÉVWOLG. % Plat, Soph. 230cd. % 1. 10 5. névies Gpaprdverv zog by fpaprtoy' ob davpactéoy. il suo metodo stocastico, che non esclude il morso, fino a quando possa far % De lib. dic. fr. 44,6 ss. OL. risultare purificati e puri i giovani a lui affidati (uéyot Av xatalpedovtag Ent- % De lib. dic. fr. 16 OL. SelEwpev |aòtofúe))”* Ed ecco ora come il medico filodemeo attua il metodo purgativo: la sua diagnosi” non può considerarsi assolutamente sicura, in quanto & fondata su sintomi non certi, ma plausibili;! in base a tali ‘segni’ egli suppone (bnoAadwy) che il paziente abbia bisogno di una purga (xévwpa);™! qualora la diagnosi sia errata, un’altra volta non rinunzia a purgarlo,®? pur eib[uarv, Ricordo solo Menandro fr. 432 K.-T: &v9pw- ® Fr, 63,8 Or. Il significato medico di anpeiworg à assicuralo da Galen. 19. 394. 100 Fr. 63,5 dı& onnelwv ebhóvwv: per il significato medico di onpetov, cf. Hipp., Morb. 3.6.15, Galen. I 313, 18(2). 306. 191 Fr. 63,6 s. mpootetctat touteve tiva | xevopatog. IL termine xévwpa — che nel 78 Cosi correttamente nel GEL. A Cosi nel GEL. % A mio parere, tale termine non vale né 8 Cosi VooJıs-van KREVELEN. ‘contentment’ come spiega il GEL nf ‘commoditas’ come interpretano VooJis-van KRE- 8 Hippocr. ap. Cal. 18(2) 8. VELEN, bensi ‘forza di sopportare facilmente' 8 Rimando come in Ippocrate, Fract. 35. 1969), pp. 46-54. 12 Fr, 63,9 xev&oat: per tale verbo — contrario & ninpoöy — cf. Hipp. Aph. 2,51; ® Cf, D. H. IT 22. 8 Alla 1. 4 s. & forse da supplire [gavtod¢] | Galen. 4. 709, 57 MARCELLO GIGANTE a Ricerche De Filodemee signis XXXVI 1 (16 && xevwpatoy) vale ‘spazio vuo!o’ — qui significa ‘ parea? (Dioscor., De mat. med. 5,11; Plut., De Iside et Osiride 381 c). (Napoli

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18 Cf, Galen. 10. 358. tt De lib. dic. fr. 64, 5 ss.: nat yap iurpös éla[i] the abrijg vésou did wAvsi[ri]pos odDev mzpdvag, waA[t xz]vol. oppresso da altra malattia. In un altro caso, nella medesima malattia lo svuotamento del corpo, se non é ottenuto dal medico col clistere,!® deve essere di nuovo sperimentato con un purgante. Il medico, che cosi non rinunzia a sperimentare i modi pur di ottenere la purificazione del corpo, diviene il modello del 05 De lib. dic. fr. 57. Cf. Galen. 18(2). 851. sapiente educatore che non rinunzia, in ogni caso, all’esercizio della parrhesia sono tipici della logica epicurea per cui rimando al De signis di Filodemo. finché non ha ottenuto la purificazione dell’anima. Naturalmente Filodemo dona al sapiente epicureo qualche termine medico come oypetotatat," * diagnosticare’; anche qualche stilema come tod matos dxud£ovrocl® — si tratta del- 105 De lib. dic. fr. 65,8 s. l'affezione di un allievo — & modellato su analoghe espressioni mediche come I termini cypetev e anpsiwatz tov 107 Galen. XVI, p. 254 K.: &rpabousay vöswv. CL. anche Plut., De cohib. ira 453 e: mpeg axpatovta te may. 18 Un recente sguardo d'assieme sullo scetlicismo & la voce Pyrrhon di K. v. Frrrz, RE XXIV (1963), 89-106. 109 A, Barıcazzı, Epicure et le scepticisme, in Actes Ville Congrès Ass. G. Budé, Paris 1969, pp. 286-293, nO Cf, GA, Ferrart, Due jonti sullo scetticismo antico, «Studi it. Fil Class.» XL (1968), pp. 200-224, sp. p. 204 ss, 210 e n. 2. IN DL. IX 76: wat’ toov totg xataptixote, & tiv Dany npoerxplvavıe Kal adr brenwpivetar nal BEunóhhorat. Ch Sex. Emp, Hyp. Pyrrh. 1 206: tutte le oxernvxat gwvat possono essere confulale da se stesse e eliminate insieme con quelle su cui sono espresse, come i purganti che non solo eliminano gli umori del corpo, ma si aunullano insieme con gli umori. Analogamente allrove (Hyp. Pyrrh. TI 188). 12 Ap. Euseb., P.E. XIV 21-22, In Sesto Empirico, Adu. Dogm. II 480, & il xar& tijs anzbeitewg Aövog ad essere paragonalo ai AYWaCovcayv THY voowy, 7 Ma loperazione purgativa ci riporta anche agli Scettici, il cui rapporto con la medicina empirica & noto,!" mentre & meno indagato o meno indagabile il problema dei loro rapporti con gli epicurei, riproposto recentemente dal Barigazzi.® Fatto & che & un topos del tardo scetticismo il confronto di xepdhax con ta zadaprix pdopaxa: dall’affermazione tramandata da Diogene Laerzio che un giudizio si contrappone ad altri giudizi e, distruggendoli, a sua volta & eliminato e si annulla, come i purganti che dopo aver eliminato dal corpo la materia sono a loro volta eliminati ed annullati’ alla polemica di Aristocle! contro ‘la piü stupida affermazione’ che il Aóyog dell’universale inconoscibilità sia paragonabile ai xadaptix&e wépuaxa che, insieme con i meptttwphata, eliminano se stessi. Nello scritto logico di Filodemo Dei segni, quando viene esposta la tesi di Bromio, ricorre il confronto con i purganti assimilati a veleni mortali ed altri farmaci potenti, suscitato dalle simiglianze costanti fra alcuni fenomeni: 6. yàfp] ad rojAd td mpd¢ th gottv Ev z[tou]v, ex’ élvéwv 8° etal notvetytss dxtvy|tot, và parvópeva mapéornoe, | xaddrep Tv thy Davactpwv xat xodap[<fex[mv ai] tie [&]AAas | Eyóvrwv Suvaneız. ''? Ritengo probabile che tale punto di contatto possa contribuire a chiarire il carattere contaminato del tardo epicureismo: una contaminazione suggerita dallesigenza di porre su un piano di maggiore fruibilita e di concorrenza con gli altri sistemi di filosofia ellenistica la dottrina epicurea. Ma nell’opera Sulla liberta di parola vi sono altri farmaci, oltre i purganti. In primo luogo, l’assenzio.! Il sapiente educatore di solito non schernisce né KAT EE TIK de insulta, non è stizzoso né aspro né amaro.™ Tale sua Giadeotg doteia ls — 18 Philod., De signis XXV 34 ss. De Lacy. ricordo che 6tdteotg & anche termine medico — l’educatore esercita con estrema disponibilità. Ma vi sono circostanze in cui il sapiente tollera, suo malgrado, Ut Per Y'assenzio. cf. Hippocr., Morb. 3,11; l’atteggiamento contrario improntato ad amarezza come l’assenzio: pavelpèv yao Eu vo ev Oreplndéws mods[tet], zò 6’ wo | dndòc Onopéver xai zaldd- Mul. 1.74. Us Philod., De lib. dic. IL a. mep dehlvikov.tt? E certamente sintomatico che Aristone di Chio stabili una n6 Philod., De lib. dic. Ta. 117 Philod., De lib. dic. IIb 3-7. M8 Aristo Chius fr. Ex my “Aplotwyes 383 (SWF I, p. 88): “Opotwpdtwy. “Opotoy &pivhiou td Bptpb ui Acyou mappystay Exsimiglianza tra l'asprezza dell’assenzio e la libertä di parola.!® Si può ammettere un carattere topico del confronto che ritorna nell’opera Sudfira:"? il sapiente irato se talvolta punisce non prova godimento o gioia, concepisce bensí ed attua la punizione come una necessita estrema, ma spiacevolissima come bere l’assenzio a subire un taglio: &Ad’ ws nedl[c] | dvayxaretatov, dndéotafrov dE “OL, napayiverar zadéfnep emi néoty dlevdtou val townv. Lucrezio forse cono- 42 Philod., De wa XLIV 15-21. sceva questi passi filodemei 2° quando trasponeva nell’amaro infuso dell’assenzio la dottrina epicurea, avversata dal popolo perché dura e non praticata, e hagnava la sua-esposizione col liquido miele, la dolce grazia delle Muse. evocando, 1% Oltre ad aver presente Plat, Lg. 659 e, come suggerisce A. Ernout, Lucrèce. De la

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egli poeta magico non meno che psicagogo ©! e psicoterapeuta,!”? i medici che cospargendo di molle e biondo miele gli orli della tazza ingannano i giovani nandri et Philistionis 1 228: II 104: [II 34 pazienti, che cosi bevono l’assenzio tanto amaro quanto salutare: 1? B Cf. Catull. 99, 14e A.P. V 28. sed veluti pueris absinthia taetra medentes cum dare conantur, prius oras pocula circum (ed. S. Jaeker, Lipsiae 1964), 15 Cf, Hippacr., De victu 1 35, Epid. VII 45. 25 Philod., De lib. dic. p. 68 Or. Cf. Plur, Quom. adul. ab amico internoscatur 55 b, contingunt mellis dulci flavoque liquore. De cohib. ira 453 de: 09 yao he ÊAAEBopov, Un altro farmaco altrettanto amaro!! quanto l’assenzio, ricordato da Filoolpat, Bet Sepansbouyra avvexgépestar tH demo nella Libertà di parola, à Velleboro di ascendenza ippocratica, emetico vooijpası Toy Aöyov, AAA” Eppevovea tH Voy o purgante: F5 nivolvras éAAéBoplov. '*" D’altra parte, come in Platone?** i medici cercano di dare agli ammalati cuvéyety tag xplasis nal guhdooetv. V. ang[x]at[ue] " | dtapdyws. Il nutrimento che soccorre l'infermo dev'essere comm. di KiEssLING-HEINZE (ed, di E. Burck, Berlin 1957). me Ü 7 Plat, Lg. 659¢-660a. Bê Philod., De lb. dic. fr. 18, 1-3. 1 29 5 e ai deboli il nutrimento utile (zy yenothy Tpopújv) con cibi e bevande dolci e fanno sentire di sgradito sapore il nutrimento dannoso perché desiderino il primo e si abituino rettamente a odiare laltro (Eva chy pév damaQwvtat, vy dz prosiv òpd@g Eillwvrat), cosi in Filodemo "5 leggiamo: ‘Sputa fuori, o giovane, imperturbabilmente come cibo dallo strano sapore (tutto cid che é estraneo alla nostra dottrina)’: © nal, xaddrep tpole]ijv | adActptotcay ** che Hor., sat. IT 3, 82; epist. IT 2, 137 col Cf. Philod., De tra XLIT 2 s. appropriato come il metodo educativo: néang tetevystes | toowlñc lilas zat #0 Cf. Boydetag … 1?! Nella Libertà di parola appare anche il medico-chirurgo che sostituisce ai AU Philud., De lib. farmaci il bisturi. Il bisturi & quasi la roncola dell’agricoltore che elimina le nesso erbe dal campo, come Orazio le spine dall'anima.®? La situazione rappresentata da Filodemo nella col. XVIIa a me pare possa essere questa: talvolta i giovani si pungono eccessivamente nell'esercizio stesso della liberta di parola e il loro atteggiamento si rivela a loro stessi? erroneo. Allora dinanzi ai loro occhi si attua una mordace libertà di parola e presumono che non commetteranno pit errori o non si accorgeranno di commetterne pur avendo errato molte volte: a tale punto critico essi chiamano il sapiente educatore perché ammonisca a non mordere e recida gli eccessi, come quando chiamano bravi medici ™ per una operazione chirurgica, perché con un colpo di bisturi guariscano gli ammalati. L’eccesso di parrhesia & come un bubbone o un tumore e il voudeteïy 35 & come x una dissezione. Di solito la mordacita é un requisito della varia tecnica parresiastica del sapiente,* ma qui & esercitata dai giovani e diventa una malattia bisognosa di un intervento drastico: 4X’ ÖlftJav thy Srade[orv] aSc[a]yv TPOGKAAG= vo[t]ottar pèv älupws wai misel, Plut, De Alex. A. fortuna 328c Honep farrvov tay Acyoy Exntbouvteg. dic. fr. 18, 4-5. Cf. il Tpopúj Te xai Wardela in Pla, Ale. 1122be tpopy nai axetevsypata in Arisi., EN 1179b 34, 1180a 26. 22 Cf. 1. Borzsik, Spinas evellere (Hor., Epist. 1 14, 4 J.) in «Acta Classica Univ. Debrecen » VIT (1971), pp. 55-62; E. MarôTi, Spinas runcere (Zur Verwandtschaft des horazischen ‘spinas evellere’), in «Acta Antiqua Acad. Scient. Hungaricae» XX (1972), pp. 53-66. 183 Alla 1 2 scrivo «bt[@]v, con l'Olivieri. non aòt{@]v Bt L. 5.: oogodg tatpotg: cf. Plat, Theaet. 167b (Tedg cogobs … xar& Ev ownarz ine zpobg Aéyw). Per oogög iateds (Soph., Ai. 581, cf. N.E. Cortince, Medical Terms and nature, t. I (Paris 19467), p. 64, n. 1. Ma forse bisogna supporre all'origine la medesima fonte di ps.-Plut., De lib, ed. 13d: ™ Luer. TL 1053-1089: xai xaddnep tatpol ta minpk THY puppie stadt 1963), pp. 98-101. xwy vols yhuxéor Xvpote AUTUNLYVÜVTES tiv zép Duy Eri tO suppépov répoëoy shpov, obtw 3 Luer., De r. n. I 936-938 = [V 11-13. So- Bet tobe no versi citati da Quintiliano, nst. or. TIL Tatépag TAY thy Enttpnpatwy ef. Lukrez, Ueber die Seele und den Tod, lat. und deutsch in Prosa uebertragen v. G. SPRANDEL (Darmanotopiay tH RELÔTNTL pryvdvar … 1,5. Ma va tenuto presente tutto il con- El Sulla funzione psicagogica del poema cf. testo dove ritorna l’assenzio (v. 940 s. ‘ inlerea perpotet amarum / absinthi laticem ’). Clinical Attitudes in the Tragedians, « BICS » 9 [1962], pp. 43-55), cf. Plat. Euthyd. 280a (opposto a dpatyj¢), Lg. 761d. Cf. anche De lib. die, p. 67 OL. (&xpot tatgot) e Plat, Rep. 405a (zò ëstobar iatpay zal dixaotay &xpwy) e Charm. 156 be (&yadoi turpoi), 183 Per il ruolo della vou$étyotg nella concezione epicurea della parrhesia, cf. M. GrGANTE, Ricerche Filodemee, pp. 55-57. ora P.H. Scurisvers, Horror ac divina voluptas. Etudes sur la poétique et la poésie de Lucréce (Amsterdam 1970), su cui v. Per il v. £ 934, cf. J.M. Snyper, The Mean. ing of Musaeo contingens cuncta lepore, “6 Cf. De lib. dic. fr. 16, 2 s., VIII hb ll e NN a 7. Per &nutixdv, cf. anche De ira «Class. World» 1973, pp. 330-334. Per il O.R. BLocH, « Gnomon» 1972, pp. 27-34. topos XXXVIIL 7. Cf. Plut, Quomodo adulator ab amico internoscatur 55h (Adyog Axe). 59 MARCELLO GIGANTE assenzio ~ miele, Comparatio

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17 Termine tecnico per ‘dissezione' come in Galen. 4.664. & equivalente a tour, per cui la distinzione esegetica che & nel GEL è forse superflua. Significalo tecnico ha anche Statpéw in Philed.. De signis I 36, XXXI 4. 18 Per ja forma, cf. Graeca Herculanensis, CROENERT, Memoria p. 95. Il termine gutkioy — diminutivo di opin, come scalpellum (Cic) o scalpellus (Celso) di scalprum — qui ka il significato di strumento chirurgico (îutptxòv aptdtoy in Plut, Quomodo adulator ab amico internoscatur 60a) come in Dioscoride, Eup. 144 e Sesto Empirico, Adv. Math. 9, 207. [áp]agrwhòv amB[Agr]wot, | [B]laxvovtar: * vol [uJadanep | o[oplods lazpoüs ni Sratps|orv 7 napaxadrodvtes Örav | Öbot sd Gpidrov ** volojoölorv, obzws Stay (m)olólroule) zò | Equtcxov Ev Supate yelvytar tHe mapenotas 1% nai | vopitovory obdiv Anapınlpa morfoaiv, % Ahasodar wav | rodAdurs Fpaotyxarac, | Tapaxakoüor volu}ietety, 14° u il logos dell’educatore àx simile ad un farmaco™! o ad uno strumento chirurgico. L'educatore epicureo, che proprio in quanto & un ammonitore fiducioso, si muove nell'orma dei fondatori della dottrina obbedendo ad Epicuro,”? non imita però solo e lungamente i suoi predecessori,#? ma i medici che curano anche colui che in base a probabili indizi & ritenuto non poter essere liberato dalla malattia: #+ Pinoöpevög ze | tobs zat tov ebAdyus | voptsópevov oùx dra.) Aayhoecdar tod vootjpalrog Hepanebovrusg latpovs. Come aveva detto Platone, il vero medico ha per scopo la salute del corpo," 19 T] Syxtixdoy zie mappystag nun è soslanmixpè rapproix, zialmente diverso dalla prossima alla Aordopie, cf. De lib. dic. fr. 60. WW L'interpretazione da me proposta del luoTò ovvetwgo è confermata da XXI b 5 ss. téploug xahjetjodar nai cogote Tobg vou[S]s|todvexg npòs To mij Báxvelof dai]. iM Per i farmaci drastici o forti e farmaci deboli, cf. Galen, compos. medicam. 2, p. 590 Künn. e, come aveva detto Aristotele, gli ammalati che non eseguono la cura prescritta non avranno mai il corpo sano, come coloro che filosofano male non guariranno mai dalle malattie dell’anima. Anche nell’/ra Filodemo paragona le malattie del corpo a quelle dell’anima: poiché non sempre i mali sono noti agli ammalati che perciò li trascurano, il medico li pone dinanzi ai loro occhi e li rende solleciti alla terapia;7 cosi anche i mali connessi con le malattie dell’anima sono spesso ignorati ed anche i filosofi, come i medici, devono rimproverare.!® Ma come solo coloro che sanno soccorrere sulla base di plausibili indizi possono allontanare i mali fisici, cosi anche solo i filosofi sanno liberare l’anima dalle aflezioni, come lira, dovute a false opinioni.# Nella concezione epicurea il H® De Lb. dic. Ir. 45. giovane affida la terapia degli errori all'ammonimento del sapiente concepita quale autentico ‘salvatore’, unico guaritore.° Contro gli stoici, gli epicurei M3 De Lb. dic. V a 7-10. non ammettono che tutti gli errori sono eguali, 5 ma come gli stoici ammettono che l'ammonimento e il rimprovero producono pentimento e vergogna e che 14 De lib. dic. fr. 69, 4 ss. OL. 45 Plat, Resp. 342 d, un’affezione dell’anima ha bisogno di thepaneia val maidavywylæ.153 Il sapiente 146 Arist, EN 1105 b 12-18. 48 Philod., De ira V. cureo sembra veramente interpretare il ruolo del libero medico rappresentato = 7 Philod., De ira IV, ed. WILKE. epicureo libera l’anima dalle passioni “+ e tale & il valore del modello medico che il sapiente epicureo depamevet,’’? yrvmoxet depareverv.56 I] sapiente epi- 18 Philod., De ira VI. Per il tema ‘cura delYira’ nell'antichità rimando a H. RincerTAULE, Quaestiones ad veterum philosophorum de affectibus doctrinam pertinentes, Diss. Gottingae 1913; P. Rassow, Antike Schriften über Seelenheilung und Seelenleitung auf ihre Quellen untersucht, I. Die Therapie des Zorns (Berlin 1914); H.G. INGENKAMP, Plutarchs Schriften über die Heilung der Seele (Hypomnemata, 34), Göttingen 10 Philod., De Lib. die. 1971, fr. 40. Cf. da Platone 7 come curatore di uomini liberi: s’informa metodicamente, li istruisce, esorta e predispone al trattamento, dialoga con loro, fa discorsi prossimi alla filosofia, mette mano alla malattia fin nelle radici e risale ai principi generali del corpo umano: insomma non lo cura, ma quasi lo educa: oùx tatpeve: rdv vocoivta, KAAK axsöbv maLdevet. Concludo. Nella scuola epicurea che condensö nel Quadruplice farmaco trasmessoci, come & noto, nel PHerc. 1005 *® Filodemo, sulla scia del maestro Zenone, sviluppò la figura del maestro di sapienza, del filosofo educatore, che agiva secondo il modello del buon medico, precorrendo cosí Diogene che nel anche preludio della sua opera incisa in una stoà di Enoanda!” si annunzia come Scumip, le. 746-750. Bl Epic. fr. 521 Us. (D.L. X 120 b); Philod., De lib. dic. fr. 77 OL. Cf. anche Plut., De mor. virt, 449 d. #2 Cf. Plat, De mor. virt. 452c; SVF fr. IT 411. 158 Plut., De mor. wirt. 45lc. # Philod., De lib. dic. Ir. 66. 35 De lib. dic. fr. 23,5 s.; fr. 40, 79; XXI b 2. lodemee, p. 144 n. 22. Un'altra Tetpagdppaxog & in Cic. De fin. I 19, 62. 159 Cf. Diogenis Oenoandensis Fragmenta ed. KS De lib. dic. fr, 44, 8-9. 157 Plat. Lg. 857 d. 18 Per il testo, cf. M..Gicante, Ricerche Fi- C.W. Cmrrox (Lipsiae 1967) fr. 2, col. II l ss: Ayeinoanev … Bondetv Hin Tolg che guvxpitotg, col. IV 4 es.: ol nhetotor xuddnep Ev AOLULG TH nepì TOY mpaypatwy ev-

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Haven a. London 1970). Per il problema della parola dai pitagorici ad Aristotele sono soccorritore’ non solo degli edoövxptror — perché la maggior parte degli uomini & malata come durante una pestilenza di false opinioni ed il loro numero diventa sempre piü grande perché si contagiano il morbo come le pecore — ma anche di coloro che non sono ancora nati, ma saranno egualmente suoi: i Bondjpara Too suyypépuaro sono its owrelag pépparanella totalità delle specie.160 Né manca il tocco finale per cui Diogene appare quasi il chirurgo che Scritti minori I (Torino 1955), sp. pp. 135- recide i dolori innaturali e riduce a proporzione trascurabile i delori naturali. 18 H, LACKENBACHER, Persius und die Heil. L’epicureismo kunde, ha, come credo di aver mostrato, chiara presenza nella visempre valide le ricerche di A. Rostacns, 161. Per i Socratici si v. ora L. Rossertt, Therapeïa in the M nor Socratics, in « Theta- Pi, IL (974), pp. 145-157. in « Wiener Studien » 55 (1937), cenda del processo del pensiero che nell’evo antico, pagano e cristiano,!%! ha pp. assimilato e reso feconda la molteplice metafora medica. Insigne mi é parso il posto che Filodemo occupa nella varia e fascinosa storia del tema Philosophia ist Cf, I, Hapor, Seneca und die griechischemedicans da Platone 1% a Persio,!%® a Seneca,’ a Clemente Alessandrino 15 a lin 1969), Agostino 18 Clemente Al., // Pedagogo a c. di Boarri e Boezio.15i Filodemo rinverdiva la figura di Epicuro ‘salvatore’, che viene a collocarsi fra il mitico medico Asclepio ‘salvatore ’1% e il Cristo, ‘vero archiatro, quasi un Ippocrate spirituale ’.16 130-141. römische Tradition der Seelenleitung (Ber. (Torino 1953), pp. 4-9. 166 Cf. J. Courtés, Sa nt Augustin et la medicine, in Augustinus Magister, Congrès Intern. Augustinien (Paris, 21-24 Sept. 1954), vol, I, np. 48-51 e R. ARBESMANN, Christ the Medicus humilis in St. Augustine, in Augustinus Magister, vol. II, pp. 623-629 = (in BodoEiu voaodcı xcuv@g .… col. IV 13-V 2: Bixatoy [3° goth mail tote plet” Allpac 2aopivotg Bondout, col. V 8- VI 2: Ener) obv sis nAstovas BeafiBnxe tae Bondpara tod vvvYpapputog, Whedon tH STOË tavty 161 Cf. A. OrpKe, tdopat, Taotç, Tapa, iatpé¢ in Kirren-Friepricu, Grande Lessico del Nuovo Testamento, vol. IV (Brescia 1968), 667-764; G.W.H. Lampe, A Patristic Greek xataypnoëpevos Ev xowd ta tig ourmplag Lexicon (Oxford 1968), p. 662. Per altro, mi limito a citare H. Rauner, Miti grect cpotetvat pippaxd … col. VI 7 ss. ty ye nell’interpretazione cristiana (Bologna 1971), Aumdy tag pév ye..¢ éfexébanesy pp. 200-304. sig té- Asıov. Linguaggio medico cogliamo anche nel fr. 28 col. IT 2 ss. (nAavwpévwy tepanela ray). Per il commento a questi luoghi rinvio a Diogenes of Oenoanda, The Fragments. A Translation a. Commentary by redazione piú ampia) The Concept of ‘ Christus Medicus’ in St. Augustine, in « Traditio» X (1954), pp. 1-28. 57 Cf, W. Scumin, Philosophisches und Medizinisches in der Consotatio des Boethius, in Festschrijt pp. 113-144, B. Snell (München 1956), 168 Orph. Hymn. LXVII 8. 1% Definito ‘inventore della psicoterapia ora- 169 Cosi & chiamato da san Girolamo, cf. le’ da P. Lain EntraLco, Die platonische Rationalisierung der Besprechung und die of St. Jerome, in « Harvard Studies in Clas- Erfindung der sical Philology » XXV (1914), p. 74 s. Me- Wort, «Hermes» durch das (1958), pp. morabili sono le pagine sul ‘Vangelo del cf. anche Frsructère, La doctrine du plaisir des premiers sages à Epicure nel vol. Etudes 298-323. Per la concezione terapeutica della parola da Omero a Aristotele si veda dello stesso Lain Enrrazco il vol. The Therapy Salvatore e della salute’ di A. HARNACK, Missione e propagazione del crisitanesimo net de philosophie grecque (Paris 1971), p. 109. of the 75-95. C.W. Cuirron (London 1971). 160 Per la connessione con la Tetpapappanog, 61 MARCELLO GIGANTE in Psychotherapie AS. Pease, Med cal Allusions in the Works LXXXVI Word in Classical Antiquity primi tre secoli (Milano 1906,