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NN PST ENGE Lewes
Indice
Prefazione
Introduzione del G.M. Armando Corona … ……nnnnneneneneneneenenenenenenenenenen
eenen eenen: Pag.
Prolusione del G.M. degli Architetti Virgilio Gatto … eenen:
>
Le relazioni
A. BAUSANI - Pitagora e l'Islam ee(use,
M. BIANCA- Ordine e disordine come-stsut{ure dell'essere e come categorie della
°
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CONOSCENZA nennen
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D.A. CONCI - I numeri e le cose: le radıci di un antico enigma culturale \*¥-0°4)}......
F. FRANCIOSI - Risultati scentifici e intuizioni nell'astronomia di Pitagora e det Fuoı
»
»
discepoli LME »
M. GUALTIERI
- Riflessi del bensiero di Pitagora sulle arti figurative in Magna Grecia \:'" 5»
R. HAASE
- L’armonia pitagorica tert, Oggi € domant bcsaeseseseeeeeecseteeesesssessieeeeseseaseeeees Last»
»
»
P. IMPARA - u Neopitagorismo e la rifondazione dell'immateriale … … A:
16 »
V. LAZZERONI - L'escatologia pitagorica nella tradizione occidentale …
Val»
T. LIPPARINI - Geometria simbolica e insegnamento esoterico. Influssi pitagorici nella
23
33
43
57
61
71
83
87
97
109
Massoneria … nennen Lab.
»
116
M. MORAMARCO
- Pitagora, la Massoneria e l'India … nnn LAAN
B. PARODI - If modello mitico di Pitagora pm varta.
»
>
H. REINALTER- Utopia...\ . }| ei } eeen
>
119
127
133
P. ROBERTI - Approccio alla convergenza tra Pitagorismo e Buddismo
»
A. SZABO- U Pitagorismo e la matematica deduttiva 7"... a Ra
>
139
145
C. TÖROK- Nuove ricerche sul verbo di Pitagora … neen!AMD
>»
151
A. COCCHI - Vitto pitagorico per uso della medicina nenn el SA
>
159
C. GENTILE- Az Libert Muraton del Mezzogiorno (per un avvenire cheé di tutti wrx? ee
»
C. GENTILE- L'avventre pitagorico nel Rito di Memphis e Misraim … …\ ANA.een
I RESTI - Tavola pitagorica e quadrati magici … nnee KEN
C. VITALI - U numero e tf posseso della natura...
»
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»
178
184
Le comunicazioni
Page 2
View in PDF(opens in a new window)Interventi e dibattito
C. PELLEGRINO - GA incommensurabili … nnen
eneen venen ennen
B. PARODI - Risposta a C. Pellegrino … nnen
F. GAETANO - Domanda a M. Moramarco .............…...........................
eveneens
M. MORAMARCO - Rısposta a F. Gaetano
nennen nennen
N. ARIANO - Domanda a M. Branca … nennen
eeens eeens eneen:
M. BIANCA - Risposta a N. Ariano ……nnnnnenenennnen
ennen nnee
senden senen
S. HÖBEL - Rapport: della Tradizione Pitagorica con la dottrina dei cicli cosmici ............
M. MACALE - La rivoluzione interiore del Pitagorismo e l'educazione … nnn
U. BARTOCCI - Pensiero pitagorico e visione dualista della matematica … nnn
A. SZABO - Rısposta a U. Bartocci …
eenen eneen eeneeeneeneserneneen ennen:
D.A. CONCI - Risposta a U. Bartocet … eneen
sereen eneen eenen
M. BIANCA - Risposta a U. Bartocci e a D. A. Conct
P. BOLDRIN - Tradizione e Neoplatontsmo … … nnen
G. PUCCI - Ricordo che fa rivivere ue
F. FRANCIOSI - Consideraziont final
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Chiusura del convegno
A. SZABO - Saluto …
V. GAITO - Saluto …
eenen nnee
ennen neren
A. CORONA - Saluto …
ere rennes nennen
en
»
»
»
241
242
243
Le manifestazioni culturali
M. MONALDI - Arti visive 0.00 lee en bn
Concerto nnee se Mal
A. COLOMBO - ‘‘Tonzhalen’’
VOD
N
TAGEN
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»
»
ERST cy
Page 3
View in PDF(opens in a new window)Kurt Hubner
LA RAZIONALITÀ DEL MITO
Nato a Praga nel 1921
Direttore del Dipartimento di Filosofia dellUmsversita di Kiel
1951 — Dottorato in Filosofia all Universita da
1979 tradotts im Inglese, Italiano e Spagnolo
“A philosophical discussion ofthe time concept
ze physics” (1980)
Kiel
1955 — Abilitazione presso 1 Uniwersita de Kael
1961 — Professore ordinario all Unswerm=a sean
ca di Berlino
— Professore onorano alle hon OE
1962
vk
tà di Berlino
— Professore dell Aligem:
dal 1971
schaft ur Enm Germams
la pubblicazione
ik0inizio del nostro secolo,i delle
culture mighcane opere sui fondament
| he destö un certo scalpore; fra gli autori di tali
gese
en.
ctiamo: W.R. Smith, F.G. Frazer, J.E. Har-
E Durkheim /1/.
B meo-kantiano E. Cassirer si trovò allora di
Meese
2d un problema piuttosto complesso: da
pe pare, secondo la filosofia kantiana, ogni coænz2 ed esperienza © basata su precise cate-
€ forme d’intuizione che costituiscono i prinapa priori necessari alla conoscenza; dall’altra
Pere, cuttavia, la lettura delle opere sopra citate
Campi particolan di cena
Teoria della Scienza
Storia della Scienza
portava Cassirer a concludere che nel mito ven-
1953.
geno applicate categorie ¢ forme d’intuizione diweese da quelle che nella Critica della Ragion Pufa sono considerate necessarie a priori. Com’era
possibile tutto cid? e, soprattutto, come risolvere
tale contraddizione?
Come spesso succede, la risposta che Cassirer
“Beiträge zur Philosophie der Physik’’ (1963).
“Der systematische Zusammenhang von Natur
und Geschichtswissenschaften’'(1978)
da stessa.
Teoria delle culture non sana
Pubblicazioni (tra le altre):
“Leib und Erfahrung in Kants Opus postumum™
“The Concept of Truth in a historicistic Theory
of Sctence’’(1980
ci ha fornito, a nome del trascendentalismo kantiano, ebbe meno importanza storica delladomanInfatti, & proprio dopo aver formulato la domanda che si & potuto mettere bene in evidenza
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View in PDF(opens in a new window)HULL
Ti ET HTT
NM
if ill
Km
KURT HUBNER
che anche l’insieme delle concezioni mitiche è bale basi della conosenza che il trascendentalismo
sato su un sistema di nozioni ed intuizioni che
esige sono gia presenti nel mito, pur se legate anpossiamo definire gli elementi a priori del mondo mitico.
Cassirer utilizzava le categorie e le forme di
intuizione Kantiane per scegliere, classificare ed
interpretare i fatti rapportandosi alla storia della
cora a forme sensuali e metaforiche.
Se riflettiamo su questo in maniera sistematica, per analisi logica quindi, la visione acquista
sempre maggior chiatezza fino a che, eliminate
le impurità del mito, non raggiunge il massimo
civiltà che le opere citate gli avevano comunicato
di chiarezza con la nascita della scienza e della
filosofia trascendentale.
Lo sforzo di Cassirer, volto ad integrare il trascendentalismo kantiano con una teoria evoluzionistica, & palesemente in contraddizione con la
storia della scienza.
Senza entrare nei dettagli, mi limiterò a sot-
/2/. Si chiedeva perciö: Che significato hanno,
nel mito, lo spazio e il tempo, che senso da il pensiero mitico alle categorie della quantita, della
qualita, della relazione (alla quale, per esempio,
appartiene anche quella della causalita) e, ancora, che senso dà alla modalità, vale a dire, alle
nozioni di realtà, possibilità e necessita? Utilizzando le fonti storiche di cui disponeva, Cassirer
riuscì a dare una descrizione completa di tale sistema di categorie ed intuizioni, sistema che secondo lui appartiene ai fondamenti a priori dell’esperienza mitica.
Egli ha così individuato i presupposti per rispondere alla nostra domanda, cioè sapere come
un tale sistema possa esistere pur essendo diverso
da quello che Kant ha considerato la base necessaria d'ogni coscienza ed esperienza. La risposta
di Cassirer, in breve, è questa: L'uomo mitico si
serviva gia delle categorie kantiane, ma non ne
aveva coscienza. Sarebbe stato necessario un lungo processo storico perchè le si potesse concepire
a pieno; la loro forma mitica non riflette altro che
il timido inizio di questo sforzo. Cassirer definisce tale processo ‘‘genesi logica’’ /3/. Cosi, per
esempio, la nozione di causalità intesa come forza, secondo Cassirer, ‘‘ha dovuto attraversare la
sfera della concezione mitica dell’ efficacia.. prima di scomparire nelle equazioni matematiche e
logiche’’./4/.
a
C’é comunque in Cassirer una certa riabilitazione del pensiero mitico. Ciò che il mito offre
tolineare come nessuno di coloro che nel XVII e
XVIII sec. ha prodotto il sistema di nozioni che
oggi generalmente utilizziamo vi à giunto attraveso una "genesi logica’’ mettendo in chiaro percezioni confuse d'origine mitica.
Ciononostante, dal punto di vista moderno,
constatiamo che nello sforzo di Cassier c’& qualcosa di durevole e rivoluzionario: Il pensiero mitico, come il nostro, si serve di un insieme di forme a priori per ordinare le proprie esperienze, non
€ affatto irrazionale ma possiede un quadro di riferimento nel quale classifica ed interpreta la diversità delle percezioni .
Questa constatazione ci riporta ai nostri giorni. Infatti, lo srutturalismo contemporaneo condivide l’opinione di Cassirer, pur dandole una diversa interpretazione. Per spiegare di che interPretazione si tratti, fard riferimento all’ opera di
Lévi-Strauss.
2.
Secondo l’interpretazione strutturalista di
Lévi-Strauss un mito é un codice da decifrare. Per
far cid è necessario, tra l’altro, ridurre questi rapa suo parere non é semplicamente l’errore, la suporti in frasi il più concise possibile come, ad
o le chimere, come di solito si crede:
esempio, ‘‘Edipo ha sposato sua madre Giocasta’’,
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View in PDF(opens in a new window)RELAZIONE
oppure ‘* Antigone seppellisce suo fratello Polinice’’, etc. Frasi di questo tipo, che esprimono
Proviamo ora a confrontare |’ interpretazione
cioë qualcosa di simile, vengono classificate neltrascendentale del mito con quella strutturalistica.
to da Lévi-Strauss /5/. Egli ritiene che il loro condella parentela’’, qualunque sia il loro soil
in comune un orientamento di base: Entrambe
le interpretazioni si pongono in netto conflitto con
Fopinione generalmente accettata fino ad oggi che
wede nel mito qualcosa d’irrazionale, qualcosa che
zppartiene al mondo dell’immaginazione o delmDecifrando il mito di Edipo, Lévi-Seramss
be fawola. Esse rivelano nel mito l’efficacia di una
zazionalitä, quindi di una qualche forma di coé il termine usalo stesso gruppo o ‘‘mitema’’ che
tenuto comune consista in una‘
alto, e di conseguenza devono essere artribuite
lo stesso mitema.
dividua quattro tipi di mitemi di cui mi less
a citare solo il secondo. Tale mitema cesse. per
esempio, le frasi ‘‘Epido ucc
suoide
paie ©
*Eteocle uccide suo fratello Poknxe Le Some
tiiene che l’elemen
comuneto
sun que, al
mo del precedente mitema, uaa
aria
ne della parentela’’. Quest due mm
In effetti, come ho gia affermato, esse hanno
moscenza, di classificazione e di apprendimento
della realtä. Entrambe le intepretazioni attribuiSue al mito un ampio sistema di intuizioni e
meeer, una specie di sistema di coordinate al
mede tutto si ricollega e che é il quadro di riferiGenre nel cui ambito il mito viene interpretato
Banse acculın dE 2
Secondo Levi-Scrauss
_
dello logico” /6/ per mn
Turtavia, le due interpretazioni si discostano
u
uni
4
punti impoIlrtan
trascendentati.
lista cerwondizioni general: della costituzione e delzione degli oggetti mitici, condizioni del
mil; 2 quelle che, secondo Kant, sono ne-
1 IM
ae alla conoscenza d'un oggetto in quanto
Lo serutturalista, dal canto suo. considera gli
"ti mitici come dati di fatto e ne interpreta
à le forme o le loro relazioni logiche €, so>, dialettiche. Se, per esempio, la sfinge
| mo
0 d'Edipo àè per Lévi-Strauss un operatore
2 i= un dato contesto dialettico ed un totem
vrmi
en: =e
me peincipio di un ordine logico, la sfinge e il
NAT
em sono gia dati per scontati; in altri termini,
= chiede come tali esseri possano esistere.
iz con i trascendentalisti: Lo strutturalismo
= occupa delle regole della synthesis con la
al ie diversira della percezione © frasformata
geni, ma parte dagli oggetti gia costituiti
atie:
Bil to serre qu
j
so tali regole; lo strutturalista, per così di-
PB realta cd i mitemi sono, per così d
.
pri logici artuavwasv À yea la reele
per
sere letta a fondo.
ge
=
ima
tappa_ quella chei kantiani chiaeek” „ passando subito
a welk superiori, cioë alle definizioni particola-
Page 6
View in PDF(opens in a new window)KURT HUBNER
ri ed alle relazioni fra gli oggetti.
meno importante dello strutturalismo. Il termine ‘‘divinistico’’non è stato ancora applicato a
questa interpretazione, tuttavia mi sembra appro-
Non é necessario essere kantiani per capire che
Cassirer ha cercato, a ragione, qualcosa di più profondo rispetto al campo d’indagine dello strutturalismo. Più avanti dimostrerò che si può effettuare una tale ricerca indipendentemente dal
priato per designare ciö che hanno in comune ritrascendentalismo.
A. Jolles ed altri /8/. Possiamo riassumere i punti
Trascendentalismo e strutturalismo si differenziano in un altro punto importante. Il trascendentalismo asserisce che le condizioni a priori,
quelle che per Kant rendono possibile |’ esperienza, sono uguali per ogni individuo. Ecco perché
cercatori quali U.v. Grönbech, J.P. Vernant, K.
Kenényi, M. Eliade, R.Pettorazzi, W.E. Jensen,
che essi hanno in comune con le tesi che seguono:
TESI N.1: Un mondo mitico ha le sue radici
nell'esperienza di una presenza divina, cioé del
nume.
TESI N.2: Su questa base il mito offre un siil trascendentalismo presuppone che esse esistastema chiuso di pensiero ed esperienza; questo sino, benché dissimulate, anche nel mito, e che la
stema che abbraccia tutta la realta dell’esistenza
benché sia completamente diverso dal nostro.
TESI N.3: E necessario concepire tale sistema
sicenza non ha fatto altro che metterle in luce.
Lo strutturalismo, al contrario, constata semplicemente |’ esistenza del mito come fatto storico attribuendogli, in termini logici, una razionalita che @ evidentemente sempre la stessa, vale a
in senso storico, non dobbiamo cioé pensarlo nel
quadro delle idee o dei pregiudizi contemporanei.
dire: La definizione, la deduzione, l’ordine e la
TESI N.4: In tal modo le esperienze mitiche
chiarificazione logica, in sostanza, delle operazioni
possono essere nuovamente comprese, se non addirittura vissute realmente.
logiche osservabili in qualunque contenuto sia mitico che scientifico. Per questo motivo Lévi-Strauss
afferma ‘‘che la stessa logica è all’opera nel pen-
3:
siero mitico e nel pensiero scientifico e che l’uo-
Prendiamo ora in esame una per una le quatmo ha sempre pensato nella stessa maniera’’ /7/.
tro tesi dell’interpretazione divinistica del mito.
Dobbiamo perciò constatare che la riabilita-
La tesi secondo la quale le radici del mito conzione del mito operata da Lévi-Strauss è molto più
profonda di quella operata dal trascendentalismo
sistono principalmente in un’esperienza divina
poiché ne mette maggiormente in evidenza la razionalità e ne attesta l’equivalenza con la nostra.
Tutavia, a parte il problema della verita, lo strutturalismo non riesce a persuaderci completamente.
in Lévi-Strauss. Senza enttare nei dettagli, si può
dire in sintesi che l’interpretazione divinistica del
mito & certamente confermata dal mito greco che
fra tutti gli altri & quello a noi più familiare.
La seconda tesi dell’ interpretazione divinisti-
4,
ca, cioë che un mondo mitico contiene un sistema chiuso di pensiero ed esperienza anche se completamente diverso dal nostro, trova concordi sia
Vorrei ora soffermarmi su una terza interpretazione del mito che io definisco ‘‘l’interpretazione divinistica’’. Questa interpretazione é stata formulata circa cinquant’anni fa , ma nella ricerca contemporanea sul mito gioca un ruolo non
non é esplicitamente presente né in Cassirer, nè
l’interpretazione trascendentalista che strutturalista .
Passiamo ora alla terza tesi. Che cosa significa esattamente che l’approccio al mito deve esse-
Page 7
View in PDF(opens in a new window)RELAZIONE
fe storico? Per rispondere
a questa domanda devo introdurre
un altro termine. I sistemi
del mi-
91
qualunque ragione, effettivamente vere .
6.
In questa sede non mi é possibile fare cenno
ad are interpretazioni del mito. Esse comunque
se ci offrirebbero nulla di nuovo nel contesto
Em cei
ci troviamo. Tuttavia vorrei precisare che:
La zieesca
sul mito, il cui sviluppo
ha allargato ed
approfondito
sempre più la materia, ci ha condoer al punto in cui dobbiamo decisamente porGi le quaestio juris di Kant, vale a dire, il problema della veritä della concezione mitica del mondo. Vernant parla di ‘‘sfida all’intelligenza
scientifica’’/9/. Accettiamo la sfida dunque .
La nostra concezione del mondo, finché considera favola il mito, è determinata dalla cosidGeta informazione scientifica. Vediamo perciö se
4 © come si può giustificare l’ontologia mitica in rapporo
a quella scientifica che è la sola ad essere
considerata certa e solida .
Prendiamo ad esempio l’ontologia che é alla
base della fisica classica. Per brevità tratterò soltanto tre punti che in seguito raffronterò con gli
elementi corrispondenti dell’ interpretazione della
natura del mito.
PUNTO
N.1: Le leggi fisiche si riferiscono
esclusivamente ad oggetti materiali come ad esempio l’estensione, la massa, l’inerzia, l’impulso, la
forza, il campo di forza, etc.. Essi sono materiali
poichè rigorosamente separati da qualsiasi feno-
=i
quanto essi procedono solo storicamente. Ma
il
problema della verita del mito, come problema
di giustificazione dell’ontologia sulla quale esso
"
si D non Pus essere risol
to che nel Quadıo di
indagine filosofica, o, più precisamente
, on-
ER test € in stretto rapporto con quan|
—z
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Annan
maxi sc non
considerandole. ner un
aS JN
an
mm
Eis
meno spirituale come il sentimento, la volontä,
a Pensiero. etc. Tali oggetti materiali vengono
c
Per nozioni. Inoltre si trovano sempre
in un dato luogo e in un dato istante.
wh PUNTO N.2: In fisica lo spazio e il tempo somezzi continui all’interno dei
quali sí trovano gli oggetri materiali .
_ PUNTO N.3: Leggi gencrali regolano i cambramenticheek oggetti materiali subiscono e le
-
queue icgy) son
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PUNTO N.4: I tre punti precedenti determinano anche ciö che la fisica classica intende per
realtà, necessità, possibilità e caso. Ecco qualche
esempio: La condizione necessaria perchè un oggetto esista realmente è che esso si trovi in un dato luogo e in un dato istante. Un evento ha necessariamente luogo se cid à determinato da una
con nomi propri. Ecco perch Omero non parla
di arcobaleno ma di Iris, non di aurora ma di Eos,
non di vento del nord ma di Borea, etc. Qui i nomi propri assumono la funzione di nozioni generali, vale a dire, la funzione di classificare e di
mettete in ordine i vari fenomeni. Analogamente avviene se le stesse Naiadi abitano più fonti,
legge. Tutto cid che risulta inspiegabile con una
legge della natura esiste per caso .
ta più d’un boschetto e se Demetra è presente
2:
ovunque cresca il grano. L’elemento in comune
fra questi oggetti non & pensato come nozione
Prendiamo ora in esame, un punto per volta,
ciö che miticamente corrisponde ai tre punti dell'ontologia della fisica utilizzando la materia messa
in luce dall’attuale ricerca sul mito. Ci faremo così
un’idea di come si possa giungere, facendo uso
di un’ontologia scientifica, ad una rappresentazione sistematica, non soltanto rapsodica, d’una
ontologia mitica corrispondente alla filosofia trascendentale senza che la prima dipenda dalla seconda, come lo era quella di Cassirrer.
Veniamo al Punto 1: La fisica si riferisce ad
oggetti puramente materiali. Nel mito & esattamente l’inverso, nessun oggetto del mondo delse le stesse Driadi vivono più querce, se Pan abiastratta, ma come nome individuale. Ho ricordato
nel Punto 1 che per la fisica classica qualunque
oggetto materiale si trova in un dato punto e in
un dato istante. Nel mito non esistono lo spazio
o il tempo cosi come vengono intesi dalla fisica
classica.
Veniamo al Punto 2: Per la fisica classica lo
spazio ¢ il tempo sono mezzi continui #e/ cui ambito si trovano gli oggetti materiali. Nel mito è
proprio il contrario, il luogo & in relazione al dio,
non viceversa. Per i greci questo luogo era temenos ‘‘sacro recinto’’. Un temenos è legato ad un
altro in modo che ciascuno si trova dietro l’altro,
la natura & completamente materiale; l’oggetto
in fila, e non sono considerati parti continue d’uno
mitico È sempre determinato anche da qualcosa
di spirituale, cioè da un essere divino o da un dio.
Ciö significa che un dio agisce »e/ 0 tramite |’ ogspazio totale, come invece avviene nella fisica
classica.
Un oggetto mitico non é perciò separabile dal
suo luogo mitico e, di conseguenza, l’oggetto non
getto materiale. Tramite il fulmine, per esempio,
o nel boschetto sacro, nella fecondita del terreno, nella fonte, etc.
può essere sostituito. Muoversi da un ¢emenos all’altro significa passare alla sfera d’un altro esse-
E per il fatto che l’esser divino, in quanto elemento spirituale, & nell’oggetto ed agisce tramire & spesso legato all’ osservazione di regole rituate questo, egli si esprime attraverso gli oggetti per
li. Lo spazio mitico, dunque, non soltanto manmezzo di un linguaggio. Non si tratta evidentemente di un linguaggio umano, ma di un linguaggio di segni, cioè per mezzo di wumina cui
tutti i fenomeni naturali possono essere utili.
La fisica classifica tali oggetti con nozioni. Nel
ca di continuità ma anche di isotropia, non possiede cioé le stesse qualita in tutte le direzioni
possibili.
Veniamo infine al Punto 3: Si afferma qui che
gli scambi regolari e le relazioni fra gli oggetti materiali sono descritti da leggi. Inversamente, tali
mito avviene il contrario; gli oggetti materiali, in
quanto determinati da esseri divini, sono designati
re ‘‘divino’’. Pertanto, un movimento del genescambi sono attribuiti nel mito ad esseri divini.
Page 9
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Facciamo
un esempio: I greci eredevano
che la primavcra c l’cstate arrivassero quando Proserpina
usciva dall’ Ade. Cid & successo una prima volta
rue sta per ““un inizio
senza data’’) e si è npetuto sempre allo stesso modo ed
allo stesso ritmo. Questa & la mpetizione di avvemia csposizione. E pur vero che ogni primavera
fioriscono nuovi fiori, miticamente perd © sempre la stessa primavera ad essere acclamata e celebeata, anno dopo anno.
dpi
93
I fatti forniscono
prove empiriche, ma non c’é
erento che non sia stato gia interpretato.
Mi serwirö d’un esempio per spiegare questa
affermazione. Se vogliamo verificare
la bontà di
una proposizione scientifica con un microscopio,
tale proposizione dipende evidentemente
dalla validina di certe leggi ottiche. Potremmo certamente
esaminare tali leggi basandoci anche su altri eventi
€ sulle leggi che li regolano
etc. E chiaro che, non
porendo continuare all’infinito, consideriamo
solo
ua gruppo di leggi come assiomi validi provvisomamente oppure come assiomi non suscettibili
d’alıra verifica. Questi assiomi formano dunque
i presupposti a priori della nostra esperienza. Ve
me sono alcuni molto generali che fanno parte del-
Pomtologia della fisica e quindi della base sulla
quale à costruita qualsiasi nostra interpretazione
dela realtä fisica. Infatti, come ho gia affermaso, non cé bisogno d’essere kantiani per riconoscere che qualsiasi proposizione riguardante un
e qualunque coevento, che qualsiasi esperienza
stiruzione d’un oggetto in fisica si riferisca inevitabilmente ad una particolare ontologia.
Ciö non esclude che tale ontologia possa esma in nessun caso
sere stimolata dall’esperienza,
sara soltanto l’esperienza
a giustificarla. Pud semper
porc formulate Le quae furs cats gl par
lato: Con che diritto si può affermare che l’ontologia della fisica è vera mentre quella del mito
© falsa.
Abbiamo due possibilità: Provare che l’ontologia della fisica si basa sull’esperienza oppure sal
la ragione, al contrario di quella del mito. (Va
da sè che l’una possibilitä non esclude l’altra). Esaminiamo la prima possibilità.
Cosa significa che una proposizione fisica si
basa sull’esperienza? La risposta tichiede indagigiunti dalla scienza ¢ dalla tecnica possono cambiare questi dati di fatto. Non possiamo che affermare: Quando formuliamo proposizioni a priofi possiamo riuscire nel nostro intento: Se ‘‘A’’
© dato *“B’’ viene di conseguenza. Secondo le regole della logica però, la verita della premessa
“A” non risulta dalla verità della conclusione ‘‘B’’
che & la sola a poter essere verificata empiricamente
nel caso in questione.
In nessuna ontologia esiste dunque veritä squisitamente empirica.
ni molto sofisticate, com’ stato dimostrato dall'odierna epistemologia. Non mi resta che rias-
Prendiamo ora in considerazione la seconda
possibilita
cioë che si possa giustificare |’ ontolosumerne i risultati /10/.
gia della fisica con la ragione. Ma cos’? la ragio-
Page 10
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ne? Possiamo definirla soltanto indicando alcuni
assiomi che l’esprimono. Ma da cosa possiamo dedurre che questi sono assiomi della ragione senza
aver gia supposto che tali assiomi sono quelli della
ragione?
Non possiamo sfuggire da questo circolo vizioso. E per questo che sovente il cerchio viene
spezzato da una decisione dogmatica che determina praticamente cos’é la ragione. Tutti gli innumerevoli sforzi che sono stati fatti nella storia
della scienza, e della filosofia in particolare, per
giungere a verità assolutamente evidenti e, di conseguenza, definitive, tutti questi sforzi - dicevamo - sono condannati al fallimento.
ferisco, per esempio, all’addomesticazione degli
animali, alla scoperta dell’agricoltura, allo sviluppo dell’uso del bronzo e del ferro. Non v’é dubbio che tutto questo presupponeva un certo bagaglio d’esperienze così come l’insieme di ciascuna
scoperta presupponeva la spetimentazione, il controllo, l’errore e la verifica, cose ben conosciute
anche in fisica. Tuttavia, la ricerca contemporanea sul mito ci dimostra che tutto questo ha potuto aver luogo solo sulla base dell’ ontologia mtica
che abbiamo esaminato in precedenza.
Nessuno perd potrebbe contestare che il progresso scientifico e tecnologico sara sempre più sistematico, più ricco di qualunque progresso si possa verificare nel campo di un mito. Le cose stanAnche se forse i nostri sentimenti e le nostre
abitudini si rifiutano di crederlo: L’affermazione
no cosi non perché il mito sia inferiore alla scienche l’ontologia della fisica è vera, mentre quella
intressa di oggetti completamente diversi da quelli
del mito é falsa © priva di qualsiasi fondamento
teorico. Non c’® modo di provare la verita o la
falsita di una qualunque ontologia.
della scienza.
Quando negli oggetti scorgiamo la presenza
C’é forse una ragione pratica per preferire la
fisica al mito?
o l’efficacia d'un essere divino non possiamo trattare tali oggetti in un modo qualsiasi o come farebbe la fisica. In alcune culture mitiche i rapporti uomo-natura sono caretterizzati dalla timidezza e dalla venerazione. Anche in questo caso,
Ho fatto cenno ai grandi successi della scienza, nel campo della tecnica in special modo. Da
secoli il progresso avanza a passi sempre più granpresente ovunque. In certa misura cid impediva .
di, la scienza scopre di continuo campi di ricerca
e sempre più sfruttiamo la natura a nostro vanra. L'uomo mitico aveva quindi una conoscenza
taggio. Cosa può opporre l’interpretazione mitica a tutto questo?
Uno dei tanti luoghi comuni d’oggi vuole che,
sebbene i miti sulla natura siano una forma particolare dell’ interpretazione del mondo, essi non
abbiano alcuna importanza pratica al contrario
della scienza. Evidentemente non si é riflettuto
abbastanza su come, nei tempi remoti, possano
essersi prodotte quelle rivoluzioni la cui importanza eta perfettamente comparabile a quella della
rivoluzione tecnologica degli ultimi anni. Mi riper la verità, si utilizzano le forze della natura ma
mai viene perso di vista il contesto divino che &
all’uomo mitico di penetrare i segreti della natupiuttosto povera della natura, ma certamente essa aveva per lui una grande importanza: La natura non riguardava solo la parte intellettuale e gli
interessi materiali dell’uomo mitico, riguardava
solo la parte intellettuale e gli interessi materiali
dell’uomo mitico, riguardava l’uomo in tutta la
sua profondita.
Si pud dunque dimostrare che una scelta pratica fra mito e scienza € impossibile al pari d’una
scelta teorica. Per quale motivo dovremmo preferire i rapporti di tipo scientifico e tecnologico
za ma perché esso, come abbiamo dimostrato, si
Page 11
View in PDF(opens in a new window)<= sostiene che le proposizioni scientifiche sono
peecise € percid possono essere comunicate 2 tutchiara, mentre quelle del mito soum si
20 vaghe ¢ quindi non possono essere comunicate chiaramente. Sebbenei risultati delle ricerche
di Löwi-Serauss sulla razionalita del mito contradto, vorrei soffermarmi su un altro aspetto che non
ho ancora affrontato.
more, cio divino o religioso. Non dimentich:2-
L'affermazione che le proposizioni scientifimo che la nascita della tecnica, avvenuta nei seche sono precise e che quelle del mito sono vaghe à priva di significato così come |’ affermazioprogramma o. per così dire, ad una dichiaraziome di volontä (come per esempio
in Cartesio ¢ Baconc) che era considerata una sfida allattitudine
cosciente tradizionale la quale osava dominare la
natura divina soltanto entro i limiti prescritti
dalla
venerazione ¢ dalla pieta. Tutto questo dimostra
che i concetti di beatitudine sono idee normative. Ma la validita delle idee normative è dimostrabile quanto la validita delle ontologie.
In effetti anche una tale dimostrazione consisterebbe nello sforzo di ridurre queste idee agli
ultimi assiomi normativi. Ed anche in questo caso ci dovremmo domandare com’é possibile sapere che tali assiomi sono quelli della ragione. Di
nuovo scorgiamo il circolo viziono di cui abbiamo discusso precedentemente: Per considerare tagionevoli tali assiomi dobbiamo gia conoscerne
il motivo e per conoscerlo & necessario specificare
gli assiomi stessi. Ma se non è possibile dire in
cosa consistono le idee della beatitudine che si accordano con la ragione, nemmeno esistono idee
eomersinecore valide che definiscono cioë una rclansome com ia mamara necessaria alla beatitudine,
Sa ema mens 2 sr
20.
ne “Parigi
a destra’’, perchè in entrambe manca il necessario sistema di riferimento. Quando,
ad esempio, qualcuno concorda con un amico un
appuntamento per l'indomani a mezzogiorno davant al Municipio, questo appuntamento è vago
zioni
e di
di spazio
se raffrontato alle determina
tempo al millesimo di centimetro o di secondo
circa che sono necessarie in un laboratorio. Tuttavia, l'amico nutrirebbe seri dubbi sullo stato
mentale del suo compagno se questi volesse determinare l’appuntamento in modo così preciso,
visto che la dichiarazione ‘‘ci vediamo domani a
mezzogiotno davanti al Municipio é sufficientemente precisa rispetto allo scopo cui € preposta
che @, in questo caso, il sitema di riferimento.
Per lo stesso motivo, non é possibile giudicare la precisione delle proposizioni mitiche raffrontandole alla precisione scientifica. E possibile soltanto se consideriamo l’insieme degli scopi ¢ del
contesto esistenziale che caratterizza un mondo
mitico. Ne consegue che la precisione non è una
nozione assoleta. ma relativa. Se pensiamo al ruoe ovunque ed
rivestivano
gli dei nt
che na
lo domi
mo tutte le
che quasi
in Ogni occasione, se pensia
attività ed i fenomeni erano determinati ed innem amo un MM argomentazione
B
che
us slInterpretazione scientifica del
mitica /11/. Tale te.
a quellaore
mondo € superi
umana ed i cicli della natura erano regolati dall’aiuto degli dei, allora non & possibile
avere dubbi sulla chiarezza e sulla precisione ge-
Page 12
View in PDF(opens in a new window)KURT HUBNER
nerale delle proposizioni riguardanti gli dei. Oggi è difficile comprendere tutto questo soprattutto
perchè gli dei sono scomparsi dalla nostra vita e
di loro non sono rimaste che idee isolate ed oscure.
e mito in un insieme di vita reale, ebbene, su questo punto, non ci festa che dichiarare la nostra più
completa ignoranza.
11.
Per evitare qualsiasi malinteso, vorrei precisare a chiare lettere che un ritorno ai miti passati
imà assolutamente escluso, anche perchè sarebbe
posdelle
privo
possibile ritornare in un mondo
del tutto
sibilitä d’interpretare la realtä in maniera
|
diversa.
Ciononostante, |’ esperienza mitica
è ancora
tutti gli eventi
presente nell’animo umano € quasi
più o meno
decisivi della vita sono in rapporto
nascita e la
La
profondo con questa esperienza:
morte, l’amore e il destino, la
colpa e l’espiazione, i riti solenni, gli incontri con
la natura virginel culto.
nale, le trasfigurazioni nell’arte €
ta a cambiaLa luce della scienza non € riusci
re nulla in questo campo.
>
duce un’e-
L’esperienza mitica, che oggi con
raglio in qualsistenza ritirata, ha visto uno spi
¢ del presente.
che eccesso politico del passato in via teorica
e
G. Sorel @ stato il primo ad evitar
gica derivanago
le possibilita d’una politica dem
ndere perciö
te da tale ritiro /12/. Si può compre
mito preocin che misura una riabilitazione del
cupi molta gente.
e possibile
Ritengo tuttavia che non sarebb
o in tal senso
scongiurare i peticoli che ci minaccian agogo o
e dem
abbandonando il mito a qualch
o scientificadol
ideologo, ma soltanto affrontan
dizi. Inoltre,
mente, serenamente € senza pregiu
iati anche dai
è ormai evidente che siamo minacc
ogico, pepericoli del progresso scientifico e tecnol
del mito.
ricoli non meno considerevoli di quelli
sso
Tuttavia non & possibile arrestare il progre pen
se
Ma
o.
mit
del
ne
zio
scientifico nè la riabilita
scienza
siamo alla forma che potrebbe unificare
NOTE DELL’ AUTORE
of the Se1 W.R. SMITH, Lectures on the Religion
en
Gold Bough,
mites, Edinburgh 1889. - J.G. Frazer, The
to the Study of
ena
London 1890. - J.E. Harrison, Prolegom
, From
. - F.M. Cornford
Greek Religion, Cambridge, 1903
1912. - E. Durkheim,
Religion to Philosophy, Cambridge,
ieuse, Paris, 1912. Les formes élémentaires de la vie relig
M. Mauss, Les fonctions sociales
du sacré, Paris, 1968.
symbolischen For> E. CASSIRER, Philosophie der
men II, Darmstadt, 1953, pag. 20.
3
Ibidem, pag. 20.
5
C. LEVI-STRAUSS, Anthropologie struc
4 Ibidem, pag. 20..
turale, Paris, 1958,pag. 223.
6 Ibidem, pag. 239.
255.
7 LÉVI-STRAUSS, Ibid., pag.
Moellendorf, Der Glaug
U.V. WILKAMOWITZ -
. - W.F. Otto, Die Götbe der Hellenen, Darmstadt, 1955
ter Griechische Geistesgeschichte,
vol. 2, Reinbek, 1965. -
,
té en Grèce ancienne, Paris
J.P. Vernant, Mythe et socié
ie? in: K. Kerényi (a
1974. - K. Kerényi, Was ist Mytholog
zum Muthos, Darmacura di) Die Eröffnung des Zugangs
Reality, New York, 1963.
stadt, 1967. - M. Eliade, Myth and
Mythos, dan: Paideum,
_ R. Pettazoni, Die Wahrheit des
und Kulte im Stadium
en
vol. 4, 1950. - A.E. Jensen, Myth
bei den NaturvölKult
und
der Anwendung, in: Mythos
ungen, Studien zue
kern, Religionswissenschaftliche Betracht - A. Jolles, My1951.
Kulturkunde, vol. 10, Wiesbaden,
1962.
the, in Einfache Formen, Tubingen,
té en grèce anciensocié
9 J.P. VERNANT, Mythe et
ne, p. 227.
haftlichen
10 Cfr, K. HUBNER, Kritik der Wissensc
Vernunft, Freiburg 1979.
Mythen und
11. Cfr. K. HÜBNER, Wie irrational sind haftler und
Götter?, in: H.P. Duerr (a cura di), Der
Wissensc
am Main, 1981.
das Irrationale, vol. 2, Frankfurt
ence, 1908.
12 G. SOREL, Réflexions sur la viol
Page 13
View in PDF(opens in a new window)Helmut Reinalter
UTOPIA
;
Nato nel 1943
Docente di Storia contemporanea allUniver4
sita di Innsbruck.
Dubbio, ma anche speranza, caratterizzano la
nostra situazione presente. All’euforico scadere
degli anni 60 & ora seguito un tempo di malinco-
Massone all'obbedienza della GL. eiser
nica perplessita che nell’orizzonte di minacciosi
Co
bro delle Logge di ricerca “Quatmor
&
mes" f pe Boyrdetb e di Vienna (da quest ult:
proiezioni nel futuro e pensieri alternativi. La pauconcorsi di circostanze globali suscitano nuove
ma & bibliotecario-archivista).
Ha scritto le seguenti opere:
ra del futuro provoca un contemporaneo ‘‘preoccuparsi per il futuro’’. E qui l’utopia svolge un
“Jakobiner in Mitteleuropa” (Innsbruck. 1977)
‘“Aufgeklärter Absolutismus and Resolution”
ruolo importante. La molteplicita di definizioni
differenti dell’ utopia, in competizione l’una con
(Vienna, 1980)
“Revolution und Geselleschaft
zur Entwicklung
des Neuzeitlichen Revolutions - begriff" (Inn-
Valtra, ci rinvia non soltanto alla complessità dell'oggetto ma ci ricorda contemporaneamente che
i rivaleggianti concetti di utopia rappresentano lo
sbruck, 1981)
specchio delle concorrenze teoriche e metodiche
“Geheimbiinde im Tirol von der Aufklärung bis
zur Französischen Revolution'' (Bolzano, 1982)
nell’intera scienza umana. Il carattere paradisiaco dell’utopia ancora oggi può essere ritenuto il
comun denominatore dell’utopia nella letteratura.
Le opinioni divergono però sulla questione del
possibile o impossibile.
Di fronte a questa divergenza si ricorre volentieri alla storia, dove non raramente si vede che
il concetto utopia viene orientato verso i classici
romanzi politici. Questo è l’equivalente di una
generalizzazione astorica, tanto più che dal 18°
secolo, al più tardi dal tempo dell’illuminismo,
’
*
*
+
Gentili Signore ed egregi Signori,
permettetemi innanzi tutto una premessa per
una migliore comprensione della mia relazione:
la problematica dell’utopia & così ampia e complessa che nel quadro di queste mie riflessioni
dovrò limitarmi ad alcune poche modeste
con l’individualizzazione e la ricerca della feliciconsiderazioni.
ta, si È inserita una nuova comprensione dell’utopistico. Da ora |’ individuo corrisponde a quella perfettibilita che prima si assegnava comunesto convegno. In realtä,
invece molti punti di €
2.000”’ ed io tenterò
in quesea
mente solo al genere umano. Certo @ anche che
selazinne
di i
carli e precisamente nella peospertivs dell: &
sofia della storia.
nella letteratura utopistica oggi convivono fianco
a fianco diversi strati e che !’ utopia si nutre in continuazione delle sue stesse tradizioni. Questo sembra anche il motivo di molte incertezze. Nella let-