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AA IIA “aga IMG A
L
).
Fig. 8. — Iscrizione nel II melone del Sodo (Sopr. Arch. Toscana
* x %*
La « TANELLA » 0 « GROTTA DI
| Quando, nel 1909, la tomba fu per la prima volta esplorata, vi
€
si trovarono ben scarse reliquie, essendo già stata manomessa,
dai
ace è improbabile che i visitatori fossero stati attratti anche
enti
framm
altri
Pochi
blocchi tufacei di qualità molto resistente.
provengono dai nuovi scavi.*
Le reliquie che prima dell’alluvione del 1966 erano raccolte in
am: piccola vetrina (n. 69959) nella sala dei Cortonenses nel Museo
Archeologico di Firenzess consistono purtroppo soltanto in
frautumi minuti, senza che neanche un sol oggetto sia discreta
meute conservato. Ma tuttavia qualche elemento sicuro consentì
di stabilire a qual genere e quindi a qual periodo appartenevano
i corredi funebri della tomba: una piccola palmetta d’osso inca-
È situata sotto il Borgo S. Vincenzo,
del VI è datata dal Bian
libro. Tra la fine del sec. VII e gli inizi coeva del melone di Camucia.
ne
ritie
la
egli
ed
44,
N.
ria-Roma, cit.,
Cap.
e Il e app., p. 1 sgg.; TARTAGLINI,
89 Bibl: Lauro, Cort., cap. II, part
. »,
Cort
Diss.
«
TI,
VENU
e tavv. I-II (Cl. I);
73 sggVIII; Gort, Mus. Etr., UI, p. 73 sgg
p.
IV,
I,
IRAM
INGH
2-3;
.
tavv
e
4 sgg.
IV, 1743, p. 27 e in Mus. Cort, p.
, p. 197 sg.; ABEKEN, Mitteli-
Bull. Inst.», 1834
e tavv. XI-XII; CASTELLANI, €
KE, Etruskische
Inst. », 1841, p. 36 sgg.; W. DEEC
Ann.
«
in
V;
tav.
e
249
talien, p.
oni, p. 100;
Cart
390;
p.
II,
p. 32; Dennis,
Forschungen, Stuttgart 1875 sgg., II,
O, MonTELIUS, La
;
sgg.
234
p.
,
Cort.
a,
Cer
ra
MARTHA, op. cit., p. 148 sg.; DeL
-1910, II, parte I, p. 906 sg. (con
fratamenti d’osso; parti di oggettini in bronzo: palettina graffita,
un
kholm 1895
civilisation primitive en Italie, ecc., Stoc
RON, Old
sgg., figg. 50 e 144; M. Loverr CAME , p. 14
126
e
51
pp.
dit,
op.
M,
DuR
);
figg.
Cort.
INI,
MANC
303;
e
263
1909, pp.
» cit.,
Etruria and modern Tuscany, London
I « Mon. Tecn.
dischetto, un frammento di vetro turchino, una fusaiola a spicchi
o;
alcuni frammenti di buccheri neri lisci e ornati a rilievo, a stamp
an non si è potuto stabilire se provengano dall’atrio ovvero dalla
iscrizione.
—
— 88
camera con
ES RAR RO
o Ae st rn
p. 228. Per
8 Sono inventariati dal N. 9784 al 9797. Vedi MiLanI, M.A.F.,
Fasrerti
Per la sola iscrizione:
nze 1904
, giunte, postille al CIE. (1.) Fire
zioni
Corre
es,
Latt
E.
441;
N.
e
p. 68
p. 52 sg.
de
#5 Elencati dal PERNIER, op. cit, p. 101 sg.
ONI, Op. cit, p. 96; MIRR
sg.; BRUNACCI, Cort., p. 3; GARR
(Veriano da
o », IV 1921, Nn. 1-2; BALDELLI
Patt
vo
Nuo
Il
«
,
p. 294; BRUNACCI
425, p. 396,
Cort.
gni e brevi notizie nei mss.
Bergamo) nel ms. Cort. 537, p. 4. Dise
tettura roArchi
IRA,
RIVO
T.
sg.;
59
€
pp. 12 sg.
e 474, II; MIRRI, Proced. costrutt.,
Graeber,
en
kisch
etrus
die
A. AKERSTROEM, Studien ueber
mana, Milano 1921, p. 32 sg.;
Pseudocupole
O,
MINT
A.
sg.;
175
p.
,
1934
II, Upsala
« Acta Inst. Rom. R. Suec. »,
, p. 1 sgg.;
delle origini, « Palladio», III, 1939
e pseudovolte nella architettura etrusco
cit.
/,
BER
ATEN
S-QU
DEMU
M.
;
, p. 60 sgg.
A. Minto, ibid., N. S. I, 1951
, N. 1040; PAULI, CIE, L
eh all
vati frammenti di vasi fittili a fondo giallognolo chiaro fra cui
caratteristico uno a foggia di testa d’aquila con occhio e decorazioni a tinta marrone scura. E accanto minuscoli frammenti
fittili a fondo rosso con figurazioni nere.
(fig. 5,N.4) nella pendice
della &.
molto arcaica per la presenza
9” Già il Lattes la considerava
G. Karo,
I, op. cit., p. 230, alla seconda metà
es Agli inizi del VI la data L. BANT
di questo
ione
ediz
a
prim
la
sire
col. 358, nel recen
« Philol. Woch. », N. 13, 1927,
in Eiruli
inel
Band
chi
altri
stonata con ambra; un’ala, forse di sfinge, un chicco ed
bulletta, patera baccellata, altra con punteggiature, borchia;
PITAGORA »,59
tona nel terreno di proprietà
meridionale della collina su cui è Cor
che la donò nel 1929 aldella contessa Maria Laparelli-Pitti,
re Ptage ge
|
RAL
stabilire che la tomba
In base a questi ritrovamenti si può
o anche alla struttura della
risalga al VI secolo a. C.® in accord
ssun reperto si spinge oltre la
volta, alla qualita de] materiale (ne
rale della costruzione. La
fine del sec. VII a.C.) e al tipo gene ritiene difficilmente più
sson
presenza dell’iscrizione, che il Daniel mmenti ceramici elencati,
fra
antica del IV secolo, e degli ultimi
cende fino al IV-III secolo
dis
ba
tom
mostra poi che l’uso della
c. a. C&
one, è probabile che sotto
Poiché occupa solo il lato SO del mel
are altre costruzioni, sebbene
il restante spazio si possano trov
iano rivelato la presenza di
alcuni scandagli eseguitivi non abb
altre costruzioni tombali.
Page 2
View in PDF(opens in a new window)che ne erano state date e piü volte ripetute erravano nel titenere che vi si accedesse anche per un cunicolo sotterraneo
e nel giudicare finestre ° quelli che sono Joculi.
Il Gori descrive esattamente l’ingresso al cunicolo sotter-
Accademia Etrusca, a un chilometro circa in linea retta più
bassa della Porta S. Agostino, uscendo dalla quale vi si arriva
in pochi minuti, percorrendo numerose scorciatoie che intersecano la campagna. Giunti a una casa colonica, si trova un
viale fiancehggiato da cipressi e in fondo, in una piazzetta circolare, pure tra 1 cipressi, ora un po’ radi e che formavan prima ma un folto boschetto, appare la graziosa costruzione
e (tav. XII 2-5).
Questo singolare monumento fu visitato dal Vasari nel 1566,
raneo, per il quale si sarebbe acceduto alla tanella,?” ed effettivamente ancor oggi nel punto da lui indicato (presso la menzionata casa colonica, a S.) esiste su di un muro un’apertura bassa,
ora chiusa con mattoni per sicurezza, che i contadini con curiosa pertinacia continuano a mostrare al visitatore come antico
ingresso al cunicolo sotterraneo, aggiungendo che mezzo secolo
fa si poteva ancora addentrarsi nel cunicolo stesso per molti
metri: invece già nel 1834, come ho detto, si provò trattarsi,
essendo costruito con blocchi della consueta mole di un sepolcro
a sé (tomba del
Calcinaio) in parte distrutto,®* ed è stata in
seguito decisamente esclusa la possibilità di qualsiasi via sotterche lo denominò « Tomba di Archimede ».%
Non completamente intatto già nel sec. XVII, il Lauro scriveva che le cinque pietre della copertura «solo ricoprono una
parte di essa, essendo il restante stato consumato dal tempo ».
Nel 1733, quando la vide il Gori, mancavano due sole pietre nella parete occidentale, ma già molto rovinata apparve
all’Inghirami, il quale scriveva che «ad eccezione delle pietre
che formano il lato destro entrando dalla porta orientale [sic] 88
ove sono le tre nicchie, e la porta stessa sopra la quale evvi una
pietra a forma di mezzo disco, il rimanente è atterrato ... e presentemente a questo latoè per una parte appoggiata una delle
pietre che formavano la volta ».
Infatti si ricava da una notizia aggiunta sotto un disegno
del sec. XVII," riproducente in modo sommario e per più lati
ranea conducente alla tanella, sia per la presenza di un duro macigno in tutto il terreno interposto, sia perché la tanella stessa
è basata su di un masso naturale ripianato.
* OK Ok
La costruzione consiste in una camera posata su di un basamento circolare e attorniata da un muro, interrotto solo dove é
errato la costruzione, che nel 1808 essa fu molto danneggiata
la porta (tav. XIIa).
Il basamento, del perimetro di m. 23,03,& costituito da otto
pietre piatte perfettamente ravvicinate e tirate a completo pulimento in modo da formare un piano circolare della larghezza
costante di m. 0,80 che racchiude uno spazio circolare, riempito di pietre piccole e di terra,
** Cfr. Ducati, Etruria Antica, Torino 1925, U, p. 144; F. WEEGE, Efruskische
Malerei, Halle a.d. See, 1921, p. 76.
#1 Nel suo « viaggio primo etrusco », che compié partendo da Firenze il 10
maggio 1733, (ms. Maruc. A. 198, sl. 2, p. 60).
# Segnate con la lettera ¢ nella figura che egli ne riproduce.
* Vedi p. 91.
È conservato nel ms. Cort. 425, p. 396, con la dicitura: « Sepolcreto antico
chiamato falsamente la Grotta di Pittagora o Tanella di Pittagora fra certi uliveti »,
e una mano assai posteriore vi ha aggiunto: « Presentemente, cioè nel 1829, è di proprietà della famiglia del cav. Pietro Laparelli», e segue la notizia relativa ai danni.
% DELLA CELLA, 4. cit.
— 90
—
a:
dai soldati francesi diretti a Roma; e alcuni anni più tardi fu
guastata ancora da scalpellini che lavoravano lì presso.95
Completamente trascurata fino al 1834, furono compiuti in
quell’anno importanti lavori di scavo e, rimosse tutte le macerie
accumulatesi sopra che la ricopriv ano ormai quasi per intero,
fu resa alla luce; si poté così accertare che molte descrizioni
* Vedi nota 94,
7 Op. cit, p. 75 e tav. II. Nello stesso errore sono il Baldelli, l’Inghirami ed
altri. II BaLDELLI (ms. Cort. 537, p. 4) confutava l’asserzione dell’esistenza di questo
secondo ingresso, ripetuta dal Tartaglini, osservando che il Lauro stesso, il quale
parlava prima di due porte verso levante (cap. II, parte II) si corregge poi (app.),
scrivendo che ha « una porta in uno dei lati volta verso mezzogiorno ». Si tenga
per altro presente che l’appendice non è forse dello stesso autore della restante opera.
(Vedi Bibliogr.). Cfr. CAsteLLanı, « Bull. Inst, », /. cit; ABEKEN, « Ann. Inst. »,
I. cit, e DENNIS, IL, p. 390, nota 1.
58 Anche al tempo del Gori era chiusa, ma egli dice che era stata aperta li presso
una fossa per calarsi nel cunicolo dal di sopra, fossa che già l’Inghirami non trovò.
* Vedine il saggio recente infra a p. 99.
Page 3
View in PDF(opens in a new window)termina anche al di sopra con una cimasa alta m. 0,29, un po’
più sporgente (m. 0,06) di quella inferiore (m. 0,04), formata
pure da pietre, che peraltro non sono appianate e tirate a pulimento altro che sul bordo esterno e per alcuni centimetri nella
parte esterna della faccia superiore (tav. XII è), mentre nella
rimanente parte di essa sono lasciate naturali e formano una
superficie non livellata (alta fino a m. 0,50). L’imbasamento è
interamente conservato, invece il muro, alquanto rovinato anche
sugli altri lati, manca a SO.
Internamente si trova la cella, e lo spazio fra il paramento
a blocchi di questa e il muro descritto è ripieno di piccoli sassi
disposti a caso. Si entra nella cella per un vano rettangolare
ue
~
)
n cime ee due à du ut4
Al di sopra di tale basamento si eleva il muro circolare, liscio,
dello spessore di un metro, formato di grandi blocchi sovrapposti;
in genere due soli formano l’altezza del muro (m. 1,39), che
100 Il Gori invece riteneva che l’uscio fosse di bronzo. Il DeNNis paragona
questa chiusura con quella della Grotta Casuccini a Chiusi. Vedi CaMERON, tav. in faccia a p. 80.
101 Vedi DELLA CELLA e DENNIS, À. citt.
— 92
—
ad
angoli
retti
di m.
2,57 x 2,050 che
arrivano
cessivi;
05 mancano gli altri due, dal lato O. Molto ha dato
blocchi semicircolari; ma è evidente che essi non fanno che dar
maggior stabilità ai cinque massi, senza essere indispensabili per
il loro sostegno, che è sempre daro principalmente dal mutuo
contrasto; tuttavia anche il Garroni, pur comprendendo la costruzione tra le vere vòlte a cunei, non sapendo a quale tipo
ade
EE een Ses, DEPRES
Na ate A
eR GS
Pv
wt
assegnarla, aggiunge che non si può considerarla tale senz'altro,
e; van Bene arte rarr * ar SHED ie AEN" OS l'e
sura in alto nell’architrave non è esattamente nel centro, ma
un po’ più verso destra, proprio come nelle porte aituali.
Interessante è infine notare che nella pietra posta lateralmente
a destra, in fuori, davanti alla porta, contro la quale essa andava
a battere quando veniva aperta, è praticato un incavo grande a figura irregolare, all’altezza appunto dove vengono comunemente
a trovarsi le toppe delle serrature. Manca ora la pietra inferiore
costituente la soglia, sulla quale vedevansi pure i fori corrispondenti ai cardini Un altro piccolo foro si vede a metà altezza
dello stipite destro, ma non credo abbia relazione con la potta,
né si può vederne il corrispondente nello stipite sinistro, essendo
state fatte in quel punto recenti riparazioni.
pareti
all'altezza del muro di cinta (l’entrata è da uno dei lati minori),
ed era coperta da una volta a botte, costituita da cinque 1% enormi
blocchi cuneiformi lunghi ben c. m. 2,90,1% larghi 0,63, che posavano con le estremità su due blocchi monoliti semilunari, (tav.
XII 4) i quali stanno rispettivamente sopra la pietra formante
Pepistilio della porta e sopra un’eguale pietra situata nel lato N
(posteriore) della camera; sono conservati, e ora ricollocati al
loro posto, il blocco che poggia sulla parete E. e i due sucda discutere quella disposizione, poiché alcuni negarono che si
tratti di vera vòlta, dato che vi è l’appoggio fornito dai due
aperto nella parete di SE., misurante m. 1,63 x 0,97, con Parchitrave formato da un lastrone appoggiato sopra i massi laterali, sul quale si scorgono chiaramente tanto a destra quanto a
inistra gli incavi destinati ad accogliere i perni dei due battenti
della porta, certo pure di pietra.!® Che essa non fosse costituita da
un solo lastrone di pietra, come suppone il Della Cella, vedesi
anche dal fatto che il foro corrispondente al congegno di chiu-
La camera, di forma rettangolare, è costituita da quattro
come propende a ritenere il Durm:1% questi infatti non crede
di poter concludere per l’ignoranza del principio dell’arco, per
il fatto che le pietre sono lunghe quanto la camera e poggiano
quindi solo alle due estremità. Altri seguono vie di mezzo, e ritengono trattarsi di un’applicazione primitiva e parziale del principio non ancora entrato nell’us0,1 il che escluderei, perché si
2 E la sola parte della costruzione nota prima degli scavi del 1834, essendo
stata allora trovata completamente interrata la parte del muro esterno ancora in piedi.
Il Gori dava le misure in braccia fiorentine. La CAMERON (p. 303) osserva che la
lunghezza dei blocchi nella costruzione quadrilatera etrusca corrisponde al braccio
toscano, e in particolare che le inisure della tanella si accordano nei multipli e nelle
divisioni delle loro dimensioni con quelle del braccio.
#3 Erano indubbiamente cinque, come vedesi anche dallo spazio confrontato
con i blocchi rimasti: sono in errore il Mancini e il Ders (cfr. Mirri, Proced.
costr., p. 59) a parlare di quattro soli. Cfr. anche G. T. Rivoira, Archit. rom, Milano 1921, p. 33.
104 Non più di m. 3, come dice il MARTHA, e neppure solo m. 2,55, come ha il
Duro (p. 51).
105 Il DENNIS invece credeva che due soli fossero interi.
106 Pp. 51 e 129,
197 Così il MARTHA e il DEECKE apd. Mürren, I, p. 243 nota 40.
Page 4
View in PDF(opens in a new window)Dadi
Senz’altro come il più antico esempio di vera volta a pieno
sesto in Italia lo considera il Lugli,!® che lo classifica tra le volte
a conci radiali di eta repubblicana romana » (IV-II secolo a. C.)
ma, In questo caso, s’intende opera etrusca, la quale, secondo lui 109
costituisce un wnicum per una data così antica,!° essendo una
struttura mista di opera quadrata all’esterno e di opera cemen-
LARA
dovrebbe risalire troppo indietro nella datazione del monumento
per altri rispetti non tanto arcaico, come vedremo.
|
tizia all’interno, con volta a blocchi cuneati. L’Akerstroem 1
cinamento alla nostra tanella sarebbe dunque sintomatico, ma
avanzava l’ipotesi di possibili collegamenti con la tomba di
Hier apolis in Frigia (al tempo di Eumene II, 197-59 a C.)
ma il Minto? esclude ogni rapporto, sia per la struttura archi.
tettonica della volta, sia per la configurazione esterna della crepidine, infatti egli vi vede una fase di naturale sviluppo del processo di copertura proprio dell’Etruria, iniziatosi verso la fine
ella facies culturale orientalizzante, che ha condotto alla perfetta
fusione tra le due forme delle tombe primitive a pseudocupola
quadrata e circolare, della camera e della crepidine. Anche il
Pernier,® dopo i dovuti confronti esterni, conclude col considerare gli Etruschi inventori della volta in Italia. Al confronto
con monumenti esotici ritorna peraltro la Demus-Quatember,™ e
precisamente col « tumulo di Cleobulo » a Lindo 15 trovandovi
una stretta parentela nel concetto costruttivo del basamento e
del fregio marginale superiore; analogo il dromos che immette in
un ambiente rettangolare; più tardi vi è stata aggiunta la nicchia
ii
In 7, cit.
112 In « Palladio
Pal
», ‚ns,
n.s., III cit …p. 18 sgg.;; cfr. ibid,
ibi n.s. I cit,
i
p. 62, e ri
ta
della DR ibid, n.s. VII, p. 193, facendo rilevare che il
confronto non si deve li.
are alla sola tomba riprodotta dall’Akerstroem e di cui PA. dà
una nuova foto
“Gri, fig. 1),
1), ma l’intera necropolii presenta analoghij sepolcri i
tura, unica rimasta visibile.
8
i
i
nienrati fino alla coper-
Etruria
11 Sodo,
il Hus
coll.
op124
oosgg.
es one invece che la vera cupola sia
i maii
ML, cit, p. 49 sg.
+
fig. 138
63. Già
ia notata dal Maruri,
« Ann. Sc. Arch. Atene »,
— 94
—
stata usata in
IV-V, 1920-1922, p. 457,
„Belevi, tutto sommato, si può fissare la datazione alla seconda
metà del sec. IV a. C. (non prima) e per quella di Cleobulo a
non prima del sec. V. a. C. Ma ripeto che tali datazioni, d’accordo
col Minto, non debbono influire sulle date dei tumuli cortonesi
legati ad una evoluzione costruttiva interna d’Etruria. Comunque
per una valutazione generale cronologica occorre tener conto anche di costruzioni a pseudo-volta e a vera volta di altro genere
(edificî sacri, ponti, ecc.), come giustamente osserva la Demus 117,
ER AL pn te an
RES
i
Ton della discussione di A. Minto, « Palladio », ns. I, 1939,
p. 18 seu. ens.
nn by p
sg.
Cfr. Neppr MoponA, Nuove dataz. € MATTEINI-CHIARI, /. cit, p. 28,
con ciò non è detto che si debba parlare di dipendenza diretta.
Quanto alla predetta tomba di Hierapolis, la Demus ritiene
che essa vada considerata a parte, come esempio di un tipo architettonico fondamentalmente diverso (costruzione a volta, non
trmulo del tipo nostro) e forse databile più addietro del sec. II
a. C., come proposto dall’Akerstroem, mentre per la tomba di
az
ny ERTL EEDE
108 Op. cit, pp. 344 e 357.
199 Ibid., p. 378.
11°
ad Ved. infra a p.
F 97 e « Palladio », ‚ns
n.s. II,
II, 1952, p. 12 sgg. Ved.
nella parete posteriore. La copertura & pur qui a forma di botte,
con pseudo-volta: blocchi che sporgono orizzontalmente con gli
angoli smussati, si da costituire una superficie arcuata. Tale
tecnica è usata sulla costa occidentale dell’Asia Minore a partire
dalla fine del sec. VIII a. C. (esempi in Caria) in poi. Si possono
ricordare gli esempi del tumulo di Tantalo nella vecchia
Smirne e del tumulo di Belevi (Efeso,"*) dove ricorre la
massima evoluzione di tale tipo, con volta pure a botte. Il ravvi-
Le pareti sono costituite pure di grossi blocchi di arenaria
argillosa ruvida, tirati a pulimento nella faccia interna della camera (tav. XII 5): sono sovrapposti in due filari, ma senza simmetria né tra di loro, né fra le varie pareti: pare fossero in tutto
27,18 di varia grandezza; ora è rovinato quasi completamente
il lato O. Le pareti sono interrotte ogni tanto per accogliere piccole nicchie o Æculi destinati a contenere urne cinerarie,"® che
116 Cfr, per ultimo S. Kasper, « Achaeol. Anz. », 1975, 2, p. 223 sgg. Una zona
di tumuli arcaici (c. 900-500 a. C.) da poter citare a confronto, è ora pubblicata da
J. Zane, « Acta Archaeologica », XLVI, Copenhagen 1975, p. 77 sgg., cfr. special
mente p. 86 sg.
©? L. cit., p. 51, nota 8.
118 Così il Gort.
us Ne furono trovate attorno alla tanella durante gli scavi: vedi ABEKEN, « Ann.
Inst. », 2. cit,
Page 5
View in PDF(opens in a new window)ichi
il Durm suppone — non so perché — posteriori, forse, alla gina.
nente costruzione. Ora ne restano: nella parete a destra
entra (E.) prima due, sovrapposti, pol uno In alto; nella Pe rete
posteriore (N.) due sovrapposti nel centro, ne a parete Sinis ma
{O.), uno in basso, di fronte ai due sovrapposti de ap ete di
destra; essendo rovinata la parte più alta da questo A O, on si
può vedere se vi fossero i due superiori, come nella pare © &
desträ; ma essendo ciö quasi certo per la simmetria, in una cos
perfetta costruzione, si dovevano avere in totale otto culi:
Ad eccezione di quello superiore nella parete posteriore, ch È
concavo in alto, gli altri hanno tutti i lati rettilne € mise n°
in larghezza m. 0,88 quelli nelle pareti laterali e 0,96 1 que della
parete in faccia alla porta; l’altezza è di m. 0,79 per quello Pe
i
riore di destra; m. 1,05 per i tre inferiori; quello della pare x
fondo è alto m. 0,89 nel centro e m. 0,68 ai lati; la profondità
|
|
ti di m. 0,58.
i
7 1 pavimento della cella è ora mancante, ad eocezione di um
sola pietra, la quale mostra che l’impiantito aveva il live
|
are.
>
bat taro che le pietre sovrastanti al muro sono nella maggior
parte della loro faccia superiore lasciate rozze, — € tali sono Pur
le tacce esterne dei blocchi della cella, compresi quelli de la \ òlta a
si deduce che con molta probabilità vi era al di sopra el muro
ui: tumulo di terra, il quale peraltro non doveva dipartirsi 2 8
7
reno, essendo Ja facciata esterna del muro lavorata come Ps
12 il tumulo avrà avuto” la solita forma co ie,
restar visibile;
forse appiattita, e in cima vi sara stato l’abaco quadrato
|
vato lì presso.
6
Pai a saffinatenza della costruzione non ci permette di farne
|
u
|
cisa® e vi sono pareri discordi di coloro che vorrebbero invece,
tisalire tanto indietro la data, ma difficile è Stabile una pre
142 ABEKER, « Ann. Inst. », /. cit.
Musso
l
120 Nella tav. XII 4 sono ben visibili i due superiori.
ips
12 La forma richiama alla memoria i tumuli di Populo ni à cr A oui
sgg.),
Populonia®, Firenze 1943, passim) c di Cc aere (cfr. DENNIS, p.
fu sviluppato nel Castel S. Angelo di Roma.
come si & veduto, considerarla molto arcaica,
per la conformazione della vòlta; io ritengo che possa datarsi al IV secolo e più
precisamente, col Lugli,% nella seconda metà
di
esso:1
25 ma
ora vi è chi, col Matteini Chiari, vorrebbe scendere al III
e « forse
addirittura » al II secolo la farebbe discendere il Bianchi
Bandinelli.
% OK
*
Nei pressi del monumento fu pure trovata una urna cineratia
di dimensioni eguali a quelle delle nicchie, gia conservata nel
palazzo comunale di Cortona, sul cui coperchio a spiovente (altezza mass. m. 0,135, min. 0,04; lungh. mass. m. 0,48; largh.
m.
0,38), ora conservata nella Villa di Casale sopra Castello (Sesto
Fiorentino) leggesi l’iscrizione sinistrorsa: v cum: cr: 1 apa |
petrual: clan. ze
1% L. cit.
o col
12 E non anche alla fine del V, come proponevo nella I ediz., d’accord
Ducati che approvava tale datazione: ved, Neppr Mopona, Nuove
dataz., p. 112.
Un
po’
anterior
e
al
sec.
IV
lo
riteneva
il
Rivorra,
/.
cit,
per
il confronto con la
tomba dei Tiesnei rinvenuta presso Chianciano (ricostruita nel
giardino del Mus.
Archeol.
di
Firenze),
attribuit
a
appunto
al.IV
secolo
e
che
ha
volta
semicircolare
di pietre concie collocate a raggio. AI V
è
ascritto
nell’elen
co
degli
edifici
monumentali della provincia di Arezzo pubblicato dal Ministero della P.I,
Roma 1916.
Infine, alla
Intorno al IV-III secolo lo assegnava il DELLA Sera, Italia antica,
Bergamo 1922,
p. 180, che lo cita insieme colla tomba di S. Manno presso Perugia,
come esempio
della tomba costruita che ricompare verso la fine della civiltà etrusca.
tomba si ritrova
metà, e forse un po’ dopo, del sec. IV, Passegna il Luau, op.
cit, I, p. 344, ma a
p. 378 la fa discendere alla fine del secolo. La forma esterna della
invece anche in costruzioni risalenti,
come
a
Populoni
a,
al
VII
secolo
(Vedi Mrnro,
op. cit., passim). Cfr. ora BIANCHI BANDINELLI, in Efruria-Roma,
cit., p. 47.
Buonamici in base al
26 C.LE., 441. Non si tratta dunque di una pietra semplicemente, come
risulta
dalla prima notizia. Fu edita per la prima volta dall’ABEKEN, « Ann.
Inst. », 4, cit.
cui l’aveva
mandata
il
cortones
e
A.
Castellan
i,
che
vi
aveva
annotato
:
«
Pinterpunzione del primo verso & alquanto incerta,
come
la
lettera
/
del
verso
medesim
o
che
forse potrebbe
essere
invece
un
i».
L’incert
ezza
é
dovuta
al
dannegg
iamento
della
Superficie particolarmente grave in quel punto. Ved. altre notizie in
Neppr Mo-
DONA, Ritrovam., e cfr. ibid., p. 616 sg. le osservazioni di G.
mio apografo. Il Larres leggeva: « Viel). Cusu. c(u)r(sni). Kautni).
apa. Petrual.
clan» e
igcostava a
C.Z.L.,
V,
1,
2675
=
1
1436:
Seve
Qusoni
D-/anciali.
Cfr. Rix,
Etr. Cogtt, p. 38: cr sarebbe piuttosto abbreviazione del cognome
della moglie
er(espa?) che non del nome
come
propone
va
il
Corsen
,
«
Glotta
»,
XVIII,
1930,
p. 186. Ved. di lui pure Die Etruskischen Standes -und Beamtentitel durch die Inschrifte
n
individuale
(mancando qui il prenome). Cfr. infra a p. 143. Il coperchio poggia
ora sopra una
urna tufacea non pertinente, che è probabile sia pure di origine cortones
e. Apa
beleuchtet, Copenhagen 1915, p. 60 sg. Secondo il PFIFFIG (a
voce) i primi due ternatu”
123 Il GARRONI si limita a un punto interrogativo; il Dennis lo ritiene,
pu
ralmente, pelasgico, e coevo delle mura, e non dà importanzaper quest
u
ne
in tale „cost
eva In
r
ia riconosc
Il VENUTI già
;
rfezione del lavoro.
etrusco per via delle nicchie e sono pure nel vero il Gori e l’Inghirami.
— 97
mini »(e}) cusu rappresentano il gentilizio e il terzo er(espe?) il cognome
Page 6
View in PDF(opens in a new window)Come mai fu attribuito al sepolcro il nome di « #anella o grotta
di Pitagora »?
La vita di questo filosofo è intessuta di molte leggende, e
fra queste se ne affermò specialmente una che lo diceva di origine etrusca:!?? ne è chiara la cagione, per l’omofonia cioè fra
Cortona e la città dell’Italia meridionale dove egli viveva e alla
quale si riferiscono molte notizie riflettenti il suo insegnamento.
Avvenuto l'errore, e confermato per le ripetute asserzioni,
facilmente si identificò nel sepolcro etrusco la casetta sotterranea
della quale parla Ermippo:1# [Ayez ydp] dc yevópevos Ev
*IraMa xarà yñs oleloxov roman, xai Tj uytel Evretharto
È
zà yuwógeva els SéAtov yedpew ongetougéviv al tov ypóvov,
av averdy.
Ererra xadtévar adré, Zor’
Anche quando fu resa manifesta la confusione avvenuta, molti
cercarono di conciliare le notizie intorno alla sua vita con la
permanenza a Cortona.
È evidente che il nome datole proviene proprio dal filosofo
greco, per la confusione sorta, come dicemmo, fra le due città
È
=
a
x
di nome simile, e ciò avvertirono già il Gori, l’Inghirami, il Baldelli, il Venuti,2® ma nessuno potrà mai persuadere il popolo
cortonese che la tomba descritta non si chiami giustamente
« tanella™® © grotta di Pitagora ».
E anche alla leggenda di Nanas-Ulisse si volle recentemente
associare la tanella 181 identificando in essa il suo supposto sepolcro.
è definitivamente acquisito nel significato di padre. Per M(autni) cfr. M. ParLATTINO, Etruscologia® (rist. Milano 1972), p. 422 (= famigliare, liberto).
197 Cfr. ParETI, « Giorn. Soc. As, », / cit. Così, per esempio, in PLUT., Quaest.
Conv, VIII, 7, 1.... xal Moöepdrou twa zo Iudayopwod uanrhv, Évoua Aebxtoy,
and Tuppnviac. Obrog obv … Topenvòv &répnvev, où matpédev, Gonep &repol Twe,
BAW abedv dv Tuppyvig xal yeyovévar zal redpdpdu xal rerardeodar tov Tlu8eydpay.
Fin Porpu., Vita pith. 2 … Aéyer 8° è Nedvng &douc elvar of tv matépa aùroö Tugp'vbv &ropalvovta: av thy Afuvov Emouenadvrov … Karartycı S'abroë xal &derpods
Sho, Eövoorov nai Tupenvöv, npeoBurkpous.
Alla stessa confusione si deve forse Pepiteto di Samius lucumo attribuitogli da
Auson. (Epist,, XIV 70) «... Samii Lucumonis acumen »; cfr, MULLER, op. cit,
I, p. 339, nota 27.
128 Apd. Dioc. Laerr., VII 1, 41.
18 Questi non arriva peraltro a negare, anzi ammette la permanenza a Cortona
di Pitagora «toscano ».
139 Questo nome, secondo il DELLA CELLA, era più usato nel sec. XVII.
11 Vedi p. 12 sgg. Cfr. Dea CeLta, /. cit, e Brunacct, «Il Nuovo Patto »,
J. cit,
— 98 —
LA TOMBA COSIDDETTA DEL CALCINAIO
Questa tomba, da tempo nota, trovasi in proprieta gia Laparelli-Pitti, ora Vittorio Cappelli. Essa venne saggiata nel
1927-1928 a cura della Soprintendenza alle antichita dell’Etruria. Le parti residue appartengono con tutta probabilità alla
cella laterale o a quella di fondo. La porta di accesso alla cella
é larga m. 0,80 e il muro (spess. m. 1,17, altezza m. 1,75) sostiene un grandissimo lastrone monolitico di pietra in funzione
di architrave (langh. m. 3,50, largh. m. 1,30, spess. m. 0,40).
m. 0,77, alt. m. 0,65, larg. mass. m. 0,80). I lastroni di copertura
La cella & di forma rettangolare (m. 2,65 x 1,80), con le pareti
laterali a piccole bozze irregolari; la copertura & costituita da
grandi lastroni posti per piano, pure di dimensioni enormi. Vi €
traccia di un loculo nella parete di fondo deteriorata (prof.
si trovano alla profondita di m. 0,40 sotto il piano di campagna.
La TANELLA « ANGORI » 188
Si trova nella zona della Tanella di Pitagora, in vocabolo
Piaggette. All’esterno è conservata la parte inferiore della crepidine e qualche blocco del fascione di coronamento. Internamente è conservato il piano lastricato della camera. Il materiale
è uguale a quello della tanella di Pitagora (figg. 5 N. 5, e 9).
La crepidine è a tamburo cilindrico poggiante su di uno zoccolo di base circolare (diam. m. 10,35) ed era costituito da blocchi
di macigno tirati a pulimento. Correva in alto una cimasa di
coronamento.
La porta della stanza trovasi nella parte interna del vestibolo;
ha un’apertura di m. 1,20. L’interno è a croce greca. Per i loculi si ha perfetta analogia con la tanella di P. Essi erano certamente 16, uno sull’altro, agli angoli delle pareti laterali dei quattro vani. È probabile che altri loculi fossero aperti nelle pareti di
128 A, Minto, La «tanella Angori» di Cortona, « Palladio », n.s., I, 1951,
12 Cfr. A. Minto, Cak., p. 420 sg. È vicina alla Tanella, ma indipendente da
essa. Non è stata datata dal Minto.
pp. 60 sgg.
Page 7
View in PDF(opens in a new window)Fig. 9. - Pianta e sezione della tomba Angori (Sopr. Arch. Toscana).
CERETTA
eng a Eos
A
iddio mes dae
mt ee on a
, di mi
e, il sistema
Data la conformazione a crociera delle camer
fondo: tracce evidenti sono in quelle opposte all’ingresso
sure più ampie degli altri.
mento
i trattato
della copertura lascia molto perplessi: potrebbe essers
come nel
del noto sistema a pseudovolta in aggetto rettilineo,
esempio di
secondo melone del Sodo. Si ha qui un altro cospicuo
collegato
rapporto formale e strutturale fra camera e crepidine
funzionale e
al sistema di copertura, con risultato quanto mai
tturare aparmonico. La piccolezza dei bracci laterali fa conge
a pseudovolta
punto una copertura per piano per essi € una
proviene un
in aggetto rettilineo per la parte centrale. Da qui
di C. con
cippo funerario entrato nel Museo dell’Accademia
residuo di iscrizione etrusca appena leggibile.™
di con-
Quanto alla datazione non abbiamo che l’ele
a un mezzo
fronto con la tanella di P., che suggerisce per quest
metà del sec. III
secolo dopo, e perciò sarebbe da porre nella prima
a. C., come proponeva il Lugli, se non dopo.
O»
TOMBA A CAMERA IN LOC. «IL PASSAGGI
presso MEZZAVIA (PECIANO)
almente
Questa tomba, scavata nel tufo, venne scoperta casu
nel terreno di
da un manovale nel 19501 (fig. 10 e tav. XIII 4)
2,23 x
proprietà Novelli. È formata di un'unica cella (m. 5 x
za. Vi si aprono
2,14). Le pareti laterali misurano m. 1,65 di altez
, sotto al
4 loculi nelle pareti laterali e uno nella parete di fondo
ora
è inciso tustidui (tav. XIII 4227 La parte superiore,
x
quale
vi è stato
mancante, era costruita in pietra arenaria locale. Non
radiali, ibid., n.s., Il, 1952,
18 Considerazioni sull’origine dell’arco a conci
pensare a una copertura a
134 Il Matteini-Chiari (cit., p. 29) preferisce invece
S. Manno, e ad una serie di archi
cunei monolitici per i vani laterali, sull'esempio di
per il vano centrale.
p. 13.
di vario tipo, per i quali si
Nella zona sono stati trovati frammenti ceramici
chiusino, relativi alla prima età
possono istituire confronti nel territorio aretino e
951, p. 297 sgg.).
del ferro (cfr. G. MAETZKE, «St. Etr. », XXI, 1950-1
XXIII, 1954, p. 345 sgg.
136 Pubblicata da G. MAETZKE, «St. Etr. »,
1950-1951, p. 389 sg. Cfr. Vepi137 Edita da G. Maerzke, «St. Etr. », XXI,
grafe del II melone del Sodo, supra a p. 88.
Page 8
View in PDF(opens in a new window)Un sepolcreto romano doveva probabilmente esistere nei
pressi delle località Campaccio e Sakotto, lungo un’antica via diretta alla porta della città, non molto distante, essendosi là trovati cippi sepolcrali latini.19
Altro sepolcreto romano è venuto in luce non molto lungi
dal cimitero pubblico di Cortona, in località Laffarino, alla falde
del poggio, lungo un’antichissima via, ora fossato. Furono trovate 24 tombe con scheletri e l’epigrafe marmorea C./.L., XI
1, 190410
Vet
CRT
S A A
VIVA
SEZIONE AHA
mms |
200
sen
Fig. 10. — Pianta e sezione della tomba in località « Il Passaggio »
(Sopr. Arch. Toscana)
trovato alcun residuo di suppellettile. Sono notevoli alcuni elementi comuni alla tanella di Pitagora, individuati dal Maetzke:
il rito cinerario, la disposizione dei loculi e il taglio del pietrame
nella parte costruita. Anche questa tomba dunque potrebbe essere datata fra la seconda metà del sec. IV e gli inizi del III a. C.
Dal terreno di riempimento di questa tomba proviene una ladd
av am zen
micia
dd dd
mi
sira di arenaria con iscrizione incisa su di una delle facce, tutto
all’ingiro: arnt pleltkes : veinal138 (tav. XIII c).
188 Ora nel Museo di Cortona, Edita da G. MAETZKE, « St. Etr. », XXII, 1952-
1953, p. 305 sgg.Il Rrx, Cognomen, p. 226, nota 101, propendeva, in base ad autopsia,
per la lettura del matronimico velnaf, ma il nome veins iscritto in un frammento trovato ora a Roselle (cfr. R.E.E., «St. Etr. », XLII, 1974, N. 106), sembrerebbe avvalorare la prima lettura. Per altre epigrafi cortonesi con la preferenza di arnt per
arnth, ved, G. DAREGGI, «St. Etr.», XXXVII, 1969, p. 330 sgg.
— 102
—
13 Vedi pp. 30 e 117. Cfr. «Not. Sc. », 1889, p. 269 sg. Cfr. Donati N. 18.
140 Cfr. Sac. Narciso FABRINI, apd. GAMURRINI, «Not. Sc.», 1881, p. 45.
Vedi supra p. 29.
Page 9
View in PDF(opens in a new window)Least AT
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S
as)
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È
e) Pietra iscritta, dalla suddetta tomba, nel Musco di Cortona
a) Tomba etrusca al « Passaggio » (Mezzavia)
(Foto Sopr. Arch. Toscana).
b) Iscrizione nella suddetta tomba (/4).
(Foto Sopr. Arch. Toscani).
Page 10
View in PDF(opens in a new window)ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI DI
PERIODICI E COLLEZIONI
usate nelle citazioni in nota
Etrusca di Cortona »,
eology », Princeton
A.J.A = « American Journal of Archa
Ann. Ace. Cortona = « Annali della Accademia
Ann. Bibl, Acc.
=
«
Annal
i
della
Direz
ione
Gener
ale
delle Accademie e Biblioteche d’Italia », Roma
|
Ann. Colombaria = « Annali della Società
Colombaria », Firenze
Ann. Inst. = « Annali dell’Institu
to
di
Corri
spond
enza Archeologica », Roma
Annuar. Ace. Cortona = « Annuario della Accad
emia Etrusca di Cortona »
Ann. Sc. Arch. Atene = « Annua
rio
della
Scuol
a Archeologica di Atene », Bergamo
Ant. Class. = « Antiquité Classique », Bruxel
les
», Berlino
Arch. Antr. Etn. = « Archivio per l’antr
opologia e l’etnologia », Firenze
Arch. Anz. = « Archacologischer Anzeiger
Atti Acc. Petrarca = « Atti e Memorie
dell’Accademia Petrarca », Arezzo
Atti Dep, Romagna = « Atti della deputazion
e di Storia patria per le province della
Romagna », Bolog
na
2.P.I. = « Bullettino di Paletnologia
italiana », Roma
Bull. Comm. Arch. Roma = « Bullettino della
Commissione archeologica comuriale », Roma
a cura di A. Fabretti, Torino
Bull. Inst. = « Bullettino dell’Instituto di
Corri
spondenza archeologica », Roma
CLE. = Corpus Inscriptionum Etruscarum, Berli
no
CLE = Corpus Inscriptionum Italicarum etc.
CIL. = Corpus Inscriptionum Latinarum,
Berli
no
Diss. Cort, = Saggi di Dissertazioni Accademich
e lette nell’ Accademia etrusca di Cortona
Diz. Cor. = Dizionario Coreografico univer
sale dell "Italia, Milano
Enc. Arte Ant, = Enciclopedia dell’ Arte
antica, classica e orientale, Roma
Londra
Gaz. Arch, = « Gazette archéologi
que
»,
Parigi
Jabrb. = « Jahrbuch des Deutschen
Archa
eolog
ischen Instituts », Berlino
JS, = « Journal of Hellenic Studies »,
Londra
J.R.S. = « Journal of Roman Studies»,
di Scienze e Lettere, Milano
Lex. Myth, = Lexicon der griechischen und roemis
chen Mythologie, her. v. W. R. Roscher,
Lipsia
Mem. Acc. Bologna — Memorie dell Accademia
delle Scienze di Bologna
Mem. Colombaria = Memorie di varia erudizione
della società Colombaria Fiorentina,
Firenze
Mem. Ist. Lomb. = Memorie dell Istitu
to Lombardo
— XIII —
Page 11
View in PDF(opens in a new window)ica, Roma
Ined. Inst. = Monumenti inediti dell’ Instituto di corrispondenza archeolog
issowaa nazionale dei
Ant. Lincei = Monumenti antichi pubblicati per cura dell’ Accademi
mn. Ant
ince, Roma
ee. Roma
= Gore.
unit, Teen. = «Il Monitore Tecnico », Milano
;
...
us. Cort. = Museum Cortonense a F. Valerio ver A. . orio
el dei Lin
|
It. Ant. Cl. = Museo italiano di antichità classica, Firenze
us.
e dei
Notizie degli scavi di Antichità comunicate alla Accademia Nazional
ot.| AY Sc. = Notiz
m
“ nn «Il Nuovo Patto », Roma
la. ob — « Philologische anes Hos
oe ne ee Rendiconti dell’ Accademia delle Scienze di Bologna
pa RelBems pres “Altrtumenissenscaft her. v. Pauly-W
vd
|
allen
z
en
ara
Napo
Roe
orne anal
», Torino
cl
e classica
ist
CLCI. = «Rivista di filologia e d’istruzione
> Arte = « Rivista d'Arte»,
di scienze morali,
end. Lincei — Rendiconti dell’ Accademia nagionale dei Lincei, Classe
Roma
fuer Philologie », Francoforte sul Meno
n
hein, Mus. = « Rheinisches Museum
|
|
Firenze |
A
ip, FH
ilol,
»,
1.G.I. = « Rivista indo-greco-italica di filologia, lingua, antichità
|
|
i antica », , Messina
dii storia
ivi
n = « Rivista
St. Ant.
|
|
»,
at. Mitt. . = « «1Mitteilungen des Deutschen Archaeologisches Instituts
|
.
= Studi e Materiali di archeologia e numismatica, pubbli. per
Ant. . Num. =
di L. A. Milani, Firenze
Mat.
Mat.
mische Abteilung, Roma
i», , Firenze
Studi Etruschi»
= « Studi
sl
¢. Etr,
i.
kademie der Wissenschaften
der Akade
7
berichie
i
n = Sitgungs
‘gb. Akad. Wiss, Muenche
era
.
ene
|
|
Muenchen, Monaco di Bavier
"L.E. = Testimonia Linguae Etruscae, a cura di M. Pallottino, Firen
— XIV
—
à
$
N
fe
CORTONA ANTICA
BIBLIOGRAFIA:
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di Cortona,
Cortona
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— Studio sulle etimologie di antichi nomi
A. Derra CELLA, Cortona antica, Cortona
1900. [Cort.}.
Rama 1895. [Indice]
cose Cortonesi contenute nelle « Notti
Coritane » (per Nozze Passerini-A hist),
G. L. Passerını, Indice delle notizie di
a) Di contenuto prevalentemente storico.
Lauro Iacomo Romano [2]. Historia di
Cortona, Roma 1633-1639.
D. TARTAGLINI, Nuova descrizzione del
l’antichissima città di Cortona, Perugia
1700.
R. Venuti, Sopra l'antica città di Cor-
IV, 1743, pp. 1-32.
fona, e suoi abitatori, « Diss. Cort. »,
[G. B. Mancrati], Brevi notizie storiche
riguardanti l’antichissima città di Cortona,
ecc. (Trovasi in « Miscell. Cortonese
22», e cucito in fondo alla copia del
vol. seguente dell’Uccelli, conservata
nella biblioteca dell’Ist. Germ. di
Roma), Fuligno 1827.
©
[P. UcceLLI], Storia di Cortona, Arezzo
1835.
G. Mancını, I manoscritti della Libreria
del Comune e dell’ Accademia etrusca di
Cortona, Cortona 1884. [Afss. Cort.].
G. CARLON:, Poche ore a Cortona, Cortona 1887,
1 In ordine cronologico, compresi i princi
pali
contributi apparsi in periodici. - Vedi
anche nel corso del lavoro la bibliografia
parzia
le raggtuppata per ogni singola trattazione
archeologica; è omessa in generale quella
già compresa nel CIL. nel CIE. e in altre
opere fondamentali.
Sono
segnat
e
fra
parent
esi
quadre
,
alla
fine di ciascuna indicazione
bibliografica, le abbreviazioni dei titoli usare
nelle citazioni. In mancanza di queste, l’oper
a
sarà citata col solo cognome dell’autore.
? Pare che il vero autore sia P. RipoLrini,
il quale si sarebbe valso del nome del
tipografo: non possono peraltro essere, cronol
logica
mente,
sue
le
«
Aggiun
te»,
che
si
trovano pure nel Ms. Cort. 474, 1. Il titolo e
la disposizione dei capitoli variano da edizio
ne
a edizione.
Page 12
View in PDF(opens in a new window)nella solenne tornata del 29 novembre
1927 celebrandosi il bicentenario della
sua fondazione. In Appendice: Breve
sunto delle Dissertazioni pubblicate
dal’ Accademia dal 1738 al 1791.
Cortona 1928.
L. COLTELLINI, Antichità etrusche trovate presso Cortona, «Nov. lett. »,
VII, 1747, cc. 85-91, 101-107, 120121, 135-138, 164-169; x, 1749,
cc. 321-326.
Manoscritti:
Notti Coritane, Discorsi, notizie, meinorie, annotazioni fatte nell antichissima città di Cortona in varie
conversazioni di letterati, ecc.: 12
voll. in-folio 1744-1755, più uno di
frammenti 1847.
iA. F. Gori], Noctes Corythanae (flo-
| rilegio della. 1749): «Cod. cart.
aruc. A. 250».
olen anonime « Cod. cart. Cort. 423 »:
Nota degli autori che fanno menzione
|
della città di Cortona (pp. 371).
Notizie anonime « Cod. cart. Cort, 473 Bi
x - Delle antichità di Cortona e de
Cortonesi illustri (pp. 41); XI - Di
scorso sopra l’antichità di Cortona com
pilato l’anno 1618 in Roma (pp. 49).
Notizie anonime «Cod. cart. „Cort.
425 »: Notizie spettanti alla città di
Cortona (pp. 158); Altre notizie
(pp. 160); Zestimonianze di alcuni scrit-
|
tori su Cortona (pp. 193).
:
474»
Cort.
cart.
Cod.
«
ime
anon
ie
Notiz
1 - Compendio dell’antico e moderno stato
della città di Cortona, ecc.; Il - Aggiunte
all'istoria di Cortona di Jacomo Lauro.
R. BaLpeLLI, Memorie di Cortona,« Cod.
cart. Cort. 578». Notizie varie su
Cortona messe insieme da Rinaldo
di Nicolò di Rin. Baldelli; fra queste
la più importante è a p. 23: Copia di
alcuni discorsi composti da M.re Bart.
di Ser
Giov.
Museum Cortonense a F. VaLesio RoMANO, A. F. Gorio FLORENTINO,
et R. VENUTI CORTONENsE notis
illustratum, Romae 1750.
R. SeLLARI, Sepolcro etrusco, ecc. (Lettera a G. Lami), «Nov. Lett. »,
ecc.
Batt.a Quintani,
[F. pr Paoro Batpetti], (Veriano da
Bergamo), Apologia historica ad alcune
cose particolari scritte dall’abate Tartaglini nella sna storia di Cortona, ecc.
(precedono confutaz. di car. gen),
XIX, 1758 cc. 21-25.
|
«Cod. cart. Cort. 537».
antialle
Postille
i],
Moxern
F.
[Gran
chità di Cortona,
«Cod:
L.
— Un’ara etrusca con iscrizione finora
inedita, «Diss. Cort. », IX, 1791,
p. 1 sgg.
C. VENUTI, Sopra un'antica pittura trovata
nel territorio Cortonese, « Diss. Cort. »,
IX, 1791, p. 221 sgg.
A. CASTELLANI, Scavi di Cortona, « Bull.
Inst. », 1834, p. 197 sg.
M. e A. FaBRONI, Scavi di Cortona,
cose Cortonesi raccolta dall’ abate Onofrio
|
Descrizione di Cortona e suo contado, ecc. (seguono note),
«Cod. cart. Maru. A. 230» (in
folio, sec. XVIII, intitol. Cortona
illustrata con vari monumenti), sl. 7,
p. 118. Seguono altre note storiche di
un accademico etrusco [BALDELLI], sl.
15, p. 230. La medesima descrizione
è ricopiata anche nel «Cod. cart.
Cort. 578», p. 8 sgg. (vedi supra).
«Bull. Inst. », 1840, p. 164 sg.
G. ABEKEN, // sepolero di Pitagora a Cortona, ecc., « Ann. Inst. », 1841, p. 36
seg.
— I! Lampadario di Cortona, « Ann.
Cortona,
Notizie di
Sernini,
A.
lanea
(Miscel
«Cod. cart. Cort. 423»
e documenti Cortonesi (Copia:
XVI-XVII], p. 252 sgg.)-
Mancini, Scrittori Cortonesi
G.
secc.
|
€ di
cose in relazione con Cortona. Catalogo
a cura del bibliotecario della pubblica
Libreria (Ms. Corf. 728),
1912. (Cat. scritf. Cort].
Cortona
6) Di contenuto archeologico-epigrafico:
G. B. Passeri, Sopra alcuni monumenti
etruschi tanto scritti che figurati, ecc
in « Mem. Colombaria », 1, 1747, p. 3
L Correruant, Due ragionamenti degli
Accademici Etruschi di Cortona sopra
quattro
superbi
bronzi
antichi,
ecc.,
Venezia 1747. (1 primo di questi ragionamenti [del 1746] è riportato
anche nel T. XXXIX (p. 207 sgg.)
della Raccolta d’opuscoli scientifici e
flologici di D. A. CaLocferÀ, Ve-:
nezia 1748, e «Nov, Lett. », VII,
1747, p. 85 sgg.).
— XVI
—
iscrizione
119,
tratti e documenti relativi a uomini È
G. RonpineLLI,
con
Firenze), ibid., XXIII, 1762, cc. 116-
425», p. 145 sgg.: Miscellanea di ri
Baldelli (12 maggio 1874).
Tomba
del lampadario di Cortona, ecc., « Miscell. Corton.», vol. I, F. 31 (s. d.).
A. Lormi, Patio di bronzo con iscrizione
etrusca, ecc. Nel vol. IU, fasc, 20,
della Miscell. Cort. (È l'articolo degli
«Ann, Inst. », 1864, p. 390 sgg.).
M. A. MIGLIARINI, Scavazione casuale in
Toscana, « Bull, Inst. » 1864, p. 138
sge.
F.
etrusca. (Lettera a un suo amico di
Cort.
cart.
CoLteLLINI,
bibl. di Cort.). [Due stat].
C. TARQUINI, Dichiarazione dell’epigrafe
Inst. », 1842, p. 53 sgg.
A. CASTELLANI, Scavi a Cortona, « Bull.
Inst. »,: 1843, p. 33 sgg.
M. Missirinı, Dell’ ipogeo di Camuscia,
Siena 1843.
A. Lorını, Osservazioni sopra il lampadario etrusco, ecc., Montepulciano 1844.
Rist. a cura di U. Bianchi, Cortona
1908. [Lamp. etr.].
A. FRANÇOIS, Descrizione dell’ipogeo di
Camuscia, ecc, « Atti Acc. Petrarca »,
II, 1844, pp. 114-128, (Vedi anche
Sra i mss).
F. CAVALLERI, Sopra un’antica greca pittura ecc., Cortona 1852.
TA. Lori], Di due statuette in bronzo,
ecc., Cortona 1855. (Nel vol. IV,
fasc. 58, della Miscellanea Cort. nella
LENORMANT, Peinture
consernée a
Cortone, « Gaz. Archéol. », III, 1877,
p. 41 sgg. e tav. 7,
[G.
F.
Gamurrini],
1881, p. 43 sgg.
«Not.
Scavi »,
— Nota, ecc., ibid., 1888, p. 55.
— Nuove
lapidi iscritte dal territorio
vortonese, ibid, 1889, p. 269 sg.
— Di una tomba con iscrizione etrusca in
contrada la Quercia grossa, ibid., 1891.
p. 87.
— Urna con iscrizione etrusca, ibid.,
1894, p. 51.
— Tomba antichissima con armi di pietra
€ di bronzo, ibid, 1894, p. 168.
MF. LIVERANI, Le ultime epigrafi romane
scoperte nel contado di Cortona, Cortona
1889.
G. A. Corını, Suppellettile della tomba di
Battifolle (Cortona), ecc, « B.P.1.»,
XXVI, 1900, p. 139 sgg. e tav. VII.
D. MiRRI, Costruzioni pelasgiche ed etrusche
a Cortona, « Monit. Tecn. », XXIV,
1918, p. 291 seg.
I. Gaur, Supplemento alla storia del fulmine globulare, «Mem. Pont. Acc.
Rom. Nuovi Lincei », s. II, vol. II,
1916, p. 250 sg.
.
D. Mirri, J procedimenti costruttivi del.
l’architettura in Cortona dall ‘origine della
città fino ai nostri tempi, Cortona 1923.
[Proc. costr.].
L. PERNIER, Tumulo con tomba monumentale al Soda presso Cortona, « Mon.
Ant. Lincei», XXX, 1925, coll. 92-
127 [Sodo].
A. Minto,
— XVII —
Cortona.
Tomba detta
Page 13
View in PDF(opens in a new window)[= Cale.].
~~ Cortona. Il secondo melone del Sodo,
«Not. Sc. », 1929, p. 158 sgg. [= Secondo Sodo).
Riunione, Napoli, 1935, IV, p. 100
seg. [= Nuove dataz.].
A. Minto, Jl sarcofago romano del Duomo
wi
Calcinaio (presso ta tanella di Pitagora), « Not. Sc. », 1928, p. 420 sg.
di Cortona, «Riv. d'Arte», XXVI,
rr
1950, p. 1 sgg. [= Sare.).
— La
«tanella
Angori»
di
Cortona,
A. Neper Mopona, // ritrovamento dell'iscrizione della tanella di Pitagora e
di altri cimeli ecc, «St. Eer. »,
II, 1928, p. 683 sgg. [= Riétrop.].
-- Cortona. Saggi alle mura etrusche di
« Palladio », n.s., I, 1951, p. 60 sgg.
{= Angori].
M. Demus QUATENBER, Zur Konstruk-
1931, p. 33 sgg. [= Mura].
— A proposito di nuove datazioni recen-
A.
cinta della città e dell'arce, « Not. Sc. »,
temente proposte per alcuni monumenti
sepolcrali del territorio cortonese, « Atti
Soc. it. Progr. Scienze», XXII
tionsweise der « Tomba di Pitagora»
bei Cortona, «Palladio », n.s., VII,
1957, p. 49 sgg. e 193 sg. [= Demus].
Donati,
Epigrafia
corfonese.
Testi
greci e romani, « Ann. XIII dell Accad.
Etr. di Cortona », n.s., VI, 1965-1967,
pp. 91-232, con 22 tavv. f.t. [= Donati].
Manoscritti:
A.
Francors,
all’ Accademia
Relagione
Etrusca di Cortona sugli scavi dell’ipogeo
di Camuscia (3 dicembre 1842) « Cod,
ll. — PRINCIPALI OPERE
Firenze 1723, vol. I, pp. 131-133 e
vol. II, p. 60 sg., p. 171 sg., pp. 321323.
A. F. Gori, Inscriptiones antiquae, ecc.,
Firenze 1726-1743, vol. II, pp. 361398. Unser. ant.].
F. Incuirami, Monumenti etruschi, ecc.,
Poligr. Fiesolana 1820-1826, T. IV,
Ragion. IV, pp. 70-77.
W. Dorow, Voyage archéologique dans
l'ancienne Étrurie (Trad. franc. di M.
Exriès), Paris 1829, pp. 5-14.
A. Fasrerri, Corpus inscriptionum italiecc,
Corton.
457» (vol.
Lezioni degli Accademici
N. xıx p. 188.
UI
delle
Etruschi)
Augustae
Taurinorum
1867, Nn. 1019-1061 bis (p. cx sgg.)
e tav. XX XV; 2° suppl. 1874 N. 6; 3°
suppl. 1878 Nn. 75-78. {Fasr.].
H. HEIDEMANN, Mittheilungen aus den
Antikensammlungen in Ober- und Mittelitalien (III Hallisches Winckelmanns
-Programm), Halle a.S. 1879, p. 107
sg. [Mitt].
W. Heusic, Wiaggio nell’ Etruria. Agro
di
Cortona,
«Bull.
Inst.»,
1880,
p. 252 sg.
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412. Ediz. meno ill. e più compend.
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London 1907, cui mi riferisco, U,
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‘domesticum, p. 1015 sgg. Additam.,
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B. Nocara, Viaggio epigrafico,
DI CARATTERE GENERALE, CONTENENTI TRATTAZIONI
O SEZIONI SPECIALI su Cortona?
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carum,
cart.
Corpus Inscriptionum Latinarum, vol. VI,
parte 12, Nn. 23754, 2379 a, 2414,
3642; parte Il*, N. 9785: vol. XI,
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Roma 1885, parte I, p. 27 sgg.; parte
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E.
J.
HAEBERLIN,
Aes
Grave,
ecc.,
Frankfurt a, M., 1910, p. 253 sgg. e
268 sgg., e tavv. relative.
-
8 Elenco da integrarsi con le citazioni di numerose altre opere o articoli annotati
via occasionalmente.
Acad.