L'arte ginnica di Icco da taranto nel contesto socio-culturale della Magna Grecia

Author
Stroppiana, L.
Published in
Medicina nei secoli: arte e scienza Rome
Year
1989
Subject
ALCMAEONE
Language
Italiano
Category
C9 Medicine
Archive number
7981

Open PDF(opens in a new window)

Show full text12 pages

Page 1

View in PDF(opens in a new window)
Alcmaeon Crotoniensis STROPPIANA, Luigi. — L'arte ginnica di Icco da Taranto nel contesto culturale della Magna Grecia [influenza di Alcmeone su Icco] sacio- -73-03268. fm Iccus Tarentinus N NN STROPPIANA, Luigi, — L'arte ginnica di Icco da Taranto nel contesto socioculturale della Magna Grecia, MedSec 1989 N.S. 1 (1): 3-12 pl. 1-2 (rés. en angl.}. * Profilo di Icco quale fondatore della dietologia sportiva, sul cui pensiero influisce in particolare Alcmeone di Crotone. 173-03268 N Mew Sce ueprer VA NEN SEL ‚Aare © SCH TA Ron © Greeny 6 gole 15 1S ca - Te Cc.

Page 2

View in PDF(opens in a new window)
CBS/NCC/IBL, user=MB (288), MEDBIB-UMCN (0023/0006 pica3://cbs4.pica.nl:1032-1046,1,917548/?buf=FI&scr=FI&P3G... NCC/IBL aanvraagbon A102540160 PPN 123286379 (OCN ) Materiaal Abx Titel Medicina nei secoli - arte e scienza : giornale di storia della medicina Deel Auteur Università di Roma "La Sapienza" Corporatie Jaar/Editie 1989 Uitgave Rome [s.n.] Serie/Sectie ISBN/ISSN 0394-9001 Plaatscode 123286379 ; MB M1 Tz c 3044 - Magazijn ; ; 1989 V1 - 1990 V2 ISBN-13 Jaar 1989-00-00 Datum indienen 12-07-2016 17:06 Volume Datum plaatsing 12-07-2016 17:06 Aflevering Afhandelen voor Leenvorm KOPIE Datum rappel Leveringswijze E Aantal rappels Coöperatiecode(s) R Geplaatst bij Aanvraagidentificatie 09-08-2016 0023/0006 In bezit bij bibliotheek Auteur artikel stroppiana Artikel l' arte ginnica... Bladzijden 3-12, pl 1-2 PPN artikel Bron Opmerking Componist Artiest Bewerker/Samensteller Bezetting Vorm uitgave Moeilijkheidsgraad Aanvrager 0003 Bibliotheektype UKB (U) Aanvrageridentificatie BADER, N. G. Particulier N Eindgebruiker 116633 Stuur rekening? N Klant Opmerkingen Afleveradres post Bader, N.G. Thorbeckelaan 46 1412 BR Naarden E-mail © info@stichting-pythagoras.nl Telefoon Opmerking m.b.t. kosten Factuuradres Clearing House [1] pfigineel gestuurd À ‘Opie gestuurd £ [3] overige q X [4] nog niet aanwezig [7] uitgeleend [5] niet aanwezig [8] wordt niet uitgeleend [6] niet beschikbaar [9] bibliografisch onjuist [0] bij de binder 13-7-2016 9:03

Page 3

View in PDF(opens in a new window)
MEDICINA ner SECOLI ante E SCIENZA, 1989, 1:3-12 Articoli/Articles L'ARTE GINNICA DI ICCO DA TARANTO NEL CONTESTO SOCIO-CULTURALE DELLA MAGNA GRECIA LUIGI STROPPIANA Istituto di Storia della Medicina, Università di Roma 'La Sapienza' SUMMARY GYMNIC ART OF ICCUS OF TARANTO IN THE CONTEST OF MAGNA GRAECIA Iccus of Taranto was a famous athlete living in the V century B.C. and partecipating to Olympic competitions, of whic was a winner in the LXXVII Games. He was quoted by Plato for the accuracy in the preparation of his athletic body: before competitions he avoided sexual relationships and took a lot care to diet, so that he is considered the founder ofathletic dietology. His thought was influenced by pytagoreans, mainly by Alcmaeon of Crotone: for this he teached the importance of the armony of body and mind, the frugality in eating, the self control. An appropriate but frugal diet for athletes was known as meal of Iccus and used before races. Parlare di Icco da Taranto significa portare il tema della ginnastica praticata nella Magna Grecia in un orizzonte moderno, in un ambiente odierno cioé, in cui le due culture, la umanistica e la scientifica, sono messe a confronto (1). Pur in mezzo ai miti imperanti del tempo, Icco é un personaggio storico realmente vissuto il quale, se viene ogni volta citato nell'indagare sulle origini della ginnastica e dell'atletica, tuttavia scarne sono ancora le notizie nei suoi riguardi. A lui, però, si riconosce in maniera indiscussa la prerogativa di Parole chiave/Key words: gymnic art - Iccus of Taranto - Magna Graecia

Page 4

View in PDF(opens in a new window)
aver dato inizio a quelle precise norme di igiene somato-psichicae di metodologia dietetica. Le sue notizie biografiche ci vengono ben precisate, anche se solo frazionate, da alcuni autori tra i quali, degni di fe de, riconosciamo Platone, Pausania, Eliano, Dionisio, Stefano zio, fino ad alcuni storici più recenti come di Bisanzio ed E Daniele Leclerc (1652-1728) o Salvatore De Renzi (1800-1872) (2). Nella scarsita di notizie certe, di grande aiuto per noi è inquadrare Icco nell'ambito socio-culturale e politico del suo tempo. I riferimenti pervenutici risultano essere basati per lo più su informazioni localicistiche, e anch'esse frammentarie, che ci hanno spinto a considerarle sotto un punto di vista biologico-unitario, sviluppato in ordine alle teorie di un altro grande di queste regioni: Filolao da Taranto, o secondo alcuni da Crotone, cioè secondo la legge del 'macro' e del 'microsmo', il che ci porta a rivedere l'opera del Nostro, sotto l'altro punto di vista psico-fisico del corpo umano, nel raggiungimento della salute. Con questa impostazione Icco si mostra seguace delle dottrine mediche e filosofiche delle celebri Scuole di Crotone e di Taranto espresse, già nel VI sec. a.C., dall'indiscusso ralore dell'elemento italico. Il discorso ci porta ora a sfiorare proprio la questione sul valore, il significato e l'entità dell'elemento autoctono delle popolazioni e la loro componente culturale prima dell'insediamento dell'elemento greco in queste terre, territorio successivamente denominato Magna Grecia, anche se ciò fu ampiamente e ripetutamente trattato e discusso, proprio a Taranto anche in occasione di un Congresso Nazionale di Storia della Medicina, il XXV, tenutosi dal 25 al 28 sett. 1969 (3). In quell'occasione, appunto, ebbi l'onore di parlare sulla distinzione che si andava delineando tra l'elemento autoctono italico, già esistente in questi territori che, solo in un secondo tempo si badi bene, andarono sotto la comune denominazio-

Page 5

View in PDF(opens in a new window)
Icco da Taranto ne di Magna Grecia, denominazione che va intesa col significato di ‘parte migliore' della Grecia stessa, certamente non dal punto di vista territoriale, ma da quello più nobile, culturale, chei Greci stessi andavano riconoscendo in più occasioni. Spesso e con grande impegno da parte dei singoli autori, si è discusso, e si discute ancora, sui rapporti tra la Grecia e la Magna Grecia e sul significato da dare alle popolazioni autoctone. Si parla anche di colonizzazione su questi territori e si i rapporti tra metropoli e le località dette colonie e tra indagano queste e le subcolonie. I reperti archeologici ci possono indirizzare verso la certezza di popolazioni indigene alla base dello sviluppo del territorio tarantino, fino ai ritrovamenti etruschi. Sembra anche che in queste terre (v. Diodoro, XII, 13.4) si ebbe il primo esempio di assistenza pubblica; non solo, ma tra le varie prescrizioni assumeva grande importanza l'atletica, la ginnastica, gare e giuochi atletici. Com'è noto fra il 750 e il 650 si ebbe un notevole movimento dell'elemento greco dalle terre di origine verso le sponde italiche, ma quando intorno al 720 gruppi di Ionici e di Achei, sbarcati sulle sponde italiche, si insediarono in queste terre, non trovarono certamente spiagge deserte, ma si incontrarono con le popolazioni autoctone della Bruzia, altre ne trovarono a sud di Squillace, e in Sicilia. In queste popolazioni, anche se sottomesse, l'elemento italico non fu certamente distrutto. Le nuove colonie greche per origine, ma italiche per la terra di insediamento, si distaccarono presto dalla madre patria, formando piccole repubbliche spesso in conflitto tra loro. La coesistenza dei due elementi, l'autoctono e l'italico, portò ben presto a sviluppare un grado di cultura, già nel VI sec. a.C., superiore a quella greca, la quale si manifestò un secolo più tardi nel cosiddetto ‘secolo d'oro' di Pericle. Nel VI secolo era già emersa la figura di Alemeone da Crotone, capostipite di una Scuola biologica che non può essere una anteriore espressione medica, altro che il riflesso di

Page 6

View in PDF(opens in a new window)
una scuola preesistente alla venuta di Pitagora da Samo. Con Alemeone si debbono ricordare tutti coloro che, nati in Italia, hanno seguito lo stesso indirizzo, come: Empedocle da Agrigento, Filolao da Taranto, Democede e, non ultimo, il nostro Icco. E' noto, del resto, ricorda A. Szabo, che "la storia della Magna Grecia non è solo l'insieme delle singole colonie greche nel Mezzogiorno d'Italia, ma è anche una storia che ha una vita sviluppo suo particolare", e, più propria in quanto segue uno avanti, approfondendo le ragioni dello sviluppo delle scienze in Magna Grecia, è del parere che "la cultura e la civiltà della Magna Grecia che si svolsero nella prima fase della storia di questo territorio, in epoca anteriore al 450 a.C., anticiparono sotto vari aspetti la cultura e la civiltà della Grecia vera e propria" (5). Va detto, intanto, che la ginnastica e gli esercizi fisici, agonistici che fossero, non appaiono per la prima volta in queste terre con Icco, per cui si rende necessario analizzare alcuni precedenti storici ispiratori dell'evoluzione dell'atletica nei suoi rapporti con l'elemento autoctono, la Magna Grecia e la Grecia stessa (madre patria). Anche le gare sportive riconoscono le proprie origini in epoche abbastanza remote, ma con diverse impostazioni e significati nel corso dei secoli. Le gare sportive dei popoli antichi erano promosse da concetti etico-religiosi; quindi non avevano solo scopi di svago e di divertimenti fuori dell'abitato, secondo il significato etimologico del termine 'diporto', da cui è derivato 'desport', fino all'odierno 'sport' (6). In Grecia, fin dal tempo della guerra di Troia (circa 1200 a.C.), per festeggiare i grandi avvenimenti venivano indette gare di canto, di poesia e di atletica, sia pure limitate alla corsa. Per onorare gli dei in Olimpia furono indette gare (dal 776 a.C.) presso il tempio di Zeus; a Corinto, presso il tempio di Poseidone, si svolgevano i giuochi Istmici (dal 582); i giuochi Pitici, in quest'epoca, erano dedicati ad Apollo.

Page 7

View in PDF(opens in a new window)
Icco da Taranto Le Olimpiadi costituivano allora un avvenimento cosi importante da indurre a porre fine addirittura alle guerre in corso, 0 a sospendere i combattimenti con l'armistizio, per consentire la partecipazione alle gare. Mentre nelle regioni ora ricordate l'elemento religioso delle celebrazioni agonistiche era la parte preminente, nel VI secolo un grande fervore pervase le regioni della Magna Grecia, tanto che la Scuola bio-medico-filosofica di Crotone presto si dedicò anche all'esaltazione delle virtù fisiche e delle ambizioni agonistiche. Tra le città italiote, infatti, Crotone tenne per lungo tempo il primato nell'atletica, nelle singole specialità, nelle gare olimpiche dove, bisogna ricordarlo, "l'ultimo dei Crotoniati era il primo degli altri Greci". | Tra gli italioti che si resero famosi nei giuochi, oltre il Nostro, si ricordano Anochos, Micrino e Dionisidoro, (7) allievi scrupolosi, seguaci nell'applicazione dei dettami del maestro, esempio vivente peri suoi giovani discepoli. Dietro l'esempio di questi successi possiamo constatare come in tutta la Grecia sorgessero rapidamente, e con grande interesse, palestre, e ginnasi talvolta anche con finalità non certamente del tutto collaterali, come in particolare creare uomini d'arme pronti per i campi di battaglia. A tale proposito Strabone (VI, 262) ricorda che specialmente gli uomini di Crotone sembravano nati per l'atletica e meno per la guerra. Difatti la lista dei vincitori olimpici, già dal VII secolo fino alla prima metà del V secolo, è ricca di nomi di cittadini italioti. Uno di questi è appunto il nostro Icco da Taranto. Platone lo onora nelle sue opere, nelle Leggi (VIII 839, 40) e nel Protagora (316, d-e), in quest'ultima chiamandolo Maestro rinomato di ginnastica e di vita, attributo ragionato e frutto di riflessione circa la sua reale statura, mentre dalle Leggi possiamo trarre notizie più precise come per esempio: "Non abbiamo noi sentito dire ciò che fa Icco da Taranto in pros-

Page 8

View in PDF(opens in a new window)
? Per esservi vincisimita delle gare olimpiche e delle altre gare ca che la forza tore lui, che possedeva nel suo animo sia launatecni a, nè un radonn nè con la temperanza, non avvicinava maialle (8). nto" name gazzo, allorchè si trovava nel pieno del suo della ginnastica mee ator fond mò Platone stesso lo chia e la dieta degli atleti. dica per la cura che egli ebbe nel riformar o di esagerare nel Secondo il De Renzi se gli atleti cesslearon loro forze evitando di entarono prendere cibi e bevande, aumIcco, considerato medico con troppa tti Difa perderle con abusi. ci, mentre sarebbe meglio precipitazione da parte degli stori moderno, si mostrò partichiamarlo dietologo con termine i più suoi precetti sulla temperancolarmente rigido nell'applicare vi, per indicare un pasto za, tanto che i Greci in tempi successi frugale, lo chiamarono ‘pasto di Icco' o ‘cena di Icco' (9). nalmente il vanto di Si vuole che Icco, cui spetta tradi izio ivi, abbia intuito il aver istituito la dieta metodica degldellsport a palestra e la 'medicirapporto esistente tra la ‘medicina’ici com finalità ultima per na' militare, cioè gli esercizi ginn delle earmi Ciò, vogliono i l'allenamento dei giovani alla vitadella disfatta. mili tare subita più, certamente in conseguenza api nel 473 a.C., quando da Taranto da parte dei vicini Mess e pensò bene di riprendere la questa città si ravvide in tempo prov vedere innanzi tutto alla via dei padri, per cui occorreva facendo tesoro delle dottrine preparazione fisica dei cittadini, Scuo le mediche italiote, espomediche e filosofiche delle celebri nenti Alcmeonee Pitagora. V sec. a.C., figlio di Icco, fiorito intorno alla metà del ta nella LXXVII OlimNicolaide, raggiunto l'apogeo come atle o di sottoporsi a quelle repiade (472), diede egli stesso l'esempidel insegnamento. gole metodiche che formarono Ja base suo agli esercizi ginLa base dell'impostazione data dadaunIcco etico-religioconc nici è quella di trasportare il tutto che l'attetto enzione al benesso, in una finalità fisico-culturale. E studi biolo gici, ce lo disere del corpo era oramai l'oggetto degli mostrano la Scuola di Crotone, esponente Alemeone nativo del

Page 9

View in PDF(opens in a new window)
Icco da Taranto luogo, iniziatore di quel genere di studi. Questi nuovi orientamenti esercitarono ben presto la fervida mente dei suoi seguaci con le idee orientate all'applicazione dei concetti sull'attività pratica in funzione del potenziamento fisico-biologico. Sia pure sotto l'egida della divinità e nel rispetto delle situazioni sociali, i giuochi in un secondo tempo andarono acquistando sempre più significato di ginnastica utilitaristica a finalità difensive per il proprio territorio. In quest'epoca grande attenzione volgevano i Greci agli esercizi fisici tanto che presso i più grandi medici del V sec. a.C. si dava grande spazio alla ginnastica che, insieme alla dietetica, costituiva il fondamento della terapeutica della Scuola ippocratica. ? Platone la riteneva preparazione spirituale alle guerre, mentre Galeno, nella romanita classica greco-latina, pensava che essa, più che pratica terapeutica, dovesse considerarsi un mezzo per giungere alla perfetta e completa armonia delle funzioni. I rapporti tra spirito e corpo esaltati dalla ginnastica furono tenuti nella massima considerazione anche da Galeno col dire come essa sia capace di agire in maniera da far liberare o far venire la malattia. Con cid si ritorna al concetto che la ginnastica e il giuoco devono essere fatti per sollevare e distrarre l'animo il quale, conquistando vigore, fa rinnovare anche le energie fisiche. y Alla base della filosofia del Tarantino è evidente il principio dell'armonia delle parti, ciò quella della 'isonomia' alcmeoniana, abbinata alla teoria annunciata da Pitagora detta della 'enanziosi', o dell'equilibrio delle parti. In quest'ottica é luomo che si pone sempre più al centro dell'interesse dell'individuo stesso con l'indagare e stabilire le leggi della vita, la sua intima costruzione, il suo funzionamento. Sembra quel sentimento che spinse l'uomo al desiderio

Page 10

View in PDF(opens in a new window)
espresso da Socrate con il motto: "Conosei te stesso". Dei due esponenti, Alemeone e Pitagora, il secondo sembra abbia maggiormente influenzato il Nostro nella razionalizzazione dei suoi principi. Nell'elevazione spirituale dell'uomo menti si raccomandava l'esercizio fisico come uno dei fondaappes o dell'educazione civile e morale, come elemento di contr per l'equilibrio del corpo rispetto al lavoro della mente. Seguace di Pitagora intendeva insegnare a mantenere e conservare l'armonia tra le parti del corpo a somiglianza di quell'accordo che egli vedeva nel macrocosmo. Ancora seguace dei principi alemeoniani e pitagorici, ti Icco si porta su una posizione di un certo rilievo nei rappor attracorpo-anima con lo sforzo di rapportare l'uomo al cosmo verso la dottrina della metempsicosi. Per i pitagorici il corpo appare come una tomba che imprigiona l'elemento dionisiaco, il quale può essere liberato solo attraverso riti di purificazione. Da ciò Icco valorizza la funzione della ginnastica, i precetti dietetici e il rispetto delle restrizioni sessuali. A tale proposito Strabone ci ricorda che i pitagorici "esercitavano i loro corpi alle fatiche per fortificare gli animi .(1721). Sotto questo punto di vista la ginnastica, sia essa limitae consideta al singolo che estesa alla collettività, è stata sempr re in un inseri da ità necess , salute rata fonte di benessere e di re i moregola a za avvez e sano tenore di vita, anche oggi. Inoltr funfar a , ancora a, vimenti e a proporzionarli al fine; insegn in mette zionare quello stupendo e misterioso meccanismo che rapporto cervello e muscoli, volontà e azione. Non solo disciplinamento delle membra verso la volontà intellettiva, la ginnastica bene intesa è educatrice delle migliori qualità dello spirito. Approfondendo il concetto, lo spirito sportivo è espressione di forza e non di prepotenza, è disciplina morale che tempera gli animi ed è educazione di alti sentimenti di probità e di lealtà.

Page 11

View in PDF(opens in a new window)
Icco da Taranto BIBLIOGRAFIA E NOTE Filosofia e scienza. Atti del quinto Convegno di Studi sulla Magna Grecia. Taranto, 10-14 ott. 1965. 2) TRIDENTE M, Icco da Taranto, antichissimo medico e ginnasiarca, maestro di dietetica atletica. In: Medicina italiana, 1940. 3) CAPPARELLI V, II contributo pitagorico alla scienza. Padova, Zannoni, 1955. 4) STROPPIANA L, La Medicina nella cosiddetta Magna Grecia. In: Atti XXIV Cong. 5) Naz. Storia della Medicina. Taranto, 25-28 sett. 1969. SZABO A, Scienze in Magna Grecia. In: Atti del quinto Convegno di Studi sulla Magna Grecia, cit. O) DIMACCO G., Sport e sanità somato-psichica. In: Medicina sperimentale, 1965, 1. 7 LO PORTO F.c., Tombe di atleti tarentini. In: Atti e Memorie della Società Magna Grecia. Roma, 1968. 8) penazz1 P, Icco da Taranto, atleta, fisiologo, dietista. In: Pagine di Storia della Medicina. 1975, 3, pp. 45-48. » 10) NARDI G, Medici sportivi e Medicina sportiva. In: Medicina sportiva. Pisa, 1937. Metropoli e colonie di Magna Grecia. Atti del terzo Convegno di studi sulla Magna Grecia. Taranto, 13-17 ott. 1963. m VENERANDO A, Evoluzione storica della medicina dello sport da leco al nuovo ippocratismo. In: Annali di Medicina Navale, 1966, pp. 835,836. 12 BETTICA GIOVANNINI R, Alemeone di Crotone prima di Pitagora di Samo. In: L'economia umana, 1956, 6. 13) TRIDENTE M, Icco da Taranto nella storia della Medicina Militare. In: Memorie Ace. Storia Arte Sanitaria. Supplemento n.2, 1946, p. 94. AMORESE G, Jeco da Taranto. In: Puglia sanitaria, 1975, 7, pp. 11-12.

Page 12

View in PDF(opens in a new window)
e vita. ., In: Igien Sport educatore. 16) ZIBORDIG 1» MusTILu D, Civiltà della Magna Gi zo Convegno di Studi sulla Magna Grecia, cit., p.67 18) MADDALE: 19) BONU L, Ancora su Pitagora e il suo influsso sulla medicina greca. In: Acta medicae historiac patavina. 196€ 20) STRABONE, 1954. 4,1 pitagorici. Bari, 9 (vol. V) pitagorici, Bari, 1954 21) BILINSKI B, Agoni ginnici. In: Accademia Polacca delle Scienze. Conferenza n. 75. Roma, 197! 2) TRIDENTE M, L'igiene alimentare della gens ilalica rispecchiala nei mistici precetti di Pitagora e nella poesia dell'età etrusca. In: Medicina italiana, 1940, 8