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Alessandro Bausani
PITAGORA E L'ISLAM
Nato nel 1921.
Libero docente in Lingua e letteratura persia
na e m Storia delle religioni dal 1954, nel 1956
vinse una cattedra di Lingua e letteratura persta-
=
È un autorevole esponente dell'Assemblea
Spirituale Nazionale della Fede Baha’.
na all'Istituto Universitario Onentale di Napoli.
Nel 1971 fu nominato Ordinario di Islamistica
Credo inutile specificare ancora una volta che
alla Pacolta di Lettere dell Univertta di Roma.
per "Arabi" intendo studiosi di /mgua araba (cfr.
In periodi diversi ha tenuto incarichi di Relı
gioni e filosofie del Medio ed Estremo Oriente,
vano soprattutto gli Ikhawan as-Safa e Shahrastäni
Bausani 19). Nel mondo arabo di Pitagora parladi Indonestano. di Hindi-Urdu e di Lingue ane
moderne dell'India.
E attualmente Direttore della Scuola Onendel cui Ismailismo si è a lungo discusso (Shahrastani sec.). Nel suo Kitab al-milal wa'nthal ha una
tale e dell'Istituto di Studi Islamic: dell Univer
dotta e commentata recentemente da C. Baffioutá di Roma.
ni (Baffioni, 1983, IV, 1, 2 p. 93, 132 261, 345).
lunga “voce'” su Pitagora, voce che © stata tra-
Ha compiuto missioni e viaggi di studio m ran
La voce ‘Pitagora’ di Shahrastäni è ripresa nelle
paest asiatica ed africani. tenendo conferenze m
inglese, persiano, urdu è malese ndonestano; nel
corrispondenze spesso addirittura letterali con il
‘’Epistole degli Ikhwan as-Safa’’ che presentano
1975 ottenne dal Governo del Pakistan la *'Sitara.
testo shahrastaniano,
e-lmitiyaz', onorificenza raramente concessa a
qui utilizzando l'ottima traduzione di C. Baffio-
Riproduciamo pertanto
stramieni, per la sua opera di valonzzazione e dif
ni, innanzitutto la voce ‘Pitagora’ di Shahrastani
fustone della lingua e cultura urdu.
(Baffioni, 1983, IV, 1, 96-103): ‘’Opinione di Pitagora. Fu figlio di Mnesarco, di Samo, ¢ fu contemporanco di Salomone, su di lui la salvezza,
Dal 1967 è Socio Corrispondente dell Acca
denzia Nazionale der Lincei; nel 1976 gli è stato
conferito il Premio Nazionale del Presidente del.
la Repubblica per la Filologia.
Tra le sue opere principali: “Storia delle Letterature del Pakistan'' (Milano - 1958). “Storia
della Letteratura persiana” tivi - 1900). ‘'Malesia; poesia e leggende” (ivi - 1963), “Le lettera
ture del sud-est astatico (ri - 1970); “Llslam'"
apprese la sapienza dalla miniera della Profezia,
e fu il sapiente nobile dotato di opinione salda
c mente ferma, ¢ che arrivò con la pratica ad ascoltare il mormorio dello sfero, ¢ che giunse alla sede dell'angelo, e disse: «non ho udito nulla che
fosse più piacevole dei suoi movimenti e non ho
visto nulla che sia più luminoso delle sue forme
1980), nonchè le traduzioni e le edizioni in
e delle sue sembianze». E il suo discorso intorno
lingua italiana del Corano (Firenze - 1955), di testi
religiosi zoroastriani (Roma 1957), di opere di
alle cose divine è che il Creatore Supremo € Al-
(rt
Avicenna, Igbal, Rumi e Khayyam.
tissimo € unico, non nel senso del / numero /
uno, infatti non entra nel numero, e non è colto
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ALESSANDRO RAUSANI
da parte della mente nè da parte dell'anima, e
non lo coglie la speculazione razionale, nè Lo demero e del numerato, e / À ; / l'unità accidentale si divide a sua volta in / A, / ciò che è prinscrive il linguaggio dell'anima, ed Egli è al di sopra delle qualità spirituali, non colto dal lato della
A, / ciò che è principio del numero, e rientra in
Sua essenza, ma si coglie attraverso 1 Suoi segni,
esso, e la prima / À , / è come l'unità della
le Sue opere e i Suoi fatti,
Mente agente, poichè non
e ciascuno dei mondi
cipio del numero, © non rientra in esso, e in /
rientra nel numero e
Lo coglie in relazione ai segni che Vi appaiono
nel numerato, e la seconda / A, / si divide a sua
in modo da qualificarlo ¢ Lo descrive in quella
volta in / Ab, / ciò che vi rientra come sua parmisura in cui è particolarizzato dalla Sua opera,
te, poichè il due si compone di due unità, e così
poichè le cose esistenti
ogni numero è composto indubbiamente di uninel mondo spirituale sono particolarizzate da segni panicolari spirituali,
:
ein / Ab, / ciò che vi rientra come propriein modo che lo qualificano attraverso quei segni,
tà inerente, non come parte, e ciò perchè ogni
e non c'è dubbio che la condotta dell'animale è
numero numerato non è privo di unità connessa
correlata ai segni ai quali l'animale è disposto per
ad esso intrinsecamente, cosicchè il due e il tre
natura, e che la condotta dell'uomo è correlata
nel loro essere due e tre sono unità,
ai segni ai quali l’uomo è disposto di modo che
numerate, sia composte che semplici, sono unitutto Lo qualifica dal lato della Sua essenza e Lo
tà, 0 nel genere, o nella specie, o nell'individuo,
consacra dalle proprietà delle Sue qualità
come la sostanza, în quanto è sostanza in assolu-
€ così le cose
Poi disse che l’unità si divide in / a / unità
to, e l'uomo in quanto è uomo, e l'individuo parche non deriva da altro, cioè l'unità del Creatore
tà dalla quale proviene l'unità delle cose csistenticolare come Zayd in quanto è quell'individuo
particolare / sono / uno, dunque l'unità non è
mai disgiunta dalle cose esistenti e questa è / b
ti. € la molteplicità in esse: e in / b / un'unità
1 un'unità che deriva dall’ / a / Unita del Creache deriva (da altro), cioè l’unità delle cose creatore Altissimo, ¢ intrinsecamente connessa a tutte, e talora dice che l'unità in assoluto si divide
te le cose esistenti, anche se si trova nelle loro csin / a, / un'unità anteriore all'eternità, / a, /
senze caratterizzate dalla molteplicità, e infatti cia-
Altissimo, l'unità che abbraccia ogni cosa,
l'uniun'unità con l'eternità,
scuna cosa esistente è nobilitata dal predominare
©/ a, / un'unità col tempo; e / a, / l'unità che
è prima dell'eternità e WUnitä del Creatore Aldell'unità su di essa, e ogni cosa più è lontana
dalla molteplicità più è nobile e perfetta.
Poi Pitagora ebbe un'opinione sul numero e
tissimo, / a, / l'unità che è dopo l'eternità è
il numerato alla quale si erano opposti tutti i sal'unità della Mente prima, / a, / l'unità che è
dopo l'eternità è l'unità dell'Anima, / a, / Vue
pienti prima di lui, e alla quale si opposero quelli dopo di lui, e cioè che il numero è separato dal
nità che è prima del tempo è l'Anima € / a, /
l'unità che è col tempo è l'unità degli clementi
numerato come la forma lo è dalla materia, e lo
rappresentò come realmente esistente. e disse che
e delle cose composte; e talora l'unità viene diviil principio delle cose esistenti è il numero, e che
sa secondo un'altra divisione, cosicchè
esso
è il primo principio, principiato dal Creatol'unità
si divide in / A, / un'unità sostan,
re Altissimo, e che il primo numero è l'uno, e
in / A, / un'unità accidentale, e che/ A, / l'uin lui ci fu divergenza d'opinione in merito al fatto
nità sostanziale non appartiene se non al Creatose esso entri nel numero come elemento precere del tutto, dal quale proviene l'unità del nudente, e la sua propensione maggiore era a rite-
/ a, / un'unità posteriore all'eternità, / a, / un'unità prima del tempo,
Ed
nere che esso non rientra nel numero e che dunque il numero incominci da due, € dice che esso
la seconda di un dispari e di tre pati, e l'otto per
mero semplice è il duc, e il pari semplice il quatè composto di tte dispari, e per la seconda di un
pone il due come un pari, poichè se esso si di
desse in due unità l'unità rientrerebbe nel numero, e noi abbiamo fatto cominciare la serie del nuposto di un numero e due pari, o di un pari e
due dispari, e per la seconda di ciò che si compue com'è in sè (?). e il primo dispari semplice è
(il) tre, disse anche che la divisione per quello è
completa e che ciò che (viene) dopoè divisione
della divisione. Dunque il quattro è il limite del
numero e la perfezione, e da questo deriva la dilogia a questi esempi.
si divide in pari e dispari, dunque il primo nula prima è composto di due pari, e per la seconda
è composto di quattro pari e il nove per la prima
tro, ed esso si divide in due parti eguali: e non
dispari e quattto pari; c il dicci per la primaè commero da due, e il pari è una delle sue divisioni
visione per quattro e la vera natura del quattro
è che è la guida delle nostre anime. che è la radi
ce del tutto, e / disse / che ció che / viene / dopo quello è pari del dispari. pari del pati, e pati
del pari e del dispari; e il cinque è chiamato numero circolare, poichè quando lo si moltiplica per
se stesso il cinque ritorna sempre all'estremità; e
il sei è chiamato il numero completo, perchè le
sue parti sono uguali al tutto; e il sette numero
ta dall'uno al quattro ed esso è il limite e la perfezione, poi gli altri numeri sono dedotti in ana=
Disse anche che queste sono le radici delle cose
esistenti, poi che il numero è disposto sul numerato e la misura sul misurato, e disse che il numero è ciò in cui c'è la dualità, cd è la radice dei
numerati e principio suo è la Mente, in considerazione del fatto che in essa ci sono due approcci, quello dal punto di vista della sua essenza, ©
allora è possibile l'essere secondo la sua essenza,
€ quello dal punto di vista del suo principio e allora è necessario l'essere secondo esso, e lo accoglie il due; e / disse che / il numerato in cui c'è
fa trinità è l'Anima, quando si aggiunge ai due
approcci un terzo approccio, è il numerato in cui
perfetto, perchè è l'aggregato del dispari e del pac'è la quaternirä è la Natura quando si aggiunge
te, composto di due parti; e il nove di tre dispari, e il dieci anch'esso è un altro limite, per agmite, cioè la fine dei principi e ciò che / viene
/ dopo / sono / i composti € non fa parte /
ri, ed è un (altro) limite, e l'otto è il cominciangregazione del numero dall'uno al quattro ed è
un altro limite, dunque il numero ha quattro limiti, quattro, sette, nove e dieci, poi sì ritorna
all'uno e diciamo / : / undici, e le composizioni
in cid che / viene / dopo il quattro si enumerano
secondo punti di vista diversi, infatti il cingue,
secondo l'opinione di chi non ritiene che l'uno
(rientri) nel numero è composto di un numero
€ di un dispari, e secondo l'opinione di chi lo crede, è composto di un dispari e di due pari. e così
il sei per la prima / fazione / è composto di due
dispari, o di un numero e di un pari, e per la seconda è composto di tre pari, ¢ il sette per la prima è composto di un dispari e di un pari, e per
ai tre un quarto / approccio / e poi / c'è / il lidell'esistente composto se non ciò in cui è anche
/ parte / dell'Elemento, e l'Anima e la Mente
sono una cosa, 0 fome o segno, finchè si arriva
al sette, e i numerati si misurano su quello, e si
arriva al dieci, e dopo / ci sono / la Mente e le
nove Anime nelle loro sfere, che sono i loro corpi
e le loro menti separate, e come la sostanza € nove accidenti, ¢ in genere si comprende lo stato delle cose esistenti dal numero, e le misure prime,
e dice che il Creatore Altissimo conosce tutti i conosciuti secondo la comprensione attraverso le cause, che sono i numeri e le misure, ed esse non sono diverse e la sua conoscenza non è diversa, e
però dice che ció che si oppone all'uno è l'ele-
Página 3
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)dPitagoraLecioèpermcohèndlaosèesot-Lee,lseogniocpherescoatar,po,€tproalsendniensmpstoaietinrmidptolcuiahclei/nscpoehiimrepitltèaigc/lpiamoec,heedspèifuèponosrtmiorbaildesmiaivuinpdsietsratcodeadli.lmècmnmai,e,haoltrièirnaumeisr,peiesaliec,pnosesdotrreoeonnaivlongaecilnooiopamritdnugiaincurfmomsaearnlrdegagtdis|rcnàeuosolsndt]sleaecoisniuclaocrouprniprsiipof€inceda¢znzaatuto
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èprheqiuymaleo
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Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)ALESSANDRO BAUSANI
« lodia come misura della composizione rispetto al
composto, ¢ da misura rispetto al ausurato / co-
Quanto ad Eraclito ¢ ad Ippaso, furono fra i
Pitagorici, e dissero che principio delle cose esime / cosa con cui è guidato, e ne dipende, e Cristenti € il fuoco, e / che / ciò che ispessisce da
sippo € Zenone il sapiente furono seguaci di Piesso e si pietrifica è la terra, € / che / ciò che si
e l'altro chiamato Clono (o Kalanos?), che entrò
in India e chiamò fa gente alla sapienza (di Pitagora) e congiunse la sua sapienza al Brahmanesimo di / quella / gente. solo che i Magi come si
è detto presero la / parte / corporea del suo discorso
e gli Indiani presero la / parte / spirituale;
tagora nella sua opinione sul principiante e il prinscioglie dalla rerra per mezzo del fuoco diviene
cipiato, solo che entrambi dissero che il Creatore
acqua, € / che / ciò che si scioglie dall'acqua per
Altissimo ha creato I’ Anima e fa Mente in un colmezzo del fuoco diviene aria, dunque il fuoco è
principio e dopo di esso / viene / la terra, e dopo
e fra ciò che Pitagora aveva predicato e aveva racdi essa l'acqua, e dopo di essa l'aria, e dopo di
periori col senso dopo la pratica profonda, € mi
essa il fuoco e il fuoco è il principio, e ad esso /
© / il ritorno, e da esso / proviene / la peneraziosono clevato dal mondo delle nature al mondo
dell'Anima e al mondo della Mente. e ho inve.
po solo. poi ha creato tutto ciò che è sotto di esse
attraverso la loro mediazione, e / che / all'inizio
le creò / come / immortali, e non sono possibili
per oro l'estinzione € l'annientamento, e sostencomandato, disse: ‘*lo ho visto questi mondi sunero che l'anima quando era pura e casta da ogni
impurità, venne nel mondo più alto alla sua resine, e ad esso / si riduce / la corruzione.
Quanto ad Epicuro, che filosofò nei giorni di
denza, che le somiglia e le è congeziere. e che il
ciò che hanno della bellezza, lo splendore e la lu-
Democrito, pure è stato dell'opinione che i princorpo che / proviene / dal fuoco e dall'aria era
cipi delle cose esistenti siano corpi percepibili rail suo corpo in quel mondo puro da ogni peso e
ce. e ho udito ciò che hanno dei toni nobili, €
delle voci commoventi spirituali”'; e disse: ‘Ciò
zionalmente, i quali si muovono attraverso il vuoto
torbidità; quanto all'involucro che proviene dalla acqua e dalla terra, quello si estingue e si annulla. poichè non assomiglia al corpo celeste, dato
nel vuoto infinito, solo che hanno tre proprietà,
la forma, la grandezza e il peso.
E Democrito ha ritenuto che avessero due proche il corpo celeste è occultato dall'involucro, poiprietà. la grandezza e la forma soltanto, e sostenne
che ha una più forte spiritualità, e queto mondo
che quei corpi non si tagliano, cioè non si scinnon assomiglia al corpo,ma all'involucro gli asdono e non si frangono e / che / essi sono intellisomiglia, e / in / tutto ciò che è composto e in
vos prevalgono Je parti di fuoco e di aria prevale
il corporeo, e / in / ciò che è composto e in cui
prevalgono le parti di acqua e di terra prevale il
fisico, e questo mondo è il mondo dell'involugibili, cioè comprensibili attraverso l'immaginaero, e quel mondo è il mondo del corpo, e l'anizione, non attraverso il senso, € che si incontrano
quelle parti nei loro movimenti necessariamente
© per caso, e si formano dal loro incontro le forme di questo mondoe le sue figure, ¢ si muovono secondo tutte le direzioni di movimento, e ciò
ma in quel mondo si unisce al corpo corporeo,
è quanto è raccontato di loro, che dissero ‘’per
non fisico, e invero non gli è possibile l’anniencaso” e non stabilirono per essi un artefice che
tamento e l'oblio, e il suo piacere è eterno / e
/ ne / rendesse necessario l'incontro e facesse esistere questa forma. e costoro stabilitono l'artefi-
/ non se ne stancano le nature e le anime; e si
chiese a Pitagora: ‘Non parli dell'annientamence e stabilirono una causa dei movimenti di quelle
to del mondo?”' Rispose: ‘Esso raggiunge la causa
sostanze; quanto al loro incontro, ne dissero che
uttraverso cui fu, e quando la raggiunge, il suo
/ avviene / per caso, dunque implicarono il formovimento si quieta e si moltiplicano i piaceri superiori, cioè le composizioni dei toni, il che è come parlare della glorificazione e della santificamarsi del mondo per caso e per l'urto; e Pitagora
zione / come / cibo delle cose spiricuati, e il cibo
di tutto ciò che esiste, cioè ció da cui è stato ercato quell'esistente'
ebbe due allievi intelligenti, uno dei quali chiamato Filincus (0 Filonikos?) e noto come Mar Zinus (o Maximos?), che entrò in Persia e richiamò
la gente alla sapienza di Pitagora, ¢ congiunse la
sua sapienza al Mazdeismo di / quella / pente,
2
RELAZIONI
stigato ciò che v'è in essi delle forme astratte, e
che è in questo mondo comprende una quantità
di bellezza per cui viene ad essere un effetto della natura, e ciò che è sopra di cesso fra i mondi
è più splendido, più nobile e più bello, al punto
che la descrizione arriva al mondo dell'Anima e
della Mente e si ferma, e non è possibile al linguaggio di descrivere ciò che in essi v'è della nobiltà. la grazia. la bellezza e lo splendore, dunque il vostro desiderio e il vostro affanno sono per
il congiungimento a quel mondo, affinchè il vostro permanere e il vostro perdurare si prolunghino
al di la del vostro mondo della corruzione e dell'oblio, e veniate al mondo che è tutto bellezza
e tutto splendore, € tutto gioia e tutto gloria e
verità, e siano la vostra gioia e il vostro piacere
eterni / e / indivisi'". Disse anche: ‘Più sono numerosi gli intermediari fra lui e il Suo Signore,
più egli difetta dell'ordinamento dell'adorazione, e poichè il corpo è bisognoso per star bene
dell'ordinamento dell'adorazione, e poichè il corpo è bisognoso per star bene dell'ordinamento
della Natura, ¢ la Natura è bisognosa, per la realizzazione delle sue operazioni, dell'ordinamento dell'Anima, e !’ Anima è bisognosa, per le sue
scelte più nobili, della guida della Mente, e non
c'è sopra la Mente / nulla / che si riveli se non
la guida divina, a mala pena chi cerca aiuto nella
purici della Mente ha in suo favore come testimonianza l'intelligenza d'essere contento / di lui
/ il suo Signore, e chi segue il desiderio del corpo docile ai richiami della natura € favorevole alle inclinazioni dell'anima è lontano dal suo Signore / € / difettoso nel suo ordinamento”
Quasi contemporaenamente a Shahrastäni, gli
ikhwan as-Safa, anch'essi accusati di Ismailismo
forse più a ragione, si dichiararono apertamente
neopitagorici. Gli Ewan sono una specie di massonctia ismailitoide (st veda ora Bausanı. 1978)
Nei trattati degli lédwan ce n'è uno, per escmpio, il 1° della III parte (o in tutto il 52°) inutolato appunto ‘1 principi intellettuali secondo i
Pitagorici”* dove Pitagora è detto ‘‘colui che per
primo trattò della scienza del numero e della sua
natura”. Si elencano poi gli ‘’esagerati’’ della
scienza dei numeri come ad esempio i musabbi'ah, poi i trialisti esagerati come i Cristiani, 1
quaternalisti come i naturalisti (ad: ıyyun). gli
esagerati del 5 come i Khurramiti (setta islamica
sciita) o gli indù che invece esagerano con il nove. Dice invece i) nostro autore: ‘1 piragorici danno ad ogni numero il dovuto ¢ sono equilibrati.
Per loro Uno e /‘as/ (origine) e il mansha* (scaturigine) dei numeri così come Dio è causa delle
cose**. Il capitolo continua (se ne può vedere un
ampio riassunto in Bausani, 1978, 211-214) con
varie idee pitagoriche o credute tali, che già conosciamo in parte.
o
Pitagora è uno dei filosofi greci più nominati
dal mondo islamico. Secondo i Placita philosophorum atabi, una delle principali fonti della filosofia antica per il mondo arabo (cfr. Daiber,
1980, passim) risulta che i sette sapienti di Shahrastini sono Platone, Empedocle, Pitagora (nominato 36 volte), Anassagora, Talete, Anassimene e Socrate {benchè nominato solo 3 volte), (cit.
in Baffioni 1983, 104). Come si vede, si tratta di
quella influenza greca pre-aristotelica, o pre-
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BIBRIOGHALTA