Pitagora e l'Islam

Autor
Bausani, A..
Publicado en
Pitagora 2000
Año
1984
Tema
ISLAM
Idioma
Italiano
Categoría
C7 Filosofía
Número de archivo
1230

Abrir PDF(se abre en una ventana nueva)

Mostrar texto completo5 páginas

Página 1

Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)
ADDS Alessandro Bausani PITAGORA E L'ISLAM Nato nel 1921. Libero docente in Lingua e letteratura persia na e m Storia delle religioni dal 1954, nel 1956 vinse una cattedra di Lingua e letteratura persta- = È un autorevole esponente dell'Assemblea Spirituale Nazionale della Fede Baha’. na all'Istituto Universitario Onentale di Napoli. Nel 1971 fu nominato Ordinario di Islamistica Credo inutile specificare ancora una volta che alla Pacolta di Lettere dell Univertta di Roma. per "Arabi" intendo studiosi di /mgua araba (cfr. In periodi diversi ha tenuto incarichi di Relı gioni e filosofie del Medio ed Estremo Oriente, vano soprattutto gli Ikhawan as-Safa e Shahrastäni Bausani 19). Nel mondo arabo di Pitagora parladi Indonestano. di Hindi-Urdu e di Lingue ane moderne dell'India. E attualmente Direttore della Scuola Onendel cui Ismailismo si è a lungo discusso (Shahrastani sec.). Nel suo Kitab al-milal wa'nthal ha una tale e dell'Istituto di Studi Islamic: dell Univer dotta e commentata recentemente da C. Baffioutá di Roma. ni (Baffioni, 1983, IV, 1, 2 p. 93, 132 261, 345). lunga “voce'” su Pitagora, voce che © stata tra- Ha compiuto missioni e viaggi di studio m ran La voce ‘Pitagora’ di Shahrastäni è ripresa nelle paest asiatica ed africani. tenendo conferenze m inglese, persiano, urdu è malese ndonestano; nel corrispondenze spesso addirittura letterali con il ‘’Epistole degli Ikhwan as-Safa’’ che presentano 1975 ottenne dal Governo del Pakistan la *'Sitara. testo shahrastaniano, e-lmitiyaz', onorificenza raramente concessa a qui utilizzando l'ottima traduzione di C. Baffio- Riproduciamo pertanto stramieni, per la sua opera di valonzzazione e dif ni, innanzitutto la voce ‘Pitagora’ di Shahrastani fustone della lingua e cultura urdu. (Baffioni, 1983, IV, 1, 96-103): ‘’Opinione di Pitagora. Fu figlio di Mnesarco, di Samo, ¢ fu contemporanco di Salomone, su di lui la salvezza, Dal 1967 è Socio Corrispondente dell Acca denzia Nazionale der Lincei; nel 1976 gli è stato conferito il Premio Nazionale del Presidente del. la Repubblica per la Filologia. Tra le sue opere principali: “Storia delle Letterature del Pakistan'' (Milano - 1958). “Storia della Letteratura persiana” tivi - 1900). ‘'Malesia; poesia e leggende” (ivi - 1963), “Le lettera ture del sud-est astatico (ri - 1970); “Llslam'" apprese la sapienza dalla miniera della Profezia, e fu il sapiente nobile dotato di opinione salda c mente ferma, ¢ che arrivò con la pratica ad ascoltare il mormorio dello sfero, ¢ che giunse alla sede dell'angelo, e disse: «non ho udito nulla che fosse più piacevole dei suoi movimenti e non ho visto nulla che sia più luminoso delle sue forme 1980), nonchè le traduzioni e le edizioni in e delle sue sembianze». E il suo discorso intorno lingua italiana del Corano (Firenze - 1955), di testi religiosi zoroastriani (Roma 1957), di opere di alle cose divine è che il Creatore Supremo € Al- (rt Avicenna, Igbal, Rumi e Khayyam. tissimo € unico, non nel senso del / numero / uno, infatti non entra nel numero, e non è colto

Página 2

Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)
RELAZIONE ALESSANDRO RAUSANI da parte della mente nè da parte dell'anima, e non lo coglie la speculazione razionale, nè Lo demero e del numerato, e / À ; / l'unità accidentale si divide a sua volta in / A, / ciò che è prinscrive il linguaggio dell'anima, ed Egli è al di sopra delle qualità spirituali, non colto dal lato della A, / ciò che è principio del numero, e rientra in Sua essenza, ma si coglie attraverso 1 Suoi segni, esso, e la prima / À , / è come l'unità della le Sue opere e i Suoi fatti, Mente agente, poichè non e ciascuno dei mondi cipio del numero, © non rientra in esso, e in / rientra nel numero e Lo coglie in relazione ai segni che Vi appaiono nel numerato, e la seconda / A, / si divide a sua in modo da qualificarlo ¢ Lo descrive in quella volta in / Ab, / ciò che vi rientra come sua parmisura in cui è particolarizzato dalla Sua opera, te, poichè il due si compone di due unità, e così poichè le cose esistenti ogni numero è composto indubbiamente di uninel mondo spirituale sono particolarizzate da segni panicolari spirituali, : ein / Ab, / ciò che vi rientra come propriein modo che lo qualificano attraverso quei segni, tà inerente, non come parte, e ciò perchè ogni e non c'è dubbio che la condotta dell'animale è numero numerato non è privo di unità connessa correlata ai segni ai quali l'animale è disposto per ad esso intrinsecamente, cosicchè il due e il tre natura, e che la condotta dell'uomo è correlata nel loro essere due e tre sono unità, ai segni ai quali l’uomo è disposto di modo che numerate, sia composte che semplici, sono unitutto Lo qualifica dal lato della Sua essenza e Lo tà, 0 nel genere, o nella specie, o nell'individuo, consacra dalle proprietà delle Sue qualità come la sostanza, în quanto è sostanza in assolu- € così le cose Poi disse che l’unità si divide in / a / unità to, e l'uomo in quanto è uomo, e l'individuo parche non deriva da altro, cioè l'unità del Creatore tà dalla quale proviene l'unità delle cose csistenticolare come Zayd in quanto è quell'individuo particolare / sono / uno, dunque l'unità non è mai disgiunta dalle cose esistenti e questa è / b ti. € la molteplicità in esse: e in / b / un'unità 1 un'unità che deriva dall’ / a / Unita del Creache deriva (da altro), cioè l’unità delle cose creatore Altissimo, ¢ intrinsecamente connessa a tutte, e talora dice che l'unità in assoluto si divide te le cose esistenti, anche se si trova nelle loro csin / a, / un'unità anteriore all'eternità, / a, / senze caratterizzate dalla molteplicità, e infatti cia- Altissimo, l'unità che abbraccia ogni cosa, l'uniun'unità con l'eternità, scuna cosa esistente è nobilitata dal predominare ©/ a, / un'unità col tempo; e / a, / l'unità che è prima dell'eternità e WUnitä del Creatore Aldell'unità su di essa, e ogni cosa più è lontana dalla molteplicità più è nobile e perfetta. Poi Pitagora ebbe un'opinione sul numero e tissimo, / a, / l'unità che è dopo l'eternità è il numerato alla quale si erano opposti tutti i sal'unità della Mente prima, / a, / l'unità che è dopo l'eternità è l'unità dell'Anima, / a, / Vue pienti prima di lui, e alla quale si opposero quelli dopo di lui, e cioè che il numero è separato dal nità che è prima del tempo è l'Anima € / a, / l'unità che è col tempo è l'unità degli clementi numerato come la forma lo è dalla materia, e lo rappresentò come realmente esistente. e disse che e delle cose composte; e talora l'unità viene diviil principio delle cose esistenti è il numero, e che sa secondo un'altra divisione, cosicchè esso è il primo principio, principiato dal Creatol'unità si divide in / A, / un'unità sostan, re Altissimo, e che il primo numero è l'uno, e in / A, / un'unità accidentale, e che/ A, / l'uin lui ci fu divergenza d'opinione in merito al fatto nità sostanziale non appartiene se non al Creatose esso entri nel numero come elemento precere del tutto, dal quale proviene l'unità del nudente, e la sua propensione maggiore era a rite- / a, / un'unità posteriore all'eternità, / a, / un'unità prima del tempo, Ed nere che esso non rientra nel numero e che dunque il numero incominci da due, € dice che esso la seconda di un dispari e di tre pati, e l'otto per mero semplice è il duc, e il pari semplice il quatè composto di tte dispari, e per la seconda di un pone il due come un pari, poichè se esso si di desse in due unità l'unità rientrerebbe nel numero, e noi abbiamo fatto cominciare la serie del nuposto di un numero e due pari, o di un pari e due dispari, e per la seconda di ciò che si compue com'è in sè (?). e il primo dispari semplice è (il) tre, disse anche che la divisione per quello è completa e che ciò che (viene) dopoè divisione della divisione. Dunque il quattro è il limite del numero e la perfezione, e da questo deriva la dilogia a questi esempi. si divide in pari e dispari, dunque il primo nula prima è composto di due pari, e per la seconda è composto di quattro pari e il nove per la prima tro, ed esso si divide in due parti eguali: e non dispari e quattto pari; c il dicci per la primaè commero da due, e il pari è una delle sue divisioni visione per quattro e la vera natura del quattro è che è la guida delle nostre anime. che è la radi ce del tutto, e / disse / che ció che / viene / dopo quello è pari del dispari. pari del pati, e pati del pari e del dispari; e il cinque è chiamato numero circolare, poichè quando lo si moltiplica per se stesso il cinque ritorna sempre all'estremità; e il sei è chiamato il numero completo, perchè le sue parti sono uguali al tutto; e il sette numero ta dall'uno al quattro ed esso è il limite e la perfezione, poi gli altri numeri sono dedotti in ana= Disse anche che queste sono le radici delle cose esistenti, poi che il numero è disposto sul numerato e la misura sul misurato, e disse che il numero è ciò in cui c'è la dualità, cd è la radice dei numerati e principio suo è la Mente, in considerazione del fatto che in essa ci sono due approcci, quello dal punto di vista della sua essenza, © allora è possibile l'essere secondo la sua essenza, € quello dal punto di vista del suo principio e allora è necessario l'essere secondo esso, e lo accoglie il due; e / disse che / il numerato in cui c'è fa trinità è l'Anima, quando si aggiunge ai due approcci un terzo approccio, è il numerato in cui perfetto, perchè è l'aggregato del dispari e del pac'è la quaternirä è la Natura quando si aggiunge te, composto di due parti; e il nove di tre dispari, e il dieci anch'esso è un altro limite, per agmite, cioè la fine dei principi e ciò che / viene / dopo / sono / i composti € non fa parte / ri, ed è un (altro) limite, e l'otto è il cominciangregazione del numero dall'uno al quattro ed è un altro limite, dunque il numero ha quattro limiti, quattro, sette, nove e dieci, poi sì ritorna all'uno e diciamo / : / undici, e le composizioni in cid che / viene / dopo il quattro si enumerano secondo punti di vista diversi, infatti il cingue, secondo l'opinione di chi non ritiene che l'uno (rientri) nel numero è composto di un numero € di un dispari, e secondo l'opinione di chi lo crede, è composto di un dispari e di due pari. e così il sei per la prima / fazione / è composto di due dispari, o di un numero e di un pari, e per la seconda è composto di tre pari, ¢ il sette per la prima è composto di un dispari e di un pari, e per ai tre un quarto / approccio / e poi / c'è / il lidell'esistente composto se non ciò in cui è anche / parte / dell'Elemento, e l'Anima e la Mente sono una cosa, 0 fome o segno, finchè si arriva al sette, e i numerati si misurano su quello, e si arriva al dieci, e dopo / ci sono / la Mente e le nove Anime nelle loro sfere, che sono i loro corpi e le loro menti separate, e come la sostanza € nove accidenti, ¢ in genere si comprende lo stato delle cose esistenti dal numero, e le misure prime, e dice che il Creatore Altissimo conosce tutti i conosciuti secondo la comprensione attraverso le cause, che sono i numeri e le misure, ed esse non sono diverse e la sua conoscenza non è diversa, e però dice che ció che si oppone all'uno è l'ele-

Página 3

Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)
dPitagoraLecioèpermcohèndlaosèesot-Lee,lseogniocpherescoatar,po,€tproalsendniensmpstoaietinrmidptolcuiahclei/nscpoehiimrepitltèaigc/lpiamoec,heedspèifuèponosrtmiorbaildesmiaivuinpdsietsratcodeadli.lmècmnmai,e,haoltrièirnaumeisr,peiesaliec,pnosesdotrreoeonnaivlongaecilnooiopamritdnugiaincurfmomsaearnlrdegagtdis|rcnàeuosolsndt]sleaecoisniuclaocrouprniprsiipof€inceda¢znzaatuto bpzTatdi,nmm€csdiaivuirothexociptlannsldemeuetbis,drhie'pnollèasemionslaelqoiuèanelrzupscieentisazeuesctofadmrdstsrosolpzfealnioueciiceralmemhdcoirruieep,soaqfnclooeerudahfs;pitdneaegizolre,dLanlsliiole¢czurta/oerzoslsqpaaceloiqetiizunle'azuedennaotnsmi,opsè,uinevnodtlcceaoaoo,è/sensrhlnipdiaslnt,iè¢setdotieoarrseltliiuepdcaqs/èdntrcsohiufapiod'h,ppenlemsacminaèfliolreoniloe's/de"lpo/dmorniuieinnacolcsimèopduhdtsoègaooièceìpacrmreidsltoaooeiecnlpodntnc,rtelmèprd/oeatoesliehoèriPimsèdlnlnczsstcrc/euediiohaolc/lcièpit,slrnrpoe'ms/ìsraopeùa/èepobrran,cnomigdltmcnaLacoeiie/uosrumhdfmncrllaesncedeiynhtonmr.eies--iidnts11etrcfppsliauoihotpclsermuseooiaèdpiàrzromnqzniapuoirzqamezsenoddou,itiusnevn,oaornaiicge€ns,auzrldsitt/eciaCeaìoo,è€coah/c,fennfmadslhepeicìi'crsolqehneaxneudntaum/leirotaèdmo/cegilermannclr'iooauerideas;pnm,ecaièchoeepfninwrcaemeiodnecl|pmtoeziucpeoòlgalcmrmlseosrrleipclaoiogro'nehznqaatazurimcildmesomtaseoLdoneiprmoplnod,neeld'ienscinolnudcpde/taht/fohudie,irmsndnneamcsiouza,zeoqestsldrgmonuoreanmisalnsentriocliloaersitclsom,auatq/oeccrrmeunenmooaodapdhtemnmedsloaooe-:-ia pfbeioùrlma poichè sdensiud,i pcroempapl s1/noumneori icn5umherie evnerdsono ps/ègedinesraoùlie eticord spesitocntondo "A dperiflmetaa a orsidegini €delelne didlamolte dragoiunse,r IMUSANI ©esipst/er,e,sstauboililir/onnoelpau/rdeial/ertisoueltleirnegbuea‚qunaoln oq1pcdusp9rBoei7amtulr-5esr)aie,noi corporale ldivsanonon AAbaDisena(dolse-iuicnocusìombemilpre|oicdsn(pFihciietzùpl,pèoio,rplonslinlinaioinrbr.ioadcndgiÀseollotulmfiealoudppglesnioaogriseeur6ctuo)ocesam,rto7yamp-gabdnre2ieainlep1ci9rpc7oizm5niso,m,ceohBoeau(t/dsieaalmneirt,eo edvadnt/cnMaclisòupdqnb/ilre/odfo|suoaei.nruiugdebn--lilsceftMdercnmaus-..oaileds-iupencto/-ict/s/leesdnonìàoaiaèicsipPMsmrlıcn’qncs/id/eflouSuprtupmstaticnenoadvsnifbuepoonsetutàpctea/idrslriergoeolmtcsait,fonddters,sieorcota/lceiniihleod/odn/icasdsn,eeaupnf:maop/glèaizolennctpd/Èilrtrfomcleimnloù/caaic'ploefloistosecusdedrne”itisfmdolèrlnneepuctdzi,/opssliocSuoetrlnioergoa"siasemtrioedm,rlpt;mune/pnci'aeraeosonpr,lcbiuiidlepoonoels‘circcmlinorinluea";laedhtopsiz,ceseesppènd,arrieèisedscieroapotiqcslèdejridallziqctlanfohciuohedl/a,ùenun/hero,/eintscidesupirplca(tgvaocaìsanieeanlr'Meulsmhosldttcnrr’r'ooisasiOeèedmcsons/nnpqiò,oao/ree/sltetupidnsrroldeceqnci©giezaoztpo,l,sunhisouafanrstrilpteep€emVuoìrfazipgrd,'soeniupmneaisvtc/r/mdloa,ueloigòhnenesar,csopèes>aniilezhtrid,,a,eI;aóoIoè|rei/t,cusmcorv-hnoi:emaadmsogeoulccdeevoitaosòecipmìopomevlreepertirngdrczirsetusofpcieoeomhnnzngdeaienttoclirqunnoldipruzimeaenacp{rtrlhspodoifeoerusnvtaipcazroiclteezoseofirnimppmaneooeacpennerno,dslinfseeouqeoslinazumetvziiedeSaiposrremCoontiaioiCenbutcciA,iehanhMblleèeoEdiat,iNebcausvLiphroEiopenelato/azemzinoiczoinnlpaeii èprheqiuymaleo

Página 4

Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)
ALESSANDRO BAUSANI « lodia come misura della composizione rispetto al composto, ¢ da misura rispetto al ausurato / co- Quanto ad Eraclito ¢ ad Ippaso, furono fra i Pitagorici, e dissero che principio delle cose esime / cosa con cui è guidato, e ne dipende, e Cristenti € il fuoco, e / che / ciò che ispessisce da sippo € Zenone il sapiente furono seguaci di Piesso e si pietrifica è la terra, € / che / ciò che si e l'altro chiamato Clono (o Kalanos?), che entrò in India e chiamò fa gente alla sapienza (di Pitagora) e congiunse la sua sapienza al Brahmanesimo di / quella / gente. solo che i Magi come si è detto presero la / parte / corporea del suo discorso e gli Indiani presero la / parte / spirituale; tagora nella sua opinione sul principiante e il prinscioglie dalla rerra per mezzo del fuoco diviene cipiato, solo che entrambi dissero che il Creatore acqua, € / che / ciò che si scioglie dall'acqua per Altissimo ha creato I’ Anima e fa Mente in un colmezzo del fuoco diviene aria, dunque il fuoco è principio e dopo di esso / viene / la terra, e dopo e fra ciò che Pitagora aveva predicato e aveva racdi essa l'acqua, e dopo di essa l'aria, e dopo di periori col senso dopo la pratica profonda, € mi essa il fuoco e il fuoco è il principio, e ad esso / © / il ritorno, e da esso / proviene / la peneraziosono clevato dal mondo delle nature al mondo dell'Anima e al mondo della Mente. e ho inve. po solo. poi ha creato tutto ciò che è sotto di esse attraverso la loro mediazione, e / che / all'inizio le creò / come / immortali, e non sono possibili per oro l'estinzione € l'annientamento, e sostencomandato, disse: ‘*lo ho visto questi mondi sunero che l'anima quando era pura e casta da ogni impurità, venne nel mondo più alto alla sua resine, e ad esso / si riduce / la corruzione. Quanto ad Epicuro, che filosofò nei giorni di denza, che le somiglia e le è congeziere. e che il ciò che hanno della bellezza, lo splendore e la lu- Democrito, pure è stato dell'opinione che i princorpo che / proviene / dal fuoco e dall'aria era cipi delle cose esistenti siano corpi percepibili rail suo corpo in quel mondo puro da ogni peso e ce. e ho udito ciò che hanno dei toni nobili, € delle voci commoventi spirituali”'; e disse: ‘Ciò zionalmente, i quali si muovono attraverso il vuoto torbidità; quanto all'involucro che proviene dalla acqua e dalla terra, quello si estingue e si annulla. poichè non assomiglia al corpo celeste, dato nel vuoto infinito, solo che hanno tre proprietà, la forma, la grandezza e il peso. E Democrito ha ritenuto che avessero due proche il corpo celeste è occultato dall'involucro, poiprietà. la grandezza e la forma soltanto, e sostenne che ha una più forte spiritualità, e queto mondo che quei corpi non si tagliano, cioè non si scinnon assomiglia al corpo,ma all'involucro gli asdono e non si frangono e / che / essi sono intellisomiglia, e / in / tutto ciò che è composto e in vos prevalgono Je parti di fuoco e di aria prevale il corporeo, e / in / ciò che è composto e in cui prevalgono le parti di acqua e di terra prevale il fisico, e questo mondo è il mondo dell'involugibili, cioè comprensibili attraverso l'immaginaero, e quel mondo è il mondo del corpo, e l'anizione, non attraverso il senso, € che si incontrano quelle parti nei loro movimenti necessariamente © per caso, e si formano dal loro incontro le forme di questo mondoe le sue figure, ¢ si muovono secondo tutte le direzioni di movimento, e ciò ma in quel mondo si unisce al corpo corporeo, è quanto è raccontato di loro, che dissero ‘’per non fisico, e invero non gli è possibile l’anniencaso” e non stabilirono per essi un artefice che tamento e l'oblio, e il suo piacere è eterno / e / ne / rendesse necessario l'incontro e facesse esistere questa forma. e costoro stabilitono l'artefi- / non se ne stancano le nature e le anime; e si chiese a Pitagora: ‘Non parli dell'annientamence e stabilirono una causa dei movimenti di quelle to del mondo?”' Rispose: ‘Esso raggiunge la causa sostanze; quanto al loro incontro, ne dissero che uttraverso cui fu, e quando la raggiunge, il suo / avviene / per caso, dunque implicarono il formovimento si quieta e si moltiplicano i piaceri superiori, cioè le composizioni dei toni, il che è come parlare della glorificazione e della santificamarsi del mondo per caso e per l'urto; e Pitagora zione / come / cibo delle cose spiricuati, e il cibo di tutto ciò che esiste, cioè ció da cui è stato ercato quell'esistente' ebbe due allievi intelligenti, uno dei quali chiamato Filincus (0 Filonikos?) e noto come Mar Zinus (o Maximos?), che entrò in Persia e richiamò la gente alla sapienza di Pitagora, ¢ congiunse la sua sapienza al Mazdeismo di / quella / pente, 2 RELAZIONI stigato ciò che v'è in essi delle forme astratte, e che è in questo mondo comprende una quantità di bellezza per cui viene ad essere un effetto della natura, e ciò che è sopra di cesso fra i mondi è più splendido, più nobile e più bello, al punto che la descrizione arriva al mondo dell'Anima e della Mente e si ferma, e non è possibile al linguaggio di descrivere ciò che in essi v'è della nobiltà. la grazia. la bellezza e lo splendore, dunque il vostro desiderio e il vostro affanno sono per il congiungimento a quel mondo, affinchè il vostro permanere e il vostro perdurare si prolunghino al di la del vostro mondo della corruzione e dell'oblio, e veniate al mondo che è tutto bellezza e tutto splendore, € tutto gioia e tutto gloria e verità, e siano la vostra gioia e il vostro piacere eterni / e / indivisi'". Disse anche: ‘Più sono numerosi gli intermediari fra lui e il Suo Signore, più egli difetta dell'ordinamento dell'adorazione, e poichè il corpo è bisognoso per star bene dell'ordinamento dell'adorazione, e poichè il corpo è bisognoso per star bene dell'ordinamento della Natura, ¢ la Natura è bisognosa, per la realizzazione delle sue operazioni, dell'ordinamento dell'Anima, e !’ Anima è bisognosa, per le sue scelte più nobili, della guida della Mente, e non c'è sopra la Mente / nulla / che si riveli se non la guida divina, a mala pena chi cerca aiuto nella purici della Mente ha in suo favore come testimonianza l'intelligenza d'essere contento / di lui / il suo Signore, e chi segue il desiderio del corpo docile ai richiami della natura € favorevole alle inclinazioni dell'anima è lontano dal suo Signore / € / difettoso nel suo ordinamento” Quasi contemporaenamente a Shahrastäni, gli ikhwan as-Safa, anch'essi accusati di Ismailismo forse più a ragione, si dichiararono apertamente neopitagorici. Gli Ewan sono una specie di massonctia ismailitoide (st veda ora Bausanı. 1978) Nei trattati degli lédwan ce n'è uno, per escmpio, il 1° della III parte (o in tutto il 52°) inutolato appunto ‘1 principi intellettuali secondo i Pitagorici”* dove Pitagora è detto ‘‘colui che per primo trattò della scienza del numero e della sua natura”. Si elencano poi gli ‘’esagerati’’ della scienza dei numeri come ad esempio i musabbi'ah, poi i trialisti esagerati come i Cristiani, 1 quaternalisti come i naturalisti (ad: ıyyun). gli esagerati del 5 come i Khurramiti (setta islamica sciita) o gli indù che invece esagerano con il nove. Dice invece i) nostro autore: ‘1 piragorici danno ad ogni numero il dovuto ¢ sono equilibrati. Per loro Uno e /‘as/ (origine) e il mansha* (scaturigine) dei numeri così come Dio è causa delle cose**. Il capitolo continua (se ne può vedere un ampio riassunto in Bausani, 1978, 211-214) con varie idee pitagoriche o credute tali, che già conosciamo in parte. o Pitagora è uno dei filosofi greci più nominati dal mondo islamico. Secondo i Placita philosophorum atabi, una delle principali fonti della filosofia antica per il mondo arabo (cfr. Daiber, 1980, passim) risulta che i sette sapienti di Shahrastini sono Platone, Empedocle, Pitagora (nominato 36 volte), Anassagora, Talete, Anassimene e Socrate {benchè nominato solo 3 volte), (cit. in Baffioni 1983, 104). Come si vede, si tratta di quella influenza greca pre-aristotelica, o pre-

Página 5

Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)
|dmp$R“eroldles'irIom-asctlerianltcmaghtpieucra,so;tpotdreinlaealosScoshuoaesiaonltzCarieloaivlcsteoimrcnaetetpeim1or9la7o8gcoisraiBgbàOae,nYciEotRiRnoILAZIONSdEtael?)ea,epirnagntaginecnolait(odealpgeolmsiensotnlocphaoredtiísbaei,nlsivoetrqaueslcueaondqaeulnetasitoceinadle€lu-.cghYadpGuecoraltnumeisodnaeègir,mdoreimdnloiatsCraeiNdnoceignèlocalmdoei“)vma;iusocnusdomrtnipdrilacuz1ea(is12not29dgaun7od/er8l2i,K1asu0rno2d(eaBm2dgo7inlyoiaepcsrocslrneamoBpsgemoryenraio(1DsPmf€ceS0uteio6svunardm)tiucnetiaolmcsrà1pltehc39oird)8fei€u.sn3mtdlo,qureancomsarudis(eahlmnoFBtfraclein,haulcronathfmedoLrltae.,iolnrgmialipcnfBdethraoBsnetircaum©l)ct(avu.oinaelpsmtìicorsD9Sas6incertd4ohàuidnlvrLoecfiamlrsNqgodnaupiPrefansiltred,uilorfem,nlauioztcqreiuoar,nlm)e(i.csdpvmuetliouiredmboszdurbali,setmiora2è miVetageoad,ILSD, ie}buss.IV,lmFleripqurei-moadnauvmaenroPpitraipmoroiciliI1kchweainmpgloirtpaernzraisgurltandeI r2O"E91cqh8eulc0iie-tnWsidianeter,asbdRtvraheedenalerIionCnscuaalÜnhTbdeaecaotrto(NsailAnocrteeoittcsqmeoeuGreStunuTisemxrhedOOa.ntleregni1tlhbi0g,eeaRorilmn.oem-aAnntAaozetMiS—iom-oanlnsSIeaNAieatnTnFFeaOpA9rt.7aetAB1tedIAshtntieLKrIioNroImOHàSeBWA(,nASNAtoLElNo-.orppireeuerr»ctidnuhtioanast,'iopans,ecreraèmfnreotcntaaoniramsoaeiuspbniPrraintaodaAmgnusaocrcnoeahol,netdirafoennasctdcaoerolnda(esaittslieccsoahluttneoairnrseimec,leednpulodmecteoeanrnitleoeid470dslp(7snmi,eel2irua-ls5c85i»et2np4c),i,7a'soelh7irodtpèml32ip5re,r0a),èii=i7qit,gù)2ubm1ii1+,qase,0(epnciudl2nero°ria1i2c,èls9eti(ic)oprEàbmu;tuafp,seànrbrcdoe1iai=eo0rnmctlm.dptiseuitodrr:)lmaie(ni=3oce°pnu)psto7,iraqumreodùmoauprevletead©rorppden4riaerrlmc6ibmuaihes3omd(timopoedie+sorinmvrn4ldaeieop1umiladcimts"2rnmehlrdpcoti,aueeeahi"mrE+nrdeopsLi7n,teanriuld1uh1iCimfelpamd(a)inoi1te'©eruuBmrcpotsAir)iore8toLsd,5mroni3Stiod.mdsdsmAnien4ott6eaNi:o.ooiIALESpLmcaiGlsdsn1roeeacA5ho-ngc,toN8fbsump2hnrDpeisi)tRnnd4t.iaoOsceoQldpi-,duc(adiBhtsandceiiariebPufaogailbemndoraPiiluekiloam(trimtnaenuecoaiit"grovhg,snuil,oeotea'.AirnuluvstatdiBneidlwoFeracl1iueinmaè4lhtBted2cibàvteal,cnihr2te7Foefqèd2g1rsbun7hiia,eo)tímun2g,nleeUs,uuc'lerptihlmeoinaGsLet'itmoaarz,cdesenniotqhnepotmi,uSitmmeae,6rebilunputsdirnrsnùdeschemauitanodcomtniiltdnuesoeiacresgvpotaläoiosirsrvngcntdaloiiIhTercn]ooeasiie aPmnietsiadtPcgeiaholcirlateciocrenmaoliuastrcàimencqtvhuinaectgnlieo'sècisaeovnrlaepotdea,qreutroliarsntafiaorTcoadinmoènpuPaomipnedoarvetiaerovpsatCeraitungendrtoe-io(dvnmNueiorecpaoimrestancgeit,soes)rop.sirci(1aesHmndceotinvftdisecionrditlaueldbcido'sail1es2,/spubsoldilanst'lou:glpniarta1i,oncon2ei,mupicdn3oehc,lei4aRd,erao.e6lgthslorciatavAiatewsraàuiacloiengizlqictuoe,rmes.eMtsoatSprecirla,c'sPonmriadtsginacgnsoieunraodnaeuidlnastmloutoduitmlanpir,oerètqdoAaeulincizncsadzorid,pmeilaRgsdntAiceslFinotLemanIezO)tamNfrIui.mrsncouhndvlteaom,dslraisndPtaiorta(èndiWguoaelrtsoh'adeidItarnlisldv,aiemanceUonMeta.nrceoez"I(aeiqsnrbzeoatnilebc,ofhelèiqasnhucp'nfratenrluseidnmrtao(furu')parziali. lebe2esed+6=1»812.tealpmaRerinoatlseoudemiaelnFmdreaotneboleinr!azsiipounòaldmiernetcehegliatomistiDEBOR-IsDLDeMet CparetntesiIs)uicoundfairnesetrizpiroinmeo,cheTelialquparnitmiotànuindhavoeagalrnilnieeIctluà(pnpeaRgrdreio,aglnlnhcoeieidlnpaeciil)h,o,neqg&1uPi0aqeen7lurv8(eea)1cnpess,odu,eilom1pf7seli-ait3'td1otA)iotivgmqcloipuhidoeicosurnitedoaPairtimoeturdtaeiotngipmsooiiımrsropiearvcdmeoioi:r.ngpVsazddzlctgurflecaiiohen'nldztlortbeuiamieoatnnabtdmllrrceescnziemotihorlaaodcrdeiolcseitocdfvreahlvrsinlpho,agiegtpdlotdcrgeemiauiCmefuo“tidonlònareoomectstrgmdnmvaeitvftorpairioauese,tnonlpmlomsoèoisrneielet,ircmQbrslocaadhmevugetrz,cugdiauenmcpinemrildgscanoueSitozerntibasvelnslanieSrirtgotli,auaireau.i'nssèbnlcrtneac,imomtadeSluniedief’'onpsl€lna,inltemoecotde'lnrla"tisnoipgaece.tdrrfligzgsneelsoeiùiiuacasnustoeDbnaziseulodndcaiacVtslmboiiedosatuatsionvreincsdfoantmedioaoirnsgirezenimlccouzdpna)iècrtnhaizelooaotsicriqgeuèQaehpto“iluainuis,onslmqaelrupseeuongacteiurSumnseeauiood.oaln:»e-sei»itmlpioeingrtfit)lceualetdornoeaszrltptreaorosdvfaonoiostieccilhlaiemdrEqeiolulgaenlunl'daIlroosdeldaiensmNgtU)llDi;aimeliaaecsehonr'aaeptrcruieitrnimat(idssedcluiomAtlraeımsrtcepoo»1u90654i82,) gte24KLT€nioI0e8roD6ma,Sul.e po5rdt6ceSi)ranmzi,lnoa(2m45C3oxs2Ot9=Ler.2ic dpiCrnaèsdioupcmsoearmìlai-i,o pinrtesui©rntopenrelstainetzdioa: nasctdnmlre,roehsntcedlioó prdctoiserfbafuhltircitaemlo, gtrtciaAondorulshzevaenoùbie) qpiumrpa1èievlszmefto2zltdeiào. pqur(admsètioecormlianlide; promdfcultoienzohseiatniosecra pimdtsoUcisfrtesanetzireotnczae qtuFmvidesotrautrpoatn,.oli pralvtshngceiuaotndaoùnrie: spusèiTrotnuefareniz»eori. -D1SIiWw9AaLkDl m12b047m6a,. trheiHLo1tlauh9ngpimfhr7oeu,s -AD1TPVtoeA4aruiI9sbEBo8euk0srR, KcBA1aol4UntmeaS7lmned9NraeT, presdulmipasteocnorgnaot!nai”olnuità (1Ifvd9s"iqeac6rbtD8dla)elvoti:e,ao srvedcnEfisleoeilmgu'lriIepsolnaeòm, gslceamontcoatzmioniaco» BIBRIOGHALTA