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Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)IL COLURO EQUINOZIALE SECONDO EUDOSSO, IPPARCO E MANILIO
Simonetta Feraboli
Las
TERNSBO LAS
Per il fenomeno della precessione degli equinozi il punto gamma, il punto di
intersezione dell’eclittica con l'equatore, che vede il passaggio del sole all’emisfero
boreale all’equinozio di primavera, è soggetto a una diminuzione continua dei valori di
longitudine. Ne consegue che anche il coluro equinoziale, il meridiano che passa per i
poli e i punti dell’equinozio, non è circolo fisso. Le descrizioni antiche del coluro e
delle costellazioni celesti da esso toccate dipendono quindi dalla posizione data
all’equinozio.
Collocando equinozi e solstizi al centro dei segni cardinali, Eudosso descrive un
coluro diverso da quello tracciato da Ipparco, che situa i punti cardinali all’inizio dei
segni: la menzione delle diverse costellazioni elencate dai due astronomi dipende dallo
scarto di 15° longitudinali fra le posizioni dell'equinozio. Ipparco avrebbe potuto
risparmiare la sua caustica critica rimarcando semplicemente che i coluri descritti da
Eudosso non corrispondevano più alla realtà astronomica del tempo e che la
definizione dei coluri doveva basarsi su due meridiani diversi, arretrati di 15° rispetto
alle posizioni di Eudosso.
Analizziamo le descrizioni dei due astronomi del coluro equinoziale: secondo
Eudosso il coluro interseca la mano sinistra di Boote, il corpo di Boote nel centro nel
senso della latitudine (ta péca autod xatà pñxoc), il centro della Bilancia, la mano
destra e le ginocchia anteriori del Centauro; dopo aver incontrato il polo sud tocca la
curva di Eridano, la testa della Balena, il dorso dell’Ariete, la testa e la mano destra di
Perseo (1).
Ipparco non descrive propriamente il coluro, ma il suo tracciato è facilmente
desumibile dalle critiche che muove ad Eudosso (2): la mano sinistra di Boote dista dal
coluro mezzo segno, ossia 15°; infatti x Bootis, la prima delle tre stelle della mano
sinistra, segna, secondo Ipparco, la longitudine 13° Bilancia; il corpo di Boote non può
essere transitato dal coluro perché B, la testa, si trova a 16°30° Bilancia, %, il piede
destro, a 24°45' e la più luminosa della cintura (p?) a circa 14°20' (3). La mano destra
del Centauro si trova a 8° Bilancia (4); la testa della Balena registra valori longitudinali
vicini a quelli di a Piscium, il nodo dei Pesci, che si trova a 3°15’ Ariete (5); il dorso
dell'Ariete è spostato dal coluro di circa 10°: v, la stella centrale si trova a 11°30’
Ariete (6); la testa (+) e la mano destra (n) di Perseo distano dal coluro circa 10° (7).
Da tali e da altri lemmi si può dedurre il tracciato del coluro secondo Ipparco: il
corpo di Boote non ne è toccato; vicino al coluro si troverà solo il piede sinistro,
{1} In Hipparch. I 11, 17. La descrizione di Marziano Capella ripete quella di Eudosso, ma
il meridiano contemplato passa per 8° Bilancia e 8° Ariete (VIII 832).
(2)
ch. I 11, 18-21.
(3) L'editore teubneriano di Ipparco, Manitius, preferisce individuare la stella della cintura
in £ Bootis; lo studioso mette comunque in discussione le posizioni di BYe Bootis (p. 297); le
indicazioni del passo tuttavia sono in linea con i rapporti di distanza longitudinale delle posizioni
tolemaiche, se pure con uno scarto di 9°-10°. Da esse differiscono le indicazioni delle
culminazioni al meridiano di HI 3,7-8; 4,1.
(4) L'indicazione sembra riferirsi a n Centauri, in altri passi definita la stelle più
sotto la spalla destra: II 5, 7, 9
6) Cfr. U 6, 1b; HI, 1, 1b.
(6) La culminazione al meridiano di v Arietis è data a 14° del segno (II 6, 12).
{7) La nebulosa della spada,impugnata dalla mano destra di Perseo, transita al meridianoin
concomitanza di 3° Ariete (IIE 4, 8).
Página 2
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)raffigurato arretrato rispetto al corpo: per tn Bootis, le stelle del piede sinistro,
Ipparco segnala la culminazione al meridiano concomitante a 1°, 4°, 5° Bilancia (8). ll
colurointerseca l’equatore sul polpaccio sinistro della Vergine (9), attraversa la coda
dell'Idra (10), per dirigersi sul Centauro, che taglia nel centro del corpo nel senso della
latitudine: i valori longitudinali della spalla destra (n) sono indicati anche in altri passi
distanti circa un terzo di segno(11); al coluro semmai si avvicina B, la stella sullo
zoccolo anteriore sinistro (12). Attraversato il polo, il coluro tocca il dorso della Balena
in prossimità del quadrato (13), taglia l'Ariete sopra la testa (14), attraversa l'estremità
del Triangolo (15), tocca il piede sinistro di Andromeda (16), la spada di Perseo (17), i
piedi di Cassiopea (18), per raggiungere il polo.
Il coluro descritto da Manilio (I 609-617):
e—t
del coluro equinoziale nel tratto compreso fra il polo e l'equatore(21):
circulus a summo nascentem vertice mundum
permeat Arctophylaca petens per terga Draconis,
564
tangit ct Erigonen, Chelarum summa recidit.
565A
Mentre il coluro di Manilio ripete il coluro di Ipparco, la presenza di Boote richiama
indiscutibilmente al coluro di Eudosso e pare riprenderne persino le forme lessicali
(permeat Arctophylaca — nat tà pisa aùtoi xatà pros). Criteri metrici e motivi
di contenuto richiamarono più volte l'attenzione dei filologi sui versi 564-5 (22);
andava però rimarcato che esistono anche ragioni astronomiche per escludere i versi
dalla descrizione del coluro di Manilio.
alter ab excelso decurrens limes Olympo
Serpentis caudam siccas et dividit Arctos
et iuga Chelarum medio volitantia gyro,
Simonetta FERABOLI
extremamque secans Hydram mediumque sub austris
Centaurum adverso concurtit rursus in axe,
et redit in caclum, squamosaque tergora Ceti
Lanigerique notat fines clarumque Trigonum
Maia XLII 1990 21-23. | Dans sa description du colure des équinoxes, Manilius, 1,
609-617 reproduit les indications d’Hipparque, 1, 11, 17-21. Les v. 564-565 A
conservés par certains éditeurs entre les v. 611 et 612 évoquent le colure d’Eudoxe et y--
Andromedaeque sinus imos, vestigia mattis,
principiumque suum repetito cardine claudit,
doivent être exclus de la description de Manilius.
|
ricalca le indicazioni di Ipparco: coda dell’Idra, centro del Centauro; estremità
dell'Ariete, piedi di Andromeda, piedi di Cassiopea.
È marginale ora chiedersi come Manilio abbia conosciuto l'opera di Ipparco,
direttamente o tramite la mediazione di Posidonio (19) o più semplicemente di un
planisfero tracciato sulla scorta delle indicazioni astronomiche ipparchee, con la
collocazione di equinozi e solstizi all’inizio dei segni cardinali; è invece importante
sottolineare che il coluro di Manilio è identico al coluro di Ipparco (20).
Tra i versi 611 e 612 del I libro di Manilio la tradizione manoscritta trasmette
i vv.
530-565, che Scaliger collocò nella posizione attuale, seguito da tutti gli editori. I vv.
564-5, espunti da Scaliger, furono comunque lasciati da parecchi editori là dove
conservati dalla tradizione manoscritta, ossia prima del v. 612, e ritenuti descrizione
(8) III, 2, 13-4.
(9) Il piede sinistro (A) culmina al meridiano con 7°30’ Bilancia (II 5, 14).
(10) L'estremità della coda (x) è indicata a 4° Bilancia in II 2, 13, a 5° in Il 2, 14.
(11) Fra
9 e 11° Bilancia per y, la stella più meridionale sotto la spalla destra (II 5, 7,9),a
4°-5° Bilancia per 9 sulla pali des (11 2, 13-4).
(12) È: 2° Bilancia {Ill
G+eo
1, 6).
(13) La culminazione di + Balenar, la più meridionale
del quadrato,
è segnalata a 0° 30’ e 2°
Ariete
(II 6, 13, Il 2, 7; 3, 1b).
(14)
aßy Arietis
sono collocate fra 2° e 4° Ariete (IL 6, 1b; 6, 13, II 1, 1b; 4, 8).
(15) B, la base, è situata a 8° Ariete ‚m 2, 7).
13 a Y Andromedee culmina sui primi gradi dell’Ariete; Ippatco indica 0°30°, 2°; 3° (IT 6,
(17) "Culminante con, 3° Ariete (UI 4, 8).
m——
(18) Culminante con 28° Pesci (III 1, 12).
(19) E opinione di F. Malchin, De auctoribus quibusdam qui Posidoni: libros meteorologicos
adbibuerunt, Rostock 1893, p. 56, e, van
vanWageningen, Commentarius
in M. Mantlii Astronomica,
oe der koninklijke Akademie van Wetenschappen te Amsterdam, Amsterdam 1921,
(21) Per la trasposizione
dei vetsi v. M. Manilii Astronomicon
liber primus, recensuit et
enarravit A.E. Housman, London 1903,p. 50; 53; Liber quintus, London 1930, p. ern
o Nel poema di Manilio equinozi e solstizi meora Ja centro ora all'inizio dei segni,
evidentementein dipendenza delle fontiimpiegate
22
Astronomica, with an English Translation
poeta: la suddivisione dei segni videntia e
audientia presuppone un sistema centrato a 15° dei segni cardinali (II 485 s.); mentre il calcolo
delle ascensioni e delle variazioni delle ore di illuminazione è valido per una posizione di equinozi
e solstizi all’inizio
dei segni (III 286 s., 395 s., 433-5; cfr. 1 568, IL 179, II 449, 480).
Simonetta Feraboli
odet
one
eens, CNE SES ous
(22) Per la bibliografia vedi
GP: Goold, Cambridge- London 1977, p. CVI 5; M
Fig y ri
Housman, Wageningen, Goold.
Il coluro equinoziale secondo Eudosso, Ipparco e Manilio