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Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)1 [r-r]
L’impresa, che ti par si gran faccenda,
Non la lasciando, tal sara, che presto
Non havrai da comprarti una merenda.
2 [10-10]
Vivi casta e da ben; fa quel, che dei,
Ch’in processo di tempo ti vedrai
Venturata dal capo infino a i piei.
3 [9-9]
Sara una figlia, ne la qual si serva
Tutto il pregio de l’aco, c’hebbe mai
Quella dotta in cuscir, savia Minerva.
4 [8-8]
Anchor che tu non fossi un Scipione,
Ti fo saper, ch’ acquisterai vittoria,
Se teco in tua difesa hai la ragione.
5 [10-r]
Ponem, c’hora sia il mese di Novembre;
Egli ritornera sano et allegro
Pria, che passato sia tutto Decembre.
6 [10-9]
Sara la tua ventura in certa cosa,
Che s’usa, e non si dice. Hor tu, Sibilla,
Intendi bene, e non vi far la chiosa.
7 [9-r]
Questa & | Quest’é 1550; onde tu ] tu
1550.
Di tutte l’altre imprese, che fur mai,
Questa è la più honesta; onde tu lei seguendo!
Un utile incredibil ne trarrai.
8 [8-r]
Se vivi appresso anni quaranta sei,
dieci ] ciqnue 1550.
Figliuolina da ben, dieci mariti,
Numerandogli ben, per haver sei.
9 [9-10]
Fia maschio; e se vivesse hora Narciso,
O quel, che portò in ciel l’uccel di Giove?,
Havria quegli occhi, e quell’istesso viso.
1. Il verso & ipermetro tanto nella prima che nella seconda edizione.
2. Allude a Ganimede, che il mito volle portato in cielo dall’aquila: l’uccel di Giove &
emistichio dantesco (Purgatorio, XXXII 112).
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Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)S’avien, che di saper tanto ti giove
Per viver cheta circa a i fatti tuoi,
Tali, qual é il desio, saran le nove.
ti giove] di Gioue 1540, 1550.
ai] ai 1550.
11 [2-r]
Per altra impresa-non lasciar cotesta,
Che per essa potrai vestir mai sempre,
Come si veste il giorno de la festa.
12 [8-10]
Per mio consiglio sara meglio assai,
Che tu ti sorbi una mentita in gola,
Pero, ch’io ti so dir, che perderai.
13 [1-r]
La moglie poverina, a capo basso,
A casa se ne sta fredda e dolente,
E ’] marito da bene é fuori a spasso.
14 [c-c]
Quanto apunto il tuo sogno ti promette,
Tanto averrä, se non vi pon la mano
Anime mariuole e maledette.
15 [10-8]
Compagna cara, harai buona ventura
In certa cosa et utile et honesta,
La qual non & da metter in scrittura.
et utile ] utile 1550.
16 [f-f]
Lascia dire a chi vol, l’amor di donna
Avanza quel de l’huomo; e chi nol crede,
O ch’é senza intelletto, o ch’egli assonna.
17 [r-c]
Convengon varie imprese a varij ingegni;
Pero questa non é fatta a tuo dosso;
Et a tuo danno, se tu te ne sdegni.
18 [9-8]
Ben puoi far allegrezza e star con riso;
Partorira la tua donna un figliuolo,
Bel, come un angiolin di Paradiso.
19 [10-c]
Egli con tutte le sustanzie sue
Tornera il giorno de la Maddalena,
Che vien sempre di Luglio a’ venti due.
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Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)Prima sarai creduto perditore;
Poi ti si tesserà da la fortuna
La ghirlanda felice de l’honore.
de’ ] d’e 1550.
-
-
21 [8-c]
Due mariti haverai; l’uno de’ quali
Sara corto di vista, e l’altro anchora
Non potra ben discerner senza occhiali.
[162b/88b]
22 [7-c]
arrivan] arriua 1540, 1550.
S’arrivan su nel ciel le nostre viste,
Ove si vede il ver, ti fo sapere,
Che l’aspettate nove saran triste.
23 [10-7]
e gran ] gran 1550.
quanto io ] quant’io 1550.
Una figliuolinetta ottenirai,
La qual sara crescendo una gran donna;
E in lei gran sorte e gran ventura havrai.
24 [2-c]
Non ti posso essortar, quanto io devrei,
A tale impresa; che sarai fra poco
Tutto tutto contento infino a i piel.
25 [1-c]
Voi, che fate le leggi a i modi vostri,
E egli honesto, ch’ omnia vi godiate,
E vivan le moglier di pater nostri?
26 [9-7]
Partorirà una figlia, io ti prometto,
La qual sara di senno una Sibilla,
Et una più, che Venere, d’aspetto.
27 [c-r]
Vero sara il tuo sogno in tutte parti;
Cosi foss’ei di qualche gran thesoro
Da poter viver lieto e contentarti.
28 [f-r]
Io ti vo’ dire il vero: haggi pacienza;
Pit caldamente ama la donna, e questa
E la mia ferma e stabile sentenza.
29 [8-7]
Tu pria sarai ferito in una mano;
Ma la ferita fia poco importante;
E dipoi vincerai da capitano.
Página 4
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)Spendi in cotesta impresa e mesi et anni,
Ch’ utile tu n’havrai tanto e si pieno,
Che potrai far le fica al prete Giannis.
31 [10-f]
Se volessi ben ben tenire il cunto
Di tutti li minuti, io non saprei
Dirti del tuo tornar l’hora né il punto.
32 [10-r]
L'importa, Catherina*, ad esser bella,
cunto ] conto 1550.
tuo] suo 1550; il punto ] ’l ponto
1550.
Catherina ] Comarina 1550.
Ma più l’esser accorta; onde t’affermo,
Che havendo ingegno havrai propitia stella.
Che ] Ch’ 1550.
33 [9-f]
Alcun da questa impresa non ti toglia,
Che quando ben non ti seguisse a voto,
Da tutti almen lodata fia la voglia.
34 [8-f]
Si tosto piglierai tutti i partiti,
E cotanto sarai buona guerrera,
Che farai sepellir sette mariti.
35 [9-2]
Di questa donna apunto il parto fia
Un figlio maschio, il qual sara crescendo
Un gran maestro di Theologia.
36 [7-f]
Sara si buona e si felice nova,
Che ti rinoverai dal capo al piede
Proprio, come Phenice si rinova.
37 [2-f]
Incomincia per Dio securamente,
Che fra tutte le imprese non é alcuna,
Che più servir ti possa da parente.
3. Che nel medioevo, e poi ancora a lungo, si riteneva un sovrano orientale; a detta di
Marco Polo, che ne fece menzione più volte, «di sua grandezza favellava tutto "| mondo» (Milione, 63 4).
4. Non é dato sapere esattamente chi sia la Caterina in questione, se la Sandella (moglie
di Bortolo e madre delle figlie di Aretino) o un’altra; resta che nel 1550 il riferimento
venne depennato a favore di un generico «comarina». Analogo destino, a riprova del
fatto che per il lettore contemporaneo l’allusione non doveva essere senza significato,
nel caso dell’omonima della terzina XLII 18.
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Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)Dei nel combatter rimaner perdente:
E forse senza vita, che fia peggio.
Non v’ andar, se tu sei savio e prudente,
39 [1-f]
Se senza passion giudicio € sano,
Miglior sempre la moglie, che ’] marito,
Stimera ingegno, che non sia balzano.
40 [c-f]
Cosi simile al ver, cosi perfetto
Non formò Titian ritratto mai,
Si come al sogno tuo sara l’effetto.
41 [10-1]
Perché sei ben esperta in vender fole,
o bella ] e bella 1540.
O brutta, o bella, o con marito, o senza,
La tua ventura fia ne le parole.
42 [f-c]
Maggior fiamma fu sempre e maggior foco,
In cor di saggio e di gentile amante,
Che ne la donna, in ogni tempo e loco.
43 [9-1]
Benedetto quel parto e quella madre.
Sarà un figliuol gentil puro e da bene;
Et havra gli occhi e ’l naso di suo padre.
44 [8-1]
Figliuol, se questa impresa non ti costa
D’altro che di denar, sarai divino;
Lasciala stare, e l'honor a sua posta.
45 [9-c]
Abbraccia questa impresa a’ caldi e a’ geli;
Usavi diligentia, ch’in tal modo
Piovono le venture giù da i cieli.