Brevi notizie relativa alla scoperta di un monumento sotterraneo presso porta Maggiore. I. Storia della scoperta e topografia dello scavo

Auteur
Gatti, E.
Publié dans
Notizie degli Scavi di Antichita
Année
1918
Sujet
BASILICA
Langue
Italiano
Catégorie
C8 Histoire et archéologie
Numéro d'archive
4160

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ic \R . ROMA — 30 — Via Prenestina. ROMA Brevi notizie relative alla scoperta di un monumento sotterraneo presso porta Maggiore. I. Storia della scoperta e topografia dello scavo. Il giorno 23 aprile 1917 fu denunziata alla R. Soprintendenza agli scavi di Roma la scoperta di un antico edificio esistente sotto la linea ferroviaria, nel tratto com- “ preso tra il ponte in cemento armato sulla via Malabarba ed il cavalcavia ferroviario sulla via Prenestina (1). La scoperta si deve ad un fatto puramente fortuito, cioè al cedimento del terreno sotto uno dei binarii della linea di Napoli. Per accertare le condizioni del sottosuolo e la causa che determinò la frana, 1 Ufficio lavori delle Ferrovie dello Stato eseguì uno scavo nel punto dove il terreno aveva ceduto, e quivi, alla profondità di circa m. 3,00 sotto il piano dei binarii, fu scoperto un pozzo a sezione circolare del diametro di m. 0,90, costruito sopra la volta di una galleria che in quel punto piega ad angolo retto. Dalla galleria, in gran parte interrata, si penetrò, per mezzo di una apertura nella parete est, nell'interno di un grandioso ambiente, anch'esso interrato per un terzo circa dell'altezza. Allo scopo di rendere più agevole l’accesso nel monumento (pianta fig. 1) e per provvedere allo sgombro della terra, fu stabilito di aprire un pozzo, nell’area fuori la sede dei binarii verso la via Prenestina, fino a raggiungere il piano del monumento, che trovasi a m. 13,34 sotto il livello dei binarii; quindi fu cominciato lo sterro del vestibolo che precede l'ambiente suddetto. Il vestibolo era completamente pieno di terra penetratavi da un ampio lucernario rettangolare esistente nella volta. Per sostenere il soprastante terrapieno, alto circa m. 6,00, e sopra il quale corrono due delle più importanti linee ferroviarie, fu necessario di chiudere il detto lucernario con volticine a mattoni. n'a Il vestibolo o pronao misura m. 3,62 X 3,50 di lato, ed ha il pavimento di musaico a tasselli bianchi, con doppia fascia a tasselli neri lungo le pareti. Il piano (‘) La denunzia fu data dall'ing. Francesco Salvini, ispettore principale delle Ferrovie dello Stato, del quale ci è grato segnalare l’opera intelligente con cui ha diretto i lavori di sterro del monumeuto, con l'assistenza del sig. Francesco Timperi dell'ufficio predetto. AN noti. Soe SERVI Di ANT GATTA.

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ROMA Via Prenestina. sotterraneo presso porta ROMA Brevi notizie relative alla scoperta di un monumento Maggiore. L Storia della scoperta e topografia dello scavo. Il giorno 23 aprile 1917 fu denunziata alla R. Soprintendenza agli scavi di Roma la scoperta di un antico edificio esistente sotto la linea ferroviaria, nel tratto compreso tra il ponte in cemento armato sulla via Malabarba ed il cavalcavia ferroviario sulla via Prenestina ('). La scoperta si deve ad un fatto puramente fortuito, cioè al cedimento del terreno sotto uno dei binarii della linea di Napoli. Per accertare le condizioni del sottosuolo e la causa che determinò la frana, l’ Ufficio lavori delle Ferrovie dello Stato eseguì uno scavo nel punto dove il terreno aveva ceduto, e quivi, alla profondità di circa m. 8,00 sotto il piano dei binarii, fu scoperto un pozzo a sezione circolare del diametro di m. 0,90, costruito sopra la volta di una galleria che in quel punto piega ad augolo retto. Dalla galleria, in gran parte interrata, si penetrò, per mezzo di una apertura nella parete est, nell’ interno di un grandioso ambiente, anch'esso interrato per un terzo circa dell'altezza. Allo scopo di rendere più agevole l'accesso nel monumento (pianta fig: 1) e per provvedere allo sgombro della terra, fu stabilito di aprire un pozzo, nell'area fuori la sede dei binarii verso la via Prenestina, fino a raggiungere il piano del monumento, che trovasi a m. 13,34 sotto il livello dei binarii; quindi fu cominciato lo sterro del vestibolo che precede l'ambiente suddetto. Il vestibolo era completamente pieno di terra penetratavi da un ampio lucernario rettangolare esistente nella volta. Per sostenere il soprastante terrapieno, alto circa m. 6,00, e sopra il quale corrono due delle più importanti linee ferroviarie, fu necessario di chiudere il detto lucernario con volticine a mattoni. . ate Il vestibolo o pronao misura m. 8,62 X 3,50 di lato, ed ha il pavimento di musaico a tasselli bianchi, con doppia fascia a tasselli neri lungo le pareti. Il piano () La denunzia fu data dall'ing. Francesco Salvini, ispettore principale delle Ferrovie dello Stato, del quale ci è grato segnalare l'opera intelligente con cni ha diretto i lavori di eterro del monumeuto, con l'assistenza del sig. Francesco Timperi dell'ufficio predetto.

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ROMA ROMA del pavimento è, leggermente inclinato verso il centro, dove esiste un pozzetto, largo m. 0,83 X 0,53, profondo m. 2,55, circondato da una doppia fascia nera ai cui angoli io 10 metri sono delle palmette a tesselli neri. Inferiormente, nella parete settentrionale del pozzetto medesimo, si apre un cunicolo che discende con sensibile pendenza per una

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ROMA ROMA lunghezza di circa m. 8,80, e termina nel piano in una specie di vasca concava. Tanto il pozzetto quanto il cunicolo sono scavati nel terreno vergine (cappellaccio di pozzolana), e servivano per raccogliere e smaltire l'acqua che eventualmente cadeva dal lucernario (fig. 1). Le pareti del vestibolo conservano su tutta la superficie, le tracce della decorazione a figure in bassorilievo di stucco bianco, eccettuato che ricorre sotto l'imposta della volta, che sono dipinti di lo zoccolo e la fascia rosso con scene figurate a colori di buono stile; la volta è divisa in scomparti, alcuni dei quali racchiudono figure in stucco (fig. 2), altri sono dipinti. Sopra il lucernario, in corrispondenza di uno dei lati lunghi, fu riconosciuto un muro di buona opera reticolata di tufo, dello spessore di m. 0,60, il quale serviva a recingere il vuoto del lucernario a guisa di parapetto. Il vestibolo ha due ingressi arcuati: quello nella parete comunica con la galleria che dava accesso al monumento nord, largo m. 1,40, dall'esterno; l'altro, che si apre nel mezzo della parete est, largo m. 1,49, comunica direttamente con 1’ interno del monumento (figg. 3 e 4).

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ROMA Questo misura m. 33 — ROMA 12,00 di lunghezza e m. 9,00 di larghezza; la sua forma è quella caratteristica della basilica, costituita da tre navate; quella centrale (figg. 3 e 4), larga m. 3,00, termina nel fondo con un'abside semicircolare; le due laterali, larghe m. 2,00, comunicano con la principale per mezzo di quattro archi a sesto alquanto Nomzie Scavi 1918 — Vol. XV.

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ROMA ribassato. che impostano sopra pilastri — - rettangolari di m. 0,95 X 1,25 di navato sono coperte con volte a botte a tutto sesto. ROMA lato. Le I pilastri hanno, nella parete verso la navata centrale, una incassatnra rettangolare, delimitata da cornice a stucco. Ciascuna di queste cornici doveva contenere

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ROMA ROMA una lastra figurata od inscritta, fermata con grappe di ferro. Sotto ciascuna di queste ineassature, al piano del pavimento, rimangono le tracce di pilastrini di muratura in pietrame, alti m. 0,80, larghi m. 0,35, serviti di base a qualche oggetto. Giova notare a questo proposito, che sui pilastri, in ciascuna delle pareti opposte alle precedenti, sono riprodotte a bassorilievo di stucco teste virili e muliebri, probabilmente "ritratti, dei quali tre soltanto sono in parte conservati. Ne diamo qui uno che & il meno danneggiato (fig. 5). Il pavimento di tutto l’ambiente è di musaico finissimo a tesselli bianchi; una doppia fascia nera ricorre lungo la pareti ed intorno ai pilastri; alcune aree quasi quadrate negli spazî fra i pilastri, ed altre rettangolari esistenti nella navata cen-

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ROMA ROMA trale sono delimitate da una doppia fascia nera, simile alla precedente; in dette aree dovevano essere compresi quadri figurati di musaico o di intarsii pregevoli, dei quali perd non rimane la più piccola traccia. * x L'abside, esistente nel fondo della narata centrale, & semicircolare col raggio di m. 1,55; nel mezzo di essa e sopra il pavimento era una cathedra o thronus, di cui sono tuttora visibili nel muro le incassatui > dei due fianchi. Nella parte cilindrica dell'abside è raffigurata una Nike, recante la palma e la corona, in mezzo a due figare adoranti; nella parte superiore è rappresentata una scena di cui or ora si dirà. d ara Il pavimento, nella zona semicircolaro, ha un Yano, scavato nel terreno vergine, che si estende fin sotto il muro di fondazione dell'abside, formando un piccolo loculo (v. pianta fig. 1), entro il quale si + trovarono gli scheletri di due animali, l'uno di cane, l’altro di maiale. Notevole è la presenza di due fossette concave, scavate sopra due piani differenti, e servite con molta probabilità suddetti animali, allorchè fu consacrato l’edificio. per il sacrificio dei x Il monumento era illuminato da un vano esistente sopra l'ingresso, a contatto del lucernario del pronao, e formato in modo che tutto il pavimento della navata centrale era investito dalla luce diretta che entrava dal lucernario (fig. 4). Le navate minori dovevano essere invece illuminate con lampádo, situate sotto ciascun arco degli interpilastri, e Sospese a fasce di metallo di cui rimangono evidenti tracce sotto gli archi stessi (figg. 6 e 7). La galleria di accesso al monumento, nel tratto verso il pronao, & in piano orizzontale, mentre la parte che piega ad angolo retto verso est, per raggiungere l'ingresso sopra terra, va salendo con una pendenza di circa il 15%. Questo secondo tratto di galleria fu esplorato, per una lunghezza di oltre 25 metri, mediante un cunicolo praticato nella parte alla; e si constatd che la volta di copertura della galleria medesima è completamente franata con buona parte dei piedritti; si riconobbe invece un Alto pozzo a sezicne circolare, eguale a quello esistente sull’ angolo della galleria, dal quale dista m. 20,50. Ambedue i pozzi servivano alla necessaria aereazione dell’edificio sotterraneo, ed in parte anche alla illuminazione. La volta della galleria doveva essere decorata con stucchi figurati e dipinti, dei quali si rinvenne qualche frammento fra la terra di scarico. Del pavimento non rimangono che poche tracce dello strato di calce, sopra cui doveva probabilmente poggiare il piano di musaico. . * “x n N monumento, orientato da est ad ovest, fu fatto appositamente sotterraneo, trovaudosi l'estradosso delle volte ad un piano più basso di quello dell'antica via Prenestina. La costruzione, come si può congetturare, deve essere stata eseguita ‘mediante cavi aperti nel terreno vergine, in corrispondenza dei muri perimetrali e dei pilastri, e riempiti quindi con calcestruzzo di selce, di cui si compone essenzialmente tutto

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ROMA il monumento. Anche le volte e gli archi e sembrano custruiti ROMA sono della medesima struttura dei muti, sopra centine ricavate nel terreno vergine. Tale congettura, relativa alla costruzione dell'editi;io, pu) essere avvalorata dalla sensibile irregola-

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ROMA rità della linea dei muri, ROMA e dalla non simmetrica disposizione dei pilastri, rispetto I l'asse longitudinale del monumento, stati determinatamente voluti. non credendo possibile tali difetti siano

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ROMA ROMA Un tratto della galleria che dà accesso al pronao, trovasi addossato alla parete est del muro perimetrale del monumento; ciò potrebbe indurci alla ipotesi che la galleria medesima, Sia stata costruita dopo ultimata. tutta la muratura del tempio e del pronao, e dopo avere tigliato il nneleo di terra vergine, rimasto fra i muri di perimetro e l’intradosso delle volte. Il tempio, ora scoperto presso porta Maggiore, deve classiticarsi nel numero di quei monumenti nei quali si celebravano culti di misteri; la sua origine deve riportarsi ai primi decennii dell'impero, in consideraziono della buona e caratteristica struttura delle varie parti del monumento, e della ricca decorazione con stucchi e dipinti di buono stile, che coprono la quasi totalità della superficie delle pareti e delle volte. Molto sagacemente il prof. Francesco Fornari ha potuto determinare, in base ad accurati studî oltre l’uso e la destinazione del tempio, anche il possessore del fondo in cui esisteva tale monumento, il quale interessa grandemente lo studio topografico della località, la storia dell’arte e soprattutto quella delle religioni. E. Gatti. IL Osservazioni sul monumento sotterraneo, rinvenuto presso Poria Maggiore. Una illustrazione compiuta del monnmento rinvennio presso Porta Maggiore non è possibile ancora, poichè è necessario che la esplorazione sia interamente finita e sia condotta a termine la pulitura delle pareti dal terriccio che vi aderisce, nascondendo molti particolari delle rappresentazioni figuraté e spesso intere scene. Quando i lavori saranno terminati e si avranno buono riproduzioni fotografiche o a disegno che rendano agevole lo studio e le comparazioni, allora si potrà descrivere il monumento in tutte le sue parti e commentare ad una ad una le rappresentazioni, come spero di fare tra poco. Dobbiamo quindi limitarci ad esporre qualche osservazione sul carattere e sulla destinazione del monumento, anticipando in parte alcune conclusioni che è lecito trarre fin d’ora. La scoperta, come si comprende facilmente dal cenno che ne ha dato E. Giatti, offre un notevole interesse sotto molti punti di vista e apre il campo a diversi ordini di ricerche: innanzi tutto la forma stessa del monumento che rientra, per lo schema fondamentale della pianta, nella classe delle basiliche dette di tipo greco (') e precorre l'applicazione del medesimo ‘tipo architettonico alle chiese cristiane, poi la ricca decorazione onde sono coperte le pareti, che può venire studiata sia rispetto €) Leroux, Les origines de l'édifice hypostyle, pag. 280 segg.