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.
ROMA
— 30 —
Via Prenestina.
ROMA
Brevi notizie relative alla scoperta di un monumento
sotterraneo presso porta Maggiore.
I.
Storia della scoperta e topografia dello scavo.
Il giorno 23 aprile 1917 fu denunziata alla R. Soprintendenza agli scavi di Roma
la scoperta di un antico edificio esistente sotto la linea ferroviaria, nel tratto com-
“ preso tra il ponte in cemento armato sulla via Malabarba ed il cavalcavia ferroviario
sulla via Prenestina (1). La scoperta si deve ad un fatto puramente fortuito, cioè
al cedimento del terreno sotto uno dei binarii della linea di Napoli.
Per accertare le condizioni del sottosuolo e la causa che determinò la frana,
1 Ufficio lavori delle Ferrovie dello Stato eseguì uno scavo nel punto dove il terreno
aveva ceduto, e quivi, alla profondità di circa m. 3,00 sotto il piano dei binarii, fu
scoperto un pozzo a sezione circolare del diametro di m. 0,90, costruito sopra la
volta di una galleria che in quel punto piega ad angolo retto. Dalla galleria, in gran
parte interrata, si penetrò, per mezzo di una apertura nella parete est, nell'interno
di un grandioso ambiente, anch'esso interrato per un terzo circa dell'altezza.
Allo scopo di rendere più agevole l’accesso nel monumento (pianta fig. 1) e per
provvedere allo sgombro della terra, fu stabilito di aprire un pozzo, nell’area fuori
la sede dei binarii verso la via Prenestina, fino a raggiungere il piano del monumento,
che trovasi a m. 13,34 sotto il livello dei binarii; quindi fu cominciato lo sterro del
vestibolo che precede l'ambiente suddetto. Il vestibolo era completamente pieno di
terra penetratavi da un ampio lucernario rettangolare esistente nella volta. Per sostenere il soprastante terrapieno, alto circa m. 6,00, e sopra il quale corrono due delle
più importanti linee ferroviarie, fu necessario di chiudere il detto lucernario con volticine a mattoni.
n'a
Il vestibolo o pronao misura m. 3,62 X 3,50 di lato, ed ha il pavimento di
musaico a tasselli bianchi, con doppia fascia a tasselli neri lungo le pareti. Il piano
(‘) La denunzia fu data dall'ing. Francesco Salvini, ispettore principale delle Ferrovie dello
Stato, del quale ci è grato segnalare l’opera intelligente con cui ha diretto i lavori di sterro del
monumeuto, con l'assistenza del sig. Francesco Timperi dell'ufficio predetto.
AN
noti. Soe
SERVI
Di ANT GATTA.
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Via Prenestina.
sotterraneo presso porta
ROMA
Brevi notizie relative alla scoperta di un monumento
Maggiore.
L
Storia della scoperta e topografia dello scavo.
Il giorno 23 aprile 1917 fu denunziata alla R. Soprintendenza agli scavi di Roma
la scoperta di un antico edificio esistente sotto la linea ferroviaria, nel tratto compreso tra il ponte in cemento armato sulla via Malabarba ed il cavalcavia ferroviario
sulla via Prenestina (').
La scoperta si deve ad un fatto
puramente
fortuito, cioè
al cedimento del terreno sotto uno dei binarii della linea di Napoli.
Per accertare le condizioni
del
sottosuolo e la causa che determinò la frana,
l’ Ufficio lavori delle Ferrovie dello Stato eseguì uno scavo nel punto dove il terreno
aveva ceduto, e quivi, alla profondità di circa m. 8,00 sotto il piano dei binarii, fu
scoperto un pozzo a sezione circolare del diametro di m. 0,90, costruito sopra la
volta di una galleria che in quel punto piega ad augolo retto. Dalla galleria, in gran
parte interrata, si penetrò, per mezzo di una apertura nella parete est, nell’ interno
di un grandioso ambiente, anch'esso interrato per un terzo circa dell'altezza.
Allo scopo di rendere più agevole l'accesso nel monumento (pianta fig: 1) e per
provvedere allo sgombro della terra, fu stabilito di
aprire
un pozzo, nell'area fuori
la sede dei binarii verso la via Prenestina, fino a raggiungere il piano del monumento,
che trovasi a m. 13,34 sotto il livello dei binarii; quindi fu cominciato lo sterro del
vestibolo che precede l'ambiente suddetto. Il vestibolo era
completamente pieno di
terra penetratavi da un ampio lucernario rettangolare esistente nella volta. Per sostenere il soprastante terrapieno, alto circa m. 6,00, e sopra il quale corrono due delle
più importanti linee ferroviarie, fu necessario di chiudere il detto lucernario con volticine a mattoni.
.
ate
Il vestibolo
o
pronao misura
m. 8,62 X 3,50 di lato, ed ha il pavimento
di
musaico a tasselli bianchi, con doppia fascia a tasselli neri lungo le pareti. Il piano
() La denunzia fu data dall'ing. Francesco Salvini, ispettore principale delle Ferrovie dello
Stato, del quale ci è grato segnalare l'opera intelligente con cni ha diretto i lavori di eterro del
monumeuto, con l'assistenza del sig. Francesco Timperi dell'ufficio predetto.
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del pavimento è, leggermente inclinato verso il centro, dove esiste un pozzetto, largo
m. 0,83 X 0,53, profondo m. 2,55, circondato da una doppia fascia nera ai cui angoli
io
10
metri
sono delle palmette a tesselli neri. Inferiormente, nella parete settentrionale del pozzetto medesimo, si apre un cunicolo che discende con sensibile pendenza per una
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lunghezza di circa m. 8,80, e termina nel
piano in una specie di vasca concava.
Tanto il pozzetto quanto il cunicolo sono
scavati
nel
terreno vergine (cappellaccio
di pozzolana), e servivano per raccogliere e smaltire l'acqua che eventualmente cadeva
dal lucernario (fig. 1).
Le pareti del vestibolo conservano su tutta la superficie, le tracce della decorazione a figure in bassorilievo di stucco
bianco,
eccettuato
che ricorre sotto l'imposta della volta, che sono dipinti di
lo
zoccolo e la fascia
rosso con scene figurate
a colori di buono stile; la volta è divisa in scomparti, alcuni dei quali racchiudono
figure in stucco (fig. 2), altri sono dipinti.
Sopra il lucernario, in corrispondenza di uno dei lati lunghi, fu riconosciuto un
muro di buona opera reticolata di tufo, dello spessore di m. 0,60, il quale serviva
a recingere il vuoto del lucernario a guisa di parapetto.
Il vestibolo ha due ingressi arcuati: quello nella parete
comunica con la galleria che
dava
accesso al monumento
nord,
largo m. 1,40,
dall'esterno;
l'altro, che
si apre nel mezzo della parete est, largo m. 1,49, comunica direttamente con 1’ interno del monumento (figg. 3 e 4).
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Questo misura m.
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ROMA
12,00 di lunghezza e m.
9,00 di larghezza; la sua forma è
quella caratteristica della basilica, costituita da tre navate; quella centrale (figg. 3 e 4),
larga m. 3,00, termina nel fondo con un'abside semicircolare; le due laterali, larghe
m. 2,00, comunicano con la principale per mezzo di quattro archi a sesto alquanto
Nomzie Scavi 1918 — Vol. XV.
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ribassato. che impostano sopra
pilastri
—
-
rettangolari di m. 0,95 X 1,25 di
navato sono coperte con volte a botte a tutto sesto.
ROMA
lato. Le
I pilastri hanno, nella parete verso la navata centrale, una incassatnra rettangolare, delimitata da cornice a stucco. Ciascuna di queste cornici doveva
contenere
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ROMA
una lastra figurata od inscritta, fermata con grappe di ferro. Sotto ciascuna di queste
ineassature, al piano del pavimento, rimangono le
tracce di
pilastrini di
muratura
in pietrame, alti m. 0,80, larghi m. 0,35, serviti di base a qualche oggetto. Giova
notare a questo proposito, che sui pilastri, in ciascuna delle pareti opposte alle precedenti, sono riprodotte a bassorilievo di stucco teste virili e muliebri, probabilmente "ritratti, dei quali tre soltanto sono in parte conservati. Ne diamo qui uno
che & il meno danneggiato (fig. 5).
Il pavimento di tutto l’ambiente è di musaico finissimo a tesselli bianchi; una
doppia fascia nera ricorre lungo la pareti ed intorno ai pilastri; alcune aree quasi
quadrate negli spazî fra i pilastri, ed altre rettangolari esistenti nella navata cen-
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ROMA
trale sono delimitate da una doppia fascia nera, simile alla precedente; in dette aree
dovevano essere compresi quadri figurati di musaico o di intarsii pregevoli, dei quali
perd non rimane la più piccola traccia.
*
x
L'abside, esistente nel
fondo della narata centrale, & semicircolare col raggio
di m. 1,55; nel mezzo di essa e sopra il pavimento era una cathedra o thronus,
di cui sono tuttora visibili nel muro le incassatui > dei due fianchi. Nella parte cilindrica dell'abside è raffigurata una Nike, recante la palma e la corona, in mezzo a
due figare adoranti; nella parte superiore è rappresentata una scena di cui or ora
si dirà.
d
ara
Il pavimento, nella zona semicircolaro, ha un Yano, scavato nel terreno vergine,
che si estende fin
sotto
il
muro di fondazione dell'abside, formando un piccolo
loculo (v. pianta fig. 1), entro il quale si
+
trovarono gli scheletri di due animali,
l'uno di cane, l’altro di maiale. Notevole è la presenza di due fossette concave, scavate
sopra
due piani
differenti,
e servite con
molta probabilità
suddetti animali, allorchè fu consacrato l’edificio.
per il sacrificio
dei
x
Il monumento era illuminato da un vano esistente sopra l'ingresso, a contatto
del lucernario del
pronao, e formato in modo che tutto il pavimento della navata
centrale era investito dalla luce diretta che entrava dal lucernario (fig. 4). Le navate minori dovevano essere invece illuminate con lampádo, situate sotto ciascun
arco degli interpilastri, e Sospese a fasce di metallo di cui rimangono evidenti tracce
sotto gli archi stessi (figg. 6 e 7).
La galleria di accesso al monumento, nel tratto verso il pronao, & in piano
orizzontale,
mentre
la
parte
che
piega ad angolo retto verso est, per raggiungere
l'ingresso sopra terra, va salendo con
una
pendenza di
circa il 15%. Questo secondo tratto di galleria fu esplorato, per una lunghezza di oltre 25 metri, mediante
un cunicolo praticato nella parte alla; e si constatd che la volta di copertura della
galleria medesima è completamente franata con
buona parte dei piedritti;
si riconobbe invece un Alto pozzo a sezicne circolare, eguale a quello esistente sull’ angolo
della galleria, dal quale dista m. 20,50. Ambedue i pozzi servivano alla necessaria
aereazione dell’edificio sotterraneo, ed in parte anche alla illuminazione.
La volta della galleria doveva essere decorata con stucchi figurati e dipinti, dei
quali si rinvenne qualche frammento fra la terra di scarico. Del pavimento non rimangono che poche
tracce
dello
strato di calce,
sopra
cui
doveva probabilmente
poggiare il piano di musaico.
.
*
“x
n
N monumento, orientato da est ad ovest, fu fatto appositamente sotterraneo, trovaudosi l'estradosso delle volte ad un piano più basso di quello dell'antica via Prenestina. La costruzione, come si può congetturare, deve essere stata eseguita ‘mediante
cavi aperti nel terreno vergine, in corrispondenza dei muri perimetrali e dei pilastri,
e riempiti quindi con calcestruzzo di selce, di cui
si compone essenzialmente tutto
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il monumento. Anche le volte e gli archi
e sembrano custruiti
ROMA
sono della medesima struttura dei muti,
sopra centine ricavate
nel
terreno
vergine. Tale congettura,
relativa alla costruzione dell'editi;io, pu) essere avvalorata dalla sensibile irregola-
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rità della linea dei muri,
ROMA
e dalla non simmetrica disposizione dei pilastri, rispetto
I
l'asse longitudinale
del
monumento,
stati determinatamente voluti.
non
credendo
possibile
tali difetti siano
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ROMA
Un tratto della galleria che dà accesso al pronao, trovasi addossato alla parete
est del muro perimetrale del monumento; ciò potrebbe indurci alla ipotesi che la
galleria medesima, Sia stata costruita dopo ultimata. tutta la muratura del tempio
e del pronao, e dopo avere tigliato il nneleo di terra vergine, rimasto fra i muri
di perimetro e l’intradosso delle volte.
Il tempio, ora scoperto presso porta Maggiore, deve classiticarsi nel numero di
quei monumenti nei quali si celebravano culti di
misteri;
la sua origine deve riportarsi ai primi decennii dell'impero, in consideraziono della buona e caratteristica
struttura delle varie parti del monumento, e della
ricca
decorazione con stucchi e
dipinti di buono stile, che coprono la quasi totalità della superficie delle pareti e
delle volte. Molto
sagacemente
il prof. Francesco Fornari
ha
potuto
determinare,
in base ad accurati studî oltre l’uso e la destinazione del tempio, anche il possessore
del fondo in cui esisteva tale monumento, il quale interessa grandemente lo studio
topografico della località, la storia dell’arte e soprattutto quella delle religioni.
E. Gatti.
IL
Osservazioni sul monumento sotterraneo,
rinvenuto presso Poria Maggiore.
Una illustrazione compiuta del monnmento rinvennio presso Porta Maggiore non
è possibile ancora, poichè è necessario che la esplorazione sia interamente finita e sia
condotta a termine la pulitura delle pareti dal terriccio che vi aderisce, nascondendo
molti particolari delle rappresentazioni figuraté
e spesso intere scene. Quando i lavori saranno terminati e si avranno buono riproduzioni fotografiche o a disegno che
rendano agevole lo studio e le comparazioni, allora si potrà descrivere il monumento
in tutte le sue parti e commentare ad una ad una le rappresentazioni,
come spero
di fare tra poco. Dobbiamo quindi limitarci ad esporre qualche osservazione sul carattere e sulla destinazione del monumento, anticipando in parte alcune conclusioni
che è lecito trarre fin d’ora.
La scoperta, come si comprende facilmente dal cenno che ne ha dato E. Giatti,
offre un notevole interesse sotto molti punti di vista e apre il campo a diversi ordini di ricerche: innanzi
tutto la forma stessa del monumento che rientra, per lo
schema fondamentale della pianta, nella classe delle basiliche dette di tipo greco (')
e precorre
l'applicazione del medesimo ‘tipo architettonico alle chiese cristiane, poi
la ricca decorazione onde sono coperte le pareti, che può venire studiata sia rispetto
€) Leroux, Les origines de l'édifice hypostyle, pag. 280 segg.