L'escatologia pitagorica nella tradizione occidentale

Autore
Lazzeroni, V.
Pubblicato in
Pitagora 2000
Anno
1984
Argomento
AFTERLIFE
Lingua
Italiano
Categoria
C12 Religione
Numero d'archivio
1261

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Cota LAZZAROWV- 109 ric A2 “ Virgilio Lazzeroni L’ESCATOLOGIA PITAGORICA NELLA TRADIZIONE OCCIDENTALE Ordinano di Psicologia Generale e Clinica Direttore dell'Istituto di Psicologia generale e Clinica della Facoltà di Medicina e Chirurgia del. l'Università di Siena e della Scuola di specializzazione in Psicologia della stessa Università. Membro di numerose associazioni ed accademie scientifiche italiane ed estere. Autore di molteplici pubblicazioni fra cui “Le origini della Psicologia Contemporanea'e l'inter. me di Tradizione Iniziatica Occidentale. Ambedue inducono a ritenere che esista, almeno in una parte delle Scuole Iniziatiche attuali, un filone pitagorico che ne costituisce il fondamento. Entro questo contesto, essenziale risulta stabilire perchè il Rito Simbolico, erede della Risp. Loggia *'Ausonia'*di Torino e del G.O.1., decidesse, in un Convegno del 1876, di aggiungere alla propria denominazione quella di ""Iraliapretazione del comportamento normale e no" Decisione tanto più notevole per le implipatologico. cazioni che aveva quando si renga presente che in quello stesso anno il Grand Orient de France espungeva dai suoi Rituali il riferimento al G.A.D.U. sulla scia dell'impostazione positivi- Ha ncoperto numerose canche pubbliche ed uffici nell'Ordine. È attualmente Grande Oratore del Rito Simbolico Italiano, nonchè Grande Rappresentante presso il Grande Onente d'Italia della Gran Logpia di Haïti. stica diffusa da Augusto Comte. Senza soffermarsi sulle condizioni della L.M. italiana dopo l'avvenuta unificazione nazionale è opportuno, per altro, ricordare che la corrispondente unificazione fra il G.O.1. di Torino con ca- Per quanto l'esame dell'Escatologia pitagorica nella Tradizione occidentale possa sembrare restrittivo in un convegno destinato a valutare l'incidenza del pensiero pitagorico sulla scienza € sulla cultura contemporanea, vi sono almento due ragioni che inducono a considerarlo come centrale. La prima riguarda le relazioni fra la visione pitagorica ed il R.S.1., promotore con il G.O. d'Itaratteristiche simboliche ed il G.O. di Palermo con caratteristiche scozzesi, aveva indirizzato il nuovo G.O. in una direzione assai simile a quella francese. Come ha rilevato Mola, nel tracciare la storia della L.M. italiana in questo periodo, prevalenti risultavano in essa sia le tendenze positiviste che un esteso anticlericalismo ed una marcata politicizzazione. Le une e le altre frutto delle cirlia di questo Convegno. La seconda concerne cocostanze storiche che avevano presieduto all'unificazione nazionale, ma, anche, degli indirizzi culturali sviluppatisi in Italia nella seconda metà del me tale visione si è trasmessa sino ai nostri giorni secolo XIX. all'interno di quella che è stata indicata con il no- Significativa appare a questo riguardo la pre-

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VIRGILIO senza, accanto ad un positivismo a sfondo spesso matrerialista, dell’idealismo neohegeliano, divenuto alla moda dopo che Augusto Vera e Bertrando Spaventa lo avevano vitalizzato. Impostazione destinata ad assurgere a filosofia dominante con Croce ed, addirittura, di Stato con Gentile, ma in ambeduei casi ostile a qualsiasi valutazione metafisica ¢ contraria, come il positivismo, ad ogni approfondimento iniziatico. Note sono le posizioni assunte da Croce verso la L.M. cd il sarcasmo da lui manifestato per le suc caratteristiche rituali. Non meraviglia, pertanto, che in tale situazione si sviluppassero indirizzi filosofici ¢ culturali più vicini a ciò che possitivisti e ncoegheliani andavano negando. E non stupisce che tali indirizzi si rifacessero con una diversa lettura di Vico agli sviluppi che aveva avuto in Italia la filosofia prima € dopo la Scuola Pitagorica. Essenziale va considerato il contributo di un filosofo di Todi, RELAZIONE LAZZERONI oggi, che la segretezza massonica non aveva nulla a che fare con quanto comunemente si intende con tale termine, che essa andava considerata come la riservatezza propria delle ‘’operazioni’’ iniziatiche, e che parlare della L.M. come di una società segreta finiva con il fare il gioco di coloro che per ben altri motivi ne volevano la eliminazione. Si comprende così come l'aggiunta di ‘*ltaliano'* alla denominazione del Rito Simbolico avesse un esteso sottofondo che, accanto alla rivendicazione della Risp. Loggia ‘Ausonia’ di una L.M. non infeudata nè alle Logge francesi nè a quelle inglesi allora esistenti in Italia, rinviava a motivi più profondi anche se affioravano soltanto in modo superficiale. Occorre, infatti, aggiungere che dopo il 1876 il Rito Simbolico, diventato R.S.1., malgrado si movesse in una linca più tradizionale ed accentuasse il valore di alcuni dere un retaggio esoterico che si rifaceva all'ebraismo, prima, ed al cristianesimo dopo. Numerose sono , del resto, le testimonianze che sembrano suffragare tale tesi soprattutto nella L.M. dalla dominanza delle concezioni cristiane in quella anglosassone alla distinzione delle Logge di S. Giovanni e di S. Andrea nel Rito Scozzese rettificato di Willermoz, per citar soltanto due esempi. A questa tesi il Reghini oppose una serie di analisi approfondite che si concretizzarono nella constatazione che soltanto intorno al XVIII secolo si ha la presenza nella L.M. di una terminologia ebraica sostituitiva di quella greca. Sotto questo profilo. come rilevò in un libro assai noto **Le parole sacre e di passo’’ del 1922, si assiste, per molteplici ragioni storiche ¢ culturali in parte ri- Posizioni degne di rilievo ma non sempre esatte, come ha dimostrato Brunelli, almeno per quan. to si riferisce alla interpretazione del "tretragramtazioni essenziali e le lince più generali delle comma” quale fu considerato dopo Martinez de analizzarsi in tre direzioni distinte ma comfluenti fra loro. Costituiscono la prima alcune notazioni riguardanti la posizione preminente nella religione romana di Giano, divinità studiata da Guènon, anche in riferimento alla L.M., per i suoi molteplici significati; l'esistenza presso i Romani dei zioni italico-pitagoriche. Critica che si collegava re il Convegno ‘Pitagora 2000". a quelle neoplatoniche di Bertini, Bonatelli ed Più conseguente rimase la posizione del Reghini, ed è a questa che occorre rifarsi per comprendere come la visione iniziatica pitagorica si sia trasmessa fino ai nostri giorni, iniziando con il delineare il concetto di Tradizione Occidentale quale lo elaborò il Reghini. Malgrado, in realtà, che la distinzione fra Tradizione Orientale e Tradizione Occidentale sia comunemente accolta, ¢ Guènon ne abbia data una esauriente differenziazione basata sulla coincidenza della prima con le dottrine indù, maomettane e cinesi, non altrettanto chiara è rimasta la delineazione della seconda. Si è così ritenuto a lungo che la Tradizione Occidentale dovesse coincidere con la Tradizione Cristiana, o per meglio dire che, parlando di Tradizione Iniziatica in Occidente si dovesse intenle caratteristiche di una Tradizione Occidentale non cristiana. A Sacchi ed al Martinismo rimprosmo massonico che il tentativo di dare vita con Frosini dal 1909 al 1921 ad un nuovo Rito, quel. lo Filosofico, sviluppato in tale prospettiva. Particolarmente attinente al nostro tempo rimane la polemica che Reghini condusse all’inizio degli anni venti con Sacchi, G.M. dell'Ordine Martinista, a proposito dell'accusa rivolta da questo ultimo alla L.M, di eccedere nella segretezza. Sosteneva Reghini, al pari di quanto viene affermato le posizioni misteriosofiche che hanno il loro centro nell'antica Grecia e nelle regioni settentrionali. iniziatico centrale definito. Le indicazioni offerte ancora da Reghini in uno scritto del 1934 su ‘Il simbolismo dodecimale ed il fascio etrusco" permettono, tuttavia, di identificare alcune nomica con Sacchi e con Papus del 1923 alle note pubblicate con lo pseudonimo di Pietro Negri nel 1928 nella rivista Ur”, che Reghini tratteggia E interesante notare come questi indirizzi trovassero echi e riferimenti in uno studioso maggiormente legato alla L.M. come Arturo Reghini, nato nal 1878 e morto nel 1946, e di cui occorre ricordare sia l'azione in difesa dell'esoteri- Tutto ciò conferma per Reghini la negazione dell occidentalita del Cristianesimo e del carattere cristiano della Tradizione Iniziatica Occidentale. In pratica è, pertanto, da ritenersi che l'Occidente è diventato cristiano a seguito di una serie di eventi storici che ne hanno modificato ma non distrutto una dottrina largamente fondata sulma‘’ con il nome di Gesù e la riduzione della ‘‘numerologia’’ in senso cristiano operata da Saint-Martin. A Papus la tendenza di volere fare del Martinismo una sorta di ‘cavalleria cristiana”. sitivistiche e neocgheliane sulla base delle conceni dopo, nel 1976, per una singolare coincidenza, che il R.S.L. opera quell'approfondimento in senso pitagorico che gli ha consentito di realizza- Acri. Cheope. vera, fra l’altro, l’identificazione del **tetragramgine greca. vasto respiro sviluppò una critica alle posizioni potolia (il Levante) sino all'estremo Oriente, ed un Occidente che abbraccia la Grecia, Romae le regioni settentrionali mentre intermedio rimane l'Egitto anche se più vicino all'Occidente. Non a caso, nota ancora Reghini, il meridiano che divide Occidente ed Oriente passa per la piramide di Impostata in questa maniera la valutazione di come la Escatologia Pitagorica, quale parte integrante di una Tradizione Iniziatica Occidentale non cristiana, si sia trasmessa sino ai nostri giorni. implica, in primo luogo, la determinazione di quest'ultima. Problema non facile in quanto legato alla caratterizzazione della Sapienza iniziatica romana abbastanza complessa nelle sue componenti. Come ha rivelato Mircea Eliade la religione dei romani ha subito tali e tante modificazioni che non è agevole rilevare in essa un nucleo prese da Ragon, ad una sostanziale modificazione dei presupposti iniziatici ed alla pressocchè totale perdita delle incidenze misteriosofiche di ori- **Landmarks”’ come il 2°, il 4” ed il 12°, non sviluppò molto tali motivi. Ed è soltanto cento an- Enrico Caporali, che nella rivista **La nuova scienza''negli anni 1885-1890 e, poi, in opere di più 111 È in numerosi scritti, che vanno dalla pole- Pasqually. In modo più specifico il Reghini affronta la distinzione fra la Tradizione Orientale e la Tradizione Occidentale analizzando quella che può definirsi la Sapienza antica rispetto a Roma. Si ha così un Oriente che investe l'Asia, dall'Anaponenti della Tradizione Occidentale, Nel loro complesso tali componenti possono ‘‘Collegia fabrorum'*, considerati spesso come an-

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RELAZIONI VIRGILIO LAZZERONI 1}. x tecedenti delle comunità massoniche; la presenza della leggenda di Saturno e delle Quattro Età di questa epoca, la "Turba philosophorum”* stamza l'ideale politico pitagorico, trasmessoci da smesso i più antichi commentatori, suddivisi nei pato nel 1702, si legge, infatti, *‘il nostro mac- Giamblico nella “Vita pythagorica'", e che svitre gradi degli ‘‘acusmatici’od uditori, dei ""pardell'umanità, collegabile, secondo Evola, alla concezione mediterranca orientale degli Anni Cosmici ed a quella degli Yuga indiani; la delimitazione stro Pitagora è il piede dei Profeti ¢ la testa dei Sapienti"”. luppa sul pano profano una completa impostalatori”” e dei ‘matematici’. | secondi indicati cozione metafisica. me “perfetti” o ‘compiuti’ od, anche, come dei 12 fratelli Arvali come Collegio assai simile al Circolo degli Adityas dell’ Agartha. Esprimono la seconda, più connessa alla Tradizione etrusca, la ripartizione dei cittadini romani in tre tribú e quattro curie; i 12 dei ‘‘consentes’’ o ‘'complices’’; i 12 ""fasces’' o ‘*litui’’ a 12 verghe dei In epoche più recenti è, del resto, noto come nel 1813 Fabre d'Oliver abbia pubblicato la prima traduzione dei ‘Vers dorès de Pythagore"' in una prospettiva che ha fatto di questo studioso uno dei più approfonditi conoscitori dell’ Ermetismo e della Sapienza antica. Si potrebbe, an- Ma se queste sono alcune caratteristiche della *‘telcios’’. termine usato per indicare colui che dottrina pitagorica ricavabili dagli autori classici si avvicina ad una perfezione che è soltanto del e moderni, più difficile risulta stabilire quanto di ‘’sebastikos’’, ossia di colui che © da venerare. Da essa spetti a Pitagora, talvolta confuso con un alricordare che gli ‘’esoterici’’ potevano essere sia tro Pitagora neopitagorico del 1° secolo d.C. a cui va ricondotto il simbolismo della Y pitagorica. do profano o dedicarsi alla meditazione. "'attivi'” che ‘’speculativi’’, ossia agire nel monche, aggiungere come un accenno a Pitagora si Ancora discussa è, d'altra parte, la successione del- Senza insistere su un aspetto abbastanza marlittori. Caratterizzano la terza, legata all'incidenza pitagorica, una serie di elementi analizzati da Gianola nel 1921 nel suo volume "La fortuna di Pi_. tagora presso i romani dalle origini sino ai tempi trovi nella ""Costituzioni’ di Anderson per quanto oscurato da una dizione non precisa. le fasi della Scuola pitagorica, anche se la ricodi Augusto", e fra cui merita di essere ricordata la leggenda delle relazioni fra Numa Pompilio e della L.M. anglosassone, espresse da Anderson, rispetto a quelle della L.M. continentale più vituale quella di Holger Thesleff, Secondo questa si avrebbero in tale Scuola quattro periodi distinti, indicabili come Pitagorismo primitivo, Pitagorismo del V secolo a.C. con Archita, Pitagorismo ginale attinente ad una possibile corrispondenza tra tali categorie e quelle della L.M. quali si sono andate configurando nei secoli, è ipotizzabile che i gradi degli ‘’exoterici’’ siano ritrovabili in quelli Pitagora. cina alla Tradizione Occidentale. Note sono le cridell'età ellenistica ed, infine, Neopitagorismo con ’ Quest'ultimo riferimento non deve, tuttavia, fuorviare nella considerazione delle caratteristiche struzione più attendibile sembri al momento atdi ‘’apprendista’’, “compagno e ‘maestro’. In questo senso la qualifica di ‘perfetto’ o ‘‘teltios’’ potrebbe avvicinarsi a quella di ‘*Maestro Architetto” del R.S.1. od al perfezionamento impliciposizione Apollonio di Tiana e Numenio di Apamea. Ne cata, per l'epoca di Augusto, la restaurazione del speculativo-operativa propria alle logge anglosasderiva una valutazione complessa delle modalità to nello “Holy Royal Arch’. Da un altro punto “regno di Saturno" indicata da Virgilio nella 4* soni c riportata in Italia, fra gli altri, dal Porciatespresse nel tempo dai Pitagorici sul piano inidi vista la distinzione di livello pitagorica potrebbe Sempre in questa direzione può essere inditiche dello stesso Reghini alla ““Egloga’’. e l'annuncio dell'inizio di un dramti, € le sue considerazioni sulla L.M. come dottriziatico, confermata, fra l'altro, da come si sono farsi anche coincidere con coloro che sono pervema cosmico-storico con la fine dell'umanità, fatna e tecnica per la ‘’liberazione’’ dell'uomo in attribuiti ai discepoli di Pitagora le qualifiche di nuti at ‘Piccoli Misteri"? e coloro che hanno ragto dal neopitagorico Nigidio Figulo e riportato da sintonia con le indicazioni di Guènon. Noto è, del pari, come ancora Reghini, in un volume su “acusmauci”” e di “matematici”, dando maggiore giunto i “Grandi Misteri”. Lucano nella **Farsaglia’’. Annuncio che sembra peso a volte alla prima ed a volte alla seconda di ripetere i miti crepuscolari romani insiti nella vi- "I numeri sacri nella Tradizione Massonica”', riesse. sione delle 12 aquile da parte di Romolo e nella valutazione dei 12 mesi aventi ognuno la durata di cento anni indicati per la permanenza di Roma. trovasse numerosi clementi pitagorici nella Sim- Con questi limiti ©, tuttavia, possibile formuche si ritrovano, soprattutto nei “Versi dorati”, bologia massonica. Fra questi il **Delta”*, la **Stella fiammeggiante" e la ‘*“Tavola da tracciare””. lare alcune ipotesi su quella che doveva esserela a modalità aderenti a regole igieniche ed a presupposti coincidenti con il modo di comportarsi Tali riferimenti testimoniano l’esistenza di un complesso di dottrine a sfondo iniziatico fondamento di una Tradizione Occidentale non cristia- Se da questa sommaria analisi si passa a considerare quello che si può definire come il **Cor- "Scienza totale” dei Pitagorici, analizzandola in tre punti distinti. Di essi il primo riguada l'Organizzazione della Scuola, il secondo le Tecniche usate, il terzo l'Escatologia. Quest'ultima, anche Laerzio che fondamentale era per i Pitagorici “Vessere uniti da una comunanza di simboli” "lascia, se prima sul piano delle condizioni na che si continua nei secoli successivi. Degna di nota la posizione di Apollonio di Tiana e dei neopitagorici in cui confluiscono elementi ermetici come quelli presenti nella ‘Tavola di Smeraldo" pus’’ dottrinale pitagorico non sarà difficile affermare che esso va inteso come una ‘‘Scienza totale" a struttura olistica. In questo senso Mircea Eliade ha rilevato che in Pitagora ‘‘la conoscenza scientifica era integrata in un insieme di principi riferita, talvolta, allo stesso Pitagora e ritenuta scoperta da Apollonio, Significativa, anche, la permanenza di incidenze pitagoriche nella cultura europea del XII e XII secolo probabilmente avetici, metafisici e religiosi, accompagnati da diverse tecniche corporee’’, Ed Evola ha aggiunto che la caratteristica della dottrina pitagorica era venuta attraverso gli arabi. In un testo ermetico ca sintesi"’. Esempo paradigmatico di tale tendenquella di ‘abbracciare domini diversi in un'uni- Più complessa appare la valutazione delle Tecniche usate dai Pitagorici anche per i riferimenti nella vita di tutti i giorni. L'accenno di Diogene che conducoperò, intravedere una metodica simile a quella no alla ‘liberazione’ "dell'uomo, diventa ultima della L.M. Come il Massone il Pitagorico analizin una ricostruzione razionale qundo si proceda za e riflette su *’simboli’’ che gli consentono di con la metodologia indicata da Guénon, sollevarsi dal mondo profano verso i piani più ele- Entro questo contesto l'Organizzazione della vati sino a raggiungere la perfezione, È probabil- Scuola, e meglio si direbbe la progressione secondo mente in questa prospettiva che deve considerarsi il momento indicato da taluni come “divinificui il ‘profano’ diventa ‘‘iniziato’’, è identificabile nelle due categorie degli ‘‘exoterici’’ e degli ‘esoterici’. I primi, a quanto ci hanno tracatio””, e che rappresenterebbe il raggiungimento da parte dell'adepto della fase iniziatica finale,

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VIRGILIO Fondamento dell'Organizzazione della Scuola sale a quella, Impostazione tanto maggiormente e delle Tecniche usate è, come gid indicato, la accoglibile quando si ricordi, ancora con Guènon, che in epoche oramai lontane ma alla base della attuale non esisteva differenza che di livello fra le conoscenze esoteriche e quelle quotidiane, In altre parole non esisteva un concetto di scienza quale è oggi postulato e la ‘Scienza Tradiziona- Escatologia pitagorica alla quale bene conviene il termine di ‘’liberazione’’ come è usato in senso iniziatico, A differenza, infatti, della “salvazione” "Cristiana per cui tutti possono raggiungere la meta dopo che il Cristo ha lavato l'umanità dal peccato originale", la ‘liberazione’ iniziatica le** si poneva su un piano completamente diver- © di alcuni e non di tutti e come tale si ritrova nelle dottrine pitagoriche, Essa costituisce il risul. so da quello da esso espresso. tato di una serie di passaggi che soltanto alcuni possono compiere, e che induce a ritenere, come ha rilevato Mircea Eliade, una stretta parentela fra la impostazione pitagorica, L'Otfismo ed i Misteri Greci, Collegamenti che non escludono, secondo una osservazione del Burkert, la presenza di incidenze *"sciamaniche", dimostrate, fra l'altro, dalla diffusa opinione che Pitagora avesse, come gli sciamani, una “coscia d'oro‘. Ne deriva una La riprova del significato di ‘Scienza sacra'* della dottrina dei numeri si ritrova nella Cosmo» logia pitaporica che a è stata rramandara da Pla. tone che non a caso affida ad un pitagorico, Ti. meo, l'illustrazione delle caratteristiche del cosmo, La stessa distinzione, di origine pitagorica, di un triplice mondo raffigurabile nell'Olimpo, nel Cosmos e nel mondo sublunare rafforza tale assunto. Induce quasi a ritenere che nella cosmologia pitagorica si possa ritrovare lo spunto per l'inter» posizione che rende sempre più la dottrina pitapretazione di Guènon sulla esistenza di molteplici gorica impregnata dalle finalità che caratterizza stati dell'Essere di cui la natura umana costitui» no la Tradizione Occidentale anche nei suoi tilesce una delle componenti. rimenti indoeuropei. Importanti sono, a questo Ultimo punto che bene si inquadra in questa riguardo, gli accostamenti ipotizzati da Evola fra il Pitagorismo e le dottrine iperboree, etrusco italiche, preindocuropee e preromane, visione € quella che riguarda la dottrina della considerate spesso dai commentatori del pensie- ‘'metempsicosi’’, spesso considerata come concernente pressochè esclusivamente la possibilità di una sere di passaggi da una specie all'altra in relazione a quello che l'uomo ha farro nel corso delta sua esistenza. In realtà, come ha dimostrato Rero pitagorico quali anticipazioni delle conoscenghint, la ‘’metempsicosi’’, rettamente intesa, imze matematiche moderme, acquistano un ben di- L'una e l'altra appaiono, indipenplica la ‘’palingenesi’’ ossia la capacità dell'uomo di sollevarsi dal suo stato presente per tiendentemente dalla loro portata pratica, come motrare nell’Essere, avendo raggiunto la “‘liberaziomenti significativi per la conoscenza dell'Essere ne’, Prospettiva molto più ampia della precedente, fra l'altro resa dubbia dall'impossibilià, rile- Inserite in una prospettiva escatologica, la conoscerza matematica © ta dottrina dei numeri, verso valore. Parafrasando Guenon si può affermare che per Pitagora ed i Pitagorict la matematica costituisce una vata da Guènon sul piano generale, dell'uomo di “Saenza sacra atta a fare pervenire gli adepti perdere lo stato che gli è proprio, e che non esclualla sua valutazione, L'Uno come di sacra ‘Te de, secondo la Tradizione Ermetica, la rinascita trade”? vanno intesi quali termini che esprimono di chi non è rientrato nel Principio primo. le caratteristiche dell'eterna processualità che dal. La conclusione che si può trarre da un esame per molti lati limitato ed impreciso delle dori. l'unità dà luogo al molteplice e che da questo ri- RILAZIONIE LAZZERONI 115 ne pitagoriche non è soltanto quella della larga parte che esse hanno nella Tradizione Iniziatica Occidentale, ma anche, dell'attualità della “esca. l'agire dell'iniziato in tale mondo, anche se, al pari del perfetto" pitagorico, può essere attivo in esso al fine di avviare non l'umanità che, cotologiaTM che ne costituisce il fondamento, In un'eme rilevava Guènon, è concetto equivoco di ori. gine positivista, ma gli uomini verso la Luce. Sottolinea, al contrario, la profonda esigenza trasmutativa a cui gli iniziati devono ispirarsi e di cui il RSI. costituisce una delle vie per realizzarla con la validità che gli viene dai legami che mantiene con la Tradizione Iniziatica Occidentale, poca nella quale il concetto di ‘’operatività’’ ha perduto l'originario significato di ‘’operazioni trasmutatorie’ ‘necessaric alla ‘‘liberazione’’ per diventare l’azione dell'iniziato nel mondo profano, il richiamo alle dottrine pitagoriche acquista un nuovo valore. Esso indica la limitatezza del. AWE OLTAGORA Bosa »-