Fyodor Bronnikov, Hymn of the Pythagoreans to the Rising Sun (1869)
Fyodor Bronnikov, Hymn of the Pythagoreans to the Rising Sun (1869)

Su Pitagora

Introduzione

Pitagora nacque sull'isola greca di Samo e visse intorno al 500 a.C. Visitò l'Egitto e probabilmente Babilonia. Fondò una scuola a Samo e, dopo l'occupazione persiana, si stabilì a Crotone, nell'Italia meridionale, dove fondò anche la confraternita dei pitagorici.

Pitagora fu una figura centrale nel passaggio dall'Antichità all'epoca classica. Nel mondo antico erano gli dèi a plasmare la realtà; esisteva un forte legame con il mondo fisico, con il nascere e il perire, con la vita e la morte. Nella visione classica del mondo vi è invece un rapporto personale e morale con gli dèi (o con Dio). Il divino risiede nell'anima, e i fenomeni naturali vengono spiegati a partire dal concetto di causalità.

La nostra visione attuale del mondo si fonda su questa visione classica, a sua volta frutto della filosofia di Pitagora e degli altri filosofi della natura, e ancora oggi fonte di molti sviluppi moderni. Ciò sottolinea l'importanza di leggere e interpretare le fonti originali nel loro giusto contesto. Questi testi antichi non vanno letti come prosa o poesia, ma tenendo presente la visione del mondo pitagorica.

Etica

L'etica pitagorica è affine alla mistica orfica. È difficile distinguere quali elementi siano da attribuire agli orfici e quali ai pitagorici. Al centro di questa filosofia morale stava la dottrina della metempsicosi, la trasmigrazione dell'anima, che presenta una certa somiglianza con l'induismo. La fede nella metempsicosi comportava anche l'astensione dai prodotti animali. L'etica pitagorica è esposta nei Versi aurei.

I Versi aurei

Questi versi descrivono uno stile di vita che conduce alla divinità dell'anima e furono probabilmente scritti da uno dei seguaci di Pitagora. I Versi aurei furono messi in pratica dapprima nella confraternita pitagorica dell'Italia meridionale e in seguito nelle comunità pitagoriche successive.

Versi aurei pitagorici
  1. Onora per primi gli dèi immortali, nell'ordine stabilito dalla consuetudine,
  2. e rispetta il giuramento. Venera poi gli eroi illustri
  3. e gli spiriti dei defunti, compiendo i riti prescritti.
  4. Onora i tuoi genitori e così pure i loro parenti più stretti.
  5. Fra gli altri, scegli come amico colui che eccelle in virtù.
  6. Cedi alle sue parole gentili e alle sue azioni utili,
  7. e non odiare l'amico per una piccola colpa,
  8. finché ne sei capace. Poiché la capacità abita vicino alla necessità.
  9. Sappi dunque queste cose, e abituati a dominare le seguenti:
  10. anzitutto il ventre, il sonno, la lussuria
  11. e l'ira. Non fare mai nulla di vergognoso, né con altri
  12. né da solo. Abbi vergogna soprattutto di fronte a te stesso.
  13. Inoltre, pratica la giustizia nei fatti e nelle parole,
  14. e abituati a non essere mai sconsiderato in nulla,
  15. ma sappi che a tutti è destinato morire,
  16. e che i beni si acquistano oggi e si perdono domani.
  17. Ma qualunque dolore i mortali patiscano per l'opera divina del destino,
  18. qualunque sorte ti tocchi, sopportala e non adirarti.
  19. Conviene porvi rimedio per quanto è possibile, e di' a te stesso così:
  20. il destino non dà ai buoni molte di queste sofferenze.
  21. Molti discorsi assalgono gli uomini, cattivi e buoni.
  22. Non lasciarti sbalordire da essi, né permettere
  23. che ti ostacolino. Se poi si dice qualcosa di falso,
  24. ritirati con garbo. Ma ciò che ti dirò si compia in ogni circostanza:
  25. nessuno ti induca, né con la parola né con l'azione,
  26. a fare o a dire ciò che non è il meglio per te.
  27. Rifletti prima di agire, affinché non ne derivino stoltezze.
  28. È proprio dell'uomo da poco fare o dire cose insensate.
  29. Porta invece a compimento ciò che in seguito non ti affliggerà.
  30. Non fare neppure una cosa che non comprendi, ma impara
  31. ciò che è necessario, e così condurrai una vita assai lieta.
  32. Non trascurare la salute del corpo,
  33. ma osserva la giusta misura nel bere, nel mangiare e negli esercizi fisici.
  34. Per giusta misura intendo ciò che non ti affliggerà.
  35. Abituati a un modo di vivere puro, non snervato,
  36. e guardati dal fare ciò che suscita invidia.
  37. Non spendere a sproposito, come chi ignora ciò che è bene,
  38. né essere avaro. La giusta misura è in ogni cosa la migliore.
  39. Fa' ciò che non ti nuocerà, e rifletti prima di agire.
  40. Non accogliere il sonno sui tuoi teneri occhi
  41. prima di aver ripercorso tre volte ciascuna azione del giorno:
  42. «In che cosa ho mancato? Che cosa ho compiuto? Quale dovere ho trascurato?»
  43. Cominciando dalla prima, passale in rassegna una per una, e poi,
  44. se hai compiuto cose meschine, rimproverati; se invece hai compiuto cose buone, rallegrati.
  45. Impegnati in questo, meditalo, desideralo ardentemente;
  46. questo ti porrà sulle orme della Virtù divina,
  47. sì, per colui che ha trasmesso alla nostra anima la tetraktys,
  48. fonte della natura perenne. Ma all'opera!
  49. e prega gli dèi che ti concedano il compimento. Quando avrai padroneggiato queste cose,
  50. conoscerai l'essenza degli dèi immortali e degli uomini mortali,
  51. come essa pervade ogni cosa e come ogni cosa ne è governata.
  52. Conoscerai, com'è giusto, la natura, in tutto simile a se stessa,
  53. così da non attenderti ciò che non è da attendersi, e che nulla ti sfugga.
  54. Conoscerai che i mali che gli uomini patiscono se li procurano da sé,
  55. gli sventurati, che non vedono il bene pur essendo vicino,
  56. né lo odono. Pochi conoscono la liberazione dai loro mali.
  57. Tale è il destino che offusca le loro menti: come pietre che rotolano
  58. sono trascinati qua e là, patendo mali senza fine.
  59. Poiché una funesta compagna innata, la Discordia, li danneggia
  60. a loro insaputa. Non bisogna alimentarla, ma ritirarsi e fuggirla.
  61. Padre Zeus, certo libereresti tutti da molti mali,
  62. se mostrassi a tutti quale daimon hanno.
  63. Ma abbi coraggio, poiché i mortali hanno un'origine divina,
  64. e a loro la Natura rivela e mostra ogni cosa sacra.
  65. Se ne hai parte, padroneggerai ciò che ti comando, guarendo pienamente,
  66. e salverai la tua anima da queste sofferenze.
  67. Ma astieniti dai cibi di cui abbiamo parlato nelle Purificazioni
  68. e nella Liberazione dell'anima, con discernimento, e considera ogni cosa
  69. ponendo come auriga l'eccellente facoltà del giudizio.
  70. Allora, se lasci il corpo e giungi al libero etere,
  71. sarai immortale, un dio incorruttibile, non più mortale.

Traduzione italiana basata sulla traduzione inglese di Johan C. Thom. Vedi anche la Newsletter 14.

Vegetarianesimo

I pitagorici conducevano una vita ascetica. Il rispetto per la vita era essenziale: il vegetarianesimo era la norma e il sacrificio di animali agli dèi fu abolito. Pitagora può quindi essere considerato il fondatore del vegetarianesimo in Europa. Fino alla seconda metà dell'Ottocento chi si asteneva dalla carne e dai prodotti animali veniva chiamato pitagorico; solo in seguito fu introdotta la parola vegetariano. Il vegetarianesimo divenne più o meno sinonimo dello stile di vita pitagorico, anche se quest'ultimo comprende molto più di una dieta senza carne.

Astronomia, musica e scienza dei numeri

I pitagorici diedero anche grandi contributi all'astronomia. Sostenevano la forma sferica della terra, sia sulla base dell'osservazione sia perché, a loro avviso, la sfera era la forma più perfetta e si adattava meglio al loro sistema. Esprimendo le distanze tra i corpi celesti in toni e semitoni, Pitagora giunse alla sua (settemplice) armonia delle sfere. La scala cosmica ha una nota fondamentale del tutto particolare, che non avvertiamo mai perché non c'è mai un momento in cui non la udiamo. Si dice che Pitagora stesso la udisse.

I pitagorici si dedicavano molto alla musica. Scoprirono che esiste un rapporto tra la lunghezza di una corda tesa su una cassa armonica e l'altezza del suono. Ciò portò a comprendere il significato dei rapporti quantitativi. I pitagorici furono così colpiti dall'importanza del numero e dei rapporti numerici (armonia) da dichiarare il numero fondamento di tutto ciò che esiste, l'essenza delle cose. Il noto teorema sui triangoli rettangoli che porta il nome di Pitagora era conosciuto già molto prima di lui.

Il pitagorico Ecfanto insegnò che la terra ruota attorno al proprio asse. In seguito si pensò che alcuni pianeti girassero attorno al sole, e Aristarco di Samo (intorno al 280 a.C.) pose il sole al centro, con la terra e i pianeti che gli ruotano attorno. Solo nel XV e XVI secolo questa idea fu sviluppata ulteriormente da Copernico.