LA < TANELLA ANGORU> I CUSU E LA Tabula Cortonensis >

Auteur
Torelli, M.
Verschenen in
Rendiconti della Pontificia Accademia di Archeologia
Jaar
2004
Onderwerp
TANELLA
Taal
Italiano
Categorie
C8 Geschiedenis en archeologie
Archiefnummer
4376

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PR-I- TEN LA « TANELLA ANGORI », I CUSUE LA TABULA CORTONENSIS* Di MARIO TORELLI Da due anni, grazie ad un finanziamento straordinario dello Stato, l’amministrazione comunale di Cortona si € impegnata in un‘ambiziosa operazione di allestimento di un grande parco archeologico, del quale ha voluto affidare a me la progettazione scientifica e quella architettonico-urbanistica al collega architetto Pierluigi Cerri del Politecnico di Milano. L'operazione è di lungo periodo e presenta un notevole interesse tecnico-scientifico: al primo posto & la riqualificazione dell'ambiente dei due straordinari tumuli del Sodo,' del secondo dei quali si é completato il restauro del monumentale altare funerario (fig. 1), con Peliminazione del moderno canale di bonifica che fi separa; un altro punto di grande importanza é l'apcriura al pubblico, dopo un decennio di scavi congiunti della mia università € del- Università dell'Alberta, della villa romana in loc. « Ossaia », gid appartenuta tra gli inizi e la fine del I sec. a.C. ai consolari Vibii Pansae e poi passata nella proprietà di Caio e Lucio Cesari, che ha restituito splendidi mosaici (fig. 2)? ¢ una serie di eccezionali rivestimenti bronzei sbalzati per i wadizionali missitia del imperatore, nel caso specifico Severo Alessandro e Gordiano TIP (fig. 3). Tuttavia, come é facile intuire, il progetto prevede anche la valorizzazione di monumenti minori del passato etrusco e romano * Letta nell'Adunanza pubblica del 29 gennaio 2004. ‘Vd. da ultimo P. Brusche tt - PL Zavar funeraria, Cortona 1999. Graast, Cortona efnısen. Esempi di architettura SH. Fracema - M, Guacrier in €. Masseria (ed), Dieet anni di archeologia a Cortona, Roma 2000, pp. 183-250. M. Guaurment, Missitia da Roma a Cortona ? Ritratti imperiali del terzo secolo su laminette di fronzo, in Rom. Mit, CVUL 2001, pp. 83-109, Rend. Pont. Acc. Rem, Arch, LXXVI 2004-2005, pp. 163-187

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Fig. 1. Tumuto del Sodo I, altare funerario di Cortona, Tra questi spicca una serie di realizzazioni, donde emerge un volto ellenistico della città molto ben definito e che conta diversi importanti interventi urbanistici. I] più rilevante di tutti à senz altro una colossale sostruzione in tecnica poligonale tendente al quadrato, realizzata con grandi blocchi esternamente lisciati ¢ rifiniti con anathyrosis, nella sua parte meridionale nota gia da tempo sotto la facciata della Cassa di Risparmio di Firenze in Piazza Signorelli,’ scoperta ancora per un ulteriore tratto a N lungo alcune altre decine di metri, nelle scavo condotto dalla Soprintendenza sotto il Palazzo Casali per i lavori di restauro e allestimento delle sale del futuro Museo della Citta Etrusca ¢ Romana di Cortona, scavo di cui & stata data una breve notizia preliminare;* non é difficile riconoscere in questa grande opera di terrazzamento la sostruzione della piazza del foro della città, un polo urbanistico di carattere politico, che, come & accaduto spessissimo nelle città non desertificate alla fine dell antichita, ha conservato la medesima funzione fino ai nostri giorni. Un intervento motivato invece da aspetti ideologici molto particolari, peraltro in linea con fa ricerca di una grandeur urbana propria del tarde ellenismo. à rappresentato dalla modifica apportata al tratto occidentale delle mura con [apertura di una porta "A. Neer: Monona, Cortona etrusca e romana nella storia e nell'arte, Firenze 1977", p. 52, "A. SANI, Notizie preliminare sul ritrovamento di un muro etrasco nel cortile di palazzo Casali, in Masseria (ed), Diced anni ds archeotogia cit. (nota 2), pp. 77-86. M. TORELEL - LA 6 TANELLA ANGORI®, 1 CUSU ELA TABULA CORTONENSIS 2. OOssaia, villa La Tifa, Tula, mosaico antere Fig.ig. 2. u romana a de de La mosaico con pant Fig. 3. Ossaia. villa romana de La Tafa, kamina in bronze con Gordiano HI

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a duplice arco di ingresso, nota come Porta Bifora® (fig. 4), oggeuo negli ultimi tre lustri di un lungo e accurato scavo scientifico condotto da un'équipe dell Universita di Perugia, che ha restituito uno splendido monumento alla vista e alla funzione, perduta da secoli, di ingresso alla citta: la valenza del duplice ingresso, aperto al posto di una precedente porta ad unico fornice, é senza dubbio quella di dare una « porta trionfate » alla città contermini di Arezzo e di Chiusi, Sempre la ricerca dell’ urbanitas & alla base ellenistica nel punto di arrivo delle strade dirette verso le principali città di una serie di interventi destinati a trasformare ¢ migliorare la situazione dell'approwigionamento idrico della città, fino ad allora assicurata da numerosi pozzi. Il primo atto fondamentale è consistito nella costruzione di un acquedotto,’ che, malgrado l'aspetto particolarmente arcaico, risulta un‘ opera assai impegnativa, realizzata nel corso del II sec. a.C., come ci assicura la nascita di un complesso termale a pochi passi dalla piazza forense, in Piazza Tommasi: quest'ultimo infatti à documentato da un mosaico, purrate al tardo Il sec. a.C. (fig. 5). Dello stesso progetto di natura idraulica troppo giunto a noi in pochi frammenti, ma che sappiamo essere uscito dallo stesso atelier del mosaico delle terme di Musarna, solidamente ancofanno parte le aperture di almeno due altre fontane, una realizzata per recuperare la «caduta» delle acque dell’acquedouo con una cisterna coperta da un’elegante volta a botte, posta al livello più basso dell'impianto + urbano presso la Porta Guelfa (fig. 6), e l'altra, anch'essa una fontanavs cisterna posta all’interno della città, che, captata invece la falda atiraverso un cunicolo terminato da un bell’arco, terminava con una bella mostra sostruita, conservata sotto Palazzo Cerulli-Diligenti (fig. 7). Sempre in questo quadro cronologico e culturale si inseriscono diversi interventi nelle necropoli, che comprendono il riuso di alcune tombe di due dei grandi tumuli arcaici, quello di Camucia e quello I del Sodo, di cui diremo gppresso, e la costruzione di una coppia di tombe di inusitata foggia, le celebri « Tanelle ». Se la più famosa delle due, designata dalla tradizione "AAW. Lo scavo di Porta Ghibellina, in Masstri (ed). Dieci anni di archeotogia cit. (nota 2), pp. 14-67. FO. Strranvoer, L'approvvigionamento idrieo di Cortona nell’etä classica v nel Mediorvo, in Masseria (ed), Dieci anni di archealogia cit. (nota 2), pp. 107-127. *M. Kanne Le terme di Piazza Tommasi, in Masstria (ed), Died anni di archealogin cit. (nota 2), pp. 10-13. “Hlustrau solo in maniera sommaria da Nevep: Mopona, Cortona rtrusca e romana cit. (nota 1), pp. 54-55. (fontana-cisterna presso la Porta Guelfia), 52 (fontana-cisterna sotto ve HE Cost Palazzo Cerulli-Diligenti), i monumenti saranno meglio presentati nella guida del nuove M. TORELLI - LA - TANELLA ANGORI., 1 CUSUE LA TABULA CORTONENSIS 167 erudita locale «di Pitagora », € da sempre stata agibile, la seconda, nota come « Tanella Angori », © stata oggetto di una nuova esplorazione e di un restauro nel quadro delle apere del Parco, donde sta emergendo ora ai nostri occhi in tutta la sua eleganza costruttiva (figg. 8-16), dopo molti decenni di oblio. I} mausoleo, di cui si stanno ultimando i rilievi con molt particolari inediti, diversi da quelli noti dall’edizione del Neppi Modona (fig. 17),'" dopo questa ripulitura ci appare ancor più di prima un vero e proprio gemello delValtra e più famosa « Tanella », ma dell« Angori » considerevolmente più piccola (figg. 18-21). Il recupero della « Tanella Angori » e il recente studio di Menichetti" su quella detta «di Pitagora» consentono di raggiungere oggi alcuni punt fermi su questi sepoleri, a lungo considerati (e non solo dall'etruscheria più deteriore) come monument singolari e misteriosi. In realtä, per comprendere la concezione delle « Tanelle » & utile metterle in relazione con un'altra tomba monumentale del territorio cortonese, Pipogeo scavato cinquant'anni or sono,” che sorge a qualche chilometro a Nord di Cortona "A. Never Monoxs, La «tanella Anger » di Cortona, in Paltadio, 1 1951, pp. 60 ss.: w., HM. Mesicuerit, in MAsERI (ed), Dieet anni di archealogia cit. (rota 2), pp. 143-153. Cortona etrasca e romana cit. (nota 4). pp. 99-101. "4G. Martzkt, in St.Eir, NAT ISS, pp. 345 ses in, Cortona etruswa e romana cit. (nota D, pp. 101-102.

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Fig. 5. Cortona, mosaico di Piazza Tommasi e Musarna, mosaico delle terme (da Massrria, Dieci anni di archeologia cit.) Fig. 6. Cortona, fontana-cisterna presso Porta Guelfia in loc. « Mezzavia» (fig. 22), forse in relazione ad un abitato di cui M. TORELLT - LA = TANELLA ANGORI», | CUSU FE LA TABULA CORTONENSIS visibile 169 Nuovi contributi per una carta archealogica del territoria castiimmediatamente aldisopra della tomba un resto del muro di cinta a grandi blocchi di panchina, molto simile a quello dell’ oppidum aretino di Castiglion Fiorentino a pochi chilometri a N, scoperto sotto le mura del castello. A differenza delle due « Tanelle », la tomba di « Mezzavia » non ha alcuna soprastruttura monumentale, ma si presenta nella forma dell’ipogeo, che in questa zona centro-settentrionale del mondo etrusco appare quella tradizionale, nell area cortonese attestata soprattutto nella forma della camera con loculi per la deposizione di urne cinerarie. La struttura dellipogeo di « Mezzavia », basata sulla semplice camera con quattro loculi per ciascun late ed uno sul "PL ZAMARCHE GRASSE, I AANV monianze medievati, in P. Zara Geass: (ed.), Castiglinn Fiorentino. Un ano centro etruseo, glionese, Cortona 1993, pp. 48-55; cfr. anche G. Guipont, L'indagine archealogiea ¢ te testiCortona 1995, p. 35.

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Fig. 8. Cortona, Tanella Angori Fig. 9, Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch, Luca Taranti M. TORELUI - LA - TANELLA ANGORT-, D 'CUSUE LA FABULA CORTONENSIS Fig. 10. Cortona, Tanella Angari, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini) Fig. 11. Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini)

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LXXVIE ri ngen, ricostinzioni (arch. Luca Tar antini) . . “ion ri. ri Fig. 8 13. Cortona, ’ TanellNa Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini) Fig. 14. Cortona, Tanelk . M. FORELLI = LA = TANELLA ANGORE, 1 CUTE LA TABULA CORTONE. . . Fig. 15. Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini) Fig. 16. Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini}

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LXXVIT na elnisca P romana cit.) Fig 17. Cortona, Tanella Angoe:, rilievo (da Never Mapona, Corte. una peculiare copertura a fondo evidentemente destinato al capostipite, ci rivela tuttavia un principio di organizzazione dello spazio interno, che é lo stesso alla base dell articolazione architettonica interna delle « Tanel le », quell o cioè di una camera sepolcrale di forma e apparato tradizionali, munit a di un numero variabile cli loculi, che nella « Tanella di Pitagora » assumono forma displuviata, forse ripetuta anche nell’« Angor i »; lo stato di conservazione di quest'ultima tuttavia ci impedisce di affer marlo con decisione. Da tutto cid si deducono origine ¢ ragioni della struttura dei due monumenti gemelli: essi infatti intendono da un lato couseryare all interne la per urne individuali, del tutto disposizione della camera funeraria con loculi consucta negli ipogei della zona, e dalValtro reali zare il sepolcro, non secondo l'uso della forma ipogeica ben consolidat o nella regione, bensi attribuendo all’esterno una forma a mausoleo, quest a invece affatto inconsucta nei sepolcri ellenistici dell'Etruria cenuosettent rional e,"! dove & sconoscinto l'uso di allestire tombe datt . “pparato esterno non solo visibile, ma di aspeuo "Chr. PP Ourson, The Sources of Innovation m Later Etruscan Tomb Design (ca. 350-100 B.C), Roma 1982. M. TORELIJ = LA - TANELLA ANGORI SE CUSUE LA TABULA CORTONENSIS Fig. 19. Cortona, Tanclla di Pitagora (da Masern, Dier anni di archeologia

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IRL ——r Fig. 20. Cortona, Tanella di Pitagora (da Masseria, Dieci anni di archenlogia cit.) -7 tagora, tiliewo (da Masseria, Dieet anni di archeologia cit.) etter Fig. 21. Cortona, Tanella di M. TORELLE - LA = Fiz. 22. Cortona, Tomba Mezzavia ma, di ELLA sia pur episodicamente, anche in tombe monumentali di Caere, Tarquimonumentale. Anche questa singolarità non é senza significato: invece di assumere, sull'esempio dei grandi monumenti sepolcrali greci tra tarda classicità ed ellenismo, i più grandiosi aspetti naomorfi, che vediamo ripetuti in molte tombe dell’Etruria del Sud, non solo nelle c.d. « necropoli rupestri » nia e Vulci, la scelta dei titolari delle due « Tanelle » & un’altra, quella cioë + del mımulo su tamburo, anch'essa non ignota a monument funerari greci di dell'arcaismo. Tenendo presente la realtä storico-topografica di Cortona, epoca classica ed ellenistica.'” ma di fatto sconosciuta all’Etruria dopo i fasti dove la piana sottostante al colle sul quale sorge la città era ed e dominata da we grandi tumuli datati tra il 600 e il 570 a.C., quello di Camucia e quelli appena ricordati del Sodo, non & difficile immaginare che un gesto, come © Per l'en ellenistiea, vd. HL Lauter, Die Architektur des Hellenismus (wad. it), Milano 1999, pp. 197-198.

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quello dei proprietari delle due « Tanell e » ‚ di rispolverare il sepolcro a tumulo su tamburo » non poteva non avere un significato ed uno soltanto, quello cioé di rifarsi ad una tipologia gloriosa, che fungeesse da immediato richiamo della storia più antica e veneranda della città, fatta di principes e di veges, © dunque di evocare epoche di grandezza e livelli sociali prestigiosi. Non € infatti casuale che nella stessa età elleni stica le camere dei grandi tumuli siano state oggetto di riuso da parte di famigl ie aristocratiche: nel aso del tumulo I del Sodo, à stata rioccupata una delle cellette minori, dove © stata apposta un'iscrizione con i nomi dei due defunti, me ntre nel caso del tumulo di Camucia é stata interamente riadoperata la tomba B, scavata da P. Bocci Pacini net 1964." Le due «Tanelle» corso della tutta (ma anche la Sicilia), ben eco della frenetica attività costruttiva che nel si inseriscono in un processo di gencrale r innovamento culturale, sociale e soprattutto monumentale e urbanistico, che costituisce una preci seconda meta del II sec. a.C. investe "Itali a visibile nelle ricostruzioni di grandi santuari cittad ini o etnici da Palestrina a Pietrabbondante. In primo luogo si colloc a il gener ale riassetto della città, che coinvolge tutti i traut salienti della forma urban : : dalla costruzione della «trionfale» Porta Bifora alla re:lizzazione della terrazza forense c di altri minori sostruzioni per consentire una risist emazione urbanistica radicale, dall’imponente opera di approwigionamento idrico centrata sull’acquedotto, sulle cisterne-fontana di Palazzo Cerull i-Diligenti e di Porta S. Agostino alla costruzione di terme in Pia a Tommasi, cui abbiamo fatto cenno all’inizio; nella stessa prospeuiv; t si inseri sce una rinnovata attenzione per i santuari, documentata dalla r calizzazione della decorazione fittile del tempio di Camucia nell’area dei Vivai Felici!* (fig. 23) e dai doni votivi dei santuari di Montecchio, che annover il celebre « putto» di Leida (fig. 24) e alcune o (fig. 25), ma anche del sanaltre statuette votive bronzee di elevato livell Grass (ed). La Cortona dei Principes "Clr. Rix ET Co 1.3; cfr. P Beuschern. tumulo H Lin PZ, AMARCHT GR (ed), La Cortona dei Principes (Catalogo della Mostra Cortona 1992), Cortona 1992, pp. 180-181. © PL Boca Pacını, GCamucia. La tomba B, in ZAMArc cit. (nota 16), pp. 23-29 (architettura), pp. 103-11 2 (materiali di corredo). * Una ricostruzione completa del sistema de corative, con tipi di sima, stre © cornici traforate ben note nel II sec. aC. & stat a compi uta daS. Fortenguas, Lsentuan urbani ¢ subur. bani, in S, Forrusena (ed), € ttalogn del Museo Etrusco e Romane di Cortona, in corso di stampa; vd. intanıo la breve notizia di P Mu ABWA, Vivar - IEGsardine», Analisi preliminare rilettura di L.. Fiorini, I santuari del ter. egia cit, dei dati di scavo e delle terrecotte archite ttoniche, in MASSERIA (ed.), Dieet anni di archeol (nota 2), pp. 83-104. ” Anche di questo complesso si dara una muova ritorio, in FORTUNEL Et (vd), €etalage del Museo Etrusco e Romano di Corton a cit. (nota 18): vd. intanto le brevi notizie di Neve Mono, Corton a etntwa e romana cit. (nota 4), pp. 140-145. TORELLE - LA = TANELTLA ANCORI- I COSC 7 B D NEN“ LA TABULA CORFONENSIS I 79 di Culsans (fig. 26) e Selvans (fig. 27) presso la Porta Bifora.” Sul piano ario pes forse ancora ,ee ’ az inario interesse ¢& la la coniazione rio interesse a hola cologico, di straordina politico-id ze }ee net HI sec. a.C., di tre serie di aes grave, una delle quali on gein immagini di un aruspice e di strumenti sacrificali (fig, 28-28 ). ae aan ciale attenzione prestata ai grandi temi tradizionall religios € Neppi Monon. Cortona etrusca e romana cit. (nota 4), pp. 138-140. “a . queste tradizioni assumono nellimmagine della città, sin dae poet “ centro della riflessione sia greca che locale sul tema delle og vpe, . I sec. a.C. si può datare anche lintroduzione delle novitä dar ne he indizio di important tradizioni scrittorie € dunque di notevo | er ene lettuale, da confrontare con le riforme alfabetiche introdotte ne ae torno di tempo a Roma dal pocta Accor ma sopratutto. cons in 8 “ nesso tutto ctrusco tra usi scrittori, tradizioni sacerdotali e registrazi tilizie, la presenza di una scuola scrittoria cortonese ela pra un pe ien lare interesse locale nell’elaborazione € nella trasmissione di testi s Mee particolar modo di natura sacra. Di tutto questo fervore si ha ee retto nell’importanza che Cortona possiede nel quadro delle he m N fruuto di rielaborazioni tardo-ellenistiche, relative alla mitistoria oca j ae tradizioni relative a Corito e a Dardano, che ancora in epoca augustea oc pane un posto di rilievo nel quadro dell halia mitica vei nike caso A questo punto, con la segnalazione dell'eccezionalità del ı upl case cortonese di sepolcro monumentale nel contesto della forte ripresa on mico-sociale e culturale dell’Eıruria € dell Ttalia, il nostro cisco nl a chiudersi, se l'operazione appena compiuta di riscavare a | ; ee Angori» non avesse portato alla luce un nuovo documento epigra reo ne non solo fornisce if nome dei proprietari della tomba, ma vn una ie N nuova € insperata sulla prosopografia della Cortona di ll sec. a.C. Si " a una lastra di arenaria (figg. 30-31) giunta a noi in quattro frammen com bacianti: restaurata, la pietra presenta le misure massime di cm 46,5 di ghezza, di cm 47 di altezza e di cm 5,2 di spessore. Su questa Tastra, cont tere abbastanza regolari, in media alte tra 7,5 e 9,5 cm, € incisa wn iser izi ne giunta a noi completa, malgrado qualche lacuma che non uch pen Vintelligibilità del testo: la tipologia delle iserizioni funerarie cortonest de > mentale A. MAaciann, Alfabeti etruschi di eta ellenistica, in Ann, Fond. mee cn, an Te miresn hichte der römischen Literatur, \, München 1927', pp. I-H. ie we Grens. Virgilio, Cortona e la leggende etrusca di Dardano, in Arch. CL, XXXIL 1980,

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H. = vor, LXXV REND. DELLA PONT: ACC AD, ROM, D: ARC A = oS > PE "e Fig. 24, Lei da, Rijksruuse um van Oudhen , Sta tue tta bro nze Mante (da Nes a di f anciullo Mopons, Corton a elnisca gy romana cit.) 180 Fig. 23. Camuein, tempio nell’area + Vi ai-Felici, reo strusi. one dell: decorazione fittile AVIABMALL §, TER WELREDE + A naANa1ıa rate i ‘ Cartona etrusca e romana cit.) 181 Fig. 27, Cortona, Museo del. l'Accademis Etrusca, statuctta di Selvans (da Never Mopoxa, Fig. 29. Cortona, aes grave con aruspice ¢ gr stumenti sacrificali Cortona etrusca e romana cit.) Fig. 96. Cortona, Musco del"Accademia Etrusca, statuetra di Culsans (da Neer Manona, RL EL CUSUE LA TAL U CORTONE M TORELLE~ LA = TANELLA ANGO Fig. 25. Leida, Rijksmuseum van Oudheen, statuetia bronea di offerente femminite (da romana cit.) Neper Moposs, Cortona rim ae Fig. 28, Cortona, aes grave con aruspice € strumenti sacrificali

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REND. DELLA PO EXNVU ‘Fanella Angori la Tanella Angori proveniente dall'area della proveniente dall'area del - VOL. ACCAD. ROM. D'ARCH, 40, Cortona, iscrizione Fig. 35. Cortona, iscriztone M, TORELLI - LA « TANELLA ANGORT«. EORFONENSIS riconoscere in un | CUSUE LA TABULA itata, consente di 183 'urna, conservazione rio, la forma di docuinento funera non anche se lo stato di stele o in altro tipo , di fatto assai lim IN sec. a.C. in poi piuttosto che in una atamente perspicua. essa apparteneva, rende la cosa immedi de} monumento cui lettura: Il testo é di facile l fart : hadsu : ma kea ano solo pochi recente, si riscontr a senz’aleun dubbio to ahrimenti Nella grafia, di epoc enome maschile lar, fat o parte la psilosi del pr incipale ë costituit elementi di rilievo: a un istante, il dato pr come vedremo fra o, tuttavia proprio in attestato a Cortona, ale sorda, un uso rar stica in kappa per la guttur dall’uso del segno ato in epoca elleni trionalì, soppiant gli alfaben setten indubbia origine di a, epoca arcaica de sso suono del gamm impiego per lo ste ire Viscrizione ad tutto il Nord dal’ n consente di auribu do wtlo, quest’uso no o già dal IV sec. ac. meridionale; malgra nto che, pur essend nte antica, dal mome zona, non mancano epoca particolarme ore generale nella con quello stesso val a si pud il segno di gamma presente il kappa. La cos o più tardi nei quali sia Arezzo, di due a documenti anche molt Cortona, à Chiusi ed nando l'esistenza a all’ uso delle traspiegare solo immagi iva € COME tale legata cui una, più conservat luenzata dal preinf scuole scrittorie, di pa. € Valtra invece, locali, impiega il kap rinascita sociale e la dizioni alfabetiche dione nel corso del la cultura del Meri confrontare le iscristigio raggiuito dal basterà al riguardo ., fa uso del gamma appartenente allé politica del IV sec. a.C ssa famiglia Fanacni, a nti espressi dalla ste n il kappa, oyverossi zioni di due monume il gamma € Yaltra co enistica, Puno con (= TLE Fanacni di CIE 446 lite della Cortona ell fatta da una Velia « Putto di Leida » ria. seritta con il era la dedica del noto a, © Viscrizione fun ), ove figura il gamm la tomba cioë di un 652 = Rix ET Co. 3.6 (= Rix ET Co. 1.36), i velrnal di CHE 3402 dei velara anch’essa kappa, di arnt fanakn mente a stessa gens una velmei, probabil Tabula Corte arnt fanakni figlio di ., come documenta la cortonese del II sec. 4.C estita, al pari della appartenente all élite fra altro appare inv st ultima iscrizione nensis si nati che que del prenome end. fenomeno psilotico olero, designato nostra, dallo stesso gio titolare del sep mplice: il personag n Lard Cusu figlio Il nuovo testo € se o metronimico, ea izio seguiti dal sol o dei dati familiar, da prenome € gentil eloquente sul pian testo & anche poco re interesse. Sua di una Marcei. Se il t appare di particola ografica di Lard Cus a Caere,” recato la situazione prosop estato und sola volta izio molto raro, att cei documenta da madre reca un gentil nna, una Lard Mar to caso da una do però anche in ques > Rix ET Cr 3.25,

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un'iscrizione su di un vaso di IV sec. a.C.: tuttavia, in quanto riferita ad un donna, la provenienza ceretana non à garanzia dell'origine locale della proprietaria, Infatú il gentilizio, nella forma normalizzata mareni, & attestat imo sia a Chiusi che nel c.d. Ager Saenensis , Culla della gens si direbbe l’Ager Se nensis piuttosto che Chiusi, E infatti nel territori o di Chiusi, oltre ad una ventina di epigrafì di origine perlopiù sconosciuta,” solo a Po’ Bandino® & documentato un ipogeo dei Mareni con appena quattro sepolture; al contrari o, nell’ Ager Saenensis, ad Asciano, si conoscono ben due tombe di IL sec. ac. dei Mareni, con quasi 180 iscrizioni® cui si collegan o altre attestazi oni di donne dei Marcni andate spose sempre nella stessa zona, ad Asciano e Trequanda.” Che la Mareni madre di Lar? Cusu possa ricollegarsi ai Mareni di Asciano € dintorni & più di un’ipotesi, se teniamo conto della vicenda familiare ¢ delle strategie matrimoniali dei Cusu. ossia la Questa storia gentilizia si é enormemente accresci uta grazie alla scoperta della ormai celebre Tabula Cortonens is, che ormai general mente si convien e essere un documento giuridico di II sec. a.C., emesso dallo zilad mexl vasnal, il praetor di Cortona, assistito da almeno quindici persone in massima parte nobiles della città costituiti in ronsilium praetoris. Lo storico del diritto romano Vincenzo Scarano Ussani ed io” abbiamo molto di recente tentato di spicgare il documento come una compravendita eseguita con il rito della in fare cessio, un arcaico istituto noto dalla prassi giuridica romana, che tuttavia, proprio in ragione della sua arcaicità , doveva essere piename nte condivis o dal mondo etrusco. Si trattava di un rituale di compravendita celebrato nella forma di un finto processo: in esso il compratore, con il tacito assenso del venditore, effettuava una vindicatio pubblica della cosa oggetto della compravendita davanti al pretore, il quale poteva emettere così una sentenza di attribuzione al compratore della cosa oggetto del negozio. La stessa organizzazione grafica della Tabula, con i suoi a capo ¢ 1 suoi segni di capoverso, connie di riconoscere i vari momenti del processo. Nella prima sezione à contenuta la sostanza della transazione, compravendita di terreni di un tal Petru Scevas, un mercante di olive e d’olio RIN ET CLL. 75, 290, 451, 956, 058, 1020, 1021, 1112-112 4, 1116. 1945, 1946, 1955, 1954, 1957. Rix EPC 1, 927-030. “SLE, L 1982, pp. 104-138; le iscrizion i sono in Rix £ PAS L 98-173, “Rix ET AS 1. 72 (Asciano, tomba degli Hepni), 326-327 (Trequanda), 474 (origini incerte), “WV. Searaxe Ussaar- M. Toren, La Tabula Cortonensis. Un document o giundire, storen # sociale, Napoli 2003: sulla Fabre si veda da ultimo U. Ac AU, La “distruzione conservative |, delta Tabula Cortanensis, in Athenaeum, XCII 2005, pp. 135-142, M. TORELLI — LA = TANELEA ANGORI-, DCUSE! LA FABULA CORTONENSIS 185 di origini non cortonesi di rango originariamente molto mode to, come indicano Ja professione e il genulizio Petru, d ivante dall omonimo nome individuale di origine umbra: dal momento che vi ¢ Vindubbia menzione di una vigna, nel testo etrusco ving, si tratta di terreni sen altro pregiati, che passano nella propricta indivisa di quello che i Romani chiama ano consar tiem, un nucleo familiare composto da tre Cusu progenic di Laris, Velye Cusu, Laris Cusu e Larza Cusu, i quali a loro volta ne dichiarano il prezzo pagato o da pagare in termini di terre meno pregiate di pianura, cedute fors * assieme ad edifici urbani e ad argento o bronzo non monetato; seguiva poi una clausola di garanzia che prevedeva il calcolo di redditi e superfict delle cose scar biate. Questo atto corrisponde alla transazione privata tra Seevase i Cusu, che, debitamente registrata come premessa della sentenza del pretore, precede le formalitä processuali della #7 iere cessio. La seconda sezione registra infatti la solenne vindicatio, fata dal solo consortium dei tre Cusu figli di Laris, ovverossia il momento fondamentale della cessione delle cose. Dopo la ter a sezione, con la lista «li quindici testimoni della vindicatio, ¢ la quarta, che registra la presenza all’atto delle parti, i membri del consortium dei Cusu da una parte ¢ Petru Seva con la moglie Arnie? dall’altra, la quinta ezione documenta le clausole della registrazione del documento nell’archivio di famiglia dei Cusu, un atto estranco, per quel che sappiamo, alla pras giuridica romana; pur essendo la parte meno chiara dell’interno contesto, la menzione all’inizio della sezione di termini lessicali noti, come zie, «scrino ” e due, «& stato scritto », ci assicura del senso generale del capoverso. Infine viene la sesta sezione con la sentenza pronunziata dal pretore di Cortona Lart Cuerina Lausisa, che nella settima sezione appare controfirmata da almeno wedici membri del consilium praetoris, espressione della crema della nobilta cortonese e forse di un partito antiromano, a giudicare dal fatto che i discendenti di tutte queste gentes non solo non sono entrati nel notabilate della città dopo il 90 a.C.. ma addirittura non appaiono continuati nell’epigrafia | | romana cortonese, Vultima considerazione riguarda il significato economico, sociale € D politico della transazione tra Petru Seevas e i Cusu, Dalla Tabula emerge una serie di elementi nuovi, che contribuiscono a delineare, se non il quadro di una storia proprictaria, almeno degli ampi scenari entro 1 quali si sono verificati i passaggi di proprietä e la tipologia sociale dei protagonist. Il caso mole che si conosca la tomba in cui Petru Scevas & stato sepolto, che à stata scoperta a Belsedere di Trequanda. in territorio solitamente ritenuto non cortonese, ma di Siena, mentre sua moglie, una Aratlei, appartiene ad una famiglia la cui tomba & venuta in luce a Castelnuovo dell’Abate, sempre nella stessa zona, ¢ che una figlia del matrimonio tra Petra Scevas ¢ Arntlei & sepolta

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nella tomba di un‘altra famiglia emergente della zona, gli Hepni di Asciano. Questa circostanza può essere spiegata in due modi: nella prima ipotesi va immaginato che il territorio di Cortona fosse assai più esteso di quanto non si ritenga di norma, giungendo a comprendere terre sulla destra del Chiana: nella seconda ipotesi dobbiamo pensare che tra Cortona e Chiusi, cui si attribuisce la signoria di quelle terre, o, in alternativa, tra Cortona e Siena, se era invece Siena a controllare questa vasta porzione di territorio, esistesse un patto che autorizzava non solo diritto di commercio e di matrimonio tra città diverse dell’Etruria, ma anche l'acquisto di terre in città diverse da quelle di origine. La Tabula Cortonensis dimostra infatti che tanto il protagonista Petru Scevas, il cui gentilizio ne denuncia le antiche origini servili, quanto sua moglie Arntlei erano in precedenza riusciti ad entrare in possesso di terreni pregiati, vigne e forse frutteti, nella porzione di territorio cortonese sulla colline affacciate sul Trasimeno, terreni che vengono scambiati dal consortium dei Cusu della stirpe di Laris, con seminativi di pianura meno pregiati e con altri beni indicati nella prima parte della sezione L I dati in nostro possesso, però, da un Tato confermano che, se l'antica aristocrazia ha conservato gran parte del potere nelle campagne, i cui villaggi sono rimasti sotto l'influenza nobiliare, il processo di liberazione dei servi di Chiusi, Perugia e Cortona ha avuto luogo tra IT e H sec. a.C., dando picno sfogo alla forte intraprendenza di questo ceto di ex-servi, lanciato all'acquisizione di terre ricche della propria cittä e delle terre viciniori, anche in funzione di un'intensa attività di mercatura da loro esercitata: si pensi al riguardo al « mestiere » di mercante di olio di Scevas. In questo quadro ben si spiega perché la transazione attestata dalla Tabula avvenga in controtendenza rispetto al supposto «trend » generale della storia proprietaria dell’ Etruria ellenistica, indirizzato verso la liquidazione della grande proprietä aristocratica: i nobiles cortonesi Cusa comprano (o ricomprano, forse, alla luce dell’ innata ambizione nobiliare a ritornare in possesso di terre perdute) dai « plebei » € « stranieri » Petru Scevas € Arntlei, laddove dobbiamo immaginare che in gran parte dell'Etruria settentrionale gH aristocratici cedessero terre avite ad una antica servitus assai attiva sul piano sia economico che politico e non meno avida di loro di acquisire terre per garantire la propria ascesa sociale. Srevas infatti non per puro caso cede terre pregiate per fondi meno redditizi: infatd un urnetta proveniente dalla nobile tomba detta « Tanella di Pitagora » ci rivela che in essa era sepolto un Vel Cusu, figlio di un Larise di una Petrui, certamente figlia del nostro Scevas e del Laris del consortium della Tabula Cortonensis. Ollrendo speciali favori quali le cessioni attestate dalla Tabula Cortonensis alla famiglia dei Cusu, potente, ma forse in declino come tutte le altre della nobilta d’Etruria, € imbastendo con gli stessi Cusu appropriate politiche matrimoniali, come M. TORELLI - LA - TANELLA ANGORT >, 1 CUSE ELA TABULA CORTONENSIS 187 pur sempre Han quelle attestate ad Asciano per i meno eminent, ma i suoi figli ! ingresso ne “ ur Hepni il « plebco » Scevas dunque otteneva per questi € i N i chie important delle città della zona: grazic ad accordi come solo cance ae storia medivevale e moderna d'Europa à ricca, Servas non oscure ¢ € r per la sua discendenza il discutibile marchio delle origini anche gr a“ va prepara ma d’olio, te mestiere tutt'altro che nobile di mercan guare e rimpin a buendo fortune per la sua famiglia, al tempo stesso contri mo, sappia ora casse dei Cusu, forse bisognose di danaro. Con questo danaro, due a con le due rami della grande famiglia hanno potuto dare a Corton e fors anche tt amnira € osi prestigi ca all’epo ent «Tanelle» due monum o prima, e — discuss o abbiam cui di che qualcuna delle grandi opere pubbli isce a disecontribu Tabula Tabula la arti » che+ o ial « partito 5 i sostegn perché no?? — un utile gnare ai nostri occhi. li, M. La « Tanella Angori », i « Cusu » e la « Tabula Cortonensis » Rendisont della Pontificia Accademia di Archeologia. 2004-2005, 77,p 163-1871. Résumé : Studio sulla tomba monumentale di Cortona del 2° sec. a.C. nota come « Tanella Angori » (in relazione alla gemella « Tanella di Pitagora »), di cui si sono condotti una nuova esplorazione e un restauro. Pubblicazione di un documento epigrafico in essa rinvenuto, che qualifica il titolare della tomba come un glen della famiglia dei Cusu. Analisi della situazione prosopografica e della storia gentilizia dei Cusu, con integrazioni di notizie offerte in merito dalla « Tabula Cortonensis »