Mostrar texto completo13 páginas
Página 1
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)PR-I- TEN
LA « TANELLA ANGORI »,
I CUSUE LA TABULA CORTONENSIS*
Di
MARIO TORELLI
Da due anni, grazie ad un finanziamento straordinario dello Stato, l’amministrazione comunale di Cortona si € impegnata in un‘ambiziosa operazione di allestimento di un grande parco archeologico, del quale ha voluto
affidare a me la progettazione scientifica e quella architettonico-urbanistica
al collega architetto Pierluigi Cerri del Politecnico di Milano. L'operazione
è di lungo periodo e presenta un notevole interesse tecnico-scientifico: al
primo posto & la riqualificazione dell'ambiente dei due straordinari tumuli
del Sodo,' del secondo dei quali si é completato il restauro del monumentale altare funerario (fig. 1), con Peliminazione del moderno canale di
bonifica che fi separa; un altro punto di grande importanza é l'apcriura al
pubblico, dopo un decennio di scavi congiunti della mia università € del-
Università dell'Alberta, della villa romana in loc. « Ossaia
», gid appartenuta tra gli inizi e la fine del I sec. a.C. ai consolari Vibii Pansae e poi passata nella proprietà di Caio e Lucio Cesari, che ha restituito splendidi
mosaici (fig. 2)? ¢ una serie di eccezionali rivestimenti bronzei sbalzati per
i wadizionali missitia del imperatore, nel caso specifico Severo Alessandro
e Gordiano TIP (fig. 3). Tuttavia, come é facile intuire, il progetto prevede
anche la valorizzazione di monumenti minori del passato etrusco e romano
* Letta nell'Adunanza pubblica del 29 gennaio 2004.
‘Vd. da ultimo P. Brusche tt - PL Zavar
funeraria, Cortona 1999.
Graast, Cortona efnısen. Esempi di architettura
SH. Fracema - M, Guacrier in €. Masseria (ed), Dieet anni di archeologia a Cortona,
Roma 2000, pp. 183-250.
M. Guaurment, Missitia da Roma a Cortona ? Ritratti imperiali del terzo secolo su laminette di
fronzo, in Rom. Mit, CVUL 2001, pp. 83-109,
Rend. Pont. Acc. Rem, Arch, LXXVI 2004-2005, pp. 163-187
Página 2
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)Fig. 1. Tumuto del Sodo I, altare funerario
di Cortona, Tra questi spicca una serie di realizzazioni, donde emerge un
volto ellenistico della città molto ben definito e che conta diversi importanti interventi urbanistici. I] più rilevante di tutti à senz altro una colossale
sostruzione in tecnica poligonale tendente al quadrato, realizzata con
grandi blocchi esternamente lisciati ¢ rifiniti con anathyrosis, nella sua parte
meridionale nota gia da tempo sotto la facciata della Cassa di Risparmio di
Firenze in Piazza Signorelli,’ scoperta ancora per un ulteriore tratto a N
lungo alcune altre decine di metri, nelle scavo condotto dalla Soprintendenza sotto il Palazzo Casali per i lavori di restauro e allestimento delle sale
del futuro Museo della Citta Etrusca ¢ Romana di Cortona, scavo di cui &
stata data una breve notizia preliminare;* non é difficile riconoscere in questa grande opera di terrazzamento la sostruzione della piazza del foro della
città, un polo urbanistico di carattere politico, che, come & accaduto spessissimo nelle città non desertificate alla fine dell antichita, ha conservato la
medesima funzione fino ai nostri giorni. Un intervento motivato invece da
aspetti ideologici molto particolari, peraltro in linea con fa ricerca di una
grandeur urbana propria del tarde ellenismo. à rappresentato dalla modifica apportata al tratto occidentale delle mura con [apertura di una porta
"A. Neer: Monona, Cortona etrusca e romana nella storia e nell'arte, Firenze 1977", p. 52,
"A. SANI, Notizie preliminare sul ritrovamento di un muro etrasco nel cortile di palazzo Casali,
in Masseria (ed), Diced anni ds archeotogia cit. (nota 2), pp. 77-86.
M. TORELEL - LA 6 TANELLA
ANGORI®, 1 CUSU ELA TABULA CORTONENSIS
2. OOssaia, villa
La Tifa,
Tula, mosaico
antere
Fig.ig. 2.
u romana
a de
de La
mosaico con pant
Fig. 3. Ossaia. villa romana de La Tafa, kamina in bronze con Gordiano HI
Página 3
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)a duplice arco di ingresso, nota come Porta Bifora® (fig. 4), oggeuo negli
ultimi tre lustri di un lungo e accurato scavo scientifico condotto da un'équipe dell Universita di Perugia, che ha restituito uno splendido monumento alla vista e alla funzione, perduta da secoli, di ingresso alla citta: la
valenza del duplice ingresso, aperto al posto di una precedente porta ad
unico fornice, é senza dubbio quella di dare una « porta trionfate » alla città
contermini di Arezzo e di Chiusi, Sempre la ricerca dell’ urbanitas & alla base
ellenistica nel punto di arrivo delle strade dirette verso le principali città
di una serie di interventi destinati a trasformare ¢ migliorare la situazione
dell'approwigionamento idrico della città, fino ad allora assicurata da
numerosi pozzi. Il primo atto fondamentale è consistito nella costruzione
di un acquedotto,’ che, malgrado l'aspetto particolarmente arcaico, risulta
un‘ opera assai impegnativa, realizzata nel corso del II sec. a.C., come ci assicura la nascita di un complesso termale a pochi passi dalla piazza forense,
in Piazza Tommasi: quest'ultimo infatti à documentato da un mosaico, purrate al tardo Il sec. a.C. (fig. 5). Dello stesso progetto di natura idraulica
troppo giunto a noi in pochi frammenti, ma che sappiamo essere uscito
dallo stesso atelier del mosaico delle terme di Musarna, solidamente ancofanno parte le aperture di almeno due altre fontane, una realizzata per
recuperare la «caduta» delle acque dell’acquedouo con una cisterna
coperta da un’elegante volta a botte, posta al livello più basso dell'impianto
+
urbano presso la Porta Guelfa (fig. 6), e l'altra, anch'essa una fontanavs
cisterna posta all’interno della città, che, captata invece la falda atiraverso
un cunicolo terminato da un bell’arco, terminava con una bella mostra
sostruita, conservata sotto Palazzo Cerulli-Diligenti (fig. 7).
Sempre in questo quadro cronologico e culturale si inseriscono diversi
interventi nelle necropoli, che comprendono il riuso di alcune tombe di due
dei grandi tumuli arcaici, quello di Camucia e quello I del Sodo, di cui
diremo gppresso, e la costruzione di una coppia di tombe di inusitata foggia,
le celebri « Tanelle ». Se la più famosa delle due, designata dalla tradizione
"AAW. Lo scavo di Porta Ghibellina, in Masstri (ed). Dieci anni di archeotogia cit.
(nota 2), pp. 14-67.
FO. Strranvoer, L'approvvigionamento idrieo di Cortona nell’etä classica v nel Mediorvo,
in Masseria (ed), Dieci anni di archealogia cit. (nota 2), pp. 107-127.
*M. Kanne Le terme di Piazza Tommasi, in Masstria (ed), Died anni di archealogin
cit. (nota 2), pp. 10-13.
“Hlustrau solo in maniera sommaria da Nevep: Mopona, Cortona rtrusca e romana
cit. (nota 1), pp. 54-55. (fontana-cisterna presso la Porta Guelfia), 52 (fontana-cisterna sotto
ve
HE
Cost
Palazzo Cerulli-Diligenti), i monumenti saranno meglio presentati nella guida del nuove
M. TORELLI - LA - TANELLA ANGORI., 1 CUSUE LA TABULA CORTONENSIS
167
erudita locale «di Pitagora », € da sempre stata agibile, la seconda, nota come
« Tanella Angori », © stata oggetto di una nuova esplorazione e di un restauro
nel quadro delle apere del Parco, donde sta emergendo ora ai nostri occhi
in tutta la sua eleganza costruttiva (figg. 8-16), dopo molti decenni di oblio.
I} mausoleo, di cui si stanno ultimando i rilievi con molt particolari inediti,
diversi da quelli noti dall’edizione del Neppi Modona (fig. 17),'" dopo questa ripulitura ci appare ancor più di prima un vero e proprio gemello delValtra e più famosa « Tanella », ma dell« Angori » considerevolmente più piccola (figg. 18-21). Il recupero della « Tanella Angori » e il recente studio di
Menichetti" su quella detta «di Pitagora» consentono di raggiungere oggi
alcuni punt fermi su questi sepoleri, a lungo considerati (e non solo dall'etruscheria più deteriore) come monument singolari e misteriosi. In realtä,
per comprendere la concezione delle « Tanelle » & utile metterle in relazione
con un'altra tomba monumentale del territorio cortonese, Pipogeo scavato
cinquant'anni or sono,” che sorge a qualche chilometro a Nord di Cortona
"A. Never Monoxs, La «tanella Anger » di Cortona, in Paltadio, 1 1951, pp. 60 ss.: w.,
HM. Mesicuerit, in MAsERI (ed), Dieet anni di archealogia cit. (rota 2), pp. 143-153.
Cortona etrasca e romana cit. (nota 4). pp. 99-101.
"4G. Martzkt, in St.Eir, NAT ISS, pp. 345 ses in, Cortona etruswa e romana cit.
(nota D, pp. 101-102.
Página 4
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)Fig. 5. Cortona, mosaico di Piazza Tommasi e Musarna, mosaico delle
terme (da Massrria, Dieci anni di archeologia cit.)
Fig. 6. Cortona, fontana-cisterna presso Porta Guelfia
in loc. « Mezzavia» (fig. 22), forse in relazione ad un abitato di cui
M. TORELLT - LA = TANELLA ANGORI», | CUSU FE LA TABULA CORTONENSIS
visibile
169
Nuovi contributi per una carta archealogica del territoria castiimmediatamente aldisopra della tomba un resto del muro di cinta a grandi
blocchi di panchina, molto simile a quello dell’ oppidum aretino di Castiglion
Fiorentino a pochi chilometri a N, scoperto sotto le mura del castello. A differenza delle due « Tanelle », la tomba di « Mezzavia » non ha alcuna soprastruttura monumentale, ma si presenta nella forma dell’ipogeo, che in questa zona centro-settentrionale del mondo etrusco appare quella tradizionale,
nell area cortonese attestata soprattutto nella forma della camera con loculi
per la deposizione di urne cinerarie. La struttura dellipogeo di « Mezzavia »,
basata sulla semplice camera con quattro loculi per ciascun late ed uno sul
"PL ZAMARCHE GRASSE, I AANV
monianze medievati, in P. Zara Geass: (ed.), Castiglinn Fiorentino. Un ano centro etruseo,
glionese, Cortona 1993, pp. 48-55; cfr. anche G. Guipont, L'indagine archealogiea ¢ te testiCortona 1995, p. 35.
Página 5
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)Fig. 8. Cortona, Tanella Angori
Fig. 9, Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch, Luca Taranti
M. TORELUI - LA - TANELLA ANGORT-, D 'CUSUE LA FABULA CORTONENSIS
Fig. 10. Cortona, Tanella Angari, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini)
Fig. 11. Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini)
Página 6
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)LXXVIE
ri
ngen, ricostinzioni (arch. Luca Tar antini)
.
.
“ion
ri. ri
Fig.
8 13. Cortona, ’ TanellNa Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini)
Fig. 14. Cortona, Tanelk
.
M. FORELLI = LA = TANELLA
ANGORE, 1 CUTE LA TABULA CORTONE.
.
.
Fig. 15. Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini)
Fig. 16. Cortona, Tanella Angori, ricostruzioni (arch. Luca Tarantini}
Página 7
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)LXXVIT
na elnisca P romana cit.)
Fig 17. Cortona, Tanella Angoe:,
rilievo (da Never Mapona, Corte.
una peculiare copertura a
fondo evidentemente destinato al capostipite,
ci rivela tuttavia un principio
di organizzazione dello spazio interno, che é lo
stesso alla base dell articolazione architettonica interna delle « Tanel
le
»,
quell
o cioè di una camera
sepolcrale di forma e apparato tradizionali, munit
a di un numero variabile cli
loculi, che nella « Tanella di Pitagora » assumono
forma displuviata, forse ripetuta anche nell’« Angor
i »; lo stato di conservazione di quest'ultima tuttavia ci impedisce di
affer
marlo
con decisione.
Da tutto cid si deducono origine ¢ ragioni della
struttura dei due monumenti gemelli: essi infatti
intendono da un lato couseryare all interne
la
per urne individuali, del tutto
disposizione della camera funeraria con loculi
consucta negli ipogei della zona, e dalValtro
reali zare il sepolcro, non
secondo l'uso della forma ipogeica ben consolidat
o nella regione, bensi attribuendo all’esterno una forma a mausoleo, quest
a invece affatto inconsucta
nei sepolcri ellenistici dell'Etruria cenuosettent
rional
e,"! dove & sconoscinto
l'uso di allestire tombe datt . “pparato esterno non
solo visibile, ma di aspeuo
"Chr.
PP Ourson, The Sources of Innovation m Later
Etruscan Tomb Design (ca. 350-100
B.C), Roma 1982.
M. TORELIJ = LA - TANELLA ANGORI SE CUSUE LA TABULA CORTONENSIS
Fig. 19. Cortona, Tanclla di Pitagora (da Masern, Dier anni di archeologia
Página 8
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)IRL ——r
Fig. 20. Cortona, Tanella di Pitagora (da Masseria, Dieci anni di archenlogia cit.)
-7
tagora, tiliewo (da Masseria, Dieet anni di archeologia cit.)
etter
Fig. 21. Cortona, Tanella di
M. TORELLE - LA =
Fiz. 22. Cortona, Tomba
Mezzavia
ma,
di
ELLA
sia pur episodicamente, anche in tombe monumentali di Caere, Tarquimonumentale. Anche questa singolarità non é senza significato: invece di
assumere, sull'esempio dei grandi monumenti sepolcrali greci tra tarda classicità ed ellenismo, i più grandiosi aspetti naomorfi, che vediamo ripetuti in
molte tombe dell’Etruria del Sud, non solo nelle c.d. « necropoli rupestri »
nia e Vulci, la scelta dei titolari delle due « Tanelle » & un’altra, quella cioë
+
del mımulo su tamburo, anch'essa non ignota a monument funerari greci di
dell'arcaismo. Tenendo presente la realtä storico-topografica di Cortona,
epoca classica ed ellenistica.'” ma di fatto sconosciuta all’Etruria dopo i fasti
dove la piana sottostante al colle sul quale sorge la città era ed e dominata da
we grandi tumuli datati tra il 600 e il 570 a.C., quello di Camucia e quelli
appena ricordati del Sodo, non & difficile immaginare che un gesto, come
© Per l'en ellenistiea, vd. HL Lauter, Die Architektur des Hellenismus (wad. it), Milano
1999, pp. 197-198.
Página 9
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)quello dei proprietari delle due « Tanell
e
»
‚
di
rispolverare il sepolcro a
tumulo su tamburo » non poteva non avere un
significato ed uno soltanto,
quello cioé di rifarsi ad una tipologia gloriosa,
che fungeesse da immediato
richiamo della
storia più antica e veneranda della città, fatta di
principes e di
veges, © dunque di evocare epoche di grandezza
e livelli sociali prestigiosi.
Non € infatti casuale che nella stessa età elleni
stica
le
camere dei grandi
tumuli siano state oggetto di riuso da
parte
di
famigl
ie aristocratiche: nel
aso del tumulo I del Sodo, à stata rioccupata una
delle cellette minori, dove
© stata apposta un'iscrizione con i nomi dei
due defunti, me ntre nel caso
del tumulo di Camucia é stata interamente
riadoperata la tomba B, scavata
da P. Bocci Pacini net 1964."
Le due «Tanelle»
corso della
tutta (ma anche la Sicilia), ben
eco della frenetica attività costruttiva che nel
si inseriscono in un processo di gencrale
r innovamento culturale, sociale e soprattutto monumentale
e urbanistico, che costituisce una preci
seconda meta del II sec. a.C. investe "Itali
a
visibile nelle ricostruzioni di grandi santuari
cittad
ini
o etnici da Palestrina a
Pietrabbondante. In primo luogo si colloc
a
il
gener
ale riassetto della città,
che coinvolge tutti i traut salienti della forma urban
: : dalla costruzione della
«trionfale» Porta Bifora alla re:lizzazione
della terrazza forense c di altri
minori sostruzioni per consentire una risist
emazione urbanistica radicale,
dall’imponente opera di approwigionamento
idrico centrata sull’acquedotto, sulle cisterne-fontana di Palazzo Cerull
i-Diligenti e di Porta S. Agostino alla
costruzione di terme in Pia a Tommasi, cui
abbiamo fatto cenno
all’inizio; nella stessa prospeuiv; t si inseri
sce una rinnovata attenzione per i
santuari, documentata dalla r calizzazione
della decorazione fittile del tempio
di Camucia nell’area dei Vivai Felici!* (fig.
23) e dai doni votivi dei santuari
di Montecchio, che annover il celebre
« putto» di Leida (fig. 24) e alcune
o (fig. 25), ma anche del sanaltre statuette votive bronzee di elevato livell
Grass (ed). La Cortona dei Principes
"Clr. Rix ET Co 1.3; cfr. P Beuschern. tumulo
H
Lin PZ, AMARCHT GR (ed), La Cortona dei Principes (Catalogo della Mostra Cortona
1992), Cortona 1992, pp. 180-181.
© PL Boca Pacını, GCamucia. La tomba B, in ZAMArc
cit. (nota 16), pp. 23-29 (architettura), pp. 103-11
2 (materiali di corredo).
* Una ricostruzione completa del sistema de
corative, con tipi di sima, stre © cornici
traforate ben note nel II sec. aC. & stat
a
compi
uta
daS. Fortenguas, Lsentuan urbani ¢ subur.
bani, in S, Forrusena (ed), € ttalogn del Museo
Etrusco e Romane di Cortona, in corso di
stampa; vd. intanıo la breve notizia di P Mu ABWA,
Vivar - IEGsardine», Analisi preliminare
rilettura di L.. Fiorini, I santuari del ter.
egia cit,
dei dati di scavo e delle terrecotte archite
ttoniche, in MASSERIA (ed.), Dieet
anni di archeol
(nota 2), pp. 83-104.
” Anche di questo complesso si dara una muova
ritorio, in FORTUNEL Et (vd), €etalage del
Museo Etrusco e Romano di Corton
a cit. (nota 18): vd.
intanto le brevi notizie di Neve Mono, Corton
a etntwa e romana cit. (nota 4), pp. 140-145.
TORELLE - LA = TANELTLA ANCORI- I COSC
7
B
D
NEN“
LA TABULA CORFONENSIS
I
79
di Culsans (fig. 26) e Selvans (fig. 27) presso la Porta Bifora.” Sul piano
ario
pes
forse ancora
,ee
’ az
inario
interesse ¢& la la coniazione
rio interesse
a hola
cologico, di straordina
politico-id
ze }ee
net HI sec. a.C., di tre serie di aes grave, una delle quali on
gein
immagini di un aruspice e di strumenti sacrificali (fig, 28-28 ). ae aan
ciale attenzione prestata ai grandi temi tradizionall religios €
Neppi Monon. Cortona etrusca e romana cit. (nota 4), pp. 138-140.
“a .
queste tradizioni assumono nellimmagine della città, sin dae poet “
centro della riflessione sia greca che locale sul tema delle og vpe, .
I sec. a.C. si può datare anche lintroduzione delle novitä dar ne he
indizio di important tradizioni scrittorie € dunque di notevo | er ene
lettuale, da confrontare con le riforme alfabetiche introdotte ne ae
torno di tempo a Roma dal pocta Accor ma sopratutto. cons in
8 “
nesso tutto ctrusco tra usi scrittori, tradizioni sacerdotali e registrazi
tilizie, la presenza di una scuola scrittoria cortonese ela pra un pe ien
lare interesse locale nell’elaborazione € nella trasmissione di testi s Mee
particolar modo di natura sacra. Di tutto questo fervore si ha ee
retto nell’importanza che Cortona possiede nel quadro delle he m N
fruuto di rielaborazioni tardo-ellenistiche, relative alla mitistoria oca j ae
tradizioni relative a Corito e a Dardano, che ancora in epoca augustea oc
pane un posto di rilievo nel quadro dell halia mitica vei nike caso
A questo punto, con la segnalazione dell'eccezionalità del ı upl case
cortonese di sepolcro monumentale nel contesto della forte ripresa on
mico-sociale e culturale dell’Eıruria € dell Ttalia, il nostro cisco nl
a chiudersi, se l'operazione appena compiuta di riscavare a | ; ee
Angori» non avesse portato alla luce un nuovo documento epigra reo ne
non solo fornisce if nome dei proprietari della tomba, ma vn una ie N
nuova € insperata sulla prosopografia della Cortona di ll sec. a.C. Si " a
una lastra di arenaria (figg. 30-31) giunta a noi in quattro frammen com
bacianti: restaurata, la pietra presenta le misure massime di cm 46,5 di
ghezza, di cm 47 di altezza e di cm 5,2 di spessore. Su questa Tastra, cont
tere abbastanza regolari, in media alte tra 7,5 e 9,5 cm, € incisa wn iser izi ne
giunta a noi completa, malgrado qualche lacuma che non uch pen
Vintelligibilità del testo: la tipologia delle iserizioni funerarie cortonest de
>
mentale A. MAaciann, Alfabeti etruschi di eta ellenistica, in Ann, Fond.
mee cn, an Te miresn hichte der römischen Literatur, \, München 1927',
pp. I-H.
ie we Grens. Virgilio, Cortona e la leggende etrusca di Dardano, in Arch. CL, XXXIL 1980,
Página 10
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)H. = vor, LXXV
REND. DELLA PONT: ACC
AD, ROM, D: ARC
A
=
oS
>
PE
"e
Fig.
24,
Lei
da,
Rijksruuse um van
Oudhen
,
Sta
tue
tta
bro
nze
Mante (da Nes
a di f anciullo
Mopons, Corton
a elnisca gy romana
cit.)
180
Fig. 23. Camuein,
tempio nell’area
+
Vi ai-Felici, reo
strusi. one dell:
decorazione fittile
AVIABMALL
§,
TER WELREDE + A naANa1ıa
rate
i
‘
Cartona etrusca e romana cit.)
181
Fig. 27, Cortona, Museo del.
l'Accademis Etrusca, statuctta
di Selvans (da Never Mopoxa,
Fig. 29. Cortona, aes grave con
aruspice ¢
gr
stumenti sacrificali
Cortona etrusca e romana cit.)
Fig. 96. Cortona, Musco del"Accademia Etrusca, statuetra
di Culsans (da Neer Manona,
RL EL CUSUE LA TAL U CORTONE
M TORELLE~ LA = TANELLA ANGO
Fig. 25. Leida, Rijksmuseum
van Oudheen, statuetia bronea di offerente femminite (da
romana cit.)
Neper Moposs, Cortona rim ae
Fig. 28, Cortona, aes grave con
aruspice €
strumenti sacrificali
Página 11
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)REND. DELLA PO
EXNVU
‘Fanella Angori
la Tanella Angori
proveniente dall'area della
proveniente dall'area del
- VOL.
ACCAD. ROM. D'ARCH,
40, Cortona, iscrizione
Fig. 35. Cortona, iscriztone
M, TORELLI - LA «
TANELLA ANGORT«.
EORFONENSIS
riconoscere in un
| CUSUE LA TABULA
itata, consente di
183
'urna,
conservazione
rio, la forma
di docuinento funera
non
anche se lo stato di
stele o in altro tipo
, di fatto assai lim
IN sec. a.C. in poi
piuttosto che in una
atamente perspicua.
essa apparteneva,
rende la cosa immedi
de} monumento cui
lettura:
Il testo é di facile
l
fart : hadsu : ma kea
ano solo pochi
recente, si riscontr
a senz’aleun dubbio
to ahrimenti
Nella grafia, di epoc
enome maschile lar, fat
o
parte la psilosi del pr
incipale ë costituit
elementi di rilievo: a
un istante, il dato pr
come vedremo fra
o, tuttavia proprio in
attestato a Cortona,
ale sorda, un uso rar
stica in
kappa per la guttur
dall’uso del segno
ato in epoca elleni
trionalì, soppiant
gli alfaben setten
indubbia origine
di
a,
epoca arcaica de
sso suono del gamm
impiego per lo ste
ire Viscrizione ad
tutto il Nord dal’
n consente di auribu
do wtlo, quest’uso no
o già dal IV sec. ac.
meridionale; malgra
nto che, pur essend
nte antica, dal mome
zona, non mancano
epoca particolarme
ore generale nella
con quello stesso val
a si pud
il segno di gamma
presente il kappa. La cos
o più tardi nei quali sia
Arezzo, di due
a
documenti anche molt
Cortona, à Chiusi ed
nando l'esistenza a
all’ uso delle traspiegare solo immagi
iva € COME tale legata
cui una, più conservat
luenzata dal preinf
scuole scrittorie, di
pa. € Valtra invece,
locali, impiega il kap
rinascita sociale e
la
dizioni alfabetiche
dione nel corso del
la cultura del Meri
confrontare le iscristigio raggiuito dal
basterà al riguardo
., fa uso del gamma
appartenente allé
politica del IV sec. a.C
ssa famiglia Fanacni,
a
nti espressi dalla ste
n il kappa, oyverossi
zioni di due monume
il gamma € Yaltra co
enistica, Puno con
(= TLE
Fanacni di CIE 446
lite della Cortona ell
fatta da una Velia
« Putto di Leida »
ria. seritta con il
era
la dedica del noto
a, © Viscrizione fun
), ove figura il gamm
la tomba cioë di un
652 = Rix ET Co. 3.6
(= Rix ET Co. 1.36),
i velrnal di CHE 3402
dei velara anch’essa
kappa, di arnt fanakn
mente a stessa gens
una velmei, probabil
Tabula Corte
arnt fanakni figlio di
., come documenta la
cortonese del II sec. 4.C
estita, al pari della
appartenente all élite
fra altro appare inv
st ultima iscrizione
nensis si nati che que
del prenome end.
fenomeno psilotico
olero, designato
nostra, dallo stesso
gio titolare del sep
mplice: il personag
n Lard Cusu figlio
Il nuovo testo € se
o metronimico, ea
izio seguiti dal sol
o dei dati familiar,
da prenome € gentil
eloquente sul pian
testo & anche poco
re interesse. Sua
di una Marcei. Se il
t appare di particola
ografica di Lard Cus
a Caere,” recato
la situazione prosop
estato und sola volta
izio molto raro, att
cei documenta da
madre reca un gentil
nna, una Lard Mar
to caso da una do
però anche in ques
> Rix ET Cr 3.25,
Página 12
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)un'iscrizione su di un vaso di IV sec. a.C.: tuttavia, in quanto riferita ad
un
donna, la provenienza ceretana non à garanzia dell'origine locale della proprietaria, Infatú il gentilizio, nella forma normalizzata
mareni,
&
attestat
imo
sia a Chiusi che nel c.d. Ager Saenensis
,
Culla
della
gens
si
direbbe
l’Ager
Se
nensis piuttosto che Chiusi,
E
infatti
nel
territori
o
di
Chiusi,
oltre
ad
una
ventina di epigrafì di origine perlopiù sconosciuta,” solo a Po’ Bandino®
& documentato un ipogeo dei Mareni con appena quattro sepolture;
al
contrari
o,
nell’ Ager Saenensis, ad Asciano, si conoscono ben due
tombe
di
IL
sec.
ac.
dei Mareni, con quasi 180 iscrizioni® cui
si
collegan
o
altre
attestazi
oni di
donne dei Marcni andate spose
sempre
nella
stessa
zona,
ad
Asciano
e Trequanda.” Che la Mareni madre di Lar? Cusu possa ricollegarsi ai
Mareni di
Asciano € dintorni & più di un’ipotesi, se teniamo conto della vicenda familiare ¢ delle strategie matrimoniali dei Cusu.
ossia la
Questa storia gentilizia si é enormemente
accresci
uta
grazie
alla
scoperta
della ormai celebre Tabula Cortonens
is,
che
ormai
general
mente
si
convien
e
essere un documento giuridico di II sec. a.C., emesso dallo zilad mexl
vasnal,
il praetor di Cortona, assistito da almeno quindici persone in massima parte
nobiles della città costituiti in ronsilium praetoris. Lo storico del diritto
romano
Vincenzo Scarano Ussani ed io” abbiamo molto di recente
tentato
di
spicgare il documento come una compravendita eseguita con il rito della
in fare
cessio, un arcaico istituto noto dalla prassi
giuridica
romana,
che
tuttavia,
proprio in ragione della sua arcaicità
,
doveva
essere
piename
nte
condivis
o
dal
mondo etrusco. Si trattava di un rituale di compravendita celebrato
nella
forma di un finto processo: in esso il compratore, con il tacito assenso
del
venditore, effettuava una vindicatio pubblica della cosa oggetto
della
compravendita davanti al pretore, il quale poteva emettere così una sentenza
di
attribuzione al compratore della cosa oggetto
del
negozio.
La
stessa
organizzazione grafica della Tabula, con i suoi a capo ¢ 1 suoi segni di capoverso,
connie di riconoscere i vari momenti del processo.
Nella prima sezione à contenuta la sostanza della transazione,
compravendita di terreni di un tal Petru Scevas, un mercante di olive e
d’olio
RIN ET CLL. 75, 290, 451, 956, 058, 1020, 1021, 1112-112
4, 1116. 1945, 1946, 1955,
1954, 1957.
Rix
EPC
1,
927-030.
“SLE, L 1982, pp. 104-138;
le
iscrizion
i
sono
in
Rix
£
PAS
L 98-173,
“Rix ET AS 1. 72 (Asciano, tomba degli Hepni), 326-327
(Trequanda), 474 (origini
incerte),
“WV. Searaxe Ussaar- M. Toren, La Tabula Cortonensis. Un document
o giundire, storen
# sociale, Napoli 2003: sulla Fabre si veda da ultimo
U. Ac AU, La “distruzione conservative |,
delta Tabula Cortanensis, in Athenaeum, XCII 2005, pp. 135-142,
M. TORELLI — LA = TANELEA ANGORI-,
DCUSE!
LA FABULA CORTONENSIS
185
di origini non cortonesi di rango originariamente molto mode to, come
indicano Ja professione e il genulizio Petru, d ivante dall omonimo nome
individuale di origine umbra: dal momento che vi ¢ Vindubbia menzione di
una vigna, nel testo etrusco ving, si tratta di terreni sen altro pregiati, che
passano nella propricta indivisa di quello che i Romani chiama ano consar
tiem, un nucleo familiare composto da tre Cusu progenic di Laris, Velye Cusu,
Laris Cusu e Larza Cusu, i quali a loro volta ne dichiarano il prezzo pagato o
da pagare in termini di terre meno pregiate di pianura, cedute fors * assieme
ad edifici urbani e ad argento o bronzo non monetato; seguiva poi una clausola di garanzia che prevedeva il calcolo di redditi e superfict delle cose scar
biate. Questo atto corrisponde alla transazione privata tra Seevase i Cusu, che,
debitamente registrata come premessa della sentenza del pretore, precede le
formalitä processuali della #7 iere cessio. La seconda sezione registra infatti la
solenne vindicatio, fata dal solo consortium dei tre Cusu figli di Laris, ovverossia il momento fondamentale della cessione delle cose. Dopo la ter a
sezione, con la lista «li quindici testimoni della vindicatio, ¢ la quarta, che registra la presenza all’atto delle parti, i membri del consortium dei Cusu da una
parte ¢ Petru Seva con la moglie Arnie? dall’altra, la quinta ezione documenta le clausole della registrazione del documento nell’archivio di famiglia
dei Cusu, un atto estranco, per quel che sappiamo, alla pras giuridica
romana; pur essendo la parte meno chiara dell’interno contesto, la menzione all’inizio della sezione di termini lessicali noti, come zie, «scrino ” e
due, «& stato scritto », ci assicura del senso generale del capoverso. Infine
viene la sesta sezione con la sentenza pronunziata dal pretore di Cortona Lart
Cuerina Lausisa, che nella settima sezione appare controfirmata da almeno
wedici membri del consilium praetoris, espressione della crema della nobilta
cortonese e forse di un partito antiromano, a giudicare dal fatto che i discendenti di tutte queste gentes non solo non sono entrati nel notabilate della città
dopo il 90 a.C.. ma addirittura non appaiono continuati nell’epigrafia
|
|
romana cortonese,
Vultima considerazione riguarda il significato economico, sociale €
D
politico della transazione tra Petru Seevas e i Cusu, Dalla Tabula emerge una
serie di elementi nuovi, che contribuiscono a delineare, se non il quadro di
una storia proprictaria, almeno degli ampi scenari entro 1 quali si sono verificati i passaggi di proprietä e la tipologia sociale dei protagonist. Il caso
mole che si conosca la tomba in cui Petru Scevas & stato sepolto, che à stata
scoperta a Belsedere di Trequanda. in territorio solitamente ritenuto non
cortonese, ma di Siena, mentre sua moglie, una Aratlei, appartiene ad una
famiglia la cui tomba & venuta in luce a Castelnuovo dell’Abate, sempre nella
stessa zona, ¢ che una figlia del matrimonio tra Petra Scevas ¢ Arntlei & sepolta
Página 13
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)nella tomba di un‘altra famiglia emergente della zona, gli Hepni di Asciano.
Questa circostanza può essere spiegata in due modi: nella prima ipotesi va
immaginato che il territorio di Cortona fosse assai più esteso di quanto non
si ritenga di norma, giungendo a comprendere terre sulla destra del Chiana:
nella seconda ipotesi dobbiamo pensare che tra Cortona e Chiusi, cui si attribuisce la signoria di quelle terre, o, in alternativa, tra Cortona e Siena, se era
invece Siena a controllare questa vasta porzione di territorio, esistesse un
patto che autorizzava non solo diritto di commercio e di matrimonio tra città
diverse dell’Etruria, ma anche l'acquisto di terre in città diverse da quelle di
origine. La Tabula Cortonensis dimostra infatti che tanto il protagonista Petru
Scevas, il cui gentilizio ne denuncia le antiche origini servili, quanto sua
moglie Arntlei erano in precedenza riusciti ad entrare in possesso di terreni
pregiati, vigne e forse frutteti, nella porzione di territorio cortonese sulla colline affacciate sul Trasimeno, terreni che vengono scambiati dal consortium
dei Cusu della stirpe di Laris, con seminativi di pianura meno pregiati e con
altri beni indicati nella prima parte della sezione L I dati in nostro possesso,
però, da un Tato confermano che, se l'antica aristocrazia ha conservato gran
parte del potere nelle campagne, i cui villaggi sono rimasti sotto l'influenza
nobiliare, il processo di liberazione dei servi di Chiusi, Perugia e Cortona ha
avuto luogo tra IT e H sec. a.C., dando picno sfogo alla forte intraprendenza
di questo ceto di ex-servi, lanciato all'acquisizione di terre ricche della propria cittä e delle terre viciniori, anche in funzione di un'intensa attività di
mercatura da loro esercitata: si pensi al riguardo al « mestiere » di mercante
di olio di Scevas. In questo quadro ben si spiega perché la transazione attestata dalla Tabula avvenga in controtendenza rispetto al supposto «trend »
generale della storia proprietaria dell’ Etruria ellenistica, indirizzato verso la
liquidazione della grande proprietä aristocratica: i nobiles cortonesi Cusa
comprano (o ricomprano, forse, alla luce dell’ innata ambizione nobiliare a
ritornare in possesso di terre perdute) dai « plebei » € « stranieri » Petru Scevas
€ Arntlei, laddove dobbiamo immaginare che in gran parte dell'Etruria settentrionale gH aristocratici cedessero terre avite ad una antica servitus assai
attiva sul piano sia economico che politico e non meno avida di loro di acquisire terre per garantire la propria ascesa sociale. Srevas infatti non per puro
caso cede terre pregiate per fondi meno redditizi: infatd un urnetta proveniente dalla nobile tomba detta « Tanella di Pitagora » ci rivela che in essa era
sepolto un Vel Cusu, figlio di un Larise di una Petrui, certamente figlia del
nostro Scevas e del Laris del consortium della Tabula Cortonensis. Ollrendo speciali favori quali le cessioni attestate dalla Tabula Cortonensis alla famiglia dei
Cusu, potente, ma forse in declino come tutte le altre della nobilta d’Etruria,
€ imbastendo con gli stessi Cusu appropriate politiche matrimoniali, come
M.
TORELLI - LA - TANELLA ANGORT >, 1 CUSE ELA TABULA CORTONENSIS
187
pur sempre Han
quelle attestate ad Asciano per i meno eminent, ma
i suoi figli ! ingresso ne “ ur
Hepni il « plebco » Scevas dunque otteneva per
questi € i N i
chie important delle città della zona: grazic ad accordi come
solo cance ae
storia medivevale e moderna d'Europa à ricca, Servas non
oscure ¢ € r
per la sua discendenza il discutibile marchio delle origini
anche gr a“
va
prepara
ma
d’olio,
te
mestiere tutt'altro che nobile di mercan
guare e
rimpin
a
buendo
fortune per la sua famiglia, al tempo stesso contri
mo,
sappia
ora
casse dei Cusu, forse bisognose di danaro. Con questo danaro,
due
a con le
due rami della grande famiglia hanno potuto dare a Corton
e fors anche
tt
amnira
€
osi
prestigi
ca
all’epo
ent
«Tanelle» due monum
o prima, e —
discuss
o
abbiam
cui
di
che
qualcuna delle grandi opere pubbli
isce a disecontribu
Tabula
Tabula
la
arti » che+
o ial « partito
5
i sostegn
perché no?? — un utile
gnare ai nostri occhi.
li, M. La « Tanella Angori », i « Cusu » e la « Tabula Cortonensis »
Rendisont della Pontificia Accademia di Archeologia. 2004-2005, 77,p 163-1871.
Résumé : Studio sulla tomba monumentale di Cortona del 2° sec. a.C. nota come «
Tanella Angori » (in relazione alla gemella « Tanella di Pitagora »), di cui si sono
condotti una nuova esplorazione e un restauro. Pubblicazione di un documento
epigrafico in essa rinvenuto, che qualifica il titolare della tomba come un glen
della famiglia dei Cusu. Analisi della situazione prosopografica e della storia gentilizia
dei Cusu, con integrazioni di notizie offerte in merito dalla « Tabula Cortonensis »