Volledige tekst tonen6 pagina's
Pagina 1
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)UNA SCHEDA DEL MONUMENTO
CENNI SUL RINVENIMENTO
La Tanella di Pitagora fu donara nel 1929 all'Accademia Etrusca di Cortona da parte
della contessa Maria Laparelli-Pırei. Le prime notizie sul monumento, manoscritte 0 comparse a stanipa, fino agli inizi del Settecento dipendono tutte da due fonti primarie, Tommaso Braccioli (-1589) e Rinaldo Baldelli (1537-1606), due eruditi cortonesi. Sulla storia
del rinvenimento tra XVI e XIX secolo si veda il contributo a seguire di Bruno Gialluca.
In relazione alle notizie più antiche sul rinvenimento vanno sottolineati almeno due
fatti. Le riproduzioni del monumento, dipendenti dal disegno del Braccioli, rappresentano
la Tanella con un ingresso che immette entro una struttura voltata: in altre parole non si ha
alcuna percezione del tamburo circolare che più tardi si scoprirà attorno al monumento. In
secondo luogo, l'oscillazione interpretativa degli incavi delle pareti — loculi oppure finestre
~ chiaramente deriva dall’interpretazione complessiva del monumento a sua volta oscillante tra la tomba o la dimora di Pitagora.
La prima restituzione graficamente corretta del monumento si deve ad Anton Francesco Gori nel tomo HI del Museum Eisen" (Cav. XXa-b).
to si vede in un acquarello del 1830, opera di Andrea Galeotti, conservato alla Biblioteca
Nel 1825 Francesco Inghirami riproponeva sia le tavole del Gori sia idea di un ıngresso sotterraneo alla vicina tomba del Calcinaio.
Lo stiro di abbandono del monwnento che rimarrà sostanzialmente immutato fino ai
lavori del secondo e terzo decennio di questo secolo, ci viene confermato da alcune raf
figurazioni della Tanella che si scaglionano tra la fine Ottocento e gli inizi del Novecento.
Se si esclude la rappresentazione del monumento comparsa in un volumetto di Giovan
Battista Baldelli Boni in cui la Tanella viene ricostruita con tutti i lastroni di copertura
e con la porta d'ingresso aperta che lascia intravedere le nicchie delle pareti occupate
da vasi? (Tav. XXc), le altre illustrazioni testimoniano unanimemente del dererioramento
della tomba. Lo stato di conservazione descritto dall'Inghirami corrisponde infatti a quan-
2) Baroeg Bom: 1825, tav. VEL
Pagina 2
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Comunale di Orviero® (Tav. XXd): la lunetta soprastante l’ingresso conservata per meta
uno dei lastroni della volta caduto al centro della tomba è un altro invece ancora in situ sul
lato est, la lunetra del lato posteriore caduta a terra e affiancata da un altro grande lastrone
da riferire alla volta. Gli stessi elementi si rinvengono in una raffigurazione di poco posteriore, sicuramente frutto di un esame autoprico| (Tav. XXla) poiché vi compare anche il
tamburo circolare che delimita la tomba & che fu rinvenuto nel 1834.
In quell'anno inform il monumento venne scavato e riportato alla luce ed i relarivi interventi sono documentati nella letteratura archeologica. U primo a riferirne è Augusto
Castellani nello stesso anno 18345, In apertura il corrispondente dell'Istituto Archeole ico
Germanico di Roma ricorda come il monumento fosse noco dalle illustrazioni del Baldelli
del Gori, del Baldelli Boni e dell Inghirami. I lavori di resrauro è di recupero del monu
ro che lo circonda lateralmente. Quest'ultimo risultava conservato nella sola
arte
mento avevano subito permesso di escludere la presenza di un ingresso sotterraneo La descrizione che viene fatta del monumento fa riferimento ad una pianta rettangolare, ad una
volta a borte e alle nicchie per le urne funerarie. La volta doveva essere composta da einque lastroni cagliau a cuneo mentre le pareti dovevano essere costituite da due altri lastroni
post lun sopra l'altro fino a raggiungere in altezza lo spicco della volta. Sopra la orta
d ingresso € sulla parete opposta vi dovevano essere due lunette formate da un unico bloc.
co Venivano poi formte le nusure della tomba in braccia fiorentine. Circa lo stato di conservazione del monumento si precisava che a quel tempo rimanevano in piedi solo la parete sud con la porta d'ingresso e la parte orientale con una delle pietre che formavano la
volta, la parete nord e due lastroni della volta risultavano caduti a terra mentre risultava
rotti Li lunetta sopra Pepistilio della porta; gli altri due lastroni della volta così come tutta
lu parete ovest apparivano mancanti «da tempo inmemorabile». In occasione di questo
save sl rinvenne come si è derro il basamento circolare su cui insiste l'edificio ed il ramorientale e permetteva di constatare che to spazio cra esso e la parete della cella era Nato
riempico di sassi e terra,
ne
Alcune altre puntualizzazioni provengono da G. Abeken in un resoconto di alcuni anin pui tarde", Le illustrazioni cui si fuceva riferimento corrispondono a quelle del Gori è
| I loghuann mentre la descrizione dell'edificio riprende quella fornita da A. Castellani
Un'importante osservazione concerneva la chiusura in alto della tomba che lo studioso
ipotizzava come
un tumulo al pari di quanto visibile nelle tombe tarquiniesi. Lo stesso
Abeken ricorda il ritrovamento di un abaco quadrato sormontato da una sfera, evidentete uil cippo terminale della romba come si vede in basso a sinistra in un ‘disegno otfocentesco pubblicato senza altre indicazioni, in Minto 1951, p. 61, fig. 4 (Tav XXIb)
Ber da tipologia della tomba si indicavano confronti con le tombe chiusine di Grotta del
velle. Granduca e Vigua Grande e con l'ipogeo di S. Manno a Perugia.
a
Ay Sarenii 1984, p 71
-
IR pi 197 N.
4) Ue etter 1835, tavola subito dopo p. 4
Vist, pi Joss.
diSi dava infine notizia del rinvenimento nelle vicinanze di una «pietra quadrata in
mensioni convenienti appunto con quelle nicchie quadrare che veggonsi dentro la cella»
”:
con la seguente iscrizione
V CUSU. CR. L. APA / PETRUAL CLAN.
l'interno della cella poggiando a terra su un lato e sull'architrave d'ingresso dall’alero
lato;
In realtà, come in seguito appurato da A. Neppi Modona‘, tale iscrizione si trova su
un coperchio a doppio spiovente in travertino pertinence ad un'urna cineraria non conservaca”. L'appartenenza alla Tanella risulta solo ipotetica. Per qualche tempo l'iscrizione
venne conservata nel Palazzo Comunale di Cortona e in seguito nel Museo dell’Accade
©
mia Etrusca da cui risulta giù scomparsa a partire dagli anni 1860-65". Attualmente
conservata a Villa Casale (Via di Casale, 2) presso Castello, nel comune di Sesto Fiorenrino. Tale collocazione, come rilevato da A. Neppi Modona, si spiega con il fatto che Villa
famiCasale è stata proprietà della famiglia De Saint-Saigne Tosini, eredi Carlini, alla cui
glia appartenne Mons. Ugolino, vescovo di Cortona tra il 1829 e il 1847.
le
Come si è detto, per tutto l'Ottocento il monumento non subisce aleri interventi e
descrizioni quali quelle di G. Dennis! e di O. Montelius** riprendono pedissequamente
quanto rilevato da A. Castellani e G. Abeken. Un disegno del monumento risalente al
1881 (Tav. XXIc) conferma lo stato di conservazione precedentemente deseritto con Pulteriore deterioramento costituito dalla caduta della hinetca sopra l'architrave d'ingresso".
Una fotografia risalente alla fine dell'Ottocento o der primi anni del Novecento*
(Tav. XXId) viene a confermare sostanzialmente le condizioni del monumento così come
apparivano dalle stampe ottocentesche: in primo piano sj vede a terra li lunetta del lato
posteriore del monumento; subito dietro, a destra, un lastrone della volta poggia su altri
blocchi minori anch’essi caduti a terra; dietro a questo primo lastrone, un altro occupa
alle spalle dell’uomo che siede all’interno del monumento si vede l'unico lastrone della
volta ancora in situ sul tato est; va infine segnalato che al di sopra della porra d'ingresso
d'enon si vede alcuna parte della lunetta. La stessa situazione è testimoniata da altre foro
poca (Tav. XXlla).
7) CH 040; CIE 1, 441: TLE 634; ASAT 1992 401, n 29.2.
8) Neper Monona 1928, p. 683. Cir. anche Polimnia IV, 1, 1527, p. 1 ss.
13) Monteusus 1919, 805 ss.
massima m
9) Le misure del coperchio sono le seguenti: lunghezza m 0,48, larghezza im 0,38, altezza
0,35 e minima m 0,04.
10) Dennis 1878, p. 408, ne 9.
11) CH HE
12) Dennis, 1878, p. 406 ss.
1:45
14) Moniz 1883, p. 305,
foro15) La fotografia si deve alla cortese liberalità del Sig. Giorgio Lamentini, titolare del laboratorio
quale è stata ripresa la
grafico Foto Lamentini di Cortona, proprietario della lastra fotografica in vetro dalla
foto qui presentata.
Pagina 3
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)L'inserimento nello schedario degli edifici privari di rilevante interesse monumentale
soprintendente ai monumenti la redazione di un progetto di resauro della Grotta di
propiziò il restauro della Tanella di Pitagora che poté godere di finanziamenti atali ed
essere restaurara nel qua à dell'intensa arrività che impegnò la Soprintendenza ai Muse e
Scavi dell'Etruria nel restauro e nello scavo dei principali monumenti archeologici di Corcona. Nel 1917 il soprintendente agli scavi d'Etruma Luigi Pernier richiedeva al collegi
agora’. Alla redazione del progetto. firmato dall'ing. Giuseppe Castellucci della Regia
Soprintendenza ar Monument, partecipò attivamente Ving. Domenico Mirti, di Cortona
ürolare di un'impresa di costruzioni che gid stava etferenando i lavori al Tumulo I de Sodo
per conto della Soprintendenza a Muse e agli Scavi d'Etrurta. [I progetto dovette esse
complerato nel giro di poco meno di un anno, in quanto nel maggio del 1918 il so rinwndente Versier attidava a Domenico
Murri
l'esecuzione
dei lavori
in economia dive *
Lavori di restauro, eseguiti cra il 1917 e il
| il conSn.
325 e per i quali si veda ancora
.
3;
ribut
tributo
di
Bruno
no
Gialluca,
comportaro
1 seguenti principali interventi: ricollocazione
le due lunette semicircolari sopra la porta d’ingresso e sulla parete opposta;
a, rwollaca
ru
none dei due Lasten delli volta: ncallocasione di un blocco costituente li parete di
LI
le nicchie interne della
cella; stuccaru delle connessure; messa in opera di una
Le l'una per micostruzio > di un tratto di parere a vista di una lunerra
rara i di cemento.
«om nuitazione di pietra, per restitinre l'appoggio mancante al primo dei blocchi della vollevati; Valera per riformare la faccia di vombasiamento loworata tra i blocchi medeine all'appogg
zaio della lancerae. Non risulrava effettuata, invece, la ricostruzione in latemec |
eene
se
a
in AS AT.
monument, conte Marco Laparelli Pirri
N
e delle nouliche di importante interesse.
privata (lettera del 30 inaggio 1913 del Ministro
.
Se
dell'Erruria. L'intera
pranen si i
e vorrà counpi
sco di Corrona dette |
c. det del 17 ap
313 partiva
notie a per il p
mobile er inse
> nello sche
sail ou
vre neden
*r
vizio della parceO mancante de
volt sul lato ovest che, come si a guisce dal contenzioso
ne
acque”, eni stata precedentemente parent da parte dell’inipresa.
I estiuro delli tomba portuto a termine nel 1924 cornsponde all'attuale stato di c
LR
zione del monumente,
yer
Lit runs
hate
"ida
del pre cools x
ze UF aprile PTS
os. Arezzo. bs
742
Domemeo Mi
in conferiti di
site tn farro |
decor per il resra Uto dell'ipazco del Sodo»
Arezzo.
veilen i. pre i ( à
Ispoudeva il giorne suce
sie eran di usi aver dillicoltà ad assumere la conduzione dei lavori
di restaure
propose (bil prot di ricevimento Arezzo n. 639),
|
u
5
stee, liberto 3,
STORIA DEGLI STUDI
i lastroni di copertura
possano testimoniare di una copertura a volta, in quanto sorretti
Il sistema di copertura della Fanella ha costituito il Lanco di prova di ogni stuc
dalla fine del secolo scono s discute infatti se
intervento sul monumento. Già a parure
a reciproco contrasto. oppure se la presenza delle due lunette escluda una tale ipotesi
in quanto i lastroni di copertura graverebbero in maniera preponderante sin due blocchi
semicircolari. A tutto ciò si deve aggiungere Valtrettante dibattuto problema della cro
nologia poiché una darazione alta al IV secolo a.C. per alcuni farebbe collocare la Tanella
tra le testimonianze più antiche dell'applicazione della volta in Ewuna; da parte di altri si è
invece proposta una cronologia tarda — dal IT secolo a.C. fino all'erà romana — tendente a
svincolare la copertura della Tanella da ogni implicazione relativa all'evoluzione del sistema
a volta. In questa diversità di proposte interpretative e cronologiche si può tacilmente ri
levare anche il nitlesso del più ampio dibattito relativo allo sviluppo dell'arte etrusco italic
in quanto processo sostanzialmente autonomo oppure profondamente connesso all'elaboazione dei modelli del mondo greco.
Certamente il completamento dei restauri della Tanella nel corso del 1924 ha contribuito in misura notevole ad attirare l’atrenzione degli studiosi. Una decina d'anni più tardi,
A. Akerstróm* propone di
infatti, in uno studio dedicato all'architettura funeraria etrusca
tracciare il sistema costruttivo della Tanella in una romba della necropoli settentrionale
di Hierapolis in Frigia scavata alla fine dell'Ottocento e allora datata al IT secolo a.C
Il coufronto tra la Tanella di Pitagora e le combe di Hierapolis è stato recisamente
respinto in particolare da A. Minto che considera la comba corronese quale restimonianza
precoce — di IV secolo a.C. — di una evoluzione, rutta interna al mondo etrusco, che conduce al sistema di copertura a volta: «la ‘Uanetla ci Pitagora ci offre, nella copertura interna
della camera, l'esempio più antico, nell'archiretturs funeraria etrusca, di una volta a cunei
antico di volta a tutto sesto noto in Italia”.
1
monalitici, primo avviamento al sistema di copertura a vôlta (...) Le sviluppo di questo
tipo monwnentale deve considerarsi adunque come puramente avvenuto nell'ambito delerrusca, senza influenze estenori»®. La cronologia alta della Tanella
P’archirerrura funeraria
viene accettati anche da G. Lugli per il quale la romba cortonese costituisce l'esempio più
Nigg. 50, 144 In generale per bil
20) MARTHA 188%, p. 148 5, Dumas 19 ‚ep stp 126
del monumento si vedano Crtrut 1987, p. 194, n. 27 © ASAT 1992 p. HL, n. 28.
21) Akira 1934, pi 176.
22) Per da tomba portata a confronto con la Tanella si veda Humana 1898, p. 25, tig. 22 fa realtà il
numero di tombe di Hierapo con analogo «stema di copertura È andaro via via aumentando & grazie anche
poli nord sembra ora dover collocare entro il 1 secolo aC. (SCHNEI
alle nuove acquisizioni tutta la n
bauint 1972),
23) Minto: 1951, p. 62 Chr anche Minto 1939,
dra come processo rorlinente
inerente
al mondo cuusco.
24) Luci 1957. pp. 344, 337, 378. Cf. anche Grammont 1918, p. 16; Mince 1923; Pernice 1925, voll.
12 5. Più in generale si veda anche Ducar 1927, p. 337 4, ave si ricostruisce uno
luppo della copertura a
Pagina 4
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)m e di A.
Una posizione definibile come mediana rispetto a quelle di A. Akerströ
Minto è stata sostenuta da M. Demus-Quatember® la quale
istituisce un confronto tra
a Hierapolis oltre
Rodi. Contrariamente però
a Tanella ed un numero maggiore ili combe rinvenute nel frattempo
che il tumulo di Belevi presso Efeso e il cumulo di Cleobulo à
S. Manno contraddicono una cronoloi quanto sostennto dall’Akerstrém, la studiosa non vede una dipendenz
a diretta tra questi
monumenti e la Tanella di Pitagora che viene invece rıtenum una
testimonianza autonoma
di una evoluzion
e
strutturale
che
conduce
alla
realizzazi
one
della
volta a botte senza pe
zultro poter individuare un unico punto di partenza. La datazione
proposta per la Tanel
Casella
rimane oscillante tra IV e Il secolo
a.C.
se
|
M. Matteim Ch
accettà per la Lanella di Pitagora Vindicazione tipolog
ica suggerita
dal Minen rie juardante una possibile influen
za
dei
modelli
dei
grandi tumuli di età arc: ica
i respinge sia la croi logia su l'interpretazione struttur
ale. Per lo studioso infatti i
nfront con le tombe perugine del Faggeto e di
sua alta del monum
ento
e
rendon
o
evident
e
«come
l'utiliz
zazione
dei cunet monolicici rida ad un criterio generalizzato di copercura, resa
possibil
e dalla disponibilità di pietre
ficilmente inragliabili in grandi
blocchi
e
Suggeri
ti
dalla
evidente praticità della messa in
che
Entro
uni
medesim
a
prospett
iva
interpie
tativa
viene compresa anche l'altra tom. ms nom come Tanella Angori per cur entramb
i i monumenti vengono datati en-
€. di volte à botte reali e di volte a botte
secolo a.C. mentre
ul
il
confron
«confro
to
:
con
è
le
rombe
i
Hierapolis
di
Hie
apolis, lungindal costituir
ituire e il
ivo e condizionante della cronologia della
tanella
di Pitagora (...), come invece
eva l'Akerstréni, riveste ai nostri fini un'importariza
comunque notevole in quanto la
izi a Hicrapols non | penna del [ secolo
de center monolitici e da Innette di sostegno docuni
entano l'uso concomitante €
cu Una cronol
ogia
avanzat
a
ch
enrram
bı
i
tipi di copertura» ©.
La posizione di J.P Oleson 4 vaflacera dirett
amente alle osservazioni dell'Akerseràm
isiderare Il mondo ellenistico greco-orientale quale punro
di partenza per le innoche
Invasi
on
la
contem
porane
architett
a
ura
funerar
ia
etrusca
. In particolare viene
reall l'importanza dell'architéteura pergamena
di
HIE
secalo
aC. che riprende e
Tibor
il modello della
volta
giù
da
tempo
diffuso
in
Asia
Minore
.
Per la Tanella di Piic riconfermati la dipendenza dalle tombe note dalla necrop
oli di Hierapolis per
e cronologicamente le Tanelle
corton
es
vengo
no
colloca
te nel corso del | secolo
anche in et) augustea. Tale cronologia indica anche,
in opposizione alla tesi
del
sortie «the design ofthe tombe ar Hierapolis has
nothing to do with the evolution
a vault buc is
conomicat imitation of the barrel-vaulred desien, whose
Üsone available at the site»?
In
ha anche in un recente contributo di G. Colonna sull'arache Ean, 1908, p 25.
chitettura etrusca ove le tombe cortonesi vengono datare in età medio-ellenistica, tra IV =
TIL secolo a.C., e vengono prese a testimonianza di un processo che «rientra nella logica
dell’architettura a facciata, che trasterisce all'esterno i valori commemorativi e simbolici
della tomba, riducendone l'interno a poco più di una grotta, mere contenitore di deposizioni» ".
Da ultimo, S. Steingräber, esaminando l'architettura funeraria chiusina, chiama a confronto per le tombe a volta di Chiusi gli esempi di Perugia (S. Manno, Bettona e Sagra) e
le Tanelle di Cortona indicandone una datazione «non prima del periodo medivellenistica «
forse in parre già rardoellenistica». Per quanto concerne i possibili modelli, lo studioso eselude il riferimento al mondo orientale vedendovi pmrrosto una ripresa di modelli arcaici *
KK
*
Da quanto sopra visto si può dunque osservare che gli studi più recenti, in particolari
quelli di M. Matteini Chiari e [. P. Oleson, si mostrano concordi nel riportare Ja crono-
Angori da uu lato e i monumenti funerari ellenistici rinvenuti ad esempio a Hierapolis, in
logia della ‘Tanella ad una fase tardo-ellenistica. Allo stato della documentazione, le argumentazioni dei due studiosi appaiono sostanzialmente condivisibili soprattutto per quanto
concerne alcuni punti che vale la pena sottolineare nuovamente. In particolare appare assolucamence ineludibile il rapporto tipologico tra la Tanella di Pitagora ed anche la Tanella
rea perugina, chiusina, cortonese ed anche orvierana, fino a possibili diramazioni in dire-
Macedonia o in Eubea. Peraltro l'individuazione di una sorta di koiné, comprendente l'a
zione dell'Umbria e della Sabina e clell’area campano-laziale, lascia comunque intravedere
che alla ricezione di modelli esterm ellenistici fa seguito una serie di rielaborazioni diversiticate dettate dal contesto locale. In questo senso nella realizzazione della Tanella di Pitagora si può verosimilmente ammettere l'influenza esercitata dalla tradizione locale dei
grandi tumuli arcaici, quali quelli di Camucia e del Sodo, influenza rilevata con diversa
prospettiva da A. Minto e M. Matteini Chiari.
|
Un problema spinoso è costituite dalla cronologia del monumento cortonese (vedi
Appendice). Se la ripresa di modelli ellenistici ed il carattere arcaizzamte dell'insieme fanno
propendere come si è detto per una collocazione tardo-ellenistica, più difficile risulta l'individuazione di una cronologia più precisa. La collocazione topografica della ‘lanella in
una zona non distante dalla porta Ghibellina costituisce un motivo di riflessione in merito.
Infatti grazie a scavi recenti avviati nella zona di porta Ghibellina, entro e fuori le muà, si ha testimonianza di una complessi stratigrafia che per quanto qui attiene interessa
relativamente alle fasi A,
Be C%, Nella prima di queste fasi, databile ad un periodo anteriore al IL secolo a.C., si è rinvenuta fuori dalle mura una strada che mostra di essere in
relazione con una porta urbica ad un solo fornice collocata ad un livello più basso rispetto
on,
ond Sestino 1988, p. 21 ss, (M. Cappellerri).
wake 1953, p. 171 ss.
30) Corona 1986, p. 51.
31) Stet
Pagina 5
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)alla successiva porta Bifora. A questa successione di porte dovrebbe accordarsi anche una
doppia fase di costruzione del corrispondente tratto delle mura urbiche. La strada suddetta
doveva condurre dalla città ad una zona di necropoli testimoniata proprio dalle Tanelle di
Pitagora e Angori. La fase B, collocabile nel corso del II secolo a.C., attesta una risistemazione della cinta muraria come già detto in precedenza, la costruzione della porta Bifora, la realizzazione di un tratto stradale più diretto rispetto al precedente e l’insediamento nella zona di un quartiere industriale. Il rinvenimento avvenuto nel secolo scorso di due
APPENDICE
statuette raffiguranti Culsans e Selvans, databili tra HI e Il secolo a.C., ha fatto anche ipotizzare la presenza di un santuario excramuraneo. La fase C testimonia infine una continuicà di frequentazione del quartiere industriale tra IT e I secolo a.C.
Stante questa situazione, si potrebbe così individuare una fase corrispondente essenzialmente al I secolo a.C. che vede una ristrutturazione dell’area entro e fuori le mura di porta
Glubellina in cerutmi monumentali ¢ secondo modelli di derivazione ellenistica. In questa
stessa prospettiva potrebbe inquadrarsi il sorgere nella stessa zona di edifici funerari, quali le
due Tanelle, ispirati ad una logica di architettura di facciata, come rilevato da G. Colonna,
che bene si accorderebbe ad una risistemazione in termini scenografici di turta l’area.
Una tale ipotesi risulta senza dubbio suggestiva anche se certamente non può avvalersi
di argomentazioni decisive tanto che non si può per nulla escludere una datazione della
Tanella che possa scendere nel corso del I secolo a.C. L'aspetto arcuizzante del monumento potrebbe rappresentare un indizio di un processo di ripresa di antichi simboli di status
che le aristocrazie etrusche rincorrono in vista di un loro inserimento nel governo di Roma, processo che uu monumento come la sedia Corsini contribuisce a rischiarare in quan.
to collocabile attorno al 40 2.0. ma riconducibile ripologicamente ad un trono etrusco di
fine V secolo a. È.
Un'ultima usservazione concerne il rinvenimento nelle vicinanze della Tanella di Picagora, olere che di materiale archeologico frammentario di varia epoca, della già ricordata
berizione comprendente i seguente testo:
Vv. CUSU. CR. L. APA / PETRUAL. CLAN.
Risultano così attestm i gentilia CUSU e PETRUAL e in via iporetica si potrebbe
penare ad una pertinenza delli tomba alla famiglia dei CUSU.
Mauro MENICHETTI
35 Ermers TOUT,
jolt
iu
Le proposte di dutazione della
Tanella di Pitagora:
della
Dennis 1878: età pelasgica, prima
Clo: ica
Î
colo a.C.
secolo
>
a
anteriore
nn
RA
école aC.
a5. Ffinei v.sec
.
1920:
womsMono
1925:
na N,
Nerri
R
Axersınöm 1934 I secolo aC.
.
Minto 1951: IV secolo aC.
o aC.
Luau 1957: seconda metà IV secol
secalo a.C.
Dem. »-Quatemeen 1957: IV-IT
Il secol
a. o a.C.
1960:
roman
NELLt
epoca
Tors.
BiancHi BANDI
En
*
secolo ac,
reni
INI CHIARI 1975: I
MATTE
IV secolo
MODONA 1977: seconda metà
Neppiic.
Orson 1982: | secolo aC.
Corona 1986: TH secolo aC.
tica.
STEINGRABER | 993: fase medio o tardoellenis
Pagina 6
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)1841
i
=G
te
1987 = A.
€
Abeke
KEU,
BIBLIOGRAFIA
.
dii Ping
¢ Hit « 4 Cortor
Pitagont
AONE
[ SCCOHel
vucond : litt er ultinti1 scavi,
Sc, in
1 A am. Inst.
IStI
NE
Ussep tere
os peg
WLS a Corton
; 1988 =seHeze
stond,
|à
Destino:
Destin
°
archeota
U
FONTHCHI
(Ntie dif una Province
| ali go Mostra
s (C: Malone
Né ¥
A. Akerström. Sindien uber die etenskischen Gräber, Upsala 1934
: À.
tn BANPINELLI
et
1900
= RR
Caste
, am ve cpotero
verwer, Materiali
dl pi
Per vette
Hd
chinnat
hivnato Lerotta di
carta arch MOLE:
TAF
og! tael ter
vertonese
e
fora
Magoni
ee
ù mi di rortomt
i Bul
1992 =M . Torell (ax
a
cura di),
i
Ar
TAME "dei
LU ER siti ncheaf
ogie
seotogic
lella
7 Tose Utd,
AG i della
oma
92
-.
I Bert 1823 = ¢ LL Baldelli
Boni, S ny
di
Aartich
rind
primit
ive,
;
Fiesol
e
2
1823
7
Bianchi Bandine
elli ‚NV.
È
lli
s.v. Etruse
ESCH arte, m
i
2
EAA
IH, 1960, PP.
DPD, 4 466-50,
A >
iu, €Cortona,
Sestino
,
4OWS
=
ARFRS ROAD F934
Us
{
1 cortonese
SAMTONESse,
, in A Corto
Ir ws
tanec\ stone.
ir
Sr
B Mater
uteriali peri tune conosce
UE
nza operante della città è del terrin
io (Catalogo Mostra Cortona
IE. Cortona 1987. pp 159-205.
Cortona 1900.
u
o
k
Hi
N
de
pei
fe
n
i 4
we
M. Domus Quiarember, Grabchite nen in Sreinl
ch
ige, Baden
-Baden 1908.
re
1}
1
MESA
TEa
Me 1557 =M , | em Quate
mber, Zur Kounsi
di PiPrtugoran bey]
ns. VIL 1937. Pp. 40-33, 193-190 ruktiousweise der « ombuult
Hale
Cena 1900
Vota =
à Delli Cella
AL
I
Ci
Corton
a antica,
Ker
,
n 1986
Ne
= 5 + Col
Ni
È
chi
Colonna, Urbanis
cae
1
NN
aps
tica eu
' ten ta. Im Rascuna
R
. Storia è civiltà degli E=Itruschii,
Milano
El
et
AE
ak
In prest'
i € Consid
er izioni
viale
he
= li.
M ‘ tuti
orig
|
sull'or
Warie
igine de
dell'a
RO or
!hiaı ‚La
Chi
ti
vba
del Fa
do de
Aggelo
veert
i] ,
F Ip.
Roma
R ma
u
:
95?
19 3
in
975.
)A U
4 Ahertim
7 ner var Hierape
lis
.
Pallad
Pa do
di
in territ
territorio Î persi
N
cage pes
dial
dal, ' in
Wh
OW neer,
J 1 deic
eich, Pro
n Fete nl
Bor Ne GL Denis
,
The
Cities
und
€
ts of ru. IL, London 1:
[uote p
' var 12
N
.
Ducati, Storia
dell'ar
te
etrusca
, Firenze 1927
ten. 105
oa =1.
7 . Die Barkast der
Durem
Euusker, Stuttgart 1905
LOIS = A Ci
i, Condor delle
valte
: a, in %
in Etruri
Stuc di Antichità 1518, p. 90.
+= A EF Gori, Masern Eruscum Ill,
Firenze 1743
3
I= (i
conci
Far reenrien edilizia ramt, Roma
1937
157/5
7 =M t
AL Assetti, Erria. Milano [963
1589
=) Marta, L'art ctrtagnie, Paris 1889,
se LOS=
ST =, Lu
TUS
teen
=8
(CCa NHumaa na + Coo
IA FSON
1180
©
Cichorns,
u
vit
Port
:
1
2. in Pal-
= À. Minto, Pserdocnpale è psendorolte nell'architenea etrusca delle origini, in Palladio TIL,
Minto 1939
1939, p. 18 ss.
Ha città fino at
Minto 1951 = A. Minto, La « Tunelfa Angeri di. Cortona. Problemi di avchitertuca fimenaria cous
ladio 1, 1951, pp. 60-66,
nostri tempi, Cortona 1923.
Muni 192351. Mirri, 7 procedimenti costruttivi nell'architettura di Cortona dall'origine
1925.
A. Neppi Modona, Cortona censor e romana. nella steria ¢ nell'arte, Firenze
Mopona 1925=
.
ges XXIII, n. 1167, 19 maggio 1883, p 318. fig. a p 305.
Monteuius 1919 = O. Montelius. La civilisation printitive en latie, Stockholm 1919,
Monrz 1883= M. E. Miintz; A savers fa Toscane, in Le Tour du monde. Nouveau journal des vova
Ne
1925, coll. 92-129,
H vitrovamento dell'iscrizione della Bulle di Pitagora e di atti
= A. Neppi Modo
Never Mopona 1928
cimeli cortonesi già irveperibili, in SE U, 1928, pp. 683-684.
= A. Neppi Modena, € ond erruseon e romana nella storia c nell'arte, Firenze
Never Mopona 1977
1977".
Ortsom 1982 = J.P Oleson, The Souwes of Innovation in Later Erruscan Tomb Design tea 330-100
B.C), Roma 1982,
Prine 1925 =L. Pernier, Tune con teutha monumentale al Sodo presso Cortona, in MonAL XXX,
NUT al NIN secolo), in Quaderni dell'Istituto Statale d'Arte di Orvieto 34, 1984 p. 25 sa.
Rıvoma 1921 = GT. Rivorra, Arhiterma romana. Castrazione ¢ statica nell ‘etd imperiale, Milano 1521.
Satoru 1984= A. Sacolli, Orvieto uation nell'immaginario erudite è romantico fon manoscritti inediti dal
Scunener EQuint 1972 = E. Schneider Equini, La veeropoli di Hierapolis in Frigia, in MonAL XLVII
1972, pp. 95-142.
ritorio, Firenze 1993, p. 171 ss.
STEINGRAKER 1993 =S. Steingräber, L'erchiternnt fimeraria chiusina, in Lu civiltà di Chiusi e del sua ter
Toren 1991 = M. Torelli, La Sedia Corsini, merento delle genealogia etrusca dei Plant, in Mélanges
PL Lévèque 3. Aitrepotagie er société, Besançon 1991, pp. 355-367.
UcceLu 1835 =P. Uccelli, Storia di Cortona, Arezzo 1835.