La Tanella di Pitagora. Una scheda del monumenta

Auteur
Menichetti, M.
Verschenen in
10 anni di archeologia a Cortona
Jaar
2001
Onderwerp
TANELLA
Taal
Italiano
Categorie
C8 Geschiedenis en archeologie
Archiefnummer
5044

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UNA SCHEDA DEL MONUMENTO CENNI SUL RINVENIMENTO La Tanella di Pitagora fu donara nel 1929 all'Accademia Etrusca di Cortona da parte della contessa Maria Laparelli-Pırei. Le prime notizie sul monumento, manoscritte 0 comparse a stanipa, fino agli inizi del Settecento dipendono tutte da due fonti primarie, Tommaso Braccioli (-1589) e Rinaldo Baldelli (1537-1606), due eruditi cortonesi. Sulla storia del rinvenimento tra XVI e XIX secolo si veda il contributo a seguire di Bruno Gialluca. In relazione alle notizie più antiche sul rinvenimento vanno sottolineati almeno due fatti. Le riproduzioni del monumento, dipendenti dal disegno del Braccioli, rappresentano la Tanella con un ingresso che immette entro una struttura voltata: in altre parole non si ha alcuna percezione del tamburo circolare che più tardi si scoprirà attorno al monumento. In secondo luogo, l'oscillazione interpretativa degli incavi delle pareti — loculi oppure finestre ~ chiaramente deriva dall’interpretazione complessiva del monumento a sua volta oscillante tra la tomba o la dimora di Pitagora. La prima restituzione graficamente corretta del monumento si deve ad Anton Francesco Gori nel tomo HI del Museum Eisen" (Cav. XXa-b). to si vede in un acquarello del 1830, opera di Andrea Galeotti, conservato alla Biblioteca Nel 1825 Francesco Inghirami riproponeva sia le tavole del Gori sia idea di un ıngresso sotterraneo alla vicina tomba del Calcinaio. Lo stiro di abbandono del monwnento che rimarrà sostanzialmente immutato fino ai lavori del secondo e terzo decennio di questo secolo, ci viene confermato da alcune raf figurazioni della Tanella che si scaglionano tra la fine Ottocento e gli inizi del Novecento. Se si esclude la rappresentazione del monumento comparsa in un volumetto di Giovan Battista Baldelli Boni in cui la Tanella viene ricostruita con tutti i lastroni di copertura e con la porta d'ingresso aperta che lascia intravedere le nicchie delle pareti occupate da vasi? (Tav. XXc), le altre illustrazioni testimoniano unanimemente del dererioramento della tomba. Lo stato di conservazione descritto dall'Inghirami corrisponde infatti a quan- 2) Baroeg Bom: 1825, tav. VEL

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Comunale di Orviero® (Tav. XXd): la lunetta soprastante l’ingresso conservata per meta uno dei lastroni della volta caduto al centro della tomba è un altro invece ancora in situ sul lato est, la lunetra del lato posteriore caduta a terra e affiancata da un altro grande lastrone da riferire alla volta. Gli stessi elementi si rinvengono in una raffigurazione di poco posteriore, sicuramente frutto di un esame autoprico| (Tav. XXla) poiché vi compare anche il tamburo circolare che delimita la tomba & che fu rinvenuto nel 1834. In quell'anno inform il monumento venne scavato e riportato alla luce ed i relarivi interventi sono documentati nella letteratura archeologica. U primo a riferirne è Augusto Castellani nello stesso anno 18345, In apertura il corrispondente dell'Istituto Archeole ico Germanico di Roma ricorda come il monumento fosse noco dalle illustrazioni del Baldelli del Gori, del Baldelli Boni e dell Inghirami. I lavori di resrauro è di recupero del monu ro che lo circonda lateralmente. Quest'ultimo risultava conservato nella sola arte mento avevano subito permesso di escludere la presenza di un ingresso sotterraneo La descrizione che viene fatta del monumento fa riferimento ad una pianta rettangolare, ad una volta a borte e alle nicchie per le urne funerarie. La volta doveva essere composta da einque lastroni cagliau a cuneo mentre le pareti dovevano essere costituite da due altri lastroni post lun sopra l'altro fino a raggiungere in altezza lo spicco della volta. Sopra la orta d ingresso € sulla parete opposta vi dovevano essere due lunette formate da un unico bloc. co Venivano poi formte le nusure della tomba in braccia fiorentine. Circa lo stato di conservazione del monumento si precisava che a quel tempo rimanevano in piedi solo la parete sud con la porta d'ingresso e la parte orientale con una delle pietre che formavano la volta, la parete nord e due lastroni della volta risultavano caduti a terra mentre risultava rotti Li lunetta sopra Pepistilio della porta; gli altri due lastroni della volta così come tutta lu parete ovest apparivano mancanti «da tempo inmemorabile». In occasione di questo save sl rinvenne come si è derro il basamento circolare su cui insiste l'edificio ed il ramorientale e permetteva di constatare che to spazio cra esso e la parete della cella era Nato riempico di sassi e terra, ne Alcune altre puntualizzazioni provengono da G. Abeken in un resoconto di alcuni anin pui tarde", Le illustrazioni cui si fuceva riferimento corrispondono a quelle del Gori è | I loghuann mentre la descrizione dell'edificio riprende quella fornita da A. Castellani Un'importante osservazione concerneva la chiusura in alto della tomba che lo studioso ipotizzava come un tumulo al pari di quanto visibile nelle tombe tarquiniesi. Lo stesso Abeken ricorda il ritrovamento di un abaco quadrato sormontato da una sfera, evidentete uil cippo terminale della romba come si vede in basso a sinistra in un ‘disegno otfocentesco pubblicato senza altre indicazioni, in Minto 1951, p. 61, fig. 4 (Tav XXIb) Ber da tipologia della tomba si indicavano confronti con le tombe chiusine di Grotta del velle. Granduca e Vigua Grande e con l'ipogeo di S. Manno a Perugia. a Ay Sarenii 1984, p 71 - IR pi 197 N. 4) Ue etter 1835, tavola subito dopo p. 4 Vist, pi Joss. diSi dava infine notizia del rinvenimento nelle vicinanze di una «pietra quadrata in mensioni convenienti appunto con quelle nicchie quadrare che veggonsi dentro la cella» ”: con la seguente iscrizione V CUSU. CR. L. APA / PETRUAL CLAN. l'interno della cella poggiando a terra su un lato e sull'architrave d'ingresso dall’alero lato; In realtà, come in seguito appurato da A. Neppi Modona‘, tale iscrizione si trova su un coperchio a doppio spiovente in travertino pertinence ad un'urna cineraria non conservaca”. L'appartenenza alla Tanella risulta solo ipotetica. Per qualche tempo l'iscrizione venne conservata nel Palazzo Comunale di Cortona e in seguito nel Museo dell’Accade © mia Etrusca da cui risulta giù scomparsa a partire dagli anni 1860-65". Attualmente conservata a Villa Casale (Via di Casale, 2) presso Castello, nel comune di Sesto Fiorenrino. Tale collocazione, come rilevato da A. Neppi Modona, si spiega con il fatto che Villa famiCasale è stata proprietà della famiglia De Saint-Saigne Tosini, eredi Carlini, alla cui glia appartenne Mons. Ugolino, vescovo di Cortona tra il 1829 e il 1847. le Come si è detto, per tutto l'Ottocento il monumento non subisce aleri interventi e descrizioni quali quelle di G. Dennis! e di O. Montelius** riprendono pedissequamente quanto rilevato da A. Castellani e G. Abeken. Un disegno del monumento risalente al 1881 (Tav. XXIc) conferma lo stato di conservazione precedentemente deseritto con Pulteriore deterioramento costituito dalla caduta della hinetca sopra l'architrave d'ingresso". Una fotografia risalente alla fine dell'Ottocento o der primi anni del Novecento* (Tav. XXId) viene a confermare sostanzialmente le condizioni del monumento così come apparivano dalle stampe ottocentesche: in primo piano sj vede a terra li lunetta del lato posteriore del monumento; subito dietro, a destra, un lastrone della volta poggia su altri blocchi minori anch’essi caduti a terra; dietro a questo primo lastrone, un altro occupa alle spalle dell’uomo che siede all’interno del monumento si vede l'unico lastrone della volta ancora in situ sul tato est; va infine segnalato che al di sopra della porra d'ingresso d'enon si vede alcuna parte della lunetta. La stessa situazione è testimoniata da altre foro poca (Tav. XXlla). 7) CH 040; CIE 1, 441: TLE 634; ASAT 1992 401, n 29.2. 8) Neper Monona 1928, p. 683. Cir. anche Polimnia IV, 1, 1527, p. 1 ss. 13) Monteusus 1919, 805 ss. massima m 9) Le misure del coperchio sono le seguenti: lunghezza m 0,48, larghezza im 0,38, altezza 0,35 e minima m 0,04. 10) Dennis 1878, p. 408, ne 9. 11) CH HE 12) Dennis, 1878, p. 406 ss. 1:45 14) Moniz 1883, p. 305, foro15) La fotografia si deve alla cortese liberalità del Sig. Giorgio Lamentini, titolare del laboratorio quale è stata ripresa la grafico Foto Lamentini di Cortona, proprietario della lastra fotografica in vetro dalla foto qui presentata.

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L'inserimento nello schedario degli edifici privari di rilevante interesse monumentale soprintendente ai monumenti la redazione di un progetto di resauro della Grotta di propiziò il restauro della Tanella di Pitagora che poté godere di finanziamenti atali ed essere restaurara nel qua à dell'intensa arrività che impegnò la Soprintendenza ai Muse e Scavi dell'Etruria nel restauro e nello scavo dei principali monumenti archeologici di Corcona. Nel 1917 il soprintendente agli scavi d'Etruma Luigi Pernier richiedeva al collegi agora’. Alla redazione del progetto. firmato dall'ing. Giuseppe Castellucci della Regia Soprintendenza ar Monument, partecipò attivamente Ving. Domenico Mirti, di Cortona ürolare di un'impresa di costruzioni che gid stava etferenando i lavori al Tumulo I de Sodo per conto della Soprintendenza a Muse e agli Scavi d'Etrurta. [I progetto dovette esse complerato nel giro di poco meno di un anno, in quanto nel maggio del 1918 il so rinwndente Versier attidava a Domenico Murri l'esecuzione dei lavori in economia dive * Lavori di restauro, eseguiti cra il 1917 e il | il conSn. 325 e per i quali si veda ancora . 3; ribut tributo di Bruno no Gialluca, comportaro 1 seguenti principali interventi: ricollocazione le due lunette semicircolari sopra la porta d’ingresso e sulla parete opposta; a, rwollaca ru none dei due Lasten delli volta: ncallocasione di un blocco costituente li parete di LI le nicchie interne della cella; stuccaru delle connessure; messa in opera di una Le l'una per micostruzio > di un tratto di parere a vista di una lunerra rara i di cemento. «om nuitazione di pietra, per restitinre l'appoggio mancante al primo dei blocchi della vollevati; Valera per riformare la faccia di vombasiamento loworata tra i blocchi medeine all'appogg zaio della lancerae. Non risulrava effettuata, invece, la ricostruzione in latemec | eene se a in AS AT. monument, conte Marco Laparelli Pirri N e delle nouliche di importante interesse. privata (lettera del 30 inaggio 1913 del Ministro . Se dell'Erruria. L'intera pranen si i e vorrà counpi sco di Corrona dette | c. det del 17 ap 313 partiva notie a per il p mobile er inse > nello sche sail ou vre neden *r vizio della parceO mancante de volt sul lato ovest che, come si a guisce dal contenzioso ne acque”, eni stata precedentemente parent da parte dell’inipresa. I estiuro delli tomba portuto a termine nel 1924 cornsponde all'attuale stato di c LR zione del monumente, yer Lit runs hate "ida del pre cools x ze UF aprile PTS os. Arezzo. bs 742 Domemeo Mi in conferiti di site tn farro | decor per il resra Uto dell'ipazco del Sodo» Arezzo. veilen i. pre i ( à Ispoudeva il giorne suce sie eran di usi aver dillicoltà ad assumere la conduzione dei lavori di restaure propose (bil prot di ricevimento Arezzo n. 639), | u 5 stee, liberto 3, STORIA DEGLI STUDI i lastroni di copertura possano testimoniare di una copertura a volta, in quanto sorretti Il sistema di copertura della Fanella ha costituito il Lanco di prova di ogni stuc dalla fine del secolo scono s discute infatti se intervento sul monumento. Già a parure a reciproco contrasto. oppure se la presenza delle due lunette escluda una tale ipotesi in quanto i lastroni di copertura graverebbero in maniera preponderante sin due blocchi semicircolari. A tutto ciò si deve aggiungere Valtrettante dibattuto problema della cro nologia poiché una darazione alta al IV secolo a.C. per alcuni farebbe collocare la Tanella tra le testimonianze più antiche dell'applicazione della volta in Ewuna; da parte di altri si è invece proposta una cronologia tarda — dal IT secolo a.C. fino all'erà romana — tendente a svincolare la copertura della Tanella da ogni implicazione relativa all'evoluzione del sistema a volta. In questa diversità di proposte interpretative e cronologiche si può tacilmente ri levare anche il nitlesso del più ampio dibattito relativo allo sviluppo dell'arte etrusco italic in quanto processo sostanzialmente autonomo oppure profondamente connesso all'elaboazione dei modelli del mondo greco. Certamente il completamento dei restauri della Tanella nel corso del 1924 ha contribuito in misura notevole ad attirare l’atrenzione degli studiosi. Una decina d'anni più tardi, A. Akerstróm* propone di infatti, in uno studio dedicato all'architettura funeraria etrusca tracciare il sistema costruttivo della Tanella in una romba della necropoli settentrionale di Hierapolis in Frigia scavata alla fine dell'Ottocento e allora datata al IT secolo a.C Il coufronto tra la Tanella di Pitagora e le combe di Hierapolis è stato recisamente respinto in particolare da A. Minto che considera la comba corronese quale restimonianza precoce — di IV secolo a.C. — di una evoluzione, rutta interna al mondo etrusco, che conduce al sistema di copertura a volta: «la ‘Uanetla ci Pitagora ci offre, nella copertura interna della camera, l'esempio più antico, nell'archiretturs funeraria etrusca, di una volta a cunei antico di volta a tutto sesto noto in Italia”. 1 monalitici, primo avviamento al sistema di copertura a vôlta (...) Le sviluppo di questo tipo monwnentale deve considerarsi adunque come puramente avvenuto nell'ambito delerrusca, senza influenze estenori»®. La cronologia alta della Tanella P’archirerrura funeraria viene accettati anche da G. Lugli per il quale la romba cortonese costituisce l'esempio più Nigg. 50, 144 In generale per bil 20) MARTHA 188%, p. 148 5, Dumas 19 ‚ep stp 126 del monumento si vedano Crtrut 1987, p. 194, n. 27 © ASAT 1992 p. HL, n. 28. 21) Akira 1934, pi 176. 22) Per da tomba portata a confronto con la Tanella si veda Humana 1898, p. 25, tig. 22 fa realtà il numero di tombe di Hierapo con analogo «stema di copertura È andaro via via aumentando & grazie anche poli nord sembra ora dover collocare entro il 1 secolo aC. (SCHNEI alle nuove acquisizioni tutta la n bauint 1972), 23) Minto: 1951, p. 62 Chr anche Minto 1939, dra come processo rorlinente inerente al mondo cuusco. 24) Luci 1957. pp. 344, 337, 378. Cf. anche Grammont 1918, p. 16; Mince 1923; Pernice 1925, voll. 12 5. Più in generale si veda anche Ducar 1927, p. 337 4, ave si ricostruisce uno luppo della copertura a

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m e di A. Una posizione definibile come mediana rispetto a quelle di A. Akerströ Minto è stata sostenuta da M. Demus-Quatember® la quale istituisce un confronto tra a Hierapolis oltre Rodi. Contrariamente però a Tanella ed un numero maggiore ili combe rinvenute nel frattempo che il tumulo di Belevi presso Efeso e il cumulo di Cleobulo à S. Manno contraddicono una cronoloi quanto sostennto dall’Akerstrém, la studiosa non vede una dipendenz a diretta tra questi monumenti e la Tanella di Pitagora che viene invece rıtenum una testimonianza autonoma di una evoluzion e strutturale che conduce alla realizzazi one della volta a botte senza pe zultro poter individuare un unico punto di partenza. La datazione proposta per la Tanel Casella rimane oscillante tra IV e Il secolo a.C. se | M. Matteim Ch accettà per la Lanella di Pitagora Vindicazione tipolog ica suggerita dal Minen rie juardante una possibile influen za dei modelli dei grandi tumuli di età arc: ica i respinge sia la croi logia su l'interpretazione struttur ale. Per lo studioso infatti i nfront con le tombe perugine del Faggeto e di sua alta del monum ento e rendon o evident e «come l'utiliz zazione dei cunet monolicici rida ad un criterio generalizzato di copercura, resa possibil e dalla disponibilità di pietre ficilmente inragliabili in grandi blocchi e Suggeri ti dalla evidente praticità della messa in che Entro uni medesim a prospett iva interpie tativa viene compresa anche l'altra tom. ms nom come Tanella Angori per cur entramb i i monumenti vengono datati en- €. di volte à botte reali e di volte a botte secolo a.C. mentre ul il confron «confro to : con è le rombe i Hierapolis di Hie apolis, lungindal costituir ituire e il ivo e condizionante della cronologia della tanella di Pitagora (...), come invece eva l'Akerstréni, riveste ai nostri fini un'importariza comunque notevole in quanto la izi a Hicrapols non | penna del [ secolo de center monolitici e da Innette di sostegno docuni entano l'uso concomitante € cu Una cronol ogia avanzat a ch enrram bı i tipi di copertura» ©. La posizione di J.P Oleson 4 vaflacera dirett amente alle osservazioni dell'Akerseràm isiderare Il mondo ellenistico greco-orientale quale punro di partenza per le innoche Invasi on la contem porane architett a ura funerar ia etrusca . In particolare viene reall l'importanza dell'architéteura pergamena di HIE secalo aC. che riprende e Tibor il modello della volta giù da tempo diffuso in Asia Minore . Per la Tanella di Piic riconfermati la dipendenza dalle tombe note dalla necrop oli di Hierapolis per e cronologicamente le Tanelle corton es vengo no colloca te nel corso del | secolo anche in et) augustea. Tale cronologia indica anche, in opposizione alla tesi del sortie «the design ofthe tombe ar Hierapolis has nothing to do with the evolution a vault buc is conomicat imitation of the barrel-vaulred desien, whose Üsone available at the site»? In ha anche in un recente contributo di G. Colonna sull'arache Ean, 1908, p 25. chitettura etrusca ove le tombe cortonesi vengono datare in età medio-ellenistica, tra IV = TIL secolo a.C., e vengono prese a testimonianza di un processo che «rientra nella logica dell’architettura a facciata, che trasterisce all'esterno i valori commemorativi e simbolici della tomba, riducendone l'interno a poco più di una grotta, mere contenitore di deposizioni» ". Da ultimo, S. Steingräber, esaminando l'architettura funeraria chiusina, chiama a confronto per le tombe a volta di Chiusi gli esempi di Perugia (S. Manno, Bettona e Sagra) e le Tanelle di Cortona indicandone una datazione «non prima del periodo medivellenistica « forse in parre già rardoellenistica». Per quanto concerne i possibili modelli, lo studioso eselude il riferimento al mondo orientale vedendovi pmrrosto una ripresa di modelli arcaici * KK * Da quanto sopra visto si può dunque osservare che gli studi più recenti, in particolari quelli di M. Matteini Chiari e [. P. Oleson, si mostrano concordi nel riportare Ja crono- Angori da uu lato e i monumenti funerari ellenistici rinvenuti ad esempio a Hierapolis, in logia della ‘Tanella ad una fase tardo-ellenistica. Allo stato della documentazione, le argumentazioni dei due studiosi appaiono sostanzialmente condivisibili soprattutto per quanto concerne alcuni punti che vale la pena sottolineare nuovamente. In particolare appare assolucamence ineludibile il rapporto tipologico tra la Tanella di Pitagora ed anche la Tanella rea perugina, chiusina, cortonese ed anche orvierana, fino a possibili diramazioni in dire- Macedonia o in Eubea. Peraltro l'individuazione di una sorta di koiné, comprendente l'a zione dell'Umbria e della Sabina e clell’area campano-laziale, lascia comunque intravedere che alla ricezione di modelli esterm ellenistici fa seguito una serie di rielaborazioni diversiticate dettate dal contesto locale. In questo senso nella realizzazione della Tanella di Pitagora si può verosimilmente ammettere l'influenza esercitata dalla tradizione locale dei grandi tumuli arcaici, quali quelli di Camucia e del Sodo, influenza rilevata con diversa prospettiva da A. Minto e M. Matteini Chiari. | Un problema spinoso è costituite dalla cronologia del monumento cortonese (vedi Appendice). Se la ripresa di modelli ellenistici ed il carattere arcaizzamte dell'insieme fanno propendere come si è detto per una collocazione tardo-ellenistica, più difficile risulta l'individuazione di una cronologia più precisa. La collocazione topografica della ‘lanella in una zona non distante dalla porta Ghibellina costituisce un motivo di riflessione in merito. Infatti grazie a scavi recenti avviati nella zona di porta Ghibellina, entro e fuori le muà, si ha testimonianza di una complessi stratigrafia che per quanto qui attiene interessa relativamente alle fasi A, Be C%, Nella prima di queste fasi, databile ad un periodo anteriore al IL secolo a.C., si è rinvenuta fuori dalle mura una strada che mostra di essere in relazione con una porta urbica ad un solo fornice collocata ad un livello più basso rispetto on, ond Sestino 1988, p. 21 ss, (M. Cappellerri). wake 1953, p. 171 ss. 30) Corona 1986, p. 51. 31) Stet

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alla successiva porta Bifora. A questa successione di porte dovrebbe accordarsi anche una doppia fase di costruzione del corrispondente tratto delle mura urbiche. La strada suddetta doveva condurre dalla città ad una zona di necropoli testimoniata proprio dalle Tanelle di Pitagora e Angori. La fase B, collocabile nel corso del II secolo a.C., attesta una risistemazione della cinta muraria come già detto in precedenza, la costruzione della porta Bifora, la realizzazione di un tratto stradale più diretto rispetto al precedente e l’insediamento nella zona di un quartiere industriale. Il rinvenimento avvenuto nel secolo scorso di due APPENDICE statuette raffiguranti Culsans e Selvans, databili tra HI e Il secolo a.C., ha fatto anche ipotizzare la presenza di un santuario excramuraneo. La fase C testimonia infine una continuicà di frequentazione del quartiere industriale tra IT e I secolo a.C. Stante questa situazione, si potrebbe così individuare una fase corrispondente essenzialmente al I secolo a.C. che vede una ristrutturazione dell’area entro e fuori le mura di porta Glubellina in cerutmi monumentali ¢ secondo modelli di derivazione ellenistica. In questa stessa prospettiva potrebbe inquadrarsi il sorgere nella stessa zona di edifici funerari, quali le due Tanelle, ispirati ad una logica di architettura di facciata, come rilevato da G. Colonna, che bene si accorderebbe ad una risistemazione in termini scenografici di turta l’area. Una tale ipotesi risulta senza dubbio suggestiva anche se certamente non può avvalersi di argomentazioni decisive tanto che non si può per nulla escludere una datazione della Tanella che possa scendere nel corso del I secolo a.C. L'aspetto arcuizzante del monumento potrebbe rappresentare un indizio di un processo di ripresa di antichi simboli di status che le aristocrazie etrusche rincorrono in vista di un loro inserimento nel governo di Roma, processo che uu monumento come la sedia Corsini contribuisce a rischiarare in quan. to collocabile attorno al 40 2.0. ma riconducibile ripologicamente ad un trono etrusco di fine V secolo a. È. Un'ultima usservazione concerne il rinvenimento nelle vicinanze della Tanella di Picagora, olere che di materiale archeologico frammentario di varia epoca, della già ricordata berizione comprendente i seguente testo: Vv. CUSU. CR. L. APA / PETRUAL. CLAN. Risultano così attestm i gentilia CUSU e PETRUAL e in via iporetica si potrebbe penare ad una pertinenza delli tomba alla famiglia dei CUSU. Mauro MENICHETTI 35 Ermers TOUT, jolt iu Le proposte di dutazione della Tanella di Pitagora: della Dennis 1878: età pelasgica, prima Clo: ica Î colo a.C. secolo > a anteriore nn RA école aC. a5. Ffinei v.sec . 1920: womsMono 1925: na N, Nerri R Axersınöm 1934 I secolo aC. . Minto 1951: IV secolo aC. o aC. Luau 1957: seconda metà IV secol secalo a.C. Dem. »-Quatemeen 1957: IV-IT Il secol a. o a.C. 1960: roman NELLt epoca Tors. BiancHi BANDI En * secolo ac, reni INI CHIARI 1975: I MATTE IV secolo MODONA 1977: seconda metà Neppiic. Orson 1982: | secolo aC. Corona 1986: TH secolo aC. tica. STEINGRABER | 993: fase medio o tardoellenis

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