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IN ESCHILO
Pererti A., La teoria della generazione patrilinea in Eschilo : PP XI 1956
241-262. | Dans l'exposé qu’il fait, Eum. 658, de la part respective des sexes
Hécatée d'Abdère, à celle de Grande-Grèce et au pythagorisme de Sicile qui
a pu influencer Eschyle pendant son séjour dans l'ile.
Nella scena del giudizio in Eum. 566-777, rispondendo alle
Erinni che sostengono i diritti di Clitennestra contro quelli del
padre di Oreste, Apollo fa sentire via via come & precaria e debole
la tesi in favore del suo protetto. Il dio cerca alfine di respingere
l'implacabile accusa lanciando ingiurie (Eum. 643 ss.) e ricorrendo
a espedienti (Eum. 657 ss.), che fanno tanto più trepidare per il
matricida e per i suoi interessi, quanto più appaiono indebolite nel
dibattito la posizione morale del difensore e quella giuridica di
Oreste. Apollo sostiene che non la madre ma il padre è causa della
generazione, e davanti all’Areopago presieduto da Atena si appella
all'esempio della dea che non ebbe madre, perché la sua nascita
portentosa convalidi la strana teoria della generazione patrilinea:
658 «Non è colei che chiamano madre la generatrice del figlio,
bensi la nutrice del feto da poco in lei seminato. Generatore è lo
uomo che la feconda, e la donna come ospite ad ospite custodisce
il germe”. *
Questa teoria s'incontra due volte in Euripide, Or. 552 e fr.
1064, e sull’ autorità di Aristotele si fa risalire comunemente ad
Anassagora, VS 59 A 107, dal quale Eschilo l’avrebbe appresa
1 Seguo la lezione xex)npéwn dei codd. FG e del Triclinio, accettata dal
Wilamowitz. In M si legge ñ xexAmpévov vÉxvovu toxetc, dove non si capisce
come fj toxeúg possa essere predicato né come al figlio sia meno proprio il
nome téxvov rispetto alla madre (cf. Euripide, Med. 1363 s.). La lezione î)
xeximpévov di M è conservata dal Mazon, al quale si tengono ben stretti i nostri
traduttori.
dans la génération, Eschyle ne dépend pas d'Anaxagore. La théorie en question appartenait tout d’abord à la médecine égyptienne, comme Vatteste
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Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)quando il filosofo venne ad Atene. Qualche secolo dopo ci ripetono
la stessa teoria Diodoro, I 80, 4 e Plutarco, de Is. et Os, 58, che
la dänno come propria degli antichi Egizi. Diodoro la riferisce nel
capitolo sul matrimonio e l'educazione egiziana della prole, per
spiegare perché in Egitto nessun figlio è considerato spurio, neppure se è nato da una schiava: xaôóhov yao daewWrguoi [sc. of
Aiyintiot] tov nuréga póvov altiov elvaı tig yevéoews, tiv dè
untéca toophv Hal yboav uévov zaggeodar tH Boéper “ai vv
dEvögwv Äggeva pèv xuhodor ta xapzopóga, Odea dè tà ui pégovta toùs xagmovc, Évavrios toic “Elnot (Jacoby). Il passo di
Diodoro risale, come è noto, all’opera perduta di Ecateo di Abdera.
che visitò I’ Egitto sotto il primo Tolomeo e compose una storia egiziana attingendo notizie da fonti indigene e da tradizione sacerdotale. Dei suoi Aiyuatiaxd sopravvivono parti cospicue negli estratti
che ne fece Diodoro per il primo libro della sua Bibliotheca. *
Né l’argomento biologico né la notazione linguistica, mi pare.
possono essere stati inventati dall’autore greco. Chiunque sulle rive
del Nilo avrebbe potuto smentire agevolmente le favole di uno
storico cosî incauto e fantasioso, anche alla corte di Tolomeo Sotèr
dove egli viveva. L’etnografia egiziana di Ecateo aveva un fine pra:
tico-pedagogico, mirava a cogliere della storia e della cultura degli
Egizi I’ aspetto esemplare, l’originalità e il valore paradigmatico
superiore. Mentre Erodoto si accontenta di osservare fatti e costumi,
e ne illustra gli elementi peculiari e talora stupefacenti, per contrapporli al diverso modo di vivere e di pensare che hanno i Greci,
in Ecateo ciò che è tipica manifestazione della cultura egiziana,
‘wird in ausfiihrlicher darlegung auf ihre möglichen gründe hin
untersucht’ (F. Jacoby. FrGrHist. Komm. 264 F 25, Ill a p. 79 s.).
Nel nostro caso, come ho detto, la teoria della generazione patrilinea gli servi a spiegare perché gli Egizi vó8ov è’oddéva töv yevvnSévtwv vopitovow, ob3° &v EE äpyvoovhrov unrods yevvnôf.
Il singolare costume, che contrastava con la norma sociale e giuridica del mondo greco, agli occhi di Ecateo non poteva essere giuF. JacoBy, Hekataios aus Abdera, RE VII p. 2758 ss.; W.
JAEGER,
Cf. Ep. Scuwarzz, Hekalaeus von Teos, « Rhein. Mus.», 40, 1885, p°
223 ss.;
cf. F. JacoBy, FrGrHist. 264 F 25 (III A p. 54, 2-5).
Diokles von Karystos (Berlin, 1938), p. 130 ss. Per il testo del passo citato,
LINEA IN ESCHILO
LA TEORIA DELLA GENERAZIONE PATRI
243
dottrina propria”
stificato in altro modo se non ricorrendo a una
o non avreb ”
mente egiziana. Se tale non l'avesse giudicata, Ecate
origine egiziana di
cercato nell’ uso linguistico una conferma dell’
avrebbe usato une
quella credenza nella generazione patrilinea né
costume socia e
teoria greca del quinto secolo quale attiov di un
dell’ antico Egitto.
che aveva radici ben profonde nella tradizione
mento reale
Che la notizia riferita da Ecateo avesse un fonda
capire non solo il connella storia della cultura egiziana, lo fanno
da questa ricca documen.
pier, I, Berlin, 1954, p. 2 ss.). Risulta
maudelus er
testo del cap. 80 e le sue notizie neoÌ vapor wui
35), ma anche i testi
Jacoby, FrGrHist. Komm. 264 F 1.6, Ill ap.
centinaia nei papirì
di medicina, trattati ricette diagnosi, rinvenuti a
di ricostruire la
del secondo millennio a. Cr. Essi ci permettono
i egiziani prima
terminologia e le cognizioni scientifiche dei medic
del Nilo (H. Grapow,
dell'arrivo dei Persiani e dei Greci sulle rive
in der Alten Aegy:
Anatomie und Physiologie, Grundriss der Mediz
è un
I
? uomo. Che
del seme nell’
i
la produzione
della generazione
tazione che i medici egiziani consideravano autore
seme {Grapow, Pp.
solo il padre: solo l’uomo infatti produce il
azione (Grp pe
s.), solo il seme dell’ uomo é causa della gener
il seme n cuore
89), solo nell'uomo ci sono i vasi che conducono
ti speci ci n n
nell’ organo del sesso (Grapow, p. 90). Tali condot
donna. L utero è bensi
esistono tra il cuore e l'organo sessuale della
esso sia aperto verso
la sede dell’ embrione, ma s’immagina che
cavità addominali ©
l'interno del corpo della donna, come le altre
e opinioni dei mee
l'esofago dove arriva il cibo dalla bocca, Quest
ano come je ore
egiziani sull’ anatomia € fisiologia umana spieg
e sia in i. ne
mitologia avvengano concepimenti per via orale
dalla donnail se o
per la generazione il modo come é accolto
(Grapow, P}
virile o la parte del corpo che da esso è fecondata
purificazione °
11, 90). Nella mestruazione non si vede che una
senza alcuna an
sangue, e con tale termine essa viene indicata,
N
misura
la
eg 12 ran a
anche
medicina
madre
i
l’idea
e
al
figlio
©
essa
presti
altra
nerazion € P artecip!
gener
che alla è
cosa
che
ın qualo raffronto con
logia
ana
x
D
.
NE
.
.
Tanto é lont
parallelo comune nel quinto secolo ai medici greci.
che
d alla
non sia nutrimento e ricetto. *
ili
è attestata anche oggi i P presso
1 La credenza nella generazione patrilinea
Pagina 3
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)dava come propriamente egiziana la teoria della discennza
patrilinea, senza dubbio Ecateo ignorava che la partecipazi
attiva della madre alla generazione e l’esistenza del seme fi vminile
erano state negate da medici e filosofi greci, i quali nel quinto
secolo avevano fatto di un'opinione popolare un problema bi logico
e lo avevano discusso con argomen
ti
scientifi
ci.
Egli
doveva
.
che
ignorare che, in opposizione agli atomisti e agli epicurei u vd
.
trina simile a quella degli Egizi avevano professata i pitagorici
vs
58 B 1 a, II p. 450, 1.5) e professavano al suo tempo ‘eli ae i
(VS 24 A 13, SVFI 129, 626). Per lo storico di Abdera. n o.
stante la sua dipendenza dalle discussioni accademiche s Ih
Stato
ideale (Jacoby, FrGrHist. Komm. 224 T 3, Hl a p- 33) conta so
prattutto il filosofo di Abdera, col quale mostrano tante cong N
ze gli estratti degli Aîyuxriaxà nel primo libro di Diodoro
(Ed.
war, p. 246 ss., K. Reinhardt, Hekataios von Abdera
ved Din
se neues, 47, 1912, p. 493 ss.). Infatti Democrito, creatore
pangenetica * circa l’origine del seme umano (VS 68
A 141, B 12), sosteneva che nella generazione padre e madre hanno
una funzione paritetica (VS 68 A 142.43). Agli occhi di Ecateo
la dottrina genetica degli Egizi rappresentava |’ estremo opposto di
quemto si era sempre pensato in Grecia, da Alcmeone a Parmenide
da Empedocle ad Epicuro, intorno alla duplice causa della
zione e al duplice contributo che i genitori ad essa recano a
| Se Ecateo fosse stato al corrente della teoria dualistica che nel
quinto secolo si contrapponeva in Grecia alla dottrina della f
zione paritetica dei sessi nella generazione
(VS
24
A
13),
la
ten.
denza panegizia dello storico non avrebbe mancato di sco ri
‘in
quella teoria un'altra prova della dipendenza dei Greci dall’ ine
n.
parabile cultura e dall’antica scienza dell’Egi
tto,
Tanto
più
he Pi
tagora gli avrebbe offerto la pid autorevole e convincente
‘media.
zione, sia per la leggenda dei suoi viaggi in Oriente e
dei suo;
pas
australi
ane
american
e,
come
nota
H.
Tnomson
, The Oresteia of
decollo an idee, 38), Il, p. 293 8. Rinvio al libro
del Grapow per i
dell'antico Batt,
ui ee aoeumentano le nozioni anatomiche e fisiologiche
menzionati in questo articolo sono desmnti' dalI libre
libro di E
E. Lee
Leskv, Die
pa Zeugung
biologie
sund
u.
Vererbungslehre der
Lit.
10
Mainz »,
Ant ike und ihr
Geistesu.
Sozialwiss,
Nachwirken, 9
KL,
1950,
« Ab h.
Nr.
Ak ade m.
d.
Wiss
ss.
19
LINEA IN ESCHILO
LA TEORIA DELLA GENERAZIONE PATRI
245
Isocrate, Bus. 28
rapporti con I’ Egitto, che Erodoto II 81. 123 e
= Diodoro,
conoscevano prima di Ecateo (cf. FrGrHist. 264 F 25
della dottrina egiI 69, 4. 96, 2. 98. 2), sia per la congruenza
e materia. Esso
ziana dei sessi col dualismo pitagorico di forma
sessi e ne determinò
infatti fu ben presto esteso al rapporto dei
rme al sistema pitale ris pettive fanzioni in maniera antitetica, confo
erata la prima come
gorico degli opposti, unità e dualità, consid
invece come prinprincipio maschile o causa agente, la seconda
cipio femminile o sostanza passiva. '
La netta separazione della parte spettante al
della madre nella generazione, attiva la prima
padre da quella
e passiva la seconda,
one comune in una
è fondata sull’ esperienza quotidiana, è opini
dei primitivi. Il
società con regime patriarcale e nei culti agrari
arate, il frequente paparallelo del grembo materno con le glebe
sprigionando dal
ragone del fallo col vomere che frange la zolla
mensa matrice, una segreta
solco scavato nel suolo, come da un'im
perspicuo signi.
potenza di vita, ed altri usi agrari di più o meno
quanto sia più antica del problema bioloficato sessuale, p rovano
gico impostato in Grecia nel quinto secolo la
credenza popolare che
dv and omegparov,
1 Diogene L., VIII 28 tà de La yevväodar EE
fa. td dé oméoua elvar otayóva
tiv dì 8% VS yéveow adbvatoy tpictac
tuúrs de eoopegopdvns
iyuegdiov mequéyovouy Ev Éavrù deopòv dtpov
agotectat,
bygov zai alpa
Th uitge and pèv tov éyeepérou Wyöga mai
aadat
roiyag xa TO Shov ovvior
EE Gy aágxag te zal ved ga xul dota wai
1-5).
yy xaì aiadyov (VS 58 B 1 a, ll p. 450.
oœua, Ind SF tod drpoò poy
rico (cf. p. 259 n. 1) sono sviIn questo questo passo dell’ Anonimo pitago
antitesi peripatetica eidos-ÜAn €
luppati elementi dottrinali piú antichi dell’
chiamare siculo-crotoniati o pitadel nvedua stoico, elementi che potremmo
ncefalo (Alemeone 24 A 13, ef. p. 260
gorici, quali l’origine del seme umano dall'e
virile (Diogene Ap. 64 A 24, A 28,
n. 4 di questo art.), l'Éuqutos Déoun del seme
zione (Ippone 38 A 13, Diogene Ap.
ef. p. 251), il dualismo dei sessi nella genera
della yovij maschile e della Toon
64 A 27, cf. p. 251 ss.), la funzione antitetica
la premipenza del cervello su tutti
femminile (Ippone 38 A 14, ef. p. 260 n. 1),
15, ef. p. 260 n. 2). Risulta
gli altri organi (Alemeone 24 A 13, Ippone 38 A
confluiscono dottrine biologiche
da questi raffronti che nell’Anonimo 5 8 Bla
44 A 27 e di Platone, Tim. 50 d,
e embriologiche attestate già prima di Filolao
del pitagorismo e dell’op91 d, anteriori insomma all’elaborazione accademica
to maschile ed elemento femminile.
posizione in esso immanente tra elemen
Pagina 4
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)fa causa della generazione non la madre ma solo il
padre.
dei verbi oxelgeuv e dgotv nel senso di ‘ generare' attesta
L’
che
nella formula contrattuale nalöwv En’ aodtw Ynotov del ain
monio in Attica, e 1’ antico rito della jerogamia, di cui Omero. à
125 ss. ed Esiodo, Theog. 969 ss. cantarono la mitica trasfien i
zione, mostrano che non c'era affatto bisogno dei fisiologi
neri
né
dell’ impostazione di un problema specificamente scientifico.
hé
del solco che nutre e fa crescere il chicco di grano si co losse i
Eschilo, Sept. 753, dove & accolto
ito
i
|
rapporto con aime solco muliebre, patods äyvav Koougav, come
o chiama
l’uomo (M. Nilsson, Gesch. d. Griech. Rel., L München Top
45 s., 110 s., 431). All’ uso peculiare dei verbi onelgew ed ts
in greco corrisponde nella lingua egiziana di molti secoli rime il
termine anatomico per indicare il fallo, attestato nei testi medici
del secondo millennio ma noto anche nella lingua comune: e so
significa propriamente ‘ marra ’, lo strumento agricolo usato in Egitto
per scavare i solchi della seminagione (Grapow, p. 85) Dal : ito
ierogamico delle remote eta alle speculazioni fisiologiche del Timeo
platonico, l’immagine di chi getta il seme nella terra ferita e sella
del vomere che la penetra per renderla fruttifera, “imboleggiando
con primitiva promiscuità umano-vegetale l'atto che propaga la vit
documentano non solo una mentalità patriarcale e agraria di hi
sente l’uomo come il detentore di una maschia vigoria ene ts |
ma anche |’ impossibilità di sentire la donna come causa della gene.
razione, capace di un apporto comparabile col valore e con la f
zione del seme virile.
u
|
Questa concezione dualistica dei sessi e della funzione rispettiva è ben antica e nota, come si vede, più antica e più nota del
teoria filosofica e biologica che anche Platone fece sua. * Nel £ 44
delle Danaidi il rito ierogamico trasfigurato miticamente da Omero
.
.
.
della scuola
i
i
] mediIca pitagorico
ita
Di crotoniate
8
nel sesto
e nel
n
* Tim. 50 d, 91 d. Che qui il pitagorico Timeo di Locri no
i
pragorica una dottrine propria dell’Accademia, ma ne attinga gli elementi dal.
ee nola erotoniate, : confermato da cid che egli dice intorno all’origine
dal
cane
penal
eal
midollo
(Tim,
73
b),
il
yéviuos
uveiög
(77
d),
che
scende
o e per la spina dorsale (91 b), Sv 81) onéoua ei
:
questa è dottrina di Alcmeone di Crotone e di Ippone di Reggio (ef E. Lesen
P: : 9 88.), rappresentanti
PATRILINFA IN ESCHILO
LA TEORIA DELLA GENFRAZIONE
247
iosa di eros cosmico che
. Cosi Eschilo fa parculmina nell'amplesso del cielo e della terra
e da Esiodo si tramuta in una scena grand
tion de la pensée
dicendo xúe (P. M. Schubl, Essai sur la forma
di congiungersi con la
lare la dea dell'amore: ‘ Ama il puro cielo
de la terra: la pioggia
terra, e la brama di contrarre nozze pren
ta la terra, € questa procaduta dal cielo fecondatore rende incin
e il vitto di Demetra, e per
duce ai mortali il pascolo delle greggi
il frutto degli alberi’.
lo stillante amplesso giunge alla maturità
nel grembo della terra :
È la pioggia del cielo che suscita la vita
ßoos maschile e nutrire i
questa non fa che accogliere in sé l’öu
dice anche il rito eleugermi della celeste seminagione. Questo ci
ndo te e poi alla terra
sino, nel quale si guardava al cielo grida
della generazione è solo
grecque, Paris, 1949, p. 206 s.). Causa
partecipazione attiva, €
il padre: della donna si ignora qualsiasi
del suo sesso nella genon si ha neppure l’idea di un apporto
nerazione.
107 è affermata per
Dire pertanto che in Anassagora, 59 A
etica dei sessi nella genela prima volta in Grecia la funzione antit
essere smentito ad ogni
razione, è constatare un fatto che può
nostra tradizione. Anche
istante da un fortuito arricchimento della
che nelle scuole mediche
se questa fosse cosi completa da escludere
avesse prevenuto em:
di Cnido o di Crotone o in Sicilia qualcuno
Anassagora, non si popiricamente le speculazioni fisiologiche di
ne reale della teoria
trebbe affatto asserire che la prima affermazio
rimasto il documento. *
dualistica dei sessi sia stata quella di cui c'è
figli avrebbe risposto imperturbato {dew udroùs
Ivntodg yevmjoas. Si
it. >», XV, 1934, fasc. 4-5, p. 362.
à Cf. G. Carocero, « Giorn. crit. d. filos.
di W. Jarcer, Paideia. 1, valgono
Le riserve metodologiche del recensore
fare il deus ex machina per risolvere
anche oggi che di Anassagora si vuol
evole e precaria dei presocratici.
i problemi posti dalla tradizione cosi manch
pochi giorni, Protagora 80 B 9 descrive
Parlando di Pericle orbato dei figli in
dvétin. Qualcosa di simile si
la fortezza del padre sventurato che vyzevdews
7, 6 ss.), che all’anunneio della morte
narra di Anassagora 59 A 1, A 33 (Il p.
dovrà
dei
e presuppone l’esempio di forza
conchiudere che l'atteggiamento virile di Pericl
mo dire che senza l’esempio di Anas:
dato da Anassagora? Peggio ancora, dovre
ad Eschilo l’änevdea thnomdgsagora non sarebbe neppur venuta in mente
rrivo di Anassagora in Alene, non ci
Soc in Agam. 429? Forse, prima dell’a
no virilmente la perdita immatura dei
furono mai in Attica padri che sopportaro
ag13, al detto di Anassagora ha cura di
figli? Meno mate che Diogene L. Il
Pagina 5
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LA TEORIA DELLA GENERAZIONE PATRIL
AURELIO PERETTI
o Greci esperti dell’egiziano (Kranz, p.
. i264 Fi 4, I ap. 44). 2
<
ist. Komm
amente
o,; Eum. . 657 | ss. dipende direttNat
s
e,, dire che Eschil
unque
us Dungu
di Ange De ed
ed esclusivamente dalla teoria genetica
( Ù on
nell’anno
lel quale non era ancora pubblicato il libro
di Anassagerds in Serie
L data di pubblicazione della Syngraphè
on
rmazion
mari
un’afle
ss.). è une
in, onore di C. Anti, Firenze, 1955, p. 235 ss.),
“
metodologica.
he sembra priva di base storica € anche
ca si enfond:
gica
f
ase filolo
base
delle fonti dossografiche ci dirà ora su quale
ariteti
zi ne parite
tà di Anassagora quando nega la funzio
l’asserita priori‘itd.
del padre e della madre nella generazione.
248
Il rito ierogamico, le sue trasfigurazioni poetiche
e cosmologiche, e
alcune espressioni della lingua greca, che sono
assai più antiche
dei testi letterari dove sono documentate, postu
lano naturalmente.
prima dell’impostazione di un problema strett
amente
scientifico, una
proposizione immediata del privilegio maschile
della generazione,
della causa della fecondità umana, della parte
passiva e ricettiva
della femmina rispetto alla vigoria genera
tiva
del
maschio e alle
energie falliche che da lui si sprigionano nell’acc
o ppiamento,
C'è di più. Chi potrebbe affermare che dell'antica
dottr
ina
data
per egiziana da Ecateo, e confermata nei testi
medici
dell’an
tichissimo Egitto, mai nulla sia trapelato nella koine cultura
le di Naucrati e di Cirene, onde rifluí in Grecia tanta
parte della cultura del
ibuziione della nota dottrina ad A
Occorre premettere che l'attribuz
è riportata de dr
sacora non è affatto sicura come si crede. Essa
Erodoto, sono come lui informati dell’ Egitto,
soprattutto, intorno
a riti religione costumi vocaboli geografia sincre
tismi
città
confini
di questo paese (W. Kranz, Stasimon, Berlin
,
1933,
p.
98 ss.). Sa
rebbe dunque strano che Ja dottrina egiziana della genera
zio ne patri.
linea, alla quale ha tanto interesse il poeta in
Eum. 657 ss., fosse
ignorata da chi conosce dell’ Egitto tante cose peregr
ine, quali le
sorgenti e il corso del Nilo (Prom. 809 ss. Per. 311,
Suppl. 281
ss.), la causa delle sue inondazioni periodiche
(Suppl. 559 =.. fr.
300), gli onori divini che vengono tributati al
fiume (Suppl. 879)
il magico potere delle sue acque (Suppl. 854
ss.).
celebrato negli
inni rituali (Suppl. 1025 s.), di cui risuona l’eco
nel saluto di C
tennestra allo sposo reduce da Troia (Agam. 896 ss).
Se ne deduce
che, se Eschilo ignorava l’egiziano non meno di
Ecateo
di Abdera
i loro informatori furono certamente Ezizi che conos
cevano il greco
e il vareviéoc Gvarthivar rapgiungere la notizia che esso era attribuito
anche a Solone e a Senofonte, facendo intendere che l'énévôeux tinoxdgdiog
presentarono un ideale morale
ben
pif
antico
di Pericle e di Anassagora. Lo
documentano, prima e meglio dei raccogl
itori
di aneddoti, le figure incise su
stele e quelle dipinte su vasi funebri in età
arcaica (Ep. FRAENKEL, Aeschylus,
Agamemnon, Il, Oxford, 1950, p. 225, comm. ad loc.).
fisiologi, oppe N i A © i
er
dinat:
cioe "1
<
r
bo
Sa
|
in
tel
via
subordina
ta.
izione entra nel testo | ar istotelico
uesta proposiz
“
ione progamic
en spiegare la tesi fondamentale dell’opposiz
ome. Meà
siologi senza nome
ra e ad a Itri fisio
gora
ti buita ad Anassago
che è attri
ip le
cipa
tesi aprinc
suono lavo
sono tutte di Anassagora le déba. che segu
n
e dei fisio og
O non sarà forse qualcuna di esse peculiar
il
rmi esne P progaferm
ti? Un nesso necessario fra la tesii della
yüg che
la presenza el yao
mica
ica e le ô6Eu che seguono, nonostante
le introduce, mi pare che non ci sia.
‘ oe
orio, ater
Nel passo di Aristotele appare comé access
imo peso e rihes
id che in Eschilo e in Ecateo ha mass
1
solo il ricette.
ioè e
‘ proviene dal maschio il seme, la femmina offre
N
e a Ì Nn
si determini in sede uterina, come insegna “pe
terno, come sostiene Anassagora con altri
proga: ses
e ambiguo di éétar circa la determinazione
nucı bar
VS 59 A 107 œaai yüg of pèv Ev tots orög
TWV Gnai ETEPOLn
i aiaydgas B
“Avak
ofov
He., ofov
w eùùvs
(
iimo
€
m Evav
tv
7 eue ‘sean M
héyov' yiveodat te vdo ax on eea
|
Deki,
Ex toy
yey
upéyerv TOV TOMOV, wat elvar
rà en gere hi u
din Ex tOv ÄgıLsTeg@v, xal ts botegas
me un
Setroî: elvar, ta Sì Oúhea Ev tots dovoregoïs.
sen =
Aristotele si propone & questo: se la differenziazione
o ne Br me
già nel seme dell’uomo, prima che esso sia accolt
în un sommes ren
stotele, de gen. anim. IV 1, 763 b 30,
Nilo? Se Eschilo fosse stato un poeta incurioso
di usi € costumi
egiziani, e l’elemento esotico fosse irrilevante
nelle sue tragedie, si
potrebbe immaginare che della dottrina professata
dagli Egizi non
gli importasse affatto, non che la notizia di essa
egli abbia voluta
e cercata. Ma pochi altri autori dell’età classica,
nessuno prima di
Pagina 6
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LA TEORIA DELLA GENERAZIONE
AURELIO PERETTI
250
n spora né dei fisiologi professanti la stessa
Ch
,
.
.
saro culte vo
leggi genetiche riferite da Aristotele non
Noose non dal
vh
toig Sekois
Cy
wie
Ex TOY douoteady sic
ementari le une alle altre.
della determinazione del sesso.
Gnd thy Goroteody, arr
tele nomina solo i
&tegoı tv pvorohóyov che creparticolare. Anassagora è scelto tra
progamica, mentre Empedocle
dono nella teoria della differenziazione
th prog. Tra questi ultimi
e Democrito rappresentano of 8° &v
A 54, B 18, che non & nomicera, per esempio. Parmenide 28
è messa in discussione nessuna
nato da Aristotele perché di lui non
28 A 53, B 17 credeva prima di
tesi peculiare. Epp ure, Parmenide
a di destra o sinistra come
Anassagora nella distinzione anatomic
à e confuterà qualche opinione
presocratici di cui appresso discuter
e Aristo
che nella presentazione delle due teori
modo unitario, vediamo
Se ora esaminiamo l’intero passo in
dî dy
Bovey aad zv delubv siva, TO dì
’Eureboxkéa nai Anpoxertov.
TÔ HEY
ard 76yos xai mods rove Aéyovrus
secondo destra o sinistra: 6 8°
zal TELS
altri fisiologi.
seme, come dicono Anassagora è
la femmina offre il ricetto.
1) il seme proviene dal maschio,
destra o sinistra onde proviene il
2) il sesso € determinato dalla parte
tra per le femmine.
seme, destra per 1i maschi e sinis
determinata dell'utero,
dell'embrione si sviluppa in una parte
per le femmine.
a destra per i maschi e a sinistra
renziazione dei sessi si compie nel
764 a 1-7 teoria metagamica: la diffe
l'utero, come dice Empedocle.
canismo dell'émxodreuu termica, la quale
1) Empedocle la spiega col mec
sangue periodica.
sarebbe condizionata dal fiusso del
prenell’ imuodtera di un quid generativo,
2) Democrito ne cerca la causa
sesso.
e e prodotto dai rispettivi organi del
sente nel seme del padre e della madr
spiegazione di Empedocle.
764 a 12-21 critica e assurdità della
ina di Democrito.
764 a 22 ss. confutazione della dottr
ale
dottrina della differenziazione sessu
765 a 3 ss. ripresa e critica della
esiste già nel
: la differenziazione dei sessi
763 b 30-31 teoria progamica
763 b 27-28 si pone il problema
genetiche inerenti a quella teoria € compl
:
Esso si articola nelle parti seguenti
rio, come un sistema di leggi
non è da considerare in modo unita
dal contemporaneo di Agril’esistenz a del seme femminile ammessa
differenziazione dei sessi. fagento, ponesse in sede pr ogamica la
co i nsito nel seme virile,
cendola dipendere dal fattore pneuma-termi
fin dalla nascita (VS 64 A 28).
dall’&apvros SéQun propria dell'uomo
sulla determinazione progamica
Comunque sia, il passo di Aristotele
sinistra, che è data
Regs, il avale piragorieo ppone 38 A 13, detto di Samo
o di
Lo
Ti quale
mò non essere la madre ma il padre causa
tieren wone: ce tuttavia non riconosceva le altre
leggi, in
parti are quella ° a provenienza da destra o da
War nern la
via pe sore ii piü testimoni. * Diogene di Apollonia
64 A 27,
del pari che a epe in Atene al tempa di Pericle,
sosteneva
co pari palin rene solo dal padre. Se egli ammettess
e
la distinp ‘ gamica del sesso, Censorino, 5, 4 non
en i accettò dal suo maestro Anassagora
propria dottrina della natura pneumatica e del.
el seme virile (E. Lesky, p. 123 s.). Poco si sa
dl
one dane provenienza del seme, cosi
diversa e ideal-
Peo eae
pena are
Sela deli ina genetica di Diogene, soprattutto
perché
nel
trattato di
he ere po emica dell’autore si appuntano contro
i presocravoce. prelude ‘a teoria aristotelica della generazione, alla
quale inee rende
ant spesso e con intime consonanze
quella
dell’Apolpue i si enzio di Aristotele
a
questo
riguardo
prova che in
2 N ne eit vedeva un precursore (cf. E. Lesky, p.
124 n. 2).
Ora
Dione ean DA „Portanza del concetto dell’éupurov Deopóv,
che
a ermato da Empedocle 31 A 81, B 65. vien
quale importanz
ve
a per la “determina
man
azione
ne del
del ee
sesso
O abbia
abbia iniy And
Aristo.
tenon un m 1, 766 a 18 s., b 16 ss. il principio
delaie
edere che l’eclettico di Apollonia, proprio perché negava
,
vi
&
t Diogene L. Il 9 toa yiyv
eodaı ëE byooù xai yedSoug, Üoregov Si
r soi coevo. spa
ha
iv, lea SE dad tüv doioreoë
59 À 1, Il p. 6 650° amo vév desud
tà
gua
1 88 HEQdy Gnongidev TO oné
(VS ò vevioda p. 6, 8); Ippolito, Refut. 1 8, 12 toa Sè tiv pay some
ivo
hv év
dox
he x setpa perd tora de è dA ov xaì dopevas ev viveoda Gran
» rav
mégeor ri
solindi,
in
17 15 68)
6-8);’ PAAezio
è Gilea xatà robvavriov (VS
v7 , «Aya
mèvpèv ènÈ59 AWü 42 , Il =p. vasayogas, [logueviôns 6 tatà
‚
ray Bets [sc. onéouata]
xora élec da els tà Sed uéon tic ieoor
~
2
ta doroteod. el 8’ évallaye
yi eoda , ea (VS
Boññc,
ñc, yiv
yeinh tà tig zaraaBoñ
A 53, I p. 227, 9-12); Censorin
o 6, 6 ‘ex dextris partibus orafuco cing
12);
mares gigni, at e laevis
feminas A nazagoras Empedoclesque consentinnt* (VS
31 A 81, Ip. 300, 245),
Pagina 7
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*
leggii genetiche
i
riferi
iferi te nel passo aristotel
ic
tel
telico
progamica e quella della generazione
0
ii
“
deRIpe
1 tú
tú
253
Refut. 1 8, 12 cita
la terza di quelle riferite
enide
izione è confermata
che siano diversi anche per Ari1 Che i sostenitori delle tre leggi geneti
medesimi seguaci della teoria princi.
stotele, cioè non siano volta per volta i
TÜV pvaokóyov, professanti la teoria
pale, olov ’Avakayöous ao ÉregoL
rito, si deduce anche dalla confutaopposta a quella di Empedocle e di Democ
rice del sesso secondo destra o sini»
zione aristotelica della dotirina differenziat
omento di Aristotele non è rivolto ai
stra (de gen. anim. 765 a 3 ss.). L'arg
s nai Eregot TOV œuaiokdyuwv, dei
sostenitori della teoria progamica, ’Avafayögu
seguiva la legg e secondo destra o sinistra,
quali solo Anassagora (cf. p. 252 n. 1}
quale ultimo n on aveva nulla da vedere
bens { ad Anassagora e a Parmenide. Il
ra né con la pri ma delle tre leggi, ma
né con la teoria principale di Anassago
na confutata da Arist otele, e sostenuta da
professava | a teoria metagamica appe
menti differentissimi.
Empedocle e d a Democrito con argo
Ippone 38 A 14, Empe:
professata da Parmenide 24 A 54, B 18,
ione metagamica del sesso,
stesso modo, la teoria della determinaz
a 53) e all’altro (VS59 A
e Anassagora per attribuire all’uno (VS 28
non quella che toglie alla
111) solo la seconda legge e la terza, ma
e (cf. p. 250 n. 1). H sidonna la funzione paritetica nella generazion
non è che la conferma di
lenzio di tutti i testimoni dopo Aristotele
orre: non essere la prima
ciò che il testo aristotelico faceva supp
che seguono. bensi
specificamente anassagorea come le due
legge
tel
ammettendo con Anassagora
professata dagli anoni mi fisiologi che, pur
la spiegavano con argomenti
la teoria della determinazione progamica,
del seme femminile (Diobiologici diversi, chi negando l’esistenza
contributo del medesimo alla
gene Ap. 64 A 27), chi annullando il
renziando sessualmente il
generazione (Ippone 24 A 13), chi diffe
0 sinistra, sia dell’ organo
seme in una parte determinata, destra
a 59 À 1. 42. 107). Allo
genitale dell’uomo sia dell'utero (Anassagor
il quale cita insieme Parm
da Aezio V 7, 4 (Dox. Gr. p. 420),
nel passo aristotelico (VS 59 A 42). Questa restr
di Anassagora solo due leggi, la seconda e
condo destra o sinistra (VS 59 A 1). Ippolito,
are accanto alla dottrina
mario di Aristotele il nome di Anassagora comp
ogi.t Diogene Laerzio Il 9
dualistica dei sessi professata da alcuni fisiol
renziazione sessuale seconosce di Anassagora solo la legge della diffe
secondo destra o sinistra, ma anc he perch
é soltanto nell'ambiguo som:
LINEA IN ESCHILO
LA TEORIA DELLA GENERAZIONE PATRI
.
AURELIO PERETTI
252
Solo
sn
l-e nellaà seecondat (metagrami
amica)
.
perché ad essa non sono affatto condiziososp etto la prima, non solo
agorea della determinazione pro:
nate, come ho detto, né la t eoria anass
della differenziazione sessuale
gamica né quella dei pari autentica
a
-
determ
inant
e
del
sesso.
Se
poi
i confrontiamo il modo come Aristo
aan
tele es Pene ira
i
teoria,
i
dalla
presen
tazion
e
della
second
a
che le 86€a1 o leggi
rai su cui1 es
i
ioë
i .
pedoclet
po
e e di
s Democrito,, posso
ssono
n “essere
essere dispar
dis
dispara
ate.
te emd
irriducibili
e
N brune amtietiche, come quella della sede
anatom
ica secondo dest à
ae vs telle prima teoria (proga
mica) con Anassago
26 À 58. BT
:
con Parmenide
he
an
:
Fenunciazione 763 b 30-31 della t eoria proee ica vale per ‘ Anassagora e altri fisiologi ?
in bloceo, ma non
N rmano u na dottrii na organii ca néé sono compleme
ntari a quella
j
cei HE
| Tanto è vero ch €. subit
n.
nm
bi o adopo l’enu
: tre leggi che la seguono *.
azione
ria metagamica: 764 a 1 oi 8 èv th ur
Odneg “EunedoxAîs, Aristotele non ha potut
iI meveuriene
riferit
lell'èéxixo
dell’
ie
n ‘ dtera termica senza sottol
oline
i areà con
con puoi
[sc.
i
an
‘EuredoxAijg]
denti
quest
a tàdisti
delnzion
suoe sostenitor
oe
e col filosofo a ppena nomin
|
i ato. Poichè
Trannies 768
on è stata fatta dopo l'enunciazione della teoria
a 30, nonostante la fama di Anasssag
agora
e limp one
stazione che eglii fece del problema scientifico, vuol dire
che
a lui condivise tutte le leg
| e dopo nel testo
D
ari
testoari
7
gi genetiche
.
‘ stotelico. Questo procedi mento,
nomi
di
rocedi
.
minar
prima
un
c
.
P
Laola o
una scuola presocratica, per esem io Ana
:aposcu
:
nassagora € i fisiologi in ge.
Pp
nere, e di.
nere, e aten ere all’enunciazione della
loro
dottri
na la discus
slo supe ie e problema controverso e variamente
risolto all’interno
. del gruppo an:
nonimo, — quale sarebbe n el nostro caso o il probl
ema
del
minile (cf. Ippone 38 A 13), o quello della prove
nienza
da destrnee
ode
a o att
sinists
ra (cf. Parmenide 28 A 53. B 17) . che è discusso
&
anim, 65 a 3 ss. dopo la confutazione della teoria
mei
enica
tagam
ci —,
i; è usato da Arist
i otele altrove: lo ha provato per i pit
g
ne impanaro Cardini, «La Parola del
Passato». X 1955 Pos
elie tr e
ne
dei sensi
4 Ciò Avg
si vede dal confr
onto
dei
presoc
pr
ratici
ici
profes
santi la dottrina dualisti
PRE Dae © Diogene (ef. p. 250)
seguo
no la teoria della derniere
pm
par
a
parte,
la
legge
della
differ
enziazione sessuale secondo destra
E Leu D Sen nie da Anassagora Parme
nide Ps. - Ippocr
ate
Leofa
ne
(ef
+
61), dei quali solo Anassagora avrebbe profes
sato la leonie
ria
della determinazi
;
inazione
(-3
deduce ch e quest’ultima non è affatto
toipatrilinea, Se . ne
subordin ata o condiz
+
ionata alla prima,
; a
mente anassagorea
sicura
& invece
Pagina 8
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LA TEORIA DELLA GENERAZIONE PATRI
AURELIO PERETTI
254
docle 31 A 81, Democrito 68 A 143, è spiegata con argomenti biologici diversi e talora opposti, come quello del seme unico in Ippone
(cf. E. Lesky, p. 28) e quello del seme duplice negli altri.
Di Parmenide 28 B 18, 24 A 13 è nota la dottrina paritetica
dei sessi, dal suo frammento tradotto in latino (cf. E. Lesky, p. 46 8.)
e dalla testimonianza di Censorino 5, 4, onde risulta che l’Eleate am.
as in slo
.
mi pare sia una Su}
avessero ress
sr zon
(H. Die 5, or or
me n i
ey gemll Mini
(ef. Dies, Dos:
, 98: teo
i
;
37 n. 1); Censorino 6,8: sistema reBande 31 oor GEE Leer, p.
44 sa);
28 A 54 (cf. E. beste. .mn
i
cenziore dell’ereditä attribuito a Parmenide
“
5 (cf. E. LesKy, p.
Censorino 5, 2: scambio di rubrica con 6,
Censorino 6, 7: teoria termica recenions stride
nide
nistra, attribuitaa Empedocle anziché a Parme
minazione sessuale secondo ro
4 Censorino 6, 6: teoria della deter
ti di Teo rasto § Nt
solo nelle Duowév döfaı, ma anche in tratta
gay «mee oy na
sofo di Clazomene, quali i libri 190s “Avabayo
Laerzio 42. N oe
Eayógov, registrati nell’elenco di Diogene
e sicure Pr de
donio né alla fonte di Ippolito mancavano notizi
ione pop n
su Anassagora e la sua teoria della determinaz
onio e al suol discep |
sesso. Se in essa vi era una Séta che a Posid
Anassagora ; par
Berlin, 1879, p. 184, 224). E noto che di
la fine del secondo e l’inizio del primo secolo a. C.
n
r
famosa Eschilo ed Euripide, sia stats e
ssago
Imente taciuta dai medesimi dossogran C
e le fonte di Diogenes
tribuirona più volte la seconda e la terza. Trann
definitiva poni lo
e di Ippolito, come si sa, essi dipendono in
dai suoi Ù 200 i
per la mediazione dei Placita vetusta compilati
nota in Egitto e
stotele solo la prima, benché fosse
r più
izin IE
a
perche delle tre leggi genetiche esposte da ar
futile e artificiosa,
e per l’Anonimo pitagorico citato dal Polistore,
VII, p. ° à a
(O. Regenbogen, Theophrastos, RE, Suppl. - Bd
q ve
tica, e oe
biano tutti mutilato della medesima legge dualis
e, ed a ae voluto
la dottrina di Anassagora intorno alla generazion
Diogene i po oma
invece farne testimonianza solo per Ippone, per
rivate per diverse vie dalle perdute prends DEN
dossograt so una dot
né della mancanza di qualsiasi accenno nei
agora. I e nr
trina dualistica dei sessi professata da Anass
i e in vog | diversi
in un’opera tecnica come il libro de die natal
agora e cosf gra m ne
fraintendesse più volte il pensiero di Anass
ee
duinen. m
da attribuirgli la dottrina opposta a quella
perché si p tane
una supposizione troppo comoda e sbrigativa
e
certo immane: na
tare. Di errori e confusioni Censorino non è
disponevano di fon
Diogene Laerzio e Ippolito e Aezio, i quali
e deelico, en
ee
j del sommario a ristot
it varie
7 e molto più ricche e più
notizi
metteva l’esistenza del seme duplice. Perciò l'accoppiamento di Parmenide 28 A 53 e di Anassagora 59 A 111 nella notizia di Aezio
V 7, 4 intorno alla seconda e terza legge genetica, mi pare assai
significativo: esso convince ormai che non è fortuito il silenzio della
dossografia anassagorea intorno alla prima legge genetica, documentata
invece per altri presocratici, Éregor ròv gPvo.oldywv, come Ippone
e Diogene, tanto meno importanti di Anassagora € citati cosi di rado
dai dossografi.! Ma c’è di più: nella tradizione dossografica c’ è chi
mette Anassagora tra gli oppositori della prima legge, insieme con
Alcmeone Parmenide Empedocle Epicuro. In due passi distinti, e in
capitoli distanti, Censorino riferisce:
5, 3 illud quoque ambiguam facit inter auctores opinionem, utrumne
ex
patrie tantummodo semine partus nascatur,
ut
Diogenes
et
Hippon
Stoicique
scripserunt, an etiam ex matris, quod Anaxagorae et Alcmaeoni nec
non Parmenidi
Empedocl
ique
et
Epicuro
visum
est
(VS
24
A
13).
6, 8 Anaxagorse autem eius parentis faciem referre liberos iudicavit,
qui
seminis amplius contulisset (VS 59 A 111).
Dire che Censorino ha frainteso la dottrina di Anassagora perché
arila sua testimonianza è in contraddizione con Aristotele, de gen.
anim.
IV 1, 763 b 30 s., è un'affermazione che non tiene il debito conto,
come ho mostrato, né del carattere ambiguo del breve
sommario
stotelico né dell'autonomia delle tre leggi genetiche in esso riferite
1 Non si sa se l’accenno
di
Eschilo,
Eum.
658
ss,
sia
l’unica
eco che la
dottrina di Ippone e di Diogene ebbe al tempo
di
Pericle
fuori
dall'ambiente
scientifico. Se vi era in Atene uno a cui la loro dottrina
dualistica poteva
interessare, e anche recar giovamento in campo politico.
questi era Pericle.
Il quale, cresciuto in mezzo all’aspra
reazione
contro
gli
Alemeon
idi e figlio
di quel Santippo che fu bandito nel 485 perché era cognato
e seguace di
Alcmeoni
di,
avrebbe
tratto
vantaggi
o
da
una
teoria
biologic
a che, proclamando
la generazione patriline
a,
spuntava
un’
arma
temibile
in
mano
degli
avversari
politici. Quest’arma fu usata anche da Sparta (Tucidide,I 127), fino
all’ultimo
inverno prima della guerra del Peloponneso.
Pagina 9
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PERETII
non sarebbe sfuggita né apparsa irrilevante, questa doveva essere la
prima delle tre leggi riferite nel passo di Aristotele: essa infatti è
l’unica delle tre che è entrata nella dottrina stoica, negatrice della
funzione paritetica dei sessi (cf. E. Lesky, p. 168 s.). essendo professata da Zenone SVFI 129 e da Sfero SVF I 626, come ci attestano Aezio V 5, 2 e rispettivamente Diogene Laerzio VII 159.
Nel passo già citato da Censorino 5, 3, in VS 24 A 13, si afferma
che gli stoici in generale professavano la dottrina dualistica di Ippone
e dell’Apolloniate, mentre Anassagora sosteneva quella di Alemeone
e di Empedocle, E Censorino attinge le sue notizie dai Placita vetusta, sia pure con la mediazione di Varrone (Regenbogen, p. 1598).
Dunque, anche per chi sente tuttora il vincolo dell’ipse dixit,
mi pare sia possibile accettare la duplice testimonianza di Censorino
senza dar torto ad Aristotele. ! Restringendo la legge del dualismo
genetico agli Eregoı t@v pvorohóywv, in conformità con la tradizione
dossografica che 1°attribuisce a Ippone, a Diogene di Apollonia e
all’ Anonimo pitagorico citato dal Polistore, non si contraddice ciò
che della dottrina di Anassagora sulla generazione è peculiare e fondamentale, per concorde testimonianza di Aristotele e dei dossografi :
la determinazione progamica del sesso e la differenziazione sessuale
del seme secondo la provenienza da destra o da sinistra. Se non
che Anassagora, pur rappresentando in Aristotele la teoria progamica
contro Empedocle che sosteneva quella metagamica, non fu affatto
l'inventore della seconda e terza legge, per cui la differenziazione
e lo sviluppo del sesso si compiono in sede determinata, destra o
sinistra, dell’organo maschile e rispettivamente dell’utero durante la
gestazione. Altri prima di lui aveva affermato la stessa differenza tra
parte destra e sinistra, per esempio, Parmenide 28 A 53, B 17. I
seguaci di Pitagora * avevano inserito nelle loro categorie di opposti.
* Questo ha tentato già M. WeLLMANN, Spuren Demokrits von Abdera im Corpus
Hippocraticum, « Archeion », 11, 1929, p. 315 n. 90, che vedo citato in E, LEsKy,
Pp. 55 n. 1. Il Wellmann attribuisce la prima legge al solo Diogene di Apollonia,
ma senza
argomenti
validi
a
provare
questa
sua
opinione, come scrive E. Lesky:
‘so kommt auch M. Wellmanns
Anuahme
nicht über eine Vermutung hinaus’
Di qui & nato il mio articolo.
? La decade delle opposizioni pitagoriche
è riportata da Aristotele, Metaph. 1 5, 986 a 22 ss.: le coppie ‘ destra-sinistra'
e ' maschio-femmina’ occupano rispettivamente il quarto e il quinto posto (VS
LA
LEUMEN
LR
MA
da duplice equazione
collocandole proprio l’ una accanto all’ altra,
è implicito un giu: ze
+ destra-maschio ’ e * sinistra-femmina ”, dove
incompletezza per ze
di valore per la prima e di impefezione €
“
entrò per Ja prima
conda (E. Lesky. p. 39 s.). Con i pitagorici
nza popolare, che cre €
in un sistema scientifico una nota crede
come attestano | alcune ont
stata accolta dalla medicina indiana,
t, « Abb. Sachs. ee
orientali (E. Windisch, Buddhas Gebur
e da Parmenide,
o da sinisira, essendo professata sicurament
appare
Tra il sesto e ; 1 no
Wiss. », Phil-bist. KI., 26, 1909, p. 19).
la provenienza a es
secolo la teoria dell’origine dei sessi secondo
ile è invertita, Rene
questa direzione normale del seme masch
|
del duplice seme ne
congiunta, se non condizionata, alla dottrina
zo ANIL
sario per la generazione (VS 28 A 54, B 18).
agora 9 È . ik
Sia per Parmenide 28 A 53 che per Anass
i la medesima ° I
citati insieme da Aezio V 7, 4 come professant
a scende nature mene
genetica, il seme maschile proveniente da destr
e da sinistra ae a
nella parte destra dell’utero, e quello provenient
organo femmini i *
per naturale impulso nella parte sinistra dell’
cid che proviene da
passo di Aezio, cioè se Va a sinistra dell’utero
un prodotto di sesso
destra 0 viceversa, dall’incrocio delle parti si ha
yiveodar Ündeu.
femminile: ei è’ évalhayein tà tis xaraBorîg,
452 ne 2). Qui vom ‘ se
storico, 1l, Firenze, 1938, p. 330 s.,
opposizioni non siano Fret ot del
58 B 5, Ip. 452, 40 s.). Che le serie delle
rizzanti, ma risalgano #1 È rte
recente elaborazione di accademici pitago
aggiunge soe intor ane
pitagorismo, si deduce da ciè che Aristotele
questi avrebl e me nei te
senza determinare nettamenic le categorie,
e il loro dominio ne A ee
pitagorici la dottrina delle opposizioni
ocie 31 B 1255 ea Ban
Dieci sono le coppie di opposti in Emped
O, La filosofia (a rece ee non
carattere pilagorizzante (ZELLER-MONDOLF
e
luppo
ne di
decade pitagorica,
il tempo o il modo come si formò la
già nel sesto seco 7 ee
della dottrina pitagorica delle opposizioni
rro, up 321). Quan ee
Alcmeone e di Epicarmo (Zever - Monpo
nkoriei o oe he
re D
subito dopo aver citato la tavola delle, poi
che ve
ri
de
opp sti
Alcmeone abbia derivato il principio degli
r mage TouroU vunBi a
versa (zai vor obtos ug’ Exelvor À éxeivo
ulov (vEog, m ee nes
voörov zul yag éyévere thy HArxiav "Ahru
p. 67 ss, 134 e. 255 s2.).
ak Filoles © a sccademici pitagom
or
e i conte
yvisare
na
si
i ne
i
sogenannten Pythagoreer, Halle, 1923,
ant RE Five, Plato und die
Pagina 10
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)euia
il Diels
se Dox. Gr. p. 194 ha riconosciuto una corruttela del
testo:
io ve Mi $Aea, fondandosi su un passo di Lattanzi
o. d
7
,
,
.
.
ee
a
°
che spiega il. meccanismo
dell’intersesso derivante, dall
PI
| ezion e incrociiata del seme (cf. VS 28 A 54),), egli
ha
ssto ;di
eggere aponvoöfhea. . Secondo questa congettura,
a, Parmenid
Mee Aves
n
sagora
avrebb
s
ero insegna
gnato che,
ch quando la direzione
| del seme
em
ee
maschil
peer
n sede uterina, il prodotto maschio ha caratteri seconda
ri
.
.
minn eLi predetto femmin
a ha invece quelli maschili. Se non
ce cone aBe en visto
i
E. Lesky, p. 46, questo sistema non quadra
ella determinazione metagamica del sesso e del duplice
seme n che fu professata da I armeı
Tr
1 ide . Cid
I
tanzio
che
at
FAI
in
r iferisce
fi rı
manlera anonıma intorn 0 all
Intersesso, r 1Sp
pecchia una
1
fase di ulteriore
}
ppo o del
svilupp
del princip
principio secondo destra o sinistra, che Parmenid
ee
nassago
ra avevan
no sep
applicato o alla
alla differen
diff
ziazione
lazione dei sessie
saN ha indotto | l’autiico dossogr
g afo ad allinear
al
e e in
insie
me
i
de presoc
due
presocraratic
tici, nella notizia fe:
riferita da Aezio 7,4?
4
°
Lel
oro
teorie,
i
pr PP
dosi nella determinazione progamica o metagamica,
coin.
cidon
e un
no in
wi Punto fondamentale: ambedue fanno dipendeere i caratter
i
eos
.
secondarii ‘ sesso, cioè
!
la somigli. anza col padre o con
la
mad
ek
a sede de stra o rispetti ivamente sinistra che
1’
embrio
ne
occu
ps :
ero. Quando il seme maschili e scende nel grembo matern
o con|
dre
direzione i nerociat
i a, non solo per Parmenide ma anche per Anas
a funzione |della madre non è affatto passiva:> sull’
sull’ embrii me see
c
e
sviluppata
atto
piu
tardi
€
nei
P a rt ico] ar 1
ch e
st
} egoon
o
ve
In
l azione attiva dell utero
€ ristretta a 1 caratter
8 econdari N
Lattanzio.
sualm
ente differenziato ella agisce imprimendo
el
wen
i
caratter
i
seconda
econd
ri
so, conforme alla terza legge
gge genetic
geneti a riportata da Aristote
le
I
e
Il
mad
.
subordinata e condizi
differenziat
ondizionata a quella del seme maschile progamicamente
:
ves
c la prima
sto con
leg ge °genetica che
iato, non toglie il contrasto
aar e una funzione assolutamente passiva e ricettiva
5
ealla
di egna
ospit
e nutri
mediante
il
seme
femminile,
non
vedo più.? dopo quanto
,
i
rice,: senza alcuna a inter
ferenza di carattere sessua
es
le.
Il contrasto della seconda e terza leg
in Anass
Win
eagora che in Parmeenide,
nid » a appunt
into oPerche
ambe
perché
é ambed
due wn
ue
condi.
nee opini
noon e della dirett
i
a partecipaz
ipazi
ione
della
madr
e ad una
pena Revan da cui la prima legge la esclu
derebbe asso€ questa partecipazione materna si compie pe r
|
Parmenide
LA
TEORIA
DELLA
in
ESCHILU
493
anim. IV 1, 763 b 30,
GENERAZIONE PAIRILINEA
o intorno al passo aristotelico de gen.
si & dett
ianza di Censorino 5, 3, che
perché si debba respingere la testimon
enide 28 B 17 sull’esistenza
nde ad Anassagora la dottrina di Parm
este
13), riferita da Censorino 6, 5 con
del seme femminile (VS 24 A
distinzione di sostanze propriamente
tutta fedelta (VS 28 A 54). La
specifici che a destra o a sinistra
595. è un'ipotesi
sesso, come pensa E. Lesky, p.
maschili o femminili, di alimenti
e lo sviluppo dei caratteri secondell'utero favorirebbero nell’embrion
che assone
à Dio — materia,‘ la proiezio
dualità,
dell’antitesi un—it
dari del
ex machina, priva comunque di
miglia a un espediente o a un deus
Censorino 5, 3 alla nostra
quel sostegno dossografico fornito da
rita nel passo aristotelico.
interpretazione della prima legge rife
e Eumenidi, quanto appare
La dottrina accennata da Eschilo nell
sso o della somiglianza delia
incongruente col meccanismo dell’interse
dai dossografi a Parmenide e
prole con uno dei genitori, attribuito
s’intona invece col principio
ad Anassagora in comune, altrettanto
ante sulla materia passiva. Pre
pitagorico dell'unità quale causa oper
ribuzione all'antico pilagoriscindendo dal grosso problema dell’att
del
smo
o è già manifesta in un conprincipio pitagorico n el campo biologic
A 12 condivide con i primi
temporaneo di Anassagora: Ippone 38
seme umano dall'encefalo —
pitagoriei Ja credenza nell’ori gine del
stenza del seme femminile,
midollo spinale e, pur ammettendo l’esi
nella generazione did tO
esclude che questo abbia qualche parte
A 13). La determinazione del
èxròs mister tis doréoas (VS 38
maschile, più denso o meno
sesso dipende dalla qualità del seme
e & fornita soltanto la TOOpi|.
denso (VS 38 A 14), mentre dalla madr
ne non fosse un pioniere ma
Che in questo campo il medico Ippo
MANN,
!’ Anonimo pitagorico M. WELL
84), ha cercato di riabilitare
Chr., « Hermes =. 54, 1919,
che Urkunde des IV Jahrh. vor
ie riferite nell’ estratio del Polistore.
1 Contro la evalutazione delle notiz
una falsificazione stoicizzante del giuin Diogene L., VIII 24 ss, ritenuto
riore
O, ll, p. 457 ss.), comunque poste
daismo alessandrino (ZELLER-MONDOLF
n
Aristotele (WILAMOWITZ, Platon Il, Berli
allo sviluppo scientifico descritto da
1948, p.
le
Eine Pythagoris
PS, Ip. 448 s, in app. cr. sostenendo
p. 225 ss., seguito da Dreus-Kranz,
dal
de
di Platone, un pitagorico che dipen
che I’ autore è un contemporaneo
cano
. Anche per Diels-Kranz, che giudi
antico pitagorismo del quinto secolo
tto delrazioni di terminologia stoica, Vestra
secondarie e trascurabili le infilt
dottrine pitagoriche
testimonianza valida per
Anonimo 58 Bla è una
igmo.
auteriori a Platone e allo stuic
Pagina 11
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)LA TEORIA DELLA GENERAZIONE PATRILINEA IN ESCHILO
il continuatore di una tradizione medica occide
ntale ‚ che abbiamo
a parier
A 13-14? Che il medico di Crotone sostenesse la dottrin
a
p
i
femmin
seme
del
nza
l’esiste
tica dei sessi e ammettesse
en
n
sì):
14
p.
(cf.
3
stato solo in due passi di Censorino 5,
pole
pi
‘
si
p. 20 n. 1). Mentre di altre notizie da lui date
chiamata siculo-crotoniate o pitagorica, mi pare lo dimos
trino la
sua accettazione del fattore agonistico nella determinaz
ione del sesso, *
il riconoscimento della funzione egemonica del cerve
llo e della priorità del suo sviluppo nell’embrione, ? l'adesione
alla doitrina alemeo.
nica delle diverse qualità del seme umano,
* la dipendenza dall’antica medicina persiana che faceva derivare il seme
dall’encefalo —
midollo spinale. * E benché la dottrina dualistica
dei sessi faccia capo
all’Anouimo pitagorico citato in Diogene L., VIII 28,
essa si fonda su
osservazioni empiriche molto antiche, alle quali
l’originario dualismo
pitagorico offri ben presto il mezzo di inquadrarsi
nei principi e nelle
leggi del macrocosmo, di trovare in essi spieg
azione e norma dei fenomeni del microcosmo organico (Zeller-Mondolf
o, II, p. 253 n. 3)
Se la teoria della generazione patrilinea quadra
cosî con l’opposizione immanente nella dottrina pitagorica tra l’ele
mento maschile
e quello femminile, come si spiega che da essa si scosti
Alemeone 24
® Aezio, V 7, 7 "Innovat: el uèv fi yovl) xgumjo
riev, depev, el è i
toeogy, div (VS 38 A 14), Questo principio agonist
ico di Ippone coincide
col meccanismo dell’émxpdtea tov onegnätwv, che è attribuito ad
Alemeone
24 À 14 da Censorino 6, 4: ‘ex quo parente semini
s amplius fuit, eius
sexum repraesentari dixit Alcmaeon’ (cf. E. LESsKy,
p. 25 ss).
? Censorino
6,1 ‘Hippon vero caput, in quo est animi
principale [sc. primum crescere]'
(VS 38 A 15). Anche in questa dottrina Ippone è stato
preceduto dall’embriologia
di Alemeone 24 A 13 ‘Ajxuaiov tiv negpakrv, Ev fj fot
zò fyepovixov [sc. zoötov teheciovgyelod Ev ri] yaotoi}, come si legge in Aezio,
V 17, 3.
* Censorino, 6, 4 ‘ex seminibus autem tenuioribus feminas
, ex densioribus mares fieri
Hippon adfirmat’ (VS 38 A 14), confermato da Aezio,
V 7, 3 “Izzövat ragù ro
Suveotocs xai loxupdv À nagd 10 devonzév te zul dodevé
oregov onégua [sc.
dogeva xai Oyen yiveodai]. Anche questa differenza qualita
tiva del seme maschile, che per Ippone è unica causa della generaz
ione, non è estranea alla
dottrina di Alemeone 24 B 3, quale appare
nel passo di Aezio, V 14, 1, citato
più avanti (p. 21).
4 Sull'origine orientale della teoria encefalo-mielo
genica
del seme umano rimando a E. LesKy, p. 10
s., che fa cenno del problema
e ne
dé la bibliografia. Da questa dottrina dipendono
Alcmeone e Ippone, e anche
l’Anonimo pitagorico citato dal Polistore, i quali
riconoscono nel seme una
parte del cervello o del midollo spinale: Aezio,
V 3, 3 ’AAxuaicov Eyxegidlov
uéoos [sc. elvar zò onégua] (VS 24 A 13); Censor
ino 5, 2 ‘ Hipponi... ex
medullis profluere semen videtur idque eo probari
, quod post admissionem pecudum, si quis mares interimat, medullas utpote
exbaustas non reperiat’ (VS
38 A 12); Anonimo in Diogene L., VIII 28 zò Sè
onéqua elvai otaydva éyxequiov (VS 58 B 1 a).
on y
dubitato (cf. p. 15 n. 1), è accolta senza esitazione (c ,
dn
e
em
quale
p. 23 s.), quasi fosse fondata su chissà
nen
$éta alemeonica del duplice seme. A me pare € AN
» aeta
traddizione con la dottrina biologica di Alemeone
{init
in un passo di Aezio, V 14, 1, nel quale E. Lesky, p.
i
a notare la differenza qualitativa ammessa da Alemeone nel
maschile, Dice Aezio: ’AÀxpaiov Tv Auovov toùs uèv Goes “
x
äyévous maga THY hengórnra tis Boofis man erodome, ts
s
n
a
Imkelag ragù TO ph Gvaydoxer Tas uirgas ore vie
alcuno,
onxe. Del seme femminile qui non si fa cenno
pan
a
ce sen
dell’ utero che non si apre per accogliere il seme maschi
È
ita
econ
in
dell’
ù nagéyer tov térov. Nel maschio la causa
a Qu
satura biologica, chimica, intrinseca al seme, nella femmin
la causa é morfologica, funzionale, estrinseca alla generazione: went
dottrina di Alemeone mi pare fondata sul dualismo ei principi
i g ne
maschile e femminile, sull’opposizione delle rispettive funzion
tiche: coincide infatti con quella di Erepoı Tv pvarohoyov ne
Vivendo:
difinizione di Aristotele, de gen. anim. IV 1, 763 b 30
te yao Ex tot Äpgevos ro oxéQuu, TÔ dè HyaAv runs roy tine
.
LE o ip
Che è la nota legge genetica di Ippone 38 A 13 e a
© me di hi
64 A 27, proiezione del dualismo pitagorico di forms
fr. Re
l
i
Tra
29).
Ppiano biologico e sessuale (E. Lesky.
N u
meone. che si ha ragione di credere citato testualmente
i Cer
V 14, 1 (oftw yao abrds stone). e la dota alemeonica
sue
sorino sul seme femminile, è facile la scelta della donna
cenni
ca.
;
e
tica, anche prescindendo da altre congruenze teorich
|
storici del medico di Crotone col primo pitagorismo (Zeller Me
cop
|
sono
55
no
Censori
in
che
dolfo, Il, p. 613 ss.). Tanto più
piati insieme, come sostenitori della stessa dottrina e en
minile,
Anassagora
e
Alcmeone,
€
in
Censorino 6.
È
| or
quantitativo nel meccaniemo dell’ ETLKOGTELA tov CHEQUE me
del solo s
si accorda con l'affermazione di differenze qualitative
maschile. contenuta nel fr. 3 di Alcmeone.
Pagina 12
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Comunque si giudichi la notizia di Cicerone, Tusc.
disp. II
10, 23, che fa di Eschilo un seguace della dottrina
pitagorica, !
durante la dimora in Sicilia, nei molteplici contatt
i
con
l'élite culturale e sociale di Siracusa e di Gela, il poeta appres
e ben più dei
vocaboli siculi che Ateneo, IX 402 b notava nel lessico
delle sue
tragedie. Che egli non avesse notizia delle
scuole
medic
he occi.
dentali né delle teorie pitagoriche
che
a
Siracu
sa
aveva
no già inte.
ressato il commediografo Epicarmo, non lo crederà
chi abbia
presente I’ esaltazione di Prometeo quale invent
ore
della
medic
ina
(Prom. 478 ss.) e dell’ arte dei numeri, definita la massi
ma delle
invenzioni (Prom. 459), e anche il fervido intere
sse del poeta, atteze
stato nelle Supplici e nei Persiani, per costumi e cultura e creden
di altre genti. Ancor prima che
alle
scuole
medic
he
della
Grecia e
della Magna Grecia, la teoria della generazione patrilinea
era appartenuta alla medicina egiziana: Ecateo di Abdera ne
fa testimonianza
e inanche per il guo tempo. Eschilo non aveva bisogno di essern
formato da Anassagora in private conversazioni. Identificare
la prima
delle tre leggi citate nel passo aristotelico con la
prima
reale
affer.
mazione della generazione patrilinea
nel
mondo
greco,
e
intesta
re
l’ anonima déta a un filosofo a cui la dossografia attrib
uisce la
teoria opposta, e far derivare dalle prime conversazion
i
di
Anassagora in Atene l’ accenno di Eschilo a una
dottri
na
nota
in Egitto
da secoli, tutto ciò è una costru
zione
ipoteti
ca
che
mi
pare non
giustifichino né i documenti letterari né il metodo filolog
ico.
AURELIO PERETTI
‘ Eco certa di pitagorismo è il vanto di Prometeo
inventore del numero,
al quale è dato il posto
premin
ente
su
tutte
le
alire
invenzioni: Prom, 459
nai piv doerbudv, EEoyov coquop
dtov,
|ëEnöo
ov
attoic, Che è uno degli
Gxotopora pitagorici conservati da Giambli
co,
de vita Pyth. 18, L'idea che
il numero sia il principio di ogni sapere, non
può essere venuta ad Eschilo
che dal pitagorismo.
Altra
eco
di
questa
dottrina
pare
il concetto dell’ unità
divina espresso nel fr. 70 delle
Eliadi,
sia
pure
con
la
mediazione di Parmenide (ZeLter-MonpoLro, II, p. 324). Un’ eco
Pitagor
ica
risuana nell’ immagine
drareppovontai Bios del fr. 265. Nelle tragedie supersti
ti sono pochi e vaghi gli
accenni al pitagorismo,
ma
tuttavia
sufficie
nti
a
dare
alla notizia di Cicerone
qualche fondamento. Tanto più
se,
come
pare,
essa
risale a Eraclide Pontico
(W. Scumip, Gesch. d. Gr. Lit, II, Münche
n,
1934,
p. 185 n. 2), ossia a un
ambiente che disponeva di tutta l’opera di Eschilo
e la conosceva non meno
bene degli spettatori delle Rane di Aristofane.