Mausoleo Sotteraneo altrimenti detto Basilica di Porta Maggiore

Auteur
Bendinelli, G.
Verschenen in
Bollettino della Commissione Archeologica
Jaar
1923
Onderwerp
BASILICA
Taal
Italiano
Categorie
C8 Geschiedenis en archeologie
Archiefnummer
5376

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GERD IAEA, =. \a 2» j Cir OR ear | ALTRIMENTI DETTO BASILICA DI PORTA MAGGIORE (‘Tavy. IX-X). 1 presente lavoro fu seritto © consegnato al Comitato di Kedazione del Bullettino Comunale circa tre anni or sono; e sol tanto per il lungo periodo di sosta incontrato dalla pubblicazione delle annate del Bullettino, esso non pote vedere la luce prima di ora. Lo stesso lavoro servi quale oggetto di comunicazione alla Pontificia Accademia di Archeologia il 21 aprile 1921 (cfr. Resoconto in Osservatore Romano del 6 maggio successive) e qualche tempo dopo all'Associazione Archeologica Romana. Nonostante il Jungo intervallo trascorso e qualche altro studio sullo stesso Soggetto da altri pubblicato nel frattempo, Particolo conserva, si può dire, tutta la sua importanza di attualità, e non viene pubblicato se non con lievi ritocchi. Delle aceennape letture è traccia anche in una breve recensione del dott. G. Lugli in Rivista di Architettura e Arti decorative, anno J (1921), fase. TI, pag. 209. Il recensente mostra di non aderire gran fatto alle mie conclusioni; ma poichè dal rontesto risulta ch'egli non rilevò esattamente alcuni termini essenziali della questione, ignoro ge le conclusioni della sua recensione siano da ritenersi definitive. Le mie particolari veduto, di cui la modestia non può vietarmi di affermare Poriginalità, costituendo un complesso ed armonico sistema, possono essere facilmente ridotte all’assurdo ove non ne siano colti con precisione tutti gli elementi. Ad evitare di essere frainteso non

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86 cui però si viene alacremente provvedendo. Pur tuttavia, taluni senza per questo perder mai di vista Uinbrica Monumente e Scavi, del giornale La Tribune, © novembre 1922. La in Melanges d'Archéologie et d'Histoire, voll NXXTX (LUSH) p. 165-102, con 4 tavv. In questo secondo articolo, ved. le mie osservazioni nella cugià nota (*) e può essere cdlta con relativa facilità in un primo complessa, risulta, a dir vero, abbastanza evidente dalla pianta sieme, La struttara dell’ipogeo, per quanto si debba giudicare parti del monumento, possibilmente conclusive, addentrarsi nell'esame. delle singole e di allinità di caratteri tectonici, verorre, ai fini di uno studio blema, Quindi è che, non potendosi procedere per via di raffronti questione della natura del monumento e risolvendola anzi in varia maniera, sembrano rendere implicitamente d'importanz: secondaria e accessoria, nei riguardi almeno delle conclusioni, Villustrazione metodica e completa cui ho fatto cenno. Ora è certo che Poriginalità assoluta dell'ipogeo, universalmente riconosciuta, non permette aleuno di quegli eloquenti ralfronti monumentali, di una logica e di un’evidenza così stringente da generare la soluzione, quasi direi, automatica del proparte illustrativa e descrittiva di questo nulla aggiungono o asai poco più di quanto è contenuto nella illustrazione preliminare edita nelle Notizie degli Scavi del 1918, mirando a risolvere la almeno dei saggi finora pubblicati intorno al soggetto, se nella prendersi, la illustrazione completa e definitiva del monumento, mancato finora, e tuttora manca, per ragioni facili in parte a commi restava che procedere alla pubblicazione del presente lavoro,. così com'era, restando impregiudicata la pubblicazione definitiva e completa del monumento. L Preliminari. In sei anni, che tanti ormai ne sono trascorsi dalla memoranda scoperta del Monumento sotterraneo detto già semplicemente di Porta Maggiore, avvenuta nell’aprile del 1917, una hibliografia sporadica, ricca più per varietà che per mole e per im5 portanza, si 6 venuta raccogliendo intorno a quella scoperta, ad opera di eminenti cultori delle discipline archeologiche (1). E (OE Gattie P-Pornarì, Breed notizie relative alla seoperta di vn moun mento sotterraneo presso Porta Maggiore, in Notizie degli Scavi, 1918, pag, 30 segg; U. Ricci, Tempio di culto recondito nelle vicinanze di Roma, in Hue strazione Hatana, 17 marzo 1918: Id., Di un antico edificio scoperto presso In stuzione ferroviaria di Roma, in Rendie. K. Accad, Lincei, Ser. V, vol XXV H (BIS), p. 22 seggi; À. Strong, in Times (Literary Supplement), 16 nov. 1917 e 14 nov, 1118; Th. Ashby, ivi, 16 genn. 1420 S. Reinach, Une grande découverte dans la banliew de Rome in Revue Archéologique, VI, 1518, p. 186 st wey 1 Cumont, Le basilique souterraine de lu Porta Maggiore, in Rev. Archéol., 191%, p. 62-75, e in Rassegna d’ Arte, VII, 1921, p. 37 e segg.: C. Hneldert, 131,3 (29 gennaio 1021), p. 44 segg.; R. Lanciani, Il santuario sotterraneo recentemente scoperto «ad Spem Veterem », in Bullettino della Comuinissione marzo 1919, p. 259 segg.: Id, Lie Ausgrabungen in Rom, in XX Jahrhunsen, Das Grabmad des Antinous, in Berl. Philol. Wochenschrift, XX XX, 15 archeoluyiea comunale, XLVI (1918), pp. 69-84; Id, in /Uustr. London News, illustrazioni). in Riv, Architekten, vol. NNIV, 30 nov. Journal of Archaeology, seconda serie, XXIV (1920), p. 146 segg.: E. Galli, Marsia Sileno, in Memorie della I. Acesdemia dei Lincei, Classe Scienze morali, ser. V, vol. XVI, fase. 1 (1420). (1) Notizie cit., p. 31. Monogridie su siugoli soggetti figurati del monte: C. Densmore Curtis, Sappho and the « Leucadian Leap», in eric 1922, fase. 22, p. 277-296 (eon più recente pubblicazione sull'argomento a me nota, è quella danese di dC. Blinkenberg, Den Underzordiske Bustlisce ved Portu Maggiore © Nom, tn Kome (Journal of the Royal Inst. of Brit, Architects, 8% ser., vol. XXIX 13 marzo 1920; C, Densmore Curtis, Recent archaeological discoveries. in Art and Archacology TA, 1020, p. 270 sogg.; R. Paribeni, Culti e religioni in Home amperiale, in Atene e Roma, 1920,-p. 172 segg.; Th. Ashby, Recent excavations (1022), 18. Lavori di disegno più ampio e d’indole più generale sullo stesso soggetto sono quelli di GU, Bagnani, The subterranean Basilica ut Porta Maggiore, in Journal of Roman Studies 1X (1919) I, pag. 78-86, e di IT. M. R. Leopold, De onderaurdsche « Basilica » te Rome, in Mededeelingen van het Neerlandsch Historisch Instit. Rome, 1 (1921), pag. 69 segg. Lo stesso lavoro pubblicato in lingua francese, La Basilique souterraine de la P. M

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tro del pavimento; mentre non occorre uno sforzo di erudizione per is dente all'apertura superiore dell’ampio lutificarvi l'impluminne corr cernario (compluviton), oggi ¢ ite chiuso, è già munieante con l'esterno per dare luce agli ambienti sotterranei. Alla decorazione del vestibole (altrove detto pronav) il Leopold accenna in Mélanges, a p. 174 segg. (2) E. Gatti (art. cit., p.39) fissa definitivamente l’origine del monumento ai primi decenni dell’impero; ma gravi dubbii tuttavia sono, a quanto pare, rimasti, almeno nella datazione degli stucchi. “ l'emplacement d'un benitier» (art. cil, p. 167) nel foro quadrato al condelle pareti e della vélta, un significato affatto particolare. Egli ricont atrio, che (1) Non è da annoverare tra questi H.M. R Leopold, il quale da alnon ha ta fondo importanza altro che per la residua decorazione la più grande incertezza nella determinazione dell’epoca : principio primo secolo dell'Impero, fine primo secolo, secondo secolo degna di argomento meno serio e importante, si è finora dimostrata Di tutti gli stud? pubblicati, inoltre, in quasi nessuno si affronta e si cerca di definire esattamente la questione dell'età delPipogeo e della sua decorazione insieme (2), Con una velubilità conclusioni da ricavare, teresse lunitato, puramente topografico, dello studio del corridoio, franato e rimasto in grandissima parte ostruito, l’attenzione, non soltanto dei visitatori in genere, ma degli studiosi specialisti, si concentra sulla sala basilicale, trascurando completamente lv studio dell'atrio (4). Ciò davvero non giova all’interezza delle accennate, come a causa di talune gravi lacune che si riscontrano nei saggi pubblicati finora, L'ipogeo di Porta Maggiore consta tectonicamente di tre parti distinte; corridoio, atriv ed aula a tre navate, A parte l’inla questione della natura del monumento da parte di quanti finora ne hanno trattato; e ciò per le ragioni fondamentali di metodo lavoro si procede, Ora io contesto recisamente che si possa già monumento, e a dare giustificazione della lentezza con cui a tale possono a meno di essere alfrontate in uno studio accurato del colari. Ciò basta, eredo, a fornire umidea delle difficoltà che non 89 Il mausoleo sotterraneo ritenere, non dico risoluta, ma avviata a una soluzione qualsiasi 88 accesso sul luogo. Ma la decorazione a stucchi e a colori delle volte e delle pareti è quanto di più ricco, di più variato e complesso si possa immaginare nel genere ; e poichè, come si è detto, mancano termini esteriori di raftronto utili all’interpretazione del monumento nel disegno architettonico di questo, occorre domandarsi se, per addivenire a una tale interpretazione, sia lecito prescinrovidere interamente o quasi dalla decorazione figurata e simbolica (1). La risposta a una tale domanda non può essere che negativa da parte di chi, senza rifiutare attenzione alle varie interpretazioni sinora proposte in via ipotetica, attenda argomenti maggiori e più validi, materiali più completi, per addivenire a una sione di tutte le ipotesi precedentemente avanzate, Onde si ricava che lo studio della decorazione & di un'importanza non già relativa, ma assoluta, Tale studio, poi, non è materialmente possibile sul luogo, non soltanto a causa delle condizioni di luce sempre insuffici enti allo scopo, ma sopratutto per via della varietà e ricchezza eccezion ale della decorazione, nonchè a cagiune delle varie accidentalità che presenta lo stato di conservazione dell’opera d’arte, Così, anche dopo reiterati sopraluaghi, lo studioso difficilmente riuscirà fora marsi un'idea più che superficiale del sistema decorative e dei disparati soggetti e motivi che fra loro wintrereiano con una volubilità esasperante, Occorre quindi il sussidio di un materiale grafico abbondantissimo, -A cura della R, Soprintendenza degli Scavi, una bella raccolta di fotografie è oggi a disposizione di chi ha avuto l’incarico di procedere alla illustrazione del monumento. Ma la stessa fotografia non basta talora a illuminare il soggetto di un quadro, le linee di una figura; soltanto lo studio comparativo della fotografia e della corrispondente parte di parete o di vélta permettera l'integrazione 6 la valutazione esatta di molti oscuri parti. (?) Le frequenti assennate riserve espresse da Cumont nel primo art. cit. non gli impediscono, d'altra parte, di trarre delle conclusioni poco meno che definitive nei riguardi della natura del monumento.

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questione dell'età; giacchè, a seconda dell'attribuzione del misterioso ipogeo ad uno o ad un altro secolo, ad uno o ad altro cinquantennio, i eriterii storico-esegetici debbono considerevolmente (età di Adriano), quarto secolo perfino. Ad un osservatore men che superficiale non sembrerà davvero secondaria e trascurabile la I veeereneden sutlerra nes trarmi, che non sarebbe il caso, in una descrizione particolaregalla soluzione della seconda. I due primi iflustratori del monumento nelle Notizie degli Scavi, i. Gatti e | Fornari, proposero per Veta il primo secolo dell'Impero, anzi i primi decenni del secolo. Effet Livamente questa è la data che si affaccia spontanea dopo un esame accurato dello stile e degli elementi decorativi. Senza qui addenaltrimenti detto baxılıca di Porta Maggiore Nell’atrio che precede la sala basilical lo zoccolo consiste in una fascia dipinta a fondo monocromo rosso, divisa in riquadri ul tare, Anche restando, infatti, nello stesso mondo romano, in Roma uo stessa, le condizioni generali di vita, di cultura, di influenze esterne giata della decorazione, intendo richiamare l’attenzione del lettore su taluni punti principali, o più significativi, nei riguardi della cronologia. religiose e di altro genere, diversificano abbastanza profondamente a seconda di ciaseuno dei detti periodi, {Zipogeo, come è noto, si rinvenne assolutamente privo di documenti epigrafici, utilissimi, se non altro, a risolvere la questione essenziale dell'età: ma esso è, in compenso, eccezionalmente Fondi monocromi, paesaggi e Cariatidi simili si osservano dipinti ripetutamente sulle pareti della casa romana della Farnesina (età augustea) (*), e scene di paesaggio similmente alternate a soggetti con scene di paesaggio alternate a motivi floreali e animali. Tra un riquadro e l'altro, ciascuno limitato da una cornice a filettature sottili, una figura in piedi su candelabro, in funzione di Cariatide. di fissare i criterd cronologici dell'evoluzione artistica, a me sembra naturalistici, come uccelli e fiori, si riscontrano pure ripetute nella ricco di elementi artistici decorativi, A centinaia si contano sulle pareti e sulle volte dell'atrio e della basilica i motivi figurati o semplicemente ornamentali, eseguitia stucco e a colori, E poichè una delle principali funzioni della storia dell’arte è appunto quella che in nessun altro caso come in questo la storia dell’arte debba alto fra loro da festoni penduli fatti di rami fronzuti, dei quali si (Berkno, 1851), passin. (2) E. Samter, Le pitture purietili del Colombario di Villa Pamfili, in fin. Mitteilungen, VITI (1893), p. 105 segg. ' aus der Zeit des Auguste» (3) Lessing Mau, Wed out Deckenschmuck eines Roemischen Hunses oggetto pende dall'alto, sospeso a una tenia, come un oscillum. La divisione di pareti in ispecchi, eseguita a mezzo di candelabri, si può notare nella camera sepolcrale entro la Piramide di Caio duto, In mezzo, fra un candelabro e l’altro, una maschera od altro conserva appena la traccia lasciata sulla parete dallo stucen caed esili candelabri rilevati a stucco. I candelabri sono riuniti in Repubblica) (4). Sopra lo zoccolo, poi, le pareti dell'atrio sono divise, fino à una certa altezza, in ispeechi regolari, a mezzo di alti decorazione del Colombario di Villa Doria-Pamphyli (fine della essere chiamata con maggiore sollecitudine a forniti suai lumi e a compiere la sun alta funzione di determinatrice di epoche, di correnti artistiche e di pensiero, Che se in tanta abbondanza e varietà di motivi artistici, in una decorazione così vasta ed organica come quella dell’ipogeo di Porta Maggiore, la storia dell’arte non fosse in grado di risolvere il problema almeno dell'età, sembrerebbe allora lecito dubitare della utilità pratica di questa disciplina. n. Eta dell'Ipogeo. Due questioni, dunque, dipendenti una dall’altra, rimangono tuttora aperte nello studio del monumento : la questione dell’etä e quella della sua natura e destinazione, Risolta definitivamente la prima, sarà certo più agevole che non sia stato finora, procedere

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Cestio (fine della Repubblica) (4); e meglio ancora a mezzo di candelabri assai simili, esili e scanalati, o a mezzo di colonne pure scanalate, riunite talora da festoni, si riscontra così nella pittura pompeiana del 2° stile, come nella pittura romana contemporanea. Se ne hanno esempî notevoli sulle pareti di camere nella casa della Farnesina (2), come in una sala della villa Ttem presso Pompei, ed altrove (*). Lo stesso sistema decorativo è riportato dalla pittura altrimenti detto basilica di Porta Maggiore 93 nati a quadretti semplici, costituisce una delle principali caratteristiche (1). Le vele della volta sono poi divise regolarmente e simmetricamente in riquadri i quali assumono tutti una rigorosa e ben determinata figura geometrica, come quadrati, rettangoli, cerchi, settori di cerchio. I motivi ornamentali che riempiono i riquadri sono parte dipinti, parte a rilievo, Frai riquadri dipinti notiamo motivi floreali stilizzati, i cui petali si sviluppano fra diagonali nettamente rilevate. Piccoli riquadri simili, a motivi stilizzati, del 1 secolo, e si riscontrano in opere diverse di scultura e di pittura, e particolarmente in dipinti pompeiani (2). si trovano dipinti sulle pareti e rilevati nelle vôlte a stucco della Farnesina (). Anche quello degli Amorini su bighe in corsa ed altri simili sono motivi prediletti dell'arte augustea e in genere Quanto a finezza di esecuzione artistica, se anche questa nella scultura contemporanea (4): ciò che ha speciale importanza per noi, trattandosi di stucchi a rilievo, La decorazione a festoni è ripetuta ancora nel fregio dipinto che corre in alto lungo le pareti dell'atrio come coronamento, € ad immediato contatto con le vele della volta, dretti, quindi un fascione continuo a volute di largo disegno, con Sopra gli specchi e i candelabri ricorre una prima serie di quapalmette, ‘e infine una seconda serie di quadretti, tre su ciascuna guiti taluni dei motivi, di piccole proporzioni, sulla völta dell'atrio, nonchè la decorazione a rilievo degli stipiti e dell'archisiderare la eleganza impeccabile e la maestria con cui sono esepuò e deve servire quale criteria cronologico assoluto, basta conparete. Essendo caduto quasi completamente lo stucco dei rilievi, occorre una certa applicazione per riconoscere sul fondo della parete le linee fondamentali dei motivi, Di taluno di questi si trova il simile nelle volte a stucco della Farnesina, Ma ciò che è particolarmente degno di nota sono i quadretti centrali della fila più volto della porta di accesso all’atrio, con candelabri e palmette, per convineersi che i rilievi a stucco non sono da mono di quelli finissimi della Farnesina; e ciò in contrasto con l'opinione genealta su ciascuna parete, Questi quadretti, con figure come gli altri, presentano, ai lati, degli sportelli mobili su cerniera, com- Come si vede anche da un esame sommario, Ja decorazione del- Reinach, Répertoire des peintures, (RPGR), p. 80 seg. (9 R. Lanciani (art. cit., p. 80) considera gli stucchi dell’ipogeo inferiori di molto a quelli della Farnesina, delle grandi terme di villa Adriana e dei sepoleri della via Latina. miler der Malerei, tavv. 23 0 36; 8. (1) Lessing-Mau, op. cit, tav. IH, a colori, e tav. VI. (2) Ibidem, (9) Vedi pitture della Casa dei Vettii; Hermann-Bruckmann, Denkl'atrio, nonostante la conservazione mediocre, è tutt'altro che del cesello e sfidano, direi, la bravura di un Benvenuto Cellini. ralmente diffusa (4). Certi motivi, anzi, risentono della tecnica pletamente aperti e disegnati di scorcio. Altrettanto si osserva al sommo delle pareti di una stanza nella casa romana della Farnesina, dove questo particolare dei quadretti a sportelli, alter0) O. Faleonieri, Discorso sopra la piramide di Cato Cestio (Roma, 1771),in Nardini, Antichità di Homa, vol. IV: trad. lat. in Graeve, Thesaurus aut. rom, vol, IV (Dissertatio). (3) Lessing-Mau, vp. cit, tav. 1 segg.; colonnine o candelabri ean festoni; ivi a tav. IX (a colori) e a tav. XL (*) De Petra, Villa romana presso Pompei, in Notizie degli scavi, 1910, pan segg.; i. E. Rizzo, Dionysos Mystes (pitture della villa Gargiulo a Pompei, in Mem, I. Accad. di Napoli, TIL (1918), p. 39 segg. (*) W. Altmann, Die Römischen Grabaltare der Kaiserzeit, p. 59 segg.,

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priva d'interesse e fornisce, anzi, elementi particolari di giudizio, come le fasce e i quadretti a colori, di cui la sala basilicale è del tutto mancante, Entrando ora nella sala principale (tav. LX), ciò che più col pisce il visitatore si è naturalmente la struttura architettonica della sala a tre navate (fig. 1), con abside in fondu alla navata centrale: struttura caratteristica e notevole per essere uno dei modelli più antichi conosciuti di quegli edifici pagani, sulla piant dei quali è opinione di molti che siasi sviluppata Varchitettura delle chiese cristiane (1). L'originale struttura architettonica della ala ha costituito finora il punto di partenza per interpretazioni, come vedremo, completamente errate del monumento, anche qui del massimo interesse la decorazione delle pareti e delle volte, tutta quanta eseguita a stueco e a rilievo e, in genere, benissimo conservatg e facile a restituirsi anche nelle lacune. È opportuno ridurre in tre gruppi distinti le varie parti del complesso disegno della sala: 19) volte; 2e) pareti e abside; 50) pilastri. La sola volta centrale comprende non meno di 65 riquadri con motivi figurati, mitologici e ornamentali, svariatissimi, La decorazione risulta distribuita secondo un sistema di cui si riscontra il simile sulla volta dell'atrio, La superficie da decorare è stata anzitutto divisa, per mezzo di linee parallele e linee normali all'asse longitudinale, in una vera e propria scacchiera di quadretti tutti uguali, Spezrude quindi in più punti e simmetricamente le linee divisorie fondamentali e fundendo in varia manierai quadretti della scacaltrimenti detto bosilica di Porta Maggiore A nuovo nell'arte decorativa romana (1). Se ne riscontra il ope 995 nelle volte della Farnesina e perfino nello zoccolo della Sala ner: z chiera in riquadri maggiori (i quali assumono la forma ora di quadrati veri e propri, ora di rettangoli risultanti dall ‘unione di più quadretti fondamentali),è stato con mezzi semplicissimi della stessa casa romana (7). Altri esempî se ne hanno nella volta Dissertaz. gradevole all'occhio. Un tale sistema divisorio di volte non è na. Giovannoni. Le origini della basilica eristiana, in Pontif. Accad, Rom. di Archeol, val. XV. (è) Lessing-Mau, op. cit, tav. IN. 7 Architettura e Arti decorative, a. Ul, fase. LIL (Novembre, 1922), p. 97 (3) Ronezewski, 6 ehmuck in röm. Alert (Pietroburgo, 4514). Ved. inoltre il mio articolo Völte a sterco di autichi edifici romani, In Riv. ottenuto un complicato sistema divisorio, elegante, variato e Fra, 1. — Interno della Sala basilicale (veduta della navate destra).

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del Colombario degli Arrunzi presso Porta Maggiore (1), ed anche decorazione del citato Colombario Doria-Pamphyli (4). Le Vittorie volanti e i thymaderia si ritrovano sulla vôlia della Farnella vòlta del criptoportico della casa detta di Domiziano sul Palatino (2) e nella così detta Vélta dorata della « Domus Aurea », per 47 nesina c su quella del colombario degli Arrunzî. Un particolare non citare se non gli esempî più noti (*); il primo degli accennati tipo di fhynduterion, eseguito sulla vélta principale, si riscontra termini di confronto è così calzante ed eloquente al caso nostro, poi alfatto identico nel celebre quadro delle Nozze Aldobrumtine che converrà ritornarvi sopra. Diversi notevolmente e più complicati sono ad esempio i sistemi divisorii delle vûlte nelle tombe alla biblioteca Vaticana (2). Motivi isolati, di carattere simbolico con rilievi a stucco sulla via Latina, di età più tarda (*). in gran parte per uwattribuzione cronologica generica entro larghi confini. Ma la maschera che frequentemente ricorre, così Le scene mitologiche, di cui è rieca la volta centrale, non fore ornamentale, come Attis, roti e maschere gorgoniche, stanno niscono per se stesse eriterî cronologici Sicuri, Si osserva, però, detta di Giove Ammene, eibinetive del duello fra Grifo alate che la scena di ratto della Leucippide trava esatto riscontro in un medaglione tondo di vôlta nel Colombario degli Arrunzî (5). Alle e Arimaspe, ripetuto ai quattro angoli della volta, sono motivi caratteristici dell'arte della prima metà del secolo, Grifi e Arimaspi in lotta si veggono pure sulle völte della casa romana della Warnesina (3), come su pitture pompeiane del fle del LIT stile. scene mitologiche si alternano quadretti di genere: scene della vita privata e della palestra e scene di strada. Particolarmente degne di nota queste ultime, poichè qui vediamo riprodotti per- La mascheru di Giove Ammone è poi comunissima su monumenti sonaggi dai tratti somatici e fisionomici caratteristici, e dal costume addirittura esotico. Sono Negri e Pigmei i quali danzano o giuocano in uno sfondo di paesaggio, da indicarsi genericamente funerarî (cippi e urne) della prima metà del 1 secolo (3). come un paesaggio nilotico. Ora sappiamo che un tal genere di cità, così nel sistema di riquadratura, come nelle cornici e nella soggetti è peculiare del IV stile della pittura pompeiana, ma si decorazione dei singeli quadretti. Anche la finitezza artistica delle figure è minore. Quanto al sistema di riquadratura, questo è all'atto simile a ciò che si osserva nella navata centrale, essendo trova già impiegato con qualche frequenza nella pittura del Il stile (8). Motivi simili, del resto, sono già largamente in uso nella ‘ () Del Colombario degli Arrunzi si dà esatta notizia e sono riprodotte alcune interessanti vedute in Piranesi, Antichità romane, LE, tav. VII segg.; per le iscrizioni relative, cfr. C. 1. L., VI, p. 978 segg.; per la pianta e ubicazione R. Lanciani, Forma Urbis, tav. 31. L. Arrunzio sarebbe il personaggio console nell’anno 6 dell’èra volgare, det quale Tacito dice che, accusato, si diede la morte nel 37 d. Cr, (Annales, VE 47-48), (4) P. Gusman, L'art décoratif de Rome, vol. TI, tav, 86. - (3) FL Weege, Die goldene Haus des Nero, in Jahrb, d. K. K. Arch. Inst, XXVII] (1918), p. 176. Cfr., peri principali partiti divisorii dei softitti romani, Ronezewski, op. cit. (*) Vedi in: proposito il mio art. cit, (5) Piranesi, op. cit., v. c., tav. 12. (9 M. Rostowzew, Hellenistisch-rômische Architekturlandschaft, in Rim. Mitteilungen, 1911, LIT, p. 38 e p. 55 segg. La decorazione delle vélte nelle navate laterali si rivela, rispetto a quella della navata centrale, di una maggiore semplistato ottenuto mediante ineroci variamente combinati di cornici longitudinali e trasversali alPasse delle volte. Intro taluni riquadri sono stati iseritti dei rombi, allo scopo di evitare la monotonia derivante dalla semplicità del sistema, Termini di confronto cloquenti offre anche a tale riguardo la volta del Colombario degli Arrunzi (*), Nei motivi e nelle scene dei fascioni non troviamo | (jb Santer, art. eit, passion. (2) BL Nogara, Le Nozze Aldobravdine, tav. VI. (8) Lessing-Mau, op. cites vod. anche Rohden-Winneleld, Arehitekte wische-rönusche Ugurchefs, lave V. (4) W. Altinann, op. cit p. BS segg. (5) Piranesi, op. cit., tav. cit.

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nulla di assolutamente caratteristico per l'età del monumento. Nei due fascioni centrali sono però degne di nota le grandi maschere gorgoniche, la cui larga faccia è mancante, ma la cui capigliatura a ciocche undulate disposte a raggiera, tra cui spuntano le alette, è di un efietto pittorico che ricorda un poco la Medusa bronzea del lago di Nemi (2). È caratteristico, poi, che il moaltrimenti detto basilica di Porta Maggiore a la cui influenza è risentita in particolar modo nel primo secolo dell’ Impero. | Nell’abside osserviamo la scena del catino (tav, X), con Ja figura della donna pronta a slanciarsi sui marosi, spinta da Eros. Il nimbo, formato dall’ampio manto intorno alla testa della figura, tivo dionisiaco, ripetuto costantemente lungo i due fascioni posti è un motivo pittorico di origine ellenistica, che frequentemente ricorre nell’arte del secolo. di Augusto (*). Si noti poi la Vittoria alla base della völta di ciascuna navata minore (un kanlharos fra due pantere affrontate,o Grifi muniti di ali), si incontri su tanel centro del fregio sottostante, con palma e corona nelle mani. Occorre si dica essere questo un motivo, se non creato dall'arte vole fittili di fabbrica romana, riconosciute fra le più antiche (7); e che il motivo dei Grifi alati si trovi ripetuto con la medesima augustea, quanto meno assai comune nell'arte di quell'età? (3), Vittorie con corone e bende nelle mani si trovavano, del resto, dipinte insistenza lungo i fascioni più bassi nelle volte dell’ipogeo degli sul softitto della camera sepolerale nella piramide di Caio Cestio, Arrunzi. Si degni ora di uno sguardo la decorazione delle pareti della più volte ricordata, Le grandi figure in piedi, statuarie, collocate sulle pareti delle navate al di sopra dei pilastri e nei corrisponsala hasilicale sopra lo zoccolo liscio, Anche qui vediamo i noti riquadri o specchi, intramezzati da candelabri a stelo alto e sotdenti punti delle pareti di fondo, alla stessa altezza del fregiu tile, o da tirsi. Mancano i festoni, ma si presentano con insistenza gli oscilla penduli dal sommo della cornice, Nell'insieme la riquadratura e divisione degli specchi presenta una innegabilo aflinità con la decorazione della camera entro la Piramide di Caio Cestio (#). I motivi centrali, poi, del tipo delle invenzioni architettoniche già notate sulle pareti dell’atrio e sulle quali molto sarà da dire un giorno, sono una caratteristica di quelle pitture di carattere idillico e religioso, proprio del II e del THI stile, recentemente studiate dal Rostowzew (4). Esempî notevoli se ne hanno in Roma negli stuechi della Farnesina e nel Colombario Doria Pamphyli. Tali motivi, di carattero non soltanto ornamentale, sono nell'arte romana un'eredità dell'arte ellenistica (5), (DP, Gusman, Art décoratif de Rome, tav. NAXVIL 1; R, Paribeni, Guida del Museo nazionale romano, 48 ed., p. 314, tav. ultima, (2) Rohden-Winnefeld, op. eit, tavv. PIT, VI, 2 e UXT, 2. (3) Falconieri, op. cit. (*) Rostowzew, art. cit. (5) Ibidem, p. & e passim. dell'abside, rispecchiano anch'esse, per la collocazione, una caratteristica dell’arte romana come negli affreschi della Farnesina, dove figure di proporzioni notevoli, in funzione per lo più di Cariutidi, sono collocate al di sopra dei grandi specchi, in corrispondenza delle membrature disegnate sulle pareti, Anche la decorazione dei pilastri è ottenuta mediante la divisione delle superfici in grandi specchi rettangolari o quadrati, contornati da semplici cornici e variati da motivi diversi, Poco di segnatamente notevole si nota qui, ove si eccettuino i ritratti di profilo eseguiti sulle facce dei pilastri, interne alle navate minori: ritratti che, nonostante lo stato di conservazione imperfetto, rivelano nel trattamento dei capelli e della tinea del collo (@) Vert. de figure delle sherae nel rilievo dell’ Ara Pacis, la figura del Cielo nelPara del Belvedere con l'apoteosi di Giulio Cesare (E. Strong, op. cit., p 67, tav. VID, la figura di Afrodite nel rilievo Ludovisi sol giudizi» di Paride (S. Reinach, Rép. des Reliefs, ILL, p. 280), ece. Di ciò fanno fede i cont monetari dell’epoca. Ved, Cohen, Monnaies impériales?, 1, pp. 20, 85, 37 e 46 (Vittoria a sinistra, come nel fregio), 72, 107, 136,

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100 una stretta somiglianza con monete cammei e genmie di età non quello, a giudicare almeno dai larghi consensi che le conclusioni I saggio pubblicato da Franz Cumont nella Revue Arehéologique del 1918 intorno alPipogeo di Porta Maggiore, sembrerebbe aver quasi eliminato, colla profonda dottrina che Vispira, ogni necessità di ulteriore discussione intorno alla natura di Natura e destinazione dell’Ipogeo. In. del T secolo dell'Impero, cioè dell'arte ausustea. Ampero, allaporeo ! 5 d'Italia, la pittura e Parte decorativa in genere, detta del IT stile. Esso può quindi essere datato con sicurezza al principio posteriore al secolo di Augusto, I tipo, infine, delle Vittorie stilizzate, dritte sui candelabri, è un tipo anch'esso comune nell’arte decorativa augustea, come si rileva dagli stessi stucchi della Farnesina e da quelli del Colombario degli Arrunzi. ; È, questa che ho tracciato, una rivista sommaria e alfrettata di motivi artistici i quali possono però essere presi come gli indici più significativi dell'età del monumento. Altri numeessenziali, porterebbero alle medesime conclurosi, taluni fo sioni, e sono stati omessi per ragione di brevità (1). Qualcuno degli accennati motivi, singolarmente preso, potrebbe essere anche riportato ad età diversa. Ma Peloquenza degli elementi decorativi nei riguardi della datazione del monumento non è data tanto da motivi artistici isolati, quanto piuttosto dal loro insieme, unico e artisticamente inscindibile, che serve a costituire la fisonumia cerimonie ed à culti niisteriosi celebrati nel sotterraneo da una caratteristica della decorazione, Più si sarà persuasi che il monumento, a prescindere dal suo significato e dalla sua natura, è un'opera d'arte organieg c perfetta in tutte le sue parti, più la qualche setta da quale fosse del Cumont hanno trovato presso studiosi che si sono intrattenuti di proposito sull'argomento. È bene tuttavia ricordare che Pidea del antuario, sviluppata dal Cumont con abituale larghezza di dottrina, era, più che in germe, espressamente dichia rata nella relazione del Fornari, il quale appunto ricorreva a decorazione di esso dovrà essere considerata in tutto il suo ine mente a una setta neo -pitagorica (*), e ribadito quindi in un successivo articolo dello stesso autore nella Rassegna d'Arte untica «di pubblica Pegione sin dall'aprile 1921. | funerario della decorazione, dal presente studio, già reso, come si è detto, mont, ritiene « troppo ristretto il terreno dal Cumont prescelto per le sue ricerche » e erede di vedere nella decorazione una fusione delle idee religio; pitagoriche con quelle orfiche e dionisiache (art. cit., p. 170). 11 suo lavoro, però, risulta notevolmente influenzato, per quanto riguarda il simbolismo (1) Leopold, il quale accetta, del resto, largamente le vedute del Cufragilità addirittura, a contatio colla dura realtà, osservando come i loro veri termini e dimostrarne la scarsa consistenza, anzi la Non sarebbe difficile ridurre coteste ipotesi ingegnose entro e moderna, del febbraio 1921. Tale concetto è stato acutamente svolto dal Cumont, là dove questi attribuisce la costruzione e Paso del sotterraneo precisateanta a sfuggire la duce del sol stee e giudicata in base ai criterî che sono forniti dalla quasi tffalitäa dei motivi che in essa si riscontrano, La conclusione del nostro excursus è quella già preveduta. L'ipogeo di Porta Maggiore ci offre, insieme colle pitture della casa di Livia, cogli stucchi e le pitture della Farnesina, cogli stuechi del Colombario degli Arrunzî, colle pitture del Colombario DoriaPamphyli e della Piramide di Caio Cestio e con monumenti funebri affini, nonchè con pitture pompeiane, un quadro sempre più completo di quello che furono in Roma, e in altre parti (3) Tengo a ricordare che l'origine occasionale e l'indole divulgativa del presente lavoro, nonehè l'illustrazion completa e minuta del monumento, quale è in corso di esecuzione, renderebbero inutile un ulteriore affastellamento di materiale e di raffronti, a tutto danno dell'economia dell'insieme.

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assolutamente nulla di preciso e concreto si conosca di sètte e- \ pe . . . . di culti neopitagorici in Roma(); inoltre, come di una divinità, che per il suo natural culto richiedesse l'oscurità ed il segreto assoluti, non sia traccia alcuna effettiva durante il primo secolo dell'impero; e infine come la decorazione figurata si presti poco di buon grado à una simile interpretazione (2). A tale procedimento negativo si preferisce qui, come più efficace, il procedimento positivo, intendendosi non già dimostrare ciò che sembra che dalla pianta il monumento non è, ma che cosa effettivamente esso sia, Anche a tale riguardo, poichè a tutta prima non si possa trarre alcuno speciale chiarimento, occorre anche qui rifarsi dalla decorazione, questa non potendo a meno di essere in qualche modo connessa con la natura dell’edificio. Veramente, quanti hanno finora trattato l'argomento non hanno ereduto di poter trarre aleun lume dal complesso della decorazione, giacchè, per esprimermi con parole altrui, di tanti quadretti diversi di forme e di proporzioni, anche tra quelli giustapposti sarebbe difficile trovare una qualsiasi continuità 0 conclusione: trattandosi di cose tra cui non sembra possibile cogliere un nesso (4), Nell'esame della decorazione vecorre anzitutto orizzontarsi per mezzo di divisioni e classificazioni. Or noi distinguiamo te seguenti principali categorie di soggetti: a) scene € figure mitologiche; b) scene, figure e oggetti di contenuto religioso e simbolico ; 4 ©) soggetti di genere, | dei culti e misteri orfici di Leopold, 0) La scarse fonti citate da P. Cumont in proposito (art. cit, p. 44) non sembrano destinate a fare molta luce sull’argomento. Altrettanto dicasi (4) Così la grande composizione figurata del catino dell'abside — la quale appunto per non essere stata bene interpretata dal Cumont in tutti i particolari, offre a questo le basi della sua teoria — perde, con la precisa (3) Bullett. Com., 1918, p. 82. identiticazione del mito di Saffo (Curtis, art. vit), ogni appiglio quasi a dottrine e culti misteriosi. Per l’interpretazione della scena dell'abside il Leopold (art. eit, p. 181) si rifà, senza alcun bisogno, dalla deserizione inesatta di Uumont. altrimenti dello basilica di Porta Maggiore 108 Nei riguardi del simbolismo la decorazione della sala basilicale non può a meno di avere un'importanza per quanto si vo- Fig. È. — Ratto di Ganimede (navata centrale), glia maggiore della decorazione dell’atrio. Incominciamo quindi dalla detta sala il nostro excursus.

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Sulla volta della navata principale attirano anzitutto lo sguardo i riquadri maggiori centrali in numero di tre, di cui uno distrutto, tutti di proporzioni uguali fra loro, disposti sull'asse longitudinale della nave. T due riquadri conservati presentano due scene di ratto, e cioè il ratto di Ganimede, ad opera di Eros (fig. 2), e il ratto di una Leucippide. Nulla vieta, anzi è molto logico di supporre che una terza ena di ratto fosse rappresentata nel riquadro oggi mancante, che è il più vicino all’abside, Tra i riquadri minori è poi riconoscibile Hermes in funzione di psychopompés (3). Ora sappiamo che nell’arte classica, e particolarmente nell'arte romana, le scene di ratto presentano un contenuto simbolico e un’allusione funebre evidentissima, con la figurazione materiale del passaggio repentino e violento da questa ad altra vita, Così vealtrinenti detto basilica di Porta Maggiore Luo Una serie di quadretti mitologici sulla volta della na destra ci porta ancor più addentro nel campo dell'arte funeraria, simbolica, greco-romana. Sono qui rappresentate le Danaidi, in numero di tre, occupate nella improba eterna fatica; Mercurio psychopompés, conducente una figura velata (Alcesti ?), e infine Eracle e Alcesti. Occorre qui ricordare quanto fosse in uso nell’arte funeraria romana una simile collana di miti? J mito delle Danaidi era rappresentato, dipinto in apposito riquadro, sulle pareti di un colombario romano, certo del I secolo, oggi perduto e di cui non ci rimane non un misero ma prezioso disegno, ripubblicato nello Jahrbuch del 1913, a pag. 186 (4). I mito di Alcesti, con Admeto, è figurato ampiamente su un riquadro a stucco della volta di una delle tombe sulla via Latina, la tomba degli Anicî (2), e a colori in un Colombario recentemente scoperto presso San Paolo @) La funzione di Hermes psychopilastri, è pure, non veeorre dire, un mito di carattere schietta diamo rappresentati su sarcofagi e su cippi funerarî romani il ratto di Proserpina, il ratto delle Leucippidi, e perfino il ratto di Elena (#). La stessa regola vale per le urne funebri etrusche, dove a volte ricorrono pressa poco gli stessi soggetti. Il ratto di Proserpina, rappresentato a colori forse anche in una delle pareti del Colombario Doria Pamphyli (8), è certo in un Colombario di mente cataclonio (5). Un'altra rieca mèsse di scene e di figure isolate si riporta pompös è poi conosciuta per troppi esempî nell'arte greca è romana, perchè valga la pena di soffermarvisi di proposito (*), II mito, poi, di Demetra e Triftolemo, rappresentato sopra uno dei Ostia (*), insieme con scene mitologiche simili (5). Importa USServare che il Colombario degli Arrunzî, oggi distrutto, non doveva facilmente al ciclo dionisiaco, a motivo delPostentazione di atentro uno dei noti quadretti a sportelli mobili, Ved. inoltre C. Robert, Surkophagrel. Wi, 1, tavv. VIVILe p. 3 (*) Una figura di Hermes si è trovata dipinta anche in una camera ipogea sepolerale del le ser, rinvenuta a Catania nel DIG (Notizie Scavi, 1918, p. 57). Ciò senza parlare di monumenti sepolerali di età più tarda, (A) FP. Weege, art. cit. Cir. X. Reinach, RPUR, p. 192, (7) Monumenti dell Est, VI, tav. XLIX e LH, 3. (3) (i Lugli, Scavo di un sepolereto rouneno presso la bersilien di SL Paolo, tributi dionisiaci. ‘Tali alcune scene rappresentate sulla volta della navata sinistra. Su varî scomparti del softitto, laterali al distare più di due 0 trecento metri dal nostro monumento. (1) Mélanges cit tav. IV, tig. 1. Il tipo di Hermes è in fondo quello stesso che noi vediamo dettato sulle varie repliche del rilievo con Orfeo ed Euridice, Non si tratta forse.che di un abrégé dello stesso motivo, tanto più che alla figura muliebre ben si conta il tipo di Euridice. spedizione di Trittolemo > vasi larenti parte di sappellettili funebri, . N . o . (4) Basti ricordare i numerosi vasi greci del Vu iv secolo istoriati con la 4, in Notizie degli Seuri, 1919, p. 297 (lig. 6). La scena cui mi riferisco è chiusa figurazioni sepolcrali romane (Napoli, 1909), p. 60 e passim. (3) H. Samter, art. cit. L'iatonaco dipiuto è in più parti caduto. (4) Paschetto, Ostia colonia romana, p. 469 (sepolero dei Caecilii), La stessa seena era figurita entro uno dei quadretti dipinti del Sepolero dei Nusoni sulla via Flaminia (A, Michaelis, Das Grab der Nasonier in Arch, Jahrb. 1910, Beil. 4). (8) Cte. medaglione con ratto di Leucippide, in Piranesi, op. cit. (2) Per il ratto di Proserpina ved. V, Macchioro, LE simbolismo nelle tav. cit.

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fasclone centrale, , si osserva così una danza orgiastica di donne Le] Baccanti, una scena di sacrifizio compiuta forse da Menadi, e inoltre Menadi varie in riposo. Figure statnarie di Menadi sono inoltre eseguite a grandi proporzioni nella navata centrale, al di sopra dei pilastri, Anche la decorazione dell'atrio è, nella zona superiore, ispirata in grandissima parte a motivi dionisiaci con Satiri e Menadi, E Menadi isolate appaiono entro riquadri della vòlta delatrio. Particolarmente notevoli le due figure di Baccanti (o Arianna stessa?) sedute sul dorso di una pantera, entro i due medaglioni tondi della völta. Al culto e al simbolismo dionisiaci & poi ispirato il motivo delle due fiere affrontate, divise da un käntharos: motivo impiegato come elemento unico di decorazione, lungo fascioni delle völte minori @). altrimenti drtto basilica di Porte Maggiore 107 teggiamenti. Sulla parete di fondo della basilica, al di sopra della porta d'ingresso, come altru punto assai in vista, è riprodotta nel mezzo, al sommo della porta, la maschera di fronte dell'Oceano, lungochiomata e barbata, con due Tritoni ai lati, Anche nell’atrio, entro i quadretti delle pareti, al di sopra dei grandi specchi, son figure di Tritoni e di Nereidi, riconoscibili sull’abbozzo preliminare a stecca o sulla traccia lasciata dallo stucco caduto. Che sul catino dell'abside sia rappresentato il transito simbolieo di una gentile figura di donna, Saffo od altra eroina (certo una personificazione dell’anima), per simboleggiare la morte e il passaggio alle isole dei Beati, fu questa un'idea espressa, prima d'ogni altro, dallo stesso Fornari, quindi dal Cumont, Il mare, mane anche del L secolo (tomba der Valerii sulla via Latina) (*). o a rilievo nella decorazione: di numerose camere sepolerali roria romana, Personaggi e motivi dionisiaci varî Sincontrano scolpiti sopra urne cinerarie, sopra sarcofagi, e rappresentati a colori e i cippi scolpiti con figure di Tritoni e di Nercidi, combinate talora con la maschera dell'Oceano (*). È tuttavia degno di attenzione un particolare decorativo della tomba degli Anicii sulla via teristico dell'arte funeraria romana, Non si contano i sireo lungi K anche questo della fauna mitologica marina è un tema carat. Tritoni e Nereidi disseminati sulle pareti e sulle volte dell’ipogeo, tutta l'arte funera- Nella scena rappresentata in luogo così centrale ed in vista, quale il catino dell'abside (tav. X), è forse da riconoscere, secondo Vinterpretazione offertasi come la più ovvia alla mente di tutti e dello stesso Fornari e da questo poi scartata, ma accolta temente il motive dei due Tritoni racchiudenti al centro la machera dell'Oceano (2), II simbolismo dionisiaco informa di recentemente e trattata da C. Densmore Curtis — il salto di Saffo dallo scoglio di Lencade, L'elemento marino è qui rappresentato colle sue figurazioni mitologiche, assume perciò, nel simbolismo dell’azione, un'importanza essenziale. Allo stesso ordine di idee non possono a mene di collegarsi le figure dell'Oceano e dei vari largamente, non soltanto dalle onde accavallantisi, ma anche dai XLIII e P. Gusman, op. cit., Latina, Monumenti dell’ Ist, seg. : Pretestato, nelParcosolio di Vibia; efr. S. Reinach, RPGR, p. 407. (7) Monument del? Lt, v. cit. tav. cites P. Gusman, op. tavv. 84-86. cit, stiane. La maschera dell'Oceano è infatti rappresentata sulla volta di un en- Ù bicolo del cimitero di Callisto, e inoltre neil’ipogen detto dei Sineretisti, in (4) Questo sti u motivo, come altri simili, di un trasparente simbolismo funerario, ricorre perfkio nella decorazione pittorica di catacombe eri. Figure mitologiche isolate, nelle quali la funzione decorativa non soffoca 1 contenuto simbolico, sono poi: la figura di Attis, quattro volte ripetuta nella navata principale, agli angoli del due Tritoni che sulle onde si librano e partecipano vivamente all’azione, quale essa sia, Ora i motivi ispirati alla fauna mitologica marina sono largamente rappresentati non soltanto nel catino dell'abside, ma ancora sui fascioni centrali delle volte delle navate Anieî sulla via minori, con Nereidi, Tritoni e ippucampi in isvariati e graziosi at0) Cir. Tomba degli tav. . tav. NLIX zegg: P. Gusman, op. cit., tav. 84 sog. (3) Monumenti dell’ Ist., tav. 60 seg.

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quelle dell'atrio. I motivi sono di vario genere, architettonici e statuariı ma scartando inomentancamente i secondi (statue Fia. 3. — Monumento sepolerale (pareto longitudinale: navata sinistra), 109 I mausoleo sollerranro importanti i motivi architettonici eseguiti in rilievo al contro degli specchi sopra lo zoccolo delle pareti della basilica, come di 108 riquadro centrale della völta; le varie maschere di Medusa, le quali ricorrevano e ricorrono in parte tuttora sulle pareti del Patrio, sull’archivolto della porta d’ingresso della basilica, sulle facce principali dei pilastri, ma soprattutto numerose sulle volte delle tre navate; le maschere di Giove Ammone, ripetutamente eseguite sulla volta della navata centrale, II tipo di Attis pen+ sieroso — Attis funerario, come si esprime il Cumont — è un simbolo funebre che s'incontra nella decorazione di monumenti funerari (*). Maschere di Medusa e di Giove Ammone si ripetono poi con una frequenza straordinaria sopra urne cinerarie e cippi, speciabiente del I secolo dell'Impero (2). Ma più significativo, per noi, di tutte le scene figurate, sinora passate in rassegna, è un quadretto inframmezzato nella decorazione della völta dell'atrio, di un simbolismo, come subito mi N . parve, assai trasparente, 1 quivi: riprodotta una scena di apoteosi, con un genio alato volante, il quale regge sul dorso una figura di donna seduta, Ped@dor, così come è figurata Fapox teosì di Autonino e Faustina sulla base della Colonna Antonini, e apoteosi, ancor più werilamente famosa, di Augusto nella zona superiore del grande cammeo di Francia, a Parigi. Particolare ancor più significativo, il Genius Aeternitalis (che tale la figura alata non può a meno di essere) tiene fra le mani un’anfora con la bocca rovescia, Chiara allusione dell'anima rapita da una forza sovrumana fuori del mondo, mentre i resti mortali, rappresentati dagli avanzi del rogo, sono abbandonati alla terra (8), Quanto a motivi inanimati, i quali si contano in gran numero + nella decorazione delle varie parti delVipogeo, sono specialmente (4) S. Reinach, Répertoire des Reliefs, 11, p. 64 e 66. (è) Altmann, op, eit, p. BSsegg. Una bella maschera di Medusa è dipinia nel medaglione della volta di uno degli ipogei sepolcrali a San Sebastiano, di prossima pubblicazione nelle Notizie degli Scavi, a cura di G. Mancini, () Un gruppo assai simile, di una donna alata con anfora nelle mani, portante sul dorso un'altra figura muliebre, vedesi tra i rilievi della corazza della statua di Augustoa Prima Porta (E. Strong, Roman Sculpture, tav. UL), sebbene con diverso «ignilicaro allegorie: (ivi, pag. 44).

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di divinità), è facile qui riconoscere due tipi caratteristici di monumenti, compresi fra quelli elencati dal Rostowzew: cioè porte sacre e monumenti funerarî propriamente detti, questi ultimi con colonna sormontata da un’aufora, presso un albero sacro, e chiusi entro un alto recinto, semicircolare per lo più, intersecato | L'impiego di simili motivi nell’arte decorativa romana del da finestre (fig. 3). I secolo, dovuto alla moda introdotta dall'arte ellenistica, s’Incontra anche nella decorazione di edifizî dai quali esula qualsiasi carattere funebre, come la casa romana della Farnesina (). Ma il vederli ripetuti nella decorazione di camere sepolerali e simili, come il Colombario Doria-Pamphyli, e il loro carattere innegabile di monumenti funerarî, ci permette, insieme cogli altri motivi citati, di trarre indizi abbastanza sicuri intorno alla vera natura del monumento, dove, a differenza di altri casi, essi sono ‘così numerosi e collocati tanto in vista, 79 Da tutta questa larga e pur affatto incompleta rassegna dei motivi ornamentali dell’ipogeo, risulta, credo, in maniera oramai sufficiente, il carattere spiccatamente funebre di esso, Di numerosi motivi, pur essi artisticamente e simboligticamente non meno importanti di quelli accennati, non è qui contenuta menzione alcuna, Or potrebbe sorgere il dubbio che la scelta presente fosse una scelta intenzionale, a tesi, o quanto meno, che lo studio completo dei motivi, quali appaiono nella decorazione dell’ipogeo, possa modificare più o meno profondamente l'impressione generule. Soltanto l'illustrazione dettagliata del monumento in tutte le sue parti potrà eliminare un giorno simili dubbi. Ma è certo, ad esempio, che scene mitologiche di cui non si è fatto cenno 1 (come quella di Medea e Giasone col vello d'oro nella volta cen(1) Per esempi del genere, ved. Rostowzew, art. cit. Monumenti fune° rarii simili si rinvengono tnttora negli scavi di Ostia 6 di Porto, Evidente è del resto la loro affinità coi monumenti funebri ad esedra in uso a Pompei (Notizie degli Scavi, LLU, p. 386 segg.) trale, di Eracle e di un’Esperide sopra una faccia di pilastro) (2) possono essere facilmente ridotte ad esprimere un simbolo funebre, sia per la natura dei personaggi, sia per l’azione rappresentata U) Verl. riproduzione del primo quadro cit. in Notizie eit, p. AL e Mélanges cit, tav. IV, 2. (la vita ela felicità ultraterrene), Un'altra scena mitologica ben nota, il supplizio di Marsia (fig. 4), trovandosi spesso ripetuta Fic. 4. — Supplizio di Marsia (vélta dalla navata destra).

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I ninusoleo sotterrunco sopra sarcofagi romani scolpiti, si vede come fosse particolar- ‘decorazione così eccezionalmente vasta e complessa quale quella mente adatta per la decorazione parietale di un monumento funebre (*); così la scena con Achille e il centauro Chirone che vedell’ipogeo anonimo di Porta Maggiore, e volendo ammettere che diamo riprodotta nella volta centrale, e ripetuta in bassorilievo, oltre che su sarcofagi, sopra un timpano ornamentale del co| lombario di Pomponio Ila (2). Scene di genere, poi, come quelle ritraenti. soggetti esotici, cioè motivi e personaggi africani, non sembrano presentare nese della destinazione del monumento, si dovrà tuttavia riconoscere sun carattere che ne giustifichi la presenza sepra monumenti di funebre destinazione, ma a questi non risultano neppure disdice- Medusa e di Giove Ammone, quadretti di genere come soggetti nilotiei o cerimonie di nozze, scene mitologiche varie, motivi arvoli se Partista del Colombario Doria-Pamphyli se ne servì introdune Anche la scena delle nozze, figucendoli nella sua decorazio(#). rata dentro uno dei riquadri lunghi della volta centrale, può avere, dato l’uso frequente che se ne fa riell'arte funeraria romana, un chitettonici, tutto ci riconduce, con un'insistenza sempre più prescontenuto simbolico funebre di non difticile interpretazione. Non si vorrà dubitare, infine, che le svariate figure di Eroti e di Vittorie, sparse a profusione sulle vôlte e sulle pareti delPipogeo, possano nulla modificare del contenuto funebre della decorazione, Per chiara testimonianza, poichè l'idea fondaamentale che le Vittorie specialmente basta ricorrere agli eloquenti raffronti con il Colombario degli Arrunzî, ripetutamente citato (stucchi della volta), con la camera sepolcrale di Caio Cestio, con il Colombario dipinto di Pomponio Ha e altri simili numerosi. Pur concedendo, come non si può a meno, una ragionevole libertà d'iniziativa alla fantasia dell’artista in mezzo a tutta una t (3) Di simili riscontri monumentali non è stato sinora tenuto conto, clio mi sappia, da nessuno degli esegeti del monumento, Pei sarcolagi istoriati col mito di Marsia, ved. €, Robert, Surkophapeliefs, vol. IH, p. 28, tav. LXIN-LXIX. Lo stesso mito trovavasi ripetuto tra le pitture del Colombario, di cai non ci rimane che il disegno schematico, citato a pag. 105, (2) Su questo monumento ved. la più recente illustrazione compiuta da FG, Newton, in Papers of Brit. School al Rome, vol. V (1910), p. 461 segg. Per il motivo impiegato nella decorazione di sarcofagi romani, ved. C. Robert, Archaeologische Hermeneutik, Berlino, 1019, p. 212 sg. (8) Onde sembra essere questa una concessione dell'artista all'indirizzo e alla moda del tempo (moda dei paesaggi nilotiei), dettata dall'arte alessandrina. 113 una tale libertà siasi esplicata anche all'infuori del carattere che tale decorazione risponde a un chiaro e costante criterio informativo, il quale si riassume nello sforzo di sottolineare la destinazione funebre del luogo, Scene di ratto, scene dionisiache, scene marine, ligure mitologiche isolate come Attis, maschere di sante, nello stesso ordine d'idee, e cioè che l’ipogeo ha destinazione funebre e che la riechissima decorazione ssmbolica, nel suo co mplesso, ne è la più ispira è quella della separazione dell’anima dal corpo. Cade così ogni ingiustificata prevenzione di inorganicità e irrazionalità degli elementi decorativi: circostanze, queste, le quali costitui rebbero un serio ostacolo anche per-l’asserito esclusivo carattere religioso del monumento (1). Può anzi essere interessante a questo proposito ricordare per un confronto la statistica dei soggetti*dipinti compilata dal Samter, riguardo al Colembario di Villa Pamphyli (3): rappresentazioni mitologiche 7 rappresentazioni di Pigmei 6 stagni If Sono in totale frutta e animali dl paesaggi 30 rappresentazioni varie LI 126 soggetti disparati e privi, come ognun vede, di qualsiasi apparente coesione Puno con l'altro. (3) Lo stesso Leopold, it quate in art. vit, pe 16, parla di sistema logico nella disposizione (soltanto 2) della decorazione, rimane poi perplesso nel giustificare la varietà delle scene mitologiche e ricorre all'ipotesi di un testo di misteri religiosi, per noi naturalmente perduto, al quale l'artista avrebbe cer ‘cato di dare una illustrazione figurata (ivi, pi 153 seg.) (3) Art. eit, pag. 136.

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(5) Leopold (art. vit, p. 168) respinge decisamente la mia ipotesi della statua dentro la nicchia unicamente perchè non si conosce «aucun exemple dune statue attachée de cette manière à une muraille » Ma anzitutto io ho sempre parlato di plinto, di basamento attaccato e assicurato al muro, e non della statua sovrapposta, Inoltre posso anch'io ribattere, che nun si conuste aleun esempio di sedile aderente «de cette manière à une mura ille» Lo stesso studioso avanza poi la questione dell'altezza della stuccatura della parete in rapporto cell'altezza della statua. Ma una volta accettato il eriterio di massima, non è affatto impossibile la ricostrazione ideale della navata con una statua in fondo, la cui altezza non superi quella della parete dipinta. (4) Leopold, art. in Mélanges eit., p. 167. inmosaica, ne questi avrebbero potuto essere asportati facendo così piccolo danno al pavimento intorno. Si dovrà piuttosto pensare che negli interpilastri fossero piantati dei pilastrini, forse marmorei, con le basi di dimensioni esattamente uguali a quelle ‘delle incassature del pavimento. Di che offrono la prova tuttora evidente giacchò nè quello sarebbe stato il posto indicato per quadri vistosi nuto,j quali facessero tutt'una cosa col resto del pavimento (à): Dovendo renderci ragione, possibilmente, della presenza di queste lacune del pavimento, contornate da fasce nere di mosaico, non potremo davvero pensare che a quel posto si trovassero dei quadretti preziosi di mosaico, come da taluno si è riteallo scopo di regolarizzare il piano, onde non è più possibile calcolarne con esattezza la profondità originaria, misuravano una profondità da 15 a 20 centimetri, tima m. 1 X 0.62. Le dette incassature, oggi riempite di cemento misurano in media m. 0,50 X 0/40, le altre m. 0,34 x 0 34, Pulai pilastri stessi, e infine quella più grande di tutte, presso il limitare, nella navata centrale, Le prime incassature accennate dente non solo le lacune dei quadretti ritagliati nello stucco ed asportati dalle pareti dei pilastri e il vuoto lasciato nell'abside, asportandone la statua di cui si ornava(?), ma ancora le incassature rettangolari rimaste vuote sul pavimento della sala negli inter- Di antiche e spietate manomissioni, inoltre, sono segno evilib IL mausoleo sotterraneo valli fra i pilastri, altre incassature simili, più piccole, addossate 114 Se l’ipogeo è dunque nient'altro che un edificio sepolcrale, si domanda ora perchè la cosa sia passata sinora inavvertita da tutti, ad eccezione del chiaro prof. Hülsen che avanzò Pipotesi del eenotatio di Antinoo, e dove mai fosse il luogo per le ceneri, tenuto conto che agli inizî del T secolo dell'Impero vige quasi incontrastato il rito. della eremazione, così per i ricchi come per i poveri (1), Si avverta bene che il contenuto funebre di talune scene, di taluni motivi isolati, non è sfuggito, si può dire, ad alcuno di coloro che trattarono finora del monumento, senza che perciò alcuno si ritenesse autorizzato a ricavarne delle conclusioni decisive per l’esegesi monumentale, Così, studiosi eminenti come Fornari, Cumont, Paribeni, notarono e sottolinearono il contenuto funebre di talune rappresentazioni. L'ipugeo, del resto, è ben lungi dall'essere pervenuto sino a noi: nella sua integrità. Si è detto e ripetuto come a contatto con la parete interna dell'abside si trovasse già un sedile o trono, e sopra questo sedile si è lavorato abbondantemente di fantasia. Quale dio, quale sacerdote di culti nisteriosi pontificava da quella cattedra? Due modesti incassi verticali sulla parete, distanti fra loro m. 0,60 e larghi ciascuno m. 0,19, alti m. 1, giustificano agli vechi di molti la presenza di una cattedra inca ata in parte nel muro. Ma se, invece di una cattedra, si fosse trattato di un basamento, del piedistallo di una statua, assicurato in qualche modo, per mezzo di tiranti, alla parete ? Certo è che, mentre di nicchia o abside può aver bisogno una statua, un'immagine anche di culto, mai, ch'io mi sappia, non si sono viste delle cattedre, dei troni internati nel muro, quando la persona che li occupa ha bisogno di essere a contatto e come circondata dalle altre persone che le fanno corteggio, e non già di restare nascosta in parte ed isolata da quelle (2). (1) Questo. che è il modesto segreto per la retta interpretazione della origine del monumento, non è stato hen tenuto presente da taluno dei mici oppusitori (così G. Lugli nell'art. citato al principio di questo articolo). (*) Ben diverso infatti è il caso del Telesterion di Samotrace, più volte citato a raffronto, con da parete di fondo a piena niechia, di oltre dieci metri di corda (Mélanges eit, fig. a pag. 169).

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le tracce rimaste di pilastrini gid appoggiati alla fronte principale dei grandi pilastri delle völte, in corrispondenza degli incassi vasi certo di carattere sepolerale, di snelle e variate forme mesuddetti. La presenza e le dimensioni di piccoli plinti, alti m. 0.85, sormontati da cornice, è dunque documentata; solo la destinazione resta incerta. Ma altrettanto innegabile,a mio parere, è la originaria presenza di plinti simili negli intervalli fra i pilastri. Incerta naturalmente l'altezza, ma possibile a determinarsi approssimativamente quando si considerino le dimensioni 17 talliche, poggiati su piccoli plinti, si alternano a figure muliebri simboliche, al centro di ciascuno specchio delle pareti, là dove nel nostro ipogeo sono collocati motivi architettonici e figure statuarie. I nostri musci sono ricchi di vasi cinerarî di marmo o di alabastro, di forme eleganti e riccamente decorati a rilievi (1). Poichè la decorazione di codesti vasi occupa intera la loro superficie delle basi. Tali plinti marmorei, collocati fra i piesterna, senza soluzione di continuità, si può ammettere che allastri delle vòlte, in numero di sei in tutto, non meno qualcha volta le urne fossero fatte per esser non già collopoterono urne o ad altro vasi, pur servire se sostenere cate nelle nicchie dei colombarî, ma messe in maniera da essere essi di non a marmo o d’altra più vedute da ogni parte; il che era possibile soltanto quando i vasi preziosa materia, contenenti le ceneri dei defunti. I plinti minori, poi, appoggiati ai pilastri delle volte, cinerarî fossero stati collocati sopra appositi plinti. Il tipo per poterono servire come mensole per deporvi, se non vasi cinerarî, parte della suppellettile funebre. | Che Paspetto originario déll'ipogeo debba essere ricostruito appunto con plinti e vasi cinerarî, collocati negli interpilastri, è cosa sepolcrali era poi offerto dall'architettura funebre in uso all'aperto, con colonne sormontate da vasi; i numerosi esempî del genere, offerti dellipogeo di Porta Maggiore, sono oltremodo istruttivi a tale riguardo, Che nun tutti i vasi rappresentati in rilievo sulle provata non soltanto dalle precedenti constatazioni, ma a più pareti dell’ipogeo abbiano la forma di anfore, e che questi puschiare note ancora da alcuni ornamenti a rilievo sulle pareti, ornasano essere piuttosto interpretati come vasi agonistici, è argomenti di carattere non semplicemente riempitivo. Lungo le due pamento questo di nessun nocumento alle nostre conclusioni, Anche i vasi dipinti nell’interno della camera sepolerale di Caio Cestio reti longitudinali della basilica, al di sopra degli specchi, insieme con altri oggetti, sono disegnate a rilievo delle anfore e dei crateri una tale sistemazione delle urne cinerarie nell'interno di camere in numero di otto, di notevoli dimensioni, in modo da dar nell’ocsono di torme svariatissime e certamente non tutti della forma di einerari. chio, e di nobile ed elegante disegno e decorazione, collocati su Per convincersi, poi, come appunto nel senso osservato fusse plinti con basi e cornici sagomate. Quale e perchè il significato, diretta la ricerca degli effetti decorativi negli edifici romani, hala presenza, anzi la persistenza, di codesti vasi ? È armai certo che sta considerare le helle tavole fittili di età imperiale sino a noi Yartista ebbe presenti ai suoi ocehi o alla sua mente gli oggetti da cui egli traeva l'ispirazione, usandone come partito decorativo. Del colunnii di simili edifici, insieme con erme e statue propriamente resto, nepppure qui l'artista ha saputo 6 voluto essere del tutto oridette, si veggono collocati dei ricchi vasi ornamentali, sopra ginale, avendo fatto ricorso a un partito che sembra fosse già in uso nella decorazione pittorica interna delle tombe monumentali, Nella camera sepolerale della Piramide di Caio Cestio, infatti, pervenute, con prospetti architettonici di palestre (2), Negli inter- (3) P. Gusman, op, eit, tavv. 49, 87, 134, 141. (4jeRohden e Wiunefeld, op. cit, tav, XXI, LXXXIII, CALIL, CALI.

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della nave centrale, Si aggiungano a ciò le figure di oranti, le Irápeze con offerte votive, le immagini di divinità ele scene di . alte basi o plinti. Dall'alto pendono degli oseilla di vario genere, Affatto identico era il caso dell’ipogeo, nel quale al sonimo delle LIN volte, fra un pilastro e Paltro, rimangono tuttora i fori, nei quali s'imperniavano le catene per sustenere gli oscilla (*). L'artista poi äbbiamo noi che una costumanza così tradizionale e diflusa nella religione cattolica, tanto più intollerante in fatto di liturgia, non potesse essere ammessa nella religione romana? Del resto, poichè anche il Fornari pensava a culti di dèi ctonii, la cosa diventa quentemente di vedere delle cappelle funebri gentilizie, nelle quali, accanto agli avelli, trovasi eretto l’altare consacrato, per la celebrazione della messa e di altre sacre funzioni, Quale prova natura e destinazione sacra serve dunque occasionalmente anche da cimitero (1). Ma non è questo il caso che possa valore per Pipogeo di Porta Maggiore, Nelle moderne necropoli accade tuttavia fresussistere una accanto all'altra, La religione cattolica ha lungamente permesso e permetterebbe tuttora di seppellire nell'interno delle chiese, ove tale costumanza non fosse stata già vietata, or è poco più di un secolo, dai regolamenti d’igiene. Un edificio di Prima di ritornare sui nostri passi, è il caso di domandarsi se l’idea di monumento sepolerale e quella di luogo di culto siano così protondamente antitetiche da non poter in qualche modo culto, disseminate sulle pareti della sala, più che mai indicate a corroborare l’idea del luogo di culto. È stata dunque invano tutta la nostra fatica ? ripeteva mediante lo stucco sulle pareti, con una certa libertà, dentro o fuori degli speechi, gli stessi motivi. ch'egli riprendeva dal vero. Dopo di che non credo che Parte romana ci abbia lasciato, fuori dell’ipogeo di Porta Maggiore, un più interessante ed eloquente esempio della natura dello stile architettonico, o Il stile. E un altro problema è forse in gran parte risolto dalla restituzione del monumento nella maniera indicata: il problema della assoluta mancanza di epigrafi nell'interno dell’ipogeo. Iscrizioni funebri dovevano esservi; ma queste si trovavano probabilmente inserite entro cartelli iscritti nella decorazione stessa dei vasi, particolare anche questo di cui abbondano esempi. Qualche magnifico esemplare del genere si trova nella galleria dei Candelabri al Museo Vaticano (?). L’interpretazione or ora data dell’ipogeo e del coutenuto della sua decorazione procederebbe quindi senza gravi obbiezioni sino alla fine, ove una difficoltà, in apparenza di qualche rilievo, non si frapponesse al nostro cammino. Nella esplorazione del piano sottostante all’abside furono rinvenute ossa di animali, resti di un sacrificio espiatorio (*). Residui di ossa di anipiù che naturale per un sepolero, dove incombe la presenza degli dèi Mani, Ma anche qui non ci vengono meno le testimonianze per una dimostrazione positiva della nostra tesi, nella figura di sopravvissuti monumenti sepolerali romani. 1 monumento lungamente denominato del dio Rediculus, presso la via Appia (2), è stato riconosciuto come un edificio sepolcrale, cui accedono delle mali sacrificati si sarebbero anche trovati nell’impluvium dell’atrio. Ritornano così in discussione la struttura architettonica dell’ipogeo, particolarmente adatta per un luogo di culto, e Para la quale già trovavasi collocata quasi all'ingresso della sala e ‘caratteristiche di edificio sacro. Tali il monumento detto tempio (1) Ricordo il tenepliun gentis Fluvite, sul Quirinale, destinato a contenere le ceneri dei morti della famiglia imperiale (Sueton., Domitianus, 17,3). j (7) KR. Durm, op. eit, p. 770. | la traccia in cavità nel pavimento di cui non rimane se non (1) Più difficile e priva di conferme monumentali sefnbrami l'ipotesi, secondo la quale dall'alto delle volte tra i pilastri pendessero delle lucerne. @) R. Durm, Baukunst der Etrusker u. der Kimer, p. 766. (8) Notizie cit., 1918, p. 47.

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mp della Tosse presso Tivoli, Tor de’ Schiavi sulla via Prenestina, 121 * pure nell'interno di taluno di questi monumenti, sebbene, dopo Sono comunissimi i cippi in forma di are, anzi è questa la lore forma più comune. Ai lati di questi cippi,o are funerarie, si trovano costantemente la patera e Purceolo, cioè gli arnesi per le litante sistematiche depredazioni, non ne rimanga traccia, bazioni sacrificali. Non si sono mai trovati finora, nella esploraed altri. Le are per i sacrificii probabilmente non mancavano nep-- Altri monumenti del genere, basilichette sotterranee, cioè, zione di sepoleri monumentali, avanzi di sacrificî catartici 0 purinvenute à Roma in tempi diversi, furono dal Lanciani (art. cit.) richiamati opportunamente a proposito della « Basilica » di . insufficienza di accurate ricerche. In ogni modo ci basti stabilire Porta Maggiore; luoghi di culto quelli effettivamente riconosciuti per tali dalla presenza constatata di suppellettili, iscrizioni e ornati di indubbio significato, Ma allo stesso modo che per quegli edificî non si ebbe bisogno di riscontrare tracce di un sacrificio espiatorio qualsiasi per dare ad essi il loro vero nome, così mi sembra che la constatazione effettiva del sacrificio nel caso nostro non costituisca la prova definitiva della natura esclusivamente religiosa del monumento. 1] quale conserva inoltre una decorazione complessa di un contenuto così speciale e presenta, inultre, tali novità di particolari architettonici (come i pilastrini o plinti ai lati della nave centrale), che non è assolurificatori, come nel caso nostro; ma ciò forse, più che altro, per che la destinazione sepolerale di un monumento non ripugna alla celebrazione di sacrifief, L'architettura sepolerale romana ha sviluppato questo tipo di tempio-sepolero, o mausoleo, anche in provincia, e particolarmente, sembra, nell’ Africa settentrionale, dove se ne ammirano tuttora doi classici esempî, Per Roma basta ricordare il sepolero degli Aterii figurato in un bassorilievo celebre (5, per formarsi un'idea appropriata della struttura esterna di monumenti sepolerali, affatto simile a quella di un tempio, Tale architettura non può essere venuta in moda se non agli inizî del I secolo, in armonia col fasto dell'età augustea (*). L’ipogeo di Porta Maggiore, trovandosi al principio di cotesta fase, riproduce sulu tamente lecito prescindere da caratteristiche così notevoli, per correre dietro ad analogie di assai dubbio valore e significato. all’interno certe forme architettoniche meglio indicate per edi- La diffusione di un tipo di sepolero o mausoleo, d'una forma era esattamente imitato anche l'aspetto esterno. Esso risente invece della tecnica costruttiva ipogea comune ad altri monucosì monumentale e caratteristica da potersi scambiare per un luogo di culto, è stato nel mondo romano e classico, in generale, fizî di culto, dei quali in sepoleri posteriori, eretti soprassunlo, menti sepolerali contemporanei, scoperti ‘in passato nelle adiamaggiore di quanto si creda. È dello Strzygowski la scoperta cenze di Porta Maggiore. Tali i Colombarî degli Arrunzî e degli e pubblicazione di un ipogeo dell’anno 259, rinvenuto a Megaret- Statilii @). A proposito del primo dei quali conviene insistere, più Abu-Sxejl, presso Palmira, edificio a crociera, adorno di pregevoli pitture (ved, P. Ducati, Arte classica, p. 810 segg.). Importante per che non si è fatto sinora, sulla reciproca strettissima comunanza noi il fatto che su pilastri dell’ipogeo siano dipinti ritratti entro medaglioni sostenuti da Vittorie (*). È stato dagli archeologi ben notato che la pianta dell’ipogeo è quella stessa che viene poi adottata per edifizî cristiani, come è il caso della nostra basilica, (5) 5. Reinach, RPGR, po 149, 3. in fatto non soltanto di soggetti mitologici e simbolici, ma anche di minuti partiti decorativi, cosa che ci permette di considerarli , (3) P. Gusman, op. cit, tav. 27. Ved. anche la facciata ‘del Sepolero dei Nasoni, riprodotta in Arch. Jahrb. XXIV (1910), p. 101. (4) L. Friedländer, Darstellungen aus der Sittengeschichte Roms (Sedir), vol. IE, p. 359 (Der Laceus der Totenbestattuny). (®) KE. Brizio, Pilture e sepoleri scoperti sull Esquwilino (Roma, 1876).

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la pratica destinazione funebre del monumento serve a dare alla multiforme decorazione figurata quell’unità logica che altrimenti non avrebbe: proprio come nel caso della nostra « Basilica » La . quale, per tutte le ragioni anzidette, assume un aspetto comple altrimenti delto banilica di Porte Maggiore si può dire in tutti i tempi e in tutte le religioni, di mettere i morti tamente nuovo, ben caratterizzato dal termine proprio di « Mauassai strettamente vicini anche nel tempo. Le immagini di divisotto l'immediata protezione della divinità. Basta, del resto, rifeun monumento sepolcrale come il nostro, per il costume, invalso nità, poi, si addicono abbastanza bene anche alla decorazione di rirsi ancora una volta alla tomba degli Anicî sulla via Latina, dosi, ad esempio, nel Colombario di Pomponio Ila sulla via Appia. Del resto, se la piramide di Caio Cestio a Porta S, Paolo non fosse munita, all’esterno, dell’iscrizione sepolerale e se, per che Pabside, con relativo catino decorato, doveva essere abbastanza in uso nell’architettura funebre del 1° secolo, riscontrantettonica in parte ¢ tutta o quasi la decorazione. Si avverta, però, carattere sepolerale, che ne giustifica l'origine, la struttura archisoria destinazione religiosa, intatto resta per il monumento il per grandiosità e magnificenza, un vero e proprio mausoleo, a prescindere dalPoriginalità o mono dell'architettura e dei motivi ornamentali, e in cui la destinazione sepolcrale non disdicesse alla celebrazione di sacrifice? religiosi, Nonostante questa uccesl'esecuzione pensarono di scavare nel suolo, come di solito sul margine di una via, un edificio di cui non si conoscesse Puguale monumento di pietà per i suoi morti e l'architetto che ne curò soleo » (1). La famiglia gentilizia che commise la costruzione di quel per averne la conferma, Sulle pareti della tomba presso la volta, si veggono infatti, entro riquadri, le figure di Mercurio, Bacco, Sileno e Apollo. Tutti gli altri motivi ‘ornamentali di carattere religioso si spiegano, quindi, secondo lo stesso simbolismo. Di che ci si può convincere consultando il volume II delle Antichild romane di Piranesi, volume dedicato particolarmente a monumenti sepolcrali, oggi distrutti. Le presenti conclusioni, del resto, non costituiscono, sotto un certo aspetto, una novità, ma sono piuttosto un corollario delle idee dello stesso Cumont, là dove egli dice che i caratteri della decorazione indicano che la Società esoterica che si riuniva in quel ritiro (o piuttosto, secondo noi, i superstiti della famiglia) assicurava ai suoi addetti la salute nell'altra vita (1). E Leopold: « La pensée du lieu du dernier repos est vive dans toute la Basilique » (*). Potrà sorgere questione se il concetto religioso informativo sia da far risalire al neo-pitagorismo o al culto orfico e dionisiaco, oppure ad un sincretismo di queste varie correnti religiose, come è opinione di Leopold (5). “Ma è questione secondaria questa, che dovrebbe lasciarci indifierenti, ove non portasse una certa conferma all’idea del sepolero. Tutti i monumenti sepolcrali romani, tombe dipinte, cippi, sarcofagi scolpiti e simili, ci presentano un repertorio figurato che dal punto di vista religioso non può a meno di essere riportato ad un sineretismo pitagorico-orfico-dionisiaco, Soltanto (3) Ibidem, p. 174. (1) Hassegnu d'Arte vit, p. 88. (3) Mélanges vit, p. 176. (*) Si ripete cioè, in un altro campo, un caso analogo a quello delle la1 ette iseritte, dette lamiuette ortiche, solite a rinvenirsiin tombe della Magna Grecia (D. Comparetti, Laminette orfiche); nelle quali il contenuto delle iserizion i comunemente assai oscuro ed involuto, mentre la destinazione funebre di quei monumenti epigrafici è manifestamente dichiarata dalle condizioni stesse del rinvenimento. Ved. anehe G. Lugli in Riv. di Architettara e Arti decoratice, I. cit.; «Tuttavia non si può negare che tutto richiama al culto dei morti... Si tratta di una schola annessa ad un sepolcro, la quale per ragioni di culto si volle costruita sotto terra, e non sopra, lasciando magari ilsepolero sopra terra » Non si tratta ora che di capovolgere il siste ma, e l'accordo sarà perfetto. Allo stesso ordipe di idee si può richiamare inline la nuova esogesi della Sig. Strang, la quale «interprets the diltieult scene in the apse as one of purification by the ordeal of water » e « points out that ull the other scenes can be referred to the wanderings of the soul and its progress towards its final goal» (Th. Ahsby, art. cit, p. 18).

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un caso, non fossero sino a noi pervenute le piramidi di Egitto, ‘e semplicemente, cadrebbe il ragionamento su cui poggiava l’ipo- 124 120 chi potrebbe oggi asserire con sicurezza essere quello un monu-. tesi del Fornari, già accettata, con entusiasmo forse intempemento sepolcrale, data l'avvenuta manomissione dell’interno . stivo, da altri studiosi dell'argomento, come il Cumont e il del sepolero ? Il fasto dei ricchi Romani dell’età augustea, dunque, costruzioni anche di tipo esotico, purchè originali e, come oggi Leopold. 11 quale ultimo si è adoperato con iscarso frutto, a mio parere, a dare un principio di consistenza storica a quello sfondo di romanzo drammatizzato dal Fornari. Ma io non si direbbe impropriamente e semplicemente, « barocche » (1). nego — e certo sarebbe assai seducente, sebbene d’ardua dimosi manifestava nella erezione di monumenti sepolcrali imitando Quale culto fosse quivi celebrato, è cosa per nei, in fondo, strazione — che possa essere stato quello il mausoleo della stessa di secondaria importanza, tanto più che un tale culto, quale si famiglia patrizia degli Statilii, cui ben si converrebbero la granfosse, non può a meno di aver avuto (come si è detto) una stretta diosità ed il fasto spiegati nel monumento (2), attinenza col culto dei morti. Una statua certo campeggiava nella nicchia dell'abside, e davanti a quella ardevano i sacricon procedimenti teenici i quali miravano ad escludere Pintruficî sull’ara in fondo alla basilica. Non è però escluso che, invece di una statua di divinità, fosse collocata al posto di onore una statua riproducente le sembianze e l’aspetto di uno dei defunti, sione di vechi profani e a garantire i] segreto intorno al monumento, È procedimenti tecnici speciali possono anche essere stati richiesti dall’eccessiva angustia dello spazio disponibile, dato di cui le ceneri si conservavano nel mausoleo; così come i medaglioni eseguiti in rilievo sui pilastri dell’ipogeo non sono se non che il sepolero doveva sorgere in zona obbligata, presso la via ritratti di defunti. Conviene qui ricordare che Peta dell’ipogeo nere, Del resto, soltanto chi dimentichi quale gelosa e minuziosa Ê stato osservato che la costruzione dolPipogeo fu segulta Prenestina, stretto forse molto da vicino da monumenti del gepuò anche restare compresa fra la proclamazione del divus Cuesar cura gli antichi ponessero sovente nel tener lungi da occhi e da e quella del divus Augustus (?). Del resto, è aperto il campo alle cupidigie profani le sedi dei morti: soltanto chi dimentichi le congetture intorno al culto, come intorno alla famiglia proprie. imprecazioni delle lapidi sepolcrali contro gli eventuali profanatori (2), potrà stupirsi del segreto onde si’ volle circondare il Per via d’induzioni speciose il Fornari, il quale pensava ad mausoleo ; il cui segreto era certo più che giustificato dalla ricun santuario, era arrivato ad attribuirlo alla famiglia degli StaLilli, servendosi] sopra tutto di un passo di Tacito. Siccome, a mio chezza della suppellettile funeraria, proporzionata alla ricchezza della decorazione parietale. Secondaria in un senso, significativa modo di vedere, è da escludersi l’idea del santuario puramente in un altro, è poi la questione della irregolarità evidente di taluni taria dell’ipogeo. particolari architettonici dell’ipogeo; irregolarità ancor tolle(1) A proposito della quale piramide di Caio Cestio occorre ricordare come da una descrizione de mirabilibus Romae del sec. Xu (magistri Gregorii), ultimamente pubblicata, si ricaverebbe che monumenti sepolerali in forma rabile in un monumento destinato ad uso sepolcrale; ineseusabile, direi, in luogo unicamente frequentato per ragioni di culto. di piramide erano in Roma più di uno (ved. Journal of Roman Studies IX, 1, 1919). () È del 42 n.C. il decreto dei triumviri di innalzare un tempio a Cesare nel Féro; tempio che però non fu dedicato prima dell'anno 29a. C, Augusto fu proclamato divo subito dopo la sua morte (14 d. C.). €) Per Veselusione completa dellPattribuzione. del monumento alla Gens Stabile si pronuncia R. Landfani, in art, cit, p. 80 seg. (2) Ved. in proposito €. Pascal, Le credenze @oltretomba nelle opere letterarie dell'antichità elussica (Catania, 1012), Ip. HI segg.

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Sfatate molte prevenzioni, sembra possa così finalmente restare assodato che l’ipogeo anonimo di Porta Maggiore nacque. e servi come edificio sepolerale gentilizio 0 mausoleo, e non come santuario e tanto meno come luogo di misteri, quali si vogliano, anche se con una destinazione accessoria di culto funerario, Nulla di misterioso, dunque, nell’ipogeo, che si restituisce con sicurezza perfino nella suppellettile mancante. In attesa della pubblicazione definitiva, il monumento esce così fin da ora da quell'ombra di mistero che per tanto tempo ha servito ad acerescerne il fascino. La storia dell’arto sepolerale romana vi guadagna un nuovo gioiello di inestimabile valore, mentre esulano altrove i culti più o meno vaghi e misteriosi, venuti a rifugiarsi all’onıbra del meraviglioso ipogeo. Questo, però, pur rientrando nel novero dei monumenti sepolerali, rimane il primo del genere, privo tuttora di termini netti di confronto, e perciò degno dell’ammirazione di lunghe generazioni di studiosi e di artisti; i quali rinunzieranno ben volentieri al mistero, per ammirare e comprendere in ogni parte, con liberi occhi, un monumento, come questo, di pura bellezza (1). GOFFREDO BENDINELLI, (1) Perchè le mie parole relative all'ammirazione delle future generazioni nou sembrino celaré ombra alcuna di ironia, o altrimenti d’ingenuità, quanto mai inopportuna nel caso presente, non posso astenermi dalPaccennare a un fatto riconosciuto: che il monumento, cioè, ha urgente bisogno di lavori di protezione contro l'umidità e le, intiltrazioni dell’acqua, per mancanza dei quali finora ha già sofferto non poco, Tali lavori di protezione, costosi per se stessi, è tuttavia da augurare che vengano decisi e intrapresi prima che sia troppo tardi. ri Beer ks DELA Cameri Seite LAN We AB UE ARCA Ema ACI

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