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Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)Luo ta ©
AAN4 LED +,
Presentazione di un testo astronomico
e discussione di un documento di Antinoe
MANFREDO Maxrrepi, Firenze
Oggetto della presente comunicazione sono due testi di diverso
carattere, attinenti cioè ai due rami della papirologia. Il primo è
un testo — ancora inedito — di contenuto letterario appartenente
alla raccolta dell'Istituto Papirologico di Firenze, e affidato alle mie
modeste cure dal Prof. Bartoletti, Direttore dell’Istituto. I) secondo
è invece un documento già edito dal Prof. Roberts nel primo volume
dei papiri Antinoopolis, studiato poi
con particolare competenza
dal Prof. Rémondon in un articolo apparso sulla Chronique d'Egupte,
ed infine ricordato anche dal Prof. Bingen in questa sede.
Un frammento astronomico
Incominciamo
dunque
col
presentare
il
frammento
letterario
— tuttora in corso di studio — che ci restituisce un nuovo testo
astronomico, Si tratta di una colonna di volumen parzialmente ricostruita con tre pezzi di papiro rinvenuti in momenti successivi nella
papiroteca dell Istituto « G. Vitelli ». Sussistono i margini superiore
ed inferiore, sui quali si leggono searsi resti di annotazioni di una
mano corsiva del IT/ITI sec. d. C.; sul verso altre modeste tracce di
scritti interpretabili come attestazioni di ricevuta e databili all’inizio
del TIT secolo. — La scrittura del nostro testo è una libraria piuttosto
minuta che, pur non essendo priva di qualche legatura e di altri
elementi corsiveggianti,
conserva nel complesso L'eleganza propria
di una mano lungamente esercitata a trascrivere i testi con esattezza
e
scrupolosa
attenzione.
Può
essere
datata
paleograficamente
al
TT sec. d. €. e. ci sembra, entro la prima metà del secolo (1). I righi di
serittura della colonna ammontano complessivamente a 46, benché
(1) Nonostante le maggiori dimensioni dei caratteri, il P.Lond. CXXX,
riprodotto a p. 122 della Gricch. Palarcgraphie dallo Schubart, presenta una
serittura affine.
Seite 2
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)sussista qualche incertezza riguardo alla sutura tra il primo c il secondo frammento intorno al r. 12, e non si possa escludere del tutto
gesimale per i gradi, notazione che giunge al quarto sottomultiplo;
e la sua introduzione nell’uso scientifico greco corrente — e in modo
coerente — è attribuita al celebre Ipparco di Nicea (1), le cui osservazioni astronomiche si riferiscono alla seconda metà del 1] sec. a. C.
AI r. 46 del nostro testo leggiamo inoltre il termine 28m, parola
235
la possibilità che i primi 11 righi facessero parte di una colonna precedente o seguente; tuttavia gli argomenti a favore della loro unione
ci sono sembrati più forti. — La correzione interlineare al r. 39 sembra dovuta alla prima mano.
Il testo trattava problemi astronomici: in particolare la nostra
colonna si apriva con alcuni dati concernenti la preparazione di una
tabella forse relativa alla rilevazione delle posizioni della Luna durante una lunazione (cfr. il numero degli oziyor della tabella indicato
a r. 6). Si passava poi (ca. r. 15) a discutere i problemi posti dalla
cosiddetta anomalia solare. Questo secondo argomento veniva introdotto con considerazioni sulla validità, agli effetti dell’osservazione,
sia della teoria degli cecentrici sia di quella degli epicicli.
Il trattato sembra appartenere alla classe più alta tra quelle
rappresentate dai
varî testi restituitici esclusivamente dai
papiri
ed elencati dal Pack ai nn. 2002-2067 della nuova edizione del suo
catalogo. Molti di questi testi sono peraltro frammenti di tavole
pratiche e solo in casi isolati ci troviamo di fronte a trattati veri e
proprî: e anche in tali casi possiamo osservare come spesso le apparenze siano più per una interpretazione di essi come note destinate alla scuola o comunque di uso pratico, piuttosto che come
frammenti di trattati teorici. Invece la terminologia del presente
papiro della Società Italiana, la struttura della frase — per quel che
si può afferrare dai resti della colonna —, Vordinamento dell’esposizione fanno pensare più volentieri ad un’opera (o almeno ad estratti
da un’opera) avente seria intenzione e fondamento scientifico. La data
a cui riteniamo di poter ascrivere la scrittura del nostro frammento ci
pone in condizione di dubitare molto della possibilità che si tratti
di un testo proveniente dalla cerchia di Tolomeo, benché il frammento
attesti, già con la sua presenza, che ci troviamo in un'epoca in cui
gli interessi per le scienze astronomiche (e astrologiche) sono particolarmente vivi. Anche la mancanza di ogni preciso riferimento
all'opera di Tolomeo — almeno per quel che ci è riuscito a tutt'oggi
di controllare —, la connessione che riscontriamo nel nostro testo
tipicamente platonica cd estranea al linguaggio scientifico corrente,
che preferisce il più nitido e normale «6Enote: questo induce a pensare ad un autore in qualche modo legato a Platone, e anche qui si
ripresenta il nome dello stesso Ipparco, che probabilmente apparteneva all'ambiente accademico. È noto Venorme influsso che questo
grande studioso ebbe su Tolomeo e sulle teorie astronomiche del
Il sec. d. C., mentre non possiamo trascurare il fatto che Ipparco
Ov vat drostutscrisse opere aventi ad es. per titolo: Tlepi ueyed
tov Thou za certvas e Magi tig nate mAdtovg puvratag tri
0205. che evidentemente ben si collegano con l'argomento trattato nel
presente frammento; infine ricordiamo che a Ipparco viene attribuita
dallo stesso Tolomeo la presentazione appaiata e combinata della
teoria degli epicicli e di quella degli eccentrici. Anche il nostro testo,
come abbiamo già osservato. allude chiaramente alle due teorie
(vr. 24 sgg.) e sembra appunto muovere alla spiegazione della validita (ad effetti pratici: c@%erv td garvoueva. dicevano gli studiosi
antichi) sia dell’una sia dell’altra soluzione del movimento anomalistico del sole (2).
È vero che nel TT see. d. €. gli studiosi alessandrini composero
una raccolta di monografie matematiche ed astronomiche atte a
facilitare la comprensione dell’Almagesto (cfr. Manitius, introd. a
Ptol. Alm. p. v): il cosiddetto Astronomo Minore; ma difficilmente
si potrà scendere così in basso con la datazione del nostro papiro:
tutt'al più potrebbe trattarsi di una più antica redazione o copia di
una delle operette in séguito introdotte nella raccolta. Questo non
toglie che possa ancora trattarsi di Ippareo o della sua scuola (3).
(1) Cfr. A. Renn, in RE, VIII, 2, 1672; A. ROME, Théon d'Alexandrie,
1, p. 450, n, 1; ece.
espositivo, che ci appare meno schematico e formulare di quello del
(2) A p. 238 Heiberg dell Almagesto, Tolomeo, alla fine della dimostrazionc
delle teorio degli eceentriei e degli epieicli, dice che i valori da lui calcolati
corrispondono a quelli dati da Ipparco. - Cfr. Th. Heat, Aristarchus of Samos,
grande astronomo, ci hanno sospinto a ricercare nelle cpoche precepp. 267 sg.
tra i due diversi argomenti sopra accennati, e soprattutto lo stile
denti lc tracce delle teorie esposte. Ll terminus post quem è d'altra
parte costituito dall’evidente uso nel contesto della notazione sessa-
(3) linportanti studi matematici del moto cccentrico ed epieicheo com.
piuti da Apollonio di l'erga (predecessore di Ipparco) sono stati posti in luce
da O. Neugebauer in Stulía Mathematica 24 (1959), pp. 5-21.
Seite 3
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)MANFREDI
{ margine cm 4 |
wey pis xm [
241
] zus
lo[lwy]] tro a
40
] xy. Béilous di
] fyytota dio rep]
Juov as day Al
| tev Sus ner
va 13 € ud. rlAérous Sé can [
Taba má Extéuevor [eiç Tôv
Seurepov atiyoy This [ocAtdos
Joure ay En xl
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z[o]voquesou xatakouley tote 42
45
[Ao]ug x oriyous xai zwv[
Jakes wee zerpaermpildos
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TJ ade
nv dvelpa).
Irzssayalylövres pel
J*arvog*|
10
{ margine em 3.5 )
Jov Spóu[ov
leer vd [le «+ ta [
Pin un al
Jas xl
Esaminiamo ora pitt dettagliatamente il contenuto del papiro.
lev TaëËl
Premettiamo
Jus 8 aus Xe [
Jepov ag nat *[
teva svilupparsi la trattazione.
lozwg thy pol
Nelle prime righe del testo ineontriamo aleuni dati e più esattarpayluareias ¿Eor[
] 2vogahiag xl
mente delle coordinate astronomiche, che potrebbero valere per la
Éx-
Luna. Nel r. | abbiamo escluso la possibilità di considerare il pev come
Inoólueda xatà tov [Evdegópe20
parte finale di un verbo (¿£foye», eöponev ricorrono di frequente nei
vov] toómov. 5 Hulos yız brotesti analoghi), perché — confrontando, per es., Ptol. Adm. 4, p. 279,
Wioleos &9' Exatéloag
18 seg. Heiberg —- era chiaro che la prima cifra che leggiamo nella
Jeet ce voi pal ]r[
ui]uno:v uotouts Sua[ty
Eu Tetas-
Tinpopiw tav te nara É[uxevrsov zUxAoy
eylxeipevos pépnrat idv tle ¿xi ine
xülrhou. OUT yao Fut» ev sh
Tg] dvwpariag tod ritos dA[
Eine oùv Suoiv poisare xa[
lpogte To Sitpopdy eatiy[ |
30
lx tig newvacews neocen]|
¿lx tou TETAPTNUOPLOV *[
] tTestg uotpuc où yas «[
Jer ar
[
Jose| Jol Jaxx
1 Joxredesa[
lega rapol
Jxdxrtov
[
SETH TY:
nostra colonna doveva essere preceduta, nella parte del testo antecedente, dalla indicazione della coordinata essenziale della longitudine
(e che sarà stata quasi certamente rappresentata dalla parola uñxouc).
La longitudine occupa di regola il primo posto in queste elencazioni,
seguita nel nostro caso dal
Bailes (valore dell'angolo compreso tra
la direzione osservatorc-apogeo e la direzione oszervatore-huna) e dal
tA4T05
(valore dell'angolo compreso
tra la direzione osservatore.
luna e la direzione osservatore-nodo ascendente dell'orbita lunare).
Il pev quindi non può essere che la particella.
L'esposizione
prosegue
approssimativamente:
«riapplicando
lo
stesso metodo (o le stesse cifre) alla seconda riga della colonna dei
Jevez[] 850 clots #x[
1231
che tutte le integrazioni proposte nella traserizione
provvisoria sono puramente indicative, intese a mostrare come potrenta giorni (fra 02.806 € terazovAmuisov poteva esserei un'ulteriore precisazione o
un articolo sostantivante il
toimxovhnué:ou).
ricaveremo gli altri 29 righi... 0. Ar. 7 Vaccenno al quadriennio
potrebbe rientrare nel frequente uso di periodi pluriennali proprio
degli astronomi antichi al fine di ottenere — considerando periodi-
Seite 4
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)PRESENTAZIONE
più lunghi — valore medi più precisi (1). Anche la presenza del ter-
Ma sembra che gli
mine Spéuog conforta questa ipotesi. Questi valori servivano forse
poiché
Ay, 4. ovviamente. si dovrà integrare o Bailojug o nAatolus.
calcolo, c sembra che si faccia riferimento a qualcosa di già detto
ramente a che vedere con fenomeni di moto anomalistico apparente
di un qualche corpo celeste (2). Non è escluso che Jaf dir. 18 sia Pinirsomov)». secondo noi da
aver
riferi
31-39)
nt
con
ina
o
non forniscono notizie
15-18). « Il sole — seguita il trattatista — sia attenendoci all ipotesi
= Pack: 2021; purtroppo gli
editori
quanto alPaspetto del
papiro o quanto alla
paleografia, benché attribuisc
ano il pezzo al I/II sec. d.
€. Dalla lar.
ghezza della colonna semb
ra tuttavia che if P.Oslo
non corris sonda
degli eccentrici, sia a quella degli epieieli, in entrambi i casi...
fe qui resta aperta una spiacevole lacuna] ha {proponiamo per es.] una
a un frammento dello stesso volu
men. L'argomento di P Oslo 73
‘variazione’ di due gradi ne} quadrante ». Debbo precisare {poiché
sarcbbe fondamentalmente
Ja misura del diametro solar
e.
la colonna di scrittura poteva essere anche alquanto più larga) che
Accontentiamoci dunque
nel r. 23 dopo Svo[iy poteva trovar posto una frazione (forse i 23’ che,
ea
per ora di queste poche
e slegate
osscrvazioni su di un testo che,
se veramente potesse esser
e riferito con
con i 2° sussistenti, costituiscono anche secondo Tolomeo, Alm. 3,
pp. 235-240, il valore massimo della differenza anomalistica nell’orpresente argomento. Ai rr. 28-30 riprende il discorso dei 2° che costipuò
i
Aegyptus 13 (1933) p. 479
e
precedeva (rr.
a una trattazione più approfondita o diffusa di un particolare del
rigo
Un confronto sarebbe
stato utile con il P.Oslo
73. già edito in
úrodedeiype/vov]
bita solare?) (3). Il nuovo breve periodo a rr, 26-27 rimandava forse
quest'ultimo
sulla materia esposta.
18-20 con «esporremo
connettersi con quanto
ultimi righi ritornino sull’
argomento comcontribuito a tale scopo,
bensì certo ad un orientam
ento generico
ziale di una forma della parola ag.) pot (cifre dell'anomalia). Abbiamo
essere
243
Le tabelle di Tolomeo. ampi
amente consultate. non ci hann
o
fornito dati utili alla soluzione
ideale dei vari problemi propo
stici
dal nostro testo. Neppure i
commenti di Pappo e di Toon
e hanno
(o su cui si tornerà in seguito ?); queste considerazioni avevano chiaanche
ECC.
anomalia (cfr. sopra rr
difficilmente
le fasi funari.
Si passa poi a considerazioni di ordine più dimostrativo che di
poteva
ASTRONOMICO
servazione di un « accrescime
nto » dell’
r. 10: e cioè una serie di valori in gradi (meno probabilmente in x96v01).
(ma
TESTO
(questa volta accompagnato
da 242) (1), e si concluda
no con l’ose introducevano in qualche modo quelli che ritroviamo a partire dal
nel modo opportuno
UN
portante il valore di 20
più volte ricorrente nel
nostro frammento
a determinare la velocità media orbitale di un astro (la Luna?),
poi ricostruito grosso modo il senzo dei rr.
pI
A
qualche
fondamento
alla
cerchia di Ipparco
duo “XL
OthakynI#e,
come
lo
definisce
(àvre gudrovie TE
Tolomeo,
Abn. 3.
»
191
19-20 H.), potrebbe costituite
un interessante documento per
la
ame dell’astronomia antica. Su
di esso si pronunceranno i comp
e.
renti.
tuiscono la « differenza » nel «moto » (tra i 92° 23° del moto apparente
e i 90° del moto teorico
?}, forse introducendo poi (rr. 31-32) un altro
quadrante in cui ci si aspetterebbero 3° di differenza (2). I righi 34-46
sono molto frammentarî, ma si riesce a cogliere ancora un dato inte-
|
Il papiro Antinoopolis 38
+
papiro Antinoopolis 38 fu
pubblicato nel 1950 dal Rober
ts,
ressante nei 3v0 zeur[ di cui si parla ai rr. 40 e 42. Purtroppo per
poi riedito dal
ora non ci soccorre nulla di soddisfacente al proposito (forse misure
( 1957), pp. 130-146; ed era
stato discu
relative alla dimostrazione di cui sopra?: forse misure del diametro
Ernst Schönbauer alle pp.
apparente di un astro?)
Prof.
Roger
Rémondon
in
e
Chronique d'Egypte | 32
sso anche dall'illustre giuri
sta
87-58 del suo articolo sulla
Recht
se ;
wicklung in der Kaiserzeit in
Journ. Jur. Pap. 9/10 (1955/56
) _
Si tratta di una dichiarazi
(1) Dice ad es. Teone di Smirne (£xpositio pp. 172-3 Hiller) che i valori
ean
riferimento
one giurata rilasciata da
un gruppo di
al
prezzo
longitudinali del sole vanno calcolati sulla media di 4 anni, mentre gli altri
valori su periodi ancora più lunghi.
.
.
n
1
.
del
materiale da
>
(2) Sarebbe qui utile una integrazione plausibile deWeforl| dir. 17.
(3) In P.Michigan 3, 149, col. JI, si dice invece che il raggio dell'epicielo
del sole (che ovviamente si identifica con la differenza anomalistica) è di 2° 307
(1) Forse ar. 44 si dovr
à serivere uloro®v].
loro
trattato
Seite 5
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)creduto di poter
dei rr. 16 e 17 [ora 17 e 18], dove il Roberts aveva
: Rémondo
testo
dal
data
«zou
ne
lezio
sulla
correggere dpy(ugi)ov
ne tra 1
giustamente rifiuta la lettura del Roberts, per la sproporzio
stesso
lo
Per
prezzo dichiarato e quello allora possibile per l'argento,
questo papiro il Prof.
motivo ha richiamato la mia attenzione su izion
del
Angelo Segrè (che fin dall'epoca dell'appar e del volume
Roberts aveva fatto richiedere una fotografia del papiro): la nuova
ispezione ha portato a qualche risultato.
as] moo” Abo} "Aupadvig Bnoxpiwr
30
dulosx tov Goxov wo TPÓXELTAL.
{margine }
Dobbiamo anzitutto fare aleune precisazioni. Ricordiamo — come
gia fece notare il Welles (c come abbiamo potuto controllare sulla
fotografia inviataci dalla Biblioteca Bodleiana) — che l’attuale r. 13
che contiene il nome del Cesare Massimiano. Anche a r.
Più importante agli effetti del contenuto e della discussione è
«arl
la seconda osservazione.
Adenl
nostri calcoli (1) è da correggersi riportandola al
oi ano toi [zosvod THY
15
wy TALS aos ROEWE
che,
secondo i
12 aprile 300, an-
Massimiano). Cade con ciò ovviamente l'integrazione ai rr. 1-2 propévr|wv Aüpnhiwy Excarduumvoc]
Drrav[tivdov BovAeutoi xai “Auwor-]
anche per l'adozione della formula ¿mi +%ç Lratias che non ricorvou B[noafiwvos
rat “lord. “peu
tengo pertanto che si debba ivi integrare il nome dei consoli in carica
posta dal Rémondon, integrazione che ci aveva messo in sospetto
davamo di aver incontrato altrove nei documenti papiracei. Non ri-
.
pou tex[ dpodkoyobwey duyvuovtes]
arly tay zupioav Tubo AroxAntiavou xx]
Mat[tuta]voi [sejB[uoró» zati Kevotxy7toul
za M[a&spjravod TOY [Ejrıpavleorzrov]
varco Toga» reos ovio] x[atà]
[ THY wey
véhev[asly TyewovexFy]
[yx]Ssusvov
„arep
tov
civat
v
AiToa
tay rua quGv Arovantixvou HAL
portuno con i nomi dei sottoscrittori. come suggerisce il Rémondon
nel giusto tentativo di trovare una spiegazione per lo spazio superiore
LI
Ma£uuavod cepaoz®v zul L n TOY
|
avoir Tay Kovoravtiou zat Madipravot
TOY ETLORVETTATAY KALTE SOY
Dasponde 1%. Ang! La par pco Y
141-142),
in bianco i rr. 6 sgg. perché fossero completati solo al momento ope
DI
~
in base alla prima ordinanza del 297 e allo scopo di fornire elementi
per fissare il prezzo statale dei varì materiali e relative prestazioni
nella forma del © del r. 6 da quello del r. 7) che siano stati lasciati
7
.
Quindi, se l'editto de pretiis è del 301/302 (XVIII anno di Diocleziano), ciò significa che queste dichiarazioni giurate erano fatte
Neppure mi sembra probabile (nonostante una lieve differenza
ve nai imeporal po. L te zar L te
+t
fosse almeno un'altra riga di scrittura.
d’opera (come d'altronde mettono già in rilievo Schönbauer, p. 88
ada, Y Evogot cinpev TO Welw ÖögLA
(che per il 300 sarebbero i due Cesari Costanzo e Massimiano), tanto
più che non si può escludere che nella parte superiore del foglio ci
e Rémondon, pp.
cx Evbo ty’ cidfg, vai under Seeyedà
25
Si tratta della datazione
ziché al 13 aprile 301 (il 299/300 è l’anno 16° e 15° di Diocleziano e
broyex-]
Lar] 408 3 nva plc Eo] vta duo
sry Si 70d dpyod yutoù dpotws ATpav apyuelov Syvaciwy Tprazov
20
12 sono da
apportare piccole variazioni alla lettura originaria.
t
emiql
10
œuJoox tov ópxov wo mplo]t Añs] "Istöwpos
era caduto, per una svista di trascrizione, nell’editio princeps. rigo
[=$
5
245
M. MANFREDI
244
Dillavrivóos Bon” pode Toy Gpxov
(1) E anche in base a varie corrispondenze ora facilmente riscontrabili
nei P.Beatty Panop., esemplarmente editi da T. €. Skeat: efr. ad es. P.Beatty
Panop.
2,
275
che
ibid. Introd. p. xliv.
ha la stessa data
(genericamente Pharmouthi), nonché
Seite 6
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)i mi ricavati
i "az ie e ond
\ ) nest ro| e| QueSs, sta inteseggrazitione e( sta
on peO I feyA O26
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247
246
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ediamo che al r.a 1era
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della corporazione (e così si spiegherebbe meglio la precisazione dei
veri « sottoserittori »): tale formula ricorre più volte in dichiarazioni
di quest'epoca (1). Infine. al r.
muforn
ro teste toI il Lt
tro
bra diffifticile che> nelne nos
agi
:in.
t
h
c
(7% uetpyae:) (2) © semtam
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ia di olive4 : SB: ir, "€ xertI
amente (cfr. la dento unc
sce dirett
a n> e1
papiro
tert
à e giunrament| o. Infine all’inizio del r.. 10 il[pá
vec
iou ros del onuE
“cal o sovia*[ e questo esclude il Bow
essionionale COM
‘minazione profprofessi
si
altre determinazioni (come sopra abbiamo già rilevato). AI r. 10 preferiremmo integrare la formula 6u04oyoUuev éuvboytes che, secondo
la sintassi e secondo verosimiglianza, cra riferita a tutti i membri
[A
>
=
“
*
successivi gli spazî potevano esser colmati o da doppi nomi o da
.
gar
rece
"
ale àcui i
l'ufficiale a cui il doc
17, abbiamo accettato la lettura
zxar]xo3 del Rémondon. poiché in tal modo i prezzi indicati si accordano con altri dati a nostra disposizione per quest'epoca. Soltanto,
non vediamo la necessità di emendare &pyoù in atte. dal momento
che la lezione del papiro (che d'altronde dá sempre un testo corretto)
risulta essere un opportuno
epiteto
in
contrapposizione a zatep-
[ya]Soucvov. e cioè «non lavorato». L'unica incongruenza da rilevare
nel testo è che al r. 17 manca ai denari la qualifica di
‘argentei
presente invece al r. 19, mentre per parte sua yutod fa quasi le veci
di un sostantivo (2): ma non ci risulta che con tale termine si indicasse
un materiale in modo speciale. e sarà quindi da sottintendere yx2x00.
Venendo alla questione della quotazione del rame, aggiungiamo
alcune osservazioni i cui termini dobbiamo al Prof. Segrè. Nel 300 d. €.
il P. Antinoopolis 38 ci indica un prezzo di 62 den. per il rame lavorato
e un prezzo di 31
den.
per
quello fuso. Nel
P.Oxy. 85 (= Select
Papyri 11 332%). datato al 338, una libbra di rame filato è quotata
a 6 talenti e 1000 denari (cioè a 10.000 den.), mentre una libbra di
rame fuso vale + tal. (ossia 24.000 dramme, pari a 6.000 den.). Nel
primo caso il rapporto tra i due tipi di rame è di 2:1, nel secondo di
10:6. Tra i prezzi indicati per il 338 d. €. e quelli dati per il 300, il
rapporto è di
10,000
ji
Per il rame lavorato, e di
6.000
Sp
grezzo. Il Prof. Segrè pensa quindi, basandosi sul
per quello
prezzo dell'oro
fissato nell'editto de pretiis (secondo la lettura generalmente accolta
come più probabile, c cioè 50.000 den. Ja libbra) (3), di poter ricavare dai suddetti rapporti tra i prezzi del rame un valore del solido
.
ll
di —
e 75 tal.
di libbra, nel 338, oscillante tra 62
fa
Ô
i ut amento
uran Top O Gruuendz 0Qe, P-vev-. o). rac coghiereo
ua
CI
i
la
Oché conkosc8,iam9 oo 11solo. esemi pi di dichiar azio|ni di | p n
(i i n ynoro:TON¢ ftTEL. Iy pel
Cat ro Boa
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del di hiart e {
‘a non
} rictà tel
3
YY El
À
(1) Cfr. ad es. PST 1088, rr. 4-6,
(2)
U Prof. Bingen, partendo da un'analoga considerazione, ha comuni.
cato al Congresso di ritenere che si debba introdurre yulzob anche al r,
(3) Vedi le note di J. BINGEN in Chronique d'Egypte 40 (1965), pp. 206-208;
molto meglio.
Seite 7
Im PDF ansehen(öffnet in einem neuen Fenster)e poi ibid. pp. 431-432. — Ancho il dato di P.Beatty Panop, 2, 216 (300 d. C.)
che parla di un acquisto da parte dell’amministrazione statalo di quantitativi
d’oro raccolti in Egitto al prezzo di 40 tal. (= 940.000 dramme = 60.000 den.)
la libbra, può essere interpretato come attestaziono dell’intento nettamente
calmioristico del successivo editto de prettis.
MANFREDI M., Presentazione di un testo astronomico e discussione di un
documento di Antinoe : Atti dell’x1 Congr. internaz. di Papirol, (cf, ci-dessus :
Recueils) 237-248. | Un papyrus inédit de l’Institut de papyrologie de Florence semble contenir un texte d’un haut niveau scientifique issu du cercle
d’Hipparque de Nicée. — Le papyrus Antinoopolis 38, qui fixe les prix des
métaux, en particulier du cuivre travaillé et non travaillé, est à dater de
l'an 300, donc antérieur à l’édit De pretiis.