Presentazione di un testo astronomico e discussione di un documento di Antinoe

Autor
Manfredi, M.
Publicado en
Atti dell'XI Congresso internationale di Papirologia
Año
1965
Tema
ANTINOE
Idioma
Italiano
Categoría
C5 Astronomy
Número de archivo
4040

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Luo ta © AAN4 LED +, Presentazione di un testo astronomico e discussione di un documento di Antinoe MANFREDO Maxrrepi, Firenze Oggetto della presente comunicazione sono due testi di diverso carattere, attinenti cioè ai due rami della papirologia. Il primo è un testo — ancora inedito — di contenuto letterario appartenente alla raccolta dell'Istituto Papirologico di Firenze, e affidato alle mie modeste cure dal Prof. Bartoletti, Direttore dell’Istituto. I) secondo è invece un documento già edito dal Prof. Roberts nel primo volume dei papiri Antinoopolis, studiato poi con particolare competenza dal Prof. Rémondon in un articolo apparso sulla Chronique d'Egupte, ed infine ricordato anche dal Prof. Bingen in questa sede. Un frammento astronomico Incominciamo dunque col presentare il frammento letterario — tuttora in corso di studio — che ci restituisce un nuovo testo astronomico, Si tratta di una colonna di volumen parzialmente ricostruita con tre pezzi di papiro rinvenuti in momenti successivi nella papiroteca dell Istituto « G. Vitelli ». Sussistono i margini superiore ed inferiore, sui quali si leggono searsi resti di annotazioni di una mano corsiva del IT/ITI sec. d. C.; sul verso altre modeste tracce di scritti interpretabili come attestazioni di ricevuta e databili all’inizio del TIT secolo. — La scrittura del nostro testo è una libraria piuttosto minuta che, pur non essendo priva di qualche legatura e di altri elementi corsiveggianti, conserva nel complesso L'eleganza propria di una mano lungamente esercitata a trascrivere i testi con esattezza e scrupolosa attenzione. Può essere datata paleograficamente al TT sec. d. €. e. ci sembra, entro la prima metà del secolo (1). I righi di serittura della colonna ammontano complessivamente a 46, benché (1) Nonostante le maggiori dimensioni dei caratteri, il P.Lond. CXXX, riprodotto a p. 122 della Gricch. Palarcgraphie dallo Schubart, presenta una serittura affine.

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sussista qualche incertezza riguardo alla sutura tra il primo c il secondo frammento intorno al r. 12, e non si possa escludere del tutto gesimale per i gradi, notazione che giunge al quarto sottomultiplo; e la sua introduzione nell’uso scientifico greco corrente — e in modo coerente — è attribuita al celebre Ipparco di Nicea (1), le cui osservazioni astronomiche si riferiscono alla seconda metà del 1] sec. a. C. AI r. 46 del nostro testo leggiamo inoltre il termine 28m, parola 235 la possibilità che i primi 11 righi facessero parte di una colonna precedente o seguente; tuttavia gli argomenti a favore della loro unione ci sono sembrati più forti. — La correzione interlineare al r. 39 sembra dovuta alla prima mano. Il testo trattava problemi astronomici: in particolare la nostra colonna si apriva con alcuni dati concernenti la preparazione di una tabella forse relativa alla rilevazione delle posizioni della Luna durante una lunazione (cfr. il numero degli oziyor della tabella indicato a r. 6). Si passava poi (ca. r. 15) a discutere i problemi posti dalla cosiddetta anomalia solare. Questo secondo argomento veniva introdotto con considerazioni sulla validità, agli effetti dell’osservazione, sia della teoria degli cecentrici sia di quella degli epicicli. Il trattato sembra appartenere alla classe più alta tra quelle rappresentate dai varî testi restituitici esclusivamente dai papiri ed elencati dal Pack ai nn. 2002-2067 della nuova edizione del suo catalogo. Molti di questi testi sono peraltro frammenti di tavole pratiche e solo in casi isolati ci troviamo di fronte a trattati veri e proprî: e anche in tali casi possiamo osservare come spesso le apparenze siano più per una interpretazione di essi come note destinate alla scuola o comunque di uso pratico, piuttosto che come frammenti di trattati teorici. Invece la terminologia del presente papiro della Società Italiana, la struttura della frase — per quel che si può afferrare dai resti della colonna —, Vordinamento dell’esposizione fanno pensare più volentieri ad un’opera (o almeno ad estratti da un’opera) avente seria intenzione e fondamento scientifico. La data a cui riteniamo di poter ascrivere la scrittura del nostro frammento ci pone in condizione di dubitare molto della possibilità che si tratti di un testo proveniente dalla cerchia di Tolomeo, benché il frammento attesti, già con la sua presenza, che ci troviamo in un'epoca in cui gli interessi per le scienze astronomiche (e astrologiche) sono particolarmente vivi. Anche la mancanza di ogni preciso riferimento all'opera di Tolomeo — almeno per quel che ci è riuscito a tutt'oggi di controllare —, la connessione che riscontriamo nel nostro testo tipicamente platonica cd estranea al linguaggio scientifico corrente, che preferisce il più nitido e normale «6Enote: questo induce a pensare ad un autore in qualche modo legato a Platone, e anche qui si ripresenta il nome dello stesso Ipparco, che probabilmente apparteneva all'ambiente accademico. È noto Venorme influsso che questo grande studioso ebbe su Tolomeo e sulle teorie astronomiche del Il sec. d. C., mentre non possiamo trascurare il fatto che Ipparco Ov vat drostutscrisse opere aventi ad es. per titolo: Tlepi ueyed tov Thou za certvas e Magi tig nate mAdtovg puvratag tri 0205. che evidentemente ben si collegano con l'argomento trattato nel presente frammento; infine ricordiamo che a Ipparco viene attribuita dallo stesso Tolomeo la presentazione appaiata e combinata della teoria degli epicicli e di quella degli eccentrici. Anche il nostro testo, come abbiamo già osservato. allude chiaramente alle due teorie (vr. 24 sgg.) e sembra appunto muovere alla spiegazione della validita (ad effetti pratici: c@%erv td garvoueva. dicevano gli studiosi antichi) sia dell’una sia dell’altra soluzione del movimento anomalistico del sole (2). È vero che nel TT see. d. €. gli studiosi alessandrini composero una raccolta di monografie matematiche ed astronomiche atte a facilitare la comprensione dell’Almagesto (cfr. Manitius, introd. a Ptol. Alm. p. v): il cosiddetto Astronomo Minore; ma difficilmente si potrà scendere così in basso con la datazione del nostro papiro: tutt'al più potrebbe trattarsi di una più antica redazione o copia di una delle operette in séguito introdotte nella raccolta. Questo non toglie che possa ancora trattarsi di Ippareo o della sua scuola (3). (1) Cfr. A. Renn, in RE, VIII, 2, 1672; A. ROME, Théon d'Alexandrie, 1, p. 450, n, 1; ece. espositivo, che ci appare meno schematico e formulare di quello del (2) A p. 238 Heiberg dell Almagesto, Tolomeo, alla fine della dimostrazionc delle teorio degli eceentriei e degli epieicli, dice che i valori da lui calcolati corrispondono a quelli dati da Ipparco. - Cfr. Th. Heat, Aristarchus of Samos, grande astronomo, ci hanno sospinto a ricercare nelle cpoche precepp. 267 sg. tra i due diversi argomenti sopra accennati, e soprattutto lo stile denti lc tracce delle teorie esposte. Ll terminus post quem è d'altra parte costituito dall’evidente uso nel contesto della notazione sessa- (3) linportanti studi matematici del moto cccentrico ed epieicheo com. piuti da Apollonio di l'erga (predecessore di Ipparco) sono stati posti in luce da O. Neugebauer in Stulía Mathematica 24 (1959), pp. 5-21.

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MANFREDI { margine cm 4 | wey pis xm [ 241 ] zus lo[lwy]] tro a 40 ] xy. Béilous di ] fyytota dio rep] Juov as day Al | tev Sus ner va 13 € ud. rlAérous Sé can [ Taba má Extéuevor [eiç Tôv Seurepov atiyoy This [ocAtdos Joure ay En xl Tea Joe: tv 8 xd ul z[o]voquesou xatakouley tote 42 45 [Ao]ug x oriyous xai zwv[ Jakes wee zerpaermpildos lov eivar ped | TJ ade nv dvelpa). Irzssayalylövres pel J*arvog*| 10 { margine em 3.5 ) Jov Spóu[ov leer vd [le «+ ta [ Pin un al Jas xl Esaminiamo ora pitt dettagliatamente il contenuto del papiro. lev TaëËl Premettiamo Jus 8 aus Xe [ Jepov ag nat *[ teva svilupparsi la trattazione. lozwg thy pol Nelle prime righe del testo ineontriamo aleuni dati e più esattarpayluareias ¿Eor[ ] 2vogahiag xl mente delle coordinate astronomiche, che potrebbero valere per la Éx- Luna. Nel r. | abbiamo escluso la possibilità di considerare il pev come Inoólueda xatà tov [Evdegópe20 parte finale di un verbo (¿£foye», eöponev ricorrono di frequente nei vov] toómov. 5 Hulos yız brotesti analoghi), perché — confrontando, per es., Ptol. Adm. 4, p. 279, Wioleos &9' Exatéloag 18 seg. Heiberg —- era chiaro che la prima cifra che leggiamo nella Jeet ce voi pal ]r[ ui]uno:v uotouts Sua[ty Eu Tetas- Tinpopiw tav te nara É[uxevrsov zUxAoy eylxeipevos pépnrat idv tle ¿xi ine xülrhou. OUT yao Fut» ev sh Tg] dvwpariag tod ritos dA[ Eine oùv Suoiv poisare xa[ lpogte To Sitpopdy eatiy[ | 30 lx tig newvacews neocen]| ¿lx tou TETAPTNUOPLOV *[ ] tTestg uotpuc où yas «[ Jer ar [ Jose| Jol Jaxx 1 Joxredesa[ lega rapol Jxdxrtov [ SETH TY: nostra colonna doveva essere preceduta, nella parte del testo antecedente, dalla indicazione della coordinata essenziale della longitudine (e che sarà stata quasi certamente rappresentata dalla parola uñxouc). La longitudine occupa di regola il primo posto in queste elencazioni, seguita nel nostro caso dal Bailes (valore dell'angolo compreso tra la direzione osservatorc-apogeo e la direzione oszervatore-huna) e dal tA4T05 (valore dell'angolo compreso tra la direzione osservatore. luna e la direzione osservatore-nodo ascendente dell'orbita lunare). Il pev quindi non può essere che la particella. L'esposizione prosegue approssimativamente: «riapplicando lo stesso metodo (o le stesse cifre) alla seconda riga della colonna dei Jevez[] 850 clots #x[ 1231 che tutte le integrazioni proposte nella traserizione provvisoria sono puramente indicative, intese a mostrare come potrenta giorni (fra 02.806 € terazovAmuisov poteva esserei un'ulteriore precisazione o un articolo sostantivante il toimxovhnué:ou). ricaveremo gli altri 29 righi... 0. Ar. 7 Vaccenno al quadriennio potrebbe rientrare nel frequente uso di periodi pluriennali proprio degli astronomi antichi al fine di ottenere — considerando periodi-

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PRESENTAZIONE più lunghi — valore medi più precisi (1). Anche la presenza del ter- Ma sembra che gli mine Spéuog conforta questa ipotesi. Questi valori servivano forse poiché Ay, 4. ovviamente. si dovrà integrare o Bailojug o nAatolus. calcolo, c sembra che si faccia riferimento a qualcosa di già detto ramente a che vedere con fenomeni di moto anomalistico apparente di un qualche corpo celeste (2). Non è escluso che Jaf dir. 18 sia Pinirsomov)». secondo noi da aver riferi 31-39) nt con ina o non forniscono notizie 15-18). « Il sole — seguita il trattatista — sia attenendoci all ipotesi = Pack: 2021; purtroppo gli editori quanto alPaspetto del papiro o quanto alla paleografia, benché attribuisc ano il pezzo al I/II sec. d. €. Dalla lar. ghezza della colonna semb ra tuttavia che if P.Oslo non corris sonda degli eccentrici, sia a quella degli epieieli, in entrambi i casi... fe qui resta aperta una spiacevole lacuna] ha {proponiamo per es.] una a un frammento dello stesso volu men. L'argomento di P Oslo 73 ‘variazione’ di due gradi ne} quadrante ». Debbo precisare {poiché sarcbbe fondamentalmente Ja misura del diametro solar e. la colonna di scrittura poteva essere anche alquanto più larga) che Accontentiamoci dunque nel r. 23 dopo Svo[iy poteva trovar posto una frazione (forse i 23’ che, ea per ora di queste poche e slegate osscrvazioni su di un testo che, se veramente potesse esser e riferito con con i 2° sussistenti, costituiscono anche secondo Tolomeo, Alm. 3, pp. 235-240, il valore massimo della differenza anomalistica nell’orpresente argomento. Ai rr. 28-30 riprende il discorso dei 2° che costipuò i Aegyptus 13 (1933) p. 479 e precedeva (rr. a una trattazione più approfondita o diffusa di un particolare del rigo Un confronto sarebbe stato utile con il P.Oslo 73. già edito in úrodedeiype/vov] bita solare?) (3). Il nuovo breve periodo a rr, 26-27 rimandava forse quest'ultimo sulla materia esposta. 18-20 con «esporremo connettersi con quanto ultimi righi ritornino sull’ argomento comcontribuito a tale scopo, bensì certo ad un orientam ento generico ziale di una forma della parola ag.) pot (cifre dell'anomalia). Abbiamo essere 243 Le tabelle di Tolomeo. ampi amente consultate. non ci hann o fornito dati utili alla soluzione ideale dei vari problemi propo stici dal nostro testo. Neppure i commenti di Pappo e di Toon e hanno (o su cui si tornerà in seguito ?); queste considerazioni avevano chiaanche ECC. anomalia (cfr. sopra rr difficilmente le fasi funari. Si passa poi a considerazioni di ordine più dimostrativo che di poteva ASTRONOMICO servazione di un « accrescime nto » dell’ r. 10: e cioè una serie di valori in gradi (meno probabilmente in x96v01). (ma TESTO (questa volta accompagnato da 242) (1), e si concluda no con l’ose introducevano in qualche modo quelli che ritroviamo a partire dal nel modo opportuno UN portante il valore di 20 più volte ricorrente nel nostro frammento a determinare la velocità media orbitale di un astro (la Luna?), poi ricostruito grosso modo il senzo dei rr. pI A qualche fondamento alla cerchia di Ipparco duo “XL OthakynI#e, come lo definisce (àvre gudrovie TE Tolomeo, Abn. 3. » 191 19-20 H.), potrebbe costituite un interessante documento per la ame dell’astronomia antica. Su di esso si pronunceranno i comp e. renti. tuiscono la « differenza » nel «moto » (tra i 92° 23° del moto apparente e i 90° del moto teorico ?}, forse introducendo poi (rr. 31-32) un altro quadrante in cui ci si aspetterebbero 3° di differenza (2). I righi 34-46 sono molto frammentarî, ma si riesce a cogliere ancora un dato inte- | Il papiro Antinoopolis 38 + papiro Antinoopolis 38 fu pubblicato nel 1950 dal Rober ts, ressante nei 3v0 zeur[ di cui si parla ai rr. 40 e 42. Purtroppo per poi riedito dal ora non ci soccorre nulla di soddisfacente al proposito (forse misure ( 1957), pp. 130-146; ed era stato discu relative alla dimostrazione di cui sopra?: forse misure del diametro Ernst Schönbauer alle pp. apparente di un astro?) Prof. Roger Rémondon in e Chronique d'Egypte | 32 sso anche dall'illustre giuri sta 87-58 del suo articolo sulla Recht se ; wicklung in der Kaiserzeit in Journ. Jur. Pap. 9/10 (1955/56 ) _ Si tratta di una dichiarazi (1) Dice ad es. Teone di Smirne (£xpositio pp. 172-3 Hiller) che i valori ean riferimento one giurata rilasciata da un gruppo di al prezzo longitudinali del sole vanno calcolati sulla media di 4 anni, mentre gli altri valori su periodi ancora più lunghi. . . n 1 . del materiale da > (2) Sarebbe qui utile una integrazione plausibile deWeforl| dir. 17. (3) In P.Michigan 3, 149, col. JI, si dice invece che il raggio dell'epicielo del sole (che ovviamente si identifica con la differenza anomalistica) è di 2° 307 (1) Forse ar. 44 si dovr à serivere uloro®v]. loro trattato

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creduto di poter dei rr. 16 e 17 [ora 17 e 18], dove il Roberts aveva : Rémondo testo dal data «zou ne lezio sulla correggere dpy(ugi)ov ne tra 1 giustamente rifiuta la lettura del Roberts, per la sproporzio stesso lo Per prezzo dichiarato e quello allora possibile per l'argento, questo papiro il Prof. motivo ha richiamato la mia attenzione su izion del Angelo Segrè (che fin dall'epoca dell'appar e del volume Roberts aveva fatto richiedere una fotografia del papiro): la nuova ispezione ha portato a qualche risultato. as] moo” Abo} "Aupadvig Bnoxpiwr 30 dulosx tov Goxov wo TPÓXELTAL. {margine } Dobbiamo anzitutto fare aleune precisazioni. Ricordiamo — come gia fece notare il Welles (c come abbiamo potuto controllare sulla fotografia inviataci dalla Biblioteca Bodleiana) — che l’attuale r. 13 che contiene il nome del Cesare Massimiano. Anche a r. Più importante agli effetti del contenuto e della discussione è «arl la seconda osservazione. Adenl nostri calcoli (1) è da correggersi riportandola al oi ano toi [zosvod THY 15 wy TALS aos ROEWE che, secondo i 12 aprile 300, an- Massimiano). Cade con ciò ovviamente l'integrazione ai rr. 1-2 propévr|wv Aüpnhiwy Excarduumvoc] Drrav[tivdov BovAeutoi xai “Auwor-] anche per l'adozione della formula ¿mi +%ç Lratias che non ricorvou B[noafiwvos rat “lord. “peu tengo pertanto che si debba ivi integrare il nome dei consoli in carica posta dal Rémondon, integrazione che ci aveva messo in sospetto davamo di aver incontrato altrove nei documenti papiracei. Non ri- . pou tex[ dpodkoyobwey duyvuovtes] arly tay zupioav Tubo AroxAntiavou xx] Mat[tuta]voi [sejB[uoró» zati Kevotxy7toul za M[a&spjravod TOY [Ejrıpavleorzrov] varco Toga» reos ovio] x[atà] [ THY wey véhev[asly TyewovexFy] [yx]Ssusvov „arep tov civat v AiToa tay rua quGv Arovantixvou HAL portuno con i nomi dei sottoscrittori. come suggerisce il Rémondon nel giusto tentativo di trovare una spiegazione per lo spazio superiore LI Ma£uuavod cepaoz®v zul L n TOY | avoir Tay Kovoravtiou zat Madipravot TOY ETLORVETTATAY KALTE SOY Dasponde 1%. Ang! La par pco Y 141-142), in bianco i rr. 6 sgg. perché fossero completati solo al momento ope DI ~ in base alla prima ordinanza del 297 e allo scopo di fornire elementi per fissare il prezzo statale dei varì materiali e relative prestazioni nella forma del © del r. 6 da quello del r. 7) che siano stati lasciati 7 . Quindi, se l'editto de pretiis è del 301/302 (XVIII anno di Diocleziano), ciò significa che queste dichiarazioni giurate erano fatte Neppure mi sembra probabile (nonostante una lieve differenza ve nai imeporal po. L te zar L te +t fosse almeno un'altra riga di scrittura. d’opera (come d'altronde mettono già in rilievo Schönbauer, p. 88 ada, Y Evogot cinpev TO Welw ÖögLA (che per il 300 sarebbero i due Cesari Costanzo e Massimiano), tanto più che non si può escludere che nella parte superiore del foglio ci e Rémondon, pp. cx Evbo ty’ cidfg, vai under Seeyedà 25 Si tratta della datazione ziché al 13 aprile 301 (il 299/300 è l’anno 16° e 15° di Diocleziano e broyex-] Lar] 408 3 nva plc Eo] vta duo sry Si 70d dpyod yutoù dpotws ATpav apyuelov Syvaciwy Tprazov 20 12 sono da apportare piccole variazioni alla lettura originaria. t emiql 10 œuJoox tov ópxov wo mplo]t Añs] "Istöwpos era caduto, per una svista di trascrizione, nell’editio princeps. rigo [=$ 5 245 M. MANFREDI 244 Dillavrivóos Bon” pode Toy Gpxov (1) E anche in base a varie corrispondenze ora facilmente riscontrabili nei P.Beatty Panop., esemplarmente editi da T. €. Skeat: efr. ad es. P.Beatty Panop. 2, 275 che ibid. Introd. p. xliv. ha la stessa data (genericamente Pharmouthi), nonché

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i mi ricavati i "az ie e ond \ ) nest ro| e| QueSs, sta inteseggrazitione e( sta on peO I feyA O26 ta dal Rém ] 247 246 £ a Moa? . na | : 5 | | >À er Dir I e ti 1 e ad una determ {huuòb invin ece ece penper sar sone del el sim. gós lar o Le ea et sim. criz tras io o sott'occhio la nostrae del Ricapitolando — € tenend la carice | sì trovi l'indicazion ediamo che al r.a 1era i seguito da .. 7%. i #2 to (Em umento era indirizza puo | Q “UE della corporazione (e così si spiegherebbe meglio la precisazione dei veri « sottoserittori »): tale formula ricorre più volte in dichiarazioni di quest'epoca (1). Infine. al r. muforn ro teste toI il Lt tro bra diffifticile che> nelne nos agi :in. t h c (7% uetpyae:) (2) © semtam sta pre che ) pol 199 o iam o Not + ers div: o.o. e div‘vers ent e tam ent ple com sk Oo sta t to tta tta ado i ado I o o lari ia di olive4 : SB: ir, "€ xertI amente (cfr. la dento unc sce dirett a n> e1 papiro tert à e giunrament| o. Infine all’inizio del r.. 10 il[pá vec iou ros del onuE “cal o sovia*[ e questo esclude il Bow essionionale COM ‘minazione profprofessi si altre determinazioni (come sopra abbiamo già rilevato). AI r. 10 preferiremmo integrare la formula 6u04oyoUuev éuvboytes che, secondo la sintassi e secondo verosimiglianza, cra riferita a tutti i membri [A > = “ * successivi gli spazî potevano esser colmati o da doppi nomi o da . gar rece " ale àcui i l'ufficiale a cui il doc 17, abbiamo accettato la lettura zxar]xo3 del Rémondon. poiché in tal modo i prezzi indicati si accordano con altri dati a nostra disposizione per quest'epoca. Soltanto, non vediamo la necessità di emendare &pyoù in atte. dal momento che la lezione del papiro (che d'altronde dá sempre un testo corretto) risulta essere un opportuno epiteto in contrapposizione a zatep- [ya]Soucvov. e cioè «non lavorato». L'unica incongruenza da rilevare nel testo è che al r. 17 manca ai denari la qualifica di ‘argentei presente invece al r. 19, mentre per parte sua yutod fa quasi le veci di un sostantivo (2): ma non ci risulta che con tale termine si indicasse un materiale in modo speciale. e sarà quindi da sottintendere yx2x00. Venendo alla questione della quotazione del rame, aggiungiamo alcune osservazioni i cui termini dobbiamo al Prof. Segrè. Nel 300 d. €. il P. Antinoopolis 38 ci indica un prezzo di 62 den. per il rame lavorato e un prezzo di 31 den. per quello fuso. Nel P.Oxy. 85 (= Select Papyri 11 332%). datato al 338, una libbra di rame filato è quotata a 6 talenti e 1000 denari (cioè a 10.000 den.), mentre una libbra di rame fuso vale + tal. (ossia 24.000 dramme, pari a 6.000 den.). Nel primo caso il rapporto tra i due tipi di rame è di 2:1, nel secondo di 10:6. Tra i prezzi indicati per il 338 d. €. e quelli dati per il 300, il rapporto è di 10,000 ji Per il rame lavorato, e di 6.000 Sp grezzo. Il Prof. Segrè pensa quindi, basandosi sul per quello prezzo dell'oro fissato nell'editto de pretiis (secondo la lettura generalmente accolta come più probabile, c cioè 50.000 den. Ja libbra) (3), di poter ricavare dai suddetti rapporti tra i prezzi del rame un valore del solido . ll di — e 75 tal. di libbra, nel 338, oscillante tra 62 fa Ô i ut amento uran Top O Gruuendz 0Qe, P-vev-. o). rac coghiereo ua CI i la Oché conkosc8,iam9 oo 11solo. esemi pi di dichiar azio|ni di | p n (i i n ynoro:TON¢ ftTEL. Iy pel Cat ro Boa s del di hiart e { ‘a non } rictà tel 3 YY El À (1) Cfr. ad es. PST 1088, rr. 4-6, (2) U Prof. Bingen, partendo da un'analoga considerazione, ha comuni. cato al Congresso di ritenere che si debba introdurre yulzob anche al r, (3) Vedi le note di J. BINGEN in Chronique d'Egypte 40 (1965), pp. 206-208; molto meglio.

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e poi ibid. pp. 431-432. — Ancho il dato di P.Beatty Panop, 2, 216 (300 d. C.) che parla di un acquisto da parte dell’amministrazione statalo di quantitativi d’oro raccolti in Egitto al prezzo di 40 tal. (= 940.000 dramme = 60.000 den.) la libbra, può essere interpretato come attestaziono dell’intento nettamente calmioristico del successivo editto de prettis. MANFREDI M., Presentazione di un testo astronomico e discussione di un documento di Antinoe : Atti dell’x1 Congr. internaz. di Papirol, (cf, ci-dessus : Recueils) 237-248. | Un papyrus inédit de l’Institut de papyrologie de Florence semble contenir un texte d’un haut niveau scientifique issu du cercle d’Hipparque de Nicée. — Le papyrus Antinoopolis 38, qui fixe les prix des métaux, en particulier du cuivre travaillé et non travaillé, est à dater de l'an 300, donc antérieur à l’édit De pretiis.