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LD are
Il teorema di Pitagora nell’ antica Grecia
PARTE PRIMA
I più antichi, testi sul teorema di PıraGora, nella letteratura dell antien Grecia, sono i segnenti:
1, Un passo del « Menone » platonieo che eontiene la
dimostrazione del teorema nel caso particolarmente semplice
ed intuitivo del triangolo rettangolo isoscele.
2. Le proposizioni degli Elementi d’ Eveuipr: I, 47 è 48,
e VI, 31, che danno rispettivamente, la dimostrazione generale del teorema e del sno inverso, e poi la generalizzazione
al caso di figure poligonali simili costruite sui lati di un
triangolo rettangolo.
3. Un frammento sulla qnadratnra delle lunnle di IppoCRATE di Chio — che deve risalire a circa il 450 a. C. —
quale ci è stato tramandato da Simplicio nel Commento alla
fisica di ArISTOTILE.
Riferiamo anzitutto il contenuto di questi testi; ragioneremo poi sulle origini delle conoscenze e dei metodi che
in essi appaiono.
I. Nel dialogo platonico intitolato a « Menone ».
Il dialogo si svolge fra Socrate e MENOXE, in casa di
quest? ultimo,
MEXONE chiede a Socrare se la virtù si pud insegnare,
© se non insegnandosi, si può praticare; oppure se, non potendosi nè insegnare, nè praticare, venga agli nomini dalla
natura, 0 in qual altro modo (!),
°
Cfr. A. Pavano: Sull ipotesi geometrica nel « Monone » di PLATONE,
Padova, Tipografia d-| Seminario, 1875.
Periodico di Matematiche IN
Pagina 2
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)SocRATE risponde affermando che « ricercare ed apprendere è solo un ricordarsi ».
MexoxE chiede una dimostrazione di questo asserto, ed
allora Socrars, chiamato uno dei servi di Menone, lungamente lo interroga, e fa vedere che esso è a conoscenza di
alcune proprietà geometriche, delle quali, a priori, poteva
ritenersi completamente ignorante.
Noi, per brevità, faremo iniziare il dialogo da quando
prineipia la parte che più direttamente c’ interessa.
In ciò che precede, SOCRATE ha portato il servo a ricoM
0
Lo noscere che un quadrato ABCD
(fig. 1), costruito su un lato di
due piedi, misura quattro piedi
quadrati.
Socr, - L'area À BCD è dunque
7
/
D
©
A
B
Fig. 1.
N
ji
Serv. - Si.
di quattro piedi?
Serv. - Si.
Soer. - Ora ad essa aggiungiamo l’altra BINC ad essa nguale.
Serv. - Si,
Soer. - Ed a esse due l’altra
uguale CALO, pure ugnale.
Soer. - Per far piena la figura, non potremo aggiungere
anche l’altra DCOM, nell’ angolo ?
Serv. - Sieuro.
Soer. - Ora tutta la figura AIZM, non comprende quattro
aree, ABCD, BINC, CNLO, DCOM, uguali fra loro?
Serv. - Si.
Soer. - E dunque?-tutta l’area AILM, quanto è più grande
dell’ altra ABCD?
Serv. - È il quadrnplo.
Soer. - Ma a noi occorre fare il doppio; non te ne ricordi?
Serv. - Appunto.
Soer. - Ma ciascuna delle linee DB, BN, NO, OD, che va
da un angolo all’altro delle proposte figure ABCD, BINC,
CNLO, DCOM, non le taglia esse in due?
Serv. - Si.
Il teorema di Pitagora nell'antica Grecta
195
Soer. - E le linee DB, BN, NO, OD, non sono quattro
lati uguali che comprendono l’area DBNO?
Serv. - E ei son bene.
Soer. - Or guarda; quant'è l'area DBNO!
Serv. - Io non so dirlo.
Soer. - Delle quattro aree ABCD, BINC, CNLO. DCOM,
non wha tagliato metà di ciaseuno, endauna delle linee DB,
BN, NO, OD, al dentro, come DCB, CBN, NCO, OCD? Non
ti pare che sia così?
Serv. - Di certo.
Soer. - Quante dunque delle aree BCD sono nella figura
;
DBNO?
Serv. - Quattro.
Soer. - E quante delle aree BCD, in ABCD?
Serv. - Due.
Soer. - Come sta il quattro al dne?
Serv. - B il doppio.
Soer. - Waren BNOD, adunque di quanti piedi è?
Serv. - Di otto.
Soer. - E da che lato & formata?
Serv. - Da BD.
Soer. - Dalla linea che si tende da un angolo all’ altro
del quadrato ABCD?
Serv. - Si.
Soer. - Orbene, i dotti chiamano questa linea, dingonale,
tanto che chiamandola eon questo nome anche noi, secondo
che tu dici, o servo, dalla diagonale si formerebbe l’area
doppia.
Serv. - Per l'appunto, o Socrate,
Come si vede nelle ultime battnte del dialogo è contenuto il teorema di Prragora, relativo al triangolo rettangolo
isoscele.
>. Negli “ Elementi ,, d’ Euclide.
Libro I. Prop. 47°.
Sia ABC nn triangolo rettangolo avente Pangolo retto BAC
Pagina 3
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)Dico che il quadrato costruito su BCè ngnale alla somma
dei quadrati costruiti sn BA, AC (').
Si deseriva, infatti, su BC il quadrato BDEC; su BA, AC
si deserivano GB, HC; per A si conduca la parallela AL ad
ogw una delle BD, CE, e si congiunga A con D; F con €
H
Poichè ognuno degli angoli
BAC, BAG, è retto, su una
retta BA ed in un suo punto
A, le rette AC, AG, non giacenti dalla stessa parte, fanno
E poichè Vangolo DBC è
angoli adiacenti uguali a dne
retti, per la stessa ragione BA
è per diritto alla AH,
uguale ad FBA, perchè ogn’uno
uguale a BC, ed FB a BA, le
mune. Oos, tutto DBA è uguale
a tutto FBC. E poichè BD è
'
E
& retto, si aggiunga ABO, coi
not
Fig. 2.
due DB, BA sono rispettivamente ugnali alle due, FB, BC,
e l'angolo DBA è ugnale all'angolo FBC. Dunque la base AD
trianvolo FBC.
è uguale alla base FC, ed il triangolo ABD è uguale al
Ma il parallelogramma BL è doppio del triangolo ABD:
infatti, essi hanno la stessa buse, e sono tra le stesse parallele BD, AL. Inoltre, il quadrato GB è doppio del triangolo FC; infatti, essi hanno la stessa base FB, e sono fra
le stesse parallele FB, GC. Danque il parallelogramma BL
è nguale al quadrato GB. Similmente condotte le AZ, BA,
si dimostrerà anche che il parallelogramma CL è ugnale al
quadrato HC. Dunque tutto il quadrato BDEC è ngnale alla
somma dei quadrati GB, HC. Ma il quadrato BDEC è deseritto su BC, e GB, HC, su AB, AC.
su uno dei lati
Il teorema di Pitagora nell’ antica Grecia
Libro I. Prop. 48°.
Se in un triangolo il quadrato costruito
©
.
.
n
.
.
dai dune rimanenti lati
costruiti sul rimanenti due
è uguale alla somma dei quadrati
Infatti. nel
costruito
triangolo ABC (fig. 3), il quadrato
lati del triangolo, l'angolo compreso
del triangolo è retto (1.
“
ni
€
„AN
i
|
|
N
dI
x
pi2. A
x
somma dei quadrati cosn nno dei lati, BC, sia ugnale alla
o che
atrniti sui lali BA, AC. Dic
Pangolo BAC è retto.
Si conduea infatti per il pun-
BA,e si conginnga Deon ©. Poiche
to À la AD, ad angolo retto con
la retta AC, si faccia AD uguale a
ma dei quadrati costenito su AC, comnne. Così, Ia som
Fie. 3.
DA è uguale ad AB, anche il qua|
drato costruito su DA è uguale
aggiunga il | quadrato eoal quadrato eostruito su AB. Si
quella dei quadrati costruiti
struiti sn DA, AC sarà uguale a
ruito su DC è ugnale
su BA. AC. Ma anche il quadrato cost
DA, AC, perché DAC è
alla somma di quelli costruiti su
o su BC sie supposto
retto (prop. 47%; e il quadrato costruit
i sn BA, CA: dunque i
nguale alla somma di quelli costruit
lo costrnito su BC;
quadrato eostenito su DC è uguale a quel
ora poichè DA è
quindi, anche il lato DC è uguale a BC:
DA, AC sono uenali
ugnale a AB, ed AC è comune, le due
le alla base BC;
alle due BA, AC, è la base DC è ugua
DAC è retto, perciò
quindi DAC è ngnale all’angolo BAC. Ma
I
anche BAC è retto.
cd, a
Dunque, se in un triangolo eee...
Il triangolo A BC sia rettangolo, avendo
retto l'angolo BAC
Libro VI. Prop. 31".
uito sul lato
Nei triangoli rettangoli, ogni poligono costr
a dei poligoni,
opposto all'angolo retto, è nguale alla somm
altri due lati (È).
simili e similmente posti, costruiti su gli
Danque il quadrato del lato BG è uguale alla somma dei
quadrati costruiti sui lati BA, AC.
e.d. d.
Dunque, nei triangoli rettangoli eee...
Cfr. FP. ENRIQUES, Op. cit. vol. 2°.
(1) Cfr. F. Exniques, Op. cit.
(4) Cfr. Gli Elementi di Euclide e la critica antica e moderna. Vol. 1°, col
concorso di diversi collaboratori, editi da F. Exkiques. Zanichelli, Bologna,
Pagina 4
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)(prop. 8°). E poichè
ABC è simile ad ABD, il lato CB
staa AB come AB a BD. Ma se
tre rette sono in proporzione, la
prima sta alla terza come un poligono costruito sulla prima sta al
poligono simile e similmente posto,
costruito sulla seconda (prop. 19",
corol.), cioè CB sta a BD come un
poligono costruito su CB sta al poligono, simile e similmente posto,
costruito su AB. Per la stessa ragione BC sta a CD come un po-
„sono costruito sn BC sta a quello
ica Greca
N teorema di Pitagora nell'ant
loro
come i
.
da NIMPLICIO
rema (I, 47) a Piracora, €
che fanno risalire questo teo
bove in onore di tale sco‘accontano che egli sacrificò un
tre ammiro quelli che per
perta. Ma per mio conto, men
questo teorema, ammiro ancor
primi osservarono la verità di
che non soltanto ci ha dato
più lo scrittore degli Elementi,
razione più lucida, si anche
di tale affermazione una dimost
più generale, mediante gli inla dimostrazione del teorema
del VI libro ».
frangibili argomenti di scienza
ammettere che di questo
Ma, in verità, riesce difficile
avesse conoscenza prima di
teorema più generale non si
prima
ttamen to delle proporzioni,
BucLips (sia pure che il tra
o è non rigoroso); giacchè lo
di Euposso, riuscisse incomplet
offre
i di I PPOGRATE di Chio, ci
seritto sulle Innule quadrabit
ne affatto analoga.
esempio di una considerazio
imento:
3. Le lunule di Ippocrate
fra
v
|
|
5
>
/
a 2
Fia. 5.
Va:
LS
isoscele ABC. e si deseri-
ATE tramandatoci
Nel frammento di IPPOCR
si espone il seguente proced
Si abbia il triangolo rettangolo
stanno
B,
rano i tre semicerchi Am
aBpC, An BoC, aventi rispettiv
AB,
mente per diametri i lati
BC, AC (fig. 5).
Siccome le superficie dei circoli
Sisis=
:
circoli AmB, BpC, avremo
(1)
ovvero
(3)
dunque
(2)
”
S= 1 Ss.
S=8-4-8
AC — AB + BO
o rettangolo, si ha:
Ma per la proprietà del triangol
AC: AB": BC.
indica
semi8 le superficie uguali dei
del semicircolo An BoC, e con
ri,
quadrati dei rispettivi diamet
ndo con S la superficie
/
(fig. 4). Dico che ogni poligono
costruito
su
BC
è
uguale
alla somma
dei
poligoni
simili
e
similment
e
posti
costruiti
su AB, ed AC.
a
Si conduca la perpendicolare AD. Poichè nel triangolo
rebtanigolo ABC è stata condotta la perpendicolare AD ‘del-
Fig. 4.
d.d.
simile e similmente
ito
eostrui
su CA. Ed allora BC sta alla somma di BD con DO, come
un poligono costruito su BC sta alla somma dei poligoni
simili e similmente posti costruiti su AC ed A D. Ma BC é
uguale alla somma di BD eon DC. Pereiö anche un poli ‘ono
costruito su BC è ugnale alla somma dei poligoni simili :
e similmente posti costruiti su BA, AC.
i
|
°
Dunque nei triangoli rettangoli cec....
Nei passi riferiti d’ EucLIDE troviamo dunque due dimostrazioni generali del teorema di PrraGora, una basata sui
criteri del? ugnaglianza delle superficie, Valtra sulle pro sor.
zioni, e quest’ultima anzi ci vien porta per stabilire un Leo.
rema più generale della relazione pitagorica. ProeLo nel sunt
storico del suo Commento all’ Euclide, riferisce la tradizione
che fa risalire a PiraGora la scoperta del teorema I, 47,
ma attriba ce in proprio ad EuoLIDE il metodo della dimo.
strazione adoperata,
e sembra pure
dargli
tutto
il
merito
dell:
prop. VI, 31. Dice:
< Fra gli serittori d’antiche storie (ETDEMO). vi sono alenni
Pagina 5
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)Ora, abbassando la perpendicolare BD, si vede che DAnB
è la metà del semicireolu S, e perciò,
DAub = AmB
lunula AmBud = triang. DAB.
e sottraendo da queste due figure
uguali,
lo
spazio
AnB,
comune ad entrambe, da una parte rimane Ja lunula, Am
Bu A,
e dall’altra il triangolo DAB, dunque:
(4)
L’ interesse di questa proposizione sta per
noi
in
eid:
che
essa contiene e suppone una dimostrazione del teorema
di
PrraGora mediante le proporzioni, nonchè una veduta della
generalizzazione offerta in Eccupe VI, 31.
4. Supposizioni sulla dimostrazione
originale di Pitagora.
I} teorema che «il quadrato dell’ ipotenusa di un triangolo rettangolo è uguale alla somma dei quadrati dei cateti »
è attribuito a PiraGora, non solo — come abbiamo visto
nella tradizione raccolta da PROCLO — sì anche da PLUTARCO,
ATENEO, DIOGENE LAERZIO. Questa tradizione concorde, cui
risponde il nome dato al teorema stesso nei secoli (teorema
di PiraGoRA) deve avere un fondamento di verità: ma conviene esaminare in qual senso possa essere accettata.
Intorno al 530 o 540 a. Or. PrraGora abbandonò la nativa Samo e prese dimora a Crotone, ove fondò Ja Scuola
italica. Bra questa una scuola
o
setta
di
tipo
religios
o,
che
inculeava la stretta sorveglianza di certe regole di vita,
assumendo idee e credenze di altre più antiche tradizioni, sia
ortiche, sia egiziane. Ma al loro misticismo si associa la tendenza scientifica razionale, che si esprime massimamente nel
culto delle matematiche. La più antica concezione dei Pitagorici assimila la materia al numero, giusta
la
formul
a
«le
cose sono numeri», che è stata spiegata da P. TANNER
Y,
nel senso di ammettere una teoria monadica della materi
a:
ogni materia sarebbe formata da corpuscoli unitarii o monadi
,
e ritrarrebbe le sue proprietà o qualità semplicemente dal
n
+
‘
°
mY
«
”
«tr
d
rrect
Grecia
]
Il teorema di Pitagora nell’ antica
d
.
CI
:
strasano aver raggiunto una dimo
.
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.
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OF
.
.
er
.
2 01
‘O
|
.
ai Prvauotea
In
eoli eledi coruns
.
.
ti corpuseoli €
umero e dal’ ordine geometrico di codes
qualità o tutti nguali fra loro)
mentari (essi stessi privi di
o
msenso
solo un
nonuse
Questa ste| x concezione doveva avere
scoperta deg
j anche geometrico, almeno sino alla
isi
o
n
ngol
in
tria
eh Er
bil , cui dett| e occasione 1il caso del
esurabili
nm
ineommen
provocare UD Crh
reti angolo isoscele, e che dovette
ooren
en
|
u
scienza pilagorica.
mo fucilmenie compr
Sulla base di queste notizie possia
re
KETO
nge
RINN
prestosto gru
ero pre
pi essero
ichi pot
dere come i| Pitagoriei più antichi
te re
fig e simili, di cui infatti vier
teorta delle» figur
a teori
ad una
di naturale
fatto credito da PROCLO. Sorge quin
B
possulla base di questa teoria ess
dalle limitazioni con cui le propor- o
zione del teorema sul quadrato dello:
Pinotenusa del triangolo rettango
dimostrazione generale nel loro contta A
cetto, che tuttavia restava affe
appena
si
iR
en
all potent tide un
riconosea
il teorema \ on na
zioni stesse erano trattate. Invero
.
dimostrato
triangolo rettangolo, relativa
riesce
orale
ug
*
a
i
due
“
vett
(I
>
op
\
tribuita
yure
al
pltagor
Ik CT i
golo in due altri simili aur intero We
vn neu
ang
riconoscere EF eguaglianza degli
NA H
à
degli
che à una conseguenza della somma
>
œ
gola
,
‘1
cs
rt}
te
rg
ude
al
concl
o
i
ngoli
la proporzionalità dei lati dei tria
sui an ‘ | i » ;
dalla proporzionalità dei segmenti staccati
Vide ee cheche sembra ra risris:
ne d'id
dine
| onli
da due re te parallele, in nn
| ioni su gli angoli dei piu antichi geolire alle prime speculaz
o),
metri greci (forse già di Tacwrr di Milet
5. Un’ estensione di Pappo.
,
RC
A BED, : BCFG
in A
nque, , e siano
|
j g lo qualu
ango
ig ABC} un trian
Sia
À
‘ uugue,i, €costrniti
rt mmii qual
due parallelogra
AG
ineontro dei Mari DE le
(fig. 7). Sia H il punto di
hi al ve ‘ \ a ! ie
unisea IT con B. Si prolunghi la 7
Per j pun ar
di una lunghezza PK, ugnale ad IB,
,
ti A e Csi tir
la parallela al lato AC, e dai pun
CM. evtrambe parallele a PK.
Pagina 6
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)TS MEEL
Gitte Grecia
ALMC è usnale alla
s
!
es
Si prolmmghino i lati
AL
CM, sino ad ineontrare
in D'
ed PF, rispettivamente DE ed
FG. Si ha che:
ABED = ABHD’
perché hanno la stessa bas
e e
sono compresi fra due
parallele. Similmente:
L
(2)
K
"M
BCFG = BCF'H.
Inoltre
DF, FGCB, CE, in modo che
siano uguali DF e CE (tig. 10)
Fig. 7.
(3)
ABHD = ALKT
ste
persse
chè par
anc
all
h’ele
. Mu
essi
hanno
0 o
3° Lemma. Se un parallelogramma 4 B è diviso in quattro parallelogrammi, ADGL,
basicho € sono compresi fra
le
il vertice in comune, G, starà
sulla diagonale AB.
Dopo ciò, segue la dimo(4)
strazione del primo asserto: e
cioè che: se AKL è perpendicolare a BC (fig. 8), incontra
BCF
H = PKMC ;
dalle (1) e (2) si dednee che
(5)
EC in M, e se si tirano le rette BM ed MG, esse sono per
ABED +- BOFG = ABHD’
dalle (3) e (4) :
(6)
\
+ BCF'H
i
4
2
Al
(6) si ricava che
ALMG.
!
»*
=
\
F
ae
|
I 7 [2
WV reide
6
Pig. 10.
-
e siccome
ABC = CAK
|
|
\
diritto. Infatti, si completi il parallelogramma OA. Si tirino
le diagonali OA ed FH.1 triangoli BAC e FAH sono nguali,
e sì ha:
no in uno stesso punto; e per giungere
a questo risul-
0, stabilisce prima i seguenti tre lemmi (3):
B
Pig. 9.
di
4
A
e.d. dl
contrary | dimostra che < le rette AL, BE, CG, (fie. 8) s'in
tate
I7
E
17
IN N
6. Una proprietà del
la figura 47°-1
d’ Euclide, dimostra
ta da Erone,
*
,!
Gi
5
+ PKMC = ALMC
ABED + BCFG -=
ERONE
,
SD
|
ABHD' + BCF'H
= ALKP
e dal confronto delle (5) e
&
\
sopra del punto A (fig. 9).
5
a
(1)
(4)
Pappi
_ manne, 1876.
ALEXANDRINI :
Co
Zus
1° Lemma. In un triangolo ABC, se si tira la parallela DE n BC (fig. 9) e dal vertice A si tira la AF, che
bisechi la BC, anche Ja DE
sarà bisecata dalla AF.
2° Lemma. È costituito
dall’ estensione del 1° lemma
al caso in eni la retta ED incontra i lati AB, AC, al di
ber
dei parallelogrammi ABED,
BCFG. Infatti (1):
oO
| Dico cheà il paral
1 lelo,gramma
éclionts, e
(*) Cfr. T. L. Hearn:: TYLhe thirt
ir en
F
rs CH.
] It 'LTS
\
1 °,
Pp.
books of Enclid's Elements
. Vol. 1°
perchè Alf è perpendicolare a BC, sarà anche
HTA=CAK.
Pagina 7
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)PUREE
KESTER
HFA = OAF
FY=YA
IF CC
Ma le diagonali del rettangolo FH si tagliano in
Y, quindi
e per la (1)
OAF
= CAR.
FM=HM.
EM = MN
e.d.d.
Dunque OA ed AK stanno per diritto.
Ora, OM è diagonale di SQ, e quindi i paral
lelogrammi
AS ed AQ sono uguali. Se si aggiunge ad
entrambi il parallelogramma AM, si ha:
Ma
pereio
MH=MN
y=
È così chiamata } espressione
‘. L’ equazione pitagorica
PARTE SECONDA
BM ed M@ stanno per diritto
e per il 3° Jemma
(1)
essendo stata studiata dai Pitagorici, per trov
are quelle terne
di numeri interi che potessero "appresentar
e i lati di un
triangolo rettangolo.
ProoLo (Op. eit), ci ha trasmesse due solnzioni
della (1),
che, a sno dire sarebbero dovute, una a PITA
GORA. e l’altra
a PLATONE.
Quella pitagoriea parte dei numer
i
dispar
i,
e
dice;
< Si assuma un numero dispari come misura
del più corto
dei lati intorno all'angolo retto. Dal quadrato
di questo numero si sottragga l’unità, e si assuma la
metà
di questa differenza, come misura dell'altro lato intorno
all’angolo retto.
Si sommi invece Punità al quadrato del Jato
più corto, e si
ii teurema di F!GGUOFU NE ANE LUI COME
te MT
prenda la metà di questa somma come misura del lato op-
Mm;
mi +
=
5}
9
an? — | .
5
4
mt — 1\F
me + 1
n2
5
,
,
fu A N
.
N
in
|
yosto all’anwolo retto >.
Dunque,+ per m dispari, i lati del triangolo rettangolo sa
i
ranno dati da:
si ha infatti:
-
|
Oe
En
»}]
}
a
"
sa
Q
1
La soluzione platonica prende invece le mosse dei nume
jari, e dice:
CI
41
Essendo dunque 22 un numero pari, i lati del triango
« Si assuma un numero pari come misura di uno dei lati
}
.
af.
yey
1%
intorn
o lato,
second
del
all’ angolo retto; per misura
intorno an
N
età didi qn esto
retti si assuma il quadrato dellai metà
lo retto,
all'angolo
allo
nt,
se
i
numeroo, meno l'unità; e come misura del terzo lato, que
opposto all’ angolo retto, il quadrato della metà dello stes
cote
|
u
unità > >.
più l P upità
‘0, più
numero,
>
Mag nl;
|
2
(220)? + ini — i. == (4 : + 1°,
rettangolo saranno:
(3)
infatti
torn
azioni, intorno
argomentazioni,
argoment
‘apie
le varie
i
È interessante seguire
alla genesi di queste due formule, che sono state racco vn
sueeinte note dal’ HEATH, nel suo commento alla 1-4
On
|
|
Op. cit).
Evli incomincia eon Pesporre i procedimenti proposti dal
a=e
IA Die ie —b).
|
|
tzt + BF
conCantor (4) e dal Röra (?), che possono ent ambi così
densarsi: Se
segue che
(4)
Ora, affinchè la (4) sia soddisfatta per numeri interi, per €
oe
°
.
è
.
.
.
b, devono verificarsi le seguenti condizioni:
eeb,
Lo
i
) Cantor: T,, pp. 185-6>
(2) Ror: Geschiethe der abeudlündischen Philosophie, II,
Pagina 8
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)Il teorema di Pitagora nell’ antica Grecia
prodotto (e -+ b).(e —b) sin uguale ad u
> ae er di e ¢ — b, risultino entrambi pari o dispari.
ie il
numero quadrato.
x
°
La 1° condizione è necessaria, infatti, se a? è dispari. tali
devono
essere
c
+d
e
¢—b,
vicever
sa,
se a? è pari, devon |
pure essere pari c + b e c— db,
|
ae condizione è soddisfatta se i due numeri e
+ b
ce , sono «quelli che furono chiamati numeri simili »,
mere
i umeri quadrati (formati da due fattori
uguali),
o
meri rettangolari (formati
da
due
fattori
disugna
li)
i
cui fat.
tori siano fra loro proporzionali.
°
Lo dar
Es.: 6 è um numero rettangolare, avente
larghe
zza
3
ed
altezza 2; 24 & un numero rettangolare, avente ‘largh 7
6
ed altezza 4; 6 e 24 sono numeri simili perchè,
6:3—4:°,
aa più semplice caso di due numeri simili, è quello
2
\ ¢ ae en1 len:
|
B se SiH vuole che essi soddisfino
la (4)
x
al
invece
n= 2m + |
e-b=1
|
.
C+b— (2m + Dt = n°
Mt DP
a = Lin + 1
p_
2
>
analogo
ede
„mtl
b
iù
risul
tato
€
i
|
9
L
Si
e verificare, per essi, la 1* condizi
one;
perciò
essend
o 1
ispari, deve pure essere dispari n°, ossia n
|
Facendo dunque
|
si può porre
nes
ha
€
un
e si ricavano facilmente i. valori:
Si
Li
PLATONE se Si pone, in Inogo dib
—e= I;, b— ‘7 = be
i
~
a Grecia
e=W+l.
Il teorema di Pitagora nell’ antic
?
(2m)
7
b=n—1;
c+b=
on
(Qa?
Posto quindi :
oppure ——.
*)
si ricavano i valori:
+
=
n,
asi
207
ere che PITAGO
facilmente ad enDunque lo stesso metodo può portare
trambe le soluzioni.
RA
L'HuatH è pesò più propenso ad ammett
tre F ighe successive:
Esso consiste nello serivere su
quello seguito poi da
abbia adoperato un metodo diverso da
e che la soluzione pitàPLatone. E siccome ritiene probabil
che diretta osservagoriea possa essere stati ispirata da qual
isfacente, a questa conzione, riconosce come abbastanza sodd
scHNEIDER.
dizione, un metodo progettato dal Brer
i nne le differenze fra i quameri naturali, i quadrati di questi,
4
5
9
1298
7
16
4
9
25
5B
11
36
6
18
49
7
15
Gt
8
IT
st
9
19
100
10
1
121
ll
©?
144
12
drati successivi (fig. 11):
1
3
Fig. tt.
1
porre atfenzione alla
Prracora avrebbe dovuto soltanto
i
Pitagoriei usavano
i nella terza riga,
relazione che collega i quadrati contenut
amente sopra,
con i qum Irati della seconda (quello immediat
lire la sna formula
ed il precedente = es.: 9, 16, 25) per stabi
di risoluzione.
quello proposto dal
Ma nn procedimento più semplice è
che
TREUTLEIN (1). È noto, egli dice,
ste di puuti.
rappresentare i| numeri mediante figure compo
golari, rettangolari,
assi consideravano, perciò, numeri trian
quadrati, e così via.
k und Physik >. XXVIII
(1 PREUULEIN, « Zeitschrift für Mathemathi
Pagina 9
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra).
Il teorema dii Pitagora
Pi
nell’ autica Grecia
e
0
«
eo
e
e
(i
0
e
0
e
e
Ld
0
e
m —
|
risulta che
Za +1 =m?
+
di nn quadrato, lo guomone in.
;
torno
ad esso contie
ne 2a
+ 1]
punti. Si faceia orn
(fig. 12}; e che se a è il Jato
ponendo nna sempliee linea di
puuti, su due lati adiacenti del
ei
i
primo,
in
forma dii gnomone
er ora che un numero quadrato pu essere traato nel numero quadrato immediatamente superiore
+
le.
ole
e
è
cle.
ole
.
Fig. 12.
a=
2
>
aam?
t +. ]
~
-
D
/
fat : 4-1 >
a E siccome, come abbiamo detto, lo gnomone più
il quarato di lato a, dà il quadrato di lato «+ 1. si ha:
|
i
mt + m? — WV IP
2
ieper
“span appresenta la soluzione
pitago
rica.
|
st
sì
le probabili vie seguit
e
da
Prrag
ora
per
giuugere alla soluzione generale della (1), ! Heavy si
viv ee
a considerare la solnzione platonien.
|
|
Pre
S'è visto come dalla soluzione pitagorica
si
pnd
passar
a quella platonica, raddoppiando semplicemente |
lati del
quadrati; cid secondo il metodo proposto dal Bier ’H
n un
Ma anche questa volta, PHrarH,
dà In prefer
enza
ad
una
soluzione dovuta al TrREUTUBIN, che si basa su u 2
sione
isione
dell’ idea di gnomone,
ste
pi agorica della (1), agginngendo una sola linea
di
ao del TREUTLPIN, già esaminato, si ottene
va la
owe
n Me N forma di gnomone, ai lati adiacenti di nn
quadrato.
à Fe nge ora, pure in forma di gnomone, una doppia
fila
punti (fig. 13): si vede, in questo caso che dal quadra
to
e
Il icorema di Pitagora nell'antica Grecia
209
e
e
e
e
.
e
e
e
[2
@
e
e
.
.
ee
.
e
e
®
@
.
I
n
ee
e
e
A
e
rato primitivo, e che
primitivo, si perviene pure ad un quad
, il doppio gnomone
se a è il lato del quadrato di partenza
contiene 4a + 4 puuti. Pongasi ora:
da + 4 = Au?
se ne ricava
ole
L2
°
.
e
L2
e
e
a+2= u +1
es
e
e
a= n? — |
e si ha subito Ja formula di
L2
e
PLATONE, data da
e
(n\t + (n° — 1)? = (n° + 1)’.
Pie. 13
11 procedimento è ritennto
a
soddisfacente dal’ HEATH; ma
hé pensare
egli considera più probabile che Praroxs, anzic
considerato un
all'applicazione del doppio gnomone, abbia
a gnomone
quadrato più una semplice linea di punti, disposta
ice linea
di punti, disposta
una sempl
sul lati di esso, e lo stesso quadrato, meno
nti.
pure a guomone, SU gli stessi lati adiace
8. La soluzione d’ Euclide.
ne del X libro
Nel 1° lemma precedente la 28" proposizio
nte il problema
degli Elementi, EUCLIDE risolve geometricame
anche la loro
di « trovare dne numeri quadrati tali che
somma sia un quadrato >.
Ii procedimento è il seguente (5:
o enSi pongano due numeri AB, BC, 0 entrambi pari
uguali in D.
è pari (fig. 14). Si divida AC in due parti
uu numero pari,
trambi dispari. Poichè, tanto se si sottrae
numero dispari
da un numero pari, quanto se si sottrae un
differenza AC
da un numero dispari, i risultati sono pari. la
16
6]
-I
{I
, o quadrati
ano inoltre AB. BC, due numeri piani simili
che pure sono due numeri piani simili. Così
AB. BC + CD° = BL".
(N Cfr. F. ENRIQUES. Op. eit, Vol. HI.
Periodico di Matematiche
Pagina 10
Vedi nel PDF(si apre in una nuova finestra)numeri
a
Il teorema dii Pitag
Pi
ora nell antica Greci
si
»
ili
i
Fig. 14.
e
.
TA
>
ty
Stat}
€
Ma 48. BC Ò un quadrato perché abbi
amo dimostrato
due
A
1
ag: bg
€
si
.
i
che
tro
SONO
Ald,
sol
e.d. d.
alla
rovi:
piani
pian
i similFEi. Se
See
s
non
Mi
vati vue
«
numerii quadratii AB. BCe CD!
la
cui
quadr
‘ atimani
fes
De
,
;
che
sono
stati; anche sa
mama
è
BD
trovati som
due
n
qua
BI e
CD’ in modo che la loro diffe
renza A
BC
,
ap
,
vor
„umen interi qualunque, soggetti
bp;
u quadrato, se AB, 7 BC,20; Sono
s
numerii
be
condiza,ion
con
ok
2
_ (er + de)
DT).
ene
facilmente
tr
e
ne
bi pari o disp
ari.
che abp® ed abg’, siano entram
pari,
x= abpq
i
ju = = or
è
E LATONE, perché, co
me
euc i lea
a
2
ora per la 6°-IL, si ha:
Allor
ed
way +s
abp? - abg? + (e)
TAGORA
La soluzi
AIDE
EN i seguenti valorii
F
(2)
a
.
può
ve
i valori
sl. a queste
rificarsi,
soluzioni
alo ri deidei lati, relativi
santi | I
soluzioni, sono casi
ste
particolari delle (2).
antica Grecia
Tl teorema di Pitagora nell'
to.
9. Nell’ Aritmetica di Diofan
52° = 16%
16
256
€ 55:
16 — 2°
+ 1=6
— 16%
4a?
schlägt
144
211
Libro II. - Prop. 8".
i quadrati »
« Dividere un quadrato in due altr
uno dei quadrati riIi numer o quadrato sia 16; 2° sia
o quadr ato, Si prenda un
chiesti. Sarà 16 — a? uguale all’altr
— 4), essendo m intero qualunque,
quadrato della forma (ma
si uguagli a 16— 2°. Così:
e 4 la radice quadrata di 16, e
e quindi
da cui
©
I quadrati richiesti sono dunque 3
ne ad nno degli ulA questa proposizione, che appartie
a, si rannodano, in epoche
timi luminari della matematica grec
superiore del FERMAT, Evpiù recenti, gli sviluppi d’ ordine
LERO, DIRICHLET, KUMMER Eee.
risuliati, aventi origine
E si può dire che la eatena dei
unga fino tiai nostri giorni.
dal teorema di PITAGORA, Si prol
ALFONSO LIDONNICI