Volledige tekst tonen16 pagina's
Pagina 1
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Rend. Men Acc banger
Noa
A
le
CASCA GU USI n 5 C.A:
DÍ
VEAN
— Le teorie acustiche dei Greci, II: Quantificazione numerica e calcolo nello
studio degli intervalli musicali: RAL 9 ser. 2 1991 147-177. | Examen des relations existant dans la pensée pythagoricienne entre la théorie musicale et les présupposés mathématiques.
[4096
|
LE TEORIE ACUSTICHE DEI GRECI
Il, Quantificazione numerica e calcolo
nello studio degli intervalli musicali
Nota di CLAUDIA A. CIANCAGLINI,
presentata”? dal Socio Corrispondente W. BELARDI
Resta. — Dans le cadre des conceptions acoustiques grecques, auxquelles était dédiée aussi
Notre première Note, nous cherchons ici d’examiner de plus près la liaison existante dans la pensée
pythagoricicane entre la theorie musicale ct les présuppositions mathématiques. Cette liaison semble
ttre bien étroite, ci on verra qu'elle justifie un nombre considérable de données que les Pythagoriciens
ne pouvaient pas atteindre seulement d'une façon empirique. Dés la naissance, donc, la science
acoustique est Jiéc indissolublement soit à la musique, soit à la spéculation mathémarique.
PREMESSA.
In una Nota precedente (Rend. Mor. Acc. Lincei, s. 9, v. 2: 47-77 [1991]),
relativa alle esperienze e alle prime riflessioni dei Pitagorici su alcuni aspetti fisicomatematici dell’acustica musicale, avevamo annunciato la nostra intenzione di
approfondire ulteriormente lo studio delle conoscenze teorico-matematiche tenute
presenti dai primi Pitagorici nel concepire e nel determinare i rapporti numerici che
descrivono matematicamente gli intervalli principali.
Nella presente Nota intendiamo appunto indagare alcune di tali conascenze,
nel contesto di uno studio più ampio, il cui fine non é di ridisegnare le prime fasi
della storia delle teorie musicologiche occidentali, bensi quello di rintracciare i
presupposti
generali
acustico-musicali dell'analisi
fonetico-acustica che i Greci
condussero successivamente sui “suoni” di lingua.
Nella nostra attuale epoca, dopo il progresso scientifico-tecnologico avutosi
intorno alla metà del presente secolo, sappiamo quale importanza abbiano i rapporti
tra le frequenze (o sia note) generate nelle cavità epilaringec durante l'articolazione
dei suoni
di
lingua,
soprattutto vocalici e più genericamente di “risonanza”
(“sonanti”, “sonoranti”, etc). Oggi ci è dato “descrivere”
1°) Nell'adunanza del
20 aprile
un qualsiasi suono
Pagina 2
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)vocalico mediante almeno una coppia di
valori
numerici (Formante prima,
Formante seconda). Tale coppia funziona come un insieme di valori non assoluti ma
relativi, donde discende il rilievo fondamentale, e decisivo per la percezione, anche
dell interrallo che separa i due detti valori numerici. Tale intervallo è un vero e
proprio “indice acustico-sensoriale” che determinate strutture neuronali corticali
QUANTIFICAZIONE NUMERICA 1 CALCOLO.
149
6) dello studio matematico delle medie proporzionali, sulla base delle quali
furono stabiliti i rapporti numerici corrispondenti agli intervalli (paragr. 2);
e) dei tentativi condotti da Filolao per suddividere matematicamente il tono
in semitoni (paragr. 3);
d) della concezione pitagorica degli intervalli come risultati di operazioni di
somma e sottrazione di entità lineari (paragr. 4);
interpretano.
L’importanza dell'intervallo emerge anche nel caso del confronto tra le
sostanze acustiche di due distinte articolazioni, come ad esempio tra articolazioni
e) della suddivisione del tetracordo e dell’ottocordo nel genere diatonico
(paragr.
5);
D di Archita e dei tre generi di scale musicali (paragr. 6).
vocaliche in tutto uguali tranne che per la presenza in una della ortocheilia e
nell'altra della procheilia. Ad esempio, la differenza acustica tra |i] ortocheilo e [y]
procheilo (tipo # francese) è data dall’intervallo tra i valori rispettivi della Formante
seconda, rispettivamente per [i] circa 2300 cps. e per [y] circa 1800 cps.
I) principio del rapporto numerico si impone alla nostra attenzione anche sul
piano anatomo-fisiologico dell’articolazione: il rapporto caratterizzante gli anzidetti
tipi vocalici [i] e [y], rispettivamente ortocheilo e procheilo, è infatti quantificabile.
$
1. Intervalli musicali e speculazioni matematiche
Per trattare questo argomento occorre riepilogate brevemente alcuni dati già
esposti € commentati nella Nota precedente sopra menzionata.
Posto ad esempio un valore lineare di 2,5 cm della “lunghezza” della cavità orale
La teoria musicale del primo pitagorismo è particolarmente interessata alla
anteriore, c un valore lincare aggiunto di 1 cm nel caso di procheilia, il rapporto
riduzione delle consonanze in termini matematici. Tale ricerca approda — verosimilmente già con Pitagora v comunque nella sua epoca — alla individuazione dei
anaromo-fisiologico tra [i] e [y] sarà descritto da 2, 5:3, 5.
In pratica la fonctica linguistica è oggi in grado di meglio esplorare la
seguenti
rapporti
numerici:
fenomenologia di sua competenza, tanto fisiologica quanto acustica, attraverso
ait
procedure di quantificazione numerica ¢ di rilevamento di rapporti numerici. Sul
3:2 intervallo di quinta;
piano acustico ciò è stato possibile dopo che la fisica acustica dell'Ottocento aveva
4:3
potuto definire numericamente le frequenze dei suoni o note. Agli albori del
intervallo di ottava;
intervallo di quarta;
9:8 intervallo di un tono,
pensiero scientifico greco non esisteva alcun metodo per indagare la struttura fisica
del suono singolo. L'ambiente pitagorico, tuttavia, fu in grado di individuare
I numeri delle relazioni sopra menzionate rappresentano da prima lunghezze di
percettivamente € di descrivere numericamente certe coppie di suoni dal punto di
sorgenti sonore (all’inizio corde musicali, ma in seguito anche canne di strumenti a
vista del loto reciproco rapporto. È pertanto legittimo considerare le riflessioni
strada che condurrà da un lato agli studi di acustica musicologica e dall’altro agli
fiato e colonne d’aria all’interno di vasi), Nella forma inversa, cioè 1:2, 2:3 etc., tali
relazioni vengono più tardi interpretate come relazioni tra valori di frequenza,
essendo ia lunghezza della sorgente sonora inversamente proporzionale alla
studi cli acustica fonetica linguistica!’
frequenza da essa generata.
teoriche piragoriche sugli intervalli tra suoni come il primo passo compiuto lungo la
Conformemente all’attitudine mentale del pensiero greco tali riflessioni antiche
Per quanto riguarda le consonanze di ottava, quarta e quinta, i numeri assunti
superano d'un balzo il piano empirico per esplorare il piano metempirico dei valori
nei rapporti che le rappresentano costituiscono una serie naturale (1, 2, 3, 4) €
compongono inoltre la ferraktys, figura sacra ai Pitagorici già in epoca precedente
matematici,
Pertanto la nostra indagine circa le connessioni tra matematica e acustica
alla scissione della scuola in acusmatici e matematici.
In una nota testimonianza riferita da Giamblico e da Nicomaco (Giamblico,
musicale nel pensiero pitagorico antico sarà articolata nei seguenti paragrafi, che
vita Pythag, 26 e Nicomaco, harmon. enchir. 6, in JAN, Mus, Script. Graeci, 1895, p. 115
tratteranno:
a) degli intervalli musicali e delle speculazioni matematiche intorno ai
seg.
€ p.
245
sgg.),
nella quale si
narra come
Pitagora sarebbe giunto alla
quantificazione matematica delle consonanze e dell’intervallo di un tono, i rapporti
numeri assunti nei rapporti ad essi corrispondenti (paragr. 1);
numerici sono costituiti mediante i numeri 12, 9, 8 e 6, e cioè: 12:6 ottava; 12:9
oppure
La
{hi La prima
netta
distinzione. iccretica
tra
suomi
musicali
e suomi
hnguisucr
risale ad
Avestemsean, tl grane teorico del IV seculo a.C ct. Blementa armranéca, cd. Da Rus, 4944, piro sgg. è
Rainer Zamnea, Mask dos
ldtertim,
1989, De
241.
8:6 quarta;
12:8
oppure 9:6 quinta; y:8
semplificazione di
rispettivamente,
2:1
tono.
tali
rapporti
riconduce a quelli
ottava, 4:3
quarta;
3:2 quinta (il
all’intervallo di un tono resta ovviamente invariato).
sopra detti,
ossia
tapporto corrispondente
Pagina 3
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Ci occuperemo ora di chiarire per quali motivi matematici e teoretici vengano
assunti dai Pitagorici i numeri coinvolti nei rapporti che rappresentano gli intervalli,i
cioè le due serie 1, 2, 3, 4 € 6, 8, 9, 12, € sulla base di quali criteri vengano stabiliti
relativi rapporti numerici.
Per i Pitagorici la teoria musicale è strettamente connessa con quella aritmogeometrica e con i valori mistici € simbolici da essi attribuiti ai numeri. Se pure i
Pitagorici non trascurarono l'analisi di dati empirici, questi ultimi vengono sempre
costretti all’interno di una dottrina teorica precostituita. Il mondo dei suoni musicali
per i Pitagorici consta essenzialmente dei numeri assunti nei rapporti numerici
esprimenti gli intervalli, e lo studio della teoria musicale fornisce attraverso la loro
ottica di analisi una conferma delle interrelazioni che connettono le cose e i numeri.
Abbiamo accennato in precedenza anche all'importanza della tetraktys per spiegare il
motivo per cui le consonanze riconosciute dal pitagorismo più antico fossero
espresse da relazioni numeriche nelle quali erano implicati soltanto i primi quattro
numeri naturali, la cui somma è il dieci, considerato il numero perfetto®.
Tra le consonanze principali, poi, i Pitagorici consideravano l’ottava come la
consonanza perfetta, come ci testimonia Tolomeo (barmon. 5, p. 11 Düring) nel
passo seguente:
LL.) tOv te ouupondv $ da Traci tote xaddioty nal sav Adywv 6 irhdaioc
Kpuorng. À pèv Bue wh Eyyuráro elvan tod lourévou, 6 SE tH pévoc Thy brepoyhy tony
naiv Th Snepeqopeven |...]
«Tra le consonanze l’otrava è la più bella, e tra i rapporti numerici quello del
doppio è il migliore, la prima perché si avvicina il più possibile all’uguaglianza di
altezza, il secondo perché in esso soltanto l'eccedenza è pari a ciò che è ecceduto»;
vale a dire, nel rapporto del doppio (2:1), che è quello che si ritrova nell’ottava, la
quantità per cui il primo rermine del rapporto supera il secondo termine è uguale al
secondo termine stesso, che nella fattispecie 2:1 è uguale a 1. A proposito dei motivi
per i quali i Pitagorici, ritenendo che alle diverse consonanze inerisse un diverso
grado di perfezione, sostenevano l'eccellenza dell’ottava, si può considerare anche la
seguente testimonianza di Porfirio, in Ptol. barm. 1, 6 p. 107 Düring (= DK 47 A
pa:
iv Inlayıpurav rives, dog *Apyózas xal Aídugos intrigado. UETR TH ARTAOTÍOAaor tube héryuus Tay mapeo ayyxplvovtez adtod: mesg XAAHAGUG Kal Todc
QUANTIFICAZIONE, NUMERICA E CALCOLO,
iz
suupovouc udirhov Eriderzvövon fiovAbpevor rouobrév = Erclouv mpdmtuuc Außövreg
kplavc, ode Er&Auuv rufiuévac, thy Tndg Abyoug Tv cuugwvidy krorekoóvroy [...]
tobrovc adv toba kpiOuode Arndövreg tails cunpwviats toxórovy xall'ixzotov Adyov ran
toba boue mepleyoviwy Apr &pehévres ap’Exattpwy ray Spwv dvd puede, vede
Xroherropévouc douate perà Thy hpalpeorw nities elev’ olov téiv 2,1, oinep Faav Tie
Sid radio, Kperhvres dvd novada Eaxdrouv To narakeınäevov Ay dé dv. -Gv 88 4 nal 3
oltives haav TAG dk teaakpev, Lpeddvres ave povdda elyav Ex pév obv tó i
Srodeirmóp.evov toy vola, Ex SÈ tiv teidiv tov Sou" Mat dant ouvauporépos tiv Bpwv
Hera THy Zpalpeaiy To Snodetmiuevov Av révre. av dè 3 val 2, oftives haa rie dà
mévte, &peñbvrec dvd puvkda elyov Ex wev thy toro broderdueva Sho, Ex BE Toy dbo
Une keueöpenev Ev, Gore Tb auvalgotepov Aeutopevuv elvat tole. EraAnuv dé tag dy
Xpopouuévaz povadac Go, tk SE Acınöpeva peta THY apaipeotv dvépora, dix dbo
xiriag, Gt: E dupuîv riv ¿por Spor A dpatpects éylvers xal lon: lon yae à povdc ty
uovadı av dpatpuvpéveny 26 dvds ck Smoreimöpeva dvépoux xat dvioa. Ev yao dai
dvicwy tox Aparpclh, rà hour Eotat Eux. of BE moAdaridsıo. Adyou xal Embpuópror, &v
nig Oempobvror al auupaviaı, Ev avicorg Spots SpeaThnaaty, dp dv law alt i tà
hound mévroc divina. ylveraı obv tà Avira Tv culpa cuuuryévra oupulayery Sé
neynvow of Mufaybperor 1% Eva El &pepotepwy &puuôv Anßelv, Esto ody Tk Avbpora
auvrellevra xal xl ndo raw tiv avpepuviéiv toraita* THs Ev dud raros Ev. the Sé dà
TEOTARWY mevte, TTS DE Sa wévte tela. Ep dv S'kv, pani, tk Avopora tidacuva ES ¿nelva
av on slat auppuvérepax miupevoy pèv gativ I Stk rro, Ste Tabtne TÀ dvópora
en
oh àSee
ha
woe pin"
resodpev, dt
Ev
pelis
dà mevre,
Ate tasty ns TK dvépora
tole: tedeutaia
utata dtSe YY dradia reood
ò
«Alcuni tra i Piragorici, come riferiscono Archita e Didimo, dopo aver fissato i
rapporti numerici delle consonanze, li confrontavano tra loro e, volendo mostrare
quali fossero più consonanti, procedevano così: dopo aver preso i numeri primi
[scil. i più bassi], che essi chiamano ‘pitmeni’, tra quelli che formano i rapporti delle
consonanze, toglievano un’unità da ognuno dei numeri che costituiscono i termini
dei singoli rapporti, c poi consideravano quali numeri risultassero dalla sottrazione:
per esempio, sottratta un'unità sia da 2 che da 1, numeri che corrispondono alla
consonanza di ottava, consideravano il residuo, che era 1. Poi, togliendo un'unità
sia da 4 che da 3, numeri che corrispondono alla consonanza di quarta, ottenevano
come resti, da 4, 3 €, da 3, 2; cosicché da entrambi i termini dopo la sottrazione
avevano il
residuo di
5.
Infine, togliendo un'unità da 3 e da 2, numeri che
corrispondono alla consonanza di quinta, avevano come resti, da 3, 2 e, da 2,
(2) A proposito dei valort geometrict, simbolici e magici attribuiti dat Pitagarici alla decade e as
numeri che la compongono, cf. in particolare Filolac, DK 44 A 13, e il commento a tale passo in
*Traranaro Carini, Pitagorici, 1962, 11, p. 126 € Seg. Note al testo.
{3) Sail, all'unisono. Nolla terminologia musicale tecnica, almeno dopo Aristosseno (IV secolo
a) termine rae¢ — letteralmente ‘tensione’ — designa l'altezza del suono, in quanto risultato della
particolare tensione conterna alla corda che la produce. Ch Rurriivuiia- Zar, Die Musik des
„Mertens,
1980, pi
272 SB
(4) Per ovviare ad uventuali difficoltà tipografiche (assenza di sugma, ete.) «bbíamo sustituito le
cifre greche con numeri arabi.
151
1;
cosicché il residuo complessivo era 3. Inoltre, chiamavano ‘simili’ le unità BORA,
c ‘dissimili’ le unità risultanti dopo le singole sottrazioni, per due motivi: perché la
parte sottratta da ambedue i termini del rapporto era uguale ed equivalente, e infatti
l’unità è uguale all'unità; e poi perché, sottratte queste unità, i residui erano
necessariamente dissimili e disuguali; infatti, qualora si sottraggano parti uguali da
termini disuguali, i residui saranno disuguali. E invero i rapporti multipli ed
epimori, nei quali si individuano le consonanze, constano di termini disuguali, per
cui se ne rogliamo parti uguali, i valori risultanti saranno senz'altro disagi.
Pagina 4
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Dunque, i dissimili nelle consonanze derivano da una mescolanza:
partire a. u
Pitagorici definiscono ‘mescolare’ il formare un ME: solo a
i: per
numeri; e per ciascuna delle consonanze i dissimili composti saranno i seguent
una
l'ottava 1, per la quarta 5, per la quinta 3. Essi dicono inoltre che formano
piccoli: pertanto
consonanza migliore quei rapporti nei quali i dissimili siano piùdopo
questa € oC
consonante in sommo grado è l'ottava, perché il suo dissimile et
i
quinta, perche il suo dissimile è 3; infine c’è la quarta. perché il suo posata è di a
ps
di
iel
Pitagor
Questo passo ci testimonia l'esigenza avverta dai
attri su
diversa gradevolezza delle consonanze in base ai valori simboliiaci dida essi
olezza
gradev
gerarch
la
tra
ai numeri, cioè di trovare un parallelismo
ca
percettiva soggettiva e comune € la gerarchia di eleganza di economia numeri
astratta. Ora, il brano di Porfirio appena esaminato ci dice che la consonanza di
arci i
ottava era considerata perferta per il fatto che sottraendo una unità ad ottava),
si
termini del rapporto 2:1 (vale a dire il rapporto corrispondente all una unità
ottiene il più piccolo numero razionale, cioè l’unità; sottraendo invece
ad entrambi i numeri costituenti il rapporto della quarta (vale a dire 4:3), si ottiene
il numero 5 dalla somma dei resti 3 € 2, etc. Ma Porfirio avverte anche che peri
osottrazi
Pitagorici tanto minore era questo risultato complessivo ottenuto dalla
la perfezione
ne di un'unità ad entrambi i termini del rapporto, tanto maggiore era risultante
della consonanza, per cui l’ottava, dal cui rapporto si otteneva il valore rispetto
minore mediante questo processo di sottrazione, cra considerata perfetta
alle altre consonanze.
A ciò si aggiunga il fatro che i Pitagorici coglierne una ae
importanza al numero 1, in quanto generatore di tutti gli altri numeri, e quindi
anche delle due serie dei numeri pari e dispari; per tale motivo, casi ritenevano anche
che l’unità partecipasse della natura di entrambe le serie, € percio il numero
1 veniva
talvolia chiamato ‘parimpari’, come ci riferisce Teone di Smirne p. 22, 5 (= DK 47
QUANTIFICAZIONE NUMERICA È CALCOLO.
153
La ricerca musicale dei Pitagorici si era volta alla individuazione e determinazione numerica di tutti i possibili intervalli compresi in quello d’ottava; la prima fase
di tale ricerca aveva condotto alla individuazione degli intervalli di quarta e di
quinta, dal cui prodotto si poteva ottenere nuovamente Pottava [(3:2) - (4:3) = 2:1],
secondo quanto ci riferisce Tolomeo, barmon. 5, p.
11 Düring, stando al quale per i
Pitagorici la peculiarità delPorrava di comprendere gli intervalli di quarta e di quinta
costituiva un ulteriore motivo per affermarne l’eccellenza: |...] xal Ete Thy pèv Su
nachy ovyxsioUar cuuféBnxev En So tev Epebc xal rpoToy cuugpevidy, The TE Bed
mévte xat tHe Bix tecckpwv |...) «inoltre Pottava è composta da due consonanze
semplici e contigue, la quinta e la quarta».
Inoltre, le relazioni numeriche esprimenti gli intervalli (2:1 ottava; 4:3 quarta;
3:2 quinta; 9:8 tono) presentano anche la peculiarità di essere epimorie. Il rapporto
epimorio è quello in cui vengono a trovarsi due numeri quando il maggiore supera
il minore di un'unità; esso si può sintetizzare nella formula [(n +
1): n]. Tale
rapporto per i Pitagorici € uno dei due possibili requisiti ai quali deve rispondere
una
relazione
numerica
per
esprimere
un
intervallo
consonante.
Secondo
le
informazioni che si possono desumere da Tolomeo, barmon. 5, p. 11 Düring, tali
rapporti numerici dovevano essere infatti epimori (Eruuöptor) o multipli (noAAaAdmae vale a dire quelli in cui il numero maggiore è un multiplo del minore): questa
condizione non era però sufficiente, in quanto ad esempio un rapporto del tipo 5:4
(cioè il rapporto corrispondente all'intervallo di terza maggiore, riconosciuto come
tale solo a partire da Archità) non è considerato corrispondente a una consonanza da
parte dei Pitagorici antichi®, Questo il testo di Tolomeo:
apyny yap olxetorärnv movgadpevor |scil. ci lInbayspetor] ris pedódon, xa0'5v ni
piv loo r@v Apiluov rapafinbicovra. tote taotévats pIibyyoig, of Sì divicor roîc
dvecotavots, Tobvreßlev Erkyouaıv, dtt xabanep tav dudotéva piéyytov dbo tot eidr,
tpic Xana th para, TS TE THY GULPaveV xd Tv Stapeviv, ual Aloy TÙ TOV
Tippever, citac al tó dvicwy xpOpav die vivovta: posta: Stagapal Adyar, pia pèv
A 21)
‘Agustoréane SE ds za Moda yopixo [fr. 199 Rose] 16 Ev qua Auparkpens FEU
ox 2
A
vie qpuocoe dpriw uèv yao npoatelès reprrróv pae meperrió de pie zo Ev.
Fôbvare st un Apo Tulv quoto petetzye Sts xal APTIGTÉPLTTOV nxarsioNar
ovupéperos SÈ tortotg xal “Apyitas
natura
«Aristotele nel suo libro ‘Sui Piragorici” dice che Puno è partecipe della
s
_
pari
numero
un
a
to
aggiun
perché
,
di entrambi [scil. del pari e del dispari]
rsi
dispari, mentre aggiunto a un dispari forma un pari, ena ats non sarebbe =
se non partecipasse di entrambe le nature. Perciò l’uno è chiamato anche
‘parimpari’. Concorda su questo anche Archita».
à so Aeyupivav Exiucpdy nal Ge ipo rpôc Kpıduöv, Erépa Se $ rev Émpoplov te
nai nahkanıaalav, Apelvav nal ality Tie Exelvov xatà Thy aThGTyTs Tig MapafloAie, Ste
(6) Diversi studiosi hanno cercato di motivare in vario modo la ragione per la quale i Pitagorici
antichi non hanno considerato consonante l'intervallo di terza; cf., ad esempio, LOHMANN, Die griechische
Musik, 1957, p- 153: «[...] die Terz-Intervalle hier schon deswegen nicht als simphónoj auftreten können,
weil «las cine der Terz-Einteilung der Quint analoge Teilung der Quart zur Voraussetzung haben
würde, die die Gliederung des Systems sprengen mussten; Rırrımürtse-Zaniner, Die Musik des
«Mtertums, 1989, p. 299: «liner der Grande, warum die harmonische Teilung der Oktave in Quinte und
Quarte nicht weiter für Konsenanzen in Anspruch genommen wurde, lag offenkundig darin, dass sich
im Falle der Quinte zwar grosse und kleine Terz ergeben hätten ([s:4] x [6:5] = 4:2)
sie erscheinen
nirgends im Kreis der Konsonanzen —, aber im Falle der Quarte, die analog hatte behandelt werden
=
4
=
PA
IL, p. 424, note“al
(1) A proposito di tale testimonianza, la Timpanaro Carnini, Pitagoricii , 1962,
¿o n nen sone
:
sa addorte
ioristiiche in essa
artifici e ed apriorist
oni artiticios
ivazioni
testo, osserva giustamente che le motivazi
ritenuto.
hanno
studiosi
alcuni
quanto
i
d
ifferenza di quanto
*antichità, a differenza
pet negarne Pantichitä
fici
ragione sufficiente
müssen, die numinose Zahl 7 unvermeidlich gewesen wäre ((8:7] x [7:6] = 4:3)». A nostro avviso,
turtavia, 1) motivo principale della esclusione delle due terze dal novero delle consonanze riconosciute
das primi Pitagorici consiste nel fatto che 1 rapporti numerici che le rappresentano, cioè 4:4 e 6:5,
contengono numeri non compresi nella terraktyr.
Pagina 5
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)QUANTIFICAZIONE NUMERICA fi CALCOLO
uépos loviv dmdolv Ey abrí, tiv uèv Emuoplo h Grepoyh, sav SE roMharAagiwy tó
Martav to pellovnc. tpapuboavteg Ih Sik tolto tobe empoploug nal RoAAamAnatousg
Abyoug tals coppevions, Thy piv did rasdw rposérroust To Srdaaiw Aya, Thy DE Sid
congiunti, formano il rapporto quadruplo: e così avviene che dall’union
quinta, che già formano una sola consonanza [scil. quella
rappore quadruplo, prende il nome di doppia ottava. E cosi anche secondo
«I Pitagorici, dopo aver posto come principio fondante del loro metodo il fatto
3:2], alla quarta il rapporto epitrito [scil. 4:3)».
Riguardo ai calcoli matematici tramite i quali si ottenevano i rapporti numerici
designanti le consonanze, ¢ sul rapporto di derivazione logica che i Pitagorici
antichi avrebbero posto tra le consonanze stesse, ci informa anche un brano di
Boezio, inst. mus. I 19 (= DK 18 À 14), la cui fonte in questo caso è Nicomaco; il
duplum, ex eo diapason consonantiam reddi, quoniam vero sit dimidium, ex eo quasi contrarinm
divisionem sesquialteram, id est diapente, effici proportionem. quibus mixtis, scilicet diapason
ue diapente, triplicem procreari, quae utramque contineal symphoniam. sed rursus triplici
partem tertiam contraria divisione partiri, ex qua rursus diatessaron symphonia nascetur.
triplicem vero atque sesquitertinm innctos quadrupiam comparationem proportionis efficere.
unde fit, at ex diapason ac diapente, quae est una consonantia, et diatessaron una concinentia
coniungatur, quae in quadruplo consistens bis diapason nomen accepit. secundum hos quoque bic
arde est: diapason. diapente, diapason ac diapente, diatessaron, bis diapason.
«Ma Eubulide ed Ippaso stabiliscono le consonanze in un altro ordine. Dicono
infatii che ogni aumento del rapporto multiplo corrisponde a una diminuzione del
rapporto cpimorio secondo una legge costante, per cui non vi può essere doppio
senza meta, né triplo senza terza parte. E se il rapporto è del doppio si ottiene la
consonanza di ottava, se invece è della metà, cioè il suo contrario, si ottiene il
rapporto di quinta. Unendo questi due rapporti, cioè l'ottava e la quinta, si crea il
rapporto triplo, che li contiene entrambi. I triplo a sua volta, inversamente, diventa
un terzo, da cui a sua volta risulterà la consonanza di quarta. Il triplo poi e la quarta,
costoro
Pordine è questo: ottava, quinta, ottava e quinta, quarta, doppia
ottava»
Il significato di questa testimonianza è il seguentel”: nel rapporte Nr [(n
+
1): n], all'aumento dell'unità (1, 2, 3, 4 etc.) corrispond
e la diminuzione del
rapporio inverso (cioè 1:2, 173, 1:4 etc.); da qui ha origine
la serie dei rapporti
epimori (cioè 3:2, 413, 5:4 etc.), ottenuta aggiungendo all’unità le serie inverse: così
! + (1:2) = 331 + (1:3) = 4:3, etc. Dato 2:1, che è il rapporto dell’ottava, il suo
Inverso, cioè 1:2, aggiunto all’unità, crea il rapporto della quinta, in guanto 1+
(1:2) = 3:2. L'unione delPotrava e della quinta dà il rapporto triplo,
poiché (2:1) -
(3:2) = 3:1. Linverso del rapporto triplo, cioè 1:3, aggiunto ater peri il
rapporto della quarta, poiché ı + (1:3) = 4:3. L'unione del triplo e della quara crea
il
rapporto quadruplo, in
quanto (3:1)
+
corrisponde alla doppia ottava.
|
Abbiamo
visto che per
i
(43)
=
4:15 quest'ultimo rapporto
i
Pitagorici
l’intervallo di
ottava
comprende gli
intervalli di quinta e di quarta, poiché si ottiene dal prodotto dei rapporti
numerici
de due intervalli minori. Mediante il procedimento inverso, ovvero
dividendo tra
Lisa i due rapporti numerici della quinta e della quarta, i Pitagorici
individuano la
differenza” di tali intervalli nel tono, espresso dal rapporto 9:8 detto “epogdoo”:
infatti, (3:2) : (4:3) = 9:8.
ww
Come si può notare, anche il rapporto numerico che esprime
il tono è un
brano riguarda il pitagorico Ippaso:
sed Kubulides atque Elippasus alium consonantiarum ordinem ponunt. aiunt enim
multiplicitatis angmenta superparticularitatis deminutioni rato ordine respondere. itaque non
posse esse duplum praster dimidium nec triplum praeter tertiam partem. quoniam igitur sit
e di ottava e
di dodicesima espressa dal
rapporto 3:1], con la quarta, risulta un’unica consonanza che, estando in un
névee -@ hundo, thy SÈ dà tenodpav TO émitpite
che numeri uguali corrispondono a suoni di altezza uguale, mentre numeri disuguali
corrispondono a suoni di altezza diversa, affermano che allo stesso modo in cui vi
sono due tipi principali di suoni di diversa altezza, vale a dire consonanti ¢
dissonanti, tra i quali i consonanti sono più gradevoli, così vi sono anche tra |
numeri disuguali due tipi principali di rapporti: il primo è quello dei cosiddetti
cpimeri, vale a dire numero con numero [scil. nin; ad cs., 3:8]; il secondo tipo è
quello dei numeri epimori e multipli. Questo secondo tipo è da preferire per la
semplicità del rapporto, poiché da un lato nei numeri epimori l’eccedenza è una
parte dell’intero; dall’altro, nei multipli il numero minore è contenuto nel maggiore.
Essi comparano perciò i rapporti epimori e multipli con le consonanze: all’ottava
fanno corrispondere il rapporto del doppio, alla quinta il rapporto emiolio [scil.
155
rapporto epimorio; in esso, come in tutti gli altri
rapporti cpimori, non è possibile
trovare
un
medio proporzionale!
Abbiamo detto che la fase più antica della teoria musicale
pitagorica presenta
come acquisite soltanto le relazioni numeriche degli intervalli principali foto
quis è quarta) € del tono: questo sistema corrisponde alla scala Denia
Successivamente, in conseguenza anche del parallelo sviluppo della
matematica e, in
particolare, dello studio delle medie proporzionali, i Pitagorici tentarono altertori e
diverse suddivisioni degli intervalli. Prima di illustrare questi tentativi, è opportuna
chiarire brevemente cosa si intenda per studio delle mecliera.
$ 2.
eli
Le medie proporzionali
Gia
anticamente i Pitagorici conoscevano tre tipi di metlie
proporzionali che
p otevano ortenersi
nersi ya partire
ire dadi duey numerii razionali,
razionali vale a dire
i la media
i aritmelica,
ir) CI,
l'intpanaio CARDISE,
l'itagorivi,
0948,
À,
Pe
104 sg, note al cesto
chi (8) CH la tesumomisnza di Boezio, aust. mus. 4,
01 (= DK 47a 19),
Archita.
CT. anche
re ita. Ch
:
Braker,
Sit
oft
Früheriechiiche
Waweknes, Hornonidrbre, 1943, Pp. 1Bs sp.
Cale
i
Mathematik und Musiklehre,
:
che riferisce il pensiero
1959,
Po
i
159 SER
ine
cani
Pagina 6
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)la geometrica € Parmonica; si veda quanto ci testimonia il seguente passo di
Giamblico, ir Nicom. arithm. 100, 19 (= DK 18 A 15):
pivar SE th mahabv tpeic Íoav pesorytes ërt Hludaryógos nal av xar' abróv
palermo, dont te nal Y yeopuerpied nai + more pèv ómevavria Acyoutvy TH
ráber soir, bro dè sv rept ‘Apystav xblle al Trracov dpuovxn petaxdnieice |...)
kanayéveo: Sè tod dvéparog ol petk tata mepi Ebsobov pxOnpasixol Aa Tpeis
measaveupivtss neabrnrag Thy veteptyy llos Srevavriav txkheony, |...] tag SE Aurèc
QUANTIFICAZIONE NUMERICA & CALCOLO,.
esprimono gli intervalli consonanti, in quanto 12:6 è equivalente a 2:1, vale a dire
all'ottava;
e
sesta»,
Riguardo alla medietà armonica siamo informati dal seguente brano di
Nicomaco, aritbm. 11 26, 2 (= DK 44 A 24), nel quale è sottolineata la relazione
intercorrente tra lo studio dell’aritmetica e della geometria, e quello delle medie
proporzionali:
sè: Sè xbchy [scil. thy entente] dpucuxñv xareiollac vouibouaiv 3,202 IEG
Modi ari tai napéncablon nkoy Yewperpuxi dppovia, Yewpetpuchy de Apuuoviav pact
sty ao Arc zn mara tk pla dranth lata hopdaar bodas tow ladxis” Ev yap mavti
wibe de i peobras Ivomrplferar. mheupal pév yàp mavrèc Kou sioty 12, yaviaı dè 8,
inimeda Se 6 peaitye dpa 5 8 thy 6 nal ran 12 zard Thy Apu vor y
«Alcuni, seguendo Filolao, ritengono che la media armonica si chiami così
perché accompagna ogni armonia geometrica; ed essi chiamano armonia geometrica
il cubo, per il fatto che è composto da un numero che si ripete identico tante volte e
poi altrettante, secondo le tre dimensioni. Ora, in ogni cubo si rispecchia questa
medietà: infatti, gli spigoli di ogni cubo sono 12, i vertici 8 e le facce 6; € appunto
3:2) alla quinta e 8:6 (= 4:3) alla quarta.
mo più estesamente altrove, approfondi in modo sostanziale lo studio delle medieta,
sia nel campo strettamente matematico, sia nell’applicazione alla teoria musicale,
come si legge nel frammento tramandato da Porfirio, in Prol. harm. p. 92 Düring (=
DK 47 B
2), il cui testo è il seguente:
n
uéoai SE Evrı tptg TE nova, pla pèv apibuntinà, Seurépa dì à yewuerpixd, tolva
8 Srevavtia, dv xx dove: Kpuovixdv. «pil uni
ev, Damen Ewvte tpeic Spor xarà tiv
vola ÚTERO L%v ava Ayov: @ rpäros Deutépou Úrepéxer, routes Sebrepos rptrou Snepéyet.
uni ev tabre <rE > dvadoyla ouurirre fuev tò av pelóvov dowy Bkornux uelov, Th
SÈ Toy petóvev pelo. d yempetpinc SE, broca Ewvte clog 6 mpätos tort tov Debrepov, xal
% Seútepos morì tov tpituv. robrwv Vol peltoveg lov matodvrar To Bidornua nat of
pelouc. & d'irevavila, div zarnüpev dpuovindy, Broca Emvrı < toto > 6 mpáros Apos
onepeye ro Beutépuu abrazos péper, tobta 6 péoos tol teltov bmepéyet rob salva
péper. yiveraı Sev rasta Ta dvahoyla th tiv pelóveo Ego dikommua sil, cò SÌ Tüv
peróvos uetov
«Ci
sono
geometrica,
tre
medie
la terza
la
prima
è
l’aritmetica,
che chiamano armonica.
Si
la
seconda
ha
la
la media
supera il terzo. In questa proporzione l’intervallo dei termini maggiori è minore,
quello dei minori è maggiore. La media geometrica si ha quandoi tre termini sono
tali che il primo sta al secondo come il secondo sta al terzo. In questa proporzione
l'intervalle dei termini maggiori è uguale a quello dei minori. La media subcontraria, che chiamiamo armonica, si ha quando i termini stanno tra loro così: di quanta
parte di sé il primo supera il secondo, di altrettanta parte del terzo il medio supera il
terzo. In questa proporzione l’intervallo dei rermini maggiori è maggiore, quello dei
minor
€
minore».
Riassumendo, dunque, dati due numeri razionali A e B, dei quali A sia il
doppio di B, e designate con le lettere M, G e H rispettivamente fa media aritmetica,
la geometrica e Parmonica, si possono definire le suddette medieta con l'ausilio delle
seguenti formule di
uguaglianza:
A—M=M-—
Il
=
(A — H):
(9) Seconds una tradizione riferita da Giamblico, Pitagora stessi sarebbe stato il prim» ad
l'avreble introdorti in Greci».
musica:
aritmetica quando tre termini stanno tra loro in rapporto secondo una certa
AiG
wierodurse m Grecia la media armonica; vf. Giamblico, i Nicom. aritbm. 118, 24 (= DK 44 À 24}
¿pra Paru [scil. la media armonici] pao: elo BaBuawviey zat à Midayspou aperta, cig 1Adnvrc
¿ie |...) «Dicono che la media armonica sia una seuperta des Babilonesi e che per prim» Pitagora
nella
la subcontraria,
eccedenza: vale a dire, di quanto il primo supera il secondo, di tanto il secondo
nella medietà armonica 8 è medio tra 6 e 12»).
I numeri 12, 8 e 6, dunque, rappresentano rispettivamente gli spigoli, i vertici e
le facce di un cubo; nella testimonianza di Nicomaco e di Giamblico (cf. supra,
paragr. 1) relativa al moda in cui Pitagora avrebbe fissato i rapporti degli intervalli
principali, tali numeri possono costituire, opportunamente combinati, i rapporti che
12:8 (=
Archita, un pitagorico — contemporaneo di Platone — del quale ci occupere-
Bou ms xará thy tek mpnonyöpeuaxv néuntav ve mol ExTNV
«Nell’antichità erano solo tre le medietà presso Pitagora e i matematici della
sua scuola: Paritmetica, la geometrica e, terza per ordine, quella che allora era
chiamata subcontraria, ma che poi fu chiamata armonica dalle scuole di Archita e
di Ippaso [...] Cambiato così questo nome, in seguito i matematici della scuola di
Hudosso trovarono altre tre medietà, e chiamarono propriamente subcontraria la
quarta |...] e le altre due le chiamarono semplicemente, secondo l’ordine, quinta
157
B
=
A
= (H
-
Se si sostituiscono le lettere
B
B):
A e B con i numeri 12 € 6, si ottiene che la media
aritmetica tra 12 e 6 è y (poiché 12 — y = 9 — 6), e la media armonica è 8 [poiché
8): 12 = (8 — 6): 6]. Sulla base di queste sole due medie proporzionali, tra
Pagina 7
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)loro combinate, si ottengono i rapporti di quarta e di quinta, a partite da quello di
ottava, utilizzando le seguenti proporzioni:
QUANTIFICAZIONE.
NUMERICA E CALCOLO)
159
corrente pitagorica precedente almeno il Y secolo a.C. L'arcaicità della terminologia presente nei
frammenti rappresenta comunque una restimonianza fondamentale sulla terminologia in uso nella
scuola pitagorica più antica.
A:H=M:B
A:M=H:B
lisiste in Boezio un passo (inst. mus. 111 5 = DK 44 A 26) nel quale il filosofo
di 6, ea H ed
Dal momento che abbiamo dato ad A il valore di 12, a Bil valore
i numeri, si avril:
M rispettivamente | valori di 8 € 9, sostituendo le lettere con
9:6 = 3: 2 (intervallo di quinta), €
12: 8
riferisce quale sarebbe stato il procedimento adottato da Filolao per suddividere il
tono. Tale passo, peraltro, suscita notevoli perplessità a causa delle confusioni e
degli errori matematici in esso presenti, e ai quali accenneremo in seguito, dopo aver
riportato il testo, che è il seguente:
12:91 =8:6=4:3 (intervallo di quarta).
Philolaus vero Pythagoricus alio modo tonum dividere temptavit, statuens scilicet
primordinm toni ab eo numero, qui primus cybum a primo impari, quod maxime apud
Pythagoricos bonorabile fuit, efficeret. nam cum ternarins numerns primus sit impar, tres tertio
i
$ 3. Vilolao e la suddivisione matematica del tono în semiton
atque id ter st duxeris, XX V/I1 necessario exurgerent, qui ad XXIII numerum tono distal,
di
Ripresa ora il caso particolare del tono — a cui corrisponde nella scali
primo
n
genere diatonico il rapporto epogdoo, vale a dire 9:8 — voFiale
iduazio
l’indiv
fu
tentati
vale
di
pitagorico a tentarne la suddivisione; il risultato
'”,
minorel
del semitono maggiore e del semitono
pitagorica, si rifugiò in Grecia dope la
Filolao di Crotonc o di Taranto, seguace della dottrina
a
utto
'
P
del k V sec. fui attivo sopratt
fine
la
i
Verso
4).
À
ta,
A
44
DK
(cf.
volta democratica del 454 ac.
:
che
i
Cebete,
e
Simmia
mi:
furono
i
i
discepoli
suvi
mia;
mate iciac astrono
+ didi matemat
i
in particolare
Tak
necupi
nPole SiSì necupo
nal did
conosciamer dal Prdane platemico.
nianze indirette € alcuni
Di Eilolas restano numerose testimo
A proposito della questione
fesmmenti, la cui genuinità € stata però talvolra messa in dise ussiong,
filolatca, si veda il fondamentale favore del Bonn Philolios, 183 y. |
espressi
. fortemente acritici brani
giudizi
und die sogenannten Pythagoreer, iio pu ,E
dal Yassin (Mez, Nat. UI, p. 223) dal Frank (Plato
sua opera,e per quanto riguarda co
niguiardo all'esistenza uffettiva di tale Filolao e della
stati
Circa la sua presunta rotale dipende nza dal pensiero platonico, sono
ammettaas l'esistenza
det Corect, 1964, M, p. 367-
puntualmente: ribarruu da Ro Monnier (in Zei tr MED Hai,
¿82 € passion). La tendenza ad ammentere l'esistenza di Fılälae ca
si rile
La; filosofia
riv endicarne l'originalitá del pensiero
Bunker, Weisheir
che nel commento di 'Pinranaro Canina, Pitagorici, 1962, II, p. 82 sgg. cin
und Wietenschaft, 1902, pi 366 SER:
In Imea di massima, ritengo che Ro
Mandolto sia nel giusto circa Pattribuzione dei frammenti à
non
sa questione filolaica, in quanto
Filalac. Ma non affronterà nelle pagine successive la comples
un
i èdm
l'usistenza del nostro Filolao,
negare
voler
a
strettamente rilevante ni fini del nostro lavoro: anche
autore nspecchtane dottrine della
questo
en
n
sradizio
dalla
i
attribuit
ti
frammen
i
dato sicuro ehe
tandem ternarii differentiam servans. ternarius enim XXIII] summae octava pars est, quae
visdem addita primum a ternario cybum XX ac WU reddit. ex hoc igitur Philolaus duas efficit
partes, unam quae dimidio sit maior, eamque a potomen vocat, reliquam quae dimidio sit
minor eamque rursus diesin dicit, quam posteri semitonium minus appellavere; barum vero
differentiam co m ma. ac primum diesin in NUT unitatibus constare arbitratur eo, quod haec
inter CCL
et CCXLII perrisa sit differentia, quodque idem numerus, id est XII, ex
novenario, fernario atque unitate consistat, quae unitas puncti obtineat locum, ternarius vero
primae inparis linear, novenarins primi inparis quadrati. ex bis igitur causis cum XIII diesin
ponat, quod semitoninm nuncupatar, reliquam NX VI numeri partem, quae XU unitatibus
continetur, apotomen esse constituit, sed quoniam inter NII et XIII unitas differentiam facit,
unitatem loco commatis censet esse ponendam. totum vero tonum in NNT] unitatibus locat eo
quod inter
CCNIV® ab CCXNLIHI qui inter se distant tono, XXIII sit differentia
«ll pitagorico Filolao rent di dividere il tono in un altro modo, stabilendo cioè
come generatore del tono il primo numero che è cubo del primo numero dispari,
proprietà che cra tenuta in gran conto dai Pitagorici. Dato che il primo numero
dispari è il 3, se lo si moltiplica per 3 e poi ancora per 3, si avrà necessariamente il 27,
numero che forma con il 24 l'intervallo di un tono, conservando la medesima
differenza di 3. Infatti, il 3 è l'ottava parte del 24, che aggiunta al 24 riproduce il
primo cuba di 3, cinè 27. Di questo numero poi Filolao fa due parti, la prima che è
più grande della mera, e che chiama ‘apotome’, la seconda che è minore della metà, e
che chiama ‘diesis’, ma che in seguito chiamarono ‘semitono minore’; chiamò
q Ñ
ale èè quelle:
o epimorio quale
i
i e in parti ugualii didi un rapport
py CI pre, nota 8. La division
azione di
ae
L'osserv
.
Pitagorici
Pitagorie
dai
dai
le
sihile
impassibi
>]
camente
matemati
ritenuta
€
Ù
gif
alone,
e
dente
sabr
vormspen
una entità fisica,
1976, fi 18, secondo la quale il tono, in realtà, essendo
della nostra attuale concezione
potrebbe essere di fatto divise| in para uguali, € valida dal punto di vista'
pensieri
a commento delAr
Righim
la
come
>
pane
si
la
se
d'essere
i
musicale, ma non ha ragion
Ruine. Le mire green,
fisica del tono e la sun conseguente divisibitità
scale pilage rien all'interno del quale la realtà
3
alcuni
nza
importa
hanno
non
uguali
effectue in parte
o l'essenza invamante di tali
mittematiche: da questo punto di vista, 1 rapporti epimar ch e esprimon
ot
elle. me je
,
Per ı Pitagorici, gli intervalli sono entità
licando
intervalli nun possono essere divisi m parti uguali, se en vien
non sono comemplati dall'antico pensiero matematico PIERBOTI
EH.
1 numen irrazionali, i quali però
‘comma’ la differenza di queste due parti, figli ritenne inoltre che il diesis consti di
13 unità, in primo luogo perché è cale la differenza tra 256 ¢ 243, € poi perché questo
stesso numero, vale a dire il
13, € formato dal 9, dal
3 e dall’ı, tra i quali Pi
rappresenta il punto, il 3 la prima linea di valore dispari, il 9 il primo quadrato di
valore dispari. Dopo aver posto per questi motivi il 13 come diesis -— ora detto
semitono — pose come apotome la parte rimanente del numero 27, che è composta
da 14 unità. Li poiché la differenza tra 13 e 14 È 1, egli ritenne che l’unità costituisca
il comma. L'intero tono poi lo fa consistere in 27 unità, per il fatto che tra 216€ 243,
che distano tra loro di un tono, la differenza è 27».
Pagina 8
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Per riepilogare i dati offerti da questa testimonianza, può essere utile
un passo del Tímeo platonico (35a-36b), nel quale si tratta delle partizioni dell’anima
-- diesis, o semitono minore: 13, CIO 256 — 243
del mondo secondo il principio delle medie proporzionali e nel quale compare
— 13
appunto tale relazione numerica.
comma: 1, cioè 14 — 13
tono: 243 — 216 = 27, poiché 243:216 = g:8
Ad agni modo, il rapporto 256:243 indicante il diesis non è una innovazione platonica,
; tuttavia, il
Questi sono i risultati cui sarebbe pervenuta Pindagine ditePilolau
procedimenti non
i median
brano di Boczio presenta d ei valori numerici ottenut
detto subito, però, che le
Va
.
assurdi
e
nt
ticame
solo oscuri, ma spesso matema
i misura da attribuire a
assurdità matematiche di cui il passo abbonda so no in larga
dagli studiosi
Boezio o alle sue fonti, o all'uno e alle altre, come del resto è ammesso
l
che si sono occupati dell'argomento!”
per
Ad ogni modo, il rapporto 27:24, che Fappprosenta il tono, è Lapo
noi
comprensibile solo in quanto fa sua semplificazione da luogo al rapporto Le on
son«
dire il rapporto epogdoo usuale presso | Pitagorici, ma i due numeri 27 mistico°
bensi
he
a
e
at
à
i
matemat
ne
mus
ne
icali
y
SONO
non
N
cl
FAZIO
€ MIVAZ
iv azi mi1 ct
Y atiÈ P erÈ mot
é ISSU
a dal 27 di 3
ntiche: il 27 è il primo cubo del primo numero dispari, il 24 dist etc.
matema
il 27,
nuovo
24 ¢ aggiunto al 24 dà di
ra parte di
ica, il 3 € Porta rapporto
27:24, per Filolao il tono sarebbe
nr che dal
espresso bn
anche
dal
a nella parte conclusiva de brano di
tra i numeri 245 € 216, i quali
enza
Boezio, perché tale numero risulta d alla differ
che la
Ora, se è ben vero pt
tone.
un
insieme danno luogo al rapporto di
solo numero intero 27, secondo quanto si afferm
della frazione 243:216 riconduce al rapporto 9:8, dal punto di vista
o id
e
strettamente matematico non è possibile sottrarre il
risoluz
la
per ottenere un numero intero € razionale che rappresenti
denominatore dal numeratore
ee
_
frazione siessa.
:
modo
fissati inina”
mit ni sono pres
ssociati alai duee semito
Anche i numerii che vengono associa
256243, |
arbitrario: al diesis, o semitono minore, € associato sia il rapporto
inatore
na Te della
denomi
il
re
€
tore
numera
il
numero 13 che cor msisponde alla diif ferenza tra
13, 3 N atr e,
1
.
tono
il
per
to
adotta
ento
e
edim
Ü
Qu secondo lo stesso proc
ca.2 56: 243,5
‘
frazione
neri
da
ed Wi ‚nunBen
¢ daal 3eda
er
“Sssert compossto dal
alg,
“ teristic
ui Caratter
isticoa di essere
è scelto anche per|A+ SUA
linea
prima
la
,
dispari
to
quadra
primo
il
te
ivamen
assunti a rappresentare rispett
dispari, e il punto.
|
ì onde al numero 27 (ovver: o 243 — 21 216))
vaposto che il tone corrisp
ace ato:
inadegu
diesis corrisponde al 13 (ovvero 256- -- 243), sottraendo dal tono
MORI
poiché
cumpare anche nella dottrina musicale di Archita (DK 47 A 16), dove designa
propriamente il rapporto
tra il Sol enarmonico e la nota corrispondente nel genere cromatico, che è di fatto un
Fa diesis (di ciò
parleremo più avanti, trattando dei diversi generi di scala musicale), È certo,
però, che dalle
testimonianze relative ad Archita emerge che la sua teoria musicale
presuppone la conoscenza di un
taracordo diatanico composto da due toni e un diesis, 1 cui intervalli corrispondono
nell'ordine
rispettivamente a 9:B, 9:8 u 256:243, € che questa suddivisione del tetracordo
risale a Pitagorici a lui
precedenti. Platone, quindi, costruisce la sua scala nel meo su basi aprioristiche
e metafisiche, ma
utilizza altresi relazioni numeriche fissate precedentemente dai Pitagorici.
A proposito delle diverse interpretazioni offerte dagli studiosi con riguardo alla scala platonica
¢
ai suoi rapporti con le dottrine pitagoriche, si veda in particolare il Frank,
Plato und die sogenannten
Vythagoreer,
1923, p. 264 spp. e Burxent,
Weisheit und Wissenschaft,
1962, p.
365
sp.
Quanto al calcolo matematico mediante il quale si ottiene 256:243, lo si può
individuare sulla base della seguente notizia di Boezio, ¿nst. mus, II 8 (= DK 44 B
6).
Philolaus igitur haec atque bis minora spatia talibus definitionibus includit: ‘diesis’,
inquit, ‘est spatium quo maior est sesquitertia proportio duobus tonis Vas]
«Filolao definisce questi intervalli e i minori di questi nel modo seguente: ‘il
diesis”, egli dice, ‘è quell’intervallo per cui la quarta è superiore di due toni [EN ES
Il diesis, dunque, rappresenta Pintervallo in ragione del quale la quarta è
maggiore di due toni interi; il rapporto numerico che corrisponde al diesis, cioè
256:243, sarà quindi statu ottenuto “togliendo” due toni dalla quarta nel modo
seguente:
(4:03): [9 : 8): (9:8)] = 256 : 243
Cid che vi é di matematicamente incongruo nel brano di Boezio concernente
Filolao (éas/. us. VI 5), oltre a quanto abbiamo già segnalato e di cui dovrebbero
essere responsabili Boezio o le sue fonti, è soprattutto il fatto che il tono, il
diesis e
Papotome vengano definiti non solo da frazioni, ma anche da numeri interi
|
o
o
re
paa
ome,4 16) semitono
l’apot
i
erebbe
14, che esprim
Quanto al numero intero
nà)
FT)
“chi
Y
‘ra
=
a
¡
ip
A e, esso è ricavato mediante lo stesso procedimento
maggior
si otterrà il semitone maggiore, ovvero 27
161
Nel brano di Boezio non si spiega il motivo per cui viene assunta la frazione
-— tono: (27:24), (= 9:8), oppure solo 27
-
E CALCULO
246:243 per indicare il dicsis, ma € probabile che la ragione per la quale viene
assunto tale rapporto consista nel fatto che Boezio c/o le sue fonti avevano presente
seguente schema:
- apotome: 14, Cioè 27
QUANTIFICAZIONE NUMERICA
echei
il semitono minore
— 13 = Id
A Wrisheit und Wissenschaft, Va, p. 30
4
D. S
Mem. Sont2] A
«Mem.
NI
y Cd. E Vanina,
! resto,
spe. note ial
140 Il, pi 126 «ge
aa Visione © i vines, Pafagorzezi, 1462,
(02) CE Plutarco, de an. proer. in Tim. i 17 po to20 Li
qth dk mine peón dan vo did tescapen.
ins 88 Stxatypaton È è uao uevuc thus,
inci ni uè: Sppoved Mya teprópevos otavrar Ain
Buarípara meto, dee Exkvepey Ques xxdoliov., ni dè Uubayagizni thy pèv ele toa ted»
antyvna:
wurd, Toy AE tL quate dedo Bivio help th Barra Évouhbouov, bs, rod huloens
Imorelner «Uno
degtt intervalli è quello chiamato tono, fa cui misura esprime di quanto la quinta è maggiore della
quiera, Lili Armonie pensano di poterlo dividere a metà e di farne due
intervalli, che chiamano
ambedu: semitoni. Mas Pitagorici ric noblero impossibile la divisione in due parti
uguali, e delle due
parti disuguali chiamarono la minore ‘letmma* [seil. reste], perchè resta
al di sotte della metà».
Pagina 9
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)QUANTIFICAZIONE NUMERICA li CALCOLO...
163
(rispettivamente 27, 13 e 14), € che tali numeri interi siano ricavati tramite
secondo il quale il tono consterebbe della somma di due semitoni minori e
di un
rapporti numerici: assunto che il tono corrisponda al numero 27 = sven ;
comma, € il semitono maggiore sarebbe ottenibile con la sottrazione del semitono
minore dal tono intero. Tale concezione compare, infatti, oltre che nei due passi
di
sottrazioni ed addizioni, laddove gli intervalli non possono che essere associati î
modalità sopra esaminate — e il diesis al 13, Papotome si ricaverebbe sea o :
13 al 27 €, quindi, avrebbe il valore di 14. Analogamente, il comme corrispondere be al numero 1, poiché esprimerebbe di quanto l’apotome sia maggiore del diesis, e
u
dunque si otterrebbe sottraendo il 13 dal 4e
|
|
Dal punto di vista matematico, tale modo di procedere é inadeguato, in Ta
Boezio sopra esaminati (inst. mus. INI $ e MI 8), anche nel seguente frammento
di
Filolao (= DK 44 B 6):
repi BE picts xal ápuovias ide Eyer: [...] ápuovias dè néyedós toni uud xat
dr 'oberàive rh dè Be GE erty weiCov tic ovdhaBas troydéw. gori yao and bmdtas Eri
pécoay
mark, ant Se pésoas ri vektav dı'ökeiäv, and SE vertrag be vpirav
au
Bd, ira SE
non solo gli intervalli devono corrispondere a rapporti numerici ¢ non a singoli
tpitag Es inktay SOEeGv cò Dev pto péooas nal toltae énbySoov: à Sì cui
fa
intervallo maggiore in intervalli minori si ottiene sempre mediante la divisione, e
Exitpitov, + BE Se'dEerdiv huródoo, vé Sk raodv Sè Arbo. 05700 &punvix nevre
éxtydoa soi din Suess, M'ÉÉertv de tpla Enéyôox xat Sears, mula
Ba Se Su’ Enbydoa
numeri, ma soprattutto perché dal punto di vista razionale la seomposiaoas di un
non la sottrazione: ad esempio, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, il tono
si ottiene dividendo il rapporto di quinta per quello di quarta [(3 : 2) : (4 : 3) = : :
8); analogamente, l’intervallo di ottava risulta dal prodotto, e non dalla somma, dei
a
rapporti di quinta e di quarta [(3 : 2) + (4 : 3) = 2) 1}, etc.
differenze
come
intervalli
gli
tra
rapporti
i
‘l'uttavia, questo modo di concepire
e somme non compare solo nella testimonianza di Boezio: cesso riaffiora anche in
altre testimonianze, nelle quali si riferisce che i Pitagorici in generale, e anche
Platone, ritenevano che il numero 13 corrispondesse al diesis, il ion minore
che i platonici chiamano “limma” (Aetupa), e il nae 27 a tono: si verla I ne
de an. procr. in Tim. 14, 1018 sg.: ol Mubayopueoi toy ne tv miro tH a [sci
29| sérrouor [...] ote [scil. con il 13 e il 27] tà a
sn
asie
ie een n
valbinuaroari diaothpata, ti piv diem, th SE Tovey nahodvreg ui ice fissano i
tono in questo numero (cioè il 27); per mezzo del 13 e del 27 i matematici Sun
evidentemente gli intervalli armonici, e chiamano il primo diesis, il pr tono», e
wat denia
«Riguardo alla natura e all’armonia le cose stanno così: [...] la grandezza
armonica comprende gli intervalli di quarta e di quinta: la quinta è maggiore
della
quarta di un tono, Infatti, dalla corda più alta (hypa/e) alla media (mese) c'è una
quarta; dalla media alPultima corda (ne/e) c'è una quinta; dall'ultima alla terza
(trite)
c'è una quarta; dalla terza alla più alta, c'è una quinta. L'intervallo tra la media
e la
terza è di un rono. La quarta corrisponde al rapporto epitrito, la quinta al
rapporto
emiolio, Potrava al rapporto del doppio. Così la scala armonica si compone di 5 toni
€ 2 semitoni minori, la quinta di 3 toni e 1 semitono minore, la quarta di
2 toni e ı
semitono minore»,
Filolao, dunque, intende gli intervalli come “differenze” o “somme”
di altri
intervalli; ciò è confermato anche dalla seguente testimonianza di Porfirio,
in Ptol,
harm. 5, p. 91 Düring (= DK 44 A 25):
an’, 3% vobtou rivmbévteg twig tOv uer'abtòv [scil. Eratostene] Stéorrua
Plutarco, did. 12, 1017 su: tà SE tproxaldena Asiupa. xallàrep Mary [sci at
Hntxyrnowai Ex] «i Pitagorici chiamavano il 13 limma, come Platone». Teone 7
Smirne, dopo aver riferito un rapporto diverso per il semitono minore, prende e
distanze dal metodo con cui veniva ricavato il numero 13 soctraendo il denominato»
Extheoav Evan Smepayhy, dog Atkavèc 6 Ilaatmvinie: xat Dihódaos Seri weve
sv
Sanrautreov caicyy elmpe thw apuanyoplay
spiedo thy yap Srepoyty [...] wh yiventiai 13, doa Mazrev elpnue deiv Eyew TO
asiuus, vale a dire che, se si utilizzano numeri diversi, che pure stiano tra loro nello
stesso rapporte in cui si trovano il 256 e il 243, la differenza non sarà più 13, € quindi
questo numero non può da solo esprimere il diesis o lima, in quanto un gi dera
di numeri non eguivale alla loro differenza; poco dopo, però, Tennis sembra ricad na
Il termine greco úrepoy%. che in ambito pitagorico significa
propriamente
‘differenza (aritmetica)’ (cf. DK 46 A 4; DK 47 B 2; etc.), viene investito
da Filolao
anche del significato di ‘intervallo’, il quale invece è usualmente denominato
Son.
re dal numeratore nella frazione 24561243: vives Se poo. wh pls eel ne nals
nellequivoco (69, 12): 76 Aıkarnta Th ray 256 mpeg 243, routéart TÀ 13 «l’intervallo
tra 256 € 243, vale a dire 13».
«Alcuni della scuola di Eratostene, partendo di qui, chiamarono
l’intervallo
‘eccedenza’, come Eliano il Platonico. Filolao applicò tale denominazione a tutti
gli
intervalli».
Il modo insoddisfacente di concepire gli intervalli come le differenze
tra
numeratore e denominatore delle frazioni che li esprimono
deriva probabilmente a
Filolao dal fatro che egli, come del resto tutti i Pitagorici antichi, aveva
presente il
modello delle corde musicali.
$ 4. "Somme" è “sottragioni” di intervalli
Per quanto riguarda Filolao, a prescindere dalle responsabilità di Boezio ejo
delle sue fonti, non si può negare che a lui stesso debba attribuirsi il concetto di base
Abbiamo visto nella Nota precedente, analizzando una testimonia
nza relativa a
Pitagora, che i numeri 12, 9, 8 e 6, con i quali venivano composti i rapporti
numerici
(13) Per il significato dei nomi bypate, nette e mese, cf.
altre, paragr,
Pagina 10
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)QUANTIFICAZIONE NUMERICA E CALCOL4.,
esprimenti gli intervalli principali (12:6 per l'ottava, etc.), sebbene vengano assunti
165
intervalli di quinta e di quarta, poiché 3 toni e
ı semitono minore — 2 toni ci
1 tono.
per motivi di ordine geometrico-matematico (si veda il paragr. 2), si spiegano
soltanto se supponiamo che essi, în sede di esperimenti musicali, corrispondano alla
semitono minore =
Ma le consonanze, invece, derivano dalla composizione
di suoni di altezza
misura di lunghezze diverse. Le lunghezze, in quanto misure lineari, erano passibili
differente, le cui frequenze rispettive, quindi, si compongono
di essere sottratte le une dalle altre. Dal momento che nelle indagini condotte dai
Pitagorici i numeri vengono associati ai nomi delle corde in modo rale che non =
ca, mediante divisioni e moltiplicazioni. I Pitagorici ovviamen
può presumere altro se non che indichino lunghezze diverse, è molto probabile che
Vessenza dell'intervallo fosse individuata da Filolao nella distanza House che
costituisce la differenza di lunghezza tra le due corde interessate, 0 — che è lo stesso
- Peccedenza (5regogi) della corda più lunga rispetto 2 quella più cortal'‘®),
l'inadeguatezza di questo ragionamento consiste principalmente nel fatto che
ciò che è determinante per la produzione delle consonanze non è la misura della
LA
in maniera geometrite non conoscono il
concetto di frequenza, né quello di armoniche di un suono
fondamentale: solo a
partire da Archita — come vedremo in altra sede — si comincerà
ad immettere nella
prospettiva teoretica l’aspetto numerico delle oscillazion
i compiute dalle corde
musicali sollecitate, in quanto si scopre il nesso tra numero delle
oscillazioni e
altezza del suono. Ad ogni modo, questo continuo trapasso dal piano
geometrico a
quello aritmetico non stupisce affatto nei Pitagorici, dato lo stretto
legame per essi
esistente tra le due discipline, tra i numeri e le figure geometrich
e, tra le medie
proporzionali e i solidi, etc.
lunghezza delle corde che le generano, bensi il rapporto che viene istituito tra le
corde stesse (2:1 per Ponava, 4:3 per la quarta, etc.); rale rapporto è ciò che deve
rimanere costante a prescindere dalla lunghezza delle corde, che può anche variare.
La confusione di questi due fattori -- lunghezza delle corde e rapporti numerici —,
unita a considerazioni sui numeri di tipo simbolico e mistico, è la causa principale
degli errori matematici presenti nelle testimonianze relative a Filolao. .
dai numeri che indicano le lunghezze delle corde; come abbiamo
ricordato sopra
(paragr. 1), nella testimonianza relativa a Pitagora dai rapporti formati
con i numeri
gli intervalli armonici possano essere rappresentati da un unico numero, ottenuto
semplificazione i consueti
mediante i procedimenti matematicamente inaccertabili che abbiamo illustrato, la
concezione degli intervalli come somme o differenze non € certo presente solranto
in Filolao, bensì in tutta la scuola pitagorica, nella quale usualmente si intende
l’ottava come risultato della somma degli intervalli di quarta e di quinta, il tono
Un'ultima osservazione da fare riguardo alla presunta “confusio
ne” che i
Pitagorici avrebbero operato tra il piano aritmetico (somme e sottrazioni)
e quello
geometrico (moltiplicazioni e divisioni) è che in realtà esiste un
rapporto preciso tra
| Tuttavia, se Filolao è l’unico Pitagorico al quale le fonti atrdbuiscago l’idea che
come differenza tra la quinta c la quarta, etc.
|
nn
Cid dipende ancora una volta dal fatto che in tutti i Pitagorici ngginec. fl modello
degli strumenti a corda. La lunghezza delle corde, infatti, € una quancita near,
sulla quale si opera aritmeticamente mediante somme e sonegzioni. Lo stesso
termine che usualmente indica l’intervallo, cioè dizarqua, il cui significato è
propriamente “distanza” in senso lineare, è una conferma di questo modo di vedere.
A rafforzare questo modo di intendere deve aver contribuito anche on altro genere
di considerazioni, che compaiono anche nel frammento di Filolao DK 44 B 6: dato il
tono come unità di misura, l'intervallo di quarta comprende due toni e un semitono
minore, l'intervallo di quinta comprende tre toni e un semitono minore, €
l’intervallo di ottava cinque toni e due semitoni minori; pertanto, la relazione
intercorrente tra la quarta e la quinta da un lato, e Potrava dall'altro, viene intesa
come un rapporto additivo di tipo aritmetico, cioè quarta + quinta = ottava,
poiché 2 toni e 1 semitono minore + 3 toni e ı semitono minore = 5 toni € 2
semitoni minori; analogamente, il tono è inteso come differenza aritmetica tra gli
Ciò che però è importante notare, è il
fatto che i Pitagorici giungono
comunque a determinare esattamente i rapporti numerici esprimenti
gli intervalli
principali, mediante la semplificazione delle relazioni numeriche
ottenute a partire
12, 9, 8 e 6 — che rappresentano lunghezze di corde
— si ottengono mediante
rapporti numerici
2:1, 4:3, 3:2 € 9:8.
questi due ordini di operazioni, ed è il logaritmo. Certo i Pitagorici
non potevano
conoscere i logaritmi neperiani, però è interessante notare
zugehörigen Zahlenverhálmisse», Infatti, i logaritmi soddisfan
o le seguenti relazioni fondamentali:
log, (x)
=
log, (xfs) =
log,x"
log,x +
log, y
log,x — log, y
= alog,x.
In base a tali proprietà, Puso dei logaritmi consente di
ridurre prodotti,
quozienti ed elevazioni a potenza ad operazioni di somma,
differenza e prodotto.
Se si considerano due progressioni numeriche, una
geometrica crescente di
ragione 4° (cioè 4, a", a”, af, ...) € una aritmetica, crescente
di ragione r (cioè r, zr,
3, 4%), i termini della progressione aritmetic
a sono i logaritmi in base 4 dei
corrispondenti termini della progressione geometri
ca. Pertanto, il logaritmo di x in
base 4 si indica nel modo seguente: log,
x = y; il valore di
equazione esponenziale: x =
{14} A proposito del termine repos, cl. Timeanaro Campini, Pitagorict, 1962, 1, p. 181, nota al
testo; Rares Lea
Za minor, Die Musik des Altertum., 1989, p. 184 € p. 291
che secondo la terminologia matematica moderna — come osserva il BuRKERT, Weisheit
und Wissenschaft,
1962, p. 248 — «|...] entsprechen die Intervalle als Strecken
den Logarithmen der
y si ottiene con la seguente
a,
Per passare al rapporto che esprime l’ottava, ossia 2:1, se moltiplic
hiamo per 2
tale rapporto avremo una serie del tipo: 2:1, 4:2, 8:4, 16:8,
32:16, etc. Dal momento
Pagina 11
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)CLAUDIA A.
che per i Pitagorici tali numeri rappresentano lunghezze, sottraendo sull2,
rapporto la lunghezza minore da quella maggiore oueniame la serie seguente: |,
4, 8, 16, etc, Questa serie costituisce una progressione geomentiza (ovvero am
successione di numeri tali che il rapporto tra un termine qualsiasi e il suo
QUANTIFICAZIONE NUMERICA E CALCOLO.
Per quanto riguarda, invece, la suddivisione dell’ottava, argomento centrale
del frammento filolaico DK 44 B 6, si possono sintetizzare i dati offerti dal
frammento per mezzo dello schema seguente:
o
antecedente risulta costante).
167
bypate
Mi
256
—e
Tale serie geometrica corrisponde alla serie aritmetica O, 1, 2, 3, 4, etc., I CUI
termini rappresentano le potenze alle quali deve essere elevata la base 2 per ottenere
4
3
i termini della serie geometrica precedente. Infatti, log, 1 = 0; log, 2 = 1; log,4 =
3.
|
16 = 5; ete.
2; log,8 = 4; log,
Premesso ciò, Paffermazione pitagorica secondo la quale ah (2:1) corrimest
La
192
PREIS
ar
sponde alla somma di quinta (3:2) e quarta (4:3). può essere rivisitata da
9
2
s | )ı
logaritmico mediante la formula seguente: log, (21) = log. (312) + log. ri
Questa formula di uguaglianza si risolve applicando al logaritara di ogni rapporto la
paramese
relazione sopra citata, ossia: log, (x7) = log, x—log,y. Ciò significa appunto che
Si
TCT
(=frite per Filolao)
3
gli intervalli intesi come lunghezze sono i logaritmi dei corrispondenti rapporti
2
numerici.
La soluzione di log.(2:1) = log,(3:2) + log,(4:3) è dunque;
i
G
=
1
+
n
y
low,2 -- logi = log,3 -- log,2 + log,4 — log,3
mete
Mi
128
AYUDE
2
Il primo schema rappresenta i] sistema del tetracordo diatonico, composto da
due toni interi (9:8) e da un semitono minore (256:243), i quali insieme formano
§ 5. Suddivisione del tetracordo è dell ottocordo secondo il genere diatonico
Sc riprendiamo il frammento di Filolao sopra citato (DK 44 B 6) c il passo di
Boezio, inst. mus. MÍ 5, si può tracciare il seguente schema!
l'estensione di un intervallo di quarta giusta.
Il tetracordo costituisce la scala più piccola del sistema musicale greco. Delle
quattro note di cui esso è composto, le due estreme (Aypate e mese) sono dette “fisse”,
in quanto non murano nei vari generi (diaronico, enarmonico e cromatico; cf. oltre,
paragr.
Mi 256
256
parhypate Fa 243
245
Aypate
6), mentre le due intermedie sono derte “mobili”,
poiché variano nel
passaggio da un genere all’altro.
wus
Nel secondo schema, invece, è rappresentata la suddivisione dell’intervallo di
otiava, formato dall’unione di due cetracordi. Tale congiunzione poteva avvenire in
due modi diversi: nel primo modo, detto synapbe, \ due tetracordi venivano uniti
mediante una nota in comune e, quindi, con l'esclusione di un suono; il sistema
9
ottenuto era del tipo seguente:
4
lithanos
Sol 216
3 detracorndo
—
1"
tetracnrdo
g
à
o
1)
‘=
o
mese
La
192
oO
sona
|
Pythagore,
1923, po
26%.
con afcune madifiche
A
—
—
O
— >
ist Questa schema della divisione dell'intervallo di quarta, così come il successivo, rappresen
rante te divisione dell'ottava, è trato
se
da Frank, Plato und die cage nannten
LA
SOL
FA
MI
MI
RE
o
O
Nel secondo modo, detto diazensis, i due terracordi venivano congiunti, invece,
Pagina 12
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)mantenendo tra loro Pintervallo di un tono intero; il sistema ottenuto era del tipo
seguente:
QUANTIFICAZIONE NUMERICA E CALCULO.
Quanto al termine mese (pésca in Filolao), esso alluderebbe alla posizione che la
corda corrispondente a tale nota avrebbe avuto nell’antica lira eptacorda. Secondo la
tradizione letteraria,
w" tetracordo __ __
=
—-
o
-
—
0
+
——
- —
DO
SI
LA
SOL
lira a sette corde sarebbe
stata introdotta da
4);
in
seguito questo strumento si sarebbe trasformato nella
lira
Pitagora (cf. Nicomaco, barmon. enchir. 6 = JAN, Mus. Script. Graeci, 1895, p. 244, 22:
|
——- 4
o
Les
RE
la
ortocorda mediante l’aggiunta di una corda, aggiunta che sarebbe stata effettuara da
-0
—-
MI
32
e
—
infatti,
os pei pr Le 5 ae cf. _ Geogr. 13, 2, 4 P. 618 e Aristotele, problemata
—
hs
=
r
Ì
—
|
=
_
__2° tetracordo
169
FA
lbolayópas moapevélnues SydSodv twa plidyyov (...|)0®,
Riguardo alla successione cronologica di questi stadi evolutivi della lira è lecito
MI
nutrire dei dubbi, soprattutto per il fatto che i dati archeologici non la confermano
Nel primo caso, il tetracordo aggiunto era detto syrezzzzenoni; nel secondo caso,
diezengmenon, Nel frammento B 6 di Filolao è evidente che si fa riferimento al
secondo tipo di congiunzione dei tetracordi.
I nomi delle note o corde (il termine 40p8h ‘corda’ nel lessico musicale greco è
sinonimo di ‘nota, suono’; cf, Platone, Fileba 562) si spiegano, secondo il Gevaert, in
relazione alla posizione che veniva ad assumere lo strumento rispetto al suonatore:
«L'exécutant tenait l'instrument sur le genou vu entre ses bras, les cordes les plus
graves tournées vers le dehors, selon Pusage des violinistes ct des harpistes
modernes. Une semblable position explique d’une façon plausible la dénomination
minimamente: già nelle raffigurazioni vascolari di epoca geometrica la phorminx,
strumento assai simile alla lira, è rappresentata con un numero variabile di corde, da
un
minimo
di
tre
a
un
anteriormente all’epoca di
massimo
di
orto,
Terpandro, si
Nella
ceramica
hanno già,
dell’VIII
secolo,
inoltre, raffigurazioni
strumenti a sette corde),
di
i
Se, in generale, il numero delle corde della lira nella pittura vascolare è
prevalentemente il sette, ci sembra azzardata l’ipotesi avanzata da Maas-Snyder,
secondo le quali la lira avrebbe avuto sempre e soltanto sette corde, dal tempo della
guerra di Troia a quello di Alessandro Magno), Ci sembra più probabile ritenere
de supréme ou supérieure (bypate), donnée à la corde la plus grave, et, par contreche i Greci abbiano proceduto per rentativi successivi, aumentando e diminuendo il
basata sulla
con l'estensione di un’ottava, dei quali il primo era l'eptacordo, o scala di sette note,
coup, celle d'énfime, dernière (me) dont on qualifiaic la plus aiguënt®,
Una diversa interpretazione del significato dei nomi delle note é stata offerta
recentemente da Zaminer, il quale rifiuta l'ipotesi del Gevaert
posizione dello strumento rispetto all’esecutore — e propone di intendere i termini
bypate e nete in relazione alla concezione cosmologica pitagorica circa l’“armonia
delle sfere” (cf. Aristotele, de carlo 2go"12 = DK 58 B 36): «Man hat sich immer
darüber gewundert, dass ‘Hypate” zwar ‘höchste? heisst, aber den tiefsten Ton des
(Stamm-)Systems bezeichnet, und umgekehrt dass ‘Nere’ eigentlich ‘unterste’
bedeutet, aben den höchsten Ton meint. Schliessen die Benennungen doch die
Vorstellung einer räumlichvertikalen Ordnung ta sich, derzufolge das gesamte
Tonsystem gleichsam auf dem Kopf steht. Dass die Griechen so nicht empfunden
haben, unterliegt heute keinem Zweifel, Vergleichbare sprachliche Bestätigungen
sind nieht zu finden. [...] Es bleibt als Volgerung, dass wir es auch hier mit
kosmologischen Benennungen von Pythagoras zu tun haben, die auf das harmonische Planctensystem gemünzt waren. Der ‘hüchste’ Planet (Saturn) ist am weitesten
von der Erde entfernt und entsprichi daher dem längsten Abschnitt auf der
senkrecht ausgespannten Saite, d.h. eben dem tiefsten Ton. Und der ‘unterste’
Planet (Mond) entspricht dem kürzesten Saitenabschnitt, nämlich dem höchsten
Toms",
numero delle corde: ciò sarebbe più in linea con le testimonianze archeologiche.
Ciò che è cerro, è che nella musica greca antica si conoscevano due tipi di scale
nella quale dunque era assente una nota, e il secondo era Pottocordo, o scala di otta
note.
Il sistema dell’epracordo corrisponde a due tetracordi
uniti
per synaphe,
l'ottocordo a due tetracordi uniti per diagensis.
|
Sulla base del sistema dell’eptacordo è possibile spiegare il termine tpérn usato
da Filolao: esso indica, infatri, nell’eptacordo la terza nota della serie discendente dei
suoni, Nell'ottocordo, invece, che è probabilmente il sistema più recente tra i due, la
(rite venne chiamata paramese, e venne ad occupare il quarto posto nella serie
discendente dei suoni; cf. Nicomaco, harmon. enchir.
1895, p.
g = JAN, Mus. Script. Graeci,
253, fi: splrmv vou xadet thy Ev cH énrayépôo rapaptony,
(18) Sui problemi relativi a quale fosse la nota aggiunta nell'ottocordo, cf. Gevauet, La musique
de l'antiquité, 11, 1881, po 243 sgga e Buukier, Weisheit und Wissenschaft, 1962, p. 369 sgg., con ulteriore
bibliografia. CE anche Divino, Nöndien in musccal Verminology, 1944, p. 191,0 Zammur, Hypate, Mese und
Nete, 1989, p. 18 spp.
(ty) CE Proviene,
i
L'trument de musique,
1984, Pp. BG sp, © p.
140.
(20) CE Maas-Snvoër, S¢ringed Instruments, 1989, p. 203: «The number of strings of the lyre-type
instruments, from Minoan lyres before che eleventh century B.C. down to the kithara, chelys-lyra, and
116) Givi, Pur conique de Cuntiqurté, 1881, Ul, posta.
tity Raro
Zavante, Dir Musik des Alerts, 1989, pe 185 sg cf. anche ZAMINER, Hypate,
Mose und Neto, 1984, po
barbitos of the ftth and fourth centuries B.C., probably remained constant. [...| in essence the sevenstringed [yes remained seven stringed from before the days of the ‘Trojan War to che time of Alexander
the Great aml probably bevond».
Pagina 13
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)QUANTIFICAZIONE NUMERICA Lo CALCOLO...
171
Anche la terminología vistosamente arcaicizzante presente nel frammento B 6 di Filolao e, in
particolare, il termine rpità, hanno costituito una prova a favore della tesi degli studiosi che sostengono
l'inautenticirà dei frammenti di Filolao; cf. Tannery, Mém. Scient. UL, p. 240 € sgg-: «...] il semble
GoULÉTpOS tev Snepoy
dv [...] tela pv totvey aùtac Splatatat yévy, tó te Evappdvoy
supposé, il est à craindre que l'auteur n’ait trop archaisé en substituant le terme /rité à celui de paraméses;
il Frank, Plato und die sogenannten l'hytagoreer, 1923, p. 274 Sg, in opposizione al Boeckh (Philolaos, 1819,
soy dè pésov Eni udy tod évapuoviou eri 35 | 38), Ext SÈ tot Scarovixoù ext 7 | 3, ote
singulier qu'au temps de Philolaos Vheptacorde dorien fit encore en usage courant, et, si son écrit est
p. 70), I quale riguardo alla tpit, = rapantor di Filolao, osservava che si trattava di un punto «der so
diet gelehrt ist, dass er keinem lérdichter von gewöhnlichem Schlage zugetraut werden kann», ribatte
che si vratta invece di un luogo comune: «Denn dass die Oktave des Pythagoras und der Pythagorcer
cin Heptachord war, das i ein Gemeinplatz, der fast bei keinem populären Musikschriftsteller der
späteren Zeit fehle [...J9. AT contrario, it Berkrer, Weisheit und Wissenschaft, 1962, p- 372, dopo un
xal tats av tetpxydpdev Stapécesw, Oe nixelou tH queer tav Eupeddy Svtog rod
Kai TO ypwpatixey ai zo Statovxdv’ Exdaton BE abréiv moretrae Thy Sralpeow oÍtos"
tov pev yap Exduevov Abyov ext thy TPL@V yevav tov abtov dplaratar xat Ext 27 (341.
nal tov Hyobwevoy Tod wey Évappoviau yévouc cuvayenta: ext 4 BI. Toi de darovicod
Eni # 3. thy BE iv TG porno yéver debtepov and tad GEuratnu pléyyou Axuféver
31% 105 thy adrav Maw Eyovtag Ev tH Statonxd’ pnol yap Adyov Eye tov dv tH
jpauarızd Sevtepov ins tod dbut&tov node tov Guotov thy ev th Statownd Tov tary
particolareggiato e dotto escursus sulla evoluzione del sistema musicale greco, conclude nel segucate
256 mps te 243. auviotata: Si tk totobra TETPÀYUPÎA xará tobe Éxxetgévouc Abynug
modo: «Ako hat, im Zusammenhang mit der sicher altertimlichen übrigen Terminologie, das
Ev npdtats kpilpots coûter dav yap tobe pèv dEuTatouc thy tezpayópioo bro-
Philotaosfragment B 6 als eines der ältesten Zeugnisse griechischer Musik zu gelten»; analogamente, la
Tinpanaro Carnini, Pitagoreci, 1962, II, p. 209 sg., nota al testo, rivaluta la testimonianza di Filolio: «A
atgo@mpela, 1512, tobe 82 Bapurérouc xata tov Enirpirov Aóyov tay aitay, 2016,
part: la questione se l'epiacordo potesse ancora + no essere in uso, non è strana la permanenza di un
termine antico [scil. pira] accanto al neologismo. Del resto, si sa che la lira eptacorda, anche dopo
Vistitazione dell'octocordo, rimase in us. nelle cerimonie religiose, e ne sono prova anche le numerose
raffiguiaziom vascolari».
tadta pev moufoe Eri 27 rpùs tà 1944° mai rocoúrww Écovrar ré lv voi Tpit
yéveawy of Seúzepor [scil. Adyot] And thy Papurárov: Tav S'xrd rod GEutetou Seurépav
5 Es tail Evappınvlou yévoos ¿orar
1890. tata yap mpdc pèv tà 1944 noted tov ¿mi 35
Abyow, mods Se tà 1512 vóv ext 4° 6 SE tod Fiatovixod yévooe Tv adrov Eaton 1701:
val tata yap mete utv tà 1944 rèv Ent 7 novel Adyov’ pos Se tk 1512 viv ext B 4 dì
70% yompatixed xxl altos farai vv adri 1792: tara yap Adyov Eyer rpdc cà 1701,
§ 6. Archita e i tre generi di scale musicali
Sv tx 256 zes te 243
«Archita di Taranto, che più tra i Pitagorici si è occupato di musica, si
Con Archita di Taranto, filosofo contemporaneo di Platone e vissuto tra il V e
il IV secolo a. Crt, le acquisizioni in campo musicale ed acustico si incrementano
notevolmente. Archita, sulla base degli studi relativi alle medietà, distinse infatti
altri due generi di scale musicali (l’enarmonica e la cromatica), che si aggiungono a
propone di mantenere la continuità secondo un criterio di proporzionalità non
solo nelle consonanze, ma anche nelle divisioni dei tetracordi, poiché riteneva che
connaturata alla natura della musica fosse la commensurabilità degli intervalli [...).
Stabilisce pertanto tre generi, l’enarmonico,
il cromatico,
quella già in uso presso i Pitagorici, ovvero la scala diatonica. Inoltre, Archita
ciascuno di essi fa
la divisione in
in tutti e tre i generi suppone
perviene alla individuazione di due nuovi intervalli, la terza maggiore ¢ la terza
l'intervallo
uguale
minore, i cui rapporti numerici sono rispettivamente 5:4 € 6:5.
nell’enarmonico lo fa di 36:35, nel diatonico di 8:7, di conseguenza, l’intervallo
ultimo
nel
tal
modo:
rapporto
cpimorio
28:27;
il diatonico, e di
l’intervallo
medio,
La fonte principale per le innovazioni di Archita nel campo della teoria
iniziale, nel genere enarmonico è di 5:4, nel diatonico di 9:8, Nel genere cromatico
musicale è un brano di Tolomeo, herwon. | 13, p. 30 Düring (= DK 47 A 16), il cui
poi, Archita forma il secondo suono a partire dal più acuto, mediante il suono che
testo è il seguente:
occupa la stessa posizione nel genere diatonico; dice infatti che il secondo suono
“Agyitaz SE 4 Tapaviives porrota thy Moblayopeiwv imednficic uovauxis
mapas tiv wh nord thy or al Sia ler uba Ev Tale tuppeviaes uivov AAA
diatonico nel rapporto di 256:243. Compone pertanto tali tetracordi secondo i
nel genere cromatico, partendo dal più acuto, sta al suo corrispondente nel
rapporti esistenti tra questi numeri primi: quindi, se rappresenteremoi suoni più
acuti dei tetracordi con il numero 1512, ai più gravi, che stanno con quelli nel
rapporto di 4:3, daremo il numero 2016; quest’ultimo numero, diviso per 28:27,
(20) Peri rapporti tra Archita e Plarone + le rispettive doterme musicali, cf. Frank, Plato und die
sgraamsten Pythagoreer, 13923, pe 161-167. Ciò che Platone non condivide dell'approccio musicale di
Archita, e dei Pitagorici in genere, è l'interesse per aspetto empirici e fenomenico della musica (ef.
Resp. sg il 5311). Plarone nel Times (35 a sg.) ha elaborato una scala musicale del tucto aprioristica,
Basata sullo studio dei numeri come esprimenti per se stessi le consonanze. Nei passi dei dialoghi
platonici in cm sı polemizza con lo studio pitagorico dell'armonia musicale, Archira non viene
espressamente nominate, nia alcuni riferimenti melo precisi, contenuti in cali passi, non lasciano dubbi
sul fatto che spesso Pane intende proprio riferirsi ad Archita e alla sua cerchia. La principale fonte a
proposito dei rapporti personali tra Archita e Platone è la famosa scerima lettera di Platone (Ep. VIL =
DK 47 A sp
darà il numero 1944. A sua volta tale numero rappresenterà in tutti e tre i generi il
secondo suono a partire dal suono più grave. Quanto poi ai secondi suoni a partire
dai più acuti, quello nel genere enarmonico sarà dato dal numero 1890, che con il
numero 1944 sta nel rapporto di 46:35, e con il 1512 nel rapporto di 5:4; quello nel
genere diatonico sarà il numero 1701, che con il 1944 è nel rapporto di 8:7, e con il
1512 nel rapporto di y:8; infine, quello del genere cromatico sarà dato da 1792, che
sta a 1701 come 256 sta a 243». Ticco la tabella di questi numeri, secondo un modo
vulgato di
rappresentarla:
Pagina 14
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)Évappô os
[sol]
32
3
A
27
S
1800
[ta]
1792
rapporto 28:27 tra il
Mi e il Fa.
Pertanto i tre generi, per ciascuno dei quali il prodotto degli intervalli deve
1701
253
8
sempre essere pari a un intervallo di quarta e, quindi, deve sempre comprendere
da
224
4
toni e un semitono, vengono caratterizzati secondo Archita dalle seguenti ripartizio-
11144
28
28
27
a) diatonico: tono (maggiore), tono (massimo), semitono;
27
2016
2016
ovvero:
La
Sol
1
4
A
35
due
nit
1944
38
17
2016
ES
173
Mi
1944
[mi]
1512
4)
de ALC.
tre generi, mentre l’unico numero che varia è quello associato alla nota Sol. Al
variare di questo valore numerico mutano conseguentemente i rapporti tra il Sol e
il
La iniziale da un lato, ¢ quelli tra il Sol e il Fa dall’altro, mentre rimane costante il
Frazovady
1512
1.12
la]
LOLA TREY
QUANTIBITAZIONI NUMERICA
4132
243
28
27 7 4) a7
2%
277
4/0
3|8
28
7
Fa
‚Mi
I
VA
1
b) cromatico: un tono e mezzo, semitono, semitono;
2 7 à
ovvero:
tono, e che più tardi verrà denominato meson; esso ha l'estensione di un intervallo di
¿Fayos
1e
La tabella di Tolomeo appena riportata rappresenta un tetracordo singolo,
quello già considerato nel frammento di Filolao concernente la suddivisione del
La
e) enarmonico:
ovvero:
La
Y
Fa
Mi
va
doppio
Fa
Ya
tono, quarto di
(=Sol
bb)
tono, quarto di
Mit
tono;
Mi
quarta. Dal confronto tra questa tabella e quella da noi offerta precedentemente per
Filolao, si può notare che già per quanto riguarda la scala diaronica la suddivisione
di Archita differisce da quella filolaica:
Per quanto riguarda i rapporti numerici stabiliti da Archita per i tre generi,
FILOLAO A 26
(=
mese
La ss
9:8
lichanos
n
9:8
parbypate
hypate
x%
ARCHITA A
16
Timeo 36 a-b)
256:243
>
>
occorre affrontare la questione relativa a quale sia stato il metodo
adottato per
individuarli. Ciò è tanto più interessante in quanto tale metodo ha condotto
Archita
a riconoscere nuovi intervalli, primo fra tutti quello di terza maggiore, espresso
dal
9:8
rapporto numerico §:4 € corrispondente al primo intervallo a partire dalla
nota più
8:7
acuta nel genere enarmonico, intervallo che non era stato riconosciuto come tale dai
>28:2
Mi
Pitagorici precedenti, e che in seguito verrà escluso anche dalla dottrina musicale
esposta nel
Times platonico (36 a-b)@*
Sempre nell'ambito del genere diatonico, esistono intatti differenti tipi di
suddivisione, come ci riferisce Tolomeo, barmen. 16, p. 36 sgg. Diiring. Il tipo che
compare in Filolao e nel ‘izzee |(9:8) - (9:8) - (256:243) = 4:3] è chiamato diatonon
ditonaion; quello che compare nel passo relativo ad Archita [(9:8) + (8:7) - (28:27) =
4:3] © denominato, invece, diatonon fonaion. La differenza principale di quest'ultimo
(22) Pur senza impiegare il pentagramma, per comodità espositiva utilizziamo i seguenti
simboli
convenzionali: 1 = diesis; Ÿ = doppio bemolle; * = nota incrementata di un quarto di
tono. I numeri
settostanú de note indicano: ı = un tono intera; 4 = mezzo tone; re A = un tono
e mezzo; 4 = un
quarto dt tone; 2 = due toni, Benché sia noto, ricordiamo che nella scala
musicale consueta Do Re MI
Fa Sol La St De, le note sono separate dalPintervallo di un tono, tranne che nel caso di
Mi... Fa e di Si
tipo rispetto al primo consiste nel fatto che in esso compaiono due diversi generi di
w Do, in cut l'intervallo è soltanto di mezzo tono. Si ricorda, inoltre, che il bemolle corrisponde
tono intero, espressi rispettivamente dai rapporti numerici 9:8 e 8:7, dei quali il
diminuzione di mezzo tone, contrariamente al diesis, che rappresenta l'incremento di mezzo
tono.
primo è il già noto rapporto epogdoo che designa il tono maggiore, mentre I
(23) CE DK 47 À 16, Ci. Fannuev, Mémoires Scientifiques, 1889-1913, UL, p. tos
sgg. € p. 110;
Frann, laits and die sogenannten Pythagoreer, 1923, pi 173; T'imPanare Carving, Pitagorivi,
1962, II, p. 317
Sue, Neda al resto, L'intervallo di terza non era stato riconosciuto dai
Pitagorici precedenti, ¢ sarà
esclaso in seguir anche dalla dottrina musicale esposta nel Timeo platonico, in
quanto tale intervallo
secondo rappresenta un nuovo intervallo, introdotto da Archita stesso, e che verrà
successivamente individuato come “tono massimo”.
alla
Se torniamo ad esaminare lo schema relativo ai tre generi teorizzati da Archita,
era considerati dissonante; cf. Gaar, „Akustik im griech. Altertum, 1894, P- 8 sgg.,
il quale però a torre
vale a dire l’enarmonico, il cromatico e il diatonico, si può notare che i numeri interi
nega che Archita abbia potuto determinare gli intervalli di terza maggiore e di terza minore, basandosi
soltanto sub fauc che tali intervalli soncrassenti nella «cala platonica
esposta nel Timen. Questo non è
Punters caso in cui la detrina di Archita viene considerara in relazione a quella
platonica: anche per
1412,
1944 € 2016, esprimenti come di consueto le lunghezze delle corde e
corrispondenti rispettivamente alle note La, Fa e Mi, rimangono sempre costanti nei
quanto mguerda la confusione tra la velocità di propagazione e la velocità
di vibrazione
come
Pagina 15
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)La spiegazione più convincente è quella proposta dal TANNERY, Mémoires
Scientifiques, \ll, p. 68 e sgg., che viene accolta tra gli altri anche da VAN DER
WAERDEN, Harmonielehre, 1943, p. 184 sgg. e da TIMPANARO CARDINI, Pifagorici,
1962, 1, p. 317 sgg. Secondo il Tannery è da supporre che al di sotto dell’ultima
nota del tetracordo ne fosse aggiunta un'altra, la nota Re, che con il Mi forma
l'intervallo di un tono maggiore, e con il La iniziale l'intervallo di una quinta; tale
nota Re era prodotta dalla corda detta yperbypate. Archita, dunque, avrebbe fissato
per primo l'intervallo 28:27, che rimane costante nei tre generi, a partire dal genere
diatonico, dopo aver stabilito tra il La e il Sol l’usuale rapporto epogdoo (9:8) del
tono maggiore; in seguito, avrebbe suddiviso la quarta Re... Sol secondo la formula
4:3 = (7:6) « (8:7), ottenendo i due nuovi intervalli del cono massimo (8:7) e della
terza minima (7:6), Il rapporto 8:7 costituisce infatti l’intervallo medio, nel genere
diatonico, ura la lichanos e la parbypate, cioè tra le note Sol e Fa. La differenza tra la
icrza minima Re... Fa (7:6) e il tono inferiore aggiunto Re... Mi costituisce
l'intervalle di base tra la parbypate e la hypate, ovvero tra le note Fa e Mi, in quanto
28:27.
(7:6) : (9:8) =
Dati i due intervalli 28:27 e 8:7, nonché i numeri corrispondenti alle lunghezze
delle due corde fisse, vale a dire 1512 per il La e 2016 per il Mi, potevano a questo
punto essere ricavati i numeri esprimenti la lunghezza delle due corde mobili,
applicando successivamente una proporzione aritmetica del tipo a: 6 = x: ¢, dove a
è la lunghezza di una corda, 6 e ¢ i due termini del rapporto numerico; quindi,
sempre per quanto riguarda il genere diatonico, dato 1512 come lunghezza del La, x
come lunghezza del Sol e 9:8 come rapporto tra il La e il Sol, si otterrà il valore di x
QUANTIMIGAZIONE NUMERICA E CALCOLI.
?
In tal modo Archita avrebbe ottenuto non proprio il Sol, ma il Fa diesis;
tuttavia, secondo la spiegazione data da Tolomeo, il procedimento impiegato da
Archita per fissare la /edazos, ovvero la prima corda mobile, sarebbe consistito nello
stabilire prima Pintervallo medio 243:224 tra la licbanos e la parbypate in funzione
dell'intervallo corrispondente nel genere diatonico, vale a dire 8:7, in modo che il
primo intervallo si trovasse con quest’ultimo nel rapporto di un semitono minore
(cioè 256:243); quindi, (8:7) : (256:243) = 243 : 224. Secondo la testimonianza di
Tolomeo, Archita in seguito avrebbe sottratto dalla quarta Mi... La i due intervalli
medio ed inferiore, ovvero 243:224 € 28:27, ottenendo così l'intervallo più alto, cioè
32:27, secondo l’operazione seguente:
(4:3)
: [(243:224) © (28:27)]
=
32 : 27
Dati gli intervalli 32:27 tra wese e /ichanos e 243:224 tra lichanos e parbypate,
mediante l'applicazione delle proporzioni aritmetiche sopra menzionate, si otterranno quindi i valori delle lunghezze delle corde, cioè 1792 per la lichanos e 1944 per la
parbypate.
Per quanto riguarda il genere cnarmonico, il Tannery ritiene che l'intervallo di
$:4 (terza maggiore) sia stato ricavato da Archita mediante la divisione della quinta
Re... La, ovvero il tetracordo più la nota Re aggiunta, nei due intervalli di terza
maggiore e minore, secondo la formula 3:2 = (5:4) + (6:5); in tal modo Archita
sarebbe giunto anche
alla individuazione di due nuovi intervalli. Di questi, quello di
terza maggiore (5:4) sarebbe stato assunto come intervallo tra la mese e la Zichanos e,
di conseguenza, secondo la proporzione 1512 : 4 = x: 5, si sarebbe fissata la
lunghezza
nel modo seguente:
175
1890 per la
prima corda
mobile.
Il
secondo intervallo del genere
enarmonico, tra la fichanos e la parbypate, ovvero 36:35, sarebbe stato ricavato
=
wiz:
8
=
1701.
x
Nig
Analogamente, dopo aver attribuito il numero 1701 alla lichanos, si otterrà il
valore numerico della parbypate, ovvero del Fa, sulla base del loro rapporto
reciproco di 8:7, nel modo seguente:
1701
N
=
sottraendo dalla quarta La... Mi i due intervalli 5:4 e 28:27, secondo la formula
seguente:
x
(453) : [(5:4) + (28:27)
w=
36:38,
:7= Xx:38
1944.
‘Tale procedimento è applicato anche ai restanti due generi, cromatico ed
enarmonico.
Per quanto riguarda i) genere cromatico, infatti, Tannery iporizza che Archita
abbia fissaro la seconda nota, ovvero quella prodotta dalla Achanos, togliendo un
tono dalla quarta Re... La, nel modo seguente:
32: 27
(433) : (9:8) =
Riepilago canclusivo
A conclusione di questa
Nota, riassumiamo brevemente i risultati salienti
dell'indagine fin qui condotta.
La “perfezione” della consonanza di ottava
- in quanto capace di ingenerare
una sensazione uditiva vicina a quella dell’unisono — è motivata per i Pitagorici
dalla perfezione intrinseca che essi attribuiscono tanto al rapporto numerico che
rappresenta tale consonanza, quanto ai numeri stessi che entrano in tale rapporto
(cioë 2:1).
al fatti che essa Fosse presente nella dottrina platonica ha indotto molti studiosi a
vedremicalitore
ritenere che pure Archita, in quanto ispiratore ili Platone in campo acustico-musicale, confondesse le
dus velociá.
La determinazione numerica degli intervalli principali si sviluppa parallelamente allo studio delle medie proporzionali; tale studio rende ragione del perché siano
stati prescelti determinati numeri per costituire | rapporti intervallati. In altri
Pagina 16
Bekijk in PDF(opent in een nieuw venster)QUANTIFICAZIONE
NUMERICA
E CALCOLO.
177
termini, i Pitagorici stabiliscono corrispondenze tra il piano della geometria, il piano
dell’aritmetica, ¢ il piano della teoria musicale: i numeri assunti nei rapporti
esprimenti gli intervalli principali sono — nelle fonti pitagoriche — o i numeri 12,
9, 8 € 6, cioë i numeri che descrivono le quantità degli elementi costitutivi di alcune
figure gcometriche solide, oppure i numeri 1, 2, 3 € 4, cioè i numeri che
compongono la tefraktys. | rapporti impostabili sulla prima serie numerica sono
riconducibili a quelli impostabili sulla seconda serie, per semplificazione.
¿merge così chiaramente come per i Pitagorici i numeri rappresentino il trait
d’union che congiunge tutti gli aspetti del reale — musica compresa — attraverso
un’unica ratio.
Sulla base dei ragionamenti matematici appena ricordati, € tenuto conto
dell'esclusione dogmatica da parte della scuola pitagorica dei numeri irrazionali,
Filolao si inserisce negli studi musicali che mirano a quantificare intervalli più
piccoli del tono; tali intervalli venivano già utilizzati empiricamente nella prassi
musicale, ma non erano divisibili in due parti uguali se non incorrendo appunto nei
numeri irrazionali, che Filolao comunque evita, adottando procedimenti di calcolo
che si rivelano però inadeguati.
La grande importanza che i presupposti teorico-matematici dei Pitagorici
hanno avuto nella cultura musicale greca è ravvisabile ancora in fonti tarde
(Boezio), nelle quali i procedimenti matematici di stampo pitagorico sono descritti
minuziosamente, anche se spesso in modo oscuro e con fraintendimenti.
La teoria musicale pitagorica si è evoluta nel tempo, giungendo alla suddivisione dell’otrava non più soltanto secondo il genere diatonico, ma anche secondo i
generi enarmonico e cromatico; con ció è pervenuta a definire la ratio matematica
dei tre generi, più utilizzati da tempo nella prassi musicale greca. Conseguenza di
tale operazione è stata l’individuazione e la quantificazione di nuovi intervalli.
Il metodo matematico pitagorico, largamente impiegato per analizzare in
prima istanza le relazioni tra i suoni musicali, ha posto i primi fondamenti per gli
studi ulteriori condotti dall'antichità ad oggi sulle caratteristiche sia percettive sia
fisico-acustiche sia obiettive del suono in generale e quindi, in particolare, anche
degli aspetti sonori del linguaggio umano.
BIBLIOGRAFIA
O, Brexer, l'riîbgricchische Matbematik und Masiklebre, «Archiv für
Musikwissensc
hafts 14 (1957), pp.
156-163.
A. Burwckn, Philolios des Pythagorcers Lehren nebst den Brüchstücken seines Werkes, Berlin
1819.
W. Bunker, Weisheit und Wissenschaft: Studien zu Pythagoras, Philolaos und Platon, Nürnberg
1962.
H. Duss
W. Kranz, Dir Fragmente der Vorsokratiker, Hildesheim 1y85°, 3 voll.
IL Deane, Prolemaios und l'orphyrias über die Musik, Göteborgs Hógskolas Ärsskrift,
40, 1934.
IL Dering, ésdien in musical Terminology in sth Century Literature, «tiranos» 43 (1945),
PP- 176-197.
E. Frank, Plato und die sogenannten Pythaporeer, Halle 1923.
j
R von Ferrz, Der Ursprung der Wissenschaft bei den Griechen, Berlin-New York 1471;
trad. it. Bologna
1988.
FA. Guvaras, Histoire et théorie de la musique de Pantiquité, Gand 1875-1881, 2
voll.
13. Gear, Die Theorie der Akustik im griechischen Altertum, Prugramm Gumbinnen
1894.
KR. von Jan, Mari Seriptores Graeci, Lipsiac 1895; rist. Hildesheim 1962 (trad. ir. L.
Zanoncenst,
mannalistica musicale greca, Milano 1990).
Le
j
J. Lonasa, D grechische Musik att mathematische Form, «Archiv für Musikwissenscha
ft»
14 (1957), pp.
147-155.
M. Maas - J. Mitte Snyper, Vtringed Instruments of Ancient Greece, New Haven and
M.
Mumon,
“Indiquer
mnsicwe auctores septem, Amstelodami
London 1989.
1652.
D.
Paquerie, L'énstrament de musique dans ta céramique de la Grèce antique,
Paris 1984.
A. Riermsciane- E. Zasunen, Die Musik des Alterturis, in Neues Handbuch der
Masikwissenschaft, Band I,
Laaber 1989.
Y.
|
Riosa, La musica greca, Vadeva 1976.
Sauna,
tafánge der grieebishon Mathematik,
München
1969.
P. Tran, Alémoires scientifiques, Voulouse-Paris 1912-1929,
M. Tie Carpını, Pitagarisi,
3 voll.
Testimonianze e frammenti, Firenze
1958-1964, 3 voll.
sax nex Warapen, Die Hurmonielebre der Pythagoreer, «Hermes» 78 (1943), pp.
163-199.
E. Zauxer, Hyper, Mese und Note im früheri chischen Denken, «Atchiv für Musik wissenschaft»
41 (1984),
BA.
pp.
3-26.
E Zero
-R. Monnet, La filosofia dei Greci nel ina sviluppo storico, cd. it., vol. | 2,
Firenze 19641.