Mostrar texto completo11 páginas
Página 1
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)à SA
ERANCLOS.
€ LA Y A
Filippo Franciosi
SULLE ORIGINI DEL METODO ASSIOMATICO..DEDUTTIVO
NELLA MATEMATICA GRECA
Dopo quanto è stato scritto da v,
penso
che
Fritz e da Szabó,
tranquillamente possiamo attribuire ai Greci la
orsazione del metodo assiomatico-deduttivo nella scienza, ? Del
resto,
se
esso
avesse
avuto
origine
presso
qualche altro popo»
lo, il problema di come esso sia nato sarebbe soltanto spostato.
Ritengo dunque di aver giustamente limitato ai Greci questa indagine, Le difficoltà di essa sono ben note, perché se
ammettiamo che il metodo assiomatico-deduttivo si venne 003tituondo in un tempo piu o weno lungo, sono perdute le opere
da
cui
noi
potremmo vedere
il
evoluzione;
se
invece,
cone
esso
in
seguito
a
un’
nessuno
ci
nacque
ponsiero
antico,
opera
chi
di
E?
questa
noto
sia
che
tratto
a
me
iniziale
sembra
improvvisa
dice
vero,
e
di
una
simile
riteniamo
rapida
esplicitamente
che
svolta
quando
del
e
per
avvenuta.
11 primo
autore
che
ebbe un interesse
atorico per il pensiero scientifico a lui precedente % Aristotele.
Due
sono
i
suoi
testi
che
potrebboro dirci
qualohe cosa,
L’ uno è 11 primo libro della Metafisica, dove abbiamo in certo
Página 2
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)-
senso
il primo
saggio
di una
storia
della filosofia,
Ma,
39
-
come
è noto = e si potrebbe illustrarlo con esempi - la filosofia
a vuol
Per comodità premettiamo che scienza assiomatic
e la scienza precedenti vengono visite da Aristotele attraverSe
so le categorie del suo stesso sistema filosofioo, e il pensiero dei varf autori viene olassificato e descritto de lui in
base alla oorrispondenza
con
questa
o
quella di
tali oatego-
.
rie,”
Più vioine al nostro tema sembrano le osservazioni
che Aristotele fa negli Apglitici Posteriori,
studia 1 fondawenti
di
ogni
soienza dimostrativa
e
quindi
elenoa i requisiti che i relativi assiomi devono avere, Ma Y
‘atato giustamente osservato da diversi studios1? che Aristotele nel fare questo non tanto considera il modo con oui le
scienze furono elaborate
prima di
lui
o
anche
ai tempi
sudi,
quanto le presenta come apprivano attraverso i princìpi della
sua filosofia, e in particolare della sua logica. Così, per
esempio, quando egli dice che gli assiomi da cui auove un
ragionamento soientifioo devono essere "veri" /71 b 21 ss./,
questa affermazione si spiega benissimo nel quadro del pen.siero di Aristotele,
so
ienza fondata su prinol pi non dimostrati e propo
al I libro
da dimostrare, come dice Proolo nel suo Comento
un passo che a
degli Elementi diEuclide /pag. 75 Fried./, in
occuplamo
sua volta riecheggia Aristotele;” o per lo meno ci
ma non sappiamo se alcuno degli scienziati precedenti, nel fissare un "principio" /assioma, postulato, eoo./, avesse in mente di dargli un tale requisito.
cid riduce, anche se non annulla certo = 1? utilità
di Aristotele per la nostra indagine, e pone ulteriori difficili problemi, come per esempio quello dei rapporti tra diwostrazione sillogistica e dimostrazione matematica.
tale senso.
del problema di come nacque la matematica intesa in
Nessuno ci dioe come nagque la dimostrazione, né
precisamente nel
secondo capitolo del primo libro /71 b 20 - 72 a 25/, dove
egli
sizioni
dire
in
filosofia né in matematica. Per quanto riguarda
quest’ ultima,
noto come già il matematico e storico Kurt Reid
emeister aves
i
è ben nota la ricerca di Szabó su Se (xvupi „e ed è pariment se.
a oonoodlto 11 passaggio da uno stadio visivo-empirioo dell
nel quale nacque
acenze matematiche a uno purauente teoretioo,
potrà
la dimostrazione nel senso scientifico della parole.’avveSinuto
;
discutere su quando e su oome un tale passaggio sia
non oi possono
ma sul fatto che esso sia realmente avvenuto
matematica come
essere dubbi, altrimente non oi sarebbe la
soienza.
Prima tuttavia di parlare dell’ aspetto
storico,
natematioa % un insiewe organico di proposizioni,
ognuna
noipi",
voglio soffermarmi sui rapporti tra dimostrazione 6 “pri ia
cioë premesse nou dimostrate. E’ stato detto® cbe una teordelle
i logiche da
quali viene dimostrata sulla base di deduzion
cosa si
altre già assodato, Non si vede, del resto, che
pure seuplice
potrebbe inteudere per teoria matematica, sia
Pitagorici, s®
e priwitiva, senza dimostrazione. Gli stessi
Página 3
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)i——_n—_—Ém
I
mal ol fu un tempo in cui soltanto contemplarono 1 loro numeri
_uH-
Finché 4 numeri furono usati come mezzi per esprifigurati senza fare dimostrazioni, non si può dire ohe in quel
more quantitativamente misure di oggetti o di distanze per le
tempo facessero della matematica. E’ anche evidente che una
osigenzo della vita pratica quotidiana, non o’ era bisogno di
oatena di proposizioni ognuna delle quali viene dimostrata in
dimostrazioni! bastava seguire procedimenti più © meno antibase alle precedenti già dimostrate, deve avere un anello fisso
chi, piu o meno ingegnosi, senza dimostrarli, Lo stesso vala
9
iniziale, oche può essere la definizione più o meno felice
por le figure geometriche: ® chiaro che per gli scopi pratici
degli enti su cui vertono le proposizioni da dimonstrare e la
/misurare un campo, un pozzo di stoffa/ l'unità di misura copreodsazione delie loro proprieta, o/e proposizioni preliminamine al lato e alla diagonale del quadrato si può sempre trori non dimostrate, E* d'altra parte una pura astrazione pensavare, 12 e forse finché si rimane su quel livello nemmeno viene
re a definizioni, postulati o assiomi senza che questi siano
il sospetto
che essa non esista.
stabiliti per dedurre dimonstrazioni di proposizioni sucoessostanza falliti i tentativi di alouni studiosi anche recenti
sive. Chiedersi dunque se siano nate priua le proposizioni
/v.
iniziali indimostrate o le dimostrazioni © questione non solo
surabilita supponendo che gli scopritori fossero stati mossi
diffioile, ma probabilmente oziosa e irrilevante. 1° Tuttavia,
poiohé solo con la presenza di: entrambe la matematica si venne
da suggerimenti provenienti dalla vita pratica /squadra ad
angolo retto,
metodo dell’ dysugalpearg
dugli
in qualche modo sia possibile illuminare la fase iniziale di
ronododeosedri di pirite/. 13
artigiani,
osservazione
usato empiricamente
in natura dei
cristalli peuta..
Se la dimostrazione non pots venire dalla vita pra»
prooesso.
Una volta accettato che la matematica come scienza
anzi noto cone siano in
Fritz, Heller/ di spiegare la scoperta dell’ incommena oostituire oome solenza deduttiva, 11 oerchiamo di vedore 3e
questo
E’
tion,
anche perohé in
effetti
essa non aiuta a facilitare il
deduttiva ebbe origine presso i Greci, bisogna cercare se essa
soddlsfacimento di nessuna delle esigenze di quest” ultima,
sia stata frutto di un processo graduale che oocupè una certa
nommono nacque per aiutare la trasmissione - cios 1’
epoca, o se sia apparsa all’ improvviso per opera di qualcuno
monto
- dogli
accorgimenti
pratioi di questo
insegnao quel mestiere,
/oome tanto volte © accaduto nella storia nei riguardi di tanjeroh4 a ciò basta mostrare una o più volte come si fa; e
te teorie matematiche/, a seguito di una repentina trasformawhlirdttura
zione nella visione degli enti matematici, se non addirittura
nontri, fino a una certa eta ci si limita per 1’ aritmetica al.
delle cose in senso generale, cioè nel quadro di una nuova
1°
"Weltanachauung".
ln diverso oporazioni/,
nell’
insegnamento
soolastico,
ancora
ai giorni
Insormamento dei procedimenti pratici di calcolo /esoguire
mentre per la geometria si rimane al
Página 4
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)-
uatematici divenissero oggetto di scionza, mentre prima
livello intuitivo, facendo vedere sulle figure como atanno le
in
erano.
E' noto infatti che Pitagora non fu il primo soien-
00se, esattamente come nel Menons platonico /82 b - 85 e/
Socrate fa con lo schiavo. 14
Poiohé dunque riesoe diffioile pensare che la dimonon
cui
ziato. Ci furono prima di lui 1 "fisiologi" ionici, tra
17
rattutto Anassimandro, di cui Pitagora conosceva 1’ opera.
Essi rivolsero la lore indagine /lotop(n / alla natura, al
i
sup
strazione abbia avuto origine dal campo
o da quello
I
che
ad essa’
I
ei arrivò per via teoretica, cioè che essa provenne dalla fii
didattioo,
losofia.
o dall’
osservazione,
pratico,
bisogna
pensare
nascero /oüvüt / delle cose dal principio che le genera Fort /.
Questo principio, come scrive Carlo Diano, 2° *primo anobe nel
tumpo, abbraccia senza lasciare nulla fuori di se tutte le cose,
Ciò sembra a prima vista confermato dalla tradizione,
che pone agli inizi della
metale quali invece nascono e mioiono". Ma contro la tendeuza
dall!
entata
rappres
fisioa che esso riflette, o’ e 1’ altra,
scienza watematioa 41 nome di Pita.
gora, 15 anche se, come vedremo, la sua opera ‘non dovette essere
sufficiente
a
spiegare
la nascita di
essa
come
cose
¿cropín , ojos dail’ indagine positiva, "per la quale le
oni
diwensi
due
uelle
sono quelle che appaiono, +... dispiegate
scienza deduttiva.
Due altri fatti messi in rilievo da Szabé confermano questa
dulle aree fisiohe e geografiche, e la causalità che le detertesi: molti termini indicanti i procedimenti e 1 princìpi della
matematica
provengono
dalla
dialettica;
inoltre
dalla
suowino, uscendo dall’ unità indistinta del divino, diventa
cessione e meccanicismo", Di qui il carattere di questi filosofilosofia vennero i prinol pi logici che stanno alia base del ragiona~
mento matematico /identità, non contraddizione, e00,/,19 Rimane
fi, ohe appaiono sì come mistici, ma anche come razionalisti%
con loro nascono la storiografia, nella direzione cho culminera in Erodoto, la geografia, e ricevo grande impulso 1’ astronowia, in dipendenza della quale si usano gli strumenti della
però da vedere come tutto ciò contribuì alla nascita della matematica come soionza assiomatico-deduttiva.
Dalle fonti, che pure sul suo costo sono in gran
parte confuso e favolose, ricaviamo questo con certezza: Pita*
gora non
uoometria e della trigonometria, 1 Ma si tratta di scienze in
oui si prende atto di quanto si "vede" /totop(n dalla radios
considerazione degli enti
Fiô-/, o in cui, come nel caso dell' astronomia, si pub anche
quale si ha nella vita pratica, ma
prevedere che 0088 succederà perché ci si b resi conto che le
solo seppe sollevarsi da una
matematici, numeri e figure,
|
anche seppe vedere numeri e figure non più come simboli di
orbite dei corpi celesti li portano a rioccupare periodicamente
qualohe cosa d' altro, ma come cose in se da studiare in quanto
lo stesse posizioni. Manca anoora 1a capacita di "vedere" fuori
numeri e figure;
dollo spazio fisico-geografico e del tempo scandito dalla reanzi,
in tutte le cose vide il nuwero perché
esso ne era l'essenza. In tal modo egli fece sì che gli enti
A)
-
.
Página 5
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)golarità .dei movimenti degli astri o rotto dall’ irregolarità
nascita della matematica, ?? Le terza à gia una teoria cos)
degli accadimenti umani,
solida, da resistere all’ urto della scoperta dell’ irrazio=
tica
non
si
Quindi presso gli Ionici la matemacostituisce ancora
come
scienza astratta
e
scono
e
si usano,
ma
-
nalel fornisce anzi lo strumento per dimostrare che 1’ irrade.
zionale & e non può non essere, altrimenti lo stesso numero
duttiva! le proprietà - e si tratta di proprietà geometriche
più che aritmetiche,
45
per la ragioni or ora dette — si riconosarebbe pari e dispari, 9 e meriterà di essere conservata da
non
Fuolido nel libro IX degli Elementi.
si
dimostrano
ancora
in
modo
generale
Essa,
attestata per la
e rigoroso. Cid e stato ben chiarito sia nel caso di Talete,
prima volta da Epicarmo, 7? è essenzialmente pitagorioa, fonsia in quello di Anassimandro, 19
dandosi sui punti fermi di carattere ontologico di: uno, due,
.
.
Con Pitagora 1! opposizione sopra aocennata presente
pari,
nella filosofia ionica viene avvertita per la prima volta
‘ coscientemente,
wutano
Diano, 20
ma, cowe dice ancora ©.
segno, perohé 1’ infinito,
"i termini
infatti
e
scoperta e dimostrazione dell’ irrazionale /in matematica i
il numero /finito/,
passi,
diventare oggetto del pensiero riflesso”,
primitivo
ogni
figura e cosa. Il numero e figura più semplice à la diade,
dove però tra le due monadi o’
è ¿1 vuoto,
"1*
Si
tratta dell’
6eiEar
idea
stessa di dimostrazione,
che da un
ben illustrato da Szabé anche sulla base
doglt atudi del Becker , > ers passata ad un procedimento innumero e di ogni figura è la "monade", 1’ unità-punto? un insieme di unità-punto in una determinata disposizione & numero,
che aggiunto al pari
duo momenti si implicano a vicenda/, erano stati necessari altri
ohe si rivela in tutte le cose come loro essenza, ® così può
Principio di
uno,
Ma per giungere al punto in cui siamo, quello della
oche per Anassiluandro era il
s
con predominio dell’
pari.
positivo, per Pitagora e il negativo, e la positività passa al
limitato e al finito. L? px
dispari,
lo fa diventare dispari, aggiunto al dispari lo fa diventare
omem>.m
infinito che si
diretto per assurdo, quale ci è conservato in Elem. X, App. 27
Hoiberg, 2° Vi è poi l' insieme dei prinoipi logici che tale
dimostrazione richiede /identità, non contraddizione e00.,
insinua nel mondo. "2? Per tale ragione in ogni cosa o? % 1?
procedimento della *Fallunterscheidung"/”?, 1 quali non possoopposizione
ns
tra
finito
oipi. di tutto il reale,
dispari,
a cui
tissimo.
Con
le
e
infinito;
monade
e diade
sono
i
prine da esse discendono il pari e il
si riporta
tutta una
osservazioni
serie di
opposizioni nosui numeri figurati,
la
¿npogop
la
vonire
fisica
usati
se
non
si
fondano
su una
base
ontologico-meta—
adeguata.
Il
pitagorismo primitivo non
era
sufficiente a
/"Arithmetik der Rechensteine” del Becker/, e la dottrina del
{nsinuava il vuoto, ohe non era il nulla, 28 wa 1’
pari e
non-numoro,
del dispari i Pitagorioi posero ie prime basi
per la
procurare tutto questo, perché tra un? unita-punto e 1’ altra si
sede
di
tutte
le
contraddizioni
infinito,
inerenti
Página 6
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)oetti
di
spazio,
di
tovimento,
contro
le
quali
ebbe
buon
giuoco la ferrea logica di Zenone, Egli voleva sostenere 11
suo
va
maestro
Parmenide
contro
i
Pitagorici
no aocogliere le sue innovazioni.
togliere
,
l’esiste
nza
perché $ è goein,
mal elvar
e
al non-essere,
pogin
$ 3/70
che
47
-
ancora
non
carattere astratto expuramente teoretico della matematica
greca delle origini,
volee
solo
tenendo presenti
queste radici
Queste partono da wa:
parmenidee possiamo capire il posto che la watewatioa avrà
che
non
nel pensiero
yap
abro
e nemmeno
pensabile,
voetv éctly
platonico.
Solo dopo
te
Vorg. 28 B 3/279 Ma l'essere
e costretto dalla
che il Pitagorismo fece propri risultati
de Parwonide ora esposti la watematica pote veramente prendere
Necessità nel pores /upatepn yap "Avdyun nelpatos tv Seguoigiv
i
il volo, sollevandosi dalle osservazioni sui nuweri figurati
Exe 28 B 8, 30-31/, per cui l’apelron che Pitagora manteneva
|
o sgglungendo alla dottrina del pari e del dispari altre costx
non
esiste.
Ben
contenuti
LI
invece
nel
népas
e
quindi
nell’
¿dy
ruzioni
teoriche.
Il
momento
in
cui
1’
apporto
parmenideo
si
sono gli enti matematici, che sono perciò vontol e quindi
innesta sul pitagorismo è probabilmente quello già ricordato
cggetto di soienza secondo la prima via di Parmenide, Le mate.
dolla dimostrazione dell’ esistenza di segmenti incommensuramatioa
diventa
così
per
ecoellenza
soienza
dell”
essere,fondata
bilik
dimostrazione
che
non
ha
niente
dls
|
sul prinoipio di identità, che è 1’awanazione logica del prin
+
x
di
empirico;
niente
di visivo, al punto che resterà per il futuro come esempio di
x
À
oiplo
ontologico di Parmenide, e sulla dimostrazione indiretta,
certezza logica incontrovertibile, e Aristotele se ne serve
la quale non fa che applicare l’altra proposizione di Parmonide
almeno 25 volte’ in tale senso.
N
x
Ron 2 non e, e deye non essere /28 B 2, 5/, quindi se alle fine
d
n
Da tutto ciò risulta che la nascita della matematica
4 un ragionamento si trova nou è, o è e pon 2 insieme /la famosa
bp
come scienza assiomatica non poteva avvenire per lenta emana-
-
.
terza via"/, vuol dire ohe era sbagliata la premessa di partenza,
P
eroio la . matematica
si trova in pieno nella sfera dell!
à Ae
1a
zioni
zione dalla vita pratica e da conoscenze empiriche più o meno
la conoscenza
che
forniscono
.
esempi
e
nept
N
di verita
°
raffinate, né per graduale evoluzione dall’ indagine
preceden»
td dv ‚2 e le sue dimostrache
per
la
prima volta
te,
0108 dall’
totopín tonica.
.
Fu per opera di
tre uomini,
.
sono
7
Pitagora,
Parmenide,
e
secondariamente
Zenone,
sul
quale
al di fuori e al di sopra dello spazio e del tempo. Di questi,
tornerò nel paragrafo seguente, che si ebbe un salto, una
che insiowe
nuova visione della realta,
ai nostri
costituiscono
di
conoscenza,
ora dette
x
ciò
bsula
la
che
sensi
e
alla
ohiamiamo
66Ea,
dalla
completamente,
"¿1
quale
problematicissima
mondo",
la
o?
è
1’
matematica
Riusciamo
così
a
.
"materia"
altra
per
le
forma
della
soienza /Enıotfun,
la
quale determinò
il nascere
paSfpata/.
ragioni
spiegarci il
;
Ora voglio considerare quel particolare sistema assiowatico-deduttivo che troviamo negli Elementi di Fuolide e
Página 7
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)che si fonda
48
lug.
.
sulle proposizioni premesse al libro I,
Che ques-
‘athto
te proposizioni siano definizioni, postulati o assiomi è
secondario,
sicché
bene fecero gli antichi a chiamarle
tutto
la
insieme "princìpi", Apxaf.3? Tale sistema e stato sottoposto
all’
esame
non
solo in
della
critica
questi,
e,
soprattutto nei
per
secoli XIX e XX,
quanto riguarda
alcuni
punti,
postulato,
sembrano
tutti
hanno
superflue,
e
osservato
che
talune
ma
anche
proposizioni
non vengono utilizzate nel seguito della
quando dicono
nie
in
exsn
spazio
estendersi
fin
culminerà
"positivo"
dove
1’
in
di
Enopide
ed
Anassimandro
occhio
senza che fosse avvertita 1'
nel
scorse
v'*rnvorso
i
la
mondo
rapporto ai
"po
dopo,
la
anche
il
antico,
numero,
musica,
x
Spingeva
la
esigenza di
non
si
wisurano
rette,
ma
ane
questo
nello
suoni che
scoperta
attraverso
avvenne
studiare
le
indubbiamente
iunghezze
delle
corde
si volvano ottenere. 35 Ma non molto
dell’
la
irrazionale,
constatazione
alla
dell!
quale
si
impossibilità
i Wividere l' ottava in parti uguali ,26 rendeva del tutto
14.3 Ma dopo quanto abbiamo detto nel precedente paragrafo
i nircrato
possiamo ben capire come Szabé risalga ancora più indietro,
los »fla
liv
filosofia eleatica insieme alla dimonstrazione indiretta, oplo
fara
“11!
concezioni
olontica,
pitagoriche
fornendo,
accottare come
Lerazionalita,
come
più
si
à
primitive:
visto,
gli
affatto ragionevole 1!
toglieva nei
solo
la
fi.
strumenti
esistenza
matematici ogni diffidenza
Lou confronti della retta, e rendeva definitivanente
possipure siano stati formulati in qualche caso come reazione e
posizioni eleatiche.
rly.
Prima di espriwere un parere più approfondito su
questo argomento,
poteva
Nello
che
«:11/. Il pitagorismo potè accettare la retta solo dopo che
che altri prima di lui scrissero Elemen=
difesa nei confronti di certe
Chio.
lotor(n,
jetunan
affermando che almeno parte del "prinolpi" discendano dalla
di
ionica,
‘biilorno la lunghezza in un numero /è noto che in astronomia,
sistewazioni della materia
precedenti a Fuclide, la cui esistenza
le confermata dalle
fonti,
provenienza
a;eelalmonte
. . tn
trattazione. Cid non si spiega se non ammettendo che quelle
proposizioni fossero contenute in
rettn
211
nell' antichità.33 A parte le famose questioni sollevate dal
V
di
Iipsorate
ln
goometria
tnt tagliate
premetto alcune osservazioni. Alle origini
“istrato
la
e
come
scienza.
precise
Non
è
argomentazioni
derivazione
dalla
11
caso
con
cui
filosofia
di
riassumere
Szabé
eleatica
ha
di
buona
la geometria dovette essere ancora più lontana dall’ arit-
"te
matica di quanto
"Ink con cui sono formilati,37 Solo a proposit
o di Zenone
concezione
appaia a noi oggi.
stesse
Abbiamo detto prima quale
alla baso dei numeri figurati
pitagorici
e
quale vuoto metafisico separasse due unità-punto.
Il concetto
e
doi
"princìpi"
promessi
“le
parere è un
po’
‘iano
formulato
alcuni
al
diverso.
doi
libro
Szabé
I degli
ritiene
"princìpi"
per
Elementi
n=
di vista
enemplo
del
tutto
diverso
da quello
pitagorico,
e
senza
centro
11
doll’
discepolo
assioma
di
Parmenide
VIII,
"il
/sarabbe
tutto
è
dei
che matematici
prendero
t
stesso della linea /sia retta che circolo/ riflette un punto
e
il
caso
posizia
maggiore della
Página 8
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)grazie anche alla scoperta dell’ irrazionale avvenuta primad
la concezione della
sieme numerabile
di punti,
retta
come
inionico,
anche
a
e ciò fu un grande passo innazi,
causa
della
distanza
soso /che fu dimostrata,
anzi,
rimase colpiti dall’ aspetto eristico dei ragionamenti di
|
assiomatico
di
rigore
che
deve
essere
imitato
nella dialettitico-deduttivo non fosse già stato completamente costituito.
Assai recentemente Knorr, pur ammettendo 1’ iwpronsistema
siano apparsi priwa.
sog questo non sarebbe stato possibile se il wetodo assiomaenunciando i princìpi di cui Szabé parla.
nel
sono che
lialoghi della prima maturità, ai ragionamenti dei matematici
some osempio
e probabilmente contro questo i geowetri reagirono
eleatica
ce ne
Lo stesso Platone si richiama più volte, anche in
si
ta
del resto solo nello scorso secolo/,
»i sono prove che alcuno di tali princìpi sia apparso così
tordi,
geografica,
Zenone,
tutte di includere
come non 1’ aveva capita priwa Aristotele, 59 Ma, ripeto, non
|
Non venne però inteso nel suo senso: forse, specialmente in
ambiente
per
coso postulato e non come teorema, e molti non capirono la
essi vengano intesi, aveva rivelato nella retta la continuità,;
contraddittoria
-
Y postulato che egli decise una volta
te"/.38 Secondo we, Zenone con i suoi argomenti, comunque
riusoiva
51
50
-
euclideo,
attribuisce
Ma so esso già c’ era, i princìpi su cui si reggeva dovevano
la
formazione di esso a un eleatismo secondario, espressosi nell’
ambito dell’ Accademia, durante la vecchiaia di Platone e dopo
la sua scomparsa . 77 L' elemento eleatico in Platone è presente
1ssoro gli stessi che
son
abbiamo notizia,
troviamo in
o
Fuclide,
addirittura
sono,
perché di altri
per quei
tempi,
difficilmente pensabili. Ma allora, se nei "princi pi" dei matoaatici o’ è la presenza eleatica, questa non può essere venuta
‘in tutte le fasi del suo pensiero, wa che esso si faccia più
da
un
eleatismo
posteriore.
rilevante nella fase tarda è innegabile. Ma
è lecito pensare
Non
| che sia questo eleatismo a determinare la costituzione del
wontali
sistema
assiomatico
euclideo?
To
non
trovo
prove
che alcuno dei princìpi di esso sia stato pensato ed espresso
tanto weno la dimostrazione indiretta. Ci sono
certo negli Elementi parti più recenti di altre, ci sono dimostrazioni
che
la
scelta
la distribuzione della materia
in
parte
e
opera
probabilmente
sua,
anche
la
sono
scelta
opera
delle
di Euclide
sono
Parmenide
inoltre
non
dimenticare
passano
invariate
che
in
le
tesi funda-
Platone:
esse
convincenti
“i
così tardi,
di
si deve
stesso;
sicuramente
proposizioni
inizisli non dimostrate, tant’ è vero che egli per ragioni storiche
incluse proposizioni che avrebbe potuto tralasciare; c’ è 11
subiscono
anzi
rilevanti
modificazioni,
loscritto con molta chiarezza.
corto senso,
che
R.
Falus ha
11 non-essere viene, in un
ad avere esistenza nell’
idea di alterità, e la
cigida è reciproca esclusione parwenidea tra essere e non-:
-essere
viene
ad
ammorbidirsi
con
il riconoscimento,
“ssore’
delle
sue "Erscheinungsformen"”
di
movimento
per
e
1’
quiete.
le enti matematici e concetto di movimento sono incompatibili,
cone osserva Proclo nel più volte ricordato Commento . 3 Non è
Página 9
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)-
quindi possibile pensare che 1 prinolpi del sistema assioma=
a molto chiaro
M, GENTILE,
tico-deduttivo suclideo siano potuti derivare dalle tesi
atorie
della filosofia, Padova 1966, p. 26 ss.
parmeuidea così transformate..
Solo della tendenza alla sistemazione si può dire
che sia propria dell’ stà di Euclide, ma la sistemazione preguppone qualche cosa che ci sia già: quando,
Se e come 2 possibile la
Por esempio E. v. FRITZ, Die APXAT, p, 21.
4
Ritengo con Szabé che la matewatica si sia costituita
,
:
come
|
scienza
assionatico-deduttiva
dipendente da Aristotele,
in modo del tutto
<
ma che piu tardi 1’
ininfluenza
,
dello Stagirita sia divenuta molto forte: v. il capitolo
Aristotele nella Poetica dá la sua “sistemazione” della tra-
|
DioGrundlagen
und Aristoteles in SZABO, Anfänge p. 302-
gedia, questa o! era gis stata da un pezzo. E’ vero che nel
;
x
per esempio,
1
3 10,
!
x
5
caso della matematica e piu difficile distinguere tra creazione e sistemazione,
Lancs
ma proprio per questo ci fu chi scrisse
1*
Elementi anche molto tempo prima di Fuclide,
7
NOTE
A
Entraubì polemizzano con il Neugebauer, il grande studioso
delle scienze presso i popoli orientali /Egizî, Babilonasi/,
incline ad attribuire ad essi la fondazione
di parti della ,
matewatica, in particolar modo 1’ algebra geometrica.
:
Sorive il v. FRITZ, Die APXAI in der griechischen Mathema-
1969,
2
Dello stesso
Anfänge der griechischen Mathematik,
parere
Y
e
Budapest
p . 243 3 as.
"Maia”
K.
REIDEMEISTER,
avessero
individuato
fondamentali
altre
che egli distingue.
oltre
19
grecques
e
au
temps
Sta
,
Su questo aspetto della
.
p.
106-131.
Das exakte
:
Denken der Griechen;
on
Hamburg ||
10-11.
D
E
er
My
v
Wi3-
Quosti argomenti vengono trattati sul piano generale neil!
libro di E,
asaiomatica,
quasto
'
11
AGAZZI,
Introduzions ai
problemi
Milano 1961.
Il problema e forse un po’ diverso al momento della gis.
tomazione di un
alle quattro
trattazione aristotelica nel I libro della Metafisica
‚ Pe
1958,
MITTELSTRASS,
ıloll’
se i filosofi precedenti
"cause"
J.
10,
occallente
|
{
Precisamente Aristotele cerca
mathématiques
Sütze aufweist" /i corsivi sono dell’ autore/,
macht hätten, alle mathematischen Sätze streng logisch
Prinzipien abzuleiten".
pris
als logische Folgerungen anderer bereits gesicherter
Babylonier oder gar die Agypter jemals den Versuch ge- .
ersten
des
solchen Satzsystews in der Regel, indem wan gewisse Sätze
"Nirgends hat sich ein Zolchen dafür gefunden, dass die
SZABÓ,
a
sonschaft, Arch, for Hist. of Exact Se. 2, 1962-66,
p. bil: si può intendere per teoria matematica "eine
Roihe von Sätzen, die z.B, in bestimmter geordneter Weise
voneinander logisch abhängig sind und auf diese Weise....
cin Satzsystem darstellen. Bewissen werden Sätze eines
|
tik, Archiv für Begriffegeschichte 1, 1955, p. 13-14:
A,
e
In
1949
von
fondamentaux
Aristote
/"proprint"/ p. 9-10,
&
ı
Su questo passo di Proclo vedi A, SZABO, Quelques prob=
parlerò
complesso assiomatico-deduttivo,
ma di
Vedi la trattazione di À. SZABO, Wie {st die Mathematik
Página 10
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)zu
ainsr deduktiven
1956,
p.
Wissenschaft gawordan? AAHung.
SZABÓ, Anfänge,
13
Ka
ve
p.
281-282.
Pie Entdeckung, der
Hippasos von Metapont,
XXXITI/,
5,
Pyth
14
Die
er,
p.
stetigen Teilupz durch
Zur Geschichte,
p.
325
die
24
ss.
Su questo oelebre passo, oltre all’ articolo gis oitato
in nota /6/, vedi SZABO, Anfünge, p. 122-123, e W. R.
KNORR, .The
evolu
~ Boston 1975,
Comm,
f the euclidea
p.
Elements,
a
L?
a
2
a
a
A
a,
Doll. Ist, Fil. Gr., suppl. 2, Roma 1977, p. 19 88.
Por esempio ARIST. An, Pr, 41 a 26-28; An, Pra 50 a
ne in EUCL.
36-38, oltre, naturalmente, alla dimostrazio
, AAHung,
riferiwento ad
1968, pe 139-148, vede piuttosto un
Eraclito e, indirettamente, proprio si Pitagorici.
,
yom Geraden und Ungeraden, in Zur Gesch, d. er. Math.
ultima parte;
p. 190.
18
C.
DIANO,
Pe
1-2,
19
Per
25
sul secondo fatto tornerò più avanti.
Pythagoras,
Studi
e
saggi
XXIV,
di
col.
26
180 e 186,
filosofia
antica,
Padova
1973,
|
Talete
e
11
zioni” vedi A,
matioa,
Fr,
52486, Anfänge, p- 254 ss.; O. HECKER, Dasmatiheuatische
Sul primo fatto v. SZABÓ, Zur Geschichte der Dialektik
deg Denkens, AAHung 2, 1954, pe 17-57, in particolare 1”
8.9,
65
tesi di Reinhardt, ritiene che il person
FALUS,
carwo scherzi sul pensiero degli Eleati. invece R.
16,
16
E.,
librum p.
seguendo la
SZABÓ, Eleatica, AAHung. 3, 1955, p+ 79: aggio
di Epi-
PROCL.
R,
elem,
CIOSI,
A;
Dordrecht
26-27.
I Eucl.
drrazionale, v. il wio lavoro! F. FRAN.
15
17
in
per
la sooperta dell’
10, App. 27 sotto menzionata.
294 ss.
Entdeokung der
in
23
y
Backer, /Wege der Forschung
Darmstadt 1965,
HELLER,
Inkommonsurabiji
tit durch |
in Zur Geschichte der griechischen
:
Mathewatik hrsg. von 0.
-
e ia teoria della proporzioni/ siavo stati la bese
4,
109-151.
12
55
senso
che
bisogna
FRAJESE,
Firenze 1969, p.
ayers
dare
alle
suo
oria
“diwostra-,
ate,
35-41. Sulla natura delle ricerche
27
20
C.
DIANO,
21
Ibidem,
22
0.
Studi
p.
26.
BECKER,
Die
Buch
e saggi,
Lehre
der Euklidichen
Math.,
p.
125-145,
vom
p.
29
25-26.
in
.
p. 125-126 e FRANCOSI, L’ irrazionalità, p. 24-25
BECKER, Die Lehre, p. 137-138; SZABÔ, Eleatica, p. 81.
nidea wi rife
Tra i wolti commenti a questa frase parme
di due illustri storici della
risco soltanto a quelli Ci]
QUS NOEIN a
matematica greca. K, va
Gerade und Ungerade
Elemente,
ut, in
4
K. v. FRITZ, Die £
diquesta
che
e
ritien
293,
pe
Math-,
gr,
d,
Gesoh,
Zur
nella
ta
uizza
moder
mostrazione sis più recente, o almeno
Die Lehre
forma. Nou sono di questo “paróres vedi BECKER,
C. DIANO, Studi e gaged, P- 26 e 36.
‚soientifiche di Anassimandro vedi SZABO, Der Schattenzeiger, Budapest 1977 /preprint/.
Denken der Antike, Göttingen 1957, p. 40 ss.; e Die Lebré
im Neunten
Zur Geschichte
der er,
Su come questi tre elementi della primitiva scienza pitagorica /gli altri saranno la geometria
, Class. Phil. 40,
Q
re-S
De a
the sentence is-..,
of
ng
meani
“The
e?
scriv
1945, p. 237,
t, tbe
that | there can be no vogiv without its objec
gbi si
in which it ee itself”. In termini analo
éév
g- 2,
esprine SZABÓ, Zum Verstëänduis der Eleateg, AAHun
e Di
atiou
rpret
-Inte
nides
Parme
1954, p. 278. Ma R. FALUS,
Página 11
Ver en el PDF(se abre en una ventana nueva)AAHung. 8,
senso
1960,
della
p,
frase
277-278,
non
si
1.
giustamente pensa che il
riduce
ad
affermare
che
non
pub essere pensiero senza un oggetto, e aggiunge:
Denken
lässt
ist
ihu eingeschlossen
in
das Denken
dadurcht
sich
con
dem
richtet über
Existenz,
dass
"Seienden"
....
durro,
"Das
trennen,
cael.
557.
riguardo alle parallele /Ay,
Pr. 66 a 11-15/;
Euclide
invece capì che il postulato era
od
ebbe
il coraggio di introdurlo
41
Por
es.
12
R,
FALUS,
es
ein
sich
jedes
senz’
inevitabile,
altro.
denken
20 = Vors.
lässt",
28 B1,
PLAT.
fhaidon
100
a;
Resp.
510 and.
Ding bekommt
tratta
d,
una petitio prineipti /cioë, in sostanza un pose
tulato/,
Auf der anderen Seite:
alles,
es
nicht
|
ci
-57-
30
SIMPL.
31
H.
32
Vedi 11 secondo capitolo, già citatà all’ inizio, del
Parmenides~Interpretationen,
del
terzo
paragrafo dell’
Pp.
articolo,
292
ss.:
si
intitolato
15.
appunto Die
Modifizieruns
der parwenideischen Grundthese
BONITZ,
Index aristotelicus,
libro I degli Analitici
p.
Poateriori
185.
Platon.
di Aristotele
e
43
PROCL.
In
Euci,
I
p. 179 Fr.
33
I, TÓTH,
Wiesbaden
in Prismata,
1977,
p.
Festschrift
395-515.
PROCL. In I Evol. p. 66-67 Fr.
35
P, TANNERY, Du rôle de la musique grecque dans le dévefioves,
de
Ja
mathématique
111,
p.
68-69,
pure,
in
Mémoires
sclanti-
37
Vedi, oltre ai lavori dello studioso ungherese già citati
p.
231
e alla
des
p.
ss.,
ma
parte degli Anféuge,
anche-p,
129-130 della
III parte degli Anfänse,
euklidischen Axiomensystems,
partic.
I parte.
anche
in
in
1’
articolo Anfänge
Zur Gesch,
d. gr,
Math,
354 ss.
38
SZABO, Anfänge, p. 394 ss.
39
Y,
R.
KNORR,
buto alla
On
th
a
stor
a
tics,
contri-
"II Conference of the International Union of
the History and Philosophy of
settembre 1978,
p.
Science"
17 e passim,
tenutasi
in
"preprint", /citaz.
Pisa,
consentita dall’ Autore/.
Te]
Aristotele rimprovera ai
geometri dei
suoi
un
movimento fittizio,
fondamentayxz,
p.
afvncic
Quelques problè-
15.
La méthode axiomatico-déductive, que les Grecs sont les premiers |
à utiliser, n’est pas issue de la mathématique empirique: comme |
particulièrement celle qui caractérise le Pythagorisme, i.e. le Pythagorisme ,
plus récent qui s’est inspiré de Parménide et de Zénon.
Vedi tutta
seconda
di
su questo punto vedi SZABO,
d’autres notions mathématiques, elle trouve son origine dans la dialectique,
Toulouse - Paris 1915.
36
la
nes
parlare
1092. FRANCIOSI F., Sulle origini del metodo assiomatico-deduttivo |
nella matematica greca: Homonoia ! 1979 37-57.
34
loppement
potrebbe
Taviactınf;
Geometria more ethico,
für Willy Hartner,
PROCL. In
I Euol. p. 185 Fr, Tutt’ al più, secondo lui,
tempi di
intro-